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sabato 28 aprile 2018

Conversazioni sulla storia dell'Italia repubblicana

Conoscere la storia, studiare, confrontarsi. Anche questo è far politica. Anche questo deve fare un partito... ancor di più se si chiama Partito Democratico.

La Federazione PD di Ravenna, propone un breve ciclo di conversazioni sulla storia dell'Italia repubblicana per fornire elementi di conoscenza e per avere temi di confronto, rivolto ai membri dei Comitati direttivi dei Circoli PD, molti dei quali sono giovani e non possono avere memoria diretta di una storia ormai lontana ma le cui conseguenze viviamo anche oggi.

mercoledì 11 aprile 2018

NOTE CASOLANE - Aprile 1945. La fine della guerra a Casola

Casola Valsenio, 1945 - I generali Mc Creery e Morigi, passano in rassegna i reparti militari schierati in Piazza Oriani
APRILE 1945. La fine della guerra a Casola
da "LA RESISTENZA SUI MONTI DI CASOLA"
di Amilcare Mattioli e Giuseppe Sangiorgi

Ricerca condotta nel 1975 per iniziativa dell'Amministrazione comunale e del Comitato unitario antifascista di Casola Valsenio e pubblicata nel giugno 1994 a cura dell'Amministrazione provinciale di Ravenna, della Comunità Montana dell'Appennino Faentino, dell'ANPI e della Pro Loco di Casola Valsenio.

Capitolo IX - La fine della guerra

martedì 23 gennaio 2018

27 gennaio 1945 - 2018: sono trascorsi 73 anni dall'apertura dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, il momento in cui fu rivelato al mondo l'orrore del genocidio nazista

IL GIORNO DELLA MEMORIA: PERCHÉ
L’istituzione del Giorno della Memoria in Italia è avvenuta con la legge 20.7.2000 n. 211:  “La Repubblica Italiana riconosce il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

mercoledì 27 dicembre 2017

70 anni fa, il 27 dicembre 1947, veniva promulgata la COSTITUZIONE della Repubblica Italiana

La Costituzione della Repubblica Italiana compie oggi 70 anni. Era il 27 dicembre 1947 il giorno in cui fu promulgata da Enrico De Nicola, sino ad allora, e dal 1 luglio 1946, Capo provvisorio dello Stato – eletto dalla Costituente – e Presidente della Repubblica dal 1 gennaio 1948, giorno dell’entrata in vigore della Carta. A controfirmare furono il presidente dell’Assemblea Costituente stessa, Umberto Terracini (PCI), quello del Consiglio, Alcide De Gasperi (DC), e il Guardasigilli, Giuseppe Grassi (PLI).

Il premier Paolo Gentiloni, celebrando i 70 anni dall’approvazione della Carta costituzionale repubblicana, scrive su Twitter; “#70anni. Evviva la #Costituzione”.

Su Twitter anche Ettore Rosato, capogruppo Dem alla Camera:  “Nasceva dal lavoro paziente di donne e uomini liberi che avevano combattuto il fascismo e che, divisi su molto, in comune avevano a cuore democrazia e giustizia sociale. Per questa bella Carta che ci avete lasciato, grazie #Costituzione @Deputatipd”.

martedì 24 ottobre 2017

24 ottobre 1917, cento anni fa la rotta di Caporetto

Cento anni fa, il 24 ottobre 1917, si svolse la battaglia di Caporetto, la dodicesima battaglia dell'Isonzo, tra il Regio Esercito italiano e le forze austro-ungariche e tedesche. Fu uno dei momenti cruciali per il Paese durante la Prima Guerra Mondiale e viene ricordato come la più grave disfatta nella storia dell'esercito italiano. In quei giorni contadini, operai e artigiani vennero mandati al massacro contro le mitragliatrici del nemico.
Nel mese successivo durante la prima battaglia del Piave, dopo l'avvicendamento del generale Cadorna con Armando Diaz, le truppe italiane riuscirono a difendere la nuova linea difensiva opponendo invece una tenace resistenza.
La ricostruzione di quei tragici e drammatici avvenimenti, nel documentario di RAI STORIA "La rotta di Caporetto, 24 ottobre 2017"

