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martedì 3 maggio 2016

L’eroica inchiesta di Potenza? E’ finita il giorno del referendum…

Persino Il Fatto non ne parla più: eppure era “peggio di Tangentopoli”

di Fabrizio Rondolino (l'Unità, 3 maggio 2016)

Da giorni compulsiamo Il Fatto con crescente ansia e curiosità alla ricerca di nuovi dettagli, nuovi particolari, nuove rivelazioni sulla grandiosa inchiesta della Procura di Potenza, la “Trivellopoli” che qualche burattino della Casaleggio Associati srl definì “più grande di Tangentopoli”, ma non riusciamo a trovare nulla.
Sfogliamo il giornale di Travaglio dalla prima all’ultima pagina, torniamo indietro, ricominciamo pazienti la lettura, ma non c’è niente. Neppure un titolino, un taglio basso, una vignetta: niente di niente.

lunedì 18 aprile 2016

Niente quorum. Il referendum è nullo

I seggi sono rimasti aperti dalle 7 alle 23 di domenica 17 aprile e l’affluenza nel 'referendum sulle trivelle' si è fermata al 32%, al netto dei voti all’estero.

domenica 17 aprile 2016

Referendum 17 aprile 2016, l'affluenza al voto e i risultati a Casola Valsenio


Affluenza alle urne a Casola Valsenio
Alle ore 12,00:
- maschi, n. 56 - aventi diritto (n. 1033)
- femmine, n. 61 - aventi diritto (n. 1050)
 
- TOTALE, n. 117 (5,62% degli aventi diritto al voto - n. 2.083)

 Alle ore 19,00:
- maschi, n. 138 - aventi diritto (n. 1033)
- femmine, n. 159 - aventi diritto (n. 1050)
 
- TOTALE, n. 297 (14,26% degli aventi diritto al voto - n. 2.083)

 Alle ore 23,00:
- maschi, n. 199 - aventi diritto (n. 1033)
- femmine, n. 218 - aventi diritto (n. 1050)
 
- TOTALE, n. 417 (20,02% degli aventi diritto al voto - n. 2.083)

I RISULTATI
Schede nulle, n. 4
Schede bianche, n. 1
VOTI VALIDI, n. 412
SI' n. 261 (63,35%)
NO n. 151 (36,65%)  

I dati nazionali sono consultabili sul sito del Ministero degli Interni

martedì 5 aprile 2016

L’Italia leader in Ue sulle rinnovabili. Il referendum non c’entra

L’intervento di apertura di Matteo Renzi alla Direzione Nazione PD del 4 aprile 2016

I LINK:
- TUTTI GLI INTERVENTI DELLA DIREZIONE NAZIONALE
- LE DIAPOSITIVE PRESENTATE DURANTE LA RELAZIONE DI MATTEO RENZI

“Sulla strategia delle rinnovabili potete dire quello che volete ma il governo italiano è all’avanguardia. Siamo leader in Europa”. Lo ha detto Matteo Renzi durante la direzione del PD. “La questione si inserisce in un discorso più ampio – ha aggiunto – Se anche tu raddoppi l’energia prodotta da rinnovabili noi non abbiamo la possibilità nei prossimi dieci anni di fare a meno di carbone, gas e petrolio”.
“Noi pensiamo che il male assoluto sia il carbone – ha spiegato – E cosa abbiamo fatto in questi anni con la leadership di Enel? Abbiamo deciso di chiudere tre centrali: Pietrafitta, Bastardo e abbiamo annunciato la chiusura di La Spezia. In tutti e tre i casi abbiamo assicurato che non ci saranno esuberi. Non solo: altre due centrali avevano l’intenzione di passare dalla produzione dell’olio al carbone e abbiamo detto di no”.

martedì 29 marzo 2016

Referendum sulle trivelle: le ragioni del Sì

Verso il 17 Aprile. Intervista ad Enzo Di Salvatore, costituzionalista e promotore del referendum sulle trivelle

Il prossimo 17 aprile in tutta Italia si voterà per il referendum sulle trivelle, se ne parla ancora poco, cerchiamo di conoscere meglio le ragioni del Sì e del No.
Per orientarci meglio abbiamo pubblichiamo l'intervista a Enzo Di Salvatore, costituzionalista e promotore del referendum.

Referendum sulle trivelle: le ragioni del No

Verso il 17 aprile. Intervista a Gianfranco Borghini, presidente del comitato Ottimisti e Razionali

Il prossimo 17 aprile in tutta Italia si voterà per il referendum sulle trivelle, se ne parla ancora poco, cerchiamo di conoscere meglio le ragioni del Sì e del No.

Per orientarci meglio pubblichiamo l'intervista a Gianfranco Borghini, presidente del Comitato Ottimisti e razionali.

Perché non farsi imbrogliare dal referendum sulle estrazioni marittime di gas naturale

di Alberto Pagani (Deputato PD) 

Il quesito, ribattezzato strumentalmente “no triv”, riguarda 21 delle 66 concessioni esistenti: non prorogarle ci renderebbe più dipendenti dalle forniture estere e farebbe perdere lavoro alle persone
Il 17 aprile si terrà il referendum sul rinnovo delle concessioni per la ricerca di idrocarburi in mare: ne ho già scritto all'inizio di febbraio, quando la Consulta ha ammesso il quesito, e ne scrivo ora per ribadire quanto precedentemente affermato. Ovvero che lo trovo assurdo sia perché si tratta di un tema altamente specialistico trasformato in una campagna ideologica, sia perché il suo esito potrebbe essere dannoso per il comparto, per il Paese, per migliaia di lavoratori. Non credo sia un referendum da promuovere, tanto che non ne scriverò più e tanto che spero finisca con un nulla di fatto, lasciando tutto così com'è ora.

venerdì 18 marzo 2016

Referendum del 17 aprile: pro e contro

Per cosa andremo a votare il 17 aprile: si parla degli impianti che esistono già – i nuovi sono vietati in ogni caso – e quelli per il Sì dicono che è un "voto politico"

Per la prima volta nella storia della Repubblica, il prossimo 17 aprile gli elettori italiani saranno chiamati a votare a un referendum richiesto dalle Regioni, invece che – come di solito avviene – tramite una raccolta di firme. Si tratta del cosiddetto referendum “No-Triv”: una consultazione per decidere se vietare il rinnovo delle concessioni estrattive di gas e petrolio per i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa italiana.

Il referendum, quindi, non riguarda il divieto di effettuare nuove trivellazioni, che sono già vietate entro le 12 miglia e continueranno a essere permesse oltre questo limite anche in caso di vittoria dei sì.
Secondo gli stessi promotori, il referendum del 17 aprile è soprattutto un atto politico che serve a dare un segnale contrario all’utilizzo delle fonti di energia fossile, come il gas e il petrolio estratti dalle piattaforme offshore.
Il referendum è stato chiesto da 9 Regioni: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. Una raccolta di firme per presentare il referendum era fallita lo scorso inverno. L’esito del referendum sarà valido solo se andranno a votare il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto.