L’Assemblea del Partito Democratico ha trovato un’intesa sui passi da percorrere nell’immediato futuro. Il reggente Maurizio Martina è stato eletto segretario con pieni poteri e avrà il compito di gestire la fase congressuale straordinaria che lui stesso ha aperto nel corso del suo intervento.
L’appuntamento per la parte finale del congresso, ossia l’elezione del nuovo segretario, verrà fissata nel corso della prossima Assemblea, ma verrà svolta sicuramente prima delle elezioni europee della prossima primavera del 2019.
I lavori dell’Assemblea nazionale sono stati aperti dall’intervento dell’ex segretario del PD, Matteo Renzi, che ha parlato della situazione politica, delle ragioni della sconfitta elettorale e del futuro del partito.
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sabato 7 luglio 2018
mercoledì 7 marzo 2018
Dopo la sconfitta, Matteo Renzi lascia la guida del PD
di Matteo Renzi (Segretario nazionale PD)
Le elezioni sono finite, il PD ha perso, occorre voltare pagina. Per questo lascio la guida del partito.
Non capisco le polemiche interne di queste ore.
Ancora litigare? Ancora attaccare me?
Nei prossimi anni il PD dovrà stare all'opposizione degli estremisti. Cinque Stelle e Destre ci hanno insultato per anni e rappresentano l'opposto dei nostri valori. Sono anti europeisti, anti politici, hanno usato un linguaggio di odio. Ci hanno detto che siamo corrotti, mafiosi, collusi e che abbiamo le mani sporche di sangue per l'immigrazione: non credo che abbiano cambiato idea all'improvviso.
Facciano loro il Governo se ci riescono, noi stiamo fuori.
Per me il PD deve stare dove l'hanno messo i cittadini: all'opposizione. Se qualcuno del nostro partito la pensa diversamente, lo dica in direzione lunedì prossimo o nei gruppi parlamentari.
Le elezioni sono finite, il PD ha perso, occorre voltare pagina. Per questo lascio la guida del partito.
Non capisco le polemiche interne di queste ore.
Ancora litigare? Ancora attaccare me?
Nei prossimi anni il PD dovrà stare all'opposizione degli estremisti. Cinque Stelle e Destre ci hanno insultato per anni e rappresentano l'opposto dei nostri valori. Sono anti europeisti, anti politici, hanno usato un linguaggio di odio. Ci hanno detto che siamo corrotti, mafiosi, collusi e che abbiamo le mani sporche di sangue per l'immigrazione: non credo che abbiano cambiato idea all'improvviso.
Facciano loro il Governo se ci riescono, noi stiamo fuori.
Per me il PD deve stare dove l'hanno messo i cittadini: all'opposizione. Se qualcuno del nostro partito la pensa diversamente, lo dica in direzione lunedì prossimo o nei gruppi parlamentari.
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venerdì 23 febbraio 2018
Matteo Renzi: "Non prendiamo lezioni di morale da Beppe Grillo"
"Credo che Beppe Grillo sia una persona che faccia molta fatica a parlare di politica. Proprio in questi giorni è uscita l'ultima sentenza che dimostra che uno come lui, che ha fondato un partito sull’onestà, è stato evasore.
Possiamo chiamarlo evasore senza nessun problema, perché nel corso della sua carriera ha fatto i soldi con gli spettacoli in nero. Allora, ognuno fa quello che vuole della sua vita, ma non prendo lezione di morale da chi, come Grillo, nella sua esperienza ha da farsi perdonare parecchie cose". Così il segretario del PD, Matteo RENZI, intervistato a "Kronos - Il tempo della scelta" in onda questa sera alle 21.20 su Rai2.
Possiamo chiamarlo evasore senza nessun problema, perché nel corso della sua carriera ha fatto i soldi con gli spettacoli in nero. Allora, ognuno fa quello che vuole della sua vita, ma non prendo lezione di morale da chi, come Grillo, nella sua esperienza ha da farsi perdonare parecchie cose". Così il segretario del PD, Matteo RENZI, intervistato a "Kronos - Il tempo della scelta" in onda questa sera alle 21.20 su Rai2.
