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domenica 1 luglio 2018
Al presidente Conte diciamo di non perdere più tempo e di portare subito in parlamento una seria agenda sociale che preveda il potenziamento e l’estensione del reddito d’inclusione
Leggi la notizia sul sito PD Romagna Faentina
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lunedì 22 gennaio 2018
Approfondimenti
Sul sito nazionale del PD potete trovare schede approfondite su tutte le misure che i nostri governi hanno adottato in questi cinque anni. Sono schede utili a chiunque stia decidendo per chi votare e chiunque sia impegnato per la campagna elettorale sui territori nei prossimi 40 giorni.
martedì 9 gennaio 2018
Fatti concreti
GRUPPO PD DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
In questi quattro anni che cosa abbiamo fatto?
Ve lo raccontiamo con schede, sintetiche, chiare, che spiegano le scelte fatte, le leggi approvate.
Fatti concreti, che cambiano la vita delle persone.
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Questo è stato il nostro lavoro di gruppo.
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venerdì 5 gennaio 2018
Quattro bufale sui sacchetti della frutta che hanno provocato la “rivolta” social
In questi giorni, complici anche i social network, abbiamo assistito a una vera rivolta. Gente che carica i propri carrelli spesso con frutta e verdura esotiche o fuori stagione, a prezzi esorbitanti che improvvisamente scopre che i sacchetti nei quali sono contenuti questi prodotti hanno un prezzo. Quell’1 o 2 centesimi in più a sacchetto hanno scatenato una polemica fuori dal normale e che si sarebbe evitata con una corretta informazione e, magari, un po’ di logica. Ovviamente tante informazioni non corrette che sono circolate in questi giorni non hanno aiutato. Abbiamo cercato di smontare qualche bufala che sta circolando da qualche giorno riguardo alle nuove buste in materiale compostabile insieme alla parlamentare PD, Stella Bianchi, prima firmataria dell’emendamento che ha introdotto questa nuova normativa.
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domenica 31 dicembre 2017
La condizione del Paese è migliorata. Lo dicono i dati e i risultati…
Tutti gli indicatori economici confermano che la strada intrapresa finora dai governi a guida PD è quella giusta
Secondo molti osservatori il 2017 economico doveva essere l’anno del limbo, con il nostro Paese collocato “tra color che son sospesi” e con un Pil dai lineamenti poco marcati, in bilico sullo zero virgola. Al contrario, invece, i dati arrivati durante l’intero anno sono risultati decisamente confortanti, tanto da sorprendere al rialzo gli analisti su praticamente tutte le variabili macroeconomiche: il PIL è andato verso l’alto (e non di poco), la disoccupazione e il deficit sono scesi, l’occupazione ha registrato livelli record, il debito si è stabilizzato e l’avanzo primario gode di buona salute.
Con un resoconto evidente: l’Italia sta meglio rispetto a un anno fa e la ripresa, iniziata nel 2014 e consolidatasi nel biennio 2015-2016, si è ormai stabilizzata, diventando via via “meno ciclica e più strutturale”, per dirla con le parole del ministro Padoan. “In questi anni – come ha sottolineato il Segretario del PD, Matteo Renzi - tutti gli indicatori economici hanno cambiato verso, nessuno escluso”.
Risultati grazie ai quali l’Italia non è più fanalino di coda dell’Ue. Anzi, ora è fra i quattro o cinque giganti mondiali dell’export (un aspetto, questo, che analizzeremo meglio più avanti).
Complice la congiuntura mondiale ed europea favorevole, si dirà, (gli ultimi dati diffusi ieri dalla Banca Centrale europea parlano di un’Eurozona che continua a crescere con uno slancio sostenuto e generalizzato). Allo stesso tempo, però, sarebbe intellettualmente disonesto trascurare quanto la politica economica attuata in questi anni sia stata determinante per agganciare la ripresa. Il premier uscente Paolo Gentiloni l’ha rivendicato in qualche modo nel suo discorso di fine anno, sottolineando quel lavoro fatto con dedizione negli ultimi anni, “lungo, ma di successo”. Precisando anche quanto sia stato difficile accompagnare la crescita nel rispetto delle regole europee e, soprattutto, senza aumentare le tasse.
Certo, la strada da percorrere è ancora in salita e come ha sottolineato l’ultimo rapporto annuale del Censis , la ripresa economica registrata finora ancora non è sufficiente ad arginare il “rancore sociale”, che risulta invece in aumento. Ma la strada intrapresa finora è quella giusta. Lo dicono i numeri.
Secondo molti osservatori il 2017 economico doveva essere l’anno del limbo, con il nostro Paese collocato “tra color che son sospesi” e con un Pil dai lineamenti poco marcati, in bilico sullo zero virgola. Al contrario, invece, i dati arrivati durante l’intero anno sono risultati decisamente confortanti, tanto da sorprendere al rialzo gli analisti su praticamente tutte le variabili macroeconomiche: il PIL è andato verso l’alto (e non di poco), la disoccupazione e il deficit sono scesi, l’occupazione ha registrato livelli record, il debito si è stabilizzato e l’avanzo primario gode di buona salute.
