lunedì 26 gennaio 2026

Il 22 e 23 marzo al referendum costituzionale vota NO

 Questa riforma non riguarda i magistrati.

 Immagina un mondo in cui:

            la tua causa di lavoro contro una grande azienda viene decisa da un giudice che teme di scontentare il Governo;

            i tuoi diritti civili, come le decisioni sul fine vita, dipendono da un magistrato non più protetto da interferenze politiche.

Solo un giudice del lavoro indipendente può condannare una grande partecipata statale per un grave infortunio.

Solo un giudice civile autonomo può tutelare davvero i diritti e le garanzie dei cittadini.

______________________________________

 Il vero obiettivo della riforma

 

 

 

Indebolire l’autonomia della magistratura per porla sotto il controllo del Governo, alterando l’equilibrio tra i poteri disegnato dalla Costituzione.

 

I problemi reali che vengono ignorati

•            Lentezza dei processi

•            Sovraffollamento delle carceri

•            Carenza di personale

L’obiettivo nascosto

Colpire il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), garante dell’indipendenza di ogni singolo magistrato.

 

La posta in gioco

L’equilibrio tra i poteri dello Stato, essenziale in una democrazia.

 _______________________________________

Per vincere questo referendum e difendere la Costituzione, abbiamo bisogno del supporto e della forza di tutta la nostra comunità. Aiutaci a diffondere il messaggio!

Il vero obiettivo della riforma

Le tre bugie del Governo

 

«Serve la separazione delle carriere» — Falso

Le carriere sono già separate nei fatti.

La riforma Cartabia ha reso i passaggi di funzione un’eccezione rarissima: in media meno di 30 magistrati su oltre 9.000 hanno cambiato funzione ogni anno dopo la riforma.

Si sta cambiando la Costituzione per un fenomeno statisticamente irrilevante.

 

«La riforma rende la giustizia più efficiente» — Falso

Non accelera i processi.

Non stabilizza i 12.000 precari della giustizia.

Non riduce gli errori giudiziari.

 

Lo ammettono loro stessi.

 

«Questa riforma non influisce sull’efficienza della giustizia e non rende i processi più veloci»

— Carlo Nordio, 18 marzo 2025

 

«Il sorteggio eliminerà lo strapotere delle correnti nel CSM» — Falso

Il sorteggio mina competenza e autorevolezza.

Sostituire l’elezione con la casualità crea organi di autogoverno più deboli e più controllabili dalla politica.

Il sorteggio non esiste in nessuna parte del mondo per ruoli di alta garanzia democratica.

 

La democrazia si basa sulla scelta responsabile, non sul caso.

 

________________________________________

 

Qual è il vero obiettivo?

 

Controllare e indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura per controllare e indebolire ogni singolo magistrato.

 

Il CSM non è un “sindacato dei giudici”. È l’organo previsto dalla Costituzione per garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dal potere politico.

 

È lo stesso Governo ad ammetterlo:

 

La riforma serve a impedire «l’intollerabile invadenza della magistratura» — Giorgia Meloni

 

Serve a riequilibrare «i poteri tra politica e magistratura» — Alfredo Mantovano

 

«Oggi serve a noi, domani servirà a loro» — Carlo Nordio

 

Obiettivo finale: «Mettere i pubblici ministeri sotto l’esecutivo» — Andrea Delmastro delle Vedove

 

Non è un’ipotesi.

È un progetto politico esplicito: ridurre i controlli di legalità sull’azione del Governo.

Tradotto: chi vince le elezioni non deve essere giudicato.

 

________________________________________

 

Un progetto più ampio

•            Indebolire il potere giudiziario → Giustizia

•            Rafforzare l’Esecutivo e svuotare il Parlamento → Premierato

•            Frammentare lo Stato, rendendo il centro più forte → Autonomia

________________________________________

 

Le conseguenze concrete

•            Separazione: il PM diventa un corpo separato e autoreferenziale

•            Il “super poliziotto”: un PM potente, senza contrappesi interni

•            Controllo politico: la politica ottiene un controllo diretto sul potere giudiziario

👉 Risultato: un PM con poteri enormi e un giudice più debole.

 

________________________________________

 

Il metodo: nessun confronto

•            Il Parlamento è stato di fatto cancellato

•            Per la prima volta nella storia repubblicana, una riforma costituzionale di questa portata è stata approvata senza possibilità di modifica, nemmeno di una virgola

•            Il testo, scritto a Palazzo Chigi, è stato blindato e imposto senza confronto democratico

________________________________________

 

È un voto sui tuoi diritti

•            Vuoi giudici meno liberi di giudicare chi governa? NO

•            Vuoi che l’indipendenza del giudice sui tuoi diritti sia compromessa? NO

•            Vuoi indebolire la Costituzione, nata per difenderti dagli abusi di potere? NO

Questa riforma non risolve i problemi della giustizia.

Non riduce i tempi dei processi.

Tocca i tuoi diritti.

Ogni voto conta.

Il referendum non prevede quorum: vince chi prende un voto in più.

 👉 Informati. Parlane. Partecipa.

VOTA NO.

 

 

 

Indebolire l’autonomia della magistratura per porla sotto il controllo del Governo, alterando l’equilibrio tra i poteri disegnato dalla Costituzione.

 

I problemi reali che vengono ignorati

            Lentezza dei processi

            Sovraffollamento delle carceri

            Carenza di personale

L’obiettivo nascosto

Colpire il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), garante dell’indipendenza di ogni singolo magistrato.

 

La posta in gioco

L’equilibrio tra i poteri dello Stato, essenziale in una democrazia.

 

________________________________________

 

Per vincere questo referendum e difendere la Costituzione, abbiamo bisogno del supporto e della forza di tutta la nostra comunità. Aiutaci a diffondere il messaggio!

 

 

CONDIVIDI CON 5 TUOI AMICI

SU WHATSAPP

 

________________________________________

 

Le tre bugie del Governo

 

«Serve la separazione delle carriere» — Falso

Le carriere sono già separate nei fatti.

La riforma Cartabia ha reso i passaggi di funzione un’eccezione rarissima: in media meno di 30 magistrati su oltre 9.000 hanno cambiato funzione ogni anno dopo la riforma.

Si sta cambiando la Costituzione per un fenomeno statisticamente irrilevante.

 

«La riforma rende la giustizia più efficiente» — Falso

Non accelera i processi.

Non stabilizza i 12.000 precari della giustizia.

Non riduce gli errori giudiziari.

 

Lo ammettono loro stessi.

 

«Questa riforma non influisce sull’efficienza della giustizia e non rende i processi più veloci»

— Carlo Nordio, 18 marzo 2025

 

«Il sorteggio eliminerà lo strapotere delle correnti nel CSM» — Falso

Il sorteggio mina competenza e autorevolezza.

Sostituire l’elezione con la casualità crea organi di autogoverno più deboli e più controllabili dalla politica.

Il sorteggio non esiste in nessuna parte del mondo per ruoli di alta garanzia democratica.

 

La democrazia si basa sulla scelta responsabile, non sul caso.

 

________________________________________

 

Qual è il vero obiettivo?

 

Controllare e indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura per controllare e indebolire ogni singolo magistrato.

 

Il CSM non è un “sindacato dei giudici”. È l’organo previsto dalla Costituzione per garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dal potere politico.

 

È lo stesso Governo ad ammetterlo:

 

La riforma serve a impedire «l’intollerabile invadenza della magistratura» — Giorgia Meloni

 

Serve a riequilibrare «i poteri tra politica e magistratura» — Alfredo Mantovano

 

«Oggi serve a noi, domani servirà a loro» — Carlo Nordio

 

Obiettivo finale: «Mettere i pubblici ministeri sotto l’esecutivo» — Andrea Delmastro delle Vedove

 

Non è un’ipotesi.

