Il sogno del pastore afroamericano spezzato il 4 aprile 1968
Danilo Di Matteo (Democratica, 2 aprile 2018)
Il pastore battista afroamericano Martin Luther King negli ultimi anni si era persuaso dell’esigenza di lavorare su “due livelli”: quello del completo superamento della segregazione etnica, per una piena e autentica integrazione, e quello della giustizia sociale ed economica, contro la povertà.
Nel 1965, scosso da una sanguinosa sommossa razziale nel ghetto di Watts di Los Angeles, ebbe a dire: “Ho lavorato per guadagnare a questa gente il diritto di mangiare hamburger e ora devo fare qualcosa […] per aiutarli ad avere i soldi per comperarli”.
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lunedì 2 aprile 2018
lunedì 5 marzo 2018
mercoledì 2 agosto 2017
2 agosto 1980. 37 anni fa la strage della stazione di Bologna
La più grande strage italiana in tempo di pace. Ottantacinque morti, più di duecento feriti. La vittima più piccola è Angela Fresu, di appena 3 anni, e poi Luca Mauri, di 6, Sonia Burri, di 7, fino ai più anziani: Maria Idria Avati, 80 anni, e Antonio Montanari, 86.
Tra presunte rivendicazioni e smentite, dopo 21 anni di udienze e 15 processi, per la magistratura esiste una sola ed unica verità: quella della destra eversiva con a capo Valerio Fioravanti che intendeva colpire al cuore Bologna la rossa. Giovanni Minoli, in questo documento RAI-La storia siamo noi, attraverso interviste esclusive, ricostruisce l'attentato italiano più tragico e sanguinoso della storia del nostro paese, un evento che lascia molti interrogativi ancora aperti, su cosa sia davvero successo quel sabato d'agosto a Bologna.
Tra presunte rivendicazioni e smentite, dopo 21 anni di udienze e 15 processi, per la magistratura esiste una sola ed unica verità: quella della destra eversiva con a capo Valerio Fioravanti che intendeva colpire al cuore Bologna la rossa. Giovanni Minoli, in questo documento RAI-La storia siamo noi, attraverso interviste esclusive, ricostruisce l'attentato italiano più tragico e sanguinoso della storia del nostro paese, un evento che lascia molti interrogativi ancora aperti, su cosa sia davvero successo quel sabato d'agosto a Bologna.
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martedì 13 giugno 2017
In ricordo di Giacomo Giacometti a un anno dalla scomparsa
Un anno fa, il 12 giugno 2016, ci lasciava Giacomo Giacometti. Vogliamo ricordarlo con immutato affetto e riconoscenza per la passione e l'impegno con cui ha svolto il suo ruolo di amministratore locale, di dirigente politico e, in passato, di sindacalista.
Giacomo era nato a Casola Valsenio, nel 1936. Esponente del cattolicesimo democratico, ha militato nella Democrazia Cristiana, nel Partito Popolare e nella Margherita; è stato per lunghi anni dirigente della CISL, dove ha ricoperto importanti incarichi a livello provinciale, come Segretario, e a livello regionale, fino ad assumere l'incarico di Assessore e Vice Sindaco nella Giunta del Sindaco Sagrini dal 1999 al 2009. E' stato tra i promotori della prima alleanza organica di centrosinistra a Casola Valsenio ed è stato, nel 2007, tra i fondatori del Partito Democratico a Casola.
Giacomo era nato a Casola Valsenio, nel 1936. Esponente del cattolicesimo democratico, ha militato nella Democrazia Cristiana, nel Partito Popolare e nella Margherita; è stato per lunghi anni dirigente della CISL, dove ha ricoperto importanti incarichi a livello provinciale, come Segretario, e a livello regionale, fino ad assumere l'incarico di Assessore e Vice Sindaco nella Giunta del Sindaco Sagrini dal 1999 al 2009. E' stato tra i promotori della prima alleanza organica di centrosinistra a Casola Valsenio ed è stato, nel 2007, tra i fondatori del Partito Democratico a Casola.
