“Lei ha detto di essere orgoglioso di essere populista, ma stia attento perché in nome del popolo sono stati commessi genocidi: sto parlando della storia dell’Europa”
La dichiarazione di voto del capogruppo del Pd a Montecitorio
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giovedì 7 giugno 2018
venerdì 1 giugno 2018
In tanti per dire no all’Italia giallo-verde, Martina: “Da questa piazza si può ripartire, facciamolo insieme”
Grande successo della manifestazione a Roma. Guarda il video
Il primo no, forte, composto, un no repubblicano e europeo, anche unitario. C’è il Pd, e non solo. Roma-Milano, due piazze che “parlano” nel primo giorno colorato di giallo-verde (e striato di nero), due manifestazioni indette dal Pd non appena Di Maio insultò Mattarella paventando un inverosimile (e infatti presto abortito) impeachment solo perché il capo dello Stato esercitando le sue prerogative costituzionali si era permesso di cancellare il nome dell’euroscettico Savona dalla casella dell’Economia: si è visto che aveva ragione, dato che Savona è stato lestamente dirottato a un dicastero di serie B come gli Affari europei.
Ma ritirata la “minaccia” dell’impeachment, le ragioni delle manifestazioni (ce ne sono state molte in questi giorni) sono restate tutte in piedi. E così, dalle 16,30 la gente è convenuta a piazza Santi Apostoli, storico teatro di tante manifestazioni uliviste – qui c’era la sede di Romano Prodi – e perciò fortemente evocativa di momenti di grande battaglia politica. Così come più tardi riempirà piazza della Scala a Milano.
Il primo no, forte, composto, un no repubblicano e europeo, anche unitario. C’è il Pd, e non solo. Roma-Milano, due piazze che “parlano” nel primo giorno colorato di giallo-verde (e striato di nero), due manifestazioni indette dal Pd non appena Di Maio insultò Mattarella paventando un inverosimile (e infatti presto abortito) impeachment solo perché il capo dello Stato esercitando le sue prerogative costituzionali si era permesso di cancellare il nome dell’euroscettico Savona dalla casella dell’Economia: si è visto che aveva ragione, dato che Savona è stato lestamente dirottato a un dicastero di serie B come gli Affari europei.
Ma ritirata la “minaccia” dell’impeachment, le ragioni delle manifestazioni (ce ne sono state molte in questi giorni) sono restate tutte in piedi. E così, dalle 16,30 la gente è convenuta a piazza Santi Apostoli, storico teatro di tante manifestazioni uliviste – qui c’era la sede di Romano Prodi – e perciò fortemente evocativa di momenti di grande battaglia politica. Così come più tardi riempirà piazza della Scala a Milano.
martedì 29 maggio 2018
Vogliamo stringerci a difesa delle istituzioni repubblicane e della Costituzione italiana, contro chi le sta aggredendo con arroganza
Le istituzioni della nostra Repubblica, le regole della nostra democrazia sono sotto attacco.
Non era mai successo in 70 anni che il Presidente della Repubblica fosse minacciato per costringerlo a violare il mandato costituzionale. Il Presidente della Repubblica non è un notaio che firma decisioni prese da altri ma è responsabile dell’interesse nazionale.
Lega e Cinque Stelle hanno raccontato per settimane che il leader è il programma, che non hanno mai parlato di cognomi ma di idee e, alla prova dei fatti, si sono impuntati su un nome.
Volevano far fallire tutto e riportare l’Italia alle urne.
Non era mai successo in 70 anni che il Presidente della Repubblica fosse minacciato per costringerlo a violare il mandato costituzionale. Il Presidente della Repubblica non è un notaio che firma decisioni prese da altri ma è responsabile dell’interesse nazionale.
Lega e Cinque Stelle hanno raccontato per settimane che il leader è il programma, che non hanno mai parlato di cognomi ma di idee e, alla prova dei fatti, si sono impuntati su un nome.
Volevano far fallire tutto e riportare l’Italia alle urne.
Mobilitazione PD in difesa delle Istituzioni sotto attacco
Venerdì 1 Giugno 2018, alle ore 17:00, sarà la volta di due grandi manifestazioni a Roma e a Milano.
Già in queste ore in diversi centri, tra cui Torino, tanti cittadini stanno manifestando la loro indignazione per ciò che Lega e M5S hanno fatto e stanno facendo. Per la loro pericolosa propaganda ai danni degli italiani. Per avere mentito sui reali obiettivi della loro iniziativa in questi ultimi 84 giorni.
