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mercoledì 11 luglio 2018

Che fine ha fatto il decreto dignità? Era talmente urgente che se ne sono perse le tracce

Annunciato trionfalmente da Di Maio, del testo si sono perse le tracce. Secondo Huffington Post è ancora sulla scrivania del ministro





domenica 20 maggio 2018

Italia giallo-verde ...i conti non tornano


Sebbene dal cosiddetto "contratto" - nella sua versione definitiva (?!) - siano sparite alcune idee fortemente antieuropeiste e sovraniste, la pressione su Piazza affari continua in maniera energica

Malgrado gli annacquamenti del mitico “contratto”, la sola idea di un esecutivo giallo-verde continua a impensierire i mercati. E in sovrappiù ci si mette anche la mente economica della Lega, Claudio Borghi, con le sue parole a casaccio, a far precipitare il titolo Mps.
Nella bufera finanziaria di oggi vengono colpiti soprattutto i titoli bancari, su cui pesa soprattutto l’aumento dello spread – cartina di tornasole della tensione sui mercati – salito oltre quota 160 punti.
Evidentemente la versione definitiva del "contratto di governo" fornita  da Lega e M5s non riesce a mitigare le preoccupazioni degli investitori. Sebbene siano sparite alcune idee fortemente antieuropeiste e sovraniste – in particolare i due punti maggiormente discussi come l’ipotesi di uscita dall’euro e la cancellazione di 250 miliardi di debito pubblico – continua in maniera energica la pressione su Piazza affari.
Il punto è che ormai quelle idee schiettamente anti-euro sono entrate a far parte del dna di M5S e Lega, lasciando così il dubbio a qualsiasi osservatore (e investitore) che in qualsiasi momento possano ricomparire.
Ma i principali timori degli operatori finanziari riguardano soprattutto le ingenti spese previste nel "contratto di governo", che potrebbero davvero mettere a rischio i conti pubblici. I conti non tornano.
Secondo la quantificazione realizzata dall’Osservatorio sui conti pubblici italiani, rilanciata su Twitter dal direttore Carlo Cottarelli, le misure contenute nel contratto hanno costi compresi tra 108,7 e 125,7 miliardi, mentre le coperture indicate arrivano appena a 550 milioni di euro. Numeri da far rabbrividire qualsiasi stato membro dell’Ue.

lunedì 7 maggio 2018

M5s-destra, sfida a Mattarella

M5s e Lega chiedono il voto anticipato. Le uniche date possibili sono a luglio, ma un voto in piena estate ostacolerebbe la partecipazione. Il PD: “Chi chiede il voto in estate non ha a cuore la democrazia”

Nel giro di pochi minuti sono arrivate le prime reazioni alla proposta del capo dello Stato di varare un esecutivo neutrale che possa governare pienamente, dunque senza i limiti di un governo dimissionario, fino al massimo a dicembre per poi lasciare il campo libero a nuove elezioni. Nelle intenzioni di Sergio Mattarella laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza parlamentare, questo governo di servizio si dimetterebbe per dar vita a un governo politico. Se l’intesa non dovesse arrivare allora il governo neutrale concluderebbe la sua attività a fine dicembre, dopo la manovra economica, per poi tornare al voto. L’alternativa è indire immediatamente le elezioni: per votare a giugno, come chiesto dal M5s, non ci sarebbero i tempi tecnici, mentre sarebbe possibile a luglio ma, fa notare il capo dello Stato “fin’ora è stato evitato perché per gli italiani è difficile esercitare il voto”, per questo  “si potrebbe fissare in autunno”.

venerdì 30 marzo 2018

Al di là dell’atto di forza compiuto dalla maggioranza, in spregio alla storia del Parlamento repubblicano, l’esclusione del PD rappresenta una prima violazione degli impegni assunti da Roberto Fico