venerdì 2 giugno 2017

2 giugno 1946: il referendum che ha deciso la nascita della Repubblica Italiana

 Il 2 e 3 giugno 1946, gli italiani e - per la prima volta - le italiane, sono chiamati a esprimersi in un referendum, per decidere se l'Italia, uscita dalle distruzioni e dalle devastazioni della guerra e da oltre 20 anni di dittatura fascista - che si era affermata con la colpevole complicità della monarchia sabauda - debba essere una monarchia o una repubblica.
I votanti sono 24.947.187, pari all'89% dei 28.005.449 aventi diritto al voto. I risultati ufficiali del referendum istituzionale sono: repubblica, voti 12.718.641, pari al 54,3%; monarchia, voti 10.718.50, pari al 45,7%; voti nulli 1.498.136.
A Casola il consenso per la Repubblica è molto alto, come in tutta la Romagna: su 3.311 elettori, al voto si recano in 3.058 (92%). 287 schede bianche, 20 nulle. I voti validi sono 2.751:
alla Repubblica vanno 2.046 voti (75%) alla Monarchia 705 voti (25%).

All’elezione dell’assemblea costituente, lo stesso giorno – con la stessa partecipazione al voto – i voti validi sono 2.861 (le schede bianche sono 109 e le nulle 88). La maggior parte dei voti, il 97% va ai cinque partiti antifascisti: PCI (quasi 1000 voti 35%), PSI (777 voti, 27%), DC (715 voti 25%), PRI (221 voti, 8%) e PDA (53 voti, poco meno del 2%).



venerdì 21 aprile 2017

Perchè il 25 Aprile è la data che celebra la Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, avvenuta nel 1945

Il 25 aprile è la data scelta in Italia come festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo, che avvenne nel 1945. L’occupazione tedesca e fascista non finì in un solo giorno, nel 25 aprile di quell’anno i soldati della Germania nazista e quelli fascisti della repubblica di Salò cominciarono la loro ritirata dalle città di Torino e Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano coordinato per riprendere le città.
La decisione di scegliere il 25 aprile come “festa della Liberazione” (o come “anniversario della liberazione d’Italia”) avvenne poco meno di un anno dopo, il 22 aprile 1946, quando il governo italiano provvisorio – il primo guidato da Alcide De Gasperi e l’ultimo del Regno d’Italia – stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere “festa nazionale”; la scelta della data fu fissata in modo definitivo con la legge n. 260 del maggio 1949, presentata da De Gasperi in Senato nel settembre 1948. Da allora il 25 aprile è un giorno festivo, come le domeniche, il primo maggio o il giorno di Natale, in quanto “anniversario della liberazione”. La guerra in Italia comunque non finì il 25 aprile 1945 ma continuò ancora per un po’, fino ai primi giorni di maggio.

Anche altri paesi europei ricordano la fine dall’occupazione straniera durante la Seconda guerra mondiale: Olanda e Danimarca la festeggiano il 5 maggio, la Norvegia l’8 maggio, la Romania il 23 agosto. Anche l’Etiopia festeggia il 5 maggio la festa della Liberazione, anche se in quel caso si tratta della fine dell’occupazione italiana (avvenuta nel 1941).

Cosa accadde il 25 aprile e nei giorni precedenti

giovedì 26 gennaio 2017

27 gennaio, Giornata della Memoria

Venerdì 27 gennaio, nella sala Nolasco Biagi della Biblioteca "G. Pittano" di Casola Valsenio - su iniziativa del Comune di Casola Valsenio, dell'ANPI di Casola Valsenio e Castel Bolognese e con il patrocinio del Comune di Castel Bologense - si terrà la celebrazione della Giornata della Memoria.
La serata inizia alle 20.30 con il ricordo del sacrificio del casolano Mario Quadalti - originario di Sant'Apollinare - deportato nel lager nazista Dora-Mittelbau. Interverrà il nipote, Mario Quadalti, che dello zio porta il nome e che con tenacia e dedizione è riuscito - a distanza di decenni - a ritrovare il luogo di sepoltura del suo congiunto, in Germania, come egli stesso aveva testimoniato durante la celebrazione della Giornata della Memoria il 27 gennaio 2014.



A seguire, alle 20.45, è prevista la presentazione del libro di Deborah Muscaritolo “All’Alba saremo Liberi”, con la testimonianza del nonno deportato in Germania nel lager nazista Dora–Mittelbau dal 1943 al 1945, lo stesso campo dove era rinchiuso Quadalti.
Alle 21.00, verrà proiettato il documentario di RAI Storia "Inferno Dora-Mittelbau", del regista Mery Mirka Milo e della giornalista Raffaella Cortese de Bosis. 

lunedì 23 gennaio 2017

Giornata della Memoria. Lo spettacolo allestito dal "Teatro Sonoro" in ricordo della Brigata Ebraica

Nella serata del 28 gennaio, nell'ambito delle celebrazioni della Giornata della Memoria, l'associazione culturale Teatro Sonoro ha allestito nei Vecchi Magazzini a Casola Valsenio, uno spettacolo in ricordo della Brigata Ebraica, che ha combattuto in Romagna, sul fronte del Senio, tra l'autunno del 1944 e la primavera del 1945.

"Essere utili soldati assegnati alle diverse formazioni dell'VIII Armata britannica era un fatto, ritrovarsi in precise compagnie composte di soli ebrei, con una propria organizzazione, un distintivo e una propria bandiera, un comandante della stessa religione, in pratica essere riconosciuti ufficialmente come Brigata Ebraica, era tutto un'altra cosa".
È quanto accadde in Romagna nel 1944 durante l'ultimo autunno di guerra, quando gli Alleati anglo-americani si trovarono di fronte alla Linea Gotica e dovettero fermarsi per quattro lunghi mesi invernali e riorganizzare tutti i piani in attesa dell'offensiva primaverile.

martedì 17 gennaio 2017

I "lager" nazisti: Auschwitz, Buchenwald, Dachau, Mauthausen. Furono questi i luoghi dello sterminio

I lager (Konzentrationslager) furono utilizzati dal regime nazista dal 1933 per confinarvi dapprima gli oppositori politici, poi anche, e soprattutto, il popolo ebraico. Nel primo periodo (1933), con l'avvento al potere di Hitler, i lager avevano lo scopo di "rieducare" i tedeschi antinazisti: comunisti, socialdemocratici, obbiettori di coscienza.
Fu la Germania nazional-socialista, durante la seconda guerra mondiale, a dare ai campi di concentramento la sinistra fama che da allora conservano. Affidati direttamente al controllo delle SS, divennero, soprattutto negli anni della seconda guerra mondiale, la sede della "soluzione finale" contro gli ebrei, oltre che di sperimentazioni pseudo-scientifiche su esseri umani.
I lager più famigerati furono quelli di Auschwitz, Buchenwald, Dachau, Mauthausen. In Italia funzionò il campo di concentramento di Fossoli, mentre l'unico campo di sterminio fu la Risiera di S.Sabba.
Un milione di persone perirono anche in campi di concentramento meno noti in Jugoslavia (Gospic, Jasenovac, Sajmiste), nei Paesi Bassi (Mechelen, Herzogen-busch), in Norvegia, Romania e Grecia.

martedì 29 novembre 2016

Gli eroi non muoiono vecchi

di Adriano Sofri (l'Unità, 26 novembre 2016)

Un uomo sopravvissuto a se stesso, che si è tramutato in un monarca con successione dinastica
Bisogna morire giovani per essere amati con tutto il cuore. Come Camilo Cienfuegos, come il Che, che tanto giovane non era più. Fidel si è tenuto alla sua vecchiaia, e anche noi che gli sopravviviamo, e siamo tentati di rinfacciargliela. Quando desiderammo la rivoluzione ci sembrò di dover scegliere fra due modi, uno cinese, maniaco del metodo, e uno cubano, votato all’irregolarità. Teorizzarono ambedue la guerra di guerriglia, ma i cinesi erano glabri come porcellane e i cubani irsuti di barbe.

I rivoluzionari del Terzo mondo oscillarono fra gi uni e gli altri. Il modello cubano era spartito a sua volta fra due immagini: un eroe morto e un padre della patria vivo. Il Che non diventò mai un padre della patria, restò sempre un figlio, il beniamino. Un cubano di adozione, dunque il più cubano dei cubani, tuttavia sempre uno venuto dall’Argentina e incontrato in Messico e andato a farsi ammazzare in Bolivia. La superficie glabra dei ritratti cinesi sembrava confermare il luogo comune dell’impenetrabilità orientale.

Erano barbudos i cubani, nella loro foggia selvatica, in memoria della sierra e la selva. Barba e baffi sono così decisivi per Guevara che li taglia per travestirsi, all’ingresso in Bolivia, e somiglia così a un anonimo viaggiatore di commercio. Si capisce che, anche quanto a capigliature e vestiario, i giovani degli anni ’60 prediligessero i cubani. La rivoluzione, scrisse Sciascia, può fare a meno delle barbe, la contestazione no.