Il Partito Democratico ha già espresso tutta la solidarietà al Presidente Sergio Mattarella.
"Per avere messo a rischio un Paese intero. Perché cittadini, famiglie, imprese e lavoratori non si difendono scassando la democrazia italiana.
Perché l’Euro e l’Europa sono il nostro vero scudo, la nostra reale sovranità. Andremo in piazza con la Costituzione in mano. Perché nessuno può pensare che ci sia futuro senza il rispetto della nostra Carta fondamentale”.
Così il segretario reggente del PD Maurizio Martina annuncia la mobilitazione nazionale del Partito Democratico di venerdì 1 giugno 2018.
Già in queste ore in diversi centri, tra cui Torino, tanti cittadini stanno manifestando la loro indignazione per ciò che Lega e M5S hanno fatto e stanno facendo. Per la loro pericolosa propaganda ai danni degli italiani. Per avere mentito sui reali obiettivi della loro iniziativa in questi ultimi 84 giorni.
Il Partito Democratico ha già espresso tutta la solidarietà al Presidente Sergio Mattarella.
"Per avere messo a rischio un Paese intero. Perché cittadini, famiglie, imprese e lavoratori non si difendono scassando la democrazia italiana.
Perché l’Euro e l’Europa sono il nostro vero scudo, la nostra reale sovranità. Andremo in piazza con la Costituzione in mano. Perché nessuno può pensare che ci sia futuro senza il rispetto della nostra Carta fondamentale”.
Così il segretario reggente del PD Maurizio Martina annuncia la mobilitazione nazionale del Partito Democratico di venerdì 1 giugno 2018.
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lunedì 28 maggio 2018
Attacco alla Costituzione. La solidarietà del PD al presidente Mattarella
Solidarietà al capo dello Stato da parte del segretario reggente Maurizio Martina e del presidente del PD Matteo Orfini. Apprezzamento totale del suo discorso in difesa della Costituzione
Solidarietà al capo dello Stato da parte del PD. Il presidente del PD Matteo Orfini e il segretario reggente Maurizio Martina hanno condiviso la solidarietà verso il presidente Mattarella e dichiarato apprezzamento totale del suo discorso in difesa della Costituzione.
Anche Paolo Gentiloni su twitter e Matteo Renzi su Facebook sono intervenuti.
Il segretario reggente del PD, Maurizio Martina ha scritto su Twitter: “Il presidente della Repubblica ha difeso il Paese, la Costituzione, l’interesse nazionale. È il garante degli italiani. Per 80 giorni Lega e Cinque Stelle hanno invece portato in modo irresponsabile l’Italia sull’orlo di una crisi senza precedenti”.
Nel pomeriggio, Martina, a margine di una iniziativa elettorale a Cinisello Balsamo, ha sottolineato che c’è chi vuol far rischiare all’Italia di diventare una nuova Grecia.
“Penso di sì – ha detto rispondendo a una domanda sul rischio Grecia – purtroppo qualcuno vuole che l’Italia rischi quello che ha rischiato la Grecia poco tempo fa. Devono stare molto attenti perché c’è il futuro del Paese in ballo. Altro che popolo contro Palazzo. Qui siamo alla partitocrazia pentaleghista contro gli interessi generali del Paese”.
Solidarietà al capo dello Stato da parte del PD. Il presidente del PD Matteo Orfini e il segretario reggente Maurizio Martina hanno condiviso la solidarietà verso il presidente Mattarella e dichiarato apprezzamento totale del suo discorso in difesa della Costituzione.
Anche Paolo Gentiloni su twitter e Matteo Renzi su Facebook sono intervenuti.
Il segretario reggente del PD, Maurizio Martina ha scritto su Twitter: “Il presidente della Repubblica ha difeso il Paese, la Costituzione, l’interesse nazionale. È il garante degli italiani. Per 80 giorni Lega e Cinque Stelle hanno invece portato in modo irresponsabile l’Italia sull’orlo di una crisi senza precedenti”.
Nel pomeriggio, Martina, a margine di una iniziativa elettorale a Cinisello Balsamo, ha sottolineato che c’è chi vuol far rischiare all’Italia di diventare una nuova Grecia.