È un progetto politico esplicito: ridurre i controlli di legalità sull’azione del Governo.

Tradotto: chi vince le elezioni non deve essere giudicato.

 

________________________________________

 

Un progetto più ampio

            Indebolire il potere giudiziario → Giustizia

            Rafforzare l’Esecutivo e svuotare il Parlamento → Premierato

            Frammentare lo Stato, rendendo il centro più forte → Autonomia

________________________________________

 

Le conseguenze concrete

            Separazione: il PM diventa un corpo separato e autoreferenziale

            Il “super poliziotto”: un PM potente, senza contrappesi interni

            Controllo politico: la politica ottiene un controllo diretto sul potere giudiziario

👉 Risultato: un PM con poteri enormi e un giudice più debole.

 

________________________________________

 

Il metodo: nessun confronto

            Il Parlamento è stato di fatto cancellato

            Per la prima volta nella storia repubblicana, una riforma costituzionale di questa portata è stata approvata senza possibilità di modifica, nemmeno di una virgola

            Il testo, scritto a Palazzo Chigi, è stato blindato e imposto senza confronto democratico

________________________________________

 

È un voto sui tuoi diritti

            Vuoi giudici meno liberi di giudicare chi governa? NO

            Vuoi che l’indipendenza del giudice sui tuoi diritti sia compromessa? NO

            Vuoi indebolire la Costituzione, nata per difenderti dagli abusi di potere? NO

Questa riforma non risolve i problemi della giustizia.

Non riduce i tempi dei processi.

Tocca i tuoi diritti.

Ogni voto conta.

Il referendum non prevede quorum: vince chi prende un voto in più.

 

👉 Informati. Parlane. Partecipa.

VOTA NO.

 

>>> SCARICA TUTTE LE SLIDE <<<

 

>>> SCARICA I MATERIALI PER I SOCIAL <<<

 

>>> SCARICA VOLANTINI E MANIFESTI <<<

 

>>> LEGGI L'ARTICOLO DI REPUBBLICA <<<

 

________________________________________

 

Per vincere questo referendum e difendere la Costituzione, abbiamo bisogno del supporto e della forza di tutta la nostra comunità. Aiutaci a diffondere il messaggio!

martedì 18 novembre 2025

INVITO ALL'ASSEMBLEA CONGRESSUALE DEL CIRCOLO PD DI CASOLA VALSENIO

 



ORE 20,45 – INTERVENTO DI FRANCESCA MERLINI, CHE PRESENTERA' LE PROPOSTE POLITICO PROGRAMMATICHE DI NICOLA DALMONTE, CANDIDATO A SEGRETARIO DELLA FEDERAZIONE PD.

AL TERMINE DIBATTITO, CON LA POSSIBILITA’ DI INTERVENTO PER ISCRITTI ED ELETTORI DEL PD.

DALLE ORE 21.00 ALLE ORE 22.30, APERTURA DEL SEGGIO ELETTORALE PER L’ELEZIONE DEL SEGRETARIO E DELL’ASSEMBLEA DELLA FEDERAZIONE PD

Possono votare gli iscritti PD 2024 che risultano regolarmente iscritti al PD per l’anno 2025 …e quelli che rinnoveranno la tessera entro il termine delle operazioni di voto nel Circolo, e i nuovi iscritti del 2025.

oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

le linee politico-programmatiche del candidato alla carica di Segretario della Federazione sono disponibili sul sito della Federazione PD di Ravenna:
www.pdravenna.it

giovedì 13 novembre 2025

ALTRI PROSSIMI INTERVENTI SULLA VIABILITA' RURALE - GRAZIE ALL'IMPEGNO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

