Ieri è stato il sabato dei No-Tav in Valle e fuori Valle, a
Roma e a Milano, a Mantova, ad Imperia, a Pisa, ad Alessandria, a Pesaro, ad
Avellino e in molti altri luoghi urbani e universitari. Gli studenti sono
infatti molto impegnati e la Tav – cioè l´Alta Velocità – è diventata
l´obiettivo su cui puntare i fucili della polemica, la sfida alla politica e al
governo, alle banche e al capitale, all´Europa dei tecnocrati e ai “media”
servi dei padroni.Però i cortei di ieri erano colorati e anche festosi. Qua e
là qualche incidente e qualche occupazione stradale ma per fortuna nulla di
grave.
Resta pur sempre il problema di come sbloccare la situazione
nella Valle. L´idea d´una moratoria (Di Pietro) è bizzarra: i lavori sono in ritardo
di sei anni e tutte le indagini geologiche, economiche, ambientali,
impiantistiche che dovevano esser fatte sono state fatte; le modifiche al
tracciato per venire incontro ad alcune richieste dei sindaci e delle
popolazioni che rappresentano, sono state effettuate.