“Penso di sì – ha detto rispondendo a una domanda sul rischio Grecia – purtroppo qualcuno vuole che l’Italia rischi quello che ha rischiato la Grecia poco tempo fa. Devono stare molto attenti perché c’è il futuro del Paese in ballo. Altro che popolo contro Palazzo. Qui siamo alla partitocrazia pentaleghista contro gli interessi generali del Paese”.
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Mattarella: “Mai ostacolato la formazione del governo”
“Il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non hai subito né può subire imposizioni”, ha detto il Capo dello Stato
“Ho fatto il possibile per poter far nascere un governo politico”. Mattarella respinge tutte le accuse nei suoi confronti. Spiegando il percorso di questi 80 giorni di consultazioni e trattative, il presidente della Repubblica ha voluto mettere in evidenza come l’impegno per formare un governo politico non sia mai mancato.
“Ho agevolato il tentativo di dar vita a governo” tra M5s e Lega, “ho atteso i tempi per farlo approvare dalle rispettive basi di militanti pur consapevole che questo mi avrebbe attirato critiche”, ha detto Mattarella. “Nessuno può dire – ha aggiunto – che io ho ostacolato il governo che viene definito del cambiamento”.
“Ho fatto il possibile per poter far nascere un governo politico”. Mattarella respinge tutte le accuse nei suoi confronti. Spiegando il percorso di questi 80 giorni di consultazioni e trattative, il presidente della Repubblica ha voluto mettere in evidenza come l’impegno per formare un governo politico non sia mai mancato.
“Ho agevolato il tentativo di dar vita a governo” tra M5s e Lega, “ho atteso i tempi per farlo approvare dalle rispettive basi di militanti pur consapevole che questo mi avrebbe attirato critiche”, ha detto Mattarella. “Nessuno può dire – ha aggiunto – che io ho ostacolato il governo che viene definito del cambiamento”.
mercoledì 23 maggio 2018
Di fronte all’inaffidabilità di M5S e Lega, noi daremo battaglia
“Stiamo cercando di organizzare le nostre forze per costruire l’alternativa, lo dobbiamo fare nei tempi giusti, lo dobbiamo fare col tono giusto e con le parole giuste”.
“Io sono molto preoccupato per questo approccio che Movimento 5 Stelle e Lega stanno avendo rispetto ai temi di governo nazionale”. Ne è convinto il segretario reggente del Partito Democratico, Maurizio Martina, parlando in visita al convento dei Sacri Cuori a Napoli, nel quartiere Secondigliano sui futuri scenari di governo.
L’ex ministro sostiene che il contratto di governo giallo-verde abbia “più di 120 miliardi di spese e solo 500 milioni di coperture. Vuol dire – sottolinea – che stai presentando una cosa che è a metà tra un libro dei sogni e uno gli incubi e di mezzo c’è il Paese reale, c’è l’Italia con i suoi bisogni e con i suoi interessi”. Bisogna, quindi, rivolgere “grande attenzione per quello che fanno e per quello che promettono perché rischiamo di lasciarci di mezzo la fatica di imprese, di famiglie e di tutto il Paese che in questi anni ha lavorato per uscire dalla crisi”.
“Io sono molto preoccupato per questo approccio che Movimento 5 Stelle e Lega stanno avendo rispetto ai temi di governo nazionale”. Ne è convinto il segretario reggente del Partito Democratico, Maurizio Martina, parlando in visita al convento dei Sacri Cuori a Napoli, nel quartiere Secondigliano sui futuri scenari di governo.
L’ex ministro sostiene che il contratto di governo giallo-verde abbia “più di 120 miliardi di spese e solo 500 milioni di coperture. Vuol dire – sottolinea – che stai presentando una cosa che è a metà tra un libro dei sogni e uno gli incubi e di mezzo c’è il Paese reale, c’è l’Italia con i suoi bisogni e con i suoi interessi”. Bisogna, quindi, rivolgere “grande attenzione per quello che fanno e per quello che promettono perché rischiamo di lasciarci di mezzo la fatica di imprese, di famiglie e di tutto il Paese che in questi anni ha lavorato per uscire dalla crisi”.