Con un resoconto evidente: l’Italia sta meglio rispetto a un anno fa e la ripresa, iniziata nel 2014 e consolidatasi nel biennio 2015-2016, si è ormai stabilizzata, diventando via via “meno ciclica e più strutturale”, per dirla con le parole del ministro Padoan. “In questi anni – come ha sottolineato il Segretario del PD, Matteo Renzi - tutti gli indicatori economici hanno cambiato verso, nessuno escluso”.
Risultati grazie ai quali l’Italia non è più fanalino di coda dell’Ue. Anzi, ora è fra i quattro o cinque giganti mondiali dell’export (un aspetto, questo, che analizzeremo meglio più avanti).
Complice la congiuntura mondiale ed europea favorevole, si dirà, (gli ultimi dati diffusi ieri dalla Banca Centrale europea parlano di un’Eurozona che continua a crescere con uno slancio sostenuto e generalizzato). Allo stesso tempo, però, sarebbe intellettualmente disonesto trascurare quanto la politica economica attuata in questi anni sia stata determinante per agganciare la ripresa. Il premier uscente Paolo Gentiloni l’ha rivendicato in qualche modo nel suo discorso di fine anno, sottolineando quel lavoro fatto con dedizione negli ultimi anni, “lungo, ma di successo”. Precisando anche quanto sia stato difficile accompagnare la crescita nel rispetto delle regole europee e, soprattutto, senza aumentare le tasse.
Certo, la strada da percorrere è ancora in salita e come ha sottolineato l’ultimo rapporto annuale del Censis , la ripresa economica registrata finora ancora non è sufficiente ad arginare il “rancore sociale”, che risulta invece in aumento. Ma la strada intrapresa finora è quella giusta. Lo dicono i numeri.
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sabato 30 dicembre 2017
Vi spiego perché la FLAT TAX - su cui il centrodestra farà la campagna elettorale - è una bufala colossale
di Luigi Marattin (Consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
Nei prossimi giorni - appena finiscono i conti che stanno facendo - il centrodestra annuncerà qual è l’aliquota unica con cui vorranno sostituire l’attuale sistema di tassazione dei redditi delle persone fisiche. La Lega Nord vuole il 15%, Forza Italia il 23%.
Per come è stata esposta finora, si tratta di un colossale raggiro ai danni degli elettori. Vediamo perché.
I motivi sono essenzialmente due: è una proposta profondamente iniqua e del tutto priva delle coperture necessarie.
Nei prossimi giorni - appena finiscono i conti che stanno facendo - il centrodestra annuncerà qual è l’aliquota unica con cui vorranno sostituire l’attuale sistema di tassazione dei redditi delle persone fisiche. La Lega Nord vuole il 15%, Forza Italia il 23%.
Per come è stata esposta finora, si tratta di un colossale raggiro ai danni degli elettori. Vediamo perché.
I motivi sono essenzialmente due: è una proposta profondamente iniqua e del tutto priva delle coperture necessarie.
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venerdì 29 dicembre 2017
Dalle unioni civili al biotestamento: la legislatura dei diritti
La legislatura si è chiusa nel peggiore dei modi, con un’aula semideserta e la mancata approvazione dello Ius soli. Ma con le norme introdotte l’Italia ha fatto un balzo in avanti dal punto di vista dei diritti.
Peccato che l’ultimo giorno di legislatura si sia chiuso con quell’aula del Senato semivuota e una legge sulla cittadinanza non approvata. Un gesto che purtroppo è riuscito a oscurare tutti questi anni di lavoro durante i quali sono state approvate delle leggi fondamentali che hanno finalmente dato dei diritti a chi ingiustamente ancora non li aveva. Ma purtroppo i numeri per l’approvazione della proposta di legge sullo Ius soli non c’erano, sarebbe stata una lotta persa dal principio e lo sanno bene proprio senatori come Monica Cirinnà (che intervistammo dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili) hanno dovuto lottare e non poco, rinunciando purtroppo a una parte importante della legge.
Quindi questa non è stata la legislatura dello Ius soli (il perché lo spiega bene Mario Lavia). Ma è stata di certo la legislatura delle unioni civili e del biotestamento, due leggi simbolo perché rappresentano alla perfezione il grande salto in avanti per un Paese ancora troppo spesso di stampo confessionale che ha causato anni di immobilità politica dal punto di vista dei diritti.
Ma a queste due leggi simbolo, si sono aggiunte altre importanti novità. Tra queste il Dopo di noi, la legge contro le dimissioni in bianco e il caporalato e, proprio qualche giorno fa, le norme che sanciscono diritti importanti per i figli delle vittime di femminicidio e per i testimoni di giustizia.
