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venerdì 20 novembre 2020

Assegno unico per i figli, pensioni e crescita. Tutte le novità della legge di bilancio


Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo della legge di bilancio. Ha un valore di circa 38 miliardi di euro. Il testo riscende a 228 articoli con 237 pagine (il testo datato sabato sera consisteva invece di 248 articoli e 204 pagine).

Una manovra “fortemente orientata alla crescita, all’occupazione, alla coesione sociale, con un focus particolare sui giovani, le donne e il Mezzogiorno”, l’ha definita il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e che punta a “realizzare una ambiziosa trasformazione dell’Italia nella direzione dell’innovazione, della sostenibilità, della coesione, dell’equità e del lavoro”.

E’ lo stesso titolare dell’Economia ad aver precisato poco dopo che la manovra “potrà essere potenziata a causa dell’intensità della seconda ondata” della pandemia. “Rafforzeremo l’intervento sia sul 2020 che sul 2021 attraverso lo scostamento di bilancio che ci consentirà di potenziare le misure e qualcuno degli interventi indicati, soprattutto di natura congiunturale sul 2020”, spiega.

Una manovra da 38 miliardi che potrà essere potenziata con nuovo scostamento di bilancio che potrebbe aggirarsi sui 20 miliardi e che servirà per affiancare alle misure pensate per il 2021 un ulteriore decreto anti-crisi.

Il ministro difende l’impostazione della manovra che punta non solo ad arginare l’emergenza ma anche a sostenere il ritorno alla crescita. Sgravi al 100% per le assunzioni under 35 (di 4 anni al Sud) e per le donne disoccupate in tutta Italia, sostegno all’imprenditoria femminile, 500 milioni per le politiche attive sono alcune delle misure pensate per sostenere il mercato del lavoro anche quando a fine marzo finirà il blocco dei licenziamenti.

Poi la conferma del taglio del cuneo fiscale in attesa della riforma dell’Irpef per cui la manovra prepara il terreno con l’avvio dell’assegno unico per i figli e la creazione di un Fondo per la fedeltà fiscale” in cui far confluire le risorse della lotta all’evasione che si aggiungeranno, dal 2022, a uno stanziamento ad hoc per il taglio delle tasse da 2,5 miliardi (1,5 nel 2023).

E una spinta si cercherà di darla anche agli investimenti con il potenziamento del piano Transizione 4.0 che sale a 24,8 miliardi per incentivare le spese delle imprese e 50 miliardi aggiuntivi per gli investimenti pubblici. E poi assunzioni ad hoc, 2.800, per garantire una accelerazione nella spesa dei fondi europei – in attesa che arrivino quelli del Recovery Fund.

Ma resta la pandemia il filo rosso che tiene insieme gran parte dei 228 articoli della manovra, rivisti fino all’ultimo: tornano gli aiuti per le imprese, a partire dalla proroga della cassa integrazione a carico dello Stato per altre 12 settimane, insieme allo stop ai licenziamenti fino a fine marzo, e da un fondo anti-Covid da 4 miliardi pensato per i ristori a tutte le attivita’ con perdite. Si rafforza la sanità, con il Fondo sanitario che sale e risorse ad hoc, quasi 1 miliardo, per dare aumenti a medici e infermieri.

Altri 400 milioni serviranno al ministero della Salute per comprare vaccini e cure per i malati di Covid e Asl e ospedali potranno contare ancora per tutto il 2021 di operatori aggiuntivi assunti nell’emergenza. Per cercare di far tornare gli studenti in classe, si prevedono 350 milioni per i trasporti pubblici per potenziare scuolabus e autobus, soprattutto nelle ore di punta.

Ma “nelle prossime settimane – assicura ancora Gualtieri – potenzieremo ulteriormente gli interventi a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese colpiti dalle nuove restrizioni”, grazie alle risorse che saranno reperite in parte dagli ultimi risparmi delle misure messe in campo quest’anno e, dall’altro, con il nuovo scostamento. Si interverrà, ha spiegato infatti il ministro ai sindacati, sia sul 2020 sia sul 2021, ma per fissare l’entità del nuovo deficit si attenderebbe anche di vedere l’andamento dei versamenti di meta’ novembre, appena scaduti. Entro la fine della settimana, o all’inizio della prossima, con il quadro più chiaro e testata anche la effettiva disponibilità delle opposizioni, si procederà con la richiesta.

Allo sgravio contributivo triennale per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani si aggiunge infatti la decontribuzione integrale per le donne e il sostegno all’imprenditoria femminile. Sulla base dell’intesa con le parti sociali, la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo è affiancata dall’istituzione di un fondo per le politiche attive del lavoro con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro.

