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lunedì 15 gennaio 2018

Moltiplica e mistifica: il secondo report PD sulla disinformazione in Rete

Il secondo numero dell’osservatorio periodico del Partito democratico sull’industria delle false notizie (fake news) sul web

Con la pubblicazione del secondo report sulle fake news, continua il lavoro del Partito Democratico per portare all’attenzione dell’opinione pubblica le dinamiche che, sul web, portano alla creazione e alla diffusione programmata di contenuti falsi, ingannevoli, manipolati e propagandistici.
I dati contenuti nel primo report – si legge in questo secondo numero- erano solo la punta dell’iceberg di un complesso network di disinformazione  che appare mirato a diffondere un sentimento generale di sfiducia e disorientamento.

Ovviamente le fake news non interessano solo l’ambito politico, ma quello politico risulta essere un universo particolarmente interessante da analizzare, perché riguarda dinamiche – come spiega il report numero due – finalizzate non al profitto economico, ma, come suggerisce l’attività delle pagine prese in esame, dedite al condizionamento dell’opinione pubblica. Un fenomeno che interessa pagine che, nel loro insieme, coinvolgono circa 700mila fan.

E’ possibile scaricare il report cliccando QUI

venerdì 5 gennaio 2018

I sacchetti della frutta e l’inutile bufala sul conflitto di interessi

Catia Bastioli, amministratrice delegata del gruppo Novamont
Sacchetti per la frutta al supermercato a pagamento per fare un favore all’azienda “dell’amica di Renzi” è ormai da giorni il tema di discussione e soprattutto di polemica in questi giorni. E quella che doveva essere una norma, voluta dall’Europa, che rappresenta un passo avanti importante verso la riduzione della plastica, si è trasformata – attraverso la strumentalizzazione – in argomento per la campagna elettorale.

Ma attraverso i social si è creata ormai una vera e propria “rivolta popolare” per dei sacchetti a 1-2 centesimi che corrisponderanno, a fine anno, a una spesa inferiore ai dieci euro per famiglia. Sacchetti che, tra l’altro, pagavamo anche prima e li pagavamo tutti, anche chi non prendeva la verdura, visto che il costo veniva comunque spalmato sul prezzo finale della spesa come tutti i costi di gestione di un’attività.

In rete e sui siti di informazione non si parla d’altro e, chiamato in causa, Matteo Renzi è intervenuto ieri, scrivendo un lungo post su Facebook per spiegare che non si tratta di un complotto per favorire aziende amiche, ma di un investimento nel futuro del paese dal punto di vista ambientale e commerciale.

Quattro bufale sui sacchetti della frutta che hanno provocato la “rivolta” social

In questi giorni, complici anche i social network, abbiamo assistito a una vera rivolta. Gente che carica i propri carrelli spesso con frutta e verdura esotiche o fuori stagione, a prezzi esorbitanti che improvvisamente scopre che i sacchetti nei quali sono contenuti questi prodotti hanno un prezzo. Quell’1 o 2 centesimi in più a sacchetto hanno scatenato una polemica fuori dal normale e che si sarebbe evitata con una corretta informazione e, magari, un po’ di logica. Ovviamente tante informazioni non corrette che sono circolate in questi giorni non hanno aiutato. Abbiamo cercato di smontare qualche bufala che sta circolando da qualche giorno riguardo alle nuove buste in materiale compostabile insieme alla parlamentare PD, Stella Bianchi, prima firmataria dell’emendamento che ha introdotto questa nuova normativa.

sabato 16 dicembre 2017

L’avversione di Luigi Di Maio per la verità ...e per la matematica

Il candidato grillino dice di voler tagliare le pensioni d’oro e così risparmiare dodici miliardi, ma i conti non tornano

Ecco ci risiamo, Luigi Di Maio continua a spararle grosse. Questa volta sono le cosiddette pensioni d’oro a finire nel mirino del candidato grillino. A Radio anch’io il Vice presidente della Camera si esibisce nell’ennesima gaffe/bugia.
“Abolire le pensioni d’oro che ci costano 12 miliardi“, una cifra così assurda difficile da credere anche per il militante pentastellato più convinto. Di Maio, quando il giornalista esprime le sue perplessità, risponde pure in modo stizzito: “Veda bene sono 12 miliardi”.

martedì 28 novembre 2017

In questi giorni due articoli di grandi testate internazionali hanno posto il tema dell'inquinamento della campagna elettorale in Italia

In questi giorni due articoli di grandi testate internazionali hanno posto il tema dell'inquinamento della campagna elettorale in Italia. Davanti alle prove del New York Times,
il blog di Beppe Grillo ha reagito con il consueto stile gridando al complotto, ovviamente complotto "degli amici di Renzi". Stanno messi male, non c'è dubbio.
Noi non gridiamo al lupo. O alla potenza straniera. Non evochiamo la Russia o Trump. Non proponiamo leggi nuove da approvare in fine legislatura. Non evochiamo nemici immaginari
Diciamo semplicemente a chi vive di bufale e propaganda sul web che ci siamo stancati di essere presi in giro. Il problema non è il viaggio in Lamborghini o la foto ritoccata: è l'idea che il web possa diventare territorio di conquista per i falsari. Questo è inaccettabile. E non lo permetteremo. Perché il web è il luogo dove passano molto tempo i nostri figli e questa battaglia è per loro, non solo per la prossima campagna elettorale. Del resto abbiamo già visto i danni che si possono fare sui vaccini o - notizia di ieri - sull'anoressia.