Ecco, in breve, le leggi più importanti introdotte in questa legislatura appena conclusa.
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giovedì 28 dicembre 2017
La conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: "Siamo usciti dalla crisi più grave grazie agli italiani"
“La verità è che l’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra”.
Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa di fine anno nella Nuova Aula dei Gruppi parlamentari, l’ultima di questa XVII legislatura.
La diretta della conferenza stampa di fine anno
“Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l’economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre.
Sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori”.
“Questa legislatura che tutti definiscono travagliata è stata anche fruttuosa: Non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all’inizio di questo percorso.
C’è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare”.
“Il mondo resta caratterizzato da contraddizioni molto evidenti tra un contesto economico generalmente favorevole, avete visto i dati della Bce, e contemporaneamente un’imprevedibilità geopolitica senza precedenti”. Ha continuato il premier Paolo Gentiloni nella conferenza stampa.
La crescita italiana nell’anno passato “ha preso un buon ritmo” e oggi viaggia “al doppio delle previsioni di un anno fa”.
Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa di fine anno nella Nuova Aula dei Gruppi parlamentari, l’ultima di questa XVII legislatura.
“Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l’economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre.
Sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori”.
“Questa legislatura che tutti definiscono travagliata è stata anche fruttuosa: Non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all’inizio di questo percorso.
C’è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare”.
“Il mondo resta caratterizzato da contraddizioni molto evidenti tra un contesto economico generalmente favorevole, avete visto i dati della Bce, e contemporaneamente un’imprevedibilità geopolitica senza precedenti”. Ha continuato il premier Paolo Gentiloni nella conferenza stampa.
La crescita italiana nell’anno passato “ha preso un buon ritmo” e oggi viaggia “al doppio delle previsioni di un anno fa”.
E “il famoso fanalino di coda dell’Europa non siamo più noi”.
sabato 23 dicembre 2017
La manovra di bilancio è legge. Gentiloni: “Una spinta alla crescita con risorse limitate”
L’impianto rimane quello pensato dal governo. Ecco le principali misure
Arriva l’ok del Senato alla legge di Bilancio del 2018. I voti favorevoli alla fiducia posta in mattinata dal governo sono stati 140, quelli contrari 97, nessuno astenuto. Il provvedimento era stato licenziato ieri da Montecitorio, con modifiche rispetto alla prima lettura di Palazzo Madama. Per questo era reso necessario il terzo passaggio di stamani. Ma in commissione Bilancio del Senato le opposizioni hanno rinunciato a presentare emendamenti e alla fine, in Aula, è arrivata l’ok definitivo.
“L’Italia merita fiducia” commenta il premier Gentiloni su Twitter, sottolineando come questa manovra riesca a dare una spinta alla crescita nonostante le risorse limitate. E ricorda poi il contratto degli statali firmato stanotte che “era atteso da un decennio”.
Sono molte le modifiche introdotte nel corso del passaggio parlamentare ma alla fine l’impianto è rimasto quello pensato dal governo, la cui sintesi in due parole potrebbe essere questa: incentivi per assumere giovani, sostegno alle imprese che innovano, più risorse per contrastare la povertà e anticipo della pensione per alcune categorie. E soprattutto, ha ricordato ieri lo stesso premier, nessuna nuova tassa.
Sono molte le modifiche introdotte nel corso del passaggio parlamentare ma alla fine l’impianto è rimasto quello pensato dal governo, la cui sintesi in due parole potrebbe essere questa: incentivi per assumere giovani, sostegno alle imprese che innovano, più risorse per contrastare la povertà e anticipo della pensione per alcune categorie. E soprattutto, ha ricordato ieri lo stesso premier, nessuna nuova tassa.
Cosa prevede la manovra
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Legge di Bilancio 2018
Statali, firmato il rinnovo del contratto. Previsti anche gli arretrati
La firma è arrivata nella notte: da marzo il primo scatto sulla retribuzione. La ministra Madia: “Impegni mantenuti”
È stato siglato nella notte il nuovo contratto degli statali che pone fine a un blocco durato otto anni. “Grazie alle risorse stanziate dal governo con questa legge di bilancio – scrive la ministra Marianna Madia su Facebook – il nuovo contratto per la PA centrale garantisce l’aumento in busta paga di 85 euro medi mensili a tutti i dipendenti pubblici e la salvaguardia del bonus 80 euro per i lavoratori che lo percepivano”.