Gli investimenti pubblici sono sostenuti da un nuovo fondo pluriennale da 50 miliardi, e quelli privati dal potenziamento di Transizione 4.0 con uno stanziamento di ben 23,8 miliardi per il prossimo biennio. Per il Mezzogiorno gli interventi sono particolarmente rilevanti, con il finanziamento strutturale della fiscalità di vantaggio per il lavoro fino al 2030 e con la proroga del credito di imposta ricerca e sviluppo e di quello per gli investimenti.

La Sanità, con l’aumento della dotazione del Fondo Sanitario nazionale, l’indennità per medici e infermieri, il fondo per l’acquisto dei vaccini, il potenziamento delle diagnosi con tamponi antigenici rapidi, le risorse aggiuntive per l’edilizia universitaria, i contratti di formazione specialistica per i medici specializzandi e le assunzioni di personale sanitario resta una priorità centrale, così come la scuola, l’università, la ricerca, la cultura. Si conferma l’avvio dell’assegno unico per i figli a partire dal luglio del 2021, e si istituisce il fondo per la riforma fiscale che sarà alimentato dai proventi del contrasto all’evasione.

giovedì 7 agosto 2014

Governo, la lettera di Matteo Renzi ai Parlamentari del PD: ECCO I DIECI OBIETTIVI POLITICO-AMMINISTRATIVI

"Nel 2012 abbiamo fatto meno 2,4%. Nel 2013 abbiamo fatto meno 1,6%. Nei primi sei mesi siamo a meno 0,3%. Dobbiamo invertire la rotta. Ma dipende solo da noi. Dal nostro lavoro in Parlamento e nel Paese. I "MilleGiorni" sono la concreta possibilità di far ripartire la speranza e la crescita". 
Cosi Matteo Renzi ai parlamentari di maggioranza.

sabato 8 dicembre 2012

Governo Monti: cosa salvare e cosa buttare

di Massimo D'Antoni (economista) - l'Unità, 11 novembre 2012

Il governo Monti ha rappresentato la condizione necessaria per chiudere l'esperienza del governo Berlusconi (senza un impegno dell'opposizione a sostenere una soluzione di passaggio il Cavaliere difficilmente avrebbe accettato di lasciare la mano). È per questo che verrà ricordato e non si può che partire da questo dato nel guardare indietro ad un anno di governo. Se l'aver restituito un senso di compostezza e serietà all'azione politica e l'averci consentito di recuperare parte importante della credibilità perduta negli anni passati vanno certamente considerati come luci, in questo anno non sono mancate tuttavia le ombre.

Monti a Napolitano: "Dimissioni irrevocabili"

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha stasera ricevuto al Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Senatore Mario Monti.
Il Presidente della Repubblica ha prospettato al Presidente del Consiglio l'esito dei colloqui avuti con i rappresentanti delle forze politiche che avevano dall'inizio sostenuto il Governo e con i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.
Il Presidente del Consiglio ha dal canto suo rilevato che la successiva dichiarazione resa ieri in Parlamento dal Segretario del PdL on. Angelino Alfano costituisce, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del Governo e della sua linea di azione.

martedì 6 novembre 2012

L'austerità peggiora l'economia

"Il Governo eviti l'aumento dell'Iva e sostenga le famiglie in difficoltà. Dati confermano che l'austerità peggiora l'economia"

di Stefano Fassina (Responsabile economia e lavoro PD)

“Le previsioni sull'economia italiana pubblicate oggi dall'Istat, pur ottimistiche in relazione alle più recenti e realistiche previsioni di consenso, confermano la gravità delle condizioni dell'economia reale, dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie. Purtroppo, è sempre più evidente che, nell'eurozona e inevitabilmente in Italia, siamo prigionieri di una spirale soffocante dove manovre pesantemente restrittive di finanza pubblica aggravano la recessione e la disoccupazione e determinano l'aumento del debito pubblico.

lunedì 22 ottobre 2012

Legge di stabilità: il PD non voterà le norme sulla scuola così come sono

Dichiarazione del segretario del PD, Pier Luigi Bersani

"In questi giorni continueremo con i dipartimenti del PD e con i gruppi parlamentari nell’approfondimento della legge di stabilità e discuteremo con altri gruppi di maggioranza cercando il massimo di convergenza. Nel rispetto dei saldi chiediamo al governo di rendersi disponibile a modifiche significative. Noi metteremo attenzione alla questione fiscale cercando una soluzione più equa e più adatta a incoraggiare la domanda interna. Metteremo attenzione al tema ancora aperto degli esodati. In particolare, voglio dirlo con chiarezza, noi non saremo in grado di votare così come sono le norme sulla scuola. Sono norme al di fuori di ogni contesto di riflessione sull’organizzazione scolastica, che finirebbero semplicemente per dare un colpo ulteriore alla qualità dell’offerta formativa. Voglio credere che ciò sarà ben compreso dal governo. Diversamente, saremmo di fronte a un problema davvero serio."

