La mobilitazione sia virtuale che sul territorio continua. Non può essere altrimenti
Sono passati dieci giorni dall’arresto di Gabriele Del Grande in Turchia e a quanto dice il senatore Luigi Manconi “la situazione si sta aggravando”.
“Il vice console italiano ad Ankara e il legale turco di Gabriele Del Grande sono andati nel carcere dov’è detenuto il giornalista italiano, ma le autorità turche gli hanno impedito di vederlo“, ha detto il presidente della Commissione per i Diritti umani Manconi che ha avuto un colloquio telefonico con l’avvocato di Del Grande.
“Quando stava emergendo una possibile soluzione positiva, la situazione si è aggravata ed è emersa la necessità di mobilitarsi”, ha detto Manconi presentando al Senato, insieme agli amici di Gabriele Del Grande, un appello alle istituzioni perché si impegnino alla liberazione dello scrittore.
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giovedì 20 aprile 2017
lunedì 29 giugno 2015
Il 30 giugno "l'Unità" torna in edicola
La redazione sarà composta da 33 tra giornalisti e poligrafici, come ha stabilito il nuovo accordo sindacale del 10 giugno, prevedendo l'assunzione di 3 giornalisti in più rispetto a quello di novembre. La redazione centrale sarà a Roma e non a Milano come stabilito in un primo momento. Il piano è stato approvato dall'assemblea dei redattori dell'Unità con una consistente maggioranza. Il direttore Frulletti terminerà in questi giorni i colloqui con i giornalisti ed entro la fine della prossima settimana si prevede l'inizio dell'elaborazione dei primi numeri zero della nuova edizione.
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giovedì 16 maggio 2013
Intercettazioni: il PdL cerca lo scontro. Sono dei provocatori!
E' grave e provocatorio che il PdL, con tanti problemi che ci sono, non trovi di meglio da fare che presentare due progetti di legge, uno per ciascun ramo del Parlamento, sul tema delle intercettazioni, con lo scopo - esplicito! - di limitarne l'uso e di condizionare la libertà di stampa.
In una situazione politica così delicata quello delle intercettazioni telefoniche non è di certo tema che possa rientrare tra le priorità del Parlamento ed è sbagliato, nel metodo e nel merito, perchè le intercettazioni - soprattutto nel contrasto alle mafie e alla corruzione - sono uno strumento investigativo indispensabile.
A muovere questa iniziativa del PdL è la vera e propria ossessione giudiziaria di Berlusconi; un'ossessione che rischia di complicare oltre modo l'avvio della legislatura e il lavoro del governo.
In una situazione politica così delicata quello delle intercettazioni telefoniche non è di certo tema che possa rientrare tra le priorità del Parlamento ed è sbagliato, nel metodo e nel merito, perchè le intercettazioni - soprattutto nel contrasto alle mafie e alla corruzione - sono uno strumento investigativo indispensabile.
A muovere questa iniziativa del PdL è la vera e propria ossessione giudiziaria di Berlusconi; un'ossessione che rischia di complicare oltre modo l'avvio della legislatura e il lavoro del governo.
venerdì 1 aprile 2011
Bersani scrive ai segretari dei partiti di opposizione: "Il governo vuole oscurarci"
“Mi sembra evidente che il governo sta predisponendo un’ulteriore stretta sul sistema dell’informazione, a partire dai telegiornali, così da oscurare le opposizioni e da condizionare la fase politica e il prossimo appuntamento elettorale. C’è dunque aperta una vera questione democratica che, a mio parere, deve essere affrontata dalle opposizioni parlamentari con un’iniziativa comune, pur nel pieno riconoscimento delle differenze politiche.” Lo scrive il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani in una lettera inviata ieri ai leader dei partiti di opposizione presenti in Parlamento.“Vi propongo quindi - continua Bersani - di realizzare uno strumento di controllo sull’equilibrio politico in particolare dei telegiornali e dei programmi di intrattenimento per presidiare, in modo incisivo e tempestivo, questa delicatissima fase. Se convenite, conclude Bersani nella missiva inviata a Casini, Di Pietro, Bocchino e Rutelli, questa iniziativa può essere già messa a punto nel corso dell’incontro dei nostri responsabili dell’informazione, già previsto per il 7 Aprile.”
sabato 23 ottobre 2010
Non è una partita ad armi pari
giovedì 21 ottobre 2010
Dall'Agcom diffida al Tg1 e al Tg4. E Berlusconi fa causa alla Gabanelli
![]() |
| Il direttore del TG1, Augusto Minzolini |
Per approfondire l’argomento vi rimandiamo alla lettura delle notizie pubblicate da “Il Corriere della Sera”.