 NELL’ARTICOLO DEL CORRIERE DI ROMAGNA, DEDICATO ALLA RICOSTRUZIONE DI VIA SAN RUFILLO, sono citati anche prossimi interventi in altre strade:

SONO IN FASE DI PROGETTAZIONE INTERVENTI DI RICOSTRUZIONE E MANUTENZIONE ANCHE SU ALTRE STRADE:
- Via Sintria – che in alcuni tratti è anche del Comune di Brisighella
- Via Cerro - che da Oriolo raggiunge il passo del Cerro e scende al Poggiolo sul rio Sintria.
DI QUESTI INTERVENTI SE NE DARA' COMUNICAZIONE APPENA SI SARA' IN CONDIZIONE.

lunedì 6 ottobre 2025

PROPOSTA DI LEGGE DEL PD - PER IL RILANCIO E LA VALORIZZAZIONE DELLE AREE INTERNE COLLINARI E MONTANE

“Le aree interne dell’Italia non sono periferie dimenticate: sono il cuore vivo e spesso ignorato del nostro Paese. Sono terre ricche di bellezza, storia, saperi e relazioni. Ma sono anche luoghi feriti dalla disattenzione del governo, da tagli, da mancate risposte e dalla totale assenza di una strategia di crescita e sviluppo”. Così la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein annuncia la presentazione alla Camera della proposta di legge per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne per un investimento pari a 6 miliardi di euro. “Con la nostra proposta di legge vogliamo rimettere al centro una visione alternativa che sia in grado di combattere lo spopolamento e affermare il diritto a restare. Troppe ragazze e ragazzi sono costretti ogni anno ad andarsene, a lasciare i luoghi in cui sono cresciuti perché lì non trovano possibilità di futuro. A loro vogliamo offrire un’alternativa concreta” prosegue il responsabile coesione, sud e aree interne del Pd, Marco Sarracino. La proposta di legge – a cui ha lavorato anche il responsabile del dipartimento aree interne del Pd, Marco Niccolai – introduce misure strutturali per rivitalizzare questi territori: benefici fiscali per le imprese che investono nelle aree interne; agevolazioni per l’acquisto della prima casa e per favorire lo smart working; incentivi per il personale scolastico e sanitario per garantire servizi di qualità; un piano straordinario di investimenti pubblici per infrastrutture, mobilità e servizi essenziali. Le coperture per sostenere questi investimenti sono ricavate prevalentemente da un diverso utilizzo del fondo per il Ponte sullo stretto di Messina: “un’opera inutile che sottrae sviluppo, diritti e futuro”. “La nostra proposta di legge non resterà chiusa nei cassetti del Parlamento – concludono Schlein e Sarracino – la porteremo in ogni regione, in ogni valle, in ogni borgo e ne chiediamo una rapida calendarizzazione. Perché crediamo che il rilancio delle aree interne sia una sfida nazionale, non locale: una battaglia per l’equità territoriale, ma anche per un’Italia più giusta, più coesa, più sostenibile”.

lunedì 8 settembre 2025

INTERVISTA DEL CORRIERE DELLA SERA ALLA SEGRETARIA DEL PD, ELLY SCHLEIN

 Finalmente avete chiuso le candidature per le Regionali…

«Sono molto felice: siamo riusciti a mettere in campo una coalizione progressista unita e compatta, che è la stessa in tutte le regioni che vanno al voto. Non so da quanto tempo il centrosinistra non si presentasse con la stessa coalizione in tutte le regioni, almeno 20 anni. Non faremo più il favore alla destra di dividerci: Giorgia Meloni si prepari a questa novità. E devo aggiungere che siamo già in pista a differenza della destra che sta ancora litigando sui candidati. Al di là della riconferma degli uscenti, non è riuscita a definire le candidature in regioni importanti come Campania, Puglia e Veneto».

