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Stefano Esposito |
Intervista all'on Stefano Esposito (PD) (Panorama, 29 febbraio 2012)
Stefano Esposito, quarantaduenne torinese, è un combattivo deputato del Pd da
sempre favorevole alla Tav, la ferrovia ad alta velocità. Una posizione che lo
ha reso particolarmente inviso ai militanti ostili al progetto: «Credo di
essere il politico più odiato da quella gente insieme con l’ex sindaco di
Torino Sergio Chiamparino» scherza lui. In questi giorni di scontri in Val di
Susa è particolarmente fumantino e ha sentito il bisogno di scrivere una nota
ufficiale su Luca Abbà, l’agguerrito leader No Tav folgorato su un traliccio
durante la protesta. Nel comunicato si legge: « Purtroppo quasi tutti i media
hanno scelto di ‘mitizzare’ il povero Luca Abbà descritto come un contadino
attaccato alla terra, un luddista postmoderno con scarsa dimestichezza con
l’elettricità e le altre conquiste della tecnologia. Quasi tutti si sono
dimenticati di dire che il coltivatore diretto di Exilles ha un curriculum
giudiziario alquanto lungo e interessante, che è un pregiudicato e un
pluridenunciato per fatti violenti…».
Io difendo i miei convincimenti e lo faccio
democraticamente. Io non ho mai tirato pietre e bulloni contro i presidi No Tav
e continuerò a non farlo. Però rivendico il diritto democratico di avere
un’opinione diversa dalla loro e che vengano rispettate la legalità e la legge.
I No Tav sostengono
di voler preservare intatta la loro terra per i propri figli…
Dichiarano di voler difendere la terra che amano solo a
parole, poi, per esempio, annunciano che bloccheranno l’autostrada in uno degli
ultimi week-end buoni per andare a sciare, in una stagione sfortunata per il
turismo, visto che è nevicato pochissimo E se continueranno questi blocchi
stradali presto la Sitaf (la società che gestisce la locale autostrada ndr)
inizierà a mandare a casa gli operai. Gente del posto, padri di famiglia.
Sta dicendo che i No
Tav non sono persone sinceramente preoccupate per il destino del proprio
territorio?
Gli scontri di questi giorni hanno dimostrato una volta di
più che la loro non è una campagna ecologista, bensì una battaglia ideologica
contro il sistema e contro lo Stato a cui danno copertura politica non solo
Beppe Grillo, ma anche la Fiom, e adesso, più di tutti gli altri, Sinistra
ecologia e libertà. Gli uomini di Nichi Vendola e del sindacato spacciano per
pacifici soggetti che pacifici non sono.
Oggi Marco Travaglio sul Fatto quotidiano ha scritto un
editoriale piuttosto duro contro la Tav.
I suoi argomenti sono retorici. Ma uno come lui, abituato a
spulciare carte giudiziarie vecchie di trent’anni, non dovrebbe far fatica ad
aprire il sito dell’Osservatorio per la realizzazione della ferrovia
Torino-Lione che ha rivisto il vecchio progetto e qui potrebbe facilmente
scoprire tutte le ragioni tecniche, trasportistiche e ambientali per cui la Tav
è un progetto ecologico.
In che senso, scusi?
La linea ferroviaria storica è costosa (per esempio a causa
della pendenza occorrono due locomotive per trasportare i vagoni) e
tecnicamente obsoleta. Così vecchia che non permette di trasportare su rotaia
molti modelli di tir, essendo le gallerie troppo basse. Con la Tav verrebbe
abbattuto il 40 per cento degli attuali costi di trasporto su gomma e questa
sarebbe una grande scelta ambientale, visto che, come è noto a tutti, il treno
è più ecologico dei tir, ma questo evidentemente sfugge a Travaglio. Invece di
parlare di militarizzazione della valle, invece di usare come parametro i costi
per costruire l’alta velocità sulla Torino-Milano, Travaglio dovrebbe
prepararsi con più scrupolo sull’argomento. Su questo tema sono pronto a un
confronto pubblico con lui in qualunque sede.
Rischia che la platea
la ricopra di uova, vernice e petardi…
Diciamo che allora approfitto della sua intervista per
fargli una domanda io: perché lunedì scorso è partito lo scavo per il raddoppio
della galleria autostradale del Frejus e non c’era neanche un No Tav a
protestare? Bucare quella montagna è meno grave che bucare una montagna poco
più in alto? E il signor Travaglio sa che uno dei leader No Tav, il presidente
della Comunità montana Sandro Plano, purtroppo iscritto al mio stesso partito,
è uno dei più alti dirigenti della Sitaf che sta scavando quella galleria?
Ho capito che
Travaglio non le sta simpatico. Ma non ha paura di apparire paradossale dicendo
che la Tav è ecologica?
Gli svizzeri hanno recentemente realizzato un tunnel
ferroviario per le merci simile a quello della Val di Susa e un altro sarà
completato prossimamente: in questo modo hanno potuto contingentare i camion
che viaggiano sull’autostrada. Non riesco a immaginare una scelta più
ambientalista. Ma forse è un tema che non interessa a questi presunti
ecologisti con le molotov in tasca. Io, invece, ai miei figli voglio lasciare
una valle con l’aria più pulita. Grazie alla Tav.
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