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Verso le elezioni politiche 2018
giovedì 1 febbraio 2018
martedì 30 gennaio 2018
Matteo Renzi: “I tre principi non negoziabili del PD sono Europa, lavoro e protezione sociale”
Intervista a Matteo Renzi di Claudio Cerasa – Il Foglio, 30 gennaio 2018
“Ok. Stiamo al gioco. Diciamo così: se Paolo le ha davvero detto che lui è come la camomilla, allora le dico che io assomiglio di più alla Red Bull. Ci sono dei momenti in cui serve la camomilla e dei momenti in cui serve la Red Bull. Forse anche per questa diversità Gentiloni e io non litigheremo mai. Viva le camomille e viva anche le Red Bull”. Chiuse le liste, assorbite le polemiche, metabolizzate le ferite, la campagna elettorale di Matteo Renzi comincia a prendere forma e i messaggi su cui il segretario del PD intende puntare nei prossimi mesi, per provare a vincere le elezioni, sono principalmente tre: il match point contro il Movimento 5 Stelle, l’alternativa al modello Salvini, l’Europa come vero spartiacque tra chi tenta di costruire il futuro dell’Italia puntando sull’idea dell’apertura e chi invece scommette sul modello della chiusura. Di là, dice Renzi in questa conversazione con il Foglio, ci sono i Salvini e i Di Maio. Di qua invece c’è il PD, unica alternativa, sostiene Renzi, al modello Le Pen. Che c’entra il modello Le Pen? Prima di arrivare alla differenza tra una Red Bull e una camomilla, la nostra chiacchierata con Renzi parte da qui.
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lunedì 8 gennaio 2018
Renzi: “Sì al salario minimo. Voglio un premier PD”
Intervista a Matteo Renzi di Davide Nitrosi – Il Giorno, 8 gennaio 2018
«Sono pronto per la campagna elettorale: il mio collegio sarà Firenze. Passo dall’auto blu alla vespa blu: andrò casa per casa. E se Salvini come ha promesso si candiderà qui, gli daremo il benvenuto in modo civile. Sperando che anche lui non scappi dal confronto come continua a fare Cuor di Leone Di Maio».
Renzi, dopo averlo messo in bolletta, davvero la prima proposta del PD è l’abolizione del Canone Rai?
«Certo non la prima: le priorità sono lavoro, Europa, cultura. Aver messo il canone in bolletta ha fatto scendere il costo. Pagare meno, pagare tutti è un principio fondamentale. Siamo scesi da 113 euro a 90 euro e proseguiremo. Ridurre i costi per il cittadino non è demagogia, ma serietà».
Di fronte al problema delle diseguaglianze e del lavoro low cost, come risponde il PD? Proporrà il salario minimo?
«Prima i fatti. Nel febbraio 2014 gli italiani che avevano un lavoro erano 22 milioni. Adesso sono 23 milioni. Un milione di posti di lavoro in più in tre anni è un successo. Il punto è come migliorare la qualità del lavoro, oltre che la quantità. E per questo l’idea del salario minimo legale che proponiamo tra i 9 e i 10 euro l’ora è molto importante».
Finora abbiamo sentito promesse costosissime da tutte le parti politiche: provi a elencare tre proposte concrete e fattibili per il prossimo governo.
«Per noi parlano i risultati più che le promesse. Elencheremo cento risultati raggiunti. E per ciascuno dei risultati raggiunti indicheremo obiettivi possibili e pragmatici. Credibilità al cento per cento. Fatti, non parole».
«Sono pronto per la campagna elettorale: il mio collegio sarà Firenze. Passo dall’auto blu alla vespa blu: andrò casa per casa. E se Salvini come ha promesso si candiderà qui, gli daremo il benvenuto in modo civile. Sperando che anche lui non scappi dal confronto come continua a fare Cuor di Leone Di Maio».
Renzi, dopo averlo messo in bolletta, davvero la prima proposta del PD è l’abolizione del Canone Rai?
«Certo non la prima: le priorità sono lavoro, Europa, cultura. Aver messo il canone in bolletta ha fatto scendere il costo. Pagare meno, pagare tutti è un principio fondamentale. Siamo scesi da 113 euro a 90 euro e proseguiremo. Ridurre i costi per il cittadino non è demagogia, ma serietà».
Di fronte al problema delle diseguaglianze e del lavoro low cost, come risponde il PD? Proporrà il salario minimo?
«Prima i fatti. Nel febbraio 2014 gli italiani che avevano un lavoro erano 22 milioni. Adesso sono 23 milioni. Un milione di posti di lavoro in più in tre anni è un successo. Il punto è come migliorare la qualità del lavoro, oltre che la quantità. E per questo l’idea del salario minimo legale che proponiamo tra i 9 e i 10 euro l’ora è molto importante».
Finora abbiamo sentito promesse costosissime da tutte le parti politiche: provi a elencare tre proposte concrete e fattibili per il prossimo governo.
«Per noi parlano i risultati più che le promesse. Elencheremo cento risultati raggiunti. E per ciascuno dei risultati raggiunti indicheremo obiettivi possibili e pragmatici. Credibilità al cento per cento. Fatti, non parole».
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venerdì 29 dicembre 2017
Renzi: “Il PD ha rimesso l’Italia in carreggiata. Europa e ceto medio le nuove sfide”
Intervista a Matteo Renzi - La Stampa, 28 dicembre 2017
Si chiude una legislatura tra le più travagliate. Matteo Renzi, quali sono le riforme che più hanno trasformato il Paese?