Avete penato fino all’ultimo…
«Sono state settimane di lavoro intenso ma ci abbiamo creduto e ci siamo riusciti. Abbiamo fatto squadra e devo dire che non abbiamo mai litigato sui candidati. Credo che sia un inedito per la storia del nostro campo. E siamo anche riusciti ad allargare le coalizioni dove governavamo già perché si sono aggiunte altre forze che prima stavano all’opposizione. Per esempio, in Toscana, in Puglia, in Campania».

E se Emiliano si candidasse per seguire Vendola?
«Emiliano qualche giorno fa mi ha dato la disponibilità a non candidarsi e lo ringrazio perché con la generosità e lo spirito di squadra ci aiuterà a costruire una pagina di futuro in Puglia e a fare spazio a una nuova classe dirigente. E sono certa che continuerà a dare il suo contributo sia per la Puglia sia oltre i confini della sua regione».

In Campania l’hanno accusata di aver fatto uno scambio con De Luca: il figlio segretario del Pd regionale.
«Il mio unico obiettivo era quello di costruire un’alleanza in grado di battere queste destre. Ho lavorato per l’unità sia nel partito che nella coalizione, anche in Campania perché sono convinta che il più grande rinnovamento che noi possiamo offrire ai cittadini di quella regione sia di presentarci tutti uniti a sostegno di una persona onesta e capace come Roberto Fico. Perciò per me era importante che tutti si sentissero responsabilizzati al fine di raggiungere questo obiettivo».

Insisterete sulla sanità in questa campagna?
«Sarà una priorità assoluta di queste campagne elettorali, davanti a una destra che sta smantellando la sanità pubblica. Non serve cambiare le leggi per farlo, basta fare quello che sta facendo Meloni, definanziarla. Così i reparti si svuotano di medici e infermieri, le liste d’attesa si allungano all’infinito e chi ha i soldi va dal privato, mentre chi non ce li ha rinuncia a curarsi. Trovo molto significativo in questo senso un dato drammatico: durante il governo Meloni dal 2023 al 2024 le persone in Italia che rinunciano almeno a una prestazione sanitaria, perché non possono permetterselo o perché la lista è troppo lunga, sono passate da 4 milioni e mezzo a 6 milioni. Non sono dati del Pd ma di Istat e fondazione Gimbe, che li hanno sempre forniti con governi di qualsiasi colore. Questo è chiaramente il disegno della destra che vuole una sanità a misura del portafoglio delle persone, noi, invece, vogliamo la sanità che era nella grande intuizione di Tina Anselmi, quella universalistica che aiuta chi da solo non ce la fa».

Insisterete anche sul salario minimo?
«Sì, la destra e Meloni continuano a bloccare la nostra proposta anche davanti alle difficoltà delle famiglie italiane che hanno un potere d’acquisto che si è ridotto, mentre i salari reali dal 2021 hanno perso 8 punti secondo l’Istat».

Ieri era all’Altra Cernobbio, oggi sarà al Forum Ambrosetti: Schlein di lotta e di governo?
«È giusto interloquire con tutti, l’importante è rimanere coerenti e portare le idee e le proposte del Partito democratico, cosa che ho fatto ben volentieri ieri sui temi della pace e che farò anche oggi».

E oggi che dirà?
«Sarà un’occasione per dialogare sulla situazione del nostro Paese: un’economia che sta frenando e che rischia la recessione perché i dati del secondo semestre sono in discesa rispetto al primo. E in questo quadro segnalo che per subalternità ideologica il governo italiano ha prima ignorato e poi minimizzato i dazi di Trump, senza dare una risposta a imprese e lavoratori su cosa intenda mettere in campo per sostenerli. Siamo a 28 mesi quasi consecutivi di calo della produzione industriale, se qualcuno pensa che l’Italia possa vivere di turismo e di servizi disconosce la storia di questo Paese».

