Visualizzazione post con etichetta Crisi economica e sociale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Crisi economica e sociale. Mostra tutti i post

domenica 31 dicembre 2017

La condizione del Paese è migliorata. Lo dicono i dati e i risultati…

Tutti gli indicatori economici confermano che la strada intrapresa finora dai governi a guida PD è quella giusta

Secondo molti osservatori il 2017 economico doveva essere l’anno del limbo, con il nostro Paese collocato “tra color che son sospesi” e con un Pil dai lineamenti poco marcati, in bilico sullo zero virgola. Al contrario, invece, i dati arrivati durante l’intero anno sono risultati decisamente confortanti, tanto da sorprendere al rialzo gli analisti su praticamente tutte le variabili macroeconomiche: il PIL è andato verso l’alto (e non di poco), la disoccupazione e il deficit sono scesi, l’occupazione ha registrato livelli record, il debito si è stabilizzato e l’avanzo primario gode di buona salute.

Con un resoconto evidente: l’Italia sta meglio rispetto a un anno fa e la ripresa, iniziata nel 2014 e consolidatasi nel biennio 2015-2016, si è ormai stabilizzata, diventando via via “meno ciclica e più strutturale”, per dirla con le parole del ministro Padoan. “In questi anni – come ha sottolineato il Segretario del PD, Matteo Renzi - tutti gli indicatori economici hanno cambiato verso, nessuno escluso”.

Risultati grazie ai quali l’Italia non è più fanalino di coda dell’Ue. Anzi, ora è fra i quattro o cinque giganti mondiali dell’export (un aspetto, questo, che analizzeremo meglio più avanti).

Complice la congiuntura mondiale ed europea favorevole, si dirà, (gli ultimi dati diffusi ieri dalla Banca Centrale europea parlano di un’Eurozona che continua a crescere con uno slancio sostenuto e generalizzato). Allo stesso tempo, però, sarebbe intellettualmente disonesto trascurare quanto la politica economica attuata in questi anni sia stata determinante per agganciare la ripresa. Il premier uscente Paolo Gentiloni l’ha rivendicato in qualche modo nel suo discorso di fine anno, sottolineando quel lavoro fatto con dedizione negli ultimi anni, “lungo, ma di successo”. Precisando anche quanto sia stato difficile accompagnare la crescita nel rispetto delle regole europee e, soprattutto, senza aumentare le tasse.

Certo, la strada da percorrere è ancora in salita e come ha sottolineato l’ultimo rapporto annuale del Censis , la ripresa economica registrata finora ancora non è sufficiente ad arginare il “rancore sociale”, che risulta invece in aumento. Ma la strada intrapresa finora è  quella giusta. Lo dicono i numeri.

martedì 28 novembre 2017

Primo voto al Dl fiscale collegato alla legge di Bilancio, proposta del Governo sulle pensioni

Il Decreto ora passa alla Camera, mentre il Senato discute la Manovra in cui si intende inserire lo stop all’innalzamento automatico dei requisiti anagrafici per 15 categorie di lavori gravosi

di Alberto Pagani (Deputato PD)

Il 16 novembre il Senato ha approvato il Decreto fiscale, collegato alla legge di Bilancio 2018 (che inizia a breve il suo iter nell’Aula di Palazzo Madama) e ora pervenuto alle Commissioni di Montecitorio. In attesa che i due testi siano discussi dalla Camera, illustro alcuni contenuti di questi provvedimenti inserendoli intanto nel contesto economico, ossia innanzitutto rilevando i dati – forniti dall’Istat – del terzo trimestre 2017, in cui il Pil italiano è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% rispetto al terzo trimestre del 2016, l’incremento più alto dal 2009. Un risultato, dunque, che conferma la crescita del Pil 2017 almeno al +1,5%, e segnala che il sistema italiano si è rimesso in moto (anche se per tornare ai livelli pre-recessione c’è ancora della strada da fare). In particolare, riporto con piacere le ottime performance dell’Emilia-Romagna, in cui la produzione industriale è salita del 2,8%, l’export del 6,4% e la disoccupazione è tornata al 6,5%: la nostra Regione, dove il 30% delle imprese hanno rivisto al rialzo gli investimenti (soprattutto per la transizione 4.0), si dimostra un territorio particolarmente dinamico. Sullo scenario nazionale l’aumento del Pil è trainato da industria e manifattura, turismo, servizi.

