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lunedì 12 marzo 2018

Olimpiadi a Torino, si spacca il M5s. Chiamparino: “Inaffidabili”

Chiara Appendino
Quattro consiglieri grillini disertano l’aula del Consiglio comunale di Torino lasciando Appendino senza maggioranza

La clamorosa giravolta di Beppe Grillo sulle Olimpiadi – con il sì a Torino – spacca il M5s, dove evidentemente ancora è viva l’opposizione di Virginia Raggi alle Olimpiadi a Roma.
Ovviamente il dissenso è proprio a Torino. Con il risultato che è venuta a mancare la maggioranza alla sindaca Chiara Appendino in Consiglio comunale.
La sindaca però insiste sulla linea del Gran capo genovese: “A Torino, a differenza di Roma, le strutture ci sono già”. Una posizione che non convince alcuni alcuni consiglieri comunali del capoluogo piemontese, oggi assenti dall’aula: Daniela Albano, Damiano Carretto, Viviana Ferrero, Marina Pollicino.

martedì 12 settembre 2017

Roma allagata: Dibba, Raggi & co. cosa twitteranno?

Silenzio degli esponenti grillini sulla situazione allagamenti a Roma, in passato però non è stato sempre così 

Chi di social ferisce di social perisce. I Pentastellati da sempre sono molto attivi sui social, e qualunque occasione è buona per creare polemica. A Roma, come è sucesso nei giorni scorsi, in passato è capitato di subire allagamenti dopo piogge più o meno abbondanti.
Questi accadimenti, frutto della mancata pulizia dei tombini, sono sempre stati sottolineati da post o tweet degli esponenti del M5S subito pronti ad accusare gli avversari politici di qualsiasi misfatto.
Ecco in queste ore la storia si è ripetuta, al primo temporale Roma è stata invasa dall’acqua. Una consuetudine ormai per i romani, che per anni hanno letto i tweet indignati di Raggi e Di Battista, che oggi però si chiudono in un assoluto mutismo.

 


giovedì 24 agosto 2017

La Lega è proprio allo sbando. Vuole un referendum per dividere l'Emilia-Romagna

In Lombardia e in Veneto i presidenti leghisti Maroni e Zaia sprecano decine di milioni di euro per due inutili referendum sull'autonomia regionale, quando già la Costituzione all'art. 116 prevede come si possa attivare una procedura per riconoscere maggiori spazi di autonomia su specifiche materie alle Regioni che ne facciano richiesta e posseggano i requisiti previsti.
In Emilia-Romagna la Lega Nord propone di sprecare altri milioni per dividere e indebolire la Regione Emilia-Romagna ...la Regione che, unita, ha registrato la maggior crescita del PIL e i migliori risultati nell'occupazione tra tutte le Regioni italiane.
La Lega non sa unire, non sa costruire, sa solo dividere, sa solo disgregare.


Questa è la posizione espressa dai consiglieri regionali PD eletti in Romagna (Mirco Bagnari, Gianni Bessi, Lia Montalti, Valentina Ravaioli, Nadia Rossi, Giorgio Pruccoli e Paolo Zoffoli), sulla proposta della Lega di dividere la nostra Regione.

La proposta della Lega nord che vorrebbe dividere la Romagna dall'Emilia è una posizione non solo antistorica, ma priva di buon senso.

Da due anni la nostra Regione si attesta come la prima in Italia per crescita del PIL, con il tasso di disoccupazione più basso, e un export in continua crescita.

Un sistema regionale che in questi anni ha saputo reagire alla crisi e ripartire, facendo dell'Emilia-Romagna una delle regioni locomotiva del Paese, puntando sulla qualità dei servizi pubblici e sulla valorizzazione e il sostegno del sistema economico a partire dalle proprie eccellenze, come il manifatturiero e il turismo, da Piacenza a Rimini.

Al di là della propaganda, la Lega nord non spiega però quale sia il vantaggio nel dividere un territorio regionale che sta ottenendo questi risultati.