Non è troppo pessimista?
«Dopo gli investimenti del Pnrr, Meloni non avrà più i dati di occupazione in crescita di cui si vanta impropriamente. Dovrebbe fare una battaglia come noi perché proseguano gli investimenti comuni europei come il Next Generation Eu, per rilanciare la manifattura italiana. E attivarsi subito per garantire supporto alle imprese e al lavoro davanti ai dazi di Trump che rischiano di danneggiare fortemente l’economia italiana. Anche Confindustria ha parlato del rischio di perdere 20 miliardi di export l’anno prossimo e Svimez parla di 100 mila posti di lavoro a rischio nel 2026. Allora rimbocchiamoci tutti le maniche. Il Pd è pronto a dare il suo contributo. Ha fatto due proposte concrete che potrebbero essere approvate a costo zero nel prossimo Consiglio dei ministri».

Quali?
«La prima riguarda il sostegno alla domanda e quindi ai consumi. È il salario minimo che esiste in 22 Paesi europei, dove ha innescato una dinamica salariare positiva e aiutato le famiglie contro l’inflazione. La seconda è sul costo dell’energia. Le imprese che stiamo andando a trovare in tutta Italia ci pongono innanzitutto una questione: come facciamo a competere con le imprese americane, cinesi e anche con quelle tedesche e spagnole, con una bolletta dell’energia che è la più cara d’Europa ed è il triplo della loro? Il governo potrebbe scollegare, come chiediamo noi, il prezzo dell’energia da quella del gas. Lo hanno fatto altri Paesi europei. Questo darebbe immediatamente fiato all’industria, a piccole e medie imprese, alle botteghe degli artigiani. Ma anche alle famiglie italiane che si vedono arrivare delle bollette che non riescono a pagare. E invece, davanti al carovita e agli undici milioni di italiani che hanno dovuto rinunciare a partire per le vacanze, il governo non sta facendo niente. E a questo punto è legittimo pensare che non si muovano sulle bollette perché non hanno il coraggio di intaccare gli extra-profitti che un pugno di società energetiche matura a scapito di tutte le altre imprese e delle famiglie italiane».

Intervista di Maria Teresa Meli

Fonte: Corriere della Sera

martedì 22 luglio 2025

PROPOSTA DI LEGGE DEL PARTITO DEMOCRATICO PER LE AREE INTERNE E MONTANE

PROPOSTA DI LEGGE DEL PARTITO DEMOCRATICO PER LE AREE INTERNE E MONTANE https://partitodemocratico.it/sei-miliardi-per-le-aree-interne-cuore-vivo-del-paese/ “Le aree interne dell’Italia non sono periferie dimenticate: sono il cuore vivo e spesso ignorato del nostro Paese. Sono terre ricche di bellezza, storia, saperi e relazioni. Ma sono anche luoghi feriti dalla disattenzione del governo, da tagli, da mancate risposte e dalla totale assenza di una strategia di crescita e sviluppo”. Così la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein annuncia la presentazione alla Camera della proposta di legge per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne per un investimento pari a 6 miliardi di euro. “Con la nostra proposta di legge vogliamo rimettere al centro una visione alternativa che sia in grado di combattere lo spopolamento e affermare il diritto a restare. Troppe ragazze e ragazzi sono costretti ogni anno ad andarsene, a lasciare i luoghi in cui sono cresciuti perché lì non trovano possibilità di futuro. A loro vogliamo offrire un’alternativa concreta” prosegue il responsabile coesione, sud e aree interne del Pd, Marco Sarracino. La proposta di legge – a cui ha lavorato anche il responsabile del dipartimento aree interne del Pd, Marco Niccolai – introduce misure strutturali per rivitalizzare questi territori: benefici fiscali per le imprese che investono nelle aree interne; agevolazioni per l’acquisto della prima casa e per favorire lo smart working; incentivi per il personale scolastico e sanitario per garantire servizi di qualità; un piano straordinario di investimenti pubblici per infrastrutture, mobilità e servizi essenziali. Le coperture per sostenere questi investimenti sono ricavate prevalentemente da un diverso utilizzo del fondo per il Ponte sullo stretto di Messina: “un’opera inutile che sottrae sviluppo, diritti e futuro”. “La nostra proposta di legge non resterà chiusa nei cassetti del Parlamento – concludono Schlein e Sarracino – la porteremo in ogni regione, in ogni valle, in ogni borgo e ne chiediamo una rapida calendarizzazione. Perché crediamo che il rilancio delle aree interne sia una sfida nazionale, non locale: una battaglia per l’equità territoriale, ma anche per un’Italia più giusta, più coesa, più sostenibile”. https://partitodemocratico.it/sei-miliardi-per-le-aree-interne-cuore-vivo-del-paese/