«Lavoro, tasse e diritti. Ma nessuna riforma di questa legislatura ha trasformato radicalmente il nostro Paese, sarebbe presuntuoso sostenere il contrario. Più semplicemente l’Italia era in grave difficoltà, a un passo dalla bancarotta: con l’impegno di questa legislatura siamo tornati in carreggiata.
Le riforme più importanti hanno riguardato il mondo del lavoro con il Jobs Act e Industria 4.0; il mondo delle tasse con 80 euro, Irap costo del lavoro, Imu prima casa; il mondo dei diritti, dalle unioni civili al terzo settore, dal “dopo di noi” al “fine vita”.
Lavoro, tasse, diritti: in questi settori il cambio di passo c`è stato e nessuno che sia in buona fede può negarlo. Ma è un cambio di passo, non una trasformazione radicale. La strada è ancora lunga».
Si chiude una legislatura tra le più travagliate. Matteo Renzi, quali sono le riforme che più hanno trasformato il Paese?
«Lavoro, tasse e diritti. Ma nessuna riforma di questa legislatura ha trasformato radicalmente il nostro Paese, sarebbe presuntuoso sostenere il contrario. Più semplicemente l’Italia era in grave difficoltà, a un passo dalla bancarotta: con l’impegno di questa legislatura siamo tornati in carreggiata.
Le riforme più importanti hanno riguardato il mondo del lavoro con il Jobs Act e Industria 4.0; il mondo delle tasse con 80 euro, Irap costo del lavoro, Imu prima casa; il mondo dei diritti, dalle unioni civili al terzo settore, dal “dopo di noi” al “fine vita”.
Lavoro, tasse, diritti: in questi settori il cambio di passo c`è stato e nessuno che sia in buona fede può negarlo. Ma è un cambio di passo, non una trasformazione radicale. La strada è ancora lunga».
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lunedì 11 dicembre 2017
Intervista de "La Repubblica" al Segretario PD: “Vedo un’Italia viva: ora puntiamo a vincere”
Intervista al segretario PD Matteo Renzi: “Si fosse parlato dei risultati dei governi PD di questi quattro anni quanto si è discusso del mio carattere, oggi ci sarebbe piena consapevolezza del miracolo che ha fatto il PD nel far uscire il Paese dalla crisi
di Tommaso Cerno, La Repubblica, 10 dicembre 2017
Matteo Renzi, Como si riempiva di bandiere, dal PD, alla Cgil all’Anpi. Di solito litigate. Vista da qui la sinistra sembra unita.
«Bellissimo non solo per la sinistra, per gli italiani. Ci sono valori che ci uniscono, quello più profondo è l’antifascismo. Dispiace sia stata snobbata da una parte della destra. Noi oggi abbiamo organizzato e offerto il palco anche a chi ci critica, perché questo è il Pd. Non a caso ieri Forza Nuova ha detto che il vero nemico è il Pd: onoratissimi, noi siamo un’altra cosa».
I 5 Stelle parlano di «strumentalizzazione del PD». La destra, Salvini in particolare, ha definito gli skinhead di Como «quattro ragazzini».
«Valuti lei. Il capo di quegli skinhead ha detto alla radio che Hitler ha fatto cose buone e Mussolini fece il solo errore di perdere la guerra. Noi ci apprestiamo a ricordare gli 80 anni delle leggi razziali, ma non c’è memoria. Non basta però la piazza: serve il servizio civile obbligatorio per almeno un mese, l’educazione civica, i viaggi della memoria con i ragazzi delle scuole. Su queste cose giocheremo parte della campagna elettorale. Giusto dare i bonus ai diciottenni, anche perché funzionano e fanno comprare i libri. Ma accanto ai diritti, abbiamo bisogno di più doveri per la nuova generazione. Forse non va di moda ma è giusto».
di Tommaso Cerno, La Repubblica, 10 dicembre 2017
Matteo Renzi, Como si riempiva di bandiere, dal PD, alla Cgil all’Anpi. Di solito litigate. Vista da qui la sinistra sembra unita.
«Bellissimo non solo per la sinistra, per gli italiani. Ci sono valori che ci uniscono, quello più profondo è l’antifascismo. Dispiace sia stata snobbata da una parte della destra. Noi oggi abbiamo organizzato e offerto il palco anche a chi ci critica, perché questo è il Pd. Non a caso ieri Forza Nuova ha detto che il vero nemico è il Pd: onoratissimi, noi siamo un’altra cosa».
I 5 Stelle parlano di «strumentalizzazione del PD». La destra, Salvini in particolare, ha definito gli skinhead di Como «quattro ragazzini».