E intanto Silvio Berlusconi fa causa alla Gabanelli, per il servizio andato in onda su Report sulle ville di Antigua di proprietà dello stesso Berlusconi.
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venerdì 27 agosto 2010
Germania: si rafforza la liberta' di stampa

Il governo tedesco ha approvato un ddl volto a proteggere maggiormente i giornalisti dall'azione giudiziaria e a rafforzare la libertà di stampa. I giornalisti non saranno più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi. Per il ddl, solo la persona che passa le informazioni ai media -cioé la fonte del giornalista- può essere perseguita. Attualmente la legge punisce con 5 anni sia chi passa le informazioni riservate sia i giornalisti che le ricevono.
Un provvedimento legislativo che va nella direzione opposta della “legge bavaglio” proposta dalla destra italiana e dal padrone/editore Berlusconi, che limita non solo le intercettazioni ma il diritto dei giornalisti a informare e il dovere di forze dell'ordine e magistrati di indagare e perseguire i reati. Contro la “legge bavaglio” è stata forte e decisa, in parlamento e nella società, l’opposizione del Partito Democratico.
Un provvedimento legislativo che va nella direzione opposta della “legge bavaglio” proposta dalla destra italiana e dal padrone/editore Berlusconi, che limita non solo le intercettazioni ma il diritto dei giornalisti a informare e il dovere di forze dell'ordine e magistrati di indagare e perseguire i reati. Contro la “legge bavaglio” è stata forte e decisa, in parlamento e nella società, l’opposizione del Partito Democratico.
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mercoledì 30 giugno 2010
No alla legge bavaglio. In tanti in piazza a Bologna

Partito Democratico, Giovani Democratici, Italia dei Valori, PRC, PdCI, Sinistra Ecologia Libertà, Popolo Viola, CISL, CGIL, ACLI... tutti insieme, gruppi, partiti, movimenti, sindacati, associazioni, lunedì 28 a Bologna, nella centralissima piazza Santo Stefano (nella foto), per dire no alla "legge bavaglio" della destra che limita non solo le intercettazioni ma il diritto dei giornalisti a informare e il dovere di forze dell'ordine e magistrati di indagare e perseguire i reati.
Sì, perchè con questa legge vergognosa - se passasse - sarebbe più difficile contrastare la criminalità organizzata e la mafia, prevenire e colpire la corruzione, i traffici di droga, il terrorismo.
(guarda le immagini della manifestazione)
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sabato 26 giugno 2010
28 giugno, in piazza a Bologna, contro la "legge bavaglio"

La legge sulle intercettazioni rappresenta un'aggressione senza precedenti a due pilastri dello stato di diritto: l'uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge e la libertà di informazione e di opinione. Per questo, lunedì 28 giugno, alle ore 21, a Bologna, in piazza Santo Stefano partiti, associazioni e forze sociali scenderanno in piazza per manifestare contro la "legge bavaglio". Sul palco interverranno esponenti del mondo del lavoro, della giustizia e del giornalismo.
Senza intercettazioni non sarebbero mai venuti alla luce casi di malaffare e disonestà, scandali finanziari e tristi vicende di cronaca. Senza il lavoro dei giornalisti, il cui dovere è quello di "dare le notizie di cui sono a conoscenza", i cittadini non sarebbero arrivati a queste e ad altre importanti verità della storia italiana e mondiale. Quello del giornalista è un lavoro i cui diritti e doveri sono sanciti dalla Costituzione e dalla Legge Italiana.
Di fronte a tutto ciò occorre reagire e impegnarsi, promuovendo e difendendo ciò che di più caro ha questo Paese, la sua Costituzione, i suoi valori, i suoi principi ancora oggi così attuali, e più volte richiamati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La Costituzione Italiana deve essere difesa da chi la vorrebbe stravolgere e piegare ai propri interessi.