sabato 26 aprile 2025

5 REFERENDUM, 8 E 9 GIUGNO - (LAVORO-SICUREZZA-DIGNITA-CITTADINANZA-DEMOCRAZIA)



 

TESSERAMENTO E REFERENDUM

A ISCRITTI ED ELETTORI PARTITO DEMOCRATICO – CASOLA VALSENIO

 Ciao a tutti! Spero abbiate trascorso un buon 25 aprile. 

Oggi – sabato 26 aprile - saremo di fronte alla sede in Piazza Oriani dalle 15 appe 17.30 con gli amici della CGIL per rinnovare le tessere, discutere dei referendum imminenti e scambiarci le impressioni sui Carri

 (Filippo Dardi – Segretario Circolo PD Casola Valsenio)

domenica 30 marzo 2025

INVITO ALL'ISCRIZIONE E AL RINNOVO DELL'ISCRIZIONE AL PARTITO DEMOCRATICO-CIRCOLO DI CASOLA VALSENIO

 


TESSERAMENTO - 2025

PARTITO DEMOCRATICO

PER LA BUONA POLITICA, PER CAMBIARE L’ITALIA

PER L’ISCRIZIONE E IL RINNOVO DELL’ISCRIZIONE AL

PARTITO DEMOCRATICO

CIRCOLO DI CASOLA VALSENIO

 

 BANCHETTO IN PIAZZA ALFREDO ORIANI

SABATO 5 APRILE

DALLE ORE 9.30 ALLE ORE 12.00

 

OLTRE AL TESSERAMENTO INDICAZIONI SUL

2X1000 AL PD

NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

 

sabato 15 marzo 2025

DICHIARAZIONE DI STEFANO BONACCINI, EUROPARLAMENTARE DEL PARTITO DEMOCRATICO

Il Partito democratico è impegnato nel Parlamento europeo, come a tutti i livelli istituzionali e nella società, nell’obiettivo urgente e fondamentale di costruire un’Europa più unita e più forte. Tanto più alla luce del mutato scenario internazionale (tra Trump e Putin, tra Musk e l’estrema destra che cresce ovunque, basti pensare ai neofascisti di Afd) solo un’Europa politica, capace di superare strumenti sbagliati, obsoleti e paralizzanti come l’unanimità e il diritto di veto dei singoli Stati nell’assunzione delle decisioni, potrà finalmente assumere quel protagonismo necessario che fin qui è mancato e che le tensioni e i conflitti di questo tempo impongono.