L’intesa è stata firmata dall’Aran – l’Agenzia che rappresenta il governo nelle trattative -, da Cgil, Cisl, Uil, Confsal, e coinvolge 250.000 tra ministeriali, dipendenti delle Agenzie fiscali e altri enti come Inps e Inail. Riguarda quindi i dipendenti appartenenti alle amministrazioni Centrali, il nuovo comparto nel quale sono confluiti i precedenti comparti di Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Pubblici non Economici, Agid, Cnel ed Enac. Ma è destinata a fare da apripista per gli altri comparti (i dipendenti totali del pubblico impego sono circa 3,2 milioni). “A questa firma – sottolinea infatti la ministra – seguiranno gli accordi per il comparto conoscenza, sanità ed enti locali. Nel frattempo ieri abbiamo riunito il tavolo per il rinnovo del contratto del comparto sicurezza e difesa: speriamo in un esito positivo in tempi rapidi”.
È stato siglato nella notte il nuovo contratto degli statali che pone fine a un blocco durato otto anni. “Grazie alle risorse stanziate dal governo con questa legge di bilancio – scrive la ministra Marianna Madia su Facebook – il nuovo contratto per la PA centrale garantisce l’aumento in busta paga di 85 euro medi mensili a tutti i dipendenti pubblici e la salvaguardia del bonus 80 euro per i lavoratori che lo percepivano”.
L’intesa è stata firmata dall’Aran – l’Agenzia che rappresenta il governo nelle trattative -, da Cgil, Cisl, Uil, Confsal, e coinvolge 250.000 tra ministeriali, dipendenti delle Agenzie fiscali e altri enti come Inps e Inail. Riguarda quindi i dipendenti appartenenti alle amministrazioni Centrali, il nuovo comparto nel quale sono confluiti i precedenti comparti di Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Pubblici non Economici, Agid, Cnel ed Enac. Ma è destinata a fare da apripista per gli altri comparti (i dipendenti totali del pubblico impego sono circa 3,2 milioni). “A questa firma – sottolinea infatti la ministra – seguiranno gli accordi per il comparto conoscenza, sanità ed enti locali. Nel frattempo ieri abbiamo riunito il tavolo per il rinnovo del contratto del comparto sicurezza e difesa: speriamo in un esito positivo in tempi rapidi”.
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giovedì 14 dicembre 2017
Il biotestamento è finalmente legge
Una regolamentazione su questo tema era attesa da tempo: finalmente vengono garantiti al paziente dignità e autodeterminazione
Un lungo applauso ha accompagnato l’approvazione in Senato, con 180 sì, 71 no e 6 astenuti, del disegno di legge sul testamento biologico che introduce in Italia le Disposizioni anticipate di trattamento consentendo anche l’interruzione di nutrizione e idratazione artificiali.
Sono passati dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby e otto dalla scomparsa di Eluana Englaro. Un tempo infinito, durante il quale tante altre persone hanno chiesto fino all’ultimo dei loro giorni l’approvazione di una legge che prevedesse le Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento, tra questi anche Fabiano Antoniani, dj Fabo.
A votare a favore PD, M5S, Liberi e Uguali, ALA, Autonomie (con l’eccezione di Lucio Romano) e alcuni senatori del gruppo Misto. Contrari alla legge AP, Federazione della libertà-Idea, Udc, Forza Italia (che ha lasciato libertà di coscienza), Lega.
Presenti a Palazzo Madama anche alcuni rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni, tra i quali Emma Bonino, visibilmente commossa al momento dell’approvazione della legge, e Mina Welby.
Sono passati dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby e otto dalla scomparsa di Eluana Englaro. Un tempo infinito, durante il quale tante altre persone hanno chiesto fino all’ultimo dei loro giorni l’approvazione di una legge che prevedesse le Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento, tra questi anche Fabiano Antoniani, dj Fabo.
A votare a favore PD, M5S, Liberi e Uguali, ALA, Autonomie (con l’eccezione di Lucio Romano) e alcuni senatori del gruppo Misto. Contrari alla legge AP, Federazione della libertà-Idea, Udc, Forza Italia (che ha lasciato libertà di coscienza), Lega.
Presenti a Palazzo Madama anche alcuni rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni, tra i quali Emma Bonino, visibilmente commossa al momento dell’approvazione della legge, e Mina Welby.
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Il giorno del biotestamento. Ecco cosa prevede la legge
Una regolamentazione su questo tema era attesa da tempo: finalmente vengono garantiti al paziente dignità e autodeterminazione
Sono passati dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby e otto dalla scomparsa di Eluana Englaro. Un tempo infinito, durante il quale tante altre persone hanno chiesto fino all’ultimo dei loro giorni l’approvazione di una legge che prevedesse le Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento, tra questi anche Fabiano Per il suo suicidio assistito è a processo il radicale Marco Cappato che proprio ieri è stato interrogato di fronte alla Corte d’Assise di Milano.
E oggi finalmente ci siamo. Dopo l’approvazione alla Camera lo scorso 20 aprile, la proposta sul biotestamento è ora in procinto di essere approvata anche in Senato e di diventare legge.