sabato 19 maggio 2018
“Ora un nuovo centrosinistra alternativo a Lega, M5S e Forza Italia”. La relazione di Martina
La relazione introduttiva del segretario reggente Maurizio Martina all’Assemblea nazionale del Partito Democratico
mercoledì 16 maggio 2018
Sì al congresso entro l’anno ma Assemblea elegga segretario
Confermo la mia candidatura in Assemblea per i prossimi mesi di lavoro. Con spirito unitario, chiedo il sostegno di tutti
Maurizio Martina
L’Assemblea nazionale di sabato sarà un passaggio molto importante per il PD. Penso che debba rappresentare un momento fondamentale anche per un’analisi di quello che è accaduto e per il rilancio del nostro progetto dopo la pesante sconfitta. La fase politica che stiamo vivendo e’ molto delicata. Non è chiaro ancora quello che accadrà nei prossimi giorni: se il tentativo preoccupante di Cinque Stelle e Lega andrà avanti o se fallirà sotto le pesanti contraddizioni che stanno emergendo. In ogni caso dobbiamo prepararci per ogni evenienza. E quel che è certo è che i contenuti sin qui resi noti da queste forze sono pericolosi per l’Italia. Altro che governo del cambiamento, siamo a un mix di autoritarismo, antieuropeismo, iniquità, propaganda e irresponsabilità. Come quella che li ha portati a scrivere nero su bianco di rendere possibile l’uscita dall’euro. O come la proposta sulla Flat Tax che favorisce i ricchi e beffa il ceto medio e le famiglie. O la torsione delle regole costituzionali contenuta nell’idea del comitato di conciliazione che stravolge funzioni e poteri degli organi di governo eletti.
Maurizio Martina
L’Assemblea nazionale di sabato sarà un passaggio molto importante per il PD. Penso che debba rappresentare un momento fondamentale anche per un’analisi di quello che è accaduto e per il rilancio del nostro progetto dopo la pesante sconfitta. La fase politica che stiamo vivendo e’ molto delicata. Non è chiaro ancora quello che accadrà nei prossimi giorni: se il tentativo preoccupante di Cinque Stelle e Lega andrà avanti o se fallirà sotto le pesanti contraddizioni che stanno emergendo. In ogni caso dobbiamo prepararci per ogni evenienza. E quel che è certo è che i contenuti sin qui resi noti da queste forze sono pericolosi per l’Italia. Altro che governo del cambiamento, siamo a un mix di autoritarismo, antieuropeismo, iniquità, propaganda e irresponsabilità. Come quella che li ha portati a scrivere nero su bianco di rendere possibile l’uscita dall’euro. O come la proposta sulla Flat Tax che favorisce i ricchi e beffa il ceto medio e le famiglie. O la torsione delle regole costituzionali contenuta nell’idea del comitato di conciliazione che stravolge funzioni e poteri degli organi di governo eletti.
domenica 13 maggio 2018
Maurizio Martina: “Una costituente di un anno per ricostruire il PD”
Il segretario reggente del PD in un’intervista a Repubblica: “Congresso nel 2019. Dopo una sconfitta tanto pesante ripartire con un lavoro costituente”
“Sono giorni duri per il PD, ma io sono assolutamente convinto che possiamo ripartire”.
Così il segretario reggente del PD Maurizio Martina, che in un’intervista a La Repubblica annuncia: “Mi proporrò segretario in Assemblea con una idea: un anno di lavoro costituente per aprire una pagina nuova per il PD, in grado di riscrivere la nostra funzione nel cuore del centrosinistra”.
“Di fronte alla nascita del governo più a destra della storia recente – è il ragionamento di Martina – è giusto dirsi che non basteranno gli anatemi: dobbiamo costruire un’alternativa popolare alla saldatura tra Lega e M5S superando le divisioni del passato, allargando ad energie nuove, ribadendo il nostro ruolo da protagonisti nel campo progressista”.
Ma, specifica il segretario reggente, si tratta di una proposta che non significa il rinvio del Congresso, piuttosto, spiega Martina, si tratta della proposta di “un lavoro preparatorio al Congresso che secondo me deve tenersi nel 2019. Bisogna fare un percorso che non sia solo una conta sulle persone. Sono fra quelli che pensano che di fronte a una sconfitta tanto pesante noi dobbiamo cambiare. E per farlo serve, oltre al coraggio della autocritica e alla forza del riscatto, un lavoro costituente. Per rimettere a fuoco il nostro progetto politico, culturale, organizzativo. E cercare insieme risposte che non abbiamo saputo dare”.
“Sono giorni duri per il PD, ma io sono assolutamente convinto che possiamo ripartire”.