E non spiega nemmeno quale vantaggio ci sia per la collettività nel moltiplicare le istituzioni, creando due regioni, con due Consigli regionali, più sedi istituzionali, più funzionari che fanno le stesse cose, due Giunte e due Presidenti, ... e quindi aumentando inevitabilmente i costi a carico dei cittadini, senza di fatto fornire né maggiori servizi e neanche maggiori opportunità.

giovedì 13 aprile 2017

Il pressaposchismo e la malafede dell'on Luigi di Maio (M5S) non hanno limiti

I conti di Di Maio e del procuratore Ardita

(Luca Sofri - http://www.wittgenstein.it)


Stamattina alcuni quotidiani mostrano un post di Facebook del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del M5S, che leggo abbia offeso la comunità dei romeni in Italia. Di solito non faccio attenzione ai post dei politici grillini, perché sono un baccano di fanfaronate, balle e aggressioni da asilo in cui è difficile estrarre qualcosa di rilevante, nella categoria delle dichiarazioni di Razzi o Salvini. Quello di Di Maio però aveva dei numeri, dei dati.

Non è il numero, che suona indubbiamente alto alla lettura impreparata di noi tutti, a impressionarmi per primo: ma il tipo di dato. Come accidenti si misura la “percentuale di criminali importata”? Intanto, cosa definisce un “criminale” come figura scientifica? (Uno che nella vita ha commesso un crimine? Un condannato per qualcosa?) E poi come si contano i “criminali importati”? Con tanta precisione da arrivare a sapere quanti siano “il 40%”?

martedì 3 gennaio 2017

Evidentemente glielo avevano tenuto nascosto! ;-) Grillo ha scoperto che l'avviso di garanzia non è una condanna

Sul Blog di Beppe Grillo (...chè la proprietà è sua e non del movimento) viene pubblicato il Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie

All’inizio della loro esperienza amministrativa, il Movimento Cinque Stelle chiedeva le dimissioni per chiunque fosse coinvolto – anche solo sfiorato – in un’ipotesi di reato. E lo faceva al grido di "onestà! onestà!" tutte le volte che vedeva un politico iscritto nel registro degli indagati. Con una verve quasi godereccia. Ma erano altri tempi.

Oggi infatti il mondo dei Cinque Stelle scopre la presunzione d’innocenza e nel testo del nuovo codice di comportamento in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie – pubblicato sul Blog di Beppe Grillo – mette nero su bianco il mutamento tutto grillino del rapporto tra politica e giustizia: “la ricezione di un avviso di garanzia – si legge nel codice – non comporterà alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti”.

venerdì 8 aprile 2016

No agli insulti e alle diffamazioni di un pregiudicato. Noi siamo persone oneste!

Se è giusto che il Governo non raccolga le polemiche dei demagoghi e dei populisti, il PD invece ha il dovere di reagire.
La polemica politica è legittima ed è giusto che ognuno dica la sua, in piena libertà. Ma esiste un limite e quel limite lo traccia il codice penale. Per questo il PD ha deciso di querelare in sede civile e penale Beppe Grillo che pure alle condanne penali – a differenza nostra – è abituato. Perché lo ha fatto? Perché Grillo non si è limitato alle polemiche, anche dure. Ha detto che su questa vicenda il PD “è colluso e complice. Tutti con le mani sporche di petrolio e di soldi.” Sono parole pesanti come pietre: colluso, complice, mani sporche di denaro.
Ora, noi conosciamo la comunità delle donne e degli uomini del PD. Sono persone per bene, volontari con passione politica, gente che tiene i circoli aperti, organizza i tavolini nelle piazze, fa i tortellini alle Feste dell’Unità.
Accusare questa grande comunità di fare errori o di aver scelto come leader uno non capace significa fare una polemica politica discutibile quanto si vuole, ma politica. Accusarla di essere complice e collusa, con le mani sporche di denaro e petrolio significa insultare donne e uomini che non lo meritano.
Andremo in tribunale e chiederemo a Beppe Grillo i danni. Il Segretario del PD ha chiesto al tesoriere del partito che tutto il risarcimento danni che dovessimo ricevere, sarà dedicato ai circoli del PD. Alle feste dell’Unità. All’attività dei volontari e dei militanti. Noi possiamo sbagliare, come tutti. Possiamo scegliere strategie più o meno efficaci. Possiamo essere antipatici o arroganti. Ma noi siamo persone oneste. E chi mette in discussione la nostra onestà ne risponde nelle sedi opportune. Perché i militanti del PD non meritano gli insulti di un pregiudicato.

sabato 6 febbraio 2016

Unioni civili: Grillo perde la bussola (e la faccia)

Incredibile dietrofront: si saprà chi ringraziare se la legge dovesse essere affossata

