“Siamo in un periodo davvero duro, il terremoto più grave dal 1980”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante le dichiarazioni alla stampa a Palazzo Chigi.
“Al momento non risultano ancora vittime, ma fino all’ultimo manteniamo l’attenzione sul numero di feriti. Nonostante la gravità del sisma più grave dall’Irpinia a oggi per il momento non risulta nessuna perdita di vite umane”.
“Una cosa deve essere chiara: noi ricostruiremo tutto. Domani convocheremo un Consiglio dei ministri straordinario, per dare un segnale di decisione. Pensiamo di intervenire nella fase emendativa del decreto legge, allargando il cratere”.
“Quello che è fondamentale fare è affrontare il dolore profondo, lo stress e la stanchezza che non deve tramutarsi in rassegnazione anche se è molto difficile da respingere”.
“Domani riuniamo il Cdm. Ascolteremo i 4 presidenti delle regioni colpite, il commissario Errani e il capo della protezione civile Curcio per dare un segnale di ascolto condivisione e decisione”.
“Noi ricostruiremo tutto, la case, le chiese, gli esercizi commerciali. Noi vogliamo che Norcia abbia un futuro”.
“Deve essere chiaro al Paese quanto sia importante la funzione del Sindaco sui territori, e loro decideranno con le comunità come essere accompagnati in questa ricostruzione, comunità delle quali i Sindaci sono anche “i primi psicologi”.
“Non so quanti sfollati ci saranno, ma so che per le primissime settimane andranno in albergo, perché con l’inverno alle porte non è possibile pensare a soluzioni come le tende”.
“Tutte le risorse necessarie noi le abbiamo a disposizione, abbiamo spazio per poterle prendere nel bilancio e non abbiamo nessun tipo di riguardo per le regole tecnocratiche che negherebbero l’idea stessa di identità del Paese e del territorio. Non arretremo, lo Stato considererà fuori dal Patto di stabilità tutte le spese per l’edilizia scolastica e ospedaliera” necessarie per la ricostruzione del dopo terremoto”.
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domenica 30 ottobre 2016
mercoledì 12 ottobre 2016
Approvato il dl terremoto: 4,5 miliardi per la ricostruzione. Errani: "In questo modo rappresentiamo concretamente la scelta strategica di ricostruire i borghi e i centri storici"
Il dl è un provvedimento articolato e complesso, esaustivo per quanto possibile per la ricostruzione, una sorta di vademecum della ricostruzione. Si tratta di misure molteplici. Prevede uno stanziamento immediato di 200 milioni su un fondo per avviare subito le attività di ricostruzione. Sommato ad altre misure raggiungiamo oltre 300 milioni. L’ammontare di risorse messe in campo è però notevolmente più consistente: stimiamo 3 miliardi e mezzo per edifici privati e 1 miliardo per edifici pubblici”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi, dopo l’approvazione del dl sul terremoto. “Sono misure – ha spiegato De Vincenti – già previste nella legge di bilancio che approveremo. Nel decreto si fa esplicito riferimento alle singole misure di intervento messe in campo e l’esplicito collegamento con le risorse che la legge di bilancio”.
Per il Commissario straordinario per la ricostruzione nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto Vasco Errani, “siamo di fronte a un decreto che imposta pienamente la ricostruzione e che con la legge di bilancio troverà la piena copertura per la ricostruzione”. “Era importante – ha sottolineato Errani – che ci fossero tempi significativamente più rapidi rispetto ad altre esperienze, anche se abbiamo la consapevolezza che ricostruire centri storici è un percorso di anni, che affronteremo”.
Per il Commissario straordinario per la ricostruzione nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto Vasco Errani, “siamo di fronte a un decreto che imposta pienamente la ricostruzione e che con la legge di bilancio troverà la piena copertura per la ricostruzione”. “Era importante – ha sottolineato Errani – che ci fossero tempi significativamente più rapidi rispetto ad altre esperienze, anche se abbiamo la consapevolezza che ricostruire centri storici è un percorso di anni, che affronteremo”.
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sabato 24 settembre 2016
Il piano del governo a un mese dal sisma: “Ricostruiremo com’era prima”
“Il nostro Paese ricostruirà i territori colpiti del terremoto come erano prima e più belli di prima”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi a un mese dal sisma che ha colpito il Centro Italia. “Il nostro obiettivo per le prime e le seconde case e per gli esercizi commerciali, è riportare tutto a come era prima”, ha detto Renzi. “La ricostruzione non sarà un fatto strettamente amministrativo. Valorizzeremo le comunità”, ha ribadito.
“Il fatto che sia passato un mese ha abbassato le luci dei riflettori ma non toglie niente al dolore dei famigliari delle vittime e il nostro dovere è farci carico”, ha sottolineato Renzi, che ha valutato “molto prudente” la stima dei danni provocati dal sisma fatta dal capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, “perché come minimo – ha evidenziato – stiamo sui 4 miliardi, ma è un’analisi che va verificata punto punto, il terremoto ha colpito non solo luoghi dove ci sono state vittime ma ha creato lesioni importanti in altre zone”.
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lunedì 29 agosto 2016
Il Fatto si rivela per quel che è: un fogliaccio della destra forcaiola
"Il Fattone", di Fabrizio Rondolino (l'Unità, 29 sgosto 2016)
Errani, un violento attacco del Fatto alla magistratura che nemmeno Berlusconi.