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giovedì 13 aprile 2017
Il cordoglio del PD casolano per la scomparsa di Romano Linguerri
La notizia è arrivata in serata, improvvisa, dolorosa: Romano Linguerri, "Romano d'la Buràta" è morto, inaspettatamente, improvvisamente. Era nato a Casola Valsenio il 27 agosto 1939, 77 anni fa, nella casa del podere di famiglia - la Buratta - nelle immediate vicinanze del paese.Impegnato in attività sociali e di volontariato, dava il suo importante contributo nel Centro Auser "Le Colonne", nell'ANPI con la cura del sito di Monte Battaglia e - ogni anno - nella cucina della Festa de l'Unità. Da sempre uomo di sinistra, ha praticato con coerenza gli ideali democratici e antifascisti.
Il Circolo casolano del PD si unisce al cordoglio della famiglia Linguerri, e rivolgono le più sincere condoglianze alla moglie Vanna e alla figlia Barbara.
Un abbraccio da tutti noi!
martedì 29 novembre 2016
Gli eroi non muoiono vecchi
di Adriano Sofri (l'Unità, 26 novembre 2016)
Un uomo sopravvissuto a se stesso, che si è tramutato in un monarca con successione dinastica
Bisogna morire giovani per essere amati con tutto il cuore. Come Camilo Cienfuegos, come il Che, che tanto giovane non era più. Fidel si è tenuto alla sua vecchiaia, e anche noi che gli sopravviviamo, e siamo tentati di rinfacciargliela. Quando desiderammo la rivoluzione ci sembrò di dover scegliere fra due modi, uno cinese, maniaco del metodo, e uno cubano, votato all’irregolarità. Teorizzarono ambedue la guerra di guerriglia, ma i cinesi erano glabri come porcellane e i cubani irsuti di barbe.
I rivoluzionari del Terzo mondo oscillarono fra gi uni e gli altri. Il modello cubano era spartito a sua volta fra due immagini: un eroe morto e un padre della patria vivo. Il Che non diventò mai un padre della patria, restò sempre un figlio, il beniamino. Un cubano di adozione, dunque il più cubano dei cubani, tuttavia sempre uno venuto dall’Argentina e incontrato in Messico e andato a farsi ammazzare in Bolivia. La superficie glabra dei ritratti cinesi sembrava confermare il luogo comune dell’impenetrabilità orientale.
Erano barbudos i cubani, nella loro foggia selvatica, in memoria della sierra e la selva. Barba e baffi sono così decisivi per Guevara che li taglia per travestirsi, all’ingresso in Bolivia, e somiglia così a un anonimo viaggiatore di commercio. Si capisce che, anche quanto a capigliature e vestiario, i giovani degli anni ’60 prediligessero i cubani. La rivoluzione, scrisse Sciascia, può fare a meno delle barbe, la contestazione no.
Un uomo sopravvissuto a se stesso, che si è tramutato in un monarca con successione dinastica
Bisogna morire giovani per essere amati con tutto il cuore. Come Camilo Cienfuegos, come il Che, che tanto giovane non era più. Fidel si è tenuto alla sua vecchiaia, e anche noi che gli sopravviviamo, e siamo tentati di rinfacciargliela. Quando desiderammo la rivoluzione ci sembrò di dover scegliere fra due modi, uno cinese, maniaco del metodo, e uno cubano, votato all’irregolarità. Teorizzarono ambedue la guerra di guerriglia, ma i cinesi erano glabri come porcellane e i cubani irsuti di barbe.
I rivoluzionari del Terzo mondo oscillarono fra gi uni e gli altri. Il modello cubano era spartito a sua volta fra due immagini: un eroe morto e un padre della patria vivo. Il Che non diventò mai un padre della patria, restò sempre un figlio, il beniamino. Un cubano di adozione, dunque il più cubano dei cubani, tuttavia sempre uno venuto dall’Argentina e incontrato in Messico e andato a farsi ammazzare in Bolivia. La superficie glabra dei ritratti cinesi sembrava confermare il luogo comune dell’impenetrabilità orientale.
Erano barbudos i cubani, nella loro foggia selvatica, in memoria della sierra e la selva. Barba e baffi sono così decisivi per Guevara che li taglia per travestirsi, all’ingresso in Bolivia, e somiglia così a un anonimo viaggiatore di commercio. Si capisce che, anche quanto a capigliature e vestiario, i giovani degli anni ’60 prediligessero i cubani. La rivoluzione, scrisse Sciascia, può fare a meno delle barbe, la contestazione no.