Promuovono la manifestazione: Partito Democratico, Giovani Democratici Emilia-Romagna, Italia dei Valori, Sinistra-Ecologia-Libertà, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Socialista, Partito dei Comunisti Italiani, Verdi, CGIL Bologna, CGIL Emilia-Romagna, CISL Bologna, ANPI, ARCI Emilia-Romagna, ARCI Bologna, Arcigay, Arcilesbica, SUNIA, Libera, ACLI, UISP Emilia-Romagna, Il Popolo Viola Bologna, Federconsumatori, MigrAzione, Casa Ba-se, ANCESCAO, AUSER, Associazione culturale Ponte della Bionda, Amici di Piazza Grande, Casa delle Donne.
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mercoledì 7 aprile 2010
Dal 1° aprile aumentati i costi di spedizione: appello delle piccole case editrici

Con un decreto post-elettorale del 30 marzo e con effetto dal 1 aprile 2010 (!), senza alcun preavviso, il Governo ha deciso di eliminare ogni agevolazione nella spedizione dei prodotti editoriali. Di seguito pubblichiamo la lettera/denuncia di alcuni editori che segnalano il forte danno che deriva non solo alle loro imprese ma alla diffusione stessa della cultura.
Segnaliamo che il provvedimento ha quadruplicato anche il costo di spedizione dei periodici e organi di informazione di tutti i soggetti (organizzazioni sociali, associazioni di volontariato, parrocchie, ecc.) senza fini di lucro.
Noi non siamo d'accordo e solleciteremo l'iniziativa dei nostri gruppi parlamentari per contrastare questo provvedimento.
Messaggi di adesione all'appello possono essere inviati a info@infinitoedizioni.it
Signori Ministri,
come noto, attraverso il Decreto 30 marzo 2010 Tariffe postali agevolate per l'editoria (10A04046) (GU n. 75 del 31-3-2010), il Ministero dello Sviluppo Economico insieme al Ministero dell'Economia ha sospeso sine die dal 31 marzo 2010 e potenzialmente eliminato la Tariffa editoriale ridotta per gli editori con decreto interministeriale, causando di fatto un aumento medio del 700% nei costi di spedizione. Le case editrici, soprattutto quelle piccole e indipendenti, sopravvivono senza incentivi statali di nessun genere, tengono duro anche durante la crisi, scommettono sulle librerie e sui lettori e diffondono cultura, pluralità di opinioni e sapere, pur in assenza di una seria legge a sostegno della loro attività, come avviene invece nella maggior parte dei Paesi europei. Come potranno svolgere ancora il loro fondamentale ruolo sociale se saranno costrette a ridurre in modo insostenibile i loro margini? Dovranno rifarsi sulle librerie e sui lettori in un cieco circolo vizioso che già ora identifica l'Italia come uno dei paesi con il minor consumo culturale? Ogni giorno che passa in questa situazione porta agli editori un rilevante danno economico. Chiediamo quindi al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministro dell'Economia di ripristinare immediatamente le tariffe postali agevolate e di convocare un tavolo con la partecipazione sia delle associazioni degli editori sia dei rappresentanti di quella pluralità di soggetti indipendenti da essi non interamente rappresentati e a cui noi vogliamo dare voce.
Cordiali saluti
Luca Burei - Edizioni Estemporanee, www.edest.it
Silvia De Marchi - Mangrovie Edizioni, www.mangrovie.org
Maria Cecilia Castagna - Infinito edizioni, www.infinitoedizioni.it
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mercoledì 24 marzo 2010
RAI PER UNA NOTTE: L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera

Giovedì 25 marzo, ore 21.00 al Paladozza di Bologna
Con ...Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Giovanni Floris, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Michele Santoro, Barbara Serra, Marco Travaglio, Vauro e Antonello Venditti.
L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera. Per questo la Fnsi - Federazione Nazionale della Stampa Italiana - ha deciso di organizzare “Rai per una notte”, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.
Rai per una notte sarà una manifestazione-trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.
La Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana) e l’Usigrai (il Sindacato dei giornalisti Rai) metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.
