giovedì 24 agosto 2017

La Lega è proprio allo sbando. Vuole un referendum per dividere l'Emilia-Romagna

In Lombardia e in Veneto i presidenti leghisti Maroni e Zaia sprecano decine di milioni di euro per due inutili referendum sull'autonomia regionale, quando già la Costituzione all'art. 116 prevede come si possa attivare una procedura per riconoscere maggiori spazi di autonomia su specifiche materie alle Regioni che ne facciano richiesta e posseggano i requisiti previsti.
In Emilia-Romagna la Lega Nord propone di sprecare altri milioni per dividere e indebolire la Regione Emilia-Romagna ...la Regione che, unita, ha registrato la maggior crescita del PIL e i migliori risultati nell'occupazione tra tutte le Regioni italiane.
La Lega non sa unire, non sa costruire, sa solo dividere, sa solo disgregare.


Questa è la posizione espressa dai consiglieri regionali PD eletti in Romagna (Mirco Bagnari, Gianni Bessi, Lia Montalti, Valentina Ravaioli, Nadia Rossi, Giorgio Pruccoli e Paolo Zoffoli), sulla proposta della Lega di dividere la nostra Regione.

La proposta della Lega nord che vorrebbe dividere la Romagna dall'Emilia è una posizione non solo antistorica, ma priva di buon senso.

Da due anni la nostra Regione si attesta come la prima in Italia per crescita del PIL, con il tasso di disoccupazione più basso, e un export in continua crescita.

Un sistema regionale che in questi anni ha saputo reagire alla crisi e ripartire, facendo dell'Emilia-Romagna una delle regioni locomotiva del Paese, puntando sulla qualità dei servizi pubblici e sulla valorizzazione e il sostegno del sistema economico a partire dalle proprie eccellenze, come il manifatturiero e il turismo, da Piacenza a Rimini.

Al di là della propaganda, la Lega nord non spiega però quale sia il vantaggio nel dividere un territorio regionale che sta ottenendo questi risultati.

E non spiega nemmeno quale vantaggio ci sia per la collettività nel moltiplicare le istituzioni, creando due regioni, con due Consigli regionali, più sedi istituzionali, più funzionari che fanno le stesse cose, due Giunte e due Presidenti, ... e quindi aumentando inevitabilmente i costi a carico dei cittadini, senza di fatto fornire né maggiori servizi e neanche maggiori opportunità.


È evidente che l'Emilia e la Romagna, da sole, sono più deboli e che per competere nel mondo globalizzato l'unione fa la forza. Proprio dall'unione delle nostre terre la risultante è che abbiamo la fortuna di vivere in una delle zone più avanzate d'Europa.

Se vogliamo lavorare a delle proposte concrete e utili per il territorio romagnolo proseguiamo nel percorso di riforma istituzionale creando la Provincia unica romagnola e chiedendo che possa avere medesime competenze e risorse della Città metropolitana di Bologna.

Costruiamo un Piano strategico romagnolo (come sarà possibile una volta approvata la nuova legge urbanistica) identificando, con il coinvolgimento anche delle organizzazioni sindacali e d'impresa, le priorità romagnole dal punto di vista economico ed infrastrutturale, e cercando di far convergere risorse su queste priorità.

Non perdiamo tempo, e risorse, su vecchi e facili slogan, ma riempiamoli con proposte utili e concrete che portino risorse ed opportunità vere al territorio romagnolo.

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