Così il segretario reggente del PD Maurizio Martina, che in un’intervista a La Repubblica annuncia: “Mi proporrò segretario in Assemblea con una idea: un anno di lavoro costituente per aprire una pagina nuova per il PD, in grado di riscrivere la nostra funzione nel cuore del centrosinistra”.
“Di fronte alla nascita del governo più a destra della storia recente – è il ragionamento di Martina – è giusto dirsi che non basteranno gli anatemi: dobbiamo costruire un’alternativa popolare alla saldatura tra Lega e M5S superando le divisioni del passato, allargando ad energie nuove, ribadendo il nostro ruolo da protagonisti nel campo progressista”.
Ma, specifica il segretario reggente, si tratta di una proposta che non significa il rinvio del Congresso, piuttosto, spiega Martina, si tratta della proposta di “un lavoro preparatorio al Congresso che secondo me deve tenersi nel 2019. Bisogna fare un percorso che non sia solo una conta sulle persone. Sono fra quelli che pensano che di fronte a una sconfitta tanto pesante noi dobbiamo cambiare. E per farlo serve, oltre al coraggio della autocritica e alla forza del riscatto, un lavoro costituente. Per rimettere a fuoco il nostro progetto politico, culturale, organizzativo. E cercare insieme risposte che non abbiamo saputo dare”.
Graziano Delrio: “Contro il governo delle destre terremo una posizione radicale” Focus
Il capogruppo Dem in un’intervista a La Stampa: “Non ci imbavaglieremo e non faremo sceneggiate come loro. Ma non faremo sconti”
“Avete notato che nessuno parla di lavoro e di salario minimo? Nei loro conciliaboli sul contratto queste parole non esistono. E non esiste il tema dei lavoratori e delle imprese”. Quello che si sta cercando di creare, secondo il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio in un’intervista alla Stampa, il “governo delle destre”, rappresenta un pericolo per il Paese.
Il PD pronto a una dura opposizione
E contro un esecutivo di questo tipo, “influenzato dalla destra nazionalista e sovranista, antieuropeista”, il PD è pronto a una dura opposizione: “Terremo una posizione molto radicale, non pensino di trovare un’opposizione moderata. Certo lo saremo nel linguaggio e nei modi, non ci imbavaglieremo e non faremo sceneggiate come loro. Ma non faremo sconti”.
Forza Italia e la spartizione delle poltrone
Opposizione insieme a Berlusconi? Con Forza Italia, osserva Delrio, “finora si sono spartiti tutte le poltrone. Anche quelle destinate all’opposizione. E vedremo se sarà Forza Italia a occupare le due posizioni chiave, la presidenza del Copasir e della Vigilanza Rai con il voto dei grillini. In tal caso sarà palese che Salvini è al tavolo per conto del centrodestra: sarebbe l’ennesimo inganno verso gli elettori. Sarà un Berlusconi di lotta e di governo con buona pace di Di Maio”.
“Avete notato che nessuno parla di lavoro e di salario minimo? Nei loro conciliaboli sul contratto queste parole non esistono. E non esiste il tema dei lavoratori e delle imprese”. Quello che si sta cercando di creare, secondo il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio in un’intervista alla Stampa, il “governo delle destre”, rappresenta un pericolo per il Paese.
Il PD pronto a una dura opposizione
E contro un esecutivo di questo tipo, “influenzato dalla destra nazionalista e sovranista, antieuropeista”, il PD è pronto a una dura opposizione: “Terremo una posizione molto radicale, non pensino di trovare un’opposizione moderata. Certo lo saremo nel linguaggio e nei modi, non ci imbavaglieremo e non faremo sceneggiate come loro. Ma non faremo sconti”.
Forza Italia e la spartizione delle poltrone
Opposizione insieme a Berlusconi? Con Forza Italia, osserva Delrio, “finora si sono spartiti tutte le poltrone. Anche quelle destinate all’opposizione. E vedremo se sarà Forza Italia a occupare le due posizioni chiave, la presidenza del Copasir e della Vigilanza Rai con il voto dei grillini. In tal caso sarà palese che Salvini è al tavolo per conto del centrodestra: sarebbe l’ennesimo inganno verso gli elettori. Sarà un Berlusconi di lotta e di governo con buona pace di Di Maio”.
martedì 8 maggio 2018
19 maggio, si riunisce l’Assemblea nazionale PD
Lì si deciderà se eleggere un nuovo segretario o convocare il congresso
Un’assemblea importante in una situazione politica nazionale difficilissima quella che riunirà il 19 maggio. L’orientamento nel PD è questo, definito nella riunione dei vertici questa mattina al Nazareno. Oltre al segretario reggente Maurizio Martina erano presenti Lorenzo Guerini, i capigruppo parlamentari Graziano Delrio e Andrea Marcucci, i ministri Andrea Orlando e Dario Franceschini, Gianni Cuperlo, Marco Minniti, Piero Fassino, Roberto Giachetti e il vicepresidente della Camera Ettore Rosato.