Come un partito della Prima repubblica, a pochi giorni dalle citazioni sul ddl Cirinnà Beppe Grillo si è fatto vivo sul suo blog per lanciare un missile: dietro la (per loro inusuale) libertà di coscienza – finora chi votava in modo difforme veniva cacciato – Grillo strizza un occhio a quella parte di elettorato che non vede la legge, e in particolare la stepchild option, di buon’occhio.
In teoria nulla di male: almeno così abbiamo capito che una cultura politica moderna e attenta ai nuovi diritti, con il M5S non c’entra niente. È molto triste, ma è un chiarimento.
In pratica, malissimo: questo è un chiaro dietrofront (l’hashtag #dietrofrontM5S sui social va forte) rispetto alla posizione dura e pura tenuta fin a oggi: votiamo la legge Cirinnà solo se non cambia. Un dietrofront che rischia di affossare una buona legge.
Hanno cambiato idea loro. Via libera a chi voterà contro. La seconda incredibile scelta in pochi giorni, dopo il no ad una legge sacrosanta come quella a fare dei disabili.
Ma come stupirsi!

venerdì 13 novembre 2015

Un'altra sentenza di assoluzione! Spese pazze in Regione? Il fatto non sussiste. Ma intanto una Regione è stata travolta ingiustamente e costretta alle elezioni anticipate

Anna Pariani
“Questa mattina sono state ristabilite verità e giustizia per me, Marco Barbieri, Matteo Richetti e Roberto Sconciaforni: assolti perché il fatto non sussiste”. L’enfasi è concessa vista la buona notizia che finalmente l’ex consigliera regionale imolese e capogruppo del PD Anna Pariani, può pubblicare sulla sua Pagina Fb. E’ la conclusione del giudizio con rito abbreviato in merito all’accusa di peculato mossa dalla procura. L’indagine è quella delle cosiddette “spese pazze”, in merito ai presunti rimborsi falsi per il periodo giugno 2010 e dicembre 2011. Un’indagine che ha visto coinvolti tutti i gruppi dell’Assemblea legislativa. In tutto risultavano indagate 42 persone su 50 eletti.
Pariani si è sempre detta sicura di essersi comportata correttamente e ora commenta: “L’accusa di peculato sull’uso dei fondi del gruppo da parte nostra si è dimostrata insussistente e ne ero certa perché in coscienza so di aver fatto solo il mio lavoro.

giovedì 1 ottobre 2015

Caos a Cinque Stelle a Livorno: il gruppo boccia il bilancio presentato dal suo sindaco

Il Sindaco M5S di Livorno, Nogarin
Le opposizioni chiedono le dimissioni del sindaco Nogarin

Se il bilancio consolidato di un Comune viene bocciato dal proprio consiglio comunale, quasi all’unanimità, forse qualche inconveniente politico c’è. Anzi, senza forse.
È accaduto a Livorno, nella città guidata dal sindaco del Movimento 5 Stelle, Filippo Nogarin. Il primo cittadino ha presentato un bilancio consolidato, una tipologia di bilancio che oltre ai conti dell’Ente deve comprendere anche quelli delle sue partecipate. Peccato però che il bilancio sia stato presentato senza includere il budget dell’azienda più importante della città, l’AAMPS, quella addetta alla gestione dei rifiuti.

martedì 26 agosto 2014

Finti scoop, scandali e cure miracolose: sul web di Grillo storie dell'altro mondo

Per il M5s giornali e tv sono "trombettieri del sistema". Ma il blog del leader dei siti di Casaleggio (padre e figlio) costruiscono una realtà a senso unico: dove i pentastellati vincono sempre e il cancro si combatte con sale e canapa

di Sebastiano Messina (La Repubblica, 26 agosto 2014)

Dei giornali non ci si può fidare, avverte Beppe Grillo: sono scritti da "gossipari e pennivendoli". Della televisione nemmeno, perché la fanno "i servi dei partiti". E guai a credere ai giornalisti, "leccaculo, schiavi e trombettieri del sistema". E se avesse ragione lui? Se davvero l'unica fonte libera, democratica e credibile fosse la Rete, il mitico non-luogo della contro-informazione pentastellata?
Lasciamoci cogliere dal dubbio e andiamo a guardare com'è diverso il mondo raccontato da Grillo. Scopriamo come lo vedono ogni giorno quelli che credono in lui e solo di lui si fidano.