«Valuti lei. Il capo di quegli skinhead ha detto alla radio che Hitler ha fatto cose buone e Mussolini fece il solo errore di perdere la guerra. Noi ci apprestiamo a ricordare gli 80 anni delle leggi razziali, ma non c’è memoria. Non basta però la piazza: serve il servizio civile obbligatorio per almeno un mese, l’educazione civica, i viaggi della memoria con i ragazzi delle scuole. Su queste cose giocheremo parte della campagna elettorale. Giusto dare i bonus ai diciottenni, anche perché funzionano e fanno comprare i libri. Ma accanto ai diritti, abbiamo bisogno di più doveri per la nuova generazione. Forse non va di moda ma è giusto».
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martedì 14 novembre 2017
Renzi rilancia l’ipotesi-alleanze, la Direzione è con lui
Renzi: “Chi si tira indietro ora dall’invito all’unità si assume una responsabilità importante”. Ma Bersani è già critico
Aprire a un’alleanza politica ampia, ma “senza abiure”, senza cioè rinunciare ai punti fermi, quelli conquistati dal Pd come Jobs act, migrazione, gli 80 euro in busta paga. E anche le questioni ancora aperte come lo Ius soli che non va fatto “non per raggiungere un accordo con Mdp ma perché vogliamo farlo. È una nostra battaglia”, ha detto il segretario dem Matteo Renzi aprendo i lavori della Direzione del Pd al Nazareno. Lavori che si sono conclusi con un voto sul documento finale presentato dalla maggioranza del partito.
È fondamentale, però, ha detto Matteo Renzi, “uno sforzo unitario sia dentro che fuori il partito, ma parlando al Paese” e “stando in mezzo alle persone” e soprattutto senza fare “passi indietro” ma con “una pagina bianca aperta sul futuro”. E chi si tira indietro, ha aggiunto concludendo la Direzione, “si assume una responsabilità importante”.
Ma, ha aggiunto il segretario dem, per le alleanze “vogliamo aprire un dibattito serio su quello che vogliamo fare insieme” perché l’obiettivo non è “un mero apparentamento tecnico”. Guardando ai Verdi, ai Radicali, all’Idv, a Campo progressista, ma anche a Sinistra Italiana, Possibile, Mdp e all’area politica moderata e centrista che non vuole finire in un’alleanza guidata da Berlusconi.
“Da parte nostra – ha aggiunto Renzi riferendosi ai fuoriusciti del PD – c’è il senso della responsabilità. Non metteremo veti né a Si, né a Mdp, né a Possibile. Non daremo sponde a chi vuole rompere”. Senza dimenticare, dice Renzi, “l’area che a sinistra in primis fa riferimento all’esperienza di Campo Progressista, al quale mondo noi lanciamo parole di dialogo”.
Aprire a un’alleanza politica ampia, ma “senza abiure”, senza cioè rinunciare ai punti fermi, quelli conquistati dal Pd come Jobs act, migrazione, gli 80 euro in busta paga. E anche le questioni ancora aperte come lo Ius soli che non va fatto “non per raggiungere un accordo con Mdp ma perché vogliamo farlo. È una nostra battaglia”, ha detto il segretario dem Matteo Renzi aprendo i lavori della Direzione del Pd al Nazareno. Lavori che si sono conclusi con un voto sul documento finale presentato dalla maggioranza del partito.
È fondamentale, però, ha detto Matteo Renzi, “uno sforzo unitario sia dentro che fuori il partito, ma parlando al Paese” e “stando in mezzo alle persone” e soprattutto senza fare “passi indietro” ma con “una pagina bianca aperta sul futuro”. E chi si tira indietro, ha aggiunto concludendo la Direzione, “si assume una responsabilità importante”.
Ma, ha aggiunto il segretario dem, per le alleanze “vogliamo aprire un dibattito serio su quello che vogliamo fare insieme” perché l’obiettivo non è “un mero apparentamento tecnico”. Guardando ai Verdi, ai Radicali, all’Idv, a Campo progressista, ma anche a Sinistra Italiana, Possibile, Mdp e all’area politica moderata e centrista che non vuole finire in un’alleanza guidata da Berlusconi.
“Da parte nostra – ha aggiunto Renzi riferendosi ai fuoriusciti del PD – c’è il senso della responsabilità. Non metteremo veti né a Si, né a Mdp, né a Possibile. Non daremo sponde a chi vuole rompere”. Senza dimenticare, dice Renzi, “l’area che a sinistra in primis fa riferimento all’esperienza di Campo Progressista, al quale mondo noi lanciamo parole di dialogo”.
