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martedì 1 marzo 2022

Il Consiglio URF approva la mozione sulla Cava Monte Tondo …una mozione che recepisce largamente i contenuti posti alla base della manifestazione organizzata il 6 febbraio scorso dalle Organizzazioni sindacali di categoria di CGIL CISL UIL a Casola Valsenio

 

Il Consiglio dell’Unione della Romagna Faentina, nella seduta del 28 febbraio, con un voto pressoché unanime, ha approvato una mozione-documento di indirizzo sulle tematiche di ordine ambientale e socio-economico relative alle condizioni e modalità di prosecuzione dell’attività estrattiva del gesso nella Cava di Monte Tondo, nei Comuni di Riolo Terme e Casola Valsenio, che recepisce largamente i contenuti posti alla base della manifestazione organizzata il 6 febbraio scorso dalle Organizzazioni sindacali di categoria di CGIL CISL UIL e dalle lavoratrici e lavoratori dello Stabilimento Saint-Gobain di Casola Valsenio per la produzione del cartongesso.

Il Consiglio dell’Unione, così afferma la mozione approvata, “ritiene che la tutela del lavoro, dei livelli occupazionali, dell’indotto e il futuro delle comunità sia una condizione, un requisito imprescindibile dello scenario finale che si dovrà indicare e perseguire attraverso la possibile prosecuzione dell’attività estrattiva e il conseguente ripristino ambientale”.

Altro aspetto, fortemente ribadito nella manifestazione del 6 febbraio, e ripreso nella mozione approvata è che non può esserci salvaguardia ambientale e paesaggistica “senza il lavoro, e quindi l’occupazione, il reddito e la possibilità di vivere nei territori montani potendo guardare con fiducia al futuro e alla loro piena tutela e integrità, direttamente dipendente dal contrasto dell’esodo e dell’abbandono di questi territori”.

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domenica 6 febbraio 2022

In tanti, in tante, hanno risposto oggi, domenica 6 febbraio, all’appello di CGIL CISL UIL e della RSU Saint-Gobain per partecipare alla manifestazione che si è svolta nella centrale Piazza Sasdelli, in difesa del lavoro, dell’occupazione degli oltre 140 lavoratori e lavoratrici - tra occupazione diretta e indotta – dello stabilimento del Gruppo industriale Saint-Gobain per la produzione del cartongesso la cui continuità è direttamente legata a tempi e modalità di prosecuzione dell’attività estrattiva del gesso nella cava di Monte Tondo



In tanti, in tante, hanno risposto oggi, domenica 6 febbraio, all’appello di CGIL CISL UIL e della RSU Saint-Gobain per partecipare alla manifestazione che si è svolta nella centrale Piazza Sasdelli, in difesa del lavoro, dell’occupazione degli oltre 140 lavoratori e lavoratrici - tra occupazione diretta e indotta – dello stabilimento del Gruppo industriale Saint-Gobain per la produzione del cartongesso la cui continuità è direttamente legata a tempi e modalità di prosecuzione dell’attività estrattiva del gesso nella cava di Monte Tondo; modalità e prosecuzione che, come ribadito negli interventi svolti durante la manifestazione, devono essere misurate ai tempi di realizzazione di un processo di economia circolare che orienti sempre più la produzione verso il recupero e il riutilizzo del materiale di gesso e del cartongesso dismessi… Un processo che richiede tempo e soluzioni di rilievo nazionale, incompatibili con l’interruzione dell’attività estrattiva.

E’ stata un’importante dimostrazione di unità, di solidarietà, di impegno in difesa del futuro delle comunità e del territorio della Valle del Senio, che ha visto la partecipazione di tutte le espressioni organizzate - sociali, economiche, associative, politiche - della comunità locale.

Un’unità rappresentata dagli interventi che si sono succeduti durante la manifestazione, aperta da Maurizio Bisignani Segretario della FILCA CISL Romagna, a cui sono seguiti gli interventi di Roberto Martelli, Segretario della FILLEA CGIL provinciale di Ravenna; Giorgio Sagrini, Sindaco di Casola Valsenio il cui intervento è stato condiviso con il Sindaco di Riolo Terme, Alfonso Nicolardi, presente anch’egli sul palco degli oratori; Wanda Poggiali, delegata della RSU che parlato a nome delle lavoratrici e dei lavoratori della stabilimento; Massimo Isola, Presidente dell’Unione della Romagna Faentina e Sindaco di Faenza; Andrea Benassi, speleologo, antropologo, guida del Parco della Vena del Gesso Romagnola e consigliere comunale del Gruppo di minoranza; Antonio Pugliese, Segretario della FENEAL UIL della Provincia di Ravenna.

DI SEGUITO, PUBBLICHIAMO L’INTERVENTO DEL SINDACO DI CASOLA VALSENIO, GIORGIO SAGRINI:

A nome mio e del collega Alfonso Nicolardi, Sindaco di Riolo Terme, esprimo l’adesione, il sostegno, la vicinanza delle Amministrazioni comunali di Casola Valsenio e Riolo Terme alle esigenze, alle istanze poste dalle Organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL, dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria della Cava di Monte Tondo e dello Stabilimento Saint-Gobain. 

Uno stabilimento innovativo, improntato alla sicurezza del lavoro, leader nell’edilizia sostenibile e nella produzione distribuzione di un prodotto fondamentale della nuova edilizia qual è il cartongesso. 