Al via il reddito di inclusione

Parte il reddito di inclusione, la prima misura nazionale di contrasto alla povertà fortemente voluta dai Governi Renzi e Gentiloni : dal primo dicembre – come stabilisce la circolare 172/2017 dell’Inps – sarà possibile fare la domanda per la misura che, oltre a un beneficio economico, prevede un progetto personalizzato per chi si trovi in situazione di bisogno.


mercoledì 30 agosto 2017

Via libera al reddito di inclusione (REI): misura universale contro la povertà a favore di 1milione e 800mila persone

Via libera definitivo al Reddito di Inclusione. Un aiuto a famiglie più deboli, un impegno di Governo Parlamento e Alleanza contro #povertà
— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) August 29, 2017


“L’approvazione da parte del Cdm del decreto per il reddito di inclusione è un altro passo importante, concreto e sostenibile per andare incontro a chi è in difficoltà”. Lo dichiara Lorenzo Guerini, Coordinatore segreteria PD. “Un passo che non si limita ad assistere ma che fornisce gli strumenti per dare una prospettiva alle persone, secondo uno spirito solidaristico non solo a parole. Vogliamo che le persone siano aiutate non solo a sopravvivere ma a vivere”. “Proprio per questo motivo, in questi anni, con il governo di Matteo Renzi e ora con quello di Paolo Gentiloni abbiamo operato con grande determinazione per rilanciare la crescita, condizione irrinunciabile per sostenere chi è in difficoltà”

*****
Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei).
La misura si rivolge a una platea di 400 mila famiglie, pari a circa 1,8 milioni di persone.
Il Rei sostituisce il Sia, sostegno all’inclusione attiva.
L’importo dell’aiuto corrisponde al massimo a quello dell’assegno sociale per gli over 65 senza reddito, pari a 485 euro al mese.
L’importo dipenderà dal numero dei componenti della famiglia e dalla situazione familiare e reddituale.


mercoledì 16 agosto 2017

ISTAT: il Prodotto Interno Lordo nel secondo trimestre +0,4%, +1,5% su base annua. L'incremento più alto degli ultimi 6 anni

Si consolida la ripresa dell'economia italiana. Avanti con investimenti, lotta alla povertà, lavoro. Avanti con le riforme: è la strada giusta

Mattarella e Gentiloni: l'Italia è in ripresa, c'è più fiducia
Fmi alza nostro Pil: +1,3% nel 2017 ​
Svimez: riparte l'occupazione al sud ma resta l'emergenza sociale
Banca d'Italia: PIL in rialzo nel 2017 a + 1,4%


Nel secondo trimestre dell'anno, secondo la stima preliminare dell'Istat, il PIL - corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato - è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. Il secondo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al secondo trimestre del 2016. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi e di una diminuzione nel settore dell'agricoltura. Dal lato della domanda, si registra un apporto positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un limitato contributo negativo della componente estera netta. Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,1% negli Stati Uniti, dell'1,8% in Francia e dell'1,7% nel Regno Unito. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%.

domenica 16 luglio 2017

Te li do io i bonus

Tommaso Nannicini
http://www.tommasonannicini.eu/it/

Non c’è dibattito a cui partecipo sulla politica economica del governo Renzi in cui qualcuno non sollevi la lettura un po’ caricaturale del “governo dei bonus” (portando a sostegno di questa tesi analisi giornalistiche che continuano a distanza di mesi, come queste ricostruzioni su Repubblica o sul Corsera). Ormai la narrazione è passata e, in tempi di post-verità, c’è poco da fare. Ma proviamo lo stesso a vederli da vicino questi famigerati bonus.
La strategia economica del governo Renzi si è basata su un mix di riforme strutturali e di leve congiunturali. Da una parte, riforme strutturali disegnate per rilanciare la crescita potenziale, gli investimenti e la produttività nel lungo periodo. E dall’altra, leve congiunturali per dare ossigeno a famiglie e imprese nel breve periodo, a fronte dei costi delle riforme e di una ripresa ancora lenta. Questo mix è stato perseguito continuando il percorso di consolidamento fiscale (irrinunciabile in un paese con il nostro debito pubblico), ma a un ritmo più lento rispetto agli oneri eccessivamente onerosi che ci eravamo assunti in passato. Seguendo, per dirla con Giampaolo Galli, una “terza via pragmatica” tra austerità e politiche keynesiane. La disinvoltura con cui si parla di “bonus” deriva spesso dalla confusione tra interventi di tipo strutturale o congiunturale.

Il PD rilancia il confronto con le forze sociali. Incontro con i sindacati nella sede nazionale

"Vogliamo rilanciare il confronto sul merito, come già fatto in parte con l’ultima legge di stabilità, con tutti i protagonisti della società”. Così il vicesegretario del PD Maurizio Martina, intervistato dal quotidiano La Stampa, annuncia il seminario su pensioni e previdenza, con le organizzazioni sindacali, che si terrà LUNEDI 17 LUGLIO nella sede PD di Largo del Nazareno a Roma.
L’incontro, che sarà in diretta su unita.tv, vedrà la presenza dei tre segretario generali di CGIL, CISL, UIL (Carmelo Barbagallo, Susanna Camusso e Annamaria Furlan), del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, di Stefano Patriarca e di Matteo Jessoula. Per il Partito Democratico saranno presenti Maurizio Martina e Tommaso Nannicini che concluderà i lavori.

mercoledì 31 maggio 2017

La disoccupazione cala, e non è un fulmine a ciel sereno

lavoro
Il miglioramento è il segno di una generale tendenza alla crescita

Il dato sulla disoccupazione italiana è ancora in doppia cifra ma continua a scendere in maniera sensibile. Lo dicono i numeri, che da mesi seguitano a fotografare un mercato del lavoro in netto miglioramento.
Lo conferma l’Istat, che diffonde un dato positivo che non si vedeva da anni.
Il tasso, secondo le stime dell’Istat, ad aprile è sceso all’11,1%: si tratta del livello più basso da quasi cinque anni, ossia dal settembre del 2012 quando la disoccupazione era al 10,9%. In un mese i disoccupati sono calati di 106 mila unità portando i senza lavoro sotto quota 3 milioni a 2 milioni 880mila.Ad aprile, comunica ancora l’istituto nazionale di statistica, il tasso di occupazione è salito al 57,9%, con un aumento di 0,2 punti percentuali su mese e di 0,7 punti su anno, il livello più alto da febbraio 2009. La stima degli occupati cresce dello 0,4% rispetto a marzo (+94 mila unità), dopo un semestre in cui l’occupazione è stata a tratti stabile o in lieve crescita. Su base annua si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,2% pari a +277 mila).

venerdì 14 aprile 2017

Firmato il "reddito di inclusione": ecco i nuovi requisiti per ottenerlo

Tante novità per un provvedimento che vuole contrastare la povertà, dare stabilità e sicurezza

“Siamo passati dai circa 200 milioni del Sostegno inclusione attiva ai circa 2 miliardi del reddito d’inclusione: è una misura strutturale che quindi andrà a crescere”. Un intervento “che interesserà circa 2 milioni di persone, tra cui ci sono 7-800 mila minori che sono stati privilegiati perché prendersi cura dei minori significa attaccare alla radice la diseguaglianza, anche sul piano culturale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in occasione della firma a Palazzo Chigi, del memorandum d’intesa sul reddito d’inclusione, insieme all’alleanza contro la povertà e al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.”C’è un pezzo di buona politica e dei nostri valori in questo memorandum: al centro c’è la dignità. Non stiamo facendo solo un trasferimento economico stiamo cercando di rendere le persone protagoniste di un sistema d’inclusione e di renderle indipendenti dal bisogno dell’assistenza”, ha concluso.

giovedì 9 marzo 2017

“Per la prima volta una misura strutturale di contrasto alla povertà”

Il commento di Roberto Rossini, presidente delle Acli e portavoce dell’Alleanza contro la povertà, sulle misure sul reddito di inclusione approvate oggi dal parlamento (...con il voto contrario del M5S!!!)

“Quello di oggi è certamente un risultato molto importante: per la prima volta in Italia c’è una misura strutturale di contrasto alla povertà”. Così il presidente delle Acli, Roberto Rossini, commenta a Unità.tv le misure sul reddito di inclusione approvate oggi.

Il via libera del Senato di stamane delega il governo a definire gli strumenti necessari ad aiutare le famiglie più bisognose e arriva in un momento storico in cui il disagio sembra aumentare in maniera inarrestabile. Il grido d’allarme che arriva dall’Istat parla chiaro: nel 2015 il numero delle famiglie in condizioni di povertà è quasi raddoppiato rispetto a 10 anni prima, arrivando a 1.582.000, pari al 6,1% del totale.