Per il giornale di Travaglio conta il fascicolo, non la sentenza.
“Vasco Errani commissario alla ricostruzione – titola oggi il Fatto in prima pagina –. E’ stato assolto, ma è proprio il caso di nominare un ex governatore che finanziò la coop di suo fratello?”. Bella domanda.
Nel 2012 la Procura di Bologna accusa Errani, allora governatore dell’Emilia Romagna, di aver fornito informazioni fuorvianti al magistrato che indaga sui contributi concessi dalla Regione alla cooperativa “Terremerse”, presieduta in passato dal fratello Giovanni, anch’egli indagato.
L’8 novembre il Gup di Bologna assolve Errani e tutti gli altri imputati perché “il fatto non sussiste”. La Procura presenta ricorso, l’8 luglio 2014 Errani è condannato ad un anno di reclusione dalla Corte d’Appello e immediatamente si dimette.
Il 17 giugno dell’anno successivo si apre il processo in Cassazione. E’ lo stesso Procuratore generale a chiedere l’assoluzione dell’ex governatore, accusando i giudici dell’appello di aver “interpretato tutta la vicenda attribuendo a Errani un dolo che non c’è stato, determinando così un cortocircuito logico motivazionale” in assenza di “elementi probatori efficaci”. Passa un altro anno, e il 21 giugno 2016 Errani viene assolto definitivamente dalla Corte d’Appello di Bologna perché “il fatto non costituisce reato”.
Errani, un violento attacco del Fatto alla magistratura che nemmeno Berlusconi.
Per il giornale di Travaglio conta il fascicolo, non la sentenza.
“Vasco Errani commissario alla ricostruzione – titola oggi il Fatto in prima pagina –. E’ stato assolto, ma è proprio il caso di nominare un ex governatore che finanziò la coop di suo fratello?”. Bella domanda.
Nel 2012 la Procura di Bologna accusa Errani, allora governatore dell’Emilia Romagna, di aver fornito informazioni fuorvianti al magistrato che indaga sui contributi concessi dalla Regione alla cooperativa “Terremerse”, presieduta in passato dal fratello Giovanni, anch’egli indagato.
L’8 novembre il Gup di Bologna assolve Errani e tutti gli altri imputati perché “il fatto non sussiste”. La Procura presenta ricorso, l’8 luglio 2014 Errani è condannato ad un anno di reclusione dalla Corte d’Appello e immediatamente si dimette.
Il 17 giugno dell’anno successivo si apre il processo in Cassazione. E’ lo stesso Procuratore generale a chiedere l’assoluzione dell’ex governatore, accusando i giudici dell’appello di aver “interpretato tutta la vicenda attribuendo a Errani un dolo che non c’è stato, determinando così un cortocircuito logico motivazionale” in assenza di “elementi probatori efficaci”. Passa un altro anno, e il 21 giugno 2016 Errani viene assolto definitivamente dalla Corte d’Appello di Bologna perché “il fatto non costituisce reato”.
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domenica 28 agosto 2016
Il Governo indica Vasco Errani come Commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto nel Centro Italia
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| Vasco Errani, nel 2012, dopo il terremoto in Emilia |
Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia-Romagna dal 1999 al 2014, ha guidato - come Commissario straordinario - la ricostruzione dei territori emiliani coinvolti nel terremoto del maggio 2012, approntando prima l'emergenza poi la ricostruzione, che - a distanza di appena 4 anni - è "avviata su solidi binari", come ha riconosciuto alcuni giorni fa "Il Resto del Carlino".
venerdì 12 agosto 2016
Vasco Errani: «Renzi dialoghi con chi dice No. Pronto a dare un contributo»
di Monica Guerzoni (Corriere della Sera, 12 Agosto 2016)
L’ex presidente della Regione Emilia Romagna, dopo l’assoluzione, pronto a tornare in campo: «Dire che l’Italicum non c’entra niente con la riforma non convince. Alle feste sento disagio»
Vasco Errani, è tornato in campo?
«Tre processi per falso ideologico. È stata una sofferenza vera, ma sono sereno e contento della piena assoluzione e non rimpiango di aver lasciato la presidenza dell’Emilia-Romagna».
Renzi ricorda alla minoranza che il congresso è una volta ogni quattro anni.
«Io mi chiedo, non basta il risultato elettorale? Non è chiaro che, al di là delle cose buone fatte, non siamo riusciti ad affrontare la questione sociale che rischia di produrre uno sbocco populista?».
L’ex presidente della Regione Emilia Romagna, dopo l’assoluzione, pronto a tornare in campo: «Dire che l’Italicum non c’entra niente con la riforma non convince. Alle feste sento disagio»
Vasco Errani, è tornato in campo?
«Tre processi per falso ideologico. È stata una sofferenza vera, ma sono sereno e contento della piena assoluzione e non rimpiango di aver lasciato la presidenza dell’Emilia-Romagna».
Renzi ricorda alla minoranza che il congresso è una volta ogni quattro anni.
«Io mi chiedo, non basta il risultato elettorale? Non è chiaro che, al di là delle cose buone fatte, non siamo riusciti ad affrontare la questione sociale che rischia di produrre uno sbocco populista?».
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