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sabato 17 settembre 2016
Ciampi: così seppe unire l’interesse nazionale e il sogno dell’Europa
Walter Verini (l'Unità, 17 settembre 2016)
La sobrietà e il rigore dimostrati in tutti gli incarichi ricoperti ma anche l’emozione che lo colse quando capì che l’Italia ce l’aveva fatta a rispettare i parametri di Maastricht. E quell’elezione al Colle alla prima votazione
Chiedi chi era Ciampi. Chiedilo a una ragazza di quindici anni di età e lei ti risponderà. Quando il Direttore di questo giornale, ieri, mi ha chiesto di scrivere una cosa su Carlo Azeglio Ciampi, mi sono venute in mente le parole di una famosa canzone, “Chiedi chi erano i Beatles”.
Ecco, ho pensato che chiedendo chi fosse Ciampi ad una ragazza di quindici anni (che aveva cinque anni quando il suo settennato al Quirinale terminò) questa ragazza ti risponderà. Sì, saprà rispondere perché Ciampi è stato davvero il Presidente di tutti gli italiani, che lo hanno sentito come uno di famiglia chiamato ad una missione, quella di servire con disinteresse il Paese.
La sobrietà e il rigore dimostrati in tutti gli incarichi ricoperti ma anche l’emozione che lo colse quando capì che l’Italia ce l’aveva fatta a rispettare i parametri di Maastricht. E quell’elezione al Colle alla prima votazione
Chiedi chi era Ciampi. Chiedilo a una ragazza di quindici anni di età e lei ti risponderà. Quando il Direttore di questo giornale, ieri, mi ha chiesto di scrivere una cosa su Carlo Azeglio Ciampi, mi sono venute in mente le parole di una famosa canzone, “Chiedi chi erano i Beatles”.
Ecco, ho pensato che chiedendo chi fosse Ciampi ad una ragazza di quindici anni (che aveva cinque anni quando il suo settennato al Quirinale terminò) questa ragazza ti risponderà. Sì, saprà rispondere perché Ciampi è stato davvero il Presidente di tutti gli italiani, che lo hanno sentito come uno di famiglia chiamato ad una missione, quella di servire con disinteresse il Paese.
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domenica 3 luglio 2016
...un pensiero a Cesare Tavella e il cordoglio per tutte le vittime del terrorismo
I terroristi colpiscono ancora, a Dacca in Bangladesh. La prima vittima di questi folli criminali é stato un casolano: Cesare Tavella. Ricordiamolo.
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venerdì 1 luglio 2016
Un altro lutto. Il cordoglio dei Democratici brisighellesi per la scomparsa di Pier Damiano Montaguti
I Democratici di Brisighella sono profondamente addolorati per la scomparsa di Pier Damiano Montaguti.
Pier Damiano è stato uno dei fondatori del Partito Democratico e il primo segretario del Circolo di Brisighella.
Ci ha guidato con equilibrio e saggezza per fare una buona politica; a Lui ci univa non solo l'impegno sociale per il bene comune, ma anche una profonda amicizia.
Ci mancherai in entrambi i versanti: ciao Pier Damiano
Profonde condoglianze ai familiari
Brisighella, 1 luglio 2016
***
Il PD di Casola Valsenio si unisce al cordoglio della famiglia e degli amici e compagni del PD di Brisighella.
Pier Damiano è stato uno dei fondatori del Partito Democratico e il primo segretario del Circolo di Brisighella.
Ci ha guidato con equilibrio e saggezza per fare una buona politica; a Lui ci univa non solo l'impegno sociale per il bene comune, ma anche una profonda amicizia.
Ci mancherai in entrambi i versanti: ciao Pier Damiano
Profonde condoglianze ai familiari
Brisighella, 1 luglio 2016
***
Il PD di Casola Valsenio si unisce al cordoglio della famiglia e degli amici e compagni del PD di Brisighella.
domenica 26 giugno 2016
Il cordoglio per la scomparsa di Giovanni Signani
Dopo una lunga malattia, è deceduto Giovanni Signani. E' stato per tanti anni il presidente e l'animatore del Centro sociale Auser "Le Colonne" che, nella nuova sede messa a disposizione nel 1997 dall'Amministrazione comunale al piano terra del plesso delle scuole medie, sotto la sua guida ha assunto un'importante funzione di aggregazione e di incontro, di promozione e solidarietà sociale.Giovanni, raggiunta l'età della pensione, ha trasferito nel Centro sociale la sua lunga e intensa esperienza professionale di gestore del Bar Senio, il vecchio Cral, mettendola a disposizione non solo del Centro Sociale, dei suoi oltre 400 soci, ma di tutta la comunità casolana.