In Emilia-Romagna, la serata può essere seguita sulle seguenti emittenti TV:
Current Tv; Sky TG 24; Rai News 24; YouDem TV (canale 813 di Sky); RedTV (canale 890 di Sky), E' TV - Rete 7, Trc Modena, Telereggio, Libera 924 Sky.
mercoledì 24 febbraio 2010
Cuba: morto il dissidente Zapata. Oltre "i confini del mondo"

Il dissidente cubano Orlando Zapata Tamayo, 42 anni, è morto. Lo hanno reso noto fonti dell’opposizione cubana. Il decesso è avvenuto all'ospedale dell'Avana, dove si trovava ricoverato dopo 85 giorni di sciopero della fame. Zapata era stato arrestato nel 2003 e condannato a 36 anni per diversi reati, fra cui vilipendio di Fidel Castro. «La morte di mio figlio è stata un omicidio premeditato», ha detto la madre di Zapata, Reina Tamayo Dange. Le condizioni di Zapata si erano aggravate martedì mattina ed era stato trasferito in un ospedale tra i più attrezzati dell'Avana, dove si è spento alle 15,30 (le 21,30 in Italia) di martedì. Il Direttorio democratico cubano di Miami ha affernato che Zapata «è stato assassinato dal regime castrista che gli ha negato i diritti più elementari». Ha aggiunto Oswaldo Paya, che Zapata è morto per difendere «la libertà, i diritti e la dignità di tutti i cubani». Zapata aveva avuto il sostegno di Amnesty International in quanto detenuto solo per le sue idee e aveva avviato uno sciopero della fame per protestare contro le dure condizioni a cui era sottoposto in carcere. Zapata faceva parte del gruppo di 75 dissidenti detenuti dal 2003, di cui 53 rimangono in carcere. Secondo la Commissione cubana dei diritti umani e riconciliazione nazionale (illegale, ma tollerata), una ventina di oppositori sono stati «brutalmente colpiti e fermati» questo mese a Camaguey durante le proteste contro il «trattamento crudele e inumano» subito da Zapata.
Siamo solidali con tutti i cubani soggetti alle limitazioni delle libertà individuali e dei diritti fondamentali dell'uomo, e condanniamo senza remore il clima intimidatorio e oppressivo del regime castrista.
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venerdì 19 febbraio 2010
Agli ordini PADRONE!!!

Nuovo intervento del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, che durante il telegiornale delle 20, a margine del servizio sull'inchiesta sul G8 della Maddalena che ha coinvolto anche Guido Bertolaso, in un editoriale ha difeso il capo della Protezione civile. "Le intercettazioni - ha sottolineato Minzolini - sono strumenti di indagine, non sono prove, e lo sanno bene anche i magistrati. Al telefono si usa un linguaggio diverso rispetto a quello che si userebbe davanti a un pubblico ufficiale, ma non si può condannare una persona per un aggettivo se non c'è una prova."
“Puntuale come un orologio svizzero, l'editoriale del direttore del Tg1 entra nella campagna elettorale per fare il megafono di palazzo Chigi che vorrebbe limitare le indagini della magistratura e le intercettazioni" commenta Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e presidente dell'assemblea nazionale del Pd. Per Anna Finocchiaro "ha dell'incredibile l'uso che Minzolini continua a fare del suo ruolo di direttore della maggiore testata del servizio pubblico. Dal giorno del suo insediamento, gli interventi in video del direttore del Tg1 sono stati dedicati esclusivamente ad attaccare magistratura e stampa, al solo scopo di difendere il governo. Lo stile degli editoriali di Minzolini non è da Tg1, ma da giornale di partito. Il partito di Berlusconi", ha concluso la capogruppo del Pd in Senato.
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domenica 13 dicembre 2009
La democrazia populista.

Riportiamo un articolo di Piero Ignazi pubblicato sull'Espresso nel maggio 2008, all'indomani della vittoria elettorale che diede a Berlusconi un'ampia maggioranza parlamentare. L'analisi rispecchia esattamente quello che poi è realmente accaduto, il cui epilogo si sta consumando in questi giorni con l'attacco frontale di Silvio Berlusoni alla magistratura e al Presidente della Repubblica. Attacchi che oggi Casini ha ritenuto segnali di una deriva democratica di stampo populista.