Un’assemblea importante in una situazione politica nazionale difficilissima quella che riunirà il 19 maggio. L’orientamento nel PD è questo, definito nella riunione dei vertici questa mattina al Nazareno. Oltre al segretario reggente Maurizio Martina erano presenti Lorenzo Guerini, i capigruppo parlamentari Graziano Delrio e Andrea Marcucci, i ministri Andrea Orlando e Dario Franceschini, Gianni Cuperlo, Marco Minniti, Piero Fassino, Roberto Giachetti e il vicepresidente della Camera Ettore Rosato.
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lunedì 7 maggio 2018
M5s-destra, sfida a Mattarella
M5s e Lega chiedono il voto anticipato. Le uniche date possibili sono a luglio, ma un voto in piena estate ostacolerebbe la partecipazione. Il PD: “Chi chiede il voto in estate non ha a cuore la democrazia”
Nel giro di pochi minuti sono arrivate le prime reazioni alla proposta del capo dello Stato di varare un esecutivo neutrale che possa governare pienamente, dunque senza i limiti di un governo dimissionario, fino al massimo a dicembre per poi lasciare il campo libero a nuove elezioni. Nelle intenzioni di Sergio Mattarella laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza parlamentare, questo governo di servizio si dimetterebbe per dar vita a un governo politico. Se l’intesa non dovesse arrivare allora il governo neutrale concluderebbe la sua attività a fine dicembre, dopo la manovra economica, per poi tornare al voto. L’alternativa è indire immediatamente le elezioni: per votare a giugno, come chiesto dal M5s, non ci sarebbero i tempi tecnici, mentre sarebbe possibile a luglio ma, fa notare il capo dello Stato “fin’ora è stato evitato perché per gli italiani è difficile esercitare il voto”, per questo “si potrebbe fissare in autunno”.
Nel giro di pochi minuti sono arrivate le prime reazioni alla proposta del capo dello Stato di varare un esecutivo neutrale che possa governare pienamente, dunque senza i limiti di un governo dimissionario, fino al massimo a dicembre per poi lasciare il campo libero a nuove elezioni. Nelle intenzioni di Sergio Mattarella laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza parlamentare, questo governo di servizio si dimetterebbe per dar vita a un governo politico. Se l’intesa non dovesse arrivare allora il governo neutrale concluderebbe la sua attività a fine dicembre, dopo la manovra economica, per poi tornare al voto. L’alternativa è indire immediatamente le elezioni: per votare a giugno, come chiesto dal M5s, non ci sarebbero i tempi tecnici, mentre sarebbe possibile a luglio ma, fa notare il capo dello Stato “fin’ora è stato evitato perché per gli italiani è difficile esercitare il voto”, per questo “si potrebbe fissare in autunno”.
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Urgente dare una soluzione alla crisi, superare lo stallo
Martina: Prima di tutto il Paese. Basta ‘gioco dell’oca'
“Come PD pensiamo che a questo punto sia urgente dare una soluzione alla crisi, superare lo stallo, risolvere una situazione come quella che abbiamo vissuto. Basta prendere tempo e traccheggiare, basta esasperare alcune logiche di parte. Basta con il gioco dell’oca, perché ancora in queste ore ci pare di vivere il gioco di tornare al punto di partenza da parte di chi ha prevalso il 4 marzo e si è proclamato vincitore senza avere i numeri per governare”.
È quanto ha dichiarato Maurizio Martina, segretario reggente del PD a nome della delegazione del Partito Democratico, al termine delle consultazioni al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Come PD pensiamo che a questo punto sia urgente dare una soluzione alla crisi, superare lo stallo, risolvere una situazione come quella che abbiamo vissuto. Basta prendere tempo e traccheggiare, basta esasperare alcune logiche di parte. Basta con il gioco dell’oca, perché ancora in queste ore ci pare di vivere il gioco di tornare al punto di partenza da parte di chi ha prevalso il 4 marzo e si è proclamato vincitore senza avere i numeri per governare”.