Quanto accaduto nelle ultime ore in Parlamento rappresenta un indizio, pesante e preoccupante, sul modo in cui la nuova maggioranza tra Destra e Cinque Stelle si appresta a gestire le nostre istituzioni democratiche.
L’esclusione del PD (secondo partito politico del paese e principale forza di opposizione) dai collegi dei Questori sia della Camera che del Senato costituisce un fatto senza precedenti nella lunga storia della nostra Repubblica e prepara il terreno ad un utilizzo partigiano e svincolato da qualsiasi controllo delle due Camere.
I Questori non svolgono infatti una funzione meramente contabile, ma rappresentano il principale organismo di garanzia e controllo sul funzionamento quotidiano delle due Camere e sulla gestione delle loro risorse materiali. Per questo, ben oltre i numeri dei gruppi parlamentari, è sempre stato compito della maggioranza assicurare alla minoranza una presenza tra i Questori: allo scopo di tutelare la trasparenza della casa comune della democrazia italiana, così come in qualunque condominio si tutela anche la voce e l’accesso ai conti di tutti gli inquilini (compresi coloro che occupano gli appartamenti meno spaziosi).
Al di là dell’atto di forza compiuto dalla maggioranza, in spregio alla storia del Parlamento repubblicano, l’esclusione del PD rappresenta una prima violazione degli impegni assunti da Roberto Fico dal suo nuovo scranno di Presidente della Camera, laddove nel discorso di insediamento di sabato scorso aveva fatto esplicito riferimento alla necessità di “garantire il rispetto di tutte le componenti, sia di maggioranza sia di opposizione”.

lunedì 12 marzo 2018

Olimpiadi a Torino, si spacca il M5s. Chiamparino: “Inaffidabili”

Chiara Appendino
Quattro consiglieri grillini disertano l’aula del Consiglio comunale di Torino lasciando Appendino senza maggioranza

La clamorosa giravolta di Beppe Grillo sulle Olimpiadi – con il sì a Torino – spacca il M5s, dove evidentemente ancora è viva l’opposizione di Virginia Raggi alle Olimpiadi a Roma.
Ovviamente il dissenso è proprio a Torino. Con il risultato che è venuta a mancare la maggioranza alla sindaca Chiara Appendino in Consiglio comunale.
La sindaca però insiste sulla linea del Gran capo genovese: “A Torino, a differenza di Roma, le strutture ci sono già”. Una posizione che non convince alcuni alcuni consiglieri comunali del capoluogo piemontese, oggi assenti dall’aula: Daniela Albano, Damiano Carretto, Viviana Ferrero, Marina Pollicino.

sabato 16 dicembre 2017

L’avversione di Luigi Di Maio per la verità ...e per la matematica

Il candidato grillino dice di voler tagliare le pensioni d’oro e così risparmiare dodici miliardi, ma i conti non tornano

Ecco ci risiamo, Luigi Di Maio continua a spararle grosse. Questa volta sono le cosiddette pensioni d’oro a finire nel mirino del candidato grillino. A Radio anch’io il Vice presidente della Camera si esibisce nell’ennesima gaffe/bugia.
“Abolire le pensioni d’oro che ci costano 12 miliardi“, una cifra così assurda difficile da credere anche per il militante pentastellato più convinto. Di Maio, quando il giornalista esprime le sue perplessità, risponde pure in modo stizzito: “Veda bene sono 12 miliardi”.

martedì 28 novembre 2017

In questi giorni due articoli di grandi testate internazionali hanno posto il tema dell'inquinamento della campagna elettorale in Italia

In questi giorni due articoli di grandi testate internazionali hanno posto il tema dell'inquinamento della campagna elettorale in Italia. Davanti alle prove del New York Times,
il blog di Beppe Grillo ha reagito con il consueto stile gridando al complotto, ovviamente complotto "degli amici di Renzi". Stanno messi male, non c'è dubbio.
Noi non gridiamo al lupo. O alla potenza straniera. Non evochiamo la Russia o Trump. Non proponiamo leggi nuove da approvare in fine legislatura. Non evochiamo nemici immaginari
Diciamo semplicemente a chi vive di bufale e propaganda sul web che ci siamo stancati di essere presi in giro. Il problema non è il viaggio in Lamborghini o la foto ritoccata: è l'idea che il web possa diventare territorio di conquista per i falsari. Questo è inaccettabile. E non lo permetteremo. Perché il web è il luogo dove passano molto tempo i nostri figli e questa battaglia è per loro, non solo per la prossima campagna elettorale. Del resto abbiamo già visto i danni che si possono fare sui vaccini o - notizia di ieri - sull'anoressia.

mercoledì 15 novembre 2017

Chi è Fabrizio La Gaipa, il candidato M5S arrestato per estorsione

La Gaipa, dopo la batosta subita alle regionali, arrivando primo dei non eletti, si stava già preparando alla candidatura delle elezioni politiche