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domenica 29 ottobre 2017
#ITALIA2020 - Renzi: “Nessun veto né a sinistra né al centro”
Alle 12.10 è salito sul palco Matteo Renzi, che ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla Conferenza programmatica, e ha ringraziato anche Napoli: “Questo fantastico museo ferroviario che ci ricorda quando il Sud era all’avanguardia sia tecnologicamente, che industrialmente”.
Poi ha voluto far vedere una fotografia del tramonto che ieri si vedeva da Pietrarsa, “simbolo della grande bellezza che ci circonda, e che è uno dei più grandi tesori dell’Italia. Noi pensiamo che gli spazi siano luoghi, che la bellezza sia qualcosa di fondamentale”.
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domenica 15 ottobre 2017
10anniPD / “Il PD e i nostri valori fondativi disegneranno le mappe del futuro”
Dieci anni di Partito Democratico: al teatro Eliseo di Roma una grande festa per dare forza e unità al più grande partito riformista italiano ed europeo. Gli interventi di Walter Veltroni, Paolo Gentiloni e Matteo Renzi
“Dobbiamo superare questa stagione di discussione con la voglia di costruire il futuro. I prossimi dieci anni saranno meravigliosi”: questo l’augurio di Matteo Renzi al teatro Eliseo di Roma, dove il PD ha festeggiato dieci anni di vita politica. Ecco, dieci anni alle spalle - difficili ma entusiasmanti e positivi - e dieci davanti con la consapevolezza, come ha detto Walter Veltroni, che “Il passato è passato. Non ci resta che il futuro”. E’ proprio Veltroni, primo segretario del Partito Democratico, ad aprire gli interventi dei festeggiamenti per il decennale democratico, seguito da Paolo Gentiloni e Matteo Renzi.
Tre brevi discorsi fatti con la testa e col cuore, dove il leit-motiv non è tanto celebrare il decennale del più grande partito italiano, quanto ragionare sulle parole chiave del futuro prossimo.
Veltroni ne ha subito tirata fuori uno, centrale: sinistra. “Non abbiate mai paura della parola sinistra. Non camuffatela. Non è solo una collocazione parlamentare ma un’idea di giustizia e libertà”, anche se, ammette Veltroni, “la sinistra ci ha messo troppo a capire che libertà e giustizia non sono separabili. Per me sinistra è quel ragazzo con le buste della spesa in mano e non il carrarmato del regime cinese”, ha proseguito Veltroni, riferendosi alla famosa immagine di piazza Tien-An-Men.
Una parola guida, insomma, ma non dogmatica, al contrario aperta e inclusiva, flessibile e capace di leggere il presente in modo non superficiale. “Siamo in una fase della storia difficile -ha affermato l’ex segretario PD - non mi sono mai spiegato la Shoah. Ma è successo. E quando si leggono i libri di storia ci si chiede come abbiano fatto i contemporanei a non capire. Noi siamo di nuovo in una cruna dell’ago della storia”.
“Dobbiamo superare questa stagione di discussione con la voglia di costruire il futuro. I prossimi dieci anni saranno meravigliosi”: questo l’augurio di Matteo Renzi al teatro Eliseo di Roma, dove il PD ha festeggiato dieci anni di vita politica. Ecco, dieci anni alle spalle - difficili ma entusiasmanti e positivi - e dieci davanti con la consapevolezza, come ha detto Walter Veltroni, che “Il passato è passato. Non ci resta che il futuro”. E’ proprio Veltroni, primo segretario del Partito Democratico, ad aprire gli interventi dei festeggiamenti per il decennale democratico, seguito da Paolo Gentiloni e Matteo Renzi.
Tre brevi discorsi fatti con la testa e col cuore, dove il leit-motiv non è tanto celebrare il decennale del più grande partito italiano, quanto ragionare sulle parole chiave del futuro prossimo.
Veltroni ne ha subito tirata fuori uno, centrale: sinistra. “Non abbiate mai paura della parola sinistra. Non camuffatela. Non è solo una collocazione parlamentare ma un’idea di giustizia e libertà”, anche se, ammette Veltroni, “la sinistra ci ha messo troppo a capire che libertà e giustizia non sono separabili. Per me sinistra è quel ragazzo con le buste della spesa in mano e non il carrarmato del regime cinese”, ha proseguito Veltroni, riferendosi alla famosa immagine di piazza Tien-An-Men.
Una parola guida, insomma, ma non dogmatica, al contrario aperta e inclusiva, flessibile e capace di leggere il presente in modo non superficiale. “Siamo in una fase della storia difficile -ha affermato l’ex segretario PD - non mi sono mai spiegato la Shoah. Ma è successo. E quando si leggono i libri di storia ci si chiede come abbiano fatto i contemporanei a non capire. Noi siamo di nuovo in una cruna dell’ago della storia”.
