giovedì 18 febbraio 2021

L'Assemblea PD del 19 febbraio, avverrà in VIDEOCONFERENZA e non in presenza

Alle iscritte e agli iscritti del Circolo PD di Casola Valsenio. 

Considerata la situazione sanitaria e per evitare rischi da contatto, l'Assemblea PD di domani sera, venerdì 19 febbraio ore 20.00, sul BILANCIO COMUNALE 2021, non avverrà in presenza ma a distanza, in VIDEOCONFERENZA sulla piattaforma ZOOM.

Il link di collegamento è stato inviato via email agli iscritti. Chi non l'avesse ricevuto può chiederlo al Segretario, Gaudenzio Mancurti: 3388416691



venerdì 12 febbraio 2021

Con Draghi, con le nostre idee. Per uscire dalla pandemia e far ripartire il Paese


La relazione introduttiva del segretario del Pd Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale del Pd dell’11 febbraio 2021

Stiamo operando in una situazione molto complessa. Si può dire in continuo movimento. Per contare e incidere nel modo migliore occorre mantenere l’unità del partito in ogni passaggio fondamentale. Siamo, d’altra parte, il soggetto politico democratico essenziale. Al quale guardano, al di là dei nostri elettori, l’insieme delle forze produttive, sociali e del mondo del lavoro, come a un punto di riferimento imprescindibile.

Questa unità, voluta e realizzata con il contributo di tutti ci ha permesso nel corso dei mesi passati di salvare l’Italia da pericolose avventure. E questa unità è stata apprezzata dai nostri militanti ed elettori ed è stata di conforto per il gruppo dirigente nazionale nei giorni passati. Davvero difficili. Credo che nessun partito abbia discusso e coinvolto i suoi organismi statutari come il nostro. E nessuno, tanto meno, si è ritrovato all’unanimità sulle scelte che abbiamo e stiamo compiendo.

Naturalmente occorre che tale unità sia davvero sostanziale. Vale a dire che nel pur legittimo esprimersi di sensibilità e letture anche diverse, non si alluda a una contrapposizione sulla linea da perseguire in queste ore. Perché, altrimenti, sarebbe utile esplicitare dissensi o riserve. Per una questione di trasparenza, di solidarietà interna e di schiettezza. D’altra parte il dibattito pubblico appare confuso. E chi vuole destabilizzare il sistema politico italiano sta mirando proprio sul Pd e la sua funzione. Vedremo con calma l’insieme delle ragioni che sta portando a questo. Ma non vi è alcun dubbio che per la delegittimazione del Pd, appena tornato protagonista, si muove una generale e diversificata marea antipolitica che tende a mortificare i soggetti politici, i partiti e le loro classi dirigenti.

D’altra parte nel 2018 ci siamo ritrovati senza politica, forza di testimonianza, senza alleanze e circondati da una marea populista. Di destra e di sinistra. Con la politica, con l’iniziativa del Partito democratico siamo riusciti insieme a dividere il populismo. A costruire alleanze, seppure faticose, a cambiare gli altri, in parte anche noi stessi.

Non è certo andato tutto bene. I passi sono stati faticosi, con incredibile sequenza di appuntamenti elettorali con l’esplosione della pandemia ed ogni giorno li abbiamo dovuti conquistare con pazienza e fermezza. Ma alla fine, in due parole, si può dire che il risultato è stato importante. Abbiamo ricollocato l’Italia nel solco europeo. Abbiamo affrontato la pandemia con la scienza e non con i pregiudizi. Abbiamo conquistato le risorse del Recovery fund. Abbiamo gestito una crisi economica gravissima e inedita senza conflitti laceranti e proteste rabbiose. Questo grazie ad una politica economica e sociale che ha saputo guardare allo sviluppo e anche alle fasce più deboli e in sofferenza della società italiana.

Eravamo impegnati, con il presidente Conte, a realizzare una ripartenza della nostra azione di questi mesi. Dall’emergenza occorreva passare alla ricostruzione del paese. Questo avrebbe comportato una maggiore unità e visione comune delle forze stesse della maggioranza. Questo lavoro di rilancio lo abbiamo avviato noi e lo stavamo realizzando in modo aperto, sensibile alle osservazioni critiche di ogni partito. A partire, per quanto ci riguarda, dalla giusta volontà di affermare anche i nostri punti di vista, i nostri contenuti e sempre di più i nostri valori e tenere ampio lo spazio della politica.

Come sapete tutto si è interrotto nel momento in cui Italia viva ha deciso, nel cuore stesso di questo sforzo, di staccare la spina al governo Conte. Non ritorno sul merito di questa condotta. Ma non vi è dubbio che essa ha aperto una crisi che abbiamo definito “al buio”. Perché totalmente priva di alternative credibili. Alternative politiche alla nostra strategia non vi erano e in realtà non ci sono neppure oggi. Nella situazione di incertezza, di precarietà e di possibili avventure che la crisi ha determinato, il presidente Sergio Mattarella ha messo a disposizione del Parlamento una delle figure più autorevoli e prestigiose italiane, il professor Mario Draghi. Prestigiose in Italia, in Europa e in tutto il mondo.