Lo Stabilimento Saint-Gobain, rappresenta una realtà lavorativa, produttiva fondamentale per Casola Valsenio e per la Valle del Senio, un vero e proprio elemento di eccellenza per l’economia del nostro territorio e di tutta la Regione.

Con la manifestazione di oggi e, coerentemente con la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Casola Valsenio, vogliamo riaffermare, ribadire l’esigenza primaria di assumere l’obiettivo del lavoro, della difesa del lavoro. come elemento dirimente, imprescindibile, nel dibattito, nel confronto sul futuro dell’attività estrattiva della Cava di Monte Tondo, con riferimento alla variante generale del PIAE, il Piano Infraregionale delle Attività Estrattive che i nostri Comuni e la Provincia di Ravenna dovranno approvare entro il 2022.

In questo contesto è prioritario definire, determinare tempi e condizioni della prosecuzione dell’attività estrattiva in funzione delle esigenze produttive e occupazionali dello stabilimento Saint-Gobain e dell’indotto, e per programmare le azioni di tutela, di rispristino e anche di utilizzo a fini turistico-museali della cava.

Tempi e condizioni della prosecuzione dell’attività estrattiva che devono essere misurati e finalizzati all’avvio, realizzazione e completamento delle possibili innovazioni dei processi industriali che salvaguardino, tutelino e diano continuità e certezza di futuro al lavoro e al reddito dei lavoratori e delle lavoratrici…

Innovazioni – come già sta avvenendo grazie alla ricerca tecnologica promossa dal Gruppo Saint-Gobain Italia con il progetto Gy.ECO vincitore del programma Life+ della Commissione Europea - orientate non solo al recupero del materiale di scarto del processo produttivo ma che potranno, dovranno orientarsi sempre più verso il recupero e riutilizzo industriale dei rifiuti in gesso provenienti dal settore edile, dalle demolizioni …per ridurre gradualmente l’uso della materia prima gesso, coltivata in cava.

Eventualità questa che presuppone la definizione – con adeguato supporto finanziario e legislativo - di un sistema di dimensione interregionale, nazionale, rivolto alla raccolta, del materiale gessoso e del cartongesso dismesso, attraverso l'organizzazione di un sistema che – come auspicato nella mozione approvata dal Consiglio comunale di Casola Valsenio - possa prevedere comportare, la possibilità di realizzare a Casola Valsenio un polo, di interesse e dimensione infraregionale, nazionale, per il recupero e l'uso industriale di questo materiale.

Va in questo senso l’impegno dell’Assessorato regionale allo sviluppo economico/greeneconomy, lavoro e formazione, nel tavolo di confronto avviato con il Gruppo Saint-Gobain – confronto che dovrà vedere il coinvolgimento anche delle Organizzazioni sindacali - per definire, concordare con il Ministero della Transizione ecologica le condizioni che diano concretezza e realizzazione a questo progetto.

Lo sviluppo di questa prospettiva, strategia – orientata all’economia circolare – dovrà poter contare per gli anni, per il tempo necessario, sulla disponibilità della materia prima, del gesso, estraibile dalla Cava di Monte Tondo …Cava che è indicata dalla legge regionale 1989 come “polo unico” estrattivo del gesso in Emilia-Romagna.

E dovrà contare sulla prosecuzione degli importanti investimenti annunciati dal Gruppo Saint-Gobain Italia orientati allo sviluppo sostenibile e al progresso tecnologico nel pieno rispetto del clima e dell’ambiente, con l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili finalizzato all’assenza di emissioni di gas serra dalle proprie attività entro il 2050.

…come dovrà contare anche sugli investimenti sulla rete infrastrutturale del territorio, per migliorare i collegamenti della valle del Senio. Tra questi la realizzazione del casello autostradale di Castel Bolognese e la variante di Borgo Rivola per la quale la Provincia di Ravenna ha avviato la progettazione esecutiva.

In conclusione, nel riaffermare piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori, alle lavoratrici, alle Organizzazioni sindacali, vogliamo ribadire che lavoro e tutela ambientale e paesaggistica non possono essere messi in contrapposizione: perché non c’è tutela ambientale in territori non presidiati, spopolati, desertificati dall’esodo; esodo inevitabile se non c’è lavoro, se non c’è occupazione, se non ci sono condizioni di reddito che giustifichino, che permettano di vivere nei territori montani. 

Territori montani, ai quali - con la massima unità e condivisione strategica tra istituzioni locali, Comuni e Unione della Romagna Faentina, Provincia di Ravenna, Regione Emilia-Romagna, Organizzazioni sindacali e imprenditoriali, …e potendo contare sul sostegno, supporto dello Stato - vogliamo assicurare futuro e sviluppo sostenibile.  

Economia circolare, sostenibilità ambientale, politiche a sostegno del lavoro e degli investimenti produttivi, fiscalità di vantaggio, devono diventare gli assi portanti di una nuova strategia nazionale per le aree interne e montane, per affermare e difendere la dignità del lavoro e dei nostri territori.

Buon lavoro e buon futuro a tutti e a tutte noi.


venerdì 4 febbraio 2022

Domenica 6 febbraio, manifestazione a Casola Valsenio in difesa del lavoro e dell'occupazione

 

Il PD di Casola Valsenio sostiene e condivide le istanze alla base della manifestazione indetta da CGIL CISL UIL e RSU dello Stabilimento Saint-Gobain, nel pomeriggio di domenica 6 febbraio, ore 15.00, in Piazza Luigi Sasdelli, a Casola Valsenio:

Domenica 6 febbraio alle 15, in piazza Sasdelli a Casola Valsenio, è in programma la manifestazione - assemblea pubblica “Il lavoro non si tocca”, proclamata da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, a sostegno dell’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Saint Gobain Casola Valsenio e della cava di Monte Rotondo.

L’attività di lavorazione del gesso per la produzione di cartongesso occupa in maniera diretta e indiretta circa 140 persone, in massima parte residenti nei comuni della vallata, a questi va aggiunto il contributo economico che la permanenza dello stabilimento dà in termini di ricchezza al territorio.

Lo studio commissionato dalla Regione Emilia Romagna, per valutare le varie ipotesi riferite all’area estrattiva del gesso sulla cava del Monte Tondo, prevede diversi scenari, tra i quali (sarebbe quello raccomandato dalla Commissione regionale) vi è anche la chiusura della cava, opzione B, nei prossimi anni.

In questi mesi si è discusso molto sulle possibilità del rinnovo della concessione di estrazione del gesso e della vita della cava, avendo come riferimento anche i vari scenari delineati nello studio commissionato dalla Regione Emilia Romagna. Nello studio stesso si fa riferimento alle eventuali ricadute sociali, evidenziando anche percorsi di trasformazione dell’attività aziendale (produzione di materiali a base di solfati) e/o percorsi di accompagnamento alla pensione dei lavoratori coinvolti, fino ad ipotizzare un riassorbimento di diversi lavoratori in attività turistiche delle quali tutt’ora non vi è la minima traccia. “Abbiamo la sensazione – spiegano Antonio Pugliese, Maurizio Bisignani e Roberto Martelli, segretari territoriali rispettivamente di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil - che la perdita dei posti di lavoro sia considerato un ‘danno collaterale’ tutto sommato sopportabile. Questa conclusione per noi è inaccettabile, si devono trovare soluzioni che salvaguardino il futuro delle famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nella cava e nell’indotto. Il parco della Vena del Gesso e il sistema carsico della zona hanno un valore che nessuno mette in discussione e che deve essere preservato e valorizzato anche con la candidatura a sito Unesco; questo deve avvenire mantenendo l’esistenza dell’attività lavorativa con tutte le valutazioni e precauzioni del caso in ottica conservativa e di ripristino delle aree via via dismesse. La chiusura dell’attività porterebbe ad un grave danno economico per la vallata con inevitabili ripercussioni anche sul parco, una vallata “povera” e spopolata diventa un ambiente non curato e abbandonato. Inoltre la chiusura del sito, anche con le dovute azioni di ripristino porterebbe ad una situazione di inevitabile degrado della zona nell’area industriale coinvolta. Si devono trovare soluzioni che permettano la tutela del lavoro, la tenuta del tessuto economico della vallata e la tutela del paesaggio”.

Ravenna, 31 gennaio 2022

I lavoratori Saint Gobain

RSU Saint Gobain

FILLEA-CGIL  FILCA-CISL  FENEAL-UIL

venerdì 29 ottobre 2021

VOTATA ALL'UNANIMITA' DAL CONSIGLIO COMUNALE DI CASOLA LA MOZIONE DI INDIRIZZO SULL'ATTIVITA' ESTRATTIVA DEL GESSO NELLA CAVA DI MONTE TONDO



Non c'è salvaguardia dell'ambiente e del territorio senza il lavoro, e quindi senza l'occupazione, il reddito e la possibilità di vivere nei territori montani potendo guardare con fiducia al futuro. Questo è, deve essere, sarà il nostro impegno.

Lunedì scorso, 18 ottobre, la Regione Emilia-Romagna ha reso pubblico lo studio commissionato mesi fa all’Associazione Temporanea di Imprese Servin Scrl in qualità di mandataria, e StudioSilva Srl di Ravenna, per la “VALUTAZIONE DELLE COMPONENTI AMBIENTALI, PAESAGGISTICHE E SOCIO-ECONOMICHE IN RELAZIONE AL POSSIBILE PROSEGUIMENTO DELL'ATTIVITÀ ESTRATTIVA DEL POLO UNICO REGIONALE DEL GESSO IN LOCALITÀ MONTE TONDO, NEI COMUNI DI RIOLO TERME E CASOLA VALSENIO - PROVINCIA DI RAVENNA”.

Il suddetto non è vincolante poiché trattasi di studio e non di autorizzazione, che ha la finalità – con il coinvolgimento delle parti sociali ed economiche – di delineare i possibili scenari di sfruttamento della cava che le istituzioni locali, Comuni e Provincia, dovranno indicare assumendo come parametri principali e irrinunciabili l'impatto sociale, economico e occupazionale e non solo il parametro naturalistico-ambientale. La tutela del lavoro, dei livelli occupazionali, dell’indotto e il futuro delle comunità è una condizione, un requisito imprescindibile dello scenario finale che si dovrà perseguire attraverso la prosecuzione dell’attività estrattiva e il conseguente ripristino ambientale.

In particolare, si dovrà valutare, la possibilità di un adeguato ampliamento dell'attuale perimetro del PIAE, comunque al di fuori delle aree di protezione generale e ambientale del Parco della Vena del Gesso Romagnola, ovvero in area contigua, per dare continuità all'attività dello stabilimento oltre i 10/15 anni ipotizzati.

Ché solo così si potranno garantire le condizioni che permettano al Gruppo Saint-Gobain Italia di continuare a orientare sempre più la produzione del cartongesso, verso un minore utilizzo di materia prima naturale e il sempre maggiore utilizzo di materiale di recupero, come il cartongesso dismesso.

Obiettivo questo, che presuppone l'organizzazione di un sistema nazionale di raccolta del prodotto dismesso e la possibilità di realizzare a Casola Valsenio un polo, di interesse e dimensione nazionale, per il recupero e l'uso industriale di questo materiale.

L'obiettivo, la preoccupazione che deve animare e orientare l'azione delle istituzioni locali deve essere certamente quella della salvaguardia ambientale e paesaggistica ma queste non possono avvenire senza il lavoro, e quindi l’occupazione, il reddito e la possibilità di vivere nei territori montani potendo guardare con fiducia al futuro. Questo è, deve essere, sarà il nostro impegno.

La presente mozione d’indirizzo, è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Casola Valsenio, il 27 ottobre u.s.








domenica 26 settembre 2021

Enrico Letta: "Un grande patto per il lavoro e la crescita. E' il momento giusto"


 “Vorrei che oggi tutti noi condividessimo una prospettiva di sviluppo, o vogliamo chiamarla Patto, a beneficio anche dei più deboli e delle prossime generazioni. Nessuno può chiamarsi fuori”, dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, all’assemblea di Confindustria.

Parole accolte con entusiasmo, dal Partito Democratico dove l’idea di una grande patto nazionale per il lavoro e la crescita è stata avanzata mesi fa. Di qui il tweet del leader dem, Enrico Letta:

“Bene! Draghi lancia a Sindacati e Imprese la proposta di un grande Patto per il lavoro e la crescita. Noi siamo d’accordo. È il momento giusto. Sul modello di quello che fece Ciampi”.

Il segretario del Partito Democratico che del patto “modello Ciampi” aveva parlato già durante la relazione all’Assemblea nazionale del 17 aprile: “Vorrei proporre al governo e alle forze politiche, alle parti sociali che si faccia un grande patto, un patto per la ricostruzione del nostro Paese. Facciamolo a partire dalle forze politiche che oggi sostengono il governo Draghi. Credo che Mario Draghi abbia tutta la forza per farlo”, sottolineava Letta: “Ora è il momento di fare come Ciampi fece nel 1993. Da quel momento il debito pubblico cominciò a scendere”.

Il 23 luglio del 1993 l’Italia evitò una crisi come quella greca, senza neppure poter contare su Euro ed Europa. Quel giorno il governo di Carlo Azeglio Ciampi e le parti sociali (imprese e lavoratori) firmarono il “Patto per la politica dei redditi e lo sviluppo”.

A quel patto, 28 anni dopo, si ispira il segretario del , Enrico Letta, quando ‘risponde’ a Mario Draghi e alla proposta di una patto nazionale per il lavoro e la crescita. Per capire fino in fondo a quale passaggio si riferisca il segretario dem occorre andare un po’ più indietro del 23 luglio 1993. Esattamente un anno prima, infatti, un difficilissimo accordo dai contenuti inediti e restrittivi, firmato dal governo presieduto da Giuliano Amato e dai sindacati, fermò la speculazione sulla lira, ma non riuscì ad evitarne la svalutazione del 30% nel mese di settembre. Ne seguì il prelievo forzoso del sei per mille dai conti correnti degli italiani e la finanziaria ‘monstre’ da 93 mila miliardi di lire.

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“Importante l’impegno del Presidente del Consiglio Mario Draghi all’assemblea di Confindustria: all’Italia serve un patto per il lavoro e lo sviluppo che permetta a tutti di beneficiare dello sforzo del Partito Democratico. Affinché la crescita sia strutturale e produca un vero cambiamento”. Ad affermarlo è la sottosegretaria allo Sviluppo economico, Anna Ascani in un tweet.

“Le parole di Draghi aprono ad una stagione di collaborazione tra governo e parti sociali, sul modello Ciampi. È un passaggio decisivo, per assicurare che la ripresa sia reale e produca equità sociale, evitando sperequazioni. Così come Enrico Letta e il Partito Democratico avevano chiesto. Bene.” Così su Twitter Enrico Borghi, componente della Segreteria del Partito Democratico.

“Bene l’appello di Draghi per lo sviluppo occupazionale, economico buono, sostenibile e duraturo. La proposta di #pattonazionale con parti sociali è strumento utile a garantire #sviluppo buon uso #PARTITO DEMOCRATICO e giusta condivisione”. Così Susanna Cenni sul suo profilo Twitter.

“Bene le parole di #Draghi e la proposta di un Patto per il lavoro e la crescita, apriamo una nuova stagione, una ricostruzione nel segno della dignità del #lavoro, dell’occupazione delle #donne e dei #giovani”, così Cecilia D’Elia.

“Per consolidare la ripresa c’è bisogno di collaborazione e di confronto tra pubblico e privato e fra Governo, Parlamento e parti sociali. Come ha detto oggi Draghi. Nell’interesse delle imprese e dei lavoratori”, il commento di Cesare Fumagalli.

“Per un Patto per il lavoro e la crescita il  Partito Democratico è pronto. A partire da giovani e donne, con il Presidente Draghi possiamo aprire una stagione di dialogo nel segno della dignità del lavoro”. Così su Twitter Chiara Gribaudo, responsabile Missione giovani della segreteria nazionale del Partito Democratico.

La presidente dei senatori Partito Democratico, Simona Malpezzi, assicura che il Partito Democratico è  “con Draghi che ha lanciato a imprese e sindacati la proposta di un patto di responsabilità comune. Serve una prospettiva economica e sociale condivisa per ricostruire il Paese. Bisogna mettersi seduti tutti insieme”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda la senatrice Anna Rossomando: “Sosteniamo l’appello di Draghi a imprese e sindacati. Serve un patto per il lavoro: crescita va insieme a piena e buona occupazione”, scrive su Twitter la vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia e diritti del Partito Democratico.

“Il metodo Draghi è la spinta a collaborare per uscire dalla crisi sanitaria e economica. Lo stiamo facendo in Parlamento, e sosteniamo oggi la proposta del presidente Draghi di un grande Patto per il lavoro e la crescita che coinvolga imprese e sindacati”, così Lia Quartapelle.

“Draghi propone a tutti di assumersi la responsabilità di aiutare il Paese guardando all’interesse generale e invitando ad andare oltre ai limiti che hanno segnato la nostra storia recente. Condividiamo questo appello perché è l’obbiettivo che ci ha portato a costruire il Partito Democratico: noi non solo ci siamo, ma c’è un pezzo della nostra storia che va esattamente in questa direzione”. Così il vice presidente dei senatori del Partito Democratico Franco Mirabelli.

Per la presidente della commissione Lavoro della Camera, la dem Romina Mura, “il lavoro è la base su cui si regge il Patto proposto da Draghi. È inutile che da destra prendano pezzi del discorso del premier e li rivendichino, perché il senso di questo appello è profondo e complessivo, non si può ridurre a un banale spot elettorale o pensare riguardi una sola categoria”, spiega Mura. Il sistema Paese si riprende e cresce se siamo capaci, tutti insieme come chiede Draghi, di creare più occupazione, lavoro sicuro, giustamente retribuito e dignitoso. Non la sola creazione di ricchezza ma un innalzamento diffuso della qualità della vita dei lavoratori e delle famiglie italiane: questo è l’obiettivo del Partito Democratico e si ritrova nelle parole di Draghi”, conclude.

“Oggi all’Assemblea di Confindustria sono state poste le basi per un’auspicabile e condivisibile svolta nelle relazioni tra impresa, sindaco e politica. Va infatti senz’altro accolta l’importante proposta del Presidente di Confindustria Bonomi alle organizzazioni sindacali di fare “un vero patto per l’Italia”. Altrettanto importanti le parole del presidente Mario Draghi sulla condivisione di una prospettiva di sviluppo a beneficio di tutti, donne e giovani. Considero quindi fondamentale che la politica, per la sua funzione, accompagni e sostenga questa scelta e volontà di condivisione e sinergia tra le diverse parti che va concretizzata, anche attraverso gli investimenti del Partito Democratico, nelle azioni che servono per costruire la vera ripartenza sociale, economica, occupazionale, culturale del Paese” così in una nota la senatrice Partito Democratico Valeria Fedeli componente della commissione lavoro.



venerdì 30 luglio 2021

La Regione Emilia-Romagna per la montagna: BANDO 2021 PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI PER IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE PRODUTTIVE NELLE AREE MONTANE DELL'EMILIA ROMAGNA


2,5 milioni per le imprese montane 
La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, ha approvato un bando per contributi a fondo perduto per le imprese (commercio, artigianato, industria, servizi) dei Comuni montani, per sostenere i processi di ristrutturazione, riqualificazione, riconversione produttiva.
Il contributo complessivo per ciascuna impresa - a fondo perduto e nella misura del 70% della spesa ammissibile - non potrà superare l’importo massimo di 150mila euro, mentre la spesa minima non dovrà essere inferiore a 25mila euro.
Le domande vanno presentate dal 19 luglio al 16 settembre 2021.

Montagna, al via il Fondo per le imprese montane con i primi 2,5 milioni di euro:

https://montagna.regione.emilia-romagna.it/video/2021/montagna-al-via-il-fondo-per-le-imprese-montane-con-i-primi-2-5-milioni-di-euro-1   

REGIONE EMILIA-ROMAGNA Circa 1,7 milioni di euro a sostegno di attività non agricole in zone rurali

Al via il bando contro l'abbandono territoriale. Presentazione delle domande entro il 15 settembre
Attività commerciali, studi professionali, attività di servizio alla persona, sono solo alcune delle attività sostenute con il bando  del tipo di operazione 6.2.01 "Aiuto all’avviamento di imprese extra-agricole in zone rurali" .
La Regione, infatti, mette a disposizione quasi 1,7 milioni di euro con l'obiettivo di aumentare l'occupazione e la diversificazione produttiva delle aree rurali con problemi di sviluppo (zone D), contribuendo positivamente ai processi di innovazione in area rurale e al mantenimento di un tessuto sociale in quei territori altrimenti potenzialmente soggetti ad abbandono.
Sono, infatti, sostenuti interventi, proposti da persone fisiche residenti in zone D, finalizzati a favorire l'avviamento di nuove attività imprenditoriali in ambito extra-agricolo, oppure ampliare con nuove attività, imprese già presenti sul territorio. 
Il progetto dovrà essere corredato da un programma di sviluppo aziendale da svilupparsi su un arco temporale di durata pari a 24 mesi, con la definizione delle tappe essenziali e degli obiettivi, e, specificamente, i particolari di ogni azione necessaria per lo sviluppo aziendale, incluse quelle inerenti:
·       la rispondenza a criteri di sostenibilità energetica, ambientale degli interventi;
·       le ricadute positive in termini di occupazione;
·       il settore di attività, con particolare attenzione al livello di innovatività del progetto.
Sarà riconosciuto un punteggio prioritario ai giovani che non abbiano superato il 35° anno di età e alle donne.
Il sostegno, pari a 20.000 euro per ciascun progetto ammesso, copre spese di tipo materiale e immateriale purché funzionali e riconducibili alle attività che verranno finanziate.
Le domande di sostegno saranno raccolte fino alle ore 13:00 del 15 settembre 2021.
L'atto di approvazione del bando è la delibera di Giunta regionale n.1066 del 05 luglio 2021 (1.33 MB) 
 Per maggiori informazioni scrivere ad uno dei seguenti indirizzi e-mail:
 Regione Emilia Romagna:

BANDO PER CONTRIBUTI A SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE, ARTIGIANALI E COMMERCIALI

Le domande devono pervenire entro il 30 settembre 2021.
Con la Deliberazione di Giunta (n. 21 del 4 maggio 2021) il Comune di Casola Valsenio ha approvato un avviso pubblico allo scopo di finanziare interventi per il rilancio delle attività artigianali e commerciali che vogliano investire per il proprio ammodernamento, anche nei termini di contrasto alle difficoltà economiche scaturite dalla pandemia.

Nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne, lo Stato ha stanziato a favore del Comune di Casola Valsenio risorse pari a € 43.895,00 per la prima annualità, a valere sul Fondo nazionale di sostegno alle attività economiche artigianali e commerciali.

A chi è rivolto
Micro e piccole imprese artigianali e commerciali con unità operativa a Casola Valsenio.

Tipologia
Contributo a fondo perduto.

Cosa si può finanziare
Interventi realizzati tra il 1° gennaio 2020 e il 30 settembre 2021 e in particolare:
·       Iniziative che agevolino la ristrutturazione, l'ammodernamento, l'ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività artigianali e commerciali, incluse le innovazioni tecnologiche indotte dalla digitalizzazione dei processi di marketing on-line e di vendita a distanza, per l'acquisto di macchinari, impianti, arredi e attrezzature varie, per investimenti immateriali (a titolo esemplificativo: software, sistemi di archiviazione digitale, applicazioni brevetti, consulenze, progetti di ricerca, diritti d’autore, sviluppo e condivisione conoscenze, diritti di utilizzo di opere dell’ingegno, concessioni, licenze, marchi, formazione), per opere murarie e impiantistiche necessarie per l'installazione e il collegamento dei macchinari e dei nuovi impianti produttivi acquisiti.

Misura del contributo
Il contributo massimo accordabile alla singola impresa è di € 15.000,00. I progetti candidati dovranno presentare un importo minimo delle spese sostenute di € 2.000,00.
I contributi sono erogati in regime “de minimis”.

Termini e modalità di presentazione
Le domande di contributo devono pervenire esclusivamente via PEC all’Unione della Romagna Faentina all’indirizzo: pec@cert.romagnafaentina.it  entro il 30 settembre 2021.

Per ulteriori informazioni
Contattare uno dei seguenti servizi:
·       Servizio Promozione Economica e Turismo - turismo@romagnafaentina.it  - tel 0546 691293 / 0546 691230
·       Sportello delle Attività Produttive dell’Unione della Romagna Faentina - andrea.ossani@romagnafaentina.it   - tel 0546 691263.

mercoledì 28 aprile 2021

Il PD di Casola Valsenio, in piazza Oriani il 1°MAGGIO, Festa del Lavoro


 

Approvato in Senato il PNRR: solidarietà e responsabilità, le due parole chiave

Il Piano sarà trasmesso alla Commissione europea entro il 30 aprile
 
“Solidarietà e responsabilità sono le due parole chiave del Recovery fund.
I progetti del Piano nei prossimi sei anni cambieranno il volto dell’Italia e le riforme, come ha sottolineato il presidente Draghi, sono una componente decisiva.
Faremo le riforme se dimostreremo con i fatti che le dobbiamo fare non perché ce lo chiede l’Europa, ma perché conviene all’Italia e agli italiani. È per questo che serve un nuovo patto sociale. Una assunzione di responsabilità politica che vincoli tutti di fronte al Paese”.

Così Antonio Misiani, responsabile economico del PD, nel suo intervento in aula a Palazzo Madama sulle comunicazioni del presidente Draghi sul Pnrr.

Con 224 voti a favore l’aula del Senato ha approvato ieri sera il Piano di ripresa e resilienza presentato a Palazzo Madama dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. La risoluzione di maggioranza ha ottenuto: 224 voti a favore, 16 astenuti e 21 contrari. In mattinata l’ok della Camera. Il Piano sarà trasmesso alla Commissione europea entro il 30 aprile.

Rendere il Next Generation EU uno strumento permanente

“Quanto accadrà in Italia da oggi al 2026, se saremo o meno in grado di utilizzare al meglio questa straordinaria opportunità, sarà decisivo: per consolidare la svolta politica che si è prodotta in Europa, per archiviare definitivamente la stagione dell’austerità, per rendere Next Generation EU uno strumento permanente”.

Destinazione dei fondi

“Dietro i 50 miliardi per la digitalizzazione, i 70 miliardi per la rivoluzione verde e la transizione ecologica, i 31 miliardi per le infrastrutture, i 32 miliardi per la scuola e la ricerca, i 22 miliardi destinati al lavoro e al sociale, i 19 miliardi per rafforzare i servizi territoriali e investire in tecnologia e digitalizzazione è visibile una nuova visione dell’economia, un’economia sostenibile sul versante sociale e ambientale, in cui il capitalismo è nuovamente temperato da princìpi etici e pubblico e privato tornano a integrarsi”.

Riforme

“Il programma di riforme è molto ambizioso, il cronoprogramma estremamente sfidante.

Pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione, concorrenza, fisco. Su queste tematiche i punti di partenza tra le forze che sostengono il governo sono spesso lontani, in qualche caso contrapposti.

Realizzeremo le riforme se avremo la capacità politica di superare barriere e pregiudizi ideologici e costruire punti di incontro tra forze e interessi molto diversi.

Faremo le riforme se dimostreremo con i fatti che le dobbiamo fare non perché ce lo chiede l’Europa, ma perché conviene all’Italia e agli italiani”.

Necessario un nuovo patto sociale

“E’ per questo che serve un nuovo patto sociale: un patto per la ricostruzione tra le forze politiche, il governo, le parti sociali. Una assunzione di responsabilità politica che vincoli tutti di fronte al Paese“.

Il lavoro al centro del Patto

“Il lavoro deve essere al centro del Patto per la ricostruzione. Quasi un milione di persone hanno già perso lavoro. Sono in gran parte precari, autonomi, giovani e donne. Altri lo perderanno nei prossimi mesi, quando inevitabilmente finirà il blocco dei licenziamenti.

E’ necessario dare priorità ai progetti che creano più lavoro, a partire da quello per i giovani e le donne, attuando le condizionalità che come PD abbiamo chiesto e ottenuto di inserire nel Piano. Riformare gli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro. Aiutare le imprese che sceglieranno di non licenziare, incentivare chi assumerà e chi avvierà una nuova impresa. E mettere in campo politiche industriali, con un ruolo nuovamente attivo di uno Stato”.

Proposta PD: istituire una Commissione parlamentare bicamerale sull’attuazione del Piano

“Il governo ha sciolto molti nodi della governance. E’ necessario però fare una riflessione più ampia. Il Parlamento, gli enti territoriali, le parti sociali, devono essere pienamente coinvolte anche nella fase di attuazione. Per questo come Partito Democratico abbiamo rilanciato la proposta di istituire una Commissione parlamentare bicamerale sull’attuazione del Piano”. Così il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, nel suo intervento in aula a Palazzo Madama sulle comunicazioni del presidente Draghi sul PNRR”.

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Dichiarazioni dei senatori PD: Nel Piano del Recovery c’è l’occasione per dare un nuovo futuro al Paese

 


lunedì 27 luglio 2020

Novità per fisco, lavoro, imprese ed enti locali. Governo al lavoro sul decreto di agosto

Novità per fisco, lavoro, imprese ed enti locali. Con il decreto di agosto, a cui sta lavorando il Governo grazie ad un nuovo scostamento di bilancio che assorbirà circa 13 dei 25 miliardi di nuovo deficit, sono al vaglio diverse misure per far ripartire l’economia e dare sostegno ai settori più in difficoltà.

Un provvedimento su cui il Governo sta lavorando da qualche settimana e che presumibilmente verrà approvato entro la metà di agosto, a sostegno del sistema produttivo e del reddito dei cittadini, per supportare la ripresa e intervenire dove necessario per preservare l’occupazione.

Ma come verranno distribuiti i fondi? Circa 4 miliardi saranno utilizzati per la rateizzazione pluriennale dei pagamenti fiscali e contributivi per ora rinviati al 16 settembre. Altri 6-7 miliardi per la proroga, con criteri selettivi, della cassa integrazione fino alla fine dell’anno. Circa 1,5 miliardi per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, 1,3 mld per la scuola, circa 5 miliardi per Regioni, Comuni e Province, 1-2 miliardi per sostegni ai settori dell’auto e del turismo.

Recovery Fund, ecco cosa prevede l’accordo

Appena raggiunto l’accordo per il Recovery Fund firmato in Europa gli sciacalli si sono subito messi all’opera.
Primo fra tutti Matteo Salvini che ha commentato: “In fondo al tunnel è in arrivo una fregatura grossa come una casa”. Una voce stonata che si allinea a quelle degli altri sovranisti europei, come Le Pen, colpiti nell’orgoglio per un risultato che non si aspettavano.
Anche Giorgia Meloni ha dovuto ammettere che Conte se l’è cavata bene anche se “poteva andare meglio” (forse con le ricette sovraniste?).
In realtà in tutta Europa la soddisfazione è davvero grande perché l’accordo si muove in un’unica direzione, quella della ripresa comune. E non era davvero una conclusione scontata, visto le distanze di posizioni iniziali. 
Un risultato che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito ”storico”, aggiungendo che ”questa volta l’Europa non può essere accusata di aver fatto troppo poco e troppo tardi”.