È quanto ha dichiarato Maurizio Martina, segretario reggente del PD a nome della delegazione del Partito Democratico, al termine delle consultazioni al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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sabato 28 aprile 2018
Martina: consulteremo la base se la Direzione darà l’ok al confronto con il M5s
Il Segretario reggente sulla direzione del 3 maggio: “Non dovremo decidere se fare o non fare un governo con M5s ma se iniziare un confronto, entrare nel merito delle questioni, capire se ci possono essere punti d’intesa”
Gli iscritti al Partito Democratico potrebbero essere chiamati ad esprimersi sul dialogo con i Cinque stelle. Ad aprire all’ipotesi di un referendum da sottoporre alla base dem è il Segretario reggente del PD Maurizio Martina: “Se la direzione del 3 maggio darà il via libera al confronto con i Cinque Stelle – ha detto Martina a L’intervista di Maria Latella su Skytg24 – penso sia giusto che l’eventuale esito finale di questo lavoro venga valutato anche dalla nostra base nei territori con una consultazione”.
Gli iscritti al Partito Democratico potrebbero essere chiamati ad esprimersi sul dialogo con i Cinque stelle. Ad aprire all’ipotesi di un referendum da sottoporre alla base dem è il Segretario reggente del PD Maurizio Martina: “Se la direzione del 3 maggio darà il via libera al confronto con i Cinque Stelle – ha detto Martina a L’intervista di Maria Latella su Skytg24 – penso sia giusto che l’eventuale esito finale di questo lavoro venga valutato anche dalla nostra base nei territori con una consultazione”.
venerdì 27 aprile 2018
Maurizio Martina: "E’ il momento di sfidare, non di arrenderci"
Prego tutti di discuterne e rifletterci avendo sempre a cuore l’unità del PD e della nostra comunità.
Maurizio Martina, Segretario reggente del Partito Democratico
Abbiamo terminato il giro di consultazioni con il Presidente Fico, secondo il mandato assegnatogli dal Quirinale. Siamo arrivati a questo dopo 50 giorni di caos, tira e molla e veleni tra le forze che il 4 marzo hanno prevalso. Siamo arrivati a questo non certo per colpa nostra. Salvini e soci che cercano di fare la morale dovrebbero solo tacere ora. E’ stato giusto fino a qui ribadire con coerenza e nettezza che l’onore e l’onere della prova spettasse a loro. Ma loro non ce l’hanno fatta, offrendo solo ambiguità. Ci hanno dato 50 giorni di proclami senza un passo concreto per il Paese.
Ora siamo chiamati a una riflessione nuova proprio per questo. Ci viene chiesto di valutare un possibile percorso di confronto con il Movimento Cinque Stelle.
giovedì 26 aprile 2018
Martina: siamo una comunità, decidiamo in direzione il 3 maggio
“Abbiamo deciso di convocare la direzione nazionale Pd il 3 maggio prossimo per decidere se e come accedere a questo confronto da comunità collettiva. Insieme discutiamo e poi insieme lavoriamo”
“Abbiamo deciso di convocare la direzione nazionale Pd il 3 maggio prossimo per decidere se e come accedere a questo confronto da comunità collettiva. Insieme discutiamo e poi insieme lavoriamo”. Così Maurizio Martina dopo il secondo giro di consultazioni con il presidente della Camera Roberto Fico per la formazione del nuovo governo.
“Abbiamo deciso di convocare la direzione nazionale Pd il 3 maggio prossimo per decidere se e come accedere a questo confronto da comunità collettiva. Insieme discutiamo e poi insieme lavoriamo”. Così Maurizio Martina dopo il secondo giro di consultazioni con il presidente della Camera Roberto Fico per la formazione del nuovo governo.
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venerdì 20 aprile 2018
Tentativo fallito. Casellati: “Mattarella individuerà il percorso migliore”
È ancora stallo politico. Berlusconi attacca i cinquestelle: “Sono un pericolo per il Paese”
Confronto fallito tra centrodestra e M5s. La palla torna al presidente Mattarella. La presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati ha riferito al Capo dello Stato l’esito delle consultazioni. Ovvero il nulla di fatto.
