Simona Caselli (Assessore reg. Agricoltura – Emilia-Romagna)
Mirco Bagnari (Consigliere regionale PD Emilia-Romagna)
Manuela Rontini (Consigliere regionale PD Emilia-Romagna)
Libero Asioli (della Segreteria provinciale PD)
si incontrano e si confrontano con
Antonio Baroncini (Unione Generale Coltivatori CISL)
Danilo Misirocchi (Confederazione Italiana Agricoltori)
Pier Costante Montanari (Federazione Coltivatori Diretti)
Stefano Francia (Presidente Consorzio difesa produzioni intensive)
Partecipano inoltre, Nicola Iseppi (Sindaco di Casola Valsenio) e Alfonso Nicolardi (Sindaco di Riolo Terme)
L’incontro sarà coordinato da Marino Fiorentini (Segretario PD Casola Valsenio)
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mercoledì 11 aprile 2018
venerdì 1 dicembre 2017
Interrogazione dei consiglieri regionali PD, Manuela Rontini e Roberto Poli, sui danni ai boschi e ai castagneti causati dalle nevicate di metà novembre
“Danni che rischiano di trascinarsi anche nei prossimi anni. E' prevedibile infatti un effetto negativo sulla produzione di marroni del prossimo anno e di quelli a seguire, anche considerando i la situazione ancor più grave che la nevicata ha arrecato per gli impianti più giovani”.
“Con un’interrogazione - ha dichiarato Manuela Rontini - ci siamo quindi rivolti alla Regione per sapere se non si ritenga urgente promuovere un tavolo di confronto con le organizzazioni professionali agricole, i consorzi e le associazioni dei castanicoltori, i Comuni e le Unioni di Comuni per circostanziare la dimensione e l’entità dei danni. Sarebbe opportuno inoltre definire insieme le possibili azioni a sostegno dell’attività dei soggetti pubblici e privati per il ripristino delle produzioni e dei luoghi”.
***
Il testo dell'interrogazione...
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martedì 12 settembre 2017
Dissesto idrogeologico, quello che si è fatto e quello che si deve fare
E’ il momento di prendere atto che quella climatica non è solo la più grande e pericolosa emergenza ma è anche la nostra più grande opportunità di investimenti, innovazione, crescita e sicurezza
Erasmo D’Angelis, ha fatto nascere la struttura di missione Italiasicura a Palazzo Chigi e da pochi giorni è Segretario Generale del Distretto Idrografico dell’Italia Centrale, l’ente che ha accorpato anche l’Autorità del Tevere e delle aree terremotate.
Un’altra città, Livorno, devastata con la forza dell’uragano. Dopo tante catastrofi cosa è stato fatto per contrastare questo dissesto?
Per la prima volta in questo Paese siamo passati dall’inseguire solo le emergenze alla prevenzione strutturale. Dopo tre anni di lavoro di Italiasicura, voluta dal governo Renzi e confermata dal governo Gentiloni, il contrasto al dissesto idrogeologico vede una ordinata pianificazione con un piano nazionale di interventi con 9.280 opere, ma il 92% da progettare e questo la dice lunga sui ritardi italiani, e un piano finanziario da 9,7 miliardi in 7 anni. Molti grandi cantieri sono aperti da Genova a Firenze al Sud, e il tesoretto da 2.2 miliardi che abbiamo trovato non speso dagli anni 2000 al 2014 si è trasformato in 1.334 cantieri aperti e monitorati e molti conclusi per arginature, sicurezza di versanti franosi, aree di laminazione. E’ la più importante opera pubblica italiana che oggi impegna lo Stato per 365 giorni l’anno, una grande corsa contro il tempo per ridurre vittime e danni in una larga parte del territorio nazionale a rischio.
Erasmo D’Angelis, ha fatto nascere la struttura di missione Italiasicura a Palazzo Chigi e da pochi giorni è Segretario Generale del Distretto Idrografico dell’Italia Centrale, l’ente che ha accorpato anche l’Autorità del Tevere e delle aree terremotate.
Un’altra città, Livorno, devastata con la forza dell’uragano. Dopo tante catastrofi cosa è stato fatto per contrastare questo dissesto?
