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giovedì 10 giugno 2021

Approvato il decreto “ponte”, che anticipa e prepara l'introduzione dell’Assegno unico, che entrerà in vigore a regime dal 1 gennaio 2022

 Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto “ponte”, con cui si anticipa e si prepara l'introduzione dell’Assegno unico, che entrerà in vigore a regime dal 1 gennaio 2022.

Finalmente anche l’Italia avrà uno strumento universale, una misura giusta a supporto delle famiglie, del lavoro delle donne, della natalità, utile a contrastare disuguaglianze e povertà minorile.
È una riforma che ripensa il sistema di protezione sociale, in risposta alle esigenze di una società profondamente cambiata e che non può rassegnarsi al crollo demografico, che mette a rischio il futuro del Paese.
È una misura semplice, perché mette fine alla confusione di bonus, detrazioni e assegni previsti.
È una misura equa, perché modulata su soglie Isee e perché sostiene le famiglie numerose.
È una misura destinata a tutti, anche a lavoratori autonomi, professionisti e incapienti, che oggi non ricevono gli assegni familiari.
In attesa dell’entrata in vigore, dal 1 luglio al 31 dicembre tutte le famiglie con figli a carico avranno un aiuto in più.
E, nell’aiutare le famiglie, si aiuta l’Italia.

venerdì 21 maggio 2021

Proposte PD per i giovani: ‘dote’ ai 18enni, stop allo sfruttamento negli stage

 


Se crescono i giovani cresce l’Italia.

Impegnarsi per l’equità per il Partito Democratico vuol dire occuparsi anche della “generazione Covid” che in questi mesi è rimasta a casa invece di poter studiare, viaggiare, cominciare a cercare un lavoro.

Il PD con #dote18 vuole assegnare una dote di 10.000 euro a chi compie 18 anni e potrà avere, anche quando i genitori non possono aiutarli, un’opportunità di formazione, l’impegno in attività economiche, la possibilità di andare via di casa.

Non un prestito su cui ipotecare il futuro ma una dotazione economica per i giovani di cui poter disporre da coprire con le tasse di successione dell’1% degli italiani che ricevono eredità e donazioni superiori al valore di 5 milioni di euro.

È un modo per garantire a tutti le stesse opportunità: ogni anno 280.000 tra ragazze e ragazzi potranno prendere in mano il proprio futuro senza dover pesare sulle spalle dei genitori.

L’1% degli italiani può così finanziare con quasi 3 miliardi di euro una proposta di giustizia sociale perché il diritto al futuro nessuno deve toglierlo alle nuove generazioni.