“Sono certa che Mattarella saprà individuare il percorso migliore da intraprendere” ha detto Casellati che ha aggiunto di aver svolto il suo “incarico con dedizione cercando di favorire un confronto costruttivo per verificare la possibilità di una maggioranza parlamentare nel perimetro e nei limiti indicati dal presidente Mattarella. La discussione ha consentito, pur nella diversità di opinioni, di evidenziare spunti di riflessioni politiche”.
Poco prima che la seconda carica dello Stato arrivasse al Colle, Matteo Salvini l’avrebbe chiamata al telefono dal Salone del mobile confermando la posizione immutata di Di Maio: “Ciao Elisabetta, devi andare al Quirinale? Io ho sondato Di Maio ma qua… mi ha detto sto ragionando, fai tu. Fammi sapere, ho visto che la Ronzulli ha detto che è tutto chiuso. Io continuo testardamente e ingenuamente… voi fate le vostre valutazioni”.
Confronto fallito tra centrodestra e M5s. La palla torna al presidente Mattarella. La presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati ha riferito al Capo dello Stato l’esito delle consultazioni. Ovvero il nulla di fatto.
“Sono certa che Mattarella saprà individuare il percorso migliore da intraprendere” ha detto Casellati che ha aggiunto di aver svolto il suo “incarico con dedizione cercando di favorire un confronto costruttivo per verificare la possibilità di una maggioranza parlamentare nel perimetro e nei limiti indicati dal presidente Mattarella. La discussione ha consentito, pur nella diversità di opinioni, di evidenziare spunti di riflessioni politiche”.
Poco prima che la seconda carica dello Stato arrivasse al Colle, Matteo Salvini l’avrebbe chiamata al telefono dal Salone del mobile confermando la posizione immutata di Di Maio: “Ciao Elisabetta, devi andare al Quirinale? Io ho sondato Di Maio ma qua… mi ha detto sto ragionando, fai tu. Fammi sapere, ho visto che la Ronzulli ha detto che è tutto chiuso. Io continuo testardamente e ingenuamente… voi fate le vostre valutazioni”.
martedì 17 aprile 2018
Pensare all'Italia
Dichiarazione di Maurizio Martina, Segretario reggente del Partito Democratico.
In Parlamento e nel Paese facciamo vivere le nostre battaglie e il nostro impegno quotidiano per un’Italia migliore. Ripartiamo dalle nostre proposte concrete, confrontiamoci con i cittadini a partire dai loro bisogni e dalle loro aspettative. Lasciamo ad altri tatticismi, scontri personali e di potere. Noi pensiamo all’Italia.
Ecco le prime tre proposte PD:
POVERTÀ. Allargare il Reddito di Inclusione per azzerare la povertà assoluta in tre anni e potenziare le azioni contro la povertà educativa;
FAMIGLIE. Introdurre l’assegno universale per le famiglie con figli, la carta dei servizi per l’infanzia e nuovi strumenti di welfare a favore dell’occupazione femminile, per ridurre le diseguaglianze e sostenere il reddito dei ceti medi;
LAVORO. Introdurre il salario minimo legale, combattere il dumping salariale dei contratti pirata anche valorizzando il Patto per la Fabbrica promosso dalle parti sociali. Tagliare ancora il carico fiscale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire assunzioni stabili con priorità a donne e giovani, norme per la parità di retribuzione dei generi.
In Parlamento e nel Paese facciamo vivere le nostre battaglie e il nostro impegno quotidiano per un’Italia migliore. Ripartiamo dalle nostre proposte concrete, confrontiamoci con i cittadini a partire dai loro bisogni e dalle loro aspettative. Lasciamo ad altri tatticismi, scontri personali e di potere. Noi pensiamo all’Italia.
Ecco le prime tre proposte PD:
POVERTÀ. Allargare il Reddito di Inclusione per azzerare la povertà assoluta in tre anni e potenziare le azioni contro la povertà educativa;
FAMIGLIE. Introdurre l’assegno universale per le famiglie con figli, la carta dei servizi per l’infanzia e nuovi strumenti di welfare a favore dell’occupazione femminile, per ridurre le diseguaglianze e sostenere il reddito dei ceti medi;
LAVORO. Introdurre il salario minimo legale, combattere il dumping salariale dei contratti pirata anche valorizzando il Patto per la Fabbrica promosso dalle parti sociali. Tagliare ancora il carico fiscale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire assunzioni stabili con priorità a donne e giovani, norme per la parità di retribuzione dei generi.
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Dopo le Politiche 2018,
Maurizio Martina
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