“Sono un imprenditore turistico di seconda generazione, con un passato da giornalista e scrittore”. Ecco come si presentava Fabrizio La Gaipa, l’imprenditore agrigentino di 42 anni arrestato per estorsione, sulla piattaforma Rousseau del M5S.
La Gaipa era candidato alle regionali nella provincia di Agrigento dove ha fatto un comizio alla presenza di Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Giancarlo Cancelleri. La Gaipa, grazie al suo lavoro, è molto conosciuto ad Agrigento, dove ha ricoperto anche la carica di Presidente del consorzio turistico ‘Valle dei Templi’, incarico che ha abbandonato dopo l’annuncio della sua candidatura alle regionali per il M5S.

martedì 31 ottobre 2017

Ti bruciamo vivo. La minaccia del candidato M5S al capogruppo PD Rosato

Con gli insulti a Rosato, la violenza insita nel codice genetico grillino è riemersa in tutto il suo squallore

Ci risiamo. La violenza insita nel codice genetico grillino è riemersa in tutto il suo squallore. Il protagonista non è uno dei tanti odiatori vicini al Movimento che infestano la rete, i social network, le piazze virtuali. E’ un signore di nome Angelo Parisi, che il candidato alla presidenza della Sicilia Giancarlo Cancelleri vorrebbe in squadra per governare una delle regioni più grandi e importanti d’Italia. La chiusura del suo profilo Twitter non ha, purtroppo, cancellato dalla banca dati collettiva la rassegna di cinguettii intrisi di violenza, che fanno di lui il prototipo ideale del grillino comune.
Tra le tante, deliranti, prese di posizione – in particolare contro i giornalisti – spicca un indegno messaggio indirizzato ad Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera. Ci fa ribrezzo pure riscriverlo, ma lo facciamo per dovere di cronaca: “Rosato facciamo un patto. Se questa legge sarà cassata dalla Consulta noi ti bruciamo vivo”. Parole raccapriccianti, specie se pronunciate da un personaggio che potrebbe, a breve, occuparsi in maniera diretta della cosa pubblica, pagato con i soldi dei cittadini siciliani.
Il commento di Ettore Rosato alle minacce ricevute

martedì 12 settembre 2017

Roma allagata: Dibba, Raggi & co. cosa twitteranno?

Silenzio degli esponenti grillini sulla situazione allagamenti a Roma, in passato però non è stato sempre così 

Chi di social ferisce di social perisce. I Pentastellati da sempre sono molto attivi sui social, e qualunque occasione è buona per creare polemica. A Roma, come è sucesso nei giorni scorsi, in passato è capitato di subire allagamenti dopo piogge più o meno abbondanti.
Questi accadimenti, frutto della mancata pulizia dei tombini, sono sempre stati sottolineati da post o tweet degli esponenti del M5S subito pronti ad accusare gli avversari politici di qualsiasi misfatto.
Ecco in queste ore la storia si è ripetuta, al primo temporale Roma è stata invasa dall’acqua. Una consuetudine ormai per i romani, che per anni hanno letto i tweet indignati di Raggi e Di Battista, che oggi però si chiudono in un assoluto mutismo.

 


sabato 20 maggio 2017

Con il voto favorevole del PD è stato istituito il REI (Reddito di inclusione). E’ uno strumento di contrasto della povertà …al quale i M5S hanno votato contro. Loro sono per il “Reddito di cittadinanza”, una cosa confusa e insostenibile che non esiste in nessuna parte del mondo.

Il 9 marzo scorso il Parlamento - con il voto favorevole del PD e il voto contrario del M5S - ha approvato il “ddl povertà” che istituisce una misura universale di contrasto alla povertà, per favorire l’inclusione sociale e contrastare l’emarginazione, denominata Reddito di inclusione (REI): si tratta di una misura di reddito minimo assegnata ai nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta, ovvero quelle famiglie che non sono in grado di acquistare quel minimo di beni necessari a condurre una vita dignitosa.
La misura REI si compone di un trasferimento economico subordinato all’accettazione da parte dei destinatari di un progetto personalizzato che deve prevedere alcuni obblighi (ricerca impiego, formazione, frequenza scolastica per i minori).

giovedì 13 aprile 2017

Il pressaposchismo e la malafede dell'on Luigi di Maio (M5S) non hanno limiti

I conti di Di Maio e del procuratore Ardita

(Luca Sofri - http://www.wittgenstein.it)


Stamattina alcuni quotidiani mostrano un post di Facebook del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del M5S, che leggo abbia offeso la comunità dei romeni in Italia. Di solito non faccio attenzione ai post dei politici grillini, perché sono un baccano di fanfaronate, balle e aggressioni da asilo in cui è difficile estrarre qualcosa di rilevante, nella categoria delle dichiarazioni di Razzi o Salvini. Quello di Di Maio però aveva dei numeri, dei dati.