Il testo è composto da soli cinque articoli che però cambieranno sensibilmente il rapporto medico-paziente e la possibilità della persona o dei parenti della persona di dare indicazioni sulle volontà di cura del paziente stesso.
Ecco cosa prevede la legge, punto per punto.
Sono passati dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby e otto dalla scomparsa di Eluana Englaro. Un tempo infinito, durante il quale tante altre persone hanno chiesto fino all’ultimo dei loro giorni l’approvazione di una legge che prevedesse le Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento, tra questi anche Fabiano Per il suo suicidio assistito è a processo il radicale Marco Cappato che proprio ieri è stato interrogato di fronte alla Corte d’Assise di Milano.
E oggi finalmente ci siamo. Dopo l’approvazione alla Camera lo scorso 20 aprile, la proposta sul biotestamento è ora in procinto di essere approvata anche in Senato e di diventare legge.
Il testo è composto da soli cinque articoli che però cambieranno sensibilmente il rapporto medico-paziente e la possibilità della persona o dei parenti della persona di dare indicazioni sulle volontà di cura del paziente stesso.
Ecco cosa prevede la legge, punto per punto.
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martedì 28 novembre 2017
Al via il reddito di inclusione
Parte il reddito di inclusione, la prima misura nazionale di contrasto alla povertà fortemente voluta dai Governi Renzi e Gentiloni : dal primo dicembre – come stabilisce la circolare 172/2017 dell’Inps – sarà possibile fare la domanda per la misura che, oltre a un beneficio economico, prevede un progetto personalizzato per chi si trovi in situazione di bisogno.
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domenica 26 novembre 2017
Biotestamento. Un incontro sulla legge in discussione in Parlamento, con l'on. Donata Lenzi
Il Partito Democratico di Faenza organizza un incontro con l'on. Donata Lenzi per presentare e approfondire i contenuti della legge sul biotestamento, approvata dalla Camera nella primavera scorsa e ora all'esame del Senato della Repubblica.
Così, l'on. Lenzi, relatrice del provvedimento, commentava il 20 aprile scorso, il testo approvato dalla Camera dei Deputati. Un testo equilibrato, che valorizza la relazione medico-paziente, che attua dopo 70 anni l’articolo 32 della Costituzione.
Il PD farà tutto quanto possibile per la definitiva approvazione di questa legge entro la fine della legislatura.
“Dopo più di un anno di lavoro in commissione Affari sociali e un esame approfondito in Aula, la Camera ha approvato la legge sul testamento biologico lungamente attesa. Il testo base, come è giusto che sia, è stato più volte modificato accettando le proposte che venivano da quanti erano realmente interessati al confronto nel merito. Siamo così arrivati ad un testo equilibrato che valorizza la relazione medico paziente nel pieno rispetto dell’art. 32 della Costituzione. È un testo equilibrato che rientra in una visione mite nel diritto, una legge di principi, non una elencazione puntuale di situazioni che il Parlamento ha avuto tutto il tempo per approfondire ed emendare”.
Così, l'on. Lenzi, relatrice del provvedimento, commentava il 20 aprile scorso, il testo approvato dalla Camera dei Deputati. Un testo equilibrato, che valorizza la relazione medico-paziente, che attua dopo 70 anni l’articolo 32 della Costituzione.
Il PD farà tutto quanto possibile per la definitiva approvazione di questa legge entro la fine della legislatura.
“Dopo più di un anno di lavoro in commissione Affari sociali e un esame approfondito in Aula, la Camera ha approvato la legge sul testamento biologico lungamente attesa. Il testo base, come è giusto che sia, è stato più volte modificato accettando le proposte che venivano da quanti erano realmente interessati al confronto nel merito. Siamo così arrivati ad un testo equilibrato che valorizza la relazione medico paziente nel pieno rispetto dell’art. 32 della Costituzione. È un testo equilibrato che rientra in una visione mite nel diritto, una legge di principi, non una elencazione puntuale di situazioni che il Parlamento ha avuto tutto il tempo per approfondire ed emendare”.
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giovedì 9 novembre 2017
Si rafforza la crescita del PIL e aumenta l’occupazione. Per il lavoro, 'ricette' su misura
La “diversità delle situazioni” è il principio su cui il titolare del dicastero del Lavoro s’è mosso negli interventi in materia di occupazione, crescita, pensioni: «E il bilancio di fine mandato del governo», dice, «è positivo»
Intervista al Ministro Giuliano Poletti di Francesco Condoluci – Economy (9 novembre 2017)
Con la legge di Bilancio per il 2018 il governo di cui Lei fa parte, si avvicina al compimento del suo mandato. Può trarre un bilancio provvisorio dei progressi che il Paese ha fatto sul fronte cruciale dell’occupazione da quando lei, negli ultimi due esecutivi, ne ha assunto la responsabilità?
