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domenica 4 marzo 2012

Una strana gioventù che odia la velocità


di Eugenio Scalfari (La Repubblica, 4 marzo 2012)

Ieri è stato il sabato dei No-Tav in Valle e fuori Valle, a Roma e a Milano, a Mantova, ad Imperia, a Pisa, ad Alessandria, a Pesaro, ad Avellino e in molti altri luoghi urbani e universitari. Gli studenti sono infatti molto impegnati e la Tav – cioè l´Alta Velocità – è diventata l´obiettivo su cui puntare i fucili della polemica, la sfida alla politica e al governo, alle banche e al capitale, all´Europa dei tecnocrati e ai “media” servi dei padroni.Però i cortei di ieri erano colorati e anche festosi. Qua e là qualche incidente e qualche occupazione stradale ma per fortuna nulla di grave.
Resta pur sempre il problema di come sbloccare la situazione nella Valle. L´idea d´una moratoria (Di Pietro) è bizzarra: i lavori sono in ritardo di sei anni e tutte le indagini geologiche, economiche, ambientali, impiantistiche che dovevano esser fatte sono state fatte; le modifiche al tracciato per venire incontro ad alcune richieste dei sindaci e delle popolazioni che rappresentano, sono state effettuate.

“A Travaglio e agli ecologisti con le molotov in tasca dico: l’Alta Velocità è la scelta più ambientalista che ci sia”

Stefano Esposito
Intervista all'on Stefano Esposito (PD) (Panorama, 29 febbraio 2012)

Stefano Esposito, quarantaduenne torinese, è un combattivo deputato del Pd da sempre favorevole alla Tav, la ferrovia ad alta velocità. Una posizione che lo ha reso particolarmente inviso ai militanti ostili al progetto: «Credo di essere il politico più odiato da quella gente insieme con l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino» scherza lui. In questi giorni di scontri in Val di Susa è particolarmente fumantino e ha sentito il bisogno di scrivere una nota ufficiale su Luca Abbà, l’agguerrito leader No Tav folgorato su un traliccio durante la protesta. Nel comunicato si legge: « Purtroppo quasi tutti i media hanno scelto di ‘mitizzare’ il povero Luca Abbà descritto come un contadino attaccato alla terra, un luddista postmoderno con scarsa dimestichezza con l’elettricità e le altre conquiste della tecnologia. Quasi tutti si sono dimenticati di dire che il coltivatore diretto di Exilles ha un curriculum giudiziario alquanto lungo e interessante, che è un pregiudicato e un pluridenunciato per fatti violenti…».

Sì a un'opera essenziale per la crescita e la competitività dell'Italia e dell'Europa

di Stefano Esposito (Deputato PD)
 
Il modello di sviluppo perseguito dall’Unione Europea è basato sulla crescita della competitività e del ruolo dell’Unione nell’economia mondiale; una crescita inclusiva ed ambientalmente sostenibile, essenziale per la coesione tra gli stati membri e quindi per la riduzione della distanza geografica (tra gli stati) e della marginalità sociale (tra i cittadini).
La crescita e lo sviluppo economico si realizzano attraverso la creazione di un ambiente favorevole per la competitività delle imprese e quindi richiedono la realizzazione di adeguate infrastrutture materiali, in grado di sostenere il mercato unico garantendo la libera circolazione delle persone e delle merci, creando occupazione e contribuendo agli obiettivi dell'UE in materia di cambiamenti climatici con la riduzione delle emissioni di CO2 dei trasporti (protocollo di Kioto).

I primi 100 del Governo Monti. Bersani: «Subito segnali sulla crisi sociale»

Pier Luigi Bersani e Mario Monti
Intervista a Pier Luigi Bersani - (Simone Collini - L'Unità, 4 marzo 201)

Bene la «prima risposta» arrivata dal governo, «ora bisogna leggere la realtà un po’ più nel profondo». 
E poi, guardando al 2013, nessuna grande coalizione: «Democrazia significa confronto politico, con i cittadini che scelgono chi debba governare». E democrazia, dice Pier Luigi Bersani, significa anche «rispettare le decisioni prese attraverso meccanismi di rappresentanza e partecipazione». Parole non casuali. Il segretario del Pd parla mentre sono in corso manifestazioni dei No Tav in tutta Italia: «Si stanno accendendo fuochi pericolosi. Su questo tema il Parlamento deve discutere, va pronunciata una parola chiara».

“Il PD all’esame del riformismo”

di Miguel Gotor (da La Repubblica, 3 marzo 2012)

Dopo il governo Monti nulla sarà come prima, cantilenano i gattopardi italiani. Dal momento che siamo un Paese gerontocratico dobbiamo però chiederci a quale “prima” si vuol fare riferimento. L´impressione è che ci sia in giro una gran voglia di riesumare un reperto archeologico, gli anni Settanta, con il suo inevitabile rosario di citazioni pasoliniane: a destra l´antagonismo è ridotto a terrorismo in base a un´inedita strategia del rancore, mentre tra i radicali il movimento No Tav è cavalcato per nuocere al Partito democratico, all´eterno grido del tradimento a sinistra. Riflessi antichi, quelli di un sistema anchilosato che si regge solo per il suo irrigidimento da paralitico, avrebbe detto Antonio Gramsci.

sabato 3 marzo 2012

È l’ora del relativismo giustizialista

di Stefano Menichini (Direttore di "Europa")
3 marzo 2012

Svolta al Fatto e dintorni. Svolta importante. Si chiude un’era, quella del giustizialismo duro e puro. Se ne apre un’altra, quella del relativismo giustizialista. D’ora in poi non conta più se si violano le leggi, punto. Conta il motivo per cui lo si fa. Cambiamento decisivo, che avvicina concettualmente i più antiberlusconiani di tutti al loro nemico numero uno. Mentre rimane fermo l’altro paradigma del giornalismo e della politica delle manette: se sei antipatico a noi non devi rispondere di colpe specifiche, basta l’ombra del sospetto remoto di un interesse indiretto e scatta la condanna. Se non altro, morale. Il terreno di applicazione della nuova dottrina varata da Padellaro e Travaglio, col decisivo supporto di Michele Santoro, è la Val Susa. I nuovi favoriti dal relativismo manettaro sono i No Tav che, sotto la leadership ormai incontrastata degli anarco-insurrezionalisti, dopo aver fatto della Valle un campo di battaglia stanno diffondendo i loro blitz in tutta Italia.

Tratta e costi: la mappa dell'Alta Velocità

Il tunnel della discordia, quello che da giugno ha portato nuovi scontri e nuove barricate in Val di Susa, corre per sette chilometri e 400 metri da Chiomonte dritto nella pancia del Moncenisio. Sette chilometri e 400 metri di galleria di servizio che andranno tra cinque anni a congiungersi ai 57 del maxi tunnel italo-francese, il cuore della Torino-Lione che va da Susa a Saint Jean de Maurienne: 44,5 chilometri in terra d'Oltralpe (77%) e solo 12,5 (23%) in territorio nostrano, il tassello più critico del cosiddetto Corridoio mediterraneo che dal Sud della Spagna arriva fino a Budapest snodandosi in una rete di cinquemila chilometri di nuove linee ferroviarie.

martedì 5 luglio 2011

TAV: per saperne di più

Per saperne di più sulla TAV, sul tracciato che attraverserà la Val di Susa, sulle finalità dell'opera e sui suoi costi, consigliamo la lettura del sito http://www.torino-lione.it/default.htm che Walter Rivola ha segnalato sulla sua pagina di facebook.
Contiene dati, analisi, studi, interventi e relazioni che possono risultare utili per una migliore comprensione e  conoscenza di quanto sta accadendo e di ciò che potrà accadere.

Contro i violenti e i provocatori in Val di Susa, senza se e senza ma!

Anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano è intervenuto per condannare la violenza alla manifestazione contro l’alta velocità a Chiomonte della Maddalena, dove attorno al cantiere dei lavori preliminari per la TAV ci sono stati centinaia di feriti negli scontri fra manifestanti e forze dell’ordine.
"Le violenze accadute in Val di Susa sollecitano tutte le istituzioni e le componenti politiche democratiche a ribadire la più netta condanna. Le forze dello Stato, alle quali va la mia solidarietà, devono intervenire con la massima fermezza. Non si può tollerare - si legge nella nota diffusa domenica sera - che a legittime manifestazioni di dissenso cui partecipino pacificamente cittadini e famiglie si sovrappongano, provenienti dal di fuori, squadre militarizzate per condurre inaudite azioni aggressive contro i reparti di polizia chiamati a far rispettare la legge".

domenica 24 gennaio 2010

Torino, i "Sì Tav" al Lingotto. Chiamparino: PdL non c'è. Teme di perdere voti

Il Sindaco Sergio Chiamparino (nella foto) ha guidato la manifestazione dei favorevoli alla TAV che si è svolta al Lingotto di Torino, dopo il corteo dei 20mila che ieri in Val Susa hanno ribadito il “No” all’alta velocità sulla Torino-Lione.
All’esterno sostava un piccolo gruppo di contrari alla TAV. Tre di essi sono entrati e gli organizzatori hanno loro offerto la possibilità di parlare.
"Non è una dimostrazione muscolare quella di oggi, tanto meno un braccio di ferro - ha detto Chiamparino - ma solo una grande occasione democratica per illustrare un'opera di cui l'Italia ha bisogno per stare sul mercato. Un'opera davvero bipartisan: infatti qui non c'è nessuna bandiera di partito. Un'opera bipartisan come furono il traforo del Frejus e in tempi più recenti la metropolitana di Torino, che, programmata decine di anni, fu oggetto degli stessi timori anche da parte degli ambientalisti e di cui invece i torinesi possono ora godere".
A proposito del “bipartisan”, Chiamparino parla dell’assenza del PdL al Lingotto: “Per ragioni politiche legate alla campagna elettorale, alcune forze del centrodestra non hanno partecipato. Mi dispiace, l'iniziativa era nata bipartisan e per quel che ci riguarda continueremo a considerarla tale".
Si è poi appreso che una conferenza stampa del PdL all'Hotel Ambasciatori avrà luogo alle ore 17. Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, parla di un chiaro segnale di paura elettorale. "Non è una semplice fantasia il fatto che Bossi sia molto più interessato agli investimenti sulla Lombardia" sottolinea. “Dato che le risorse scarse hanno allocazioni alternative, a Bossi interessa che si vada avanti da Milano in là, piuttosto che sulla tratta piemontese".