martedì 28 agosto 2012

Decreto sanità: cambia la medicina di base e si introduce il fascicolo sanitario elettronico sull’esempio dell’Emilia-Romagna

Non c'è solo la tassa sulle bibite dolci o la multa per chi vende sigarette ai minorenni. Si parla anche di riorganizzazione della medicina di base, fascicolo sanitario elettronico e tessera sanitaria elettronica, brevetti dei farmaci e molto altro, nella bozza di decreto – 25 articoli - che il ministro della salute Balduzzi ha presentato prima al Consiglio dei Ministri e poi alla Conferenza delle Regioni.
Si tratta di norme destinate a cambiare l’assetto organizzativo dei servizi per la salute all’insegna del risparmio e del recupero di efficienza. Il capitolo salute pesa infatti per 130 miliardi sulle casse dello Stato (30 solo alla voce medicinali) e nella spending review sono inseriti risparmi per 6 miliardi di euro fino al 2015. Che non potranno essere ricavati solo da tagli.

sabato 21 luglio 2012

Taglio delle Province: come cambia la geografia italiana

Il Consiglio dei Ministri ha fissato i criteri per le Province: inizia così il cammino per ridurne il numero e per accorpare territori ora divisi. Intanto, però, vediamo come sarà ridisegnata politicamente la penisola. Quarantatré su centosette enti salvi, al momento. Per i restanti 64 si dovrà procedere con l'accorpamento: tra queste, le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Il PD propone la provincia unica di Romagna.

venerdì 6 luglio 2012

Pariani: “Sulla sanità non sono possibili altri tagli"

Dichiarazione di Anna Pariani, coordinatrice dell’Esecutivo del PD dell’Emilia-Romagna

“La sanità per il Partito Democratico è la linea del Piave: non possiamo arretrare fino al punto di mettere in discussione il servizio sanitario pubblico. Oggi quasi la metà delle Regioni sono commissariare per deficit sulla sanità. Se sommiamo all’esito della Finanziaria Berlusconi (1,5 miliardi di tagli per l’Emilia-Romagna in tre anni) le proposte che il Governo ha fatto alle Regioni sulla spending review, il rischio è che tutte le Regioni vengano a trovarsi in uno scenario di deficit.
A quel punto, addio servizio sanitario nazionale.

giovedì 5 luglio 2012

Per il PD inaccettabili ulteriori misure a danno della scuola pubblica

"Dopo le indiscrezioni, infondate, sull'aumento dei fondi alle scuole private, ci preoccupano invece, e seriamente, le ipotesi sulla spending review che circolano in queste ore, riguardo un attacco frontale al diritto a ricevere un’istruzione di qualità per gli studenti con disabilità, una ulteriore riduzione degli organici a danno dei precari e l’umiliazione di lavoratori e lavoratrici in stato di malattia. Per il Partito Democratico ulteriori misure a danno della scuola pubblica sono inaccettabili".
Lo ha dichiarato oggi la Responsabile nazionale Scuola del PD, Francesca Puglisi (nella foto).

martedì 8 novembre 2011

308 voti: il Governo Berlusconi non ha più la maggioranza. Bersani a Berlusconi: "Sia responsabile, si dimetta!"

Sono solo 308 i voti a favore del rendiconto del bilancio dello Stato. Le opposizioni, presenti in aula, non hanno partecipato al voto, e hanno così reso ancor più evidente a tutti che il Governo Berlusconi è senza maggioranza.
Per il bene del Paese è ora di prenderne atto e compiere l'atto conseguente: dimissioni.
"Se ancora si annida in lei un briciolo di responsabilità di fronte all'Italia - ha affermato Pier Luigi Bersani, intervenendo in aula - rassegni le dimissioni. Noi faremo la nostra parte per il Paese".