Qualsiasi iniziativa volta a rafforzare le istituzioni e l’autonomia strategica dell’Europa troverà sempre il nostro sostegno, così come ogni rigurgito sovranista e populista dei singoli Paesi troverà viceversa la nostra opposizione.
Un’Europa politica deve però dotarsi finalmente di una comune politica estera e di difesa. Come bene ha segnalato Romano Prodi. Nessuna iniziativa tesa al riarmo dei singoli Stati va nella direzione giusta, in quanto destinata unicamente ad esasperare le tensioni internazionali, la disarmonia europea e l’incapacità dell’Unione di incidere nello scenario internazionale.
Al contrario, serve una strategia comune di difesa che operi nella pur lunga e complessa direzione della difesa comune al servizio di una politica di pace, che rimetta al centro il multilateralismo e il diritto internazionale.
Il voto di oggi a Strasburgo (sul quale c’è stato un larghissimo consenso anche da parte dei socialisti europei) era relativo ad una risoluzione sul libro bianco della difesa, non su un programma operativo. Il testo, pur migliorato dal comune lavoro della delegazione Pd, in particolare di Nicola Zingaretti e Lucia Annunziata, conteneva aspetti oggettivamente contraddittori rispetto agli obiettivi che abbiamo indicato.
Se da un lato sottolineiamo positivamente l’assunzione di un’iniziativa da parte della Commissione europea, e il maturare di una comune volontà ad affrontare i nodi che sin qui hanno impedito all’Unione di europea di integrare politiche strategiche, a partire da quella di difesa, dall’altro non possiamo tacere il persistere di un’ambiguità rispetto ad alcuni strumenti unilaterali di riarmo nazionale, al di fuori di una comune strategia di integrazione.
Riconoscendo la necessità di un’iniziativa, nessuno degli europarlamentari del Pd ha espresso sulla risoluzione un voto contrario, ma non rinunciamo a evidenziare i limiti e le contraddizioni che il compromesso del ReArm-Eu porta con sé. Il nostro impegno sarà quello di superarli, chiedendo maggior coraggio ad un’iniziativa che deve essere fino in fondo europea.
Il voto della nostra delegazione, articolato tra astensione e favorevole, legge questa contraddizione ancora presente nell’agenda e la tensione che il Pd intende imprimere nel lavoro di correzione e rafforzamento per una autentica difesa comune. Per una Europa più forte, giusta e unita 🇪🇺

giovedì 13 febbraio 2025

L'INVITO ALL' ASSEMBLEA E' RIVOLTO A ISCRITTI E ISCRITTE, ELETTORI ED ELETTRICI

   Martedì 18 febbraio 2025, ore 20.30

sala Vecchi Magazzini (Via Fondazza)

pubblica ASSEMBLEA

del Partito Democratico

CASOLA VALSENIO

Sulla situazione del dissesto idrogeologico e della viabilità comunale e provinciale extraurbana.

Ne parliamo con

MAURIZIO NATI

Sindaco di Casola Valsenio

LUCA DELLA GODENZA

Sindaco di Castel Bolognese e Assessore provinciale infrastrutture

 MANUELA RONTINI

Sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna

martedì 4 febbraio 2025

INVITO AGLI ISCRITTI E AGLI ELETTORI DEL PARTITO DEMOCRATICO DI SOTTOSCRIVERE IL 2X1000 PER IL P.D.

 

Immagine che contiene testo, Carattere, Elementi grafici, logo

Descrizione generata automaticamente

2X1000: LA TUA FIRMA PER IL PD

 

 

La politica deve cambiare e noi vogliamo che cambi. Il PD è l’unico partito che organizza le assemblee di iscritti ed elettori, le primarie per le cariche di partito e per le candidature nei Comuni e nel Parlamento; è il partito che promuove la partecipazione degli iscritti e degli elettori, che è presente sul territorio con i suoi Circoli, con migliaia di iscritti e attivisti che, in ogni località, organizzano assemblee e incontri, fanno attività politica.

Tutto questo non si fa senza costi. Servono risorse, e quelle degli iscritti e delle Feste dell’Unità sono importanti ma non bastano.

È importante, aggiungere a queste risorse, quelle del 2X1000.

Per farlo metti la tua firma nella casella del PARTITO DEMOCRATICO sul modello 730 della dichiarazione dei redditi, e scrivi M20.

Non ti costa nulla, il 2x1000 è calcolato sull’IRPEF già pagata.

Immagine che contiene testo, schermata, Parallelo, design

Descrizione generata automaticamente