Il nostro Paese ha subito due crisi pesantissime che hanno lasciato segni profondi nella società e nell’economia, in particolare nell’occupazione. Adesso i dati ci dicono che si sta consolidando un’inversione di tendenza: si rafforza la crescita del PIL e aumenta l’occupazione. Certo, non abbiamo risolto il problema, ma stiamo andando nella giusta direzione. Abbiamo prodotto dei cambiamenti strutturali, aggiornando l’impianto complessivo delle relazioni contrattuali con l’introduzione del contratto a tutele crescenti, più moderno e in linea con l’Europa, e l’eliminazione di forme particolarmente precarizzanti come le collaborazioni a progetto e l’associazione in partecipazione.
Intervista al Ministro Giuliano Poletti di Francesco Condoluci – Economy (9 novembre 2017)
Con la legge di Bilancio per il 2018 il governo di cui Lei fa parte, si avvicina al compimento del suo mandato. Può trarre un bilancio provvisorio dei progressi che il Paese ha fatto sul fronte cruciale dell’occupazione da quando lei, negli ultimi due esecutivi, ne ha assunto la responsabilità?
Il nostro Paese ha subito due crisi pesantissime che hanno lasciato segni profondi nella società e nell’economia, in particolare nell’occupazione. Adesso i dati ci dicono che si sta consolidando un’inversione di tendenza: si rafforza la crescita del PIL e aumenta l’occupazione. Certo, non abbiamo risolto il problema, ma stiamo andando nella giusta direzione. Abbiamo prodotto dei cambiamenti strutturali, aggiornando l’impianto complessivo delle relazioni contrattuali con l’introduzione del contratto a tutele crescenti, più moderno e in linea con l’Europa, e l’eliminazione di forme particolarmente precarizzanti come le collaborazioni a progetto e l’associazione in partecipazione.
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martedì 17 ottobre 2017
La Legge di Bilancio 2018 nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri
Il Consiglio dei ministri, riunito lunedì 16 ottobre 2017, per definire contenuti e obiettivi della LEGGE DI BILANCIO 2018, al termine della riunione ha diffuso questo comunicato stampa:
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 (disegno di legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e al bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.
In considerazione del miglioramento del quadro economico, ottenuto grazie alle riforme avviate dal 2014 e portate a compimento nell’arco della legislatura e all’impegno di famiglie e imprese, e del contesto internazionale favorevole, il Governo ha approvato una manovra indirizzata da un lato al rispetto degli impegni di bilancio presi con la Commissione europea – la correzione del disavanzo strutturale dello 0,3% e il calo del deficit in rapporto al Pil all’1,6% – e dall’altro al rafforzamento di una crescita sostenibile e inclusiva, con la mobilitazione di risorse per il 2018 per circa 20,4 miliardi di euro.
Le coperture, in termini di efficientamento di spesa e maggiori entrate derivanti in gran parte dal contrasto all’evasione, ammontano a circa 9,5 miliardi, mentre 10,9 miliardi rappresentano l’effetto netto espansivo della manovra, che interesserà in particolare le aree meno avanzate del Paese.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 (disegno di legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e al bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.
In considerazione del miglioramento del quadro economico, ottenuto grazie alle riforme avviate dal 2014 e portate a compimento nell’arco della legislatura e all’impegno di famiglie e imprese, e del contesto internazionale favorevole, il Governo ha approvato una manovra indirizzata da un lato al rispetto degli impegni di bilancio presi con la Commissione europea – la correzione del disavanzo strutturale dello 0,3% e il calo del deficit in rapporto al Pil all’1,6% – e dall’altro al rafforzamento di una crescita sostenibile e inclusiva, con la mobilitazione di risorse per il 2018 per circa 20,4 miliardi di euro.
Le coperture, in termini di efficientamento di spesa e maggiori entrate derivanti in gran parte dal contrasto all’evasione, ammontano a circa 9,5 miliardi, mentre 10,9 miliardi rappresentano l’effetto netto espansivo della manovra, che interesserà in particolare le aree meno avanzate del Paese.
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sabato 7 ottobre 2017
Approvata la Legge sui piccoli Comuni: 10 punti del provvedimento
In capitoli, ecco la nuova "legge sui borghi": quali sono gli obiettivi, a cosa serve il fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale, le norme su centri storici, banda ultralarga, tasse e tributi e di tariffe per i servizi pubblici erogati, stampa quotidiana, prodotti a chilometro zero, promozione cinematografica, trasporti e istruzione nelle aree rurali e montane e i servizi
Queste nel particolare le misure del ddl 'salva borghi', che riguarda 5585 Comuni, diventato legge dopo l'approvazione definitiva in Aula, al Senato.