La morte di Fidel Castro. Intervista al direttore dell'Istituto Gramsci, Silvio Pons

“L’alone mitologico che circonda la figura di Castro dev’essere dimensionato al suo profilo storico più autentico, nel quale si incrocia la realtà di un ruolo globale effettivamente svolto tra gli anni Sessanta e Settanta insieme all’incapacità di comprendere i cambiamenti che si realizzarono in America Latina e nella comunità internazionale dagli anni Ottanta in avanti”. Con Silvio Pons, presidente della Fondazione Istituto Gramsci e tra i principali studiosi italiani di storia globale del XX secolo, discutiamo di una figura centrale della storia e dell’immaginario del Novecento.

Cosa intendiamo davvero quando parliamo di «castrismo»?
Il castrismo nasce all’incrocio di tre direttrici del tutto diverse. Da una parte il contesto di lungo periodo del nazionalismo latinoamericano di matrice antistatunitense, che precede largamente la presa del potere del 1959 e che è privo di connotazioni marxiste o comuniste. Dall’altra la grande ondata politica e culturale del terzomondismo, ovvero l’idea che il cambiamento principale che seguì la fine della Seconda Guerra Mondiale fosse rappresentato dalla fine del colonialismo declinato in chiave di ideologia antimperialistica. Il terzo contesto è quello della Guerra Fredda, dentro la quale la rivoluzione cubana si trova a muoversi oscillando tra i due magneti del nascente movimento dei non allineati e dell’attrazione verso il polo sovietico.
L’incrocio tra queste tre direttrici produce una evoluzione radicale della rivoluzione cubana, promossa da un gruppo dirigente dove in origine il marxismo era un elemento marginale (rappresentato ad esempio da Guevara) che trasforma in movimento comunista quello che inizialmente era solo un movimento nazionalista.

domenica 30 ottobre 2016

4 Novembre, festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Nel ricordo del sacrificio dei tanti che caddero in quella terribile guerra, combattuta sulle montagne e nelle trincee della frontiera nord-orientale dell'Italia, 100 anni fa (1915-1918), il Comune di Casola Valsenio, come ogni anno, organizza nella mattinata di venerd' 4 novembre, alle ore 11.00 nel Parco "Giulio Cavina" la celebrazione della Festa dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate.

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La cronologia della 1^ Guerra Mondiale: il 1916
La 1^ Guerra mondiale ...in sintesi
La grande illusione del 1916 (documentario RAI)

domenica 23 ottobre 2016

Ungheria, 60 anni fa si spegneva il sogno del socialismo dal volto umano

di Andrea Tarquini (La Repubblica, 22 ottobre 2016)

Il processo di democratizzazione avviato dal premier comunista riformatore Imre Nagy fu soffocato nel sangue dalle forze armate sovietiche. Oggi quella rivoluzione viene commemorata in tono minore: il leader nazionalconservatore Orbán non vuole mettere a repentaglio l'amicizia con Putin

BUDAPEST - Tutto cominciò nello splendido centro storico di Budapest sessant'anni fa, oggi il mondo dei Millennials non lo sa o lo ha dimenticato. Le straordinarie immagini del'Istituto Luce forse ci risveglieranno la memoria. Ungheria, 23 ottobre 1956. I cecchini della AVH, Allam védelmi hatosàg, l'odiata e temuta polizia segreta, cominciarono all'improvviso a sparare sulla grande folla della manifestazione pacifica per la democratizzazione, voluta dagli studenti in appoggio al premier comunista riformatore Imre Nagy.

lunedì 26 settembre 2016

Il 7 e 8 ottobre, presentazione del libro di Beppe Sangiorgi sui ...primi 800 anni di Casola

