
La Camera ha respinto la mozione di sfiducia contro il sottosegretario Giacomo Caliendo, sotto inchiesta per la loggia P3.
299 voti contrari da PdL e Lega, 229 a favore da PD e IdV, 75 astensioni da FLI, UDC e API. Un banco di prova che dimostra come il governo non abbia più la maggioranza uscita dalle elezioni.
I 299 voti raccolti dalla "maggioranza" sono ben al di sotto dei 316 di cui dovrebbe disporre. “299 è meno di 316, parlano i numeri. La matematica è più forte della politica - commenta Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera - In Parlamento c'è una maggioranza residuale che dovrà conquistarsi i voti volta per volta”.
Ieri alla Camera, di fronte alla mozione presentata dal PD e dall’IdV, è andata in scena la crisi dell’ex PDL con urla tra i deputati rimasti con Berlusconi e quelli di FLI che hanno seguito Gianfranco Fini, il nervosismo dei leghisti e l‘inedita arringa di un ministro della Giustizia in favore del suo sottosegretario, alla faccia del garantismo che rispetta la separazione dei poteri tra esecutivo e magistratura, tutta all’insegna della contestazione alle indagini in corso.
E' sempre più urgente, per il bene del Paese, lasciarsi alle spalle il berlusconismo e aprire una nuova fase politica. Il voto di ieri dice che non bisogna perdere tempo.
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