mercoledì 19 agosto 2020
Zingaretti: Il mio piano per le riforme
venerdì 31 luglio 2020
TASSA RIFIUTI (TARI 2020): Intesa raggiunta con le Associazioni Imprenditoriali sulle riduzioni da applicare sulla tariffa 2020 alle imprese dei diversi settori colpite dall’emergenza Covid19.
Le scadenze di pagamento TARI 2020 sono spostate al 31 ottobre (1^ rata) e 31 dicembre (2^ rata).
Giovedì scorso è stato definito un importate intervento di sostegno a favore delle imprese duramente colpite dall’emergenza Covid.19. Il Sindaco di Faenza, in qualità di Presidente dell’Unione della Romagna Faentina, unitamente al Sindaco di Solarolo, delegato al Bilancio e Tributi dell’Unione, hanno incontrato il Tavolo delle Associazioni Imprenditoriali Faentine, prospettando un’ipotesi di forte riduzione delle tariffe TARI per l’anno 2020, al fine di sostenere le imprese, sgravandole il più possibile da tributi locali, in questo anno per loro pesantissimo.
I Comuni dell’Unione della Romagna
Faentina hanno dirottato a favore delle imprese € 1.377.000 di risorse inizialmente
destinate dallo Stato a sostegno dei Bilanci comunali, gravati anch’essi da
questa emergenza.
Queste
risorse straordinarie stanziate dai Comuni, unitamente alla riduzione del costo
complessivo del servizio rifiuti determinato da provvedimenti di ARERA
(l’Autorità di controllo in materia) e dal negoziato fra HERA e Atersir
(l’Autority regionale) hanno consentito complessivamente una riduzione del
gettito TARI richiesto alle imprese dell’Unione di quasi 2 milioni di €.
Si
riduce, così, mediamente di quasi il 32% la bolletta TARI per le imprese,
con punte di quasi l’83% per le categorie maggiormente colpite. Entro questa
settimana i Comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza,
Riolo Terme e Solarolo delibereranno lo spostamento delle scadenze di pagamento
TARI 2020 al 31 ottobre (1^ rata) e 31 dicembre (2^ rata).
Per
molte imprese si tratterà di bollette particolarmente leggere, grazie alle
forti riduzioni disposte dai Comuni.
lunedì 27 luglio 2020
Novità per fisco, lavoro, imprese ed enti locali. Governo al lavoro sul decreto di agosto
Un provvedimento su cui il Governo sta lavorando da qualche settimana e che presumibilmente verrà approvato entro la metà di agosto, a sostegno del sistema produttivo e del reddito dei cittadini, per supportare la ripresa e intervenire dove necessario per preservare l’occupazione.
Ma come verranno distribuiti i fondi? Circa 4 miliardi saranno utilizzati per la rateizzazione pluriennale dei pagamenti fiscali e contributivi per ora rinviati al 16 settembre. Altri 6-7 miliardi per la proroga, con criteri selettivi, della cassa integrazione fino alla fine dell’anno. Circa 1,5 miliardi per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, 1,3 mld per la scuola, circa 5 miliardi per Regioni, Comuni e Province, 1-2 miliardi per sostegni ai settori dell’auto e del turismo.
Recovery Fund, ecco cosa prevede l’accordo
Primo fra tutti Matteo Salvini che ha commentato: “In fondo al tunnel è in arrivo una fregatura grossa come una casa”. Una voce stonata che si allinea a quelle degli altri sovranisti europei, come Le Pen, colpiti nell’orgoglio per un risultato che non si aspettavano.
Anche Giorgia Meloni ha dovuto ammettere che Conte se l’è cavata bene anche se “poteva andare meglio” (forse con le ricette sovraniste?).
In realtà in tutta Europa la soddisfazione è davvero grande perché l’accordo si muove in un’unica direzione, quella della ripresa comune. E non era davvero una conclusione scontata, visto le distanze di posizioni iniziali.
Un risultato che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito ”storico”, aggiungendo che ”questa volta l’Europa non può essere accusata di aver fatto troppo poco e troppo tardi”.
Cosa prevede l’accordo?
L’accordo è stato raggiunto sulla cifra record di 750 miliardi di euro, suddivisi tra prestiti e sovvenzioni: i primi sono 360 miliardi di euro mentre i contributi a fondo perduto sono 390 miliardi. I soldi arriveranno probabilmente nel secondo trimestre del 2021 ma potranno essere utilizzati anche retroattivamente, dunque per coprire le spese sostenute da febbraio 2020 in poi.
Il prossimo autunno, quindi, ogni Paese presenterà un proprio piano nazionale di riforme che verrà sottoposto al ‘giudizio’ del Consiglio Ue che, con una votazione a maggioranza qualificata, deciderà se dare il via libera al piano, in base alle proposte presentate dalla Commissione.
Sarà invece il Comitato economico e finanziario (Cef), i supertecnici dei ministri delle Finanze dei Paesi, a valutare il rispetto delle tabelle di marcia e degli obiettivi fissati per l’attuazione dei piani nazionali.
Se in questa sede, “in via eccezionale”, qualche Paese riterrà che ci siano problemi, potrà chiedere che la questione finisca sul tavolo del Consiglio Europeo.
Cosa si prevede per l’Italia
In virtù di quanto previsto dall'accordo, l’Italia porterà a casa 208,8 miliardi di euro (una cifra superiore rispetto ai 172,7 del piano originale della Commissione) così suddivisi: prestiti: €127,4 miliardi (rispetto ai 90,9 proposti dalla Commissione UE), trasferimenti: €81,4 miliardi (poco meno rispetto ai 90 iniziali).
Le risorse sono tante e c’è bisogno di utilizzarle al meglio, per questo bisogna correre per non sprecare nessuna opportunità.
Il presidente del Consiglio Conte in conferenza stampa ha ribadito che è arrivato il momento di presentare al più presto un programma di spesa e riforme: “Sicuramente abbiamo già predisposto un piano di rilancio, condiviso con i ministri le forze di maggioranza e presentato al Paese. Adesso abbiamo la necessità di metterci al lavoro da subito per individuare i progetti da presentare per chiedere e ottenere i finanziamenti europei”.
E per questo ribadisce l’imminente costituzione di una task force operativa: “Abbiamo già elaborato dei progetti e condiviso con le varie componenti della società, rimane un ultimo confronto con le opposizioni. La costituzione di una task force operativa, al di là di uno staff che ha già lavorato al piano di rilancio, sarà una delle priorità che andremo a definire in questi giorni, perché dovrà partire al più presto”.