“Il provvedimento di oggi rappresenta la cornice che disegnerà il piano di lotta alla povertà, una cornice che ora bisognerà riempire”, spiega Rossini riferendosi ai decreti attuativi che adesso il governo si appresta a scrivere. Rossini è anche portavoce dell’Alleanza contro le povertà – l’associazione che raccoglie 37 organizzazioni nazionali (tra Comuni, Regioni, terzo settore e sindacati) – che a inizio anno ha lanciato un forte appello al governo e al Parlamento affinché venisse approvata la delega sul reddito di inclusione. “Abbiamo apprezzato l’impegno dell’esecutivo – dice – e il fatto che sia stata considerata una priorità”.

mercoledì 4 gennaio 2017

Un sostegno al reddito delle famiglie in difficoltà: il Governo accelera i tempi di attuazione del "Reddito di inclusione sociale"

Un decreto per accelerare i tempi di attuazione del “reddito di inclusione” proposto dal Governo. Allo studio un assegno e una serie di servizi per il sostentamento e l’accesso al lavoro.
Una provvedimento a sostegno delle famiglie più in difficoltà, che non appaia come una semplice misura di sussistenza da elargire in maniera indifferenziata, ma sia collegato a un effettivo percorso di inserimento sociale e lavorativo. A rilanciarlo sono il ministro Maurizio Martina e la relatrice al Senato Annamaria Parente, ma la proposta iniziale è del ministro del Welfare Giuliano Poletti (allora come componente del governo Renzi) ed è già stata approvata dalla Camera il 14 luglio scorso.

L’idea che circola in queste ore è di accelerare l’iter, trasformando il disegno di legge delega, per il quale il Governo avrebbe sei mesi di tempo dopo l’approvazione del Parlamento per rendere operativa la norma, in un disegno di legge da applicare immediatamente (proposta Parente) o addirittura in un decreto che sottolinei il carattere di urgenza e renda più rapido anche l’esame delle due Camere (proposta Martina).

Ecco cosa prevede nello specifico la proposta attualmente all’esame della commissione Lavoro e Previdenza sociale del Senato.

venerdì 23 dicembre 2016

Il Reddito di solidarietà è legge: un sostegno concreto per persone e famiglie in gravi difficoltà economiche

Via libera in Assemblea legislativa al progetto di legge della maggioranza: contributo fino a un massimo di 400 euro al mese per un anno; potrà essere richiesto da nuclei famigliari, anche unipersonali, con ISEE pari o inferiore a 3.000 euro, purché si accetti di partecipare a progetti di impegno sociale o di inserimento lavorativo.
Per il RES (Reddito di Solidarietà) la Giunta regionale ha stanziato 35 milioni di euro, che si aggiungo ai 37 milioni che lo Stato ha erogato all’Emilia-Romagna per il Sostegno all'inclusione attiva (Sia). Potrebbe interessare 80 mila persone, corrispondenti a circa 35 mila nuclei familiari residenti in regione in condizione di grave povertà. Famiglie composte soprattutto da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito. Bonaccini: “Rimettiamo in circolo la giustizia sociale”. Gualmini: “Diamo una risposta anche ad anziani soli e famiglie senza figli”


domenica 13 novembre 2016

La sinistra vive nella lotta alle disuguaglianze, non nel recinto del Sì o del No

Serve un terreno comune. Dagli Usa un tornado che può travolgere la rappresentanza democratica

di Gianni Cuperlo (l'Unità, 13 novembre 2016)
Se il 9 novembre dell’89 ha unificato l’Europa e messo fine al dopoguerra più lungo, l’8 novembre di questo 2016 può condizionare la storia dell’Occidente e delle democrazie. Ha vinto Donald Trump e lui, l’inquilino prossimo alla Casa Bianca, ha una biografia che parla. Per i prossimi quattro anni dovrà rinunciare a un velivolo privato, un bestione dei cieli da trecento posti modificato secondo la bisogna. Rubinetti di pregio, stanza da letto e massimo comfort, tecnologie d’avanguardia. Tutto al servizio di un Tycoon che sbarca a Washington sull’onda del consenso razziato nel ceto medio immiserito che l’America, al pari di noi, ha visto decuplicarsi negli anni della crisi.