1. Obiettivi della legge
Scopo della legge è favorire e promuovere lo sviluppo sostenibile economico, sociale, ambientale e culturale, promuovere l'equilibrio demografico del Paese, favorendo la residenza nei piccoli comuni, incentivare la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico, culturale e architettonico. Il ddl punta anche all'adozione di misure a favore dei cittadini che vi risiedono e delle attività produttive, contro lo spopolamento e per incentivare l'arrivo dei turisti. Per piccoli comuni si intendono i centri con residenti fino a 5.000 abitanti ma anche i comuni istituiti con la fusione tra centri che hanno, ognuno, popolazione fino a 5.000 abitanti. La legge definisce anche altri parametri per beneficiare dei finanziamenti destinati ai 'piccoli' (devono essere comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico; comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica; comuni nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento generale della popolazione effettuato nel 1981; comuni caratterizzati da condizioni di disagio insediativo, sulla base di specifici parametri definiti in base all'indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente e all'indice di ruralità, ad esempio).
Queste nel particolare le misure del ddl 'salva borghi', che riguarda 5585 Comuni, diventato legge dopo l'approvazione definitiva in Aula, al Senato.
1. Obiettivi della legge
Scopo della legge è favorire e promuovere lo sviluppo sostenibile economico, sociale, ambientale e culturale, promuovere l'equilibrio demografico del Paese, favorendo la residenza nei piccoli comuni, incentivare la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico, culturale e architettonico. Il ddl punta anche all'adozione di misure a favore dei cittadini che vi risiedono e delle attività produttive, contro lo spopolamento e per incentivare l'arrivo dei turisti. Per piccoli comuni si intendono i centri con residenti fino a 5.000 abitanti ma anche i comuni istituiti con la fusione tra centri che hanno, ognuno, popolazione fino a 5.000 abitanti. La legge definisce anche altri parametri per beneficiare dei finanziamenti destinati ai 'piccoli' (devono essere comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico; comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica; comuni nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento generale della popolazione effettuato nel 1981; comuni caratterizzati da condizioni di disagio insediativo, sulla base di specifici parametri definiti in base all'indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente e all'indice di ruralità, ad esempio).
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mercoledì 13 settembre 2017
Quale destino per la legge sullo Ius soli?
Per tutto il mese di settembre il ddl sullo Ius soli non comparirà nel calendario dei lavori dell’Aula del Senato. Lo ha deciso la Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama, convocata per decidere proprio il calendario dei lavori dell’Assemblea. Una notizia che divide e amareggia, vista l’importanza dell’argomento.
Non è una resa, né una rinuncia. A spiegare nel dettaglio i motivi della cancellazione dal calendario, tocca al capogruppo PD al Senato, Luigi Zanda: “La nostra posizione è nota, non abbiamo cambiato idea sullo Ius soli, noi non vogliamo parlare dello Ius soli, ma vogliamo approvare questa norma, che resta per noi un obiettivo. Detto questo per approvare una legge serve una maggioranza che ora al Senato non c’è“.
E ora che si fa? Che destino avrà questa legge tanto attesa? Anna Finocchiaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, non demorde: “Si lavora per avere la maggioranza sul testo perché il punto non è fissarla all’ordine del giorno, è approvarla”.
Il ministro spiega poi che “il presidente della commissione al Senato è già all’opera, ovviamente è la volontà politica che giocherà la partita decisiva”. Nessuna retromarcia, quindi, non solo da parte del PD ma del Governo.
Le reazioni politiche a questa decisione non sono tardate ad arrivare. C’è chi contesta la scelta e parla di una resa culturale - come Mdp - e chi parla di un pericolo scampato - come la Lega e Forza Italia - lanciandosi in gesti sconsiderati di esultanza.
In tutto questo vociare, stupisce il silenzio dei 5 Stelle che, sempre in disparte sui temi civili, optano per una vuota richiesta di referendum, così da non dover prendere una decisione.
Non è una resa, né una rinuncia. A spiegare nel dettaglio i motivi della cancellazione dal calendario, tocca al capogruppo PD al Senato, Luigi Zanda: “La nostra posizione è nota, non abbiamo cambiato idea sullo Ius soli, noi non vogliamo parlare dello Ius soli, ma vogliamo approvare questa norma, che resta per noi un obiettivo. Detto questo per approvare una legge serve una maggioranza che ora al Senato non c’è“.
E ora che si fa? Che destino avrà questa legge tanto attesa? Anna Finocchiaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, non demorde: “Si lavora per avere la maggioranza sul testo perché il punto non è fissarla all’ordine del giorno, è approvarla”.
Il ministro spiega poi che “il presidente della commissione al Senato è già all’opera, ovviamente è la volontà politica che giocherà la partita decisiva”. Nessuna retromarcia, quindi, non solo da parte del PD ma del Governo.
Le reazioni politiche a questa decisione non sono tardate ad arrivare. C’è chi contesta la scelta e parla di una resa culturale - come Mdp - e chi parla di un pericolo scampato - come la Lega e Forza Italia - lanciandosi in gesti sconsiderati di esultanza.