Nell’ambito delle iniziative per gli 800 anni di vita di Casola Valsenio, venerdì 7 ottobre, alle 20,30 nella Sala "Nolasco Biagi" della Casa della Cultura "Giuseppe Pittano" sarà presentato il libro di Beppe Sangiorgi, “Casola Valsenio, i primi 800 anni”.
Il volume si apre con la prefazione di Franco Tozzi, promotore della pubblicazione e prosegue con i capitoli:
- Nascita e sviluppo del borgo (1216 – 1380)
- La vita, il governo e il lavoro (1380 – 1520)
- Ascesa e disfatta dei Ceronesi (1520 – 1590)
- Un secolo decadente (1590 – 1700)
- Vino e carattere (1700 – 1815)
- Il Governatorato (1815 – 1860)
- Movimenti sociali e politici (1860 – 1918)
- Il fascismo (1918 – 1940)
- Lo scoppio della seconda guerra mondiale (1940 – 1944)
- La lotta di Liberazione (1944-1945)
- Il dopoguerra (1945- 1965)
- Il paese delle erbe e dei frutti dimenticati (1965-2016).
L’opera, di 260 pagine, si conclude con la postfazione del sindaco Nicola Iseppi e, oltre alla bibliografia, con appendici dedicate alle immagini e ai soprannomi casolani.
La presentazione sarà replicata il giorno dopo, sabato 8 ottobre alle ore 16.30, durante la Festa dei Frutti Dimenticati nella struttura allestita in piazza L. Sasdelli.

domenica 11 settembre 2016

11 Settembre 2001-2016. 15 anni fa l'attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York

E' il quindicesimo anniversario del tragico attacco terroristico alle Torri Gemelle di Manhattan, New York, quando fu portato l’attacco al cuore degli Usa. Un episodio che indubbiamente ha cambiato il corso della storia e ha creato un divario tra occidente e mondo islamico. A distanza di 15 anni il ricordo dell’evento è ancora intatto nel cuore degli americani.
Erano le 7.59 negli USA quando il volo American Airlines 11 partì dal Logan International Airport di Boston diretto a Los Angeles con a bordo 95 persone. Poco dopo alle 8.14 il volo United Airlines 175 decolla con 65 persone a bordo. Sempre alle 8.15 un altro volo American Airlines 77 decolla dal Dulles Airport di Washington in direzione Los Angeles. Alle 8.42 il volo UA93 decolla da Newark alla volta di San Francisco. Il controllo traffico aereo intorno alle 8.43 intuisce che vi sono problemi in quanto non riesce a contattare i velivoli e si pensa subito ad un dirottamento.

sabato 10 settembre 2016

L'11 settembre del Cile: 43 anni fa il golpe di Pinochet

Quarantuno anni fa, l'11 settembre 1973, un violento colpo di Stato guidato dal generale Augusto Pinochet Ugarte destituiva il governo di Unidad Popular del primo presidente socialista del Cile, Salvador Allende, eletto democraticamente tre anni prima. Con il bombardamento aereo della Moneda, il palazzo presidenziale a Santiago del Cile, la fine tragica di Allende - che si suicidò con una scarica di mitragliatore - e l'entrata in scena di Pinochet, si aprì una fase storica drammatica per tanta parte della popolazione del Paese. Quel tragico evento, che si consumò in un solo giorno, cambiò la storia del Cile, assumendo un valore cruciale nella storia dell'America Latina e del mondo intero.

venerdì 22 aprile 2016

"Bella ciao" e non solo. I canti della Resistenza Italiana

La canzone simbolo della Resistenza Italina è "Bella ciao". Conosciuta in tutto il mondo, tradotta in tante lingue, è ovunque inno di libertà e contro la tirannia.
Ma non è l'unica canzone: altre, altrettanto belle, hanno segnato e accompagnato la guerra partigiana per la liberazione dell'Italia dal nazismo e dal fascismo.
Ve ne proponiamo alcune...

venerdì 4 marzo 2016

8 marzo: perchè la mimosa è diventata il fiore della Festa della Donna?

La mimosa, il cui nome scientifico è Acacia Dealbata, è il classico omaggio che le donne ricevono in occasione della ricorrenza dell'8 marzo è il simbolo floreale della Festa della Donna.
Tuttavia la mimosa non è stata sempre simbolo di questa festività: se le prime rivendicazioni e celebrazioni risalgono al 1911, la comparsa della mimosa si ritrova parecchi anni dopo, nel 1946.

martedì 2 febbraio 2016

Giorno del ricordo: la tragedia delle foibe e dell'esodo degli italiani dell'Istria e della Dalmazia

L'Istria e la localizzazione delle foibe
10 febbraio, Giorno del ricordo
«La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. (...)"
(legge 30 marzo 2004 n. 92)
(documenti e immagini sul sito di "La Storia Siamo Noi")