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sabato 7 ottobre 2017
Matteo Renzi alla Direzione PD: “Avanti con il Rosatellum 2. E fra noi non dividiamoci”
La Direzione approva all’unanimità la relazione del segretario
Il PD unito e la coalizione da costruire. Su questo duplice asse ha ruotato la relazione – alla fine approvata all’unanimità – alla Direzione del PD convocata per fare il punto sulla legge elettorale e dare un preciso mandato ai gruppi parlamentari. Mandato chiaro: continuate a lavorare sul cosiddetto Rosatellum 2, che da martedì sarà in aula a Montecitorio.
L’ipotesi legata al nome del capogruppo PD – Rosato ha anche tenuto un’informativa di merito – com’è noto è un sistema proporzionale ma con un’ampia quota di maggioritario uninominale.
A Renzi non sfugge – anzi, l'ha valorizzata – l’implicazione che il sistema elettorale produce: e cioè la costruzione di una coalizione nei collegi. Di qui la totale assenza di polemica diretta con MDP (che per Renzi è abbastanza inusuale…) e l’insistenza sulla necessità di guardare fuori dal PD proprio per mettere in campo un’alternativa vincente rispetto alle destre.
Il PD unito e la coalizione da costruire. Su questo duplice asse ha ruotato la relazione – alla fine approvata all’unanimità – alla Direzione del PD convocata per fare il punto sulla legge elettorale e dare un preciso mandato ai gruppi parlamentari. Mandato chiaro: continuate a lavorare sul cosiddetto Rosatellum 2, che da martedì sarà in aula a Montecitorio.
L’ipotesi legata al nome del capogruppo PD – Rosato ha anche tenuto un’informativa di merito – com’è noto è un sistema proporzionale ma con un’ampia quota di maggioritario uninominale.
A Renzi non sfugge – anzi, l'ha valorizzata – l’implicazione che il sistema elettorale produce: e cioè la costruzione di una coalizione nei collegi. Di qui la totale assenza di polemica diretta con MDP (che per Renzi è abbastanza inusuale…) e l’insistenza sulla necessità di guardare fuori dal PD proprio per mettere in campo un’alternativa vincente rispetto alle destre.
lunedì 18 settembre 2017
mercoledì 16 agosto 2017
ISTAT: il Prodotto Interno Lordo nel secondo trimestre +0,4%, +1,5% su base annua. L'incremento più alto degli ultimi 6 anni
Si consolida la ripresa dell'economia italiana. Avanti con investimenti, lotta alla povertà, lavoro. Avanti con le riforme: è la strada giusta
Mattarella e Gentiloni: l'Italia è in ripresa, c'è più fiducia
Fmi alza nostro Pil: +1,3% nel 2017
Svimez: riparte l'occupazione al sud ma resta l'emergenza sociale
Banca d'Italia: PIL in rialzo nel 2017 a + 1,4%
Nel secondo trimestre dell'anno, secondo la stima preliminare dell'Istat, il PIL - corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato - è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. Il secondo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al secondo trimestre del 2016. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi e di una diminuzione nel settore dell'agricoltura. Dal lato della domanda, si registra un apporto positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un limitato contributo negativo della componente estera netta. Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,1% negli Stati Uniti, dell'1,8% in Francia e dell'1,7% nel Regno Unito. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%.
Mattarella e Gentiloni: l'Italia è in ripresa, c'è più fiducia
Fmi alza nostro Pil: +1,3% nel 2017
Svimez: riparte l'occupazione al sud ma resta l'emergenza sociale
Banca d'Italia: PIL in rialzo nel 2017 a + 1,4%
Nel secondo trimestre dell'anno, secondo la stima preliminare dell'Istat, il PIL - corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato - è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. Il secondo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al secondo trimestre del 2016. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi e di una diminuzione nel settore dell'agricoltura. Dal lato della domanda, si registra un apporto positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un limitato contributo negativo della componente estera netta. Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,1% negli Stati Uniti, dell'1,8% in Francia e dell'1,7% nel Regno Unito. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%.
sabato 8 luglio 2017
Immigrazione. L’Italia non va lasciata sola. E’ urgente una politica di regolazione degli ingressi e dell’accoglienza, di aiuto allo sviluppo dei paesi africani, condivisa a livello europeo. E, in Italia, avanti per l'approvazione dello ius soli
Il nucleo di quest’idea si ritrova in ciò che sta facendo il Governo con il Ministro Minniti ed in ciò che è stato enunciato nel libro di Matteo Renzi “Avanti” che uscirà il 12 luglio
La pubblicazione di un post sulla pagina facebook del PD, con una frase di Matteo Renzi sull’immigrazione, estratta dal suo libro “Avanti” di prossima uscita – dove si dice “aiutiamoli a casa loro” – ha scatenato un mezzo putiferio, soprattutto sul web, da parte di chi tra i nostri iscritti ed elettori non ha apprezzato questo riferimento lessicale a una famigerata fraseologia leghista e anche da parte di chi - ma si tratta d'altro - non perde occasione per strumentalizzare e attaccare Renzi e il PD. Ma il senso di quell’”aiutiamoli a casa loro”, a cui si fa riferimento nel libro di Matteo Renzi, come si vedrà più avanti, è assolutamente altro rispetto alla propaganda xenofoba di Salvini e dei leghisti.
Proviamo allora a ricostruire la vicenda.
La pubblicazione di un post sulla pagina facebook del PD, con una frase di Matteo Renzi sull’immigrazione, estratta dal suo libro “Avanti” di prossima uscita – dove si dice “aiutiamoli a casa loro” – ha scatenato un mezzo putiferio, soprattutto sul web, da parte di chi tra i nostri iscritti ed elettori non ha apprezzato questo riferimento lessicale a una famigerata fraseologia leghista e anche da parte di chi - ma si tratta d'altro - non perde occasione per strumentalizzare e attaccare Renzi e il PD. Ma il senso di quell’”aiutiamoli a casa loro”, a cui si fa riferimento nel libro di Matteo Renzi, come si vedrà più avanti, è assolutamente altro rispetto alla propaganda xenofoba di Salvini e dei leghisti.
Proviamo allora a ricostruire la vicenda.
giovedì 22 giugno 2017
Dai tempo al tempo, e scopri che...
Ape sociale, Consip, spending review e ius soli
L’Enews di Matteo Renzi (21 giugno 2017)
Buongiorno a tutti, ben ritrovati. E un grande in bocca al lupo ai ragazzi che da oggi sono impegnati con la Maturità 2017 (tosta e bella la scelta di Caproni, eh!)
Stamani pensando a cosa segnalarvi per questa E-news mi sono messo a riflettere sul valore del tempo. E sulla necessità di dare tempo al tempo, di gustare l’attesa, di essere pazienti. Basta non avere fretta, dare tempo al tempo e le cose si mostrano per come sono. È proprio il tempo l’arma contro le fake news: come sosteneva Oscar Wilde, chi dice la verità prima o poi viene scoperto.
L’Enews di Matteo Renzi (21 giugno 2017)
Buongiorno a tutti, ben ritrovati. E un grande in bocca al lupo ai ragazzi che da oggi sono impegnati con la Maturità 2017 (tosta e bella la scelta di Caproni, eh!)
Stamani pensando a cosa segnalarvi per questa E-news mi sono messo a riflettere sul valore del tempo. E sulla necessità di dare tempo al tempo, di gustare l’attesa, di essere pazienti. Basta non avere fretta, dare tempo al tempo e le cose si mostrano per come sono. È proprio il tempo l’arma contro le fake news: come sosteneva Oscar Wilde, chi dice la verità prima o poi viene scoperto.
domenica 18 giugno 2017
martedì 6 giugno 2017
In difesa del futuro, tutti insieme per sostenere l'accordo sul clima. A Casola, volantinaggio in piazza Oriani, sabato 10 giugno
“In difesa del futuro, tutti insieme per sostenere l’accordo sul clima”: questo il titolo della campagna che il Partito democratico ha organizzato dal 5 al 10 giugno. Banchetti del PD verranno allestiti nelle piazze della provincia di Ravenna per difendere l’accordo sul clima.
“In seguito alla scelta di Donald Trump – ha detto Eleonora Proni, Segreteria della Federazione PD di Ravenna - di non mantenere l’impegno degli USA nell’accordo sul clima di Parigi, vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica. Perciò la direzione provinciale si occuperà di questo tema nella serata del 6 giugno e i nostri militanti saranno in tutto il territorio provinciale per ribadire che è nostro dovere assicurare il massimo impegno per la riduzione delle emissioni, sulle energie rinnovabili e lo sviluppo sostenibile. Il futuro del nostro pianeta non riguarda solamente la politica.”
***
A Casola Valsenio, banchetto e volantinaggio in Piazza Alfredo Oriani, Sabato 10 giugno, ore 10/12.
“In seguito alla scelta di Donald Trump – ha detto Eleonora Proni, Segreteria della Federazione PD di Ravenna - di non mantenere l’impegno degli USA nell’accordo sul clima di Parigi, vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica. Perciò la direzione provinciale si occuperà di questo tema nella serata del 6 giugno e i nostri militanti saranno in tutto il territorio provinciale per ribadire che è nostro dovere assicurare il massimo impegno per la riduzione delle emissioni, sulle energie rinnovabili e lo sviluppo sostenibile. Il futuro del nostro pianeta non riguarda solamente la politica.”
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A Casola Valsenio, banchetto e volantinaggio in Piazza Alfredo Oriani, Sabato 10 giugno, ore 10/12.
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domenica 28 maggio 2017
Renzi: Grande coalizione? Corro per vincere
“Legge elettorale, sul sistema tedesco l’accordo è possibile”. Matteo Renzi intervistato da Barbara Jerkov su Il Messaggero “Sarebbe un passo avanti per uscire dalla palude”
Segretario, finalmente dopo mesi di impasse qualcosa si sta muovendo sul fronte della riforma elettorale. Prima una proposta che le ha rivolto Berlusconi, proprio attraverso il nostro giornale, sul sistema tedesco. Adesso pure Grillo che sullo stesso tedesco fa votare la base M5S. Davvero un accordo trasversale è possibile?
«In teoria sì, ma la prudenza è d’obbligo. Il Presidente della Repubblica ci ha chiesto di fare un accordo sulla legge elettorale e noi veniamo da una cultura istituzionale per cui gli appelli del Presidente della Repubblica sono impegni vincolanti per i partiti, specie per il partito di maggioranza. Dunque lavoriamo per rispondere all’invito di Mattarella. Certo il sistema tedesco ha qualche pregio, a cominciare dalla soglia del 5%. Ma è noto a tutti che io avrei voluto tutt’altro tipo di legge elettorale: non è la mia prima scelta, anzi. Vediamo che cosa diranno gli altri e poi ci muoveremo con responsabilità e coerenza».
I grillini che finalmente si siedono a un tavolo politico: si fida?
«I grillini non sono gli ingenui idealisti che vogliono far credere di essere. Hanno una struttura molto organizzata. Se scelgono il tedesco lo fanno perché sanno che conviene a loro. E che un’alternativa potrebbe penalizzarli per vari motivi. Dunque non mi fido che abbiano a cuore l’interesse generale: mi fido del fatto che faranno i loro interessi».
Segretario, finalmente dopo mesi di impasse qualcosa si sta muovendo sul fronte della riforma elettorale. Prima una proposta che le ha rivolto Berlusconi, proprio attraverso il nostro giornale, sul sistema tedesco. Adesso pure Grillo che sullo stesso tedesco fa votare la base M5S. Davvero un accordo trasversale è possibile?
«In teoria sì, ma la prudenza è d’obbligo. Il Presidente della Repubblica ci ha chiesto di fare un accordo sulla legge elettorale e noi veniamo da una cultura istituzionale per cui gli appelli del Presidente della Repubblica sono impegni vincolanti per i partiti, specie per il partito di maggioranza. Dunque lavoriamo per rispondere all’invito di Mattarella. Certo il sistema tedesco ha qualche pregio, a cominciare dalla soglia del 5%. Ma è noto a tutti che io avrei voluto tutt’altro tipo di legge elettorale: non è la mia prima scelta, anzi. Vediamo che cosa diranno gli altri e poi ci muoveremo con responsabilità e coerenza».
I grillini che finalmente si siedono a un tavolo politico: si fida?
«I grillini non sono gli ingenui idealisti che vogliono far credere di essere. Hanno una struttura molto organizzata. Se scelgono il tedesco lo fanno perché sanno che conviene a loro. E che un’alternativa potrebbe penalizzarli per vari motivi. Dunque non mi fido che abbiano a cuore l’interesse generale: mi fido del fatto che faranno i loro interessi».
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mercoledì 17 maggio 2017
Possono costruire scandali e prove false. Noi crediamo nella giustizia e non ci fermeranno nemmeno stavolta
#matteorisponde alle intercettazioni sul caso Consip pubblicate oggi dal Fatto Quotidiano (VIDEO)
Questa mattina Il Fatto Quotidiano pubblica con grande enfasi delle intercettazioni tra me e mio padre. Risalgono a qualche settimana fa e sono già in un libro, a firma di un giornalista che si chiama Marco Lillo.
Nel merito queste intercettazioni ribadiscono la mia serietà visto che quando scoppia lo scandalo Consip chiamo mio padre per dirgli: "Babbo, questo non è un gioco, devi dire la verità, solo la verità."
Mio padre non ha mai visto un tribunale fintantoché suo figlio è diventato premier. Fino a quel momento ha vissuto tranquillamente la sua vita, esuberante e bella: ha 66 anni e proprio sabato scorso ha festeggiato i 45 anni di matrimonio. Quattro figli, nove nipoti, gli scout, il coro della chiesa, il suo lavoro e naturalmente la passione civica per Rignano: è un uomo felice. Ha conosciuto la giustizia solo dopo che io sono arrivato a Palazzo Chigi. Non è abituato a questa pressione che deriva dal suo cognome più che dai suoi comportamenti. Gli ricordo che se sa qualcosa è bene che la dica, all'avvocato e al magistrato. La verità prima o poi emerge: è giusto dirla subito.
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