domenica 23 ottobre 2011

Il ministro per le politiche comunitarie Bernini? A Bruxelles è non pervenuta

Anna Maria Bernini
Bruxelles: ministro per le politiche comunitarie non pervenuto. O meglio, non pervenuta. Anna Maria Bernini, il neo ministro con la delega agli affari che riguardano la comunità europea, nominata lo scorso luglio dopo che il ministero era rimasto vacante per otto mesi, sarebbe un personaggio ancora totalmente sconosciuto dalle parti di Bruxelles. A denunciarlo è l’europarlamentare del Partito democratico ed ex conduttore di punta del Tg1, David Sassoli. “Dal 28 luglio, quando è stata nominata, questo ministro è venuto a Bruxelles un giorno, per tre ore. Invece – ha concluso l’europarlamentare – vedo che per l’ultimo voto di fiducia a Berlusconi non mancava”.
Sassoli ha parlato a Bologna, in occasione della convention dei giovani dirigenti del Pd, guidati da Pippo Civati, consigliere regionale in Lombardia e Debora Serrachiani, anche lei eurodeputata. “Da quando ha assunto l’incarico – ha spiegato Sassoli a margine dell’evento – non si è nemmeno presentata, non ha mai incontrato gli europarlamentari italiani, nemmeno quelli del suo partito, il Pdl”.

martedì 18 ottobre 2011

Le Associazioni cattoliche a Todi: “Berlusconi faccia un passo indietro. Il suo governo è inadeguato”

Serve un esecutivo forte, che coinvolga tutte le forze politiche. È la novità uscita con forza dall`appuntamento di Todi, il seminario promosso dal Forum delle associazioni del lavoro che ha visto l`intero mondo del laicato cattolico confrontarsi sulla «buona politica».
“Finisce la lunga stagione del silenzio dei cattolici che torneranno ad essere protagonisti nel territorio con iniziative forti” ha assicurato il leader della CISL, Raffaele Bonanni, nella conferenza stampa conclusiva. Nessun partito cattolico è all`orizzonte. Si parla di impegno “rigorosamente pre-politico”. Se questa è la premessa, forte e condivisa è comunque la convinzione che la situazione si sia fatta ormai insostenibile. Che occorra una svolta nella guida del Paese. “Ci vuole un governo nuovo e più forte. Che veda il concorso di tutte le forze politiche per affrontare le quattro grandi emergenze che ha di fronte il Paese”, ha detto ancora il leader della CISL. Ha parlato a nome di tutte le ottanta sigle che hanno partecipato all`iniziativa”.

Incidenti a Roma. Maroni oggi in Senato parla di nuove norme per tacere sui buchi nella prevenzione. Il PD: usiamo meglio le norme che già ci sono. I poliziotti scendono in piazza contro i tagli.

Oggi pomeriggio il ministro Roberto Maroni interverrà al Senato per riferire sugli incidenti di Roma. In vista di questo appuntamento già ieri è nato un dibattito e sono cominciate le indiscrezioni sulla necessità di nuove e più severe norme per l’intervento delle forze dell’ordine. Antonio Di Pietro, leader dell’IdV, ha addirittura lanciato l’idea di ripescare la "legge Reale", che fu applicata contro il terrorismo negli anni Settanta e che prevedeva diverse norme estreme, fino alla possibilità dell’uso delle armi da parte della polizia.
Ma è necessario? Con interventi al massimo livello, dalla presidente del PD, Rosy Bindi, alla presidente del gruppo al senato, Anna Finocchiaro, e con le indicazioni del responsabile sicurezza e del responsabile giustizia, Emanuele Fiano e Andrea Orlando, il Partito Democratico ha chiarito ieri la propria posizione: sostegno e solidarietà senza se e senza ma alle forze dell’ordine impegnate sabato a Roma. Ma prima di parlare di leggi speciali bisogna verificare se è stato fatto tutto ciò che era possibile, se è stata fatta la dovuta opera di prevenzione (considerato che i violenti avevano annunciato tutto su internet), se le leggi esistenti sono state usate bene, se i tagli alla sicurezza non abbiano influito sulla “quantità” dei meccanismi di difesa messi in atto.

venerdì 14 ottobre 2011

Il governo salvo per un voto

E' un Sì stiracchiato quello che è passato nel voto alla Camera sulla 53esima fiducia posta dal governo. Dopo la bocciatura di martedì scorso sull' Articolo 1 del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, questa volta i voti favorevoli sono stati 316 e i voti contrari 301. Il governo continua a perdere colpi dopo le defezioni tra i "responsabili" e gli "scajoliani".
"Questo governo morirà di fiducia. Oggi ha avuto un voto al ribasso. L’opposizione ha dimostrato di non accettare giochi di sopravvivenza sulla pelle del Paese. Da domani il problema politico risulterà ancora più evidente. Noi continueremo la nostra battaglia, come abbiamo fatto in modo incisivo in questi giorni, sia con la manifestazione nazionale a Roma del 5 novembre, sia con la costruzione di un’alternativa che in questi giorni si è evidentemente rafforzata". Questo è stato il primo commento di Pier Luigi Bersani, segretario del PD dopo il voto alla Camera.

