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lunedì 16 ottobre 2017

10anniPD / L’editoriale di Eugenio Scalfari: Libertà, eguaglianza, fraternità, questo dev’essere ed è lo spirito del Partito democratico

… sulla legge ELETTORALE: giusta e necessaria ...e anche il voto di fiducia

EUGENIO SCALFARI (La Repubblica, 15 ottobre 2017)

HO ASSISTITO ieri mattina al Teatro Eliseo alla rievocazione dei 10 anni da quando esiste il Partito democratico. I protagonisti di questo racconto politico erano Walter Veltroni che fu il fondatore e accanto a lui il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il segretario del Pd, Matteo Renzi. Dieci anni, decisivi nella politica italiana e importanti nella politica europea nella quale il Pd è sempre stato europeista.
I discorsi dei tre relatori sono stati degni degli applausi dall’inizio alla fine. La platea era gremita e altrettanto le tribune.

domenica 15 ottobre 2017

10anniPD / “Il PD e i nostri valori fondativi disegneranno le mappe del futuro”

Dieci anni di Partito Democratico: al teatro Eliseo di Roma una grande festa per dare forza e unità al più grande partito riformista italiano ed europeo. Gli interventi di Walter Veltroni, Paolo Gentiloni e Matteo Renzi

“Dobbiamo superare questa stagione di discussione con la voglia di costruire il futuro. I prossimi dieci anni saranno meravigliosi”: questo l’augurio di Matteo Renzi al teatro Eliseo di Roma, dove il PD ha festeggiato dieci anni di vita politica. Ecco, dieci anni alle spalle - difficili ma entusiasmanti e positivi - e dieci davanti con la consapevolezza, come ha detto Walter Veltroni, che “Il passato è passato. Non ci resta che il futuro”. E’ proprio Veltroni, primo segretario del Partito Democratico, ad aprire gli interventi dei festeggiamenti per il decennale democratico, seguito da Paolo Gentiloni e Matteo Renzi.

Tre brevi discorsi fatti con la testa e col cuore, dove il leit-motiv non è tanto celebrare il decennale del più grande partito italiano, quanto ragionare sulle parole chiave del futuro prossimo.
Veltroni ne ha subito tirata fuori uno, centrale: sinistra. “Non abbiate mai paura della parola sinistra. Non camuffatela. Non è solo una collocazione parlamentare ma un’idea di giustizia e libertà”, anche se, ammette Veltroni, “la sinistra ci ha messo troppo a capire che libertà e giustizia non sono separabili. Per me sinistra è quel ragazzo con le buste della spesa in mano e non il carrarmato del regime cinese”, ha proseguito Veltroni, riferendosi alla famosa immagine di piazza Tien-An-Men.

Una parola guida, insomma, ma non dogmatica, al contrario aperta e inclusiva, flessibile e capace di leggere il presente in modo non superficiale. “Siamo in una fase della storia difficile -ha affermato l’ex segretario PD - non mi sono mai spiegato la Shoah. Ma è successo. E quando si leggono i libri di storia ci si chiede come abbiano fatto i contemporanei a non capire. Noi siamo di nuovo in una cruna dell’ago della storia”.

sabato 14 ottobre 2017

2007-2017, il 14 ottobre di 10 anni nasceva il PARTITO DEMOCRATICO


(Alessandro Barattoni, candidato a Segretario della Federazione PD di Ravenna)

Una splendida domenica di 10 anni fa, il 14 ottobre del 2007, 3 milioni e mezzo di persone uscirono di casa per festeggiare la nascita del nostro Partito Democratico.
Tanti di noi custodiscono ancora gelosamente a casa il tagliandino di fondatore del PD, l’unico partito per il quale ad oggi valga ancora il principio “una testa, un voto”. Ricordiamocelo.
Veltroni vinse con il tema “per un’Italia più moderna, più giusta, più unita”.
Dieci anni dopo la crisi ha modificato standard, abitudini, usi e costumi, aspettative e speranze di milioni di persone nel nostro Paese. Nel quadro di una situazione internazionale sempre più allarmante, nuovi nazionalismi e destre violente e reazionarie prendono voti facendo leva sulle paure e sulle fragilità, figlie della fase in corso o eredità precedente aggravatasi in questi tempi. Mi sembra chiaro che la funzione del nostro partito sia ancora la stessa: cambiare l’Italia, riformandola in un’Europa che ha bisogno di passi avanti e di politiche pubbliche maggiormente condivise, non di arretramenti e incertezze.
Un PD più aperto, utile e plurale per un’Italia migliore in un’Europa più forte.


lunedì 9 ottobre 2017

10anniPD / Il Partito democratico rigeneratore della democrazia italiana

Beppe Vacca (Democratica, 9 ottobre 2017)

L’esercizio individuale della sovranità popolare che i cittadini italiani hanno conquistato nel dopoguerra chiede nuovamente di rispondere alla domanda: chi è il legislatore?

Il ritorno al proporzionale cambierà molte cose nella vita politica degli italiani. Nella Seconda Repubblica avevamo finito per mettere in scena una “democrazia delle facce”, quelle dei leader (o presunti tali) per cui i cittadini erano chiamati a votare.
Col proporzionale torna la “democrazia dei partiti” e il racconto della politica tende già a cambiare. Piaccia o no, questo ci chiede di elaborare l’identità del PD non solo in termini di programma di governo, ma anche di cultura politica diffusa, di capacità di influire sul senso comune per favorire una nuova “connessione sentimentale” fra la politica e gli italiani, e viceversa.
Tutto ciò richiede una capacità corale dei dirigenti, dei militanti e dei simpatizzanti di diffondere i significati della proposta politica promuovendo mobilitazioni civiche e proponendo proprie narrazioni sui problemi fondamentali della vita comune.

sabato 7 ottobre 2017

10anniPD / Un partito necessario ma ancora incompiuto

Molte sfide, molti difficili appuntamenti, in Italia e in Europa, sono di fronte al PD

Claudia Mancina (Democratica, 6 ottobre 2017)

A distanza di dieci anni dalla sua nascita, il PD appare contemporaneamente un partito necessario e un partito incompiuto. Necessario perché porta avanti, sia pure con lentezze, esitazioni e contraddizioni, una elaborazione delle tradizionali posizioni della sinistra, richiesta da un mondo che è cambiato e continua a cambiare; ma anche perché, in un quadro politico ormai da anni in smottamento, è l’unico partito che conserva una qualche parvenza di stabilità, l’unico dotato di statuto, procedure, regole democratiche.
Tuttavia incompiuto, perché l’operazione iniziata dieci anni fa, a suo modo audace, se si pensa alla immobilità del sistema dei partiti precedente, rotta soltanto dalla crisi politico-giudiziaria del 1992-93, è stata fin dall’inizio monca. Il PD era l’evoluzione fisiologica e la proiezione partitica dell’esperienza dell’Ulivo, fondato nel 1995 e consolidatosi nelle elezioni del 1996. Nasceva quindi con un ritardo di più di dieci anni; un ritardo dovuto ad opposizioni e resistenze non tanto sotterranee, destinate a pesare per tutta la sua vita successiva.

10anniPD / Il PD costruisca se stesso e la propria identità di partito riformatore

Il nuovo PD è nato. E ora è davanti a un bivio storico

Biagio De Giovanni (Democratica, 6 ottobre 2017)

1. Parlare del Partito Democratico proiettando la sua immagine nei prossimi dieci anni implica inserirlo nel difficile tema del destino politico dell’Italia in Europa. Un partito non è solo “programma”, anzi è soprattutto un’entità storico-politica che deve fare i conti con il corso dei tempi e con una capacità di previsione. È tanto più necessario assumere il tema nella dimensione accennata, quanto più convinto che se si continua a ragionare nei confini dei recinti nazionali, si perde il punto di prospettiva da cui pensare se stessi e il mondo, e se stessi nel mondo. E peraltro la lotta in Italia è contro i populismi, qui più forti che altrove.