Per la prima volta in questo Paese siamo passati dall’inseguire solo le emergenze alla prevenzione strutturale. Dopo tre anni di lavoro di Italiasicura, voluta dal governo Renzi e confermata dal governo Gentiloni, il contrasto al dissesto idrogeologico vede una ordinata pianificazione con un piano nazionale di interventi con 9.280 opere, ma il 92% da progettare e questo la dice lunga sui ritardi italiani, e un piano finanziario da 9,7 miliardi in 7 anni. Molti grandi cantieri sono aperti da Genova a Firenze al Sud, e il tesoretto da 2.2 miliardi che abbiamo trovato non speso dagli anni 2000 al 2014 si è trasformato in 1.334 cantieri aperti e monitorati e molti conclusi per arginature, sicurezza di versanti franosi, aree di laminazione. E’ la più importante opera pubblica italiana che oggi impegna lo Stato per 365 giorni l’anno, una grande corsa contro il tempo per ridurre vittime e danni in una larga parte del territorio nazionale a rischio.
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giovedì 26 gennaio 2017
I Consiglieri regionali del PD Rontini, Bagnari e Bessi presentano un'interpellanza a sostegno della castanicoltura
Nell’Appennino romagnolo in generale, e anche nell'Appennino faentino – spiegano i consiglieri regionali Manuela Rontini, Mirco Bagnari e Gianni Bessi – dove la castanicoltura è sempre stata un settore importante, i danni provocati dalla diffusione della "vespa cinese" avevano provocato negli anni scorsi, il crollo della produzione e del fatturato e l’abbandono di consistenti porzioni di castagneti, perché la perdita di produzione era tale da rendere anti-economico qualsiasi intervento colturale.
“Abbiamo presentato oggi un’interrogazione – dichiarano Rontini, prima firmataria dell’atto, Bagnari e Bessi – perché nonostante il 2016, dopo gli anni devastanti della vespa cinese, abbia rappresentato un rilancio delle produzioni - grazie ai buoni risultati ottenuti con le azioni di contrasto della "vespa" - rimane alta la percentuale di danno da ‘bacato’. Proprio su questo, da qualche anno, si è avviata una fruttuosa collaborazione tra Istituto Scarabelli di Imola, esperti del settore e Associazione dei castanicoltori della Valle del Senio, con l’obiettivo di mettere a punto una strategia di lotta a basso impatto, che riesca a coniugare la necessità di limitare il danno economico con la tutela dell’ambiente”.
“Alla Giunta – concludono i tre consiglieri regionali PD – chiediamo quindi quali siano le misure che intende adottare per rilanciare la castanicoltura, sia in riferimento alle risorse disponibili nei prossimi bandi del Piano di sviluppo rurale, che per quanto riguarda la strategia di lotta ai parassiti del castagno. Rilanciare la castanicoltura è cruciale per tutto il territorio regionale e, in particolare, per i territori montani come quello dei Comuni di Casola Valsenio e Brisighella, dove rappresenta una significativa fonte di reddito per gli agricoltori dei territori montani. Passata la fase di emergenza, ora è necessario impostare una strategia di ricostruzione, che parta dal mantenimento e dalla manutenzione dei castagneti in produzione, per arrivare al recupero di quelli degradati".
Di seguito il testo integrale dell'interrogazione, presentata su sollecitazione e segnalazione del Comune di Casola Valsenio e del consigliere Graziano Caroli, che presiede la Consulta comunale dell'Agricoltura.
“Abbiamo presentato oggi un’interrogazione – dichiarano Rontini, prima firmataria dell’atto, Bagnari e Bessi – perché nonostante il 2016, dopo gli anni devastanti della vespa cinese, abbia rappresentato un rilancio delle produzioni - grazie ai buoni risultati ottenuti con le azioni di contrasto della "vespa" - rimane alta la percentuale di danno da ‘bacato’. Proprio su questo, da qualche anno, si è avviata una fruttuosa collaborazione tra Istituto Scarabelli di Imola, esperti del settore e Associazione dei castanicoltori della Valle del Senio, con l’obiettivo di mettere a punto una strategia di lotta a basso impatto, che riesca a coniugare la necessità di limitare il danno economico con la tutela dell’ambiente”.
“Alla Giunta – concludono i tre consiglieri regionali PD – chiediamo quindi quali siano le misure che intende adottare per rilanciare la castanicoltura, sia in riferimento alle risorse disponibili nei prossimi bandi del Piano di sviluppo rurale, che per quanto riguarda la strategia di lotta ai parassiti del castagno. Rilanciare la castanicoltura è cruciale per tutto il territorio regionale e, in particolare, per i territori montani come quello dei Comuni di Casola Valsenio e Brisighella, dove rappresenta una significativa fonte di reddito per gli agricoltori dei territori montani. Passata la fase di emergenza, ora è necessario impostare una strategia di ricostruzione, che parta dal mantenimento e dalla manutenzione dei castagneti in produzione, per arrivare al recupero di quelli degradati".