martedì 17 ottobre 2017

Quattro bufale sulla legge elettorale

Come si smontano facilmente le bufale sul Rosatellum bis

di Stefano Ceccanti (Democratica, 17 ottobre 2017)

Nei quotidiani di questi giorni troviamo almeno quattro bufale sulla legge elettorale. Non è escluso che ce ne siano altre, a cui ci dedicheremo in futuro.

giovedì 13 aprile 2017

Il pressaposchismo e la malafede dell'on Luigi di Maio (M5S) non hanno limiti

I conti di Di Maio e del procuratore Ardita

(Luca Sofri - http://www.wittgenstein.it)


Stamattina alcuni quotidiani mostrano un post di Facebook del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del M5S, che leggo abbia offeso la comunità dei romeni in Italia. Di solito non faccio attenzione ai post dei politici grillini, perché sono un baccano di fanfaronate, balle e aggressioni da asilo in cui è difficile estrarre qualcosa di rilevante, nella categoria delle dichiarazioni di Razzi o Salvini. Quello di Di Maio però aveva dei numeri, dei dati.

Non è il numero, che suona indubbiamente alto alla lettura impreparata di noi tutti, a impressionarmi per primo: ma il tipo di dato. Come accidenti si misura la “percentuale di criminali importata”? Intanto, cosa definisce un “criminale” come figura scientifica? (Uno che nella vita ha commesso un crimine? Un condannato per qualcosa?) E poi come si contano i “criminali importati”? Con tanta precisione da arrivare a sapere quanti siano “il 40%”?

giovedì 30 marzo 2017

La Madia vi porta in tribunale: amici del Fatto, vi farà bene

La bufala sulla laurea della ministra è stata smontata

Per il secondo giorno consecutivo – forse perché le meravigliose inchieste di Henry John Henry Woodcock segnano il passo e non ci sono altri cassonetti della spazzatura da perquisire – il Fatto prende di mira Marianna Madia, colpevole – secondo il Fatto – di aver copiato la sua tesi di dottorato all’Imt di Lucca.
“Madia ministra Copia&Incolla – spara a tutta pagina il giornale di Travaglio – non spiega il plagio e minaccia”. A che cosa si riferisce questo titolo? Ieri il Fatto aveva sostenuto che nella tesi di dottorato della ministra ci sono “oltre 4000 parole prese da lavori altrui senza citazioni chiare che rendessero evidente la provenienza del contributo”. Vero? Falso?
La Madia ha replicato pubblicando su Facebook la sua tesi di dottorato e sostenendo che non ci sono “anomalie” perché “ogni fonte utilizzata è stata correttamente citata in bibliografia”.
Per saperne di più, può essere utile leggere anche le dichiarazioni del direttore dell’Imt, Pietro Pietrini, al Corriere (non al Fatto) di oggi: “Le accuse sono infondate e nulla tolgono alla grande qualità di un lavoro finito su due riviste internazionali, in particolare sul Cambridge Journal of Economics”. Pietrini non nasconde che “un’ingenuità la Madia l’ha commessa”, perché “in una piccola parte dei casi le fonti non sono indicate nel testo ma nella bibliografia”.
Ma si tratta di “un dettaglio” e di “una prassi comune all’epoca” (la tesi è del 2008).

martedì 7 marzo 2017

Da Travaglio a Belpietro, notizie-bufala che non stanno trovando riscontri


Alfredo Romeo
Carmine Fotia (l'Unità, 6 marzo 2017)

Consip, ecco gli “scoop” manettari afflosciati come sufflè

Quello del giornalista manettaro è un bel mestiere: scrivi su un giornale o addirittura lo dirigi, hai un partito trasversale di riferimento in parlamento che va dal M5S alla Lega a un pezzo della sinistra estrema, vendi un sacco di libri, sei onnipresente in tv e ti senti onnipotente (con il contorno ridicolo di qualche piccolo imitatore).

Con certe procure hai un filo diretto tanto da trasformare, è accaduto anche questo, degli interrogatori in teoria coperti dal segreto istruttorio in semi-dirette in streaming. Certo, magari talvolta può capitari qualche incidente di percorso, puoi sputtanare qualcuno che poi risulterà innocente. Se è un povero cristo o un politico non di prima fila, solitamente te ne freghi. Se si tratta invece di un potente che può farti male il discorso cambia.

È accaduto a Marco Travaglio che, lo si apprende da un’intercettazione dell’imprenditore Alfredo Romeo, arrestato per il caso Consip, è stato costretto a un’intervista riparatrice perché si era “dimenticato” di scrivere che nel processo di Napoli sugli appalti pubblici era stato assolto in Cassazione, quindi in via definitiva, citando solo le due condanne nei precedenti gradi di giudizio.

Cose che capitano? Ovviamente. Succede spesso che, per evitare querele e danni economici, ci si accordi per interviste di questo tipo. Tuttavia, permetteteci di sottoporvi qualche domanda che rivela un nuovo volto di Travaglio, che si trasforma da rottwailer ammazzacorrotti in un dolce e gentile agnellino (l’intervista del maggio 2015 è rintracciabile sul sito alfredoromeo.it).

domenica 22 gennaio 2017

Su SMS solidali e bufale in rete interviene la Protezione civile

La Protezione civile interviene sulle “bufale” che circolano, soprattutto sul web, sulla destinazione dei fondi raccolti attraverso i cosiddetti “sms solidali” (quelli effettuati attraverso il 45500). Un’interrogazione parlamentare della grillina Laura Castelli ha acceso la polemica sui presunti ritardi nell’assegnazione dei fondi che, ricordiamo, sono destinati alla ricostruzione e non all’emergenza, per affrontare la quale sono utilizzati gli stanziamenti del Governo, attraverso il fondo emergenza, e della Unione Europea, con il fondo di solidarietà.

Qui il testo del comunicato diffuso dalla Protezione civile, che efficacemente titola: “Terremoto centro Italia: chiarimenti sui fondi raccolti con il numero solidale”
“In riferimento alle nuove errate informazioni che circolano soprattutto sui social in merito all’utilizzo delle donazioni raccolte attraverso il numero 45500, si precisa che, come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell’emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici.
In particolare, in questa emergenza, come disposto dal decreto legge 189 convertito, le donazioni confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede proprio il Protocollo.
Saranno i territori a valutare, in raccordo con Regioni e Commissario e sulla base delle esigenze valutate nell’ambito del più complessivo piano della ricostruzione, a indicare su quali progetti destinarli.
Lo stesso vale per le somme raccolte attraverso il conto corrente aperto dal Dipartimento”.

venerdì 12 agosto 2016

Le bugie a 5 stelle sulla data del referendum costituzionale

I capigruppo grillini accusano Renzi di non aver ancora fissato la data. Ma basterebbe conoscere le regole per sapere che il Consiglio dei ministri non poteva farlo ieri.
L’attenzione sul referendum è così alta che a volte si rischia qualche scivolone. È quanto accaduto stamani ai capigruppo di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle che accusano il governo di non aver voluto fissare, durante il Consiglio dei ministri di ieri, la data del referendum costituzionale che si terrà il prossimo autunno. “Guarda caso – scrivono gli esponenti M5S – anche questa volta Renzi e company non hanno trovato un minuto per farlo”.
Peccato, però, che la critica sia totalmente infondata. Basterebbe conoscere le regole per saperlo.

La patacche del M5S sul "reddito di cittadinanza"

di Giorgio Sagrini

Ho visto riproporre sulla rete, le dichiarazioni di Luigi Di Maio (M5S) nella trasmissione di Porta a Porta del 24 maggio scorso, che descrivono la proposta del cosiddetto "reddito di cittadinanza". Luigi Di Maio - dopo avere disprezzato la decisione degli 80 euro/mese di restituzione fiscale ai lavoratori dipendenti - in quella trasmissione sostiene che basterebbero 17 miliardi di euro all'anno per dare 780 euro al mese a chi è disoccupato, senza reddito e abbia compiuto 18 anni: si tratterebbe, secondo quanto da lui stesso affermato, di 10 milioni di persone.
Ma dove ha studiato, dove ha imparato a far di conto?! Chi vuol prendere in giro?
€ 780x12mesi= €9.360/anno x 10.000.000 = € 93.600.000.000
Altro che 17 miliardi, sono quasi 100 i miliardi da trovare per finanziare questa grande bufala del "reddito di cittadinanza"
Io preferisco la politica del PD, gli 80 euro (10 miliardi redistribuiti a favore dei redditi più bassi), le misure di estensione delle tutele sociali introdotte dal jobs act, il fondo e le misure di contrasto alla povertà recentemente varate dal Governo a cui - come dichiarato dal Presidente del Consiglio - si aggiungeranno i 500 milioni che ogni anno si risparmieranno con l'abolizione delle indennità dei Senatori, del CNEL e delle Province, prevista dalla riforma della Costituzione.

venerdì 5 agosto 2016

Bufale a 5 stelle: il canone RAI

Sta girando in questi giorni sul web l’ennesima bufala, questa volta riguardante il canone Rai. Secondo la falsa notizia sulle due rate, 70 euro di luglio e i 30 successivi, si applicherebbe la stessa aliquota iva della corrente elettrica, il 22%, portando così a 122 euro complessivi il costo del canone anziché i 100 previsti.
Falso!
Il canone della Rai da pagare insieme alla bolletta della luce è esente dall’Iva per legge.