martedì 11 ottobre 2011

Ambientalisti PD: "se passa il condono edilizio chiederemo l'incriminazione dei ministri"

"Se il governo varerà l'ennesimo condono edilizio presenteremo un esposto alla magistratura chiedendo l'incriminazione per istigazione a delinquere e complicità in disastro ambientale di tutti i ministri che avranno condiviso questa scelta". Lo dicono i senatori 'Ecodem' (Ecologisti Democratici) del PD Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, commentando le ultime prese di posizione di autorevoli esponenti dell'esecutivo, tra tutti il ministro La Russa, favorevoli ad una nuova sanatoria edilizia.
"Solo degli irresponsabili e dei politici ormai privi di ogni decenza etica - continuano i senatori Ecodem - possono immaginare di fare cassa legalizzando decine di migliaia di costruzioni abusive, spesso realizzate direttamente dalle ecomafie". Questo comportamento "vergognoso - concludono Della Seta e Ferrante - non ha niente più a che fare con la politica e con il confronto tra posizioni e opzioni diverse: è solo un indecente tentativo per salvarsi sulle spalle del Paese dal proprio fallimento come classe dirigente".

giovedì 22 settembre 2011

Financial Times: «Silvio è Nerone. L'Italia brucia e lui suona la lira»

L'italia, scrive oggi il Financial Times, ha bisogno di riforme ma Berlusconi non è in grado di realizzarle. «In meno di tre mesi, l'Italia è cambiata. Da un paese in cui il regime fiscale ed economico erano difficili ma non impossibili da curare è diventata un paese il cui sistema politico, atrofizzato ed egoista, rischia di distruggere l'intera eurozona». Molti, dice il quotidiano, sono i «colpevoli» di una simile «allarmante situazione»; «tuttavia la responsabilità principale è di Silvio Berlusconi, il primo ministro che come Nerone suona la lira mentre Roma brucia, e della sua coalizione di centrodestra, sempre più disfunzionale».

martedì 6 settembre 2011

Arriva un'altra versione della "manovra", la quarta! L'IVA sale dal 20 al 21% e il Governo vuole farla passare con il voto di fiducia

La quarta riscrittura della manovra è l’ulteriore segnale che il governo è allo sbando.
Le improvvisazioni e le marce indietro si susseguono senza soluzione di continuità. La credibilità va a zero, mentre lo spread aumenta sempre più. La vicenda del contributo di solidarietà va oltre il ridicolo: la foglia di fico per l'equità. L'aumento dell'Iva è inaccettabile. È una misura che penalizza i redditi più bassi e, quindi, deprime consumi già anemici. Il governo deve sostituire l'aumento dell'Iva con un'imposta patrimoniale, strutturale: se applicata sui grandi valori immobiliari (superiori a 1,2 milioni di euro) darebbe un gettito di oltre 5 miliardi di euro all'anno, più che con l'aumento dell'Iva, senza deprimere i consumi e senza ulteriori colpi all'equità. Aumentare l'Iva non è un diktat di Bruxelles. È una scelta politica. È la scelta di colpire i redditi bassi e le classi medie e continuare a tenere al riparo chi ha di più e chi evade. Il governo Berlusconi, Bossi e Tremonti è parte fondamentale dei nostri problemi.
È ormai evidente a tutti che è necessario un altro governo, un'altra maggioranza, autorevole e credibile per portare l'Italia fuori dal tunnel.

venerdì 19 agosto 2011

Quanto ci costa l’evasione (…e quanto ci costa il malgoverno della destra)

Ovvero, gli effetti devastanti delle decisioni della destra quando nel 2008 smantellò i provvedimenti anti-evasione del ministro Visco

L’evasione fiscale non sente la crisi. Stando ai dati diffusi dalle principali fonti statistiche (Istat, Ocse, Banca d’Italia), l’Italia resta il paradiso per gli evasori, confermandosi un inferno fiscale per chi paga le tasse.

Tutti i condoni di PdL e Lega Nord: da quello "tombale" a Mondadori

Fiscali, edilizi, tombali, integrativi o a scudo, pendenti o potenziali: quello dei condoni è per il governo Berlusconi il record della vergogna ma a ben guardare anche il primato della fantasia (applicata alla vergogna). Insomma, come trovare il modo per sanare le ignobili imprese dell’abuso e dell’evasione con invenzioni anche lessicali degne di un cruciverba.
Il governo Berlusconi-Tremonti- Bossi ha letteralmente massacrato la legislatura 2001-2006 con le sanatorie più varie, conosciute o meno.