Scrivera Ignazi: "Gli osservatori stranieri temono che l'Italia sia il laboratorio di una nuova forma di regime politico. Ammettiamo per ipotesi che gli osservatori stranieri abbiano ragione a esprimere sorpresa e sconcerto nel vedere confermato alla carica di primo ministro il proprietario di un impero mediatico, ed elevati a cariche ministeriali rappresentanti di un partito xenofobo quale la Lega. La democrazia populista è una insidiosa deformazione della democrazia liberale. Nella democrazia populista il leader 'interpreta' il volere della masse. Quindi, chi si oppone diventa oggettivamente un nemico del popolo. Il complesso mediatico-economico, versione post-moderna del vecchio complesso economico-militare evocato a suo tempo da John Galbraith, inquieta per la sua capacità di condizionamento della politica."
domenica 4 ottobre 2009
Libertà di stampa: e pensare che ci avevano messo in guardia...
Lo aveva detto Freedom House - ad inizio maggio 09 - nell'annuale classifica sulla libertà di stampa. Freedom House è un istituto di ricerca americano con sede a Washington. L'associazione ha come obiettivo la promozione della democrazia liberale nel mondo, ed è conosciuta principalmente per i suoi rapporti annuali sul livello di libertà democratiche in ogni paese del mondo. Questi rapporti sono spesso citati nei media (quelli liberi si intende!!!). L'organizzazione venne fondata nel 1941, fra gli altri, da Eleanor Roosevelt. Nata come risposta alla minaccia rappresentata dal Nazismo, ora presenta sé stessa come una chiara voce a favore della democrazia e della libertà nel mondo.
Nel rapporto sulla libertà di stampa, pubblicato a maggio di quest'anno, l' Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale».
La causa: la «situazione anomala a livello mondiale di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati». «Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House.
Su un punteggio che va da 0 (i Paesi più liberi) a 100 (i meno liberi), l’Italia ottiene 32 voti: unico Paese occidentale con una pagella così bassa.
I «migliori della classe» restano le socialdemocrazie del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia (prime cinque a livello mondiale). Il «problema principale dell’Italia», secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio, è Berlusconi. «Il suo ritorno nel 2008 al posto di premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida», spiega. Altri fattori: l’abuso di denunce per diffamazione contro i giornalisti (caso Boffo?!) e l’escalation di intimidazioni fisiche da parte del crimine organizzato.
Evidentemente negli Stati Uniti la parola Libertà ha un diverso significato rispetto all'Italia. Perchè se così si definiscono i cortigiani di Silvio Berlusconi...
(PD Casola Valsenio)
sabato 3 ottobre 2009
I Democratici di Casola Valsenio a difesa della libertà di stampa
Alla manifestazione di oggi partecipano tra gli altri, la Cgil, la Fim-Cisl e i partiti d'opposizione: dal Pd all'Idv, da Sinistra e Libertà a Rifondazione Comunista, dai Comunisti italiani a Bruno Tabacci dell'Udc, oltre ad Antonio Satta dell'Unione popolare cristiana. Si allunga di ora in ora anche la lista delle associazioni aderenti: Acli, Libera, Legambiente, Arci (in piazza con le bandiere listate a lutto e due corone funebri "per la morte della libertà d'informazione"), la Federazione Italiana Associazioni Partigiane, Reporters sans Frontieres e la Società Pannunzio per la libertà di informazione.
Manifestazioni parallele si terranno in dodici città italiane ed europee, da Barcellona a Londra, da Berlino a Parigi (dove la rivista Focus organizza una manifestazione in place d'Italie). "In Europa siamo tutti farabutti" è invece lo slogan sui cartelli esposti durante un sit-in ieri a Bruxelles.
Non solo. Alla vigilia della manifestazione, l'associazione Libertà e Giustizia denuncia "l'ultima mossa del partito di Berlusconi". Sul tavolo degli imputati "un disegno di legge per modificare l'articolo 21 della Costituzione, a firma del senatore Andrea Pastore (Pdl). Presentato il 9 settembre scorso ma rilanciato il 30 settembre con l'aggiunta delle firme di 40 senatori, compresa quella del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e del presidente emerito Francesco Cossiga, il ddl modifica l'articolo 21, nell'ultimo comma: "Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume" dovrebbe ora essere integrato con "o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza".
E pensare che si vorrebbero chiamare Popolo della libertà....
I democratici di Casola Valsenio
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