Di seguito il testo integrale dell'interrogazione, presentata su sollecitazione e segnalazione del Comune di Casola Valsenio e del consigliere Graziano Caroli, che presiede la Consulta comunale dell'Agricoltura.
venerdì 6 gennaio 2017
Regione 2017: infrastrutture, lotta alla burocrazia e nuove leggi su urbanistica, musica e sport
Nell'incontro con i giornalisti, il presidente Stefano Bonaccini ha fatto il punto sul lavoro svolto nell'anno che si è concluso: "Impegni rispettati nei tempi promessi". Il 2017 sarà l’anno delle infrastrutture e della lotta alla burocrazia, perché è anche da qui che passano sviluppo e competitività del territorio. Ma sarà anche l’anno di nuove leggi per l’urbanistica, la musica e lo sport, con l’obiettivo di destinare 20 milioni di euro al miglioramento e alla realizzazione di nuovi impianti.
Capitolo investimenti: nell’ambito della legislatura ci sono circa 3,5 miliardi di euro per completare opere infrastrutturali strategiche, potenziare il trasporto pubblico locale, la mobilità ciclistica e il sistema aeroportuale.
Il presidente Mattarella invitato al 5^ anniversario del sisma in Emilia.
Capitolo investimenti: nell’ambito della legislatura ci sono circa 3,5 miliardi di euro per completare opere infrastrutturali strategiche, potenziare il trasporto pubblico locale, la mobilità ciclistica e il sistema aeroportuale.
Il presidente Mattarella invitato al 5^ anniversario del sisma in Emilia.
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giovedì 1 dicembre 2016
Legge di bilancio 2017: agricoltura
- Esclusione, per gli anni 2017, 2018 e 2019, dei redditi dominicali ed agrari dalla formazione della base imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola.
- Esteso l'esonero contributivo ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali, con età inferiore a 40 anni, iscritti nella previdenza agricola nel 2016 e le cui aziende sono ubicate nei territori montani e nelle aree agricole svantaggiate.
- Innalzate per l'anno 2017 le percentuali di compensazione IVA applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina, rispettivamente, in misura non superiore al 7,7% e all'8%.
- Stanziamento di 20 milioni per il 2018 e il 2019 per l'attuazione del piano cerealicolo.
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mercoledì 6 luglio 2016
Piano forestale, via libera dalla commissione Ambiente della Regione
Via libera all’unanimità dalla Commissione territorio, ambiente e mobilità al Piano forestale regionale, pronto ora a passare all’esame definitivo dell’Assemblea legislativa. L’approvazione è giunta nella seduta di oggi, in seguito ad un percorso durato un mese e caratterizzato anche da un’udienza conoscitiva a cui hanno partecipato una trentina di portatori di interesse dell’intero territorio regionale.
Tra gli obiettivi fondamentali del Piano, oltre alla semplificazione e alla riduzione dei tempi dei procedimenti amministrativi, si conta il rilancio della filiera del legno e l’incremento degli attuali livelli occupazionali con la promozione dell'imprenditoria locale per l'integrazione del reddito delle aziende agricole di montagna, il sostegno all’associazionismo tra proprietari forestali, l'aggiornamento tecnologico delle imprese forestali e la qualificazione del loro personale.
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mercoledì 11 maggio 2016
Banda larga: in giugno arrivano i nuovi tralicci di Eolo
di Carlo Alberto Nenni (settesere, 6 maggio 2016)
A Casola Valsenio il divario digitale è sempre più sottile. Dopo la zona artigianale, emtro il mese di maggio, anche le scuole e alcune zone periferiche del Comune collinare potranno usufruire della banda larga.
SCUOLE E AZIENDE
"Parliamo - ha dichiarato il sindaco di Casola, Nicola Iseppi - di un investimento che Lepida ha fatto con fondi regionali nei Comuni di Casola, Riolo e Brisighella. Per quanto ci riguarda, abbiamo individuato la zona artigianale e le zone scoperte come direttrici principali dei nostri investimenti. La settimana scorsa sono terminati i lavori nella zona artigianale per la stesura della fibra ottica, la quale si collega direttamente all'hub (punto di trasmissione - ndr) di Lepida, posizionato in Municipio. Sono stati ultimati gli scavi verso le aziende che a suo tempo avevano fatto richiesta e quindi possiamo dire che si tratta di un'opera che verrà completata entro maggio. Lo stesso discorso vale per le scuole, dal momento che in questi giorni i tecnici stanno completando i collegamenti".
A Casola Valsenio il divario digitale è sempre più sottile. Dopo la zona artigianale, emtro il mese di maggio, anche le scuole e alcune zone periferiche del Comune collinare potranno usufruire della banda larga.
SCUOLE E AZIENDE
"Parliamo - ha dichiarato il sindaco di Casola, Nicola Iseppi - di un investimento che Lepida ha fatto con fondi regionali nei Comuni di Casola, Riolo e Brisighella. Per quanto ci riguarda, abbiamo individuato la zona artigianale e le zone scoperte come direttrici principali dei nostri investimenti. La settimana scorsa sono terminati i lavori nella zona artigianale per la stesura della fibra ottica, la quale si collega direttamente all'hub (punto di trasmissione - ndr) di Lepida, posizionato in Municipio. Sono stati ultimati gli scavi verso le aziende che a suo tempo avevano fatto richiesta e quindi possiamo dire che si tratta di un'opera che verrà completata entro maggio. Lo stesso discorso vale per le scuole, dal momento che in questi giorni i tecnici stanno completando i collegamenti".
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venerdì 15 aprile 2016
PSR 2014/2010: 19 milioni per l'agricoltura montana e collinare
Al via due bandi del PSR 2014-2020 per le indennità compensative. Domande entro il 16 maggio
Arrivano dalla Regione Emilia-Romagna 19 milioni di euro sotto forma di indennità compensative a favore delle aziende agricole e zootecniche che operano in aree svantaggiate di montagna e altre zone collinari sottoposte a vincoli naturali, con ricadute negative sull’attività produttiva.
È la dotazione finanziaria stimata per l’attivazione di due bandi nell’ambito della Misura 13 del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, approvati dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli.
Per la precisione si tratta della seconda annualità di attuazione della Misura, che nel 2015 ha evidenziato un analogo fabbisogno finanziario. Le domande per entrambi i bandi, compilate secondo modalità definite da Agrea, devono pervenire ai Servizi Territoriali Agricoltura Caccia e Pesca e possono essere presentate a partire dal 13 aprile fino al prossimo 16 maggio.
Arrivano dalla Regione Emilia-Romagna 19 milioni di euro sotto forma di indennità compensative a favore delle aziende agricole e zootecniche che operano in aree svantaggiate di montagna e altre zone collinari sottoposte a vincoli naturali, con ricadute negative sull’attività produttiva.
È la dotazione finanziaria stimata per l’attivazione di due bandi nell’ambito della Misura 13 del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, approvati dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli.
Per la precisione si tratta della seconda annualità di attuazione della Misura, che nel 2015 ha evidenziato un analogo fabbisogno finanziario. Le domande per entrambi i bandi, compilate secondo modalità definite da Agrea, devono pervenire ai Servizi Territoriali Agricoltura Caccia e Pesca e possono essere presentate a partire dal 13 aprile fino al prossimo 16 maggio.
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mercoledì 23 marzo 2016
Agricoltura, al via il bando PSR sugli investimenti aziendali. Risorse per 23,5 milioni di euro
Tra le priorità: giovani, montagna, bio, integrata, Dop e Igp. Domande dal 15 aprile al 15 luglio. L'assessora Simona Caselli: "Vogliamo dare una spinta forte al settore e accelerare l'uscita dalla crisi"
Aziende agricole più moderne ed efficienti, dunque più competitive sui mercati. Parte il primo bando del PSR 2014-2020 destinato a sostenere gli investimenti aziendali.
A disposizione ci sono risorse per 23,5 milioni di euro che, considerando il cofinanziamento privato, arriveranno a movimentare oltre 58 milioni.
L’obiettivo di fondo del provvedimento è finanziare l’innovazione in azienda, migliorare i processi produttivi, ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni, migliorare la qualità dei prodotti.
Potranno essere finanziati:
- la costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi;
- gli interventi di miglioramento fondiario;
- l’acquisto di macchinari, attrezzature, impianti di lavorazione e trasformazione dei prodotti.
- gli investimenti per avviare la vendita diretta, così come l’acquisizione di programmi informatici, brevetti, licenze.
Le domande potranno essere presentate dal 15 aprile al 15 luglio 2016.
Aziende agricole più moderne ed efficienti, dunque più competitive sui mercati. Parte il primo bando del PSR 2014-2020 destinato a sostenere gli investimenti aziendali.
A disposizione ci sono risorse per 23,5 milioni di euro che, considerando il cofinanziamento privato, arriveranno a movimentare oltre 58 milioni.
L’obiettivo di fondo del provvedimento è finanziare l’innovazione in azienda, migliorare i processi produttivi, ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni, migliorare la qualità dei prodotti.
Potranno essere finanziati:
- la costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi;
- gli interventi di miglioramento fondiario;
- l’acquisto di macchinari, attrezzature, impianti di lavorazione e trasformazione dei prodotti.
- gli investimenti per avviare la vendita diretta, così come l’acquisizione di programmi informatici, brevetti, licenze.
Le domande potranno essere presentate dal 15 aprile al 15 luglio 2016.
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venerdì 22 gennaio 2016
Presentato il nuovo Programma regionale per la montagna: sviluppo delle imprese, difesa del territorio, aumento dell'attrattività
Si è svolta a Castelnovo ne' Monti (Re) la 13^ Conferenza regionale della Montagna, un'occasione di incontro e confronto tra istituzioni, forze economiche e sociale per presentare il nuovo Programma regionale per la montagna.
Il Programma è il punto di partenza per una nuova stagione di politiche pubbliche, finalizzate allo sviluppo territoriale e sostenute dalla Regione con uno stanziamento complessivo specifico di oltre 700 mln di euro. Il presidente Stefano Bonaccini ha sottolineato che: "Noi crediamo nella montagna, perché l’Emilia-Romagna è più forte se è più forte l’Appennino".
Tra gli intervenuti, dopo i saluti del sindaco Enrico Bini, e del presidente della Provincia di Reggio Emilia Gianmaria Manghi, gli assessori Paola Gazzolo (Ambiente), Simona Caselli (Agricoltura), Andrea Corsini (Turismo), Raffaele Donini (Infrastrutture e Agenda digitale), Palma Costi (Attività produttive).
Il Programma è il punto di partenza per una nuova stagione di politiche pubbliche, finalizzate allo sviluppo territoriale e sostenute dalla Regione con uno stanziamento complessivo specifico di oltre 700 mln di euro. Il presidente Stefano Bonaccini ha sottolineato che: "Noi crediamo nella montagna, perché l’Emilia-Romagna è più forte se è più forte l’Appennino".
Tra gli intervenuti, dopo i saluti del sindaco Enrico Bini, e del presidente della Provincia di Reggio Emilia Gianmaria Manghi, gli assessori Paola Gazzolo (Ambiente), Simona Caselli (Agricoltura), Andrea Corsini (Turismo), Raffaele Donini (Infrastrutture e Agenda digitale), Palma Costi (Attività produttive).
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sabato 31 ottobre 2015
Via libera dall'Unione europea all'etichetta "Prodotto di montagna"
Servirà ad identificare i prodotti di qualità dell’Appennino. In provincia di Ravenna i Comuni coinvolti sono Casola Valsenio e Brisighella.
Salumi, formaggi, miele, ortofrutta delle zone appenniniche potranno fregiarsi in etichetta di una specifica indicazione d’origine anche in Emilia-Romagna. E’ stato infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il regolamento sull’indicazione “Prodotto di montagna”.
In questo modo i consumatori potranno riconoscere ed acquistare, con certezza, le produzioni agroalimentari di qualità dell’Appennino, prodotti unici per naturalità, tipicità, storia e manifattura e per un ambiente di elevata qualità ecologica. Si tratta di una nuova opportunità per i consumatori, ma anche per gli agricoltori di montagna che potranno così valorizzare commercialmente meglio i frutti del loro lavoro.
Salumi, formaggi, miele, ortofrutta delle zone appenniniche potranno fregiarsi in etichetta di una specifica indicazione d’origine anche in Emilia-Romagna. E’ stato infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il regolamento sull’indicazione “Prodotto di montagna”.
In questo modo i consumatori potranno riconoscere ed acquistare, con certezza, le produzioni agroalimentari di qualità dell’Appennino, prodotti unici per naturalità, tipicità, storia e manifattura e per un ambiente di elevata qualità ecologica. Si tratta di una nuova opportunità per i consumatori, ma anche per gli agricoltori di montagna che potranno così valorizzare commercialmente meglio i frutti del loro lavoro.