Non è il numero, che suona indubbiamente alto alla lettura impreparata di noi tutti, a impressionarmi per primo: ma il tipo di dato. Come accidenti si misura la “percentuale di criminali importata”? Intanto, cosa definisce un “criminale” come figura scientifica? (Uno che nella vita ha commesso un crimine? Un condannato per qualcosa?) E poi come si contano i “criminali importati”? Con tanta precisione da arrivare a sapere quanti siano “il 40%”?

venerdì 10 marzo 2017

Miracoli a 5Stelle: bastano 20 voti per diventare il candidato sindaco a Monza

Doride Falduto è la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle a Monza. È stata scelta nei giorni scorsi dopo le primarie online che hanno visto partecipare ben 66 votanti, un grande successo di democrazia diretta.
La Falduto ha vinto con 20 voti, davanti a Danilo Giovanni Sindoni (17), Gino Lammendola (8), Cruciano Nasca (8), Aurelio Camporeale (6), Paolo Piazza (6) e Michele De Carlo (1).
L’operazione è stata gestita direttamente dallo staff di Beppe Grillo che ha deciso solo un paio di settimane fa che l’individuazione dell’aspirante primo cittadino sarebbe avvenuta per via telematica e non durante le serate già programmate dai militanti locali. E loro senza fiatare si sono adeguati.
Falduto ha 37 anni ed è un praticante avvocato in uno studio di Milano. Il suo curriculum racconta di una esperienza anche come archivista alla biblioteca di Milano-Bicocca e un’altra come consulente di Poste Italiane. Amante degli sport, pratica sub e pilates e le piace anche ballare il tango.

Sfiderà il sindaco uscente Roberto Scanagatti (centrosinistra), Dario Allevi (centrodestra), Pier Franco Maffé (lista civica), Paolo Piffer (CivicaMente), Manuela Ponti (Popolo della Famiglia).

mercoledì 8 marzo 2017

Eurofurbetti, Lara Comi ha assunto la madre, e due grilline…

Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia
Nello scoop di Repubblica sugli “eurofurbetti” che hanno in vario modo eluso le regole di Bruxelles spuntano anche nomi di europarlamentari italiani.
Quello più noto, soprattutto per le innumerevoli apparizioni televisive, è quello di Lara Comi, Forza Italia. Secondo Repubblica, la Comi dal 2009 al 2010 avrebbe assunto la madre come assistente locale (le regole europee vietano che si assumano parenti): “Per non incappare in guai più seri – scrive il quotidiano diretto da Calabresi – Comi a fine 2015 ha accettato di restituire l’importo alle casse di Strasburgo”. Si tratta di 126mila euro.
Compaiono anche due europarlamentari del M5S, Daniela Aiuto e Laura Agea.
La Aiuto chiese il rimborso per “studi” che però sono risultati copiati da Wikipedia. Mentre la Agea avrebbe avuto un assistente che però svolge l’attività di imprenditore: come faceva a conciliare le due cose?

domenica 5 marzo 2017

Un’inchiesta che fa acqua da tutte le parti

Carmine Fotia (l'Unità, 5 marzo 2017)

Perché la sinistra deve fermare questa barbarie illiberale

Il mestiere dello Sciacallo è ben descritto in un film americano del 2014 (Lo Sciacallo-Nightcrawler) in cui il protagonista è un piccolo ladruncolo che un giorno ha un’illuminazione: si procura una videocamera e comincia a filmare le scene più cruente di incidenti e sparatorie per venderle ai network televisivi i quali ovviamente sono ben felici di poter mandare in onda materiale che fa salire l’audience.

Lo Sciacallo non si ferma davanti a nulla, fino a mandare a morte il suo più stretto collaboratore pur di rubare l’immagine del suo assassinio. Non ha alcuna etica se non quella del proprio interesse.