giovedì 10 novembre 2016

Da febbraio 2014 a settembre 2016 +656.000 posti di lavoro

“I dati ISTAT confermano il consolidamento del recupero dell’occupazione: dal febbraio 2014 a settembre 2016, gli occupati sono cresciuti di 656mila unità. Cresce il tasso di occupazione al 57,5%, il più alto dal maggio 2009, trainato sia dall’occupazione femminile che maschile. In particolare, abbiamo raggiunto il massimo storico dal ’77 per l’occupazione femminile: siamo al 48,2%, cresceremo ancora”. Lo dichiara il responsabile Economia e lavoro del PD. Filippo Taddei.

“Cresce anche l’occupazione tra gli under 25 e, a differenza degli altri mesi, anche tra gli under 35 e tra gli under 50. Dopo la più profonda perdita di posti di lavoro nel periodo 2008-2013 che è costata quasi 1 milione di occupati in meno, siamo entrati in una fase di recupero dell’occupazione in cui i posti di lavoro crescono e le persone si riattivano.

Non è un caso infatti se, mentre cresce il numero degli occupati (+44mila sul mese) rilevato da ISTAT a settembre, crescono anche le persone in cerca di lavoro (+60mila sul mese) ma calano soprattutto gli inattivi (-127mila sul mese). Il calo degli inattivi, accompagnato dalla crescita dei posti di lavoro e della ricerca di lavoro, comunicano un quadro di un mercato del lavoro che continua la sua dinamica di ripresa.

E’ quanto mai urgente accompagnare e consolidare questa dinamica con il sostegno degli investimenti, il vero tratto distintivo della legge di bilancio in discussione”, conclude Taddei.

giovedì 20 ottobre 2016

Legge di bilancio e pensioni: dall'APE alla quattordicesima, ecco tutte le novità in cinque punti

Uno dei pilastri portanti della legge di bilancio è il pacchetto di misure sulle pensioni: dall’APE per la pensione anticipata, all’aumento della quattordicesima, passando per le ricongiunzioni gratuite, la no tax area e le misure per lavoratori precoci e usurati.

Vediamo quali sono le novità in arrivo per coloro che vogliono andare in pensione anticipata e per coloro che sono già in pensione.

mercoledì 19 ottobre 2016

Merito e bisogno, competitività ed equità. Ecco la legge di bilancio 2017 #passodopopasso

Legge di bilancio 2017, la conferenza stampa del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi

Oltre alla legge di bilancio abbiamo approvato “un dl che interviene sui fondi 2016, il famoso fondo della presidenza e interviene sull’obiettivo del governo di chiudere la parentesi di Equitalia aprendo un capitolo nuovo”. Così Matteo Renzi ha aperto la conferenza stampa sull’esame del disegno di legge di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2017 e per il triennio 2017-2019. “La filosofia della stabilità 2017 è merito e bisogno, tenere insieme competitività ed equità, dare una chance a chi ci prova e una mano a chi non ce la fa”.

“L’Italia non va ancora bene ma dopo due anni e mezzo va un po’ meglio di prima, non siamo contenti, abbiamo fame di risultati positivi ma Italia va meglio. Passo dopo passo”.

martedì 18 ottobre 2016

I nuovi contratti stabili del 2016 sono meno dei nuovi contratti avviati nel 2015, ma il trend dell’occupazione rimane positivo

I dati sul lavoro diffusi stamane dall’Inps stanno suscitando diverse polemiche sull’efficacia del Jobs Act. Il fronte dell’opposizione, compatto, parla di “fallimento” e “crollo delle occupazioni”. Ma cosa sta succedendo davvero al mercato del lavoro? L’istituto di previdenza registra un rallentamento delle assunzioni nei primi 8 mesi dell’anno (-8,5%) e in particolare un crollo dei contratti stabili (-32,9%), complice la riduzione degli sgravi contributivi prevista da gennaio. Da qui le varie polemiche.

Tuttavia, per una visione complessiva di quello che sta accadendo, è doveroso riportare anche i dati diffusi dall’Istat – istituto indipendente in quanto nominato dal parlamento e non dal governo – che il 30 settembre scorso annotava invece un aumento dell’occupazione. In pratica registrava un rialzo dell’occupazione stabile che raggiungeva i 14 milioni e 920mila lavoratori. “Un livello di occupazione stabile – fa notare il responsabile economia del Partito democratico Filippo Taddei in una nota – che non si vedeva dal lontano 2009”.

Inoltre, secondo Banca d’Italia – lo mette nero su bianco nel suo bollettino economico diffuso due giorni fa – il numero dei lavoratori dipendenti è tornato ai livelli precedenti la crisi, ovvero al 2008.

sabato 24 settembre 2016

23 miliardi su Industria 4.0: “saremo la patria delle opportunità”

La scommessa per Matteo Renzi è far diventare l’Italia la patria “delle opportunità e delle possibilità” per gli italiani ma anche per gli investitori stranieri. Una scommessa su cui il governo investirà 23 miliardi di euro in 4 anni, così distinti: 13 miliardi di euro di “investimenti innovativi” derivanti da incentivi fiscali; 10 miliardi di euro derivanti da investimenti diretti (su banda larga, scambio salario-produttività, altro).
Il presidente del Consiglio, nel presentarlo a Milano, ha annunciato che andrà “in tournèe” con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda a illustrare il piano.
La scelta di Milano come “base di lancio” del piano non è casuale: perché – spiega il premier – è sull’innovazione che si gioca il futuro e perché Milano “sta andando alla grande in rapporto con le altri capitali europee” ed è “un punto di riferimento per l’Italia”.

domenica 21 agosto 2016

Carlo Calenda: “Investimenti e competitività per essere credibili in Europa”

Il ministro dello Sviluppo economico in vista del vertice di Ventotene con Merkel e Hollande: “Chiederemo tutta la flessibilità possibile”

“Se ci presentiamo in Europa e ai mercati con un piano industriale per l’Italia credibile fondato sullo stimolo agli investimenti e la competitività del sistema produttivo esistono spazi per ottenere quello di cui abbiamo bisogno”. Secondo il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, intervistato oggi da Repubblica, è questa la strada da percorrere per ottenere da Bruxelles la cosiddetta flessibilità sui conti. Ed è anche l’orientamento da assumere per la prossima legge di Bilancio. Per il ministro “investimenti e competitività sono i due pilastri attorno a cui costruire la manovra. Gli stimoli indifferenziati alla domanda – spiega – non funzionano in un clima di incertezza generalizzata che è destinato a protrarsi. Occorre individuare con chiarezza pochi, precisi driver di crescita su cui concentrare le risorse, spiegando in modo trasparente ai cittadini che i frutti si vedranno nel tempo”.

venerdì 12 agosto 2016

Inclusione attiva, parte la "misura ponte" per un milione di poveri

Da settembre il SIA - Sostegno per l'Inclusione Attiva - diventa nazionale. Dopo un lungo periodo di sperimentazione nelle grandi città, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nasce la prima misura nazionale di contrasto alla povertà: una misura ponte in attesa dell'avvio del nuovo reddito di inclusione. Per il 2016 il budget è di 750 milioni di euro.

Da settembre il SIA - Sostegno per l'Inclusione Attiva diventa nazionale. Dopo un lungo periodo di sperimentazione nelle grandi città, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 26 maggio 2016, nasce così la prima misura nazionale di contrasto alla povertà. È il primo passo di quel reddito di inclusione disegnato dal ddl delega di contrasto alla povertà appena approvato dalla Camera: la legge di stabilità 2016 aveva previsto che nel 2016 il nuovo Fondo di contrasto alla povertà sarebbe stato destinato all'estensione su scala nazionale del Sia come “misura ponte”, in attesa della definizione, attraverso la legge delega, di una nuova misura nazionale per il 2017.
Per il 2016 quindi le risorse a disposizione sono pari a 750 milioni di euro (derivanti da fondi europei, nazionali e regionali), che nel 2017 raddoppieranno. Priorità sono le famiglie con figli minori in condizione di povertà assoluta: oggi si copre circa il 40% di questa platea (180-220 mila famiglie povere, che significa 800mila/1 milione di beneficiari, di cui la metà minori) ma già l’anno prossimo l’impegno è quello di arrivare a tutte. I beneficiari infatti sono le famiglie con Isee corrente, in corso di validità, inferiore o uguale a 3.000 euro e con una di queste condizioni: presenza di un componente di eta' minore di anni 18; presenza di una persona con disabilita' e di almeno un suo genitore; presenza di una donna in stato di gravidanza accertato.