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domenica 10 maggio 2015
Agricoltura, via libera dall'Europa al Piano di sviluppo rurale 2014-2020
![]() |
| Le immagini provengono dall'archivio fotografico dell'Agenzia di informazione e comunicazione della Regione Emilia-Romagna |
I fondi destinati all'Emilia-Romagna sono 1 miliardo e 190 milioni di euro (cui si aggiungono i fondi FESR e FSE per complessivi 2.5 miliardi di euro). Si tratta della dotazione più alta delle ultime programmazioni e tra tutte le Regioni del nord Italia. “Una grande opportunità - ha affermato il presidente Stefano Bonaccini - e nell'anno dell'Expo questo PSR vale doppio. La priorità delle priorità per noi è il lavoro: l'agricoltura, l'agroindustria e l'agroalimentare sono filiere che, opportunamente sostenute, potranno creare nuova e buona occupazione nei prossimi anni".
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martedì 2 dicembre 2014
La norma sulla non-esenzione Imu nei terreni agricoli montani è sbagliata e va cambiata. Approvato un ordine del giorno alla Camera
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| L'on. Enzo Lattuca |
“In particolare – afferma Lattuca – abbiamo richiesto che si applichino i criteri già previsti dall’art. n.1 della legge n.991 del 1992, che individuava come comuni montani i comuni situati per almeno l'80 per cento della loro superficie al di sopra di 600 metri di altitudine sul livello del mare e quelli nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore del territorio comunale non è minore di 600 metri".
“Si tratta - continua Lattuca - di un criterio già adottato dal legislatore che consentirebbe una più puntuale e obiettiva valutazione dei requisiti per l’esenzione e, inoltre, ridurrebbe il pericolo di contenziosi. Infine abbiamo proposto che, vista la situazione, sarebbe opportuno rinviare la nuova disciplina al 2015 per dare la possibilità ai comuni di adottare i provvedimenti amministrativi necessari a garantire a riscossione dell'imposta. E' solamente un atto di indirizzo, ma siamo fiduciosi che il Governo sappia comprendere le ragioni di numerosi realtà montane del Paese."
sabato 5 luglio 2014
Il nuovo PSR 2014/2020: una grande opportunità per la crescita dell'agricoltura collinare e montana
Si è conclusa la fase preparatoria e di elaborazione del nuovo PSR 2014/2020 (Programma Regionale di Sviluppo Rurale) che a metà luglio verrà presentato all'Assemblea legislativa regionale per l'approvazione. Subito dopo il Programma dovrà passare il vaglio dell’Unione Europea e si prevede che sarà operativo entro il prossimo autunno.
A disposizione ci sono 1 miliardo 190 milioni di euro, 131 milioni di euro in più rispetto al precedente PSR 2007/2013 e un rafforzato impegno da parte della Regione Emilia-Romagna che ha scelto di raddoppiare la propria parte di cofinanziamento.
A disposizione ci sono 1 miliardo 190 milioni di euro, 131 milioni di euro in più rispetto al precedente PSR 2007/2013 e un rafforzato impegno da parte della Regione Emilia-Romagna che ha scelto di raddoppiare la propria parte di cofinanziamento.
venerdì 4 ottobre 2013
Vajont, 9 ottobre 1963
Longarone, Frasègn, Le Spesse, Il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, Faè, Erto, Pirago, Maè, Villanova, Rivalta, Codissago, Castellavazzo
Sono le 22.39 quando una frana pari a 270 milioni di metri cubi, larga almeno 3 chilometri si stacca dal monte Toc nelle Prealpi bellunesi. Le rocce vanno a coprire un lago artificiale colpendo la diga da poco costruita e ancora in fase di completamento. In pochi minuti ha inizio il disastro della Diga del Vajont. È il 9 ottobre 1963, è il giorno in cui quasi 2000 persone perdono la vita e in cui interi paesi vengono cancellati completamente da un'onda di acqua, fango e massi alta oltre cento metri.
A distanza di 50 anni, ricordiamo l'anniversario del Vajont, rendendo omaggio alle vittime di Longarone e delle frazioni di Rivalta, Pirago, Faè, Villanova e Codissago di Castellavazzo e ai loro familiari.