Con la presidenza di Giovanni, si è consolidata e allargata la collaborazione con il Comune per gestire importanti servizi alla popolazione, si sono realizzate iniziative rivolte alla popolazione anziana e a suppporto dell'assistenza socio-sanitaria, si sono affemate attività e iniziative che hanno motivato l'impegno e la partecipazione di tante donne e uomini che, terminato il proprio percorso lavorativo, hanno trovato nel Centro sociale - grazie a Giovanni Signani - il luogo dove impegnarsi e mantenersi in attività, in una positiva e utile relazione con la comunità casolana.
"Un'altra grave perdita per il Comune e l'associazionismo casolano", ha dichiarato il Sindaco, Nicola Iseppi, annunciando sulla sua pagina Facebook la scomparsa di Giovanni Signani. "Dopo una brillante carriera da commerciante - ha proseguito Iseppi - è stato un coordinatore instancabile all'Auser di Casola che ha fatto grande il Centro sociale Le Colonne.
'Illustre', come solitamente tu mi chiamavi, fai buon viaggio e sappi che Casola ti ha voluto bene.
Condoglianze sincere a tutta la famiglia".
Anche il PD di Casola Valsenio rivolge alla moglie Anna e ai figli un caloroso abbraccio e partecipa commosso al lutto della famiglia Signani.
domenica 12 giugno 2016
In ricordo di Giacomo Giacometti
di Giorgio Sagrini
Ho lavorato quotidianamente con Giacomo Giacometti, io da Sindaco e lui da Vice Sindaco e Assessore del Comune di Casola Valsenio, dal 1999 al 2009, passando per due verifiche elettorali.
Lo conoscevo già da prima, quando lui era sindacalista della CISL nella struttura di Ravenna, di cui è stato Segretario provinciale, poi in quella regionale alla guida della Federcooltivatori. Erano gli anni dell'unità sindacale, di quella Federazione CGIL-CISL-UIL che avrebbe dovuto preparare la riunificazione del sindacato italiano, dopo la scissione del 1948. Ma accanto al lavoro unitario di quegli anni, permanevano - in talune organizzazioni di categoria - situazioni di competizione e minore propensione all'unità. Mentre il processo unitario faceva grandi passi avanti nelle categorie dell'industria - in particolare tra i metalmeccanici, che avevano dato vita alla FLM, con sedi e organi dirigenti unitari - la stessa cosa non capitava, per esempio, nei sindacati dei braccianti e salariati agricoli. Era il 1976, avevo 20 anni ed ero appena entrato nella CGIL, come copolega dei braccianti di Casola e Riolo e nel mio giovanile entusiasmo per la straordinaria esperienza che stavo facendo, mi davo da fare per portare alla Federbraccianti più iscritti. Questo attivismo fu motivo di qualche tensione anche perché fu visto dalla CISL come un atteggiamento non solo di competizione organizzativa ma di ostilità nei propri confronti.
Ho lavorato quotidianamente con Giacomo Giacometti, io da Sindaco e lui da Vice Sindaco e Assessore del Comune di Casola Valsenio, dal 1999 al 2009, passando per due verifiche elettorali.
Lo conoscevo già da prima, quando lui era sindacalista della CISL nella struttura di Ravenna, di cui è stato Segretario provinciale, poi in quella regionale alla guida della Federcooltivatori. Erano gli anni dell'unità sindacale, di quella Federazione CGIL-CISL-UIL che avrebbe dovuto preparare la riunificazione del sindacato italiano, dopo la scissione del 1948. Ma accanto al lavoro unitario di quegli anni, permanevano - in talune organizzazioni di categoria - situazioni di competizione e minore propensione all'unità. Mentre il processo unitario faceva grandi passi avanti nelle categorie dell'industria - in particolare tra i metalmeccanici, che avevano dato vita alla FLM, con sedi e organi dirigenti unitari - la stessa cosa non capitava, per esempio, nei sindacati dei braccianti e salariati agricoli. Era il 1976, avevo 20 anni ed ero appena entrato nella CGIL, come copolega dei braccianti di Casola e Riolo e nel mio giovanile entusiasmo per la straordinaria esperienza che stavo facendo, mi davo da fare per portare alla Federbraccianti più iscritti. Questo attivismo fu motivo di qualche tensione anche perché fu visto dalla CISL come un atteggiamento non solo di competizione organizzativa ma di ostilità nei propri confronti.