Di questi tempi, attorno al caso Consip, si aggirano branchi di Sciacalli, e sia chiaro che non mi riferisco assolutamente a Gianni Cuperlo il quale ha espresso un’opinione circa il ministro Lotti che è più o meno condivisibile (non la condivide per esempio Andrea Orlando che è il suo candidato alla segreteria) ma espressa, come sempre del resto, con lo stile misurato di un dirigente politico onesto e leale.

Sarebbe bene se pure l’altro concorrente, Michele Emiliano, coinvolto nell’inchiesta come testimone in quanto destinatario di un sms di Lotti che lo invitava a incontrare uno degli attuali indagati, chiarisse bene la sua posizione: c’era qualcosa di illecito in quel messaggio? E se sì perchè non lo ha denunciato subito? Se invece era del tutto legittimo, si impegni solennemente a togliere di mezzo le vicende giudiziarie dalle primarie del PD.

Mi riferisco a quanti, saltando su un’inchiesta dai molti risvolti quanto meno confusi, alimentano un clima mefitico e un assalto giustizialista con un obiettivo politico preciso: abbattere Matteo Renzi. Ma in gioco non è solo la leadership di Renzi, che se la dovrà riconquistare convincendo gli elettori delle primarie che lui sia ancora la scelta migliore. In gioco non è solo il futuro del PD ma, come ha sottolineato Emanuele Macaluso, la sottomissione della democrazia italiana alla deriva giustizialista.

Renzi scrive a Grillo: “Sciacallo, non ti fermi davanti a nulla”

L’ex premier risponde alle pesanti accuse rivoltegli dal leader del M5s a proposito dell’indagine a carico del papà Tiziano

“Tu, caro Grillo, oggi hai fatto una cosa squallida: hai detto che io rottamo mio padre. Sei entrato nella dinamica più profonda e più intima – la dimensione umana tra padre e figlio – senza alcun rispetto. In modo violento”. Così Matteo Renzi sul suo blog. “In una trasmissione televisiva ieri ho spiegato la mia posizione, senza reticenze – prosegue Renzi -. Da uomo delle istituzioni ho detto che sto dalla parte dei giudici. Ho detto provocatoriamente che se mio padre fosse colpevole meriterebbe – proprio perché mio padre – il doppio della pena di un cittadino normale. E ho detto che spero si vada rapidamente a sentenza perché le sentenze le scrivono i giudici, non i blog e nemmeno i giornali. Per decidere chi è colpevole e chi no, fa fede solo il codice penale, codice che pure tu dovresti conoscere, caro Beppe Grillo”.

“Dire queste cose costa fatica quando è indagato tuo padre – sottolinea -. Ma è l’unico modo per rispettare le Istituzioni. Perché quando hai giurato sulla Costituzione, quando ti sei inchinato alla bandiera, quando hai cantato l’inno nazionale davanti a capi di stato stranieri rimani uomo delle Istituzioni anche se ti sei dimesso da tutto. Anziché apprezzare la serietà istituzionale tu hai cercato di violare persino la dimensione umana della famiglia. Non ti sei fermato davanti a nulla, strumentalizzando tutto”.

Qui il post integrale che Matteo Renzi ha pubblicato sul suo blog

martedì 28 febbraio 2017

Tutta la verità sui vitalizi. E sullo scontro M5S-PD

Facciamo un po’ di chiarezza su un tema spinoso con cui spesso il populismo gioca: i vitalizi

Il Movimento 5 Stelle torna alle origini e rispolvera i vecchi cavalli di battaglia per trovare la giusta spinta e conquistare le prossime politiche. Per questo sulla scia dell'approccio purista degli albori tutto “onestà” e “apriscatole” va all’attacco di Renzi per chiedere di far approvare la propria proposta di legge per l’abolizione del vitalizio dei parlamentari.
I Cinque Stelle infatti temono che deputati e senatori vogliano tirare a campare fino a settembre per poter incassare il vitalizio. Addirittura Alessandro Di Battista ha chiesto ai suoi di condividere la richiesta sulla pagina di Matteo Renzi.
Ma facciamo chiarezza. Il vitalizio inteso come rendita parzialmente alimentata da un prelievo sull’indennità del periodo di esercizio della carica che veniva erogata sotto una certa soglia di età è stato abolito nella riforma del 2012, che ha introdotto il metodo di calcolo contributivo.