In tutto questo vociare, stupisce il silenzio dei 5 Stelle che, sempre in disparte sui temi civili, optano per una vuota richiesta di referendum, così da non dover prendere una decisione.
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mercoledì 30 agosto 2017
Via libera al reddito di inclusione (REI): misura universale contro la povertà a favore di 1milione e 800mila persone
Via libera definitivo al Reddito di Inclusione. Un aiuto a famiglie più deboli, un impegno di Governo Parlamento e Alleanza contro #povertà
— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) August 29, 2017
“L’approvazione da parte del Cdm del decreto per il reddito di inclusione è un altro passo importante, concreto e sostenibile per andare incontro a chi è in difficoltà”. Lo dichiara Lorenzo Guerini, Coordinatore segreteria PD. “Un passo che non si limita ad assistere ma che fornisce gli strumenti per dare una prospettiva alle persone, secondo uno spirito solidaristico non solo a parole. Vogliamo che le persone siano aiutate non solo a sopravvivere ma a vivere”. “Proprio per questo motivo, in questi anni, con il governo di Matteo Renzi e ora con quello di Paolo Gentiloni abbiamo operato con grande determinazione per rilanciare la crescita, condizione irrinunciabile per sostenere chi è in difficoltà”
*****
Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei).
La misura si rivolge a una platea di 400 mila famiglie, pari a circa 1,8 milioni di persone.
Il Rei sostituisce il Sia, sostegno all’inclusione attiva.
L’importo dell’aiuto corrisponde al massimo a quello dell’assegno sociale per gli over 65 senza reddito, pari a 485 euro al mese.
L’importo dipenderà dal numero dei componenti della famiglia e dalla situazione familiare e reddituale.
— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) August 29, 2017
“L’approvazione da parte del Cdm del decreto per il reddito di inclusione è un altro passo importante, concreto e sostenibile per andare incontro a chi è in difficoltà”. Lo dichiara Lorenzo Guerini, Coordinatore segreteria PD. “Un passo che non si limita ad assistere ma che fornisce gli strumenti per dare una prospettiva alle persone, secondo uno spirito solidaristico non solo a parole. Vogliamo che le persone siano aiutate non solo a sopravvivere ma a vivere”. “Proprio per questo motivo, in questi anni, con il governo di Matteo Renzi e ora con quello di Paolo Gentiloni abbiamo operato con grande determinazione per rilanciare la crescita, condizione irrinunciabile per sostenere chi è in difficoltà”
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Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei).
La misura si rivolge a una platea di 400 mila famiglie, pari a circa 1,8 milioni di persone.
Il Rei sostituisce il Sia, sostegno all’inclusione attiva.
L’importo dell’aiuto corrisponde al massimo a quello dell’assegno sociale per gli over 65 senza reddito, pari a 485 euro al mese.
L’importo dipenderà dal numero dei componenti della famiglia e dalla situazione familiare e reddituale.
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mercoledì 16 agosto 2017
ISTAT: il Prodotto Interno Lordo nel secondo trimestre +0,4%, +1,5% su base annua. L'incremento più alto degli ultimi 6 anni
Si consolida la ripresa dell'economia italiana. Avanti con investimenti, lotta alla povertà, lavoro. Avanti con le riforme: è la strada giusta
Mattarella e Gentiloni: l'Italia è in ripresa, c'è più fiducia
Fmi alza nostro Pil: +1,3% nel 2017
Svimez: riparte l'occupazione al sud ma resta l'emergenza sociale
Banca d'Italia: PIL in rialzo nel 2017 a + 1,4%
Nel secondo trimestre dell'anno, secondo la stima preliminare dell'Istat, il PIL - corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato - è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. Il secondo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al secondo trimestre del 2016. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi e di una diminuzione nel settore dell'agricoltura. Dal lato della domanda, si registra un apporto positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un limitato contributo negativo della componente estera netta. Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,1% negli Stati Uniti, dell'1,8% in Francia e dell'1,7% nel Regno Unito. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%.
Mattarella e Gentiloni: l'Italia è in ripresa, c'è più fiducia
Fmi alza nostro Pil: +1,3% nel 2017
Svimez: riparte l'occupazione al sud ma resta l'emergenza sociale
Banca d'Italia: PIL in rialzo nel 2017 a + 1,4%
Nel secondo trimestre dell'anno, secondo la stima preliminare dell'Istat, il PIL - corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato - è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. Il secondo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al secondo trimestre del 2016. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi e di una diminuzione nel settore dell'agricoltura. Dal lato della domanda, si registra un apporto positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un limitato contributo negativo della componente estera netta. Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,1% negli Stati Uniti, dell'1,8% in Francia e dell'1,7% nel Regno Unito. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%.
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