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Il PD casolano in lutto per la scomparsa di Giacomo Giacometti
Le Democratiche e i Democratici casolani si uniscono al lutto della famiglia Giacometti per la scomparsa del caro
GIACOMO GIACOMETTI
Nato a Casola Valsenio nel 1935, esponente della DC casolana, è stato tra i fondatori del Partito Democratico a Casola Valsenio. Già dirigente sindacale nella CISL ravennate di cui è stato Segretario provinciale negli anni duri del terrorismo, e della CISL regionale, dove ha ricoperto l’incarico di Segretario della Federcoltivatori, è stato Vice Sindaco di Casola Valsenio dal 1999 al 2009.
Esempio di serietà, impegno civile e dedizione alla propria comunità, lascia in tutti noi un ricordo commosso e riconoscente.
GIACOMO GIACOMETTI
Nato a Casola Valsenio nel 1935, esponente della DC casolana, è stato tra i fondatori del Partito Democratico a Casola Valsenio. Già dirigente sindacale nella CISL ravennate di cui è stato Segretario provinciale negli anni duri del terrorismo, e della CISL regionale, dove ha ricoperto l’incarico di Segretario della Federcoltivatori, è stato Vice Sindaco di Casola Valsenio dal 1999 al 2009.
Esempio di serietà, impegno civile e dedizione alla propria comunità, lascia in tutti noi un ricordo commosso e riconoscente.
venerdì 29 aprile 2016
sabato 21 novembre 2015
Ciao dolce Enrico
Oggi non possiamo piangere un candidato, un politico o un assessore.
Oggi piangiamo un amico, un fratello, una persona meravigliosa che in
poco tempo ha cambiato per sempre le nostre vite.
Enrico era INNAMORATO, della vita, di Ravenna, della sinistra, in tutte le sue espressioni. Amore per i diritti e soprattutto per il diritto di amare. Enrico era ORGOGLIOSO, di quello che era capace di fare, da solo o in una squadra, era orgoglioso di ciò che era diventato, della sua cultura e della sua identità. Ma soprattutto Enrico era DOLCE, anche quando si incazzava, perché davvero, se ci fosse ancora, ci basterebbe un sorriso, per un abbraccio di un'ora.
Michele De Pascale
Enrico era INNAMORATO, della vita, di Ravenna, della sinistra, in tutte le sue espressioni. Amore per i diritti e soprattutto per il diritto di amare. Enrico era ORGOGLIOSO, di quello che era capace di fare, da solo o in una squadra, era orgoglioso di ciò che era diventato, della sua cultura e della sua identità. Ma soprattutto Enrico era DOLCE, anche quando si incazzava, perché davvero, se ci fosse ancora, ci basterebbe un sorriso, per un abbraccio di un'ora.
Michele De Pascale
Segretario provinciale PD - Ravenna
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Enrico Liverani, candidato sindaco PD a Ravenna muore in un incidente stradale. Renzi: “Era una bella persona”
Operatore di una coop. sociale, ex sindacalista della CGIL, 39 anni, era l'attuale assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ravenna ed era stato indicato dal PD come candidato a Sindaco della città nelle prossime elezioni amministrative del 2016. Stava rientrando a casa sulla sua auto quando all'altezza di Mezzano, forse a causa di un malore, è finito in un fosso. Cordoglio da tutto il mondo politico
Dal premier Matteo Renzi ai semplici cittadini ravennati; dai vertici del PD agli esponenti della Lega Nord e del M5S; dalla Cgil alla comunità Lgbt. E’ un dolore trasversale ad ogni partito e formazione sociale quello per la morte di Enrico Liverani, candidato sindaco a Ravenna per il PD, morto stanotte in un incidente stradale.
Liverani, 39 anni, aveva partecipato alla fiaccolata organizzata dalla diocesi per ricordare le vittime degli attentati di Parigi. Stava rientrando a casa sulla sua auto quando all’altezza di Mezzano (Ravenna), forse a causa di un malore, è finito in un fosso. All’arrivo dei soccorsi era già deceduto.