martedì 3 gennaio 2017

Evidentemente glielo avevano tenuto nascosto! ;-) Grillo ha scoperto che l'avviso di garanzia non è una condanna

Sul Blog di Beppe Grillo (...chè la proprietà è sua e non del movimento) viene pubblicato il Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie

All’inizio della loro esperienza amministrativa, il Movimento Cinque Stelle chiedeva le dimissioni per chiunque fosse coinvolto – anche solo sfiorato – in un’ipotesi di reato. E lo faceva al grido di "onestà! onestà!" tutte le volte che vedeva un politico iscritto nel registro degli indagati. Con una verve quasi godereccia. Ma erano altri tempi.

Oggi infatti il mondo dei Cinque Stelle scopre la presunzione d’innocenza e nel testo del nuovo codice di comportamento in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie – pubblicato sul Blog di Beppe Grillo – mette nero su bianco il mutamento tutto grillino del rapporto tra politica e giustizia: “la ricezione di un avviso di garanzia – si legge nel codice – non comporterà alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti”.

giovedì 8 settembre 2016

Pur con tutti i limiti e i difetti, il PD è un’altra cosa. E’ diverso ed è migliore!

di Giorgio Sagrini

Ho fatto il sindaco per 10 anni, sono impegnato in politica da sempre. Sono stato sindacalista e dirigente politico e considero un onore averlo potuto fare, condividendo problemi, esperienze, delusioni, soddisfazioni con tanti compagni e amici, accomunati dalle stesse idee. Mi sono sempre considerato di sinistra, sono stato iscritto al PCI, al PDS/DS e, oggi al PD. Non ho mai ricevuto avvisi di garanzia, né condanne. Ho sempre cercato di operare con onestà e correttezza, con trasparenza, nel rispetto della legge (esattamente come altri miei compagni, che invece hanno subito processi – prima quelli mediatici poi quelli nelle aule giudiziarie – e sono stati assolti).
Ho sempre cercato di agire – anche se non sempre ci sono riuscito - in coerenza con i valori e i principi della sinistra, con l’idea di società a cui tendere (…che, nella mia formazione, si chiamava e si chiama socialismo) e per realizzare i programmi con i quali ci si presentava alle elezioni per candidarsi a governare il Comune. Perché, per noi, l’onesta, la correttezza, la trasparenza, non sono il programma, sono la premessa, il requisito necessario, per assolvere con responsabilità e con capacità il proprio incarico politico e amministrativo.

lunedì 29 agosto 2016

Il Fatto si rivela per quel che è: un fogliaccio della destra forcaiola

"Il Fattone", di Fabrizio Rondolino (l'Unità, 29 sgosto 2016)

Errani, un violento attacco del Fatto alla magistratura che nemmeno Berlusconi.
Per il giornale di Travaglio conta il fascicolo, non la sentenza.


“Vasco Errani commissario alla ricostruzione – titola oggi il Fatto in prima pagina –. E’ stato assolto, ma è proprio il caso di nominare un ex governatore che finanziò la coop di suo fratello?”. Bella domanda.
Nel 2012 la Procura di Bologna accusa Errani, allora governatore dell’Emilia Romagna, di aver fornito informazioni fuorvianti al magistrato che indaga sui contributi concessi dalla Regione alla cooperativa “Terremerse”, presieduta in passato dal fratello Giovanni, anch’egli indagato.
L’8 novembre il Gup di Bologna assolve Errani e tutti gli altri imputati perché “il fatto non sussiste”. La Procura presenta ricorso, l’8 luglio 2014 Errani è condannato ad un anno di reclusione dalla Corte d’Appello e immediatamente si dimette.
Il 17 giugno dell’anno successivo si apre il processo in Cassazione. E’ lo stesso Procuratore generale a chiedere l’assoluzione dell’ex governatore, accusando i giudici dell’appello di aver “interpretato tutta la vicenda attribuendo a Errani un dolo che non c’è stato, determinando così un cortocircuito logico motivazionale” in assenza di “elementi probatori efficaci”. Passa un altro anno, e il 21 giugno 2016 Errani viene assolto definitivamente dalla Corte d’Appello di Bologna perché “il fatto non costituisce reato”.