Sono le 22.39 quando una frana pari a 270 milioni di metri cubi, larga almeno 3 chilometri si stacca dal monte Toc nelle Prealpi bellunesi. Le rocce vanno a coprire un lago artificiale colpendo la diga da poco costruita e ancora in fase di completamento. In pochi minuti ha inizio il disastro della Diga del Vajont. È il 9 ottobre 1963, è il giorno in cui quasi 2000 persone perdono la vita e in cui interi paesi vengono cancellati completamente da un'onda di acqua, fango e massi alta oltre cento metri.
A distanza di 50 anni, ricordiamo l'anniversario del Vajont, rendendo omaggio alle vittime di Longarone e delle frazioni di Rivalta, Pirago, Faè, Villanova e Codissago di Castellavazzo e ai loro familiari.
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lunedì 21 gennaio 2013
Energia e difesa del suolo: così si può creare lavoro
di Sergio Gentili, Coordinatore nazionale Forum ambiente PD
Il bombardamento mediatico di Berlusconi (e Monti) è pesantissimo. Le sue vecchie e nuove gag favolistiche e il trito politicismo stanno appannando la realtà e oscurando la scelta di fondo: come uscire dalla crisi economica, ecologica e morale dell’Italia. Tutti parlano di ripresa ma non c’è nessuna proposta, si sente solo il vecchio e fallimentare ritornello liberista: meno tasse e il mercato d’incanto supererà la crisi. Basta. È semplicemente irresponsabile la sottovalutazione dei problemi delle persone e delle famiglie: due milioni di giovani che non lavorano e non studiano, alta disoccupazione giovanile e delle donne, precarizzazione del lavoro, cassa integrazione e disoccupazione crescente, redditi insufficienti e IMU. Sono queste alcune delle angosce che vivono le famiglie popolari e del ceto medio. E ciò soprattutto nel Mezzogiorno. Cresce il numero delle aziende artigiane e del commercio in lotta per la sopravvivenza mentre la produzione industriale si riduce.
Il bombardamento mediatico di Berlusconi (e Monti) è pesantissimo. Le sue vecchie e nuove gag favolistiche e il trito politicismo stanno appannando la realtà e oscurando la scelta di fondo: come uscire dalla crisi economica, ecologica e morale dell’Italia. Tutti parlano di ripresa ma non c’è nessuna proposta, si sente solo il vecchio e fallimentare ritornello liberista: meno tasse e il mercato d’incanto supererà la crisi. Basta. È semplicemente irresponsabile la sottovalutazione dei problemi delle persone e delle famiglie: due milioni di giovani che non lavorano e non studiano, alta disoccupazione giovanile e delle donne, precarizzazione del lavoro, cassa integrazione e disoccupazione crescente, redditi insufficienti e IMU. Sono queste alcune delle angosce che vivono le famiglie popolari e del ceto medio. E ciò soprattutto nel Mezzogiorno. Cresce il numero delle aziende artigiane e del commercio in lotta per la sopravvivenza mentre la produzione industriale si riduce.
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Proposte del PD
mercoledì 21 novembre 2012
I Sindaci bocciano il "patto di stabilità": dimissioni di massa.
E diciamo NO al patto di stabilità, dal 1 gennaio 2013, nei piccoli Comuni - in gran parte di montagna - compresi tra 1.000 e 5.000 abitanti.
Perchè sarebbbe un altro pesante colpo alla montagna italiana e al suo tessuto socio-economico.
Una delegazione dell'Associazione nazionale comuni italiani ha incontrato oggi a Milano, il ministro per i Rapporti col parlamento, Piero Giarda: i sindaci hanno manifestato per le vie della città e hanno minacciato, se le loro richieste non venissero ascoltate e recepite, le dimissioni di massa.
Già da oggi i sindaci italiani rinunciano ad ogni attività di rappresentanza.
Una delegazione di amministratori incontrerà anche i segretari di partito: oggi quello della Lega, Roberto Maroni, e domani i segretari di PdL e PD, Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani.
Perchè sarebbbe un altro pesante colpo alla montagna italiana e al suo tessuto socio-economico.
Una delegazione dell'Associazione nazionale comuni italiani ha incontrato oggi a Milano, il ministro per i Rapporti col parlamento, Piero Giarda: i sindaci hanno manifestato per le vie della città e hanno minacciato, se le loro richieste non venissero ascoltate e recepite, le dimissioni di massa.
Già da oggi i sindaci italiani rinunciano ad ogni attività di rappresentanza.
Una delegazione di amministratori incontrerà anche i segretari di partito: oggi quello della Lega, Roberto Maroni, e domani i segretari di PdL e PD, Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani.
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lunedì 23 luglio 2012
Siccità, la Regione finanzia 7 invasi irrigui, tre nella provincia di Ravenna tra cui quello nella Val Sintria a Zattaglia
Buone notizie sul fronte della lotta alla siccità e un buon risultato per l'azione politica dell'Amministrazione provinciale e delle Amministrazioni comunali, del Consorzio di Bonifica della Romagna Ocidentale e delle Organizzazione professionali agricole: la Regione Emilia-Romagna ha stanziato 4 milioni e 190 mila euro per finanziare la realizzazione e l'ampliamento di sette medio-grandi invasi irrigui interaziendali destinati a soddisfare i fabbisogni idrici di oltre 140 imprese agricole e zootecniche, per un investimento complessivo di oltre 5 milioni 900 mila euro.
Quella di riaprire nel PSR la possibilità di finanziare nuovi invasi irrigui in collina e montagna era una indicazione forte ed esplicità contenuta nei programmi delle liste di centrosinistra - tra cui la Lista "Uniti per Casola" - e condivisa con la Provincia di Ravenna.
E' quindi motivo di soddisfazione che nella provincia di Ravenna gli invasi finanziati siano ben tre, in aree tra la collina e la montagna. Tra questi l'invaso proposto dal Consorzio Irriguo Torrente Sintria, con un finanziamento di 571.357 euro, la cui realizzazione consentirà di completare l'ambizioso programma di investimenti in opere irrigue (tra cui, a Casola, l'invaso delle Mighe e l'estensione della relativa rete irrigua; l'invaso del Tufo; l'invaso del Rio della Nave) realizzata nel territorio della ex Comunità Montana negli anni scorsi con il precedente Programma di Sviluppo Rurale per dare definitiva soluzione alle necessità di acqua dell'agricoltura collinare.
Quella di riaprire nel PSR la possibilità di finanziare nuovi invasi irrigui in collina e montagna era una indicazione forte ed esplicità contenuta nei programmi delle liste di centrosinistra - tra cui la Lista "Uniti per Casola" - e condivisa con la Provincia di Ravenna.
E' quindi motivo di soddisfazione che nella provincia di Ravenna gli invasi finanziati siano ben tre, in aree tra la collina e la montagna. Tra questi l'invaso proposto dal Consorzio Irriguo Torrente Sintria, con un finanziamento di 571.357 euro, la cui realizzazione consentirà di completare l'ambizioso programma di investimenti in opere irrigue (tra cui, a Casola, l'invaso delle Mighe e l'estensione della relativa rete irrigua; l'invaso del Tufo; l'invaso del Rio della Nave) realizzata nel territorio della ex Comunità Montana negli anni scorsi con il precedente Programma di Sviluppo Rurale per dare definitiva soluzione alle necessità di acqua dell'agricoltura collinare.
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martedì 10 luglio 2012
Passa un'altra proposta del PD: dal servizio idrico, risorse per la tutela dei bacini idrici in montagna
“Un altro passo avanti nella direzione della perequazione-compensazione territoriale a favore della montagna. Dopo la legge sulle bonifiche – che destina alla montagna il gettito della contribuenza proveniente dai territori montani – anche dalla legge regionale di riforma degli ATO, e più precisamente dalla Direttiva regionale sulla tutela dei bacini idrici nel territorio montano dell’Emilia-Romagna - verranno risorse per la manutenzione ambientale dell’Appennino”. Lo ha dichiarato Giorgio Sagrini, responsabile del Gruppo regionale “PD per la montagna”.
“Anche in questo caso – ha affermato - è stata recepita la nostra proposta di destinare a queste finalità una quota dei costi operativi del servizio idrico (1,5%, pari a 5 milioni di euro), già a partire dal 2012. Grazie a questo provvedimento sarà possibile reperire risorse in modo permanente, per la realizzazione di programmi pluriennali - direttamente promossi dalle Unioni e Comunità Montane – per la manutenzione ambientale, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la salvaguardia degli acquiferi".
“Anche in questo caso – ha affermato - è stata recepita la nostra proposta di destinare a queste finalità una quota dei costi operativi del servizio idrico (1,5%, pari a 5 milioni di euro), già a partire dal 2012. Grazie a questo provvedimento sarà possibile reperire risorse in modo permanente, per la realizzazione di programmi pluriennali - direttamente promossi dalle Unioni e Comunità Montane – per la manutenzione ambientale, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la salvaguardia degli acquiferi".
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