Cosa prevede l’accordo? 
L’accordo è stato raggiunto sulla cifra record di 750 miliardi di euro, suddivisi tra prestiti e sovvenzioni: i primi sono 360 miliardi di euro mentre i contributi a fondo perduto sono 390 miliardi. I soldi arriveranno probabilmente nel secondo trimestre del 2021 ma potranno essere utilizzati anche retroattivamente, dunque per coprire le spese sostenute da febbraio 2020 in poi.
Il prossimo autunno, quindi, ogni Paese presenterà un proprio piano nazionale di riforme che verrà sottoposto al ‘giudizio’ del Consiglio Ue che, con una votazione a maggioranza qualificata, deciderà se dare il via libera al piano, in base alle proposte presentate dalla Commissione.
Sarà invece il Comitato economico e finanziario (Cef), i supertecnici dei ministri delle Finanze dei Paesi, a valutare il rispetto delle tabelle di marcia e degli obiettivi fissati per l’attuazione dei piani nazionali.
Se in questa sede, “in via eccezionale”, qualche Paese riterrà che ci siano problemi, potrà chiedere che la questione finisca sul tavolo del Consiglio Europeo.

Cosa si prevede per l’Italia 
In virtù di quanto previsto dall'accordo, l’Italia porterà a casa 208,8 miliardi di euro (una cifra superiore rispetto ai 172,7 del piano originale della Commissione) così suddivisi: prestiti: €127,4 miliardi (rispetto ai 90,9 proposti dalla Commissione UE), trasferimenti: €81,4 miliardi (poco meno rispetto ai 90 iniziali). 
Le risorse sono tante e c’è bisogno di utilizzarle al meglio, per questo bisogna correre per non sprecare nessuna opportunità.
Il presidente del Consiglio Conte in conferenza stampa ha ribadito che è arrivato il momento di presentare al più presto un programma di spesa e riforme: “Sicuramente abbiamo già predisposto un piano di rilancio, condiviso con i ministri le forze di maggioranza e presentato al Paese. Adesso abbiamo la necessità di metterci al lavoro da subito per individuare i progetti da presentare per chiedere e ottenere i finanziamenti europei”.
E per questo ribadisce l’imminente costituzione di una task force operativa: “Abbiamo già elaborato dei progetti e condiviso con le varie componenti della società, rimane un ultimo confronto con le opposizioni. La costituzione di una task force operativa, al di là di uno staff che ha già lavorato al piano di rilancio, sarà una delle priorità che andremo a definire in questi giorni, perché dovrà partire al più presto”.

martedì 21 luglio 2020

CAVA DI MONTE TONDO: AVVIATO UN PERCORSO TRASPARENTE PER DEFINIRE UNO STRUMENTO DI PIANIFICAZIONE CONDIVISO.

Diffusa la nota congiunta di Provincia di Ravenna e Comuni di Casola Valsenio e Riolo Terme sulla variante generale del Piano Infraregionale delle Attività Estrattive e la cava di Monte Tondo. 

"L'obiettivo - ha dichiarato il Sindaco Giorgio Sagrini - è contemperare le istanze di tutela ambientale e paesaggistica e le esigenze produttive ...a salvaguardia dei posti di lavoro e del futuro economico dei nostri territori".

Il testo della nota congiunta:

mercoledì 1 maggio 2019

Il 1° Maggio, con il PD in piazza Oriani

Per una nuova Europa, più giusta, democratica, del lavoro. In piazza Oriani, ore 9.30/12.00, per festeggiare il 1° Maggio.

Con i garofani rossi, la musica di Luca Geminiani e un aperitivo da gustare insieme.

mercoledì 11 luglio 2018

Vetriceramici raddoppia. Nel Consiglio dell’Unione l’approvazione della convenzione per la costruzione del nuovo stabilimento

Casola Valsenio – Con l’approvazione della convenzione, prevista all’ordine del giorno nel Consiglio dell’Unione della Romagna Faentina di mercoledì 11 luglio, si rilascerà di fatto il permesso di costruire all’azienda Vetriceramici-Ferro SPA per il sostanziale raddoppio dello “Stabilimento B” sito all’ingresso della zona industriale di Casola Valsenio.

Il PD rilancia sul salario minimo legale

Maurizio Martina, Graziano Delrio e Chiara Gribaudo presentano il disegno di legge per l’istituzione del salario minimo legale

Qualsiasi lavoratore dovrebbe percepire almeno 9 euro netti all’ora, ovvero una retribuzione sufficiente per assicurare una vita dignitosa, come dice l’articolo 36 della costituzione. È questa la proposta del Partito democratico presentata oggi attraverso un ddl che intende istituire un salario minimo legale anche in Italia.
Si tratta del terzo pilastro di un’agenda di maggiore giustizia sociale targata PD, che si affianca alla proposta per l’estensione del reddito di inclusione e a quella per garantire un sostegno alle famiglie con figli, entrambe presentate nelle scorse settimane.
Maurizio Martina, Graziano Delrio e Chiara Gribaudo hanno illustrato la proposta alla Camera, spiegando che si tratta di una “sfida” al governo e alla maggioranza.

venerdì 6 luglio 2018

I tre titoli vuoti del cosiddetto “decreto dignità” e le proposte del PD

Tutti gli errori contenuti nella misura approvata dal governo gialloverde – Il commento dell’on. Luigi Marattin, già Consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei Governi Renzi e Gentiloni.

Leggi la notizia sul sito PD Romagna Faentina

giovedì 5 luglio 2018

Decreto dignità, la montagna partorì un topolino

Il commento dell’economista Tommaso Nannicini – Misure lontane dai problemi reali del lavoro. Tira fuori norme accantonate da tempo, meglio definirlo “decreto svuota cassetti”

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Aumenta l’occupazione. Grazie ai Governi sostenuti dal PD

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