mercoledì 2 ottobre 2013

Il dietrofront di Berlusconi

“Contrordine compagni!”, avrebbe detto Giovannino Guareschi. Oggi, Silvio Berlusconi, dopo avere minacciato fulmini e saette, inveito contro il Governo delle tasse, contro Letta e Napolitano che non hanno voluto garantire l’”agibilità” del leader del centrodestra perseguitato dalla “magistratura politicizzata”; dopo avere annunciato le dimissioni di massa dei “suoi” parlamentari in caso di decadenza e intimato ai “suoi” ministri di dimettersi dal Governo; dopo avere dispiegato tutta la potenza di fuoco e l’aggressività del “giornale di famiglia e dintorni” contro i traditori, i vigliacchi che avevano osato dissentire dai suoi ordini e quando ancora – nell’aula del Senato – echeggiavano gli anatemi del fido Bondi contro il Governo Letta, …dopo tutto questo, Berlusconi ha preso la parola, in quella stessa aula del Senato dove era in corso il dibattito sulla sorte del Governo, per dire che “un Governo ci vuole” e che quindi avrebbe votato la fiducia al Governo Letta.

giovedì 28 febbraio 2013

Scherzo o allucinazione?

“A Casola il PdL gioisce”, annuncia “La Voce” di questa mattina. Leggendo la notizia non è chiaro se si tratti di uno scherzo o di un clamoroso caso di allucinazione.
La “gioia” sarebbe dovuta al fatto che a Casola PdL e centrodestra non sarebbero stati superati dal Movimento 5 Stelle e che “gli elettori hanno confermato un significativo apprezzamento al nostro partito”.
Ma che numeri hanno letto?
Il PdL ha preso il 16.7% alla Camera e il 18.1 al Senato, perdendo il 12,62% sul 2008 e l’8,45% sulle regionali del 2010: uno dei peggiori risultati del comprensorio. E la Lega Nord, che a Casola aveva raggiunto nel 2010 il 14,26% crolla al 3% (-11%)!
E’ vero, qui il Movimento 5 Stelle, che pure raccoglie molti voti, ottiene il risultato più basso del faentino, ma proprio perché qui il PD realizza un buon risultato. A Casola Valsenio il Partito Democratico ottiene il 41,91%, la percentuale più alta di tutti i Comuni della Romagna Faentina, confermando il risultato della Camera 2008 e migliorando (+1,88) quello delle Regionali 2010.
Ai disinvolti (…e non meglio precisati) esponenti del PdL casolano (?), consigliamo un uso più frequente degli occhiali, ché la vista comincia a fargli difetto.

mercoledì 21 novembre 2012

Fondi alle 'paritarie'? La bufala corre sul web

Influencers, giornalisti e blogger volutamente 'disattenti' stanno scrivendo che il PD avrebbe finanziato con 223 milioni le scuole private per i figli delle famiglie ricche. Eppure è vero il contrario: quei soldi finanziano anche i Comuni per tenere aperti i servizi per l'infanzia.

domenica 2 settembre 2012

Lui, invece, è solo incompetente!

Il capogruppo consiliare del PdL, definisce "riottoso" il Sindaco che, alla fine - pur di portare a compimento qualcuna delle molte promesse elettorali non mantenute (mah?!) - si sarebbe 'arreso' alla necessità di vendere due appartamenti comunali. Il riferimento è alla alienazione di due appartamenti ERP (alloggi di proprietà comunale) recentemente annunciata dal Comune.
Il capogruppo PdL si stupisce che se ne vendano solo due. "Noi - afferma con la nota sicumera che lo distingue - sosteniamo che il comune di Casola dovrebbe ricorrere proprio alla dismissione degli immobili per abbattere il forte debito che grava come un macigno sul nostro bilancio".
A parte i riferimenti al macigno (ma di quale macigno parla?), l'affermazione è del tutto fantasiosa.

giovedì 21 giugno 2012

Berlusconi (sì, proprio lui! quello che ha rovinato l'Italia) propone di uscire dall'euro! Quest'uomo continua a far danni... Ecco cosa succederebbe se si tornasse alla lira

Le baggianate di Berlusconi non vedono fine. Non contento dei disastri che ha provocato all'Italia con il suo governo, ha ripreso a sparare baggianate nel disperato tentativo di recuperare consenso per se e per il suo partito. L'ultima, in ordine di tempo, è quella di far uscire l'Italia dall'euro per ritornare alla lira. Così... come se nulla fosse.
Ma cosa succederebbe se l'Italia abbandonasse la moneta unica europea?

venerdì 25 maggio 2012

Parma: hanno vinto da pochi giorni e nel M5S già litigano sulle nomine. Grillo scomunica Pizzarotti e manda l'ultimatum a Favia

Beppe Grillo e Federico Pizzarotti
La decisione del sindaco di Parma di chiamare in squadra Valentino Tavolazzi, già espulso dal leader, manda in fibrillazione i vertici del Movimento 5 Stelle

Dopo il pieno di voti al ballottaggio, i grillini emiliani dovrebbero gioire. Invece anche su di loro pende la scomunica dal blog di Beppe Grillo. Nel giorno in cui persino il trionfatore a Parma, Federico Pizzarotti, assapora l´ira sul web degli "amici" a Cinque stelle, le foto di gruppo di lunedì sera appaiono già sfuocate e i sorrisi da vincitori solo un ricordo.
Hanno vissuto giorni migliori i consiglieri regionali Andrea Defranceschi e Giovanni Favia, che si sono fatti prudenti, si aggirano su Facebook aspettandosi il peggio sul blog del fondatore. A Parma è già bagarre per la chiamata del neo sindaco a Valentino Tavolazzi, il consigliere comunale M5S di Ferrara cacciato da Grillo. Pizzarotti lo vorrebbe nella sua squadra, direttore generale (o assessore «tecnico»). Per Grillo quasi un ammutinamento. Una bestemmia per il movimento del "Vaffa", una provocazione.
Di certo Grillo e il suo staff, guidato da Gianroberto Casaleggio, quando mercoledì al telefono hanno ricevuto la notizia dallo stesso Pizzarotti, devono aver visto nero. E non sono servite a niente le spiegazioni del sindaco di Parma, che si fida molto di Tavolazzi e lo ritiene persona competente per quel ruolo, avendolo già svolto a Ferrara. Ruolo da cui venne allontanato dal Sindaco di Ferrara, Gaetano Sateriale.

domenica 2 ottobre 2011

La minoranza consiliare è andata a ripetizione dalla Gelmini?

Effettivamente il dubbio viene, alla lettura dell’interpellanza presentata il 30 settembre u.s. nella quale i consiglieri della minoranza (PdL, Lega Nord, UdC e Indipenenti) chiedono all’Amministrazione comunale quale sia “l’importo TARSU pagato dal PD nel 2011”.
Se li preoccupa la TARSU, glielo diciamo subito: il PD, e così gli altri soggetti associativi e tutti i cittadini casolani, non paga la TARSU. La TARSU (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) dal 2000 è stata sostituita dalla TIA (Tariffa igiene ambientale) e il PD la paga regolarmente per la sede di piazza Oriani 11 (50 mq, poco più poco meno…).

giovedì 29 settembre 2011

Il PdL ha perso la fiducia nello ...zodiaco

Oggi Mattia Feltri, nella sua rubrica “Paesi e Buoi” sulla Stampa, racconta quanto ieri ha detto alla Camera la deputata del PdL – nonché medico – Melania Rizzoli: «Gli oroscopi non valgono più niente. Oggi non si nasce più quando si deve nascere, ma quando lo decide il medico. Infatti nessun bambino nasce più di notte né durante il week end, ma per cesareo dal martedì mattina al giovedì sera. Uno non nasce sotto il quadro astrale che hanno scelto per lui le stelle, ma sotto quello scelto dal ginecologo. Ecco perché gli oroscopi non ci pigliano più, è tutto falsato». Persa la fiducia nello zodiaco, ci rimane quella in Romano.

Per il PdL casolano era solo un “tunnel metaforico” ma il portavoce della Gelmini si è dimesso

Massimo Zennaro ha deciso di rassegnare le dimissioni dall'incarico di portavoce del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Interpellato dall'Ansa ha reso nota la sua decisione irrevocabile», senza entrare nel merito. Zennaro continerà a svolgere l'incarico di direttore generale del Miur. Le dimissioni di Massimo Zennaro sono da mettere in relazione con le polemiche sorte sul comunicato del ministero sull'esperimento del Cern per il superamento della velocità della luce di venerdì scorso. Polemiche riguardanti una frase che faceva riferimento ad un «tunnel» tra i laboratori svizzeri e il laboratorio del Gran Sasso. «Una polemica assolutamente strumentale» e «ridicola», aveva replicato sabato il Miur – prontamente ripreso dal PdL casolano, che parla di “tunnel metaforico” - ma evidentemente tanto strumentali non erano. Quell'affermazione si è dimostrata per quello che era: un clamoroso e intollerabile svarione.