Dal premier Matteo Renzi ai semplici cittadini ravennati; dai vertici del PD agli esponenti della Lega Nord e del M5S; dalla Cgil alla comunità Lgbt. E’ un dolore trasversale ad ogni partito e formazione sociale quello per la morte di Enrico Liverani, candidato sindaco a Ravenna per il PD, morto stanotte in un incidente stradale.
Liverani, 39 anni, aveva partecipato alla fiaccolata organizzata dalla diocesi per ricordare le vittime degli attentati di Parigi. Stava rientrando a casa sulla sua auto quando all’altezza di Mezzano (Ravenna), forse a causa di un malore, è finito in un fosso. All’arrivo dei soccorsi era già deceduto.
giovedì 22 ottobre 2015
domenica 27 settembre 2015
Addio a Pietro Ingrao
“Sono un figlio dell’ultimo secolo dello scorso millennio: quel Novecento che ha prodotto gli orrori della bomba atomica e dello sterminio di massa, ma anche le speranze e le lotte di liberazione di milioni di esseri umani”.
Pietro Ingrao
“Con Pietro Ingrao scompare uno dei protagonisti della storia della sinistra italiana. A tutti noi mancherà la sua passione, la sua sobrietà, il suo sguardo, la sua inquietudine che ne ha fatto uno dei testimoni più scomodi e lucidi del Novecento, della sinistra, del nostro Paese”.
Così Matteo Renzi, in una nota di Palazzo Chigi, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Ingrao.
Pietro Ingrao
“Con Pietro Ingrao scompare uno dei protagonisti della storia della sinistra italiana. A tutti noi mancherà la sua passione, la sua sobrietà, il suo sguardo, la sua inquietudine che ne ha fatto uno dei testimoni più scomodi e lucidi del Novecento, della sinistra, del nostro Paese”.
Così Matteo Renzi, in una nota di Palazzo Chigi, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Ingrao.
mercoledì 26 agosto 2015
Ciao Mino!
Ciao Mino. Grazie per il tuo impegno civile e per il bene che hai voluto a Casola.
I Democratici e le Democratiche si uniscono al lutto della famiglia per la scomparsa di GIACOMO SANGIORGI.
I Democratici e le Democratiche si uniscono al lutto della famiglia per la scomparsa di GIACOMO SANGIORGI.
sabato 8 agosto 2015
Il cordoglio per la scomparsa di Renato Zangheri
![]() |
| Renato Zangheri, Sindaco di Bologna, accanto al Presidente della Repubblica Sandro Pertini in occasione dei funerali delle vittime della strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980. |
Ho appreso con grande rammarico e profondo dispiacere la notizia della scomparsa di Renato Zangheri e voglio esprimere il più sentito cordoglio ai suoi familiari da parte mia e di tutto il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna.
Per me e per tanti giovani che si sono avvicinati alla politica, Zangheri ha rappresentato un esempio per le sue capacità di amministratore: ha saputo trasformare e innovare le istituzioni, contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo della comunità bolognese, senza che nessuno venisse lasciato indietro. Ci ha anche insegnato che l’attività di un buon amministratore non può prescindere dallo studio, dall’approfondimento continuo, dalla sete di cultura, dalla voglia di conoscere e di comprendere e credo che questo sia il messaggio più importante che viene lasciato in eredità alle nuove generazioni. Renato Zangheri ha saputo essere tutto questo negli anni più difficili e dolorosi della storia di Bologna. E’ stato un punto di riferimento per i cittadini in cerca di giustizia, un difensore delle istituzioni e della democrazia, una luce negli anni più bui della nostra Repubblica.
domenica 14 giugno 2015
14 giugno 2014/2015 - Un anno fa ci lasciava Aurelio Ricciardelli
Un anno fa, il 14 giugno, ci lasciava Aurelio Ricciardelli. Partigiano combattente nella 36ma Brigata Garibaldi, ha improntato la sua vita ai valori dell'antifascismo e della democrazia, come dirigente del PCI negli anni '50, come militante appassionato dell'ANPI. La sua è stata una vita di lavoro, di sacrificio, di passione: per questo lo ricordiamo con immutata stima e affetto, con tanta nostalgia.
Ciao Aurelio, dai tuoi amici e compagni!
#PARTIGIANOPERSEMPRE
Ciao Aurelio, dai tuoi amici e compagni!
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