Ascolta l’intervento sul podcast di Radio Immagina https://immagina.eu/radio/#

domenica 7 febbraio 2021

Le larghe intese non snaturano i partiti, la priorità è il Paese. Intervista di Piero Fassino a "Il Mattino", 7 febbraio 2021


"Niente sarà più come prima. La pandemia ha imposto un cambiamento generale e la fase che si è aperta pone a tutte le forze politiche questioni pesantissime da affrontare in termini nuovi. Soltanto a conclusione di questa esperienza si potrà misurare l'efficacia dei comportamenti avuti e come e con chi riprendere il cammino".

Fassino, in questo scenario di convulse mutazioni, l'ipotesi di un governo guidato da Mario Draghi rappresenta l'elemento politico di assoluta originalità. Che giudizio dà della scelta del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella?

"Occorre partire da un dato di fatto. Di fronte al venir meno della maggioranza di centrosinistra che sosteneva il governo di Giuseppe Conte, il presidente della Repubblica aveva due possibilità. Convocare elezioni anticipate o promuovere un governo di larghe intese. Il voto anticipato, come le esperienze del 2013 e del 2018 indicano, avrebbe portato a 5-6 mesi di stallo, paralizzando il Paese in un momento di straordinaria difficoltà. Quindi è apparso necessario, con preciso senso di responsabilità, percorrere l'altro itinerario ed è questa la sfida che abbiamo ora avanti: un governo di emergenza in grado di affrontare i problemi della pandemia e della ripresa economica e sociale, con un incarico affidato a una personalità di altissimo profilo internazionale come Mario Draghi".

Quando parla di larghe intese intende anche con la Lega?

"Guardi, anche in altri momenti di crisi abbiamo avuto esecutivi di vasta convergenza con la partecipazione e il sostegno di forze politiche di campi diversi e addirittura opposti. Penso a quelli presieduti da Carlo Azeglio Ciampi, Enrico Letta, Mario Monti. Un governo di larga convergenza non significa perdere la propria identità politica e ideale. Noi rimaniamo il PD, Forza Italia e la Lega rimangono ciò che sono. Si affrontano insieme per una fase problemi eccezionali nel puro e solo interesse del Paese".

Non la imbarazza, dunque, vedere il PD partecipare a un governo con la Lega?

"Guardando a quel che Draghi ha fatto in Europa, al suo profilo riformista, alla lucidità delle sue analisi non credo proprio che il suo programma creerà imbarazzi al PD. Se la Lega ritiene di poter sostenere un governo di vasta convergenza, guidato da un europeista e riformatore come Draghi, non vedo perché dovrei imbarazzarmi io e imbarazzarsi il PD. Anzi, ribalterei l'interrogativo che in questi giorni viene rivolto soltanto al PD: non dovrebbe la Lega imbarazzarsi a entrare in un governo con esponenti del PD? Il fatto è che non si tratta di imbastire una alleanza tra forze politiche distanti e fino ad oggi opposte, ma di collaborare per far uscire l'Italia da una condizione di estrema crisi causata dalla pandemia. Significa combattere sempre meglio la diffusione del Covid-19, organizzare una efficiente campagna vaccinale, riaprire le tante attività ferme da un anno, predisporre un robusto piano per utilizzare il 209 miliardi di fondi europei in investimenti capaci di creare sviluppo e lavoro. Poi, raggiunto l'obiettivo, ognuno sceglierà la collocazione che riterrà'".

Intanto, una volta ritornati al proprio posto, le forze che compongono lo schieramento di centrodestra dovranno fare i conti con le divisioni maturate oggi.

"Certo. Fratelli d'Italia, con il suo no a Draghi, punta su una collocazione di opposizione sperando di raccogliere il consenso degli eventuali scontenti e così alimentare la sua rendita di posizione. La Lega invece, facendo prevalere la cosiddetta linea di Giancarlo Giorgetti, cerca di scrollarsi di dosso il peso dell'estremismo sovranista salviniano e rilegittimarsi agli occhi dei cittadini".

Matteo Salvini avverte comunque che un governo di larghe intese dovrebbe anche difendere i confini dagli sbarchi.

"Il governo governa tutti i giorni e dunque affronterà anche tutti i problemi che la quotidianità via via gli consegnerà. E peraltro l'Italia dovrà gestire nel '21 la Presidenza del G20 e dei Cop 26 sul cambiamento climatico. Draghi lo saprà fare ottimamente. E dico con nettezza che non mi appassiona la disputa tra governo tecnico e governo politico: non ci sono esecutivi che non siano politici e del resto il presidente incaricato Draghi è stato inequivocabile affermando che prima di tutto si sarebbe rivolto ai partiti e alle forze politiche presenti in parlamento".

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, anche ieri ha sottolineato che ogni programma di rilancio economico e sociale del Paese non può prescindere da progetti di riforme strutturali. E' un ulteriore compito che vede affidato a un governo di emergenza?

"Certo, l'Italia ha bisogno di riforme strutturali troppe volte rinviate. Un clima di ampia convergenza può determinare le condizioni per avviarle dando al Paese una giustizia più rapida, un fisco più giusto, infrastrutture più moderne e soprattutto pubblica amministrazione veloce e semplice, forse la riforma più complicata ma anche la più urgente di tutte".

Una grande occasione, una sfida vitale. