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giovedì 13 maggio 2021

Venerdì 14 maggio, riunione della Direzione nazionale PD in diretta streaming


Venerdì 14 maggio, alle ore 9 è convocata da remoto la Direzione nazionale del Pd con all'ordine del giorno l’analisi della situazione politica. La Direzione sarà aperta da una relazione del segretario Enrico Letta. I lavori saranno trasmessi in streaming sulla pagina Facebook, sul canale YouTube e sul sito del PD.

venerdì 12 febbraio 2021

Con Draghi, con le nostre idee. Per uscire dalla pandemia e far ripartire il Paese


La relazione introduttiva del segretario del Pd Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale del Pd dell’11 febbraio 2021

Stiamo operando in una situazione molto complessa. Si può dire in continuo movimento. Per contare e incidere nel modo migliore occorre mantenere l’unità del partito in ogni passaggio fondamentale. Siamo, d’altra parte, il soggetto politico democratico essenziale. Al quale guardano, al di là dei nostri elettori, l’insieme delle forze produttive, sociali e del mondo del lavoro, come a un punto di riferimento imprescindibile.

Questa unità, voluta e realizzata con il contributo di tutti ci ha permesso nel corso dei mesi passati di salvare l’Italia da pericolose avventure. E questa unità è stata apprezzata dai nostri militanti ed elettori ed è stata di conforto per il gruppo dirigente nazionale nei giorni passati. Davvero difficili. Credo che nessun partito abbia discusso e coinvolto i suoi organismi statutari come il nostro. E nessuno, tanto meno, si è ritrovato all’unanimità sulle scelte che abbiamo e stiamo compiendo.

Naturalmente occorre che tale unità sia davvero sostanziale. Vale a dire che nel pur legittimo esprimersi di sensibilità e letture anche diverse, non si alluda a una contrapposizione sulla linea da perseguire in queste ore. Perché, altrimenti, sarebbe utile esplicitare dissensi o riserve. Per una questione di trasparenza, di solidarietà interna e di schiettezza. D’altra parte il dibattito pubblico appare confuso. E chi vuole destabilizzare il sistema politico italiano sta mirando proprio sul Pd e la sua funzione. Vedremo con calma l’insieme delle ragioni che sta portando a questo. Ma non vi è alcun dubbio che per la delegittimazione del Pd, appena tornato protagonista, si muove una generale e diversificata marea antipolitica che tende a mortificare i soggetti politici, i partiti e le loro classi dirigenti.

D’altra parte nel 2018 ci siamo ritrovati senza politica, forza di testimonianza, senza alleanze e circondati da una marea populista. Di destra e di sinistra. Con la politica, con l’iniziativa del Partito democratico siamo riusciti insieme a dividere il populismo. A costruire alleanze, seppure faticose, a cambiare gli altri, in parte anche noi stessi.

Non è certo andato tutto bene. I passi sono stati faticosi, con incredibile sequenza di appuntamenti elettorali con l’esplosione della pandemia ed ogni giorno li abbiamo dovuti conquistare con pazienza e fermezza. Ma alla fine, in due parole, si può dire che il risultato è stato importante. Abbiamo ricollocato l’Italia nel solco europeo. Abbiamo affrontato la pandemia con la scienza e non con i pregiudizi. Abbiamo conquistato le risorse del Recovery fund. Abbiamo gestito una crisi economica gravissima e inedita senza conflitti laceranti e proteste rabbiose. Questo grazie ad una politica economica e sociale che ha saputo guardare allo sviluppo e anche alle fasce più deboli e in sofferenza della società italiana.

Eravamo impegnati, con il presidente Conte, a realizzare una ripartenza della nostra azione di questi mesi. Dall’emergenza occorreva passare alla ricostruzione del paese. Questo avrebbe comportato una maggiore unità e visione comune delle forze stesse della maggioranza. Questo lavoro di rilancio lo abbiamo avviato noi e lo stavamo realizzando in modo aperto, sensibile alle osservazioni critiche di ogni partito. A partire, per quanto ci riguarda, dalla giusta volontà di affermare anche i nostri punti di vista, i nostri contenuti e sempre di più i nostri valori e tenere ampio lo spazio della politica.

Come sapete tutto si è interrotto nel momento in cui Italia viva ha deciso, nel cuore stesso di questo sforzo, di staccare la spina al governo Conte. Non ritorno sul merito di questa condotta. Ma non vi è dubbio che essa ha aperto una crisi che abbiamo definito “al buio”. Perché totalmente priva di alternative credibili. Alternative politiche alla nostra strategia non vi erano e in realtà non ci sono neppure oggi. Nella situazione di incertezza, di precarietà e di possibili avventure che la crisi ha determinato, il presidente Sergio Mattarella ha messo a disposizione del Parlamento una delle figure più autorevoli e prestigiose italiane, il professor Mario Draghi. Prestigiose in Italia, in Europa e in tutto il mondo.

Ascolta l’intervento sul podcast di Radio Immagina https://immagina.eu/radio/#

lunedì 11 gennaio 2021

Non è il tempo delle barricate, è il tempo di costruire un futuro migliore

 


La relazione introduttiva di Nicola Zingaretti alla riunione della Direzione nazionale del Partito Democratico (8 gennaio 2021)
Anche se siamo nel pieno di una vicenda politica in continua evoluzione ho ritenuto utile e opportuno convocare questa riunione della Direzione per informare il gruppo dirigente sulla situazione a oggi.  Sapendo che entriamo in una fase nella quale dovremo convocarci al bisogno seguendo gli sviluppi della situazione.
Nei giorni scorsi abbiamo tenuto la segreteria, il comitato politico e riunito i segretari regionali e delle città capoluogo.
Questo perché ritengo giusto condividere tra noi la scelta in un passaggio fondamentale per il futuro non solo del governo che sosteniamo con la massima lealtà, ma del paese alle prese con un’emergenza sanitaria, economica e sociale che non tollera rinvii.
Ma non voglio sottrarmi da alcune considerazioni, che ritengo urgenti, che mi suscitano le immagini dell’assalto al Senato degli Stati Uniti d’America da parte di migliaia di persone in preda a una rabbia bestiale.
Ci sono state vittime e feriti. Sono stati distrutti uffici, tavoli, vetrate, archivi. Proprio lì, nel cuore della democrazia americana. Un senso di preoccupazione misto a tristezza hanno invaso l’animo di tanti cittadini di tutto il mondo, che hanno potuto assistere a questo scempio attraverso la TV.
Come si è arrivati a tutto ciò? Certo, Trump. Innanzitutto, Trump.
Il suo ego smisurato. Straripante di atti che occhieggiano al  razzismo, xenofobia e radicalità e estremismo.
Esso ha ingigantito un’anima profonda dell’America che in realtà è un dato permanente della storia di quel grande Paese che si è concretizzato in grandi e simbolici conflitti. Ricordiamo: Joan Baez e la guerra del Vietnam. Martin Luther King e il Ku Klux Klan. McCarty e i Kennedy. Potrei continuare.
Le sue responsabilità dunque sono immense. Ma dirlo non ci basta.
Ma chi ha prodotto Trump? Perché, pur nella sconfitta, ha conquistato 70 milioni di voti su una linea apertamente estremista.

lunedì 7 settembre 2020

Siamo il partito dalla parte delle persone, unica garanzia di cambiamento


La relazione del segretario del PD, Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale del 7 settembre 2020

Carissimi, carissime,

siamo all'apertura dell’anno politico e mi concentrerò su punti che riguardano la vita del Paese e la funzione che il Partito Democratico può esercitare in questo snodo fondamentale della storia italiana.

Viviamo una fase molto intensa e delicata, con un Paese ancora tramortito dal trauma Covid, ma desideroso di reagire e ripartire, e con una serie di impegni e appuntamenti politici di grande rilevanza.

RISPONDERE ALLA CRISI SCATENATA DALLA PANDEMIA

C’è innanzitutto l’urgenza di una risposta adeguata alla violenta crisi socio-economica scatenata dal Coronavirus. In particolare, attraverso un utilizzo virtuoso del Recovery Fund e delle altre risorse messe a disposizione dall'Europa a cominciare dal Mes e di quelle derivanti dalle nostre manovre economiche e finanziare.

L’Europa ha risposto con un dinamismo che molti non si aspettavano. Anzi, alcuni, anche in Italia, le destre sovraniste in primo luogo avevano sperato nella tempesta perfetta per dare un colpo definitivo. Invece c’è stata una svolta fondamentale per chi ha a cuore il progetto europeo e, di conseguenza, per l’Italia. Una svolta che ha visto protagonista il nostro partito e che ora dovrà impegnarci con ancora più energia sul fronte dei progetti da realizzare e dell’apertura dei cantieri su cui concentrare le risorse. Ora è il momento delle idee, dei programmi, delle soluzioni. Questo chiede il PD, e noi stiamo facendo la nostra parte.

LA TORNATA ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 20 E 21 SETTEMBRE

C’è poi l’importante tornata elettorale del 20 e 21 settembre. Con il voto in sette Regioni e la scelta di 1.184 sindaci e assemblee comunali. E infine, il referendum costituzionale confermativo del taglio dei parlamentari.

Abbiamo dunque davanti a noi giornate cruciali che dovremo affrontare insieme, per dare le risposte più utili al Paese. Servono allora visione, concretezza e realismo. Dobbiamo andare alla sostanza delle questioni che abbiamo di fronte. Immergerci nella realtà della vita delle persone, consapevoli che le nostre scelte e la nostra capacità di azione peseranno sull’avvenire dei nostri figli.

Grazie a chi in queste ore sta combattendo, nei territori una cruciale battaglia politica. Migliaia di candidate e candidati, militanti, elettori che ovunque si pongono come la più credibile e forte alternativa alla destra.

Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia c’è il nostro Partito Democratico non da solo ma immerso in coalizioni e alleanze civiche, con amministratori, associazioni, partiti e alleati.

Come primo punto, quindi, vorrei brevemente condividere con voi uno sguardo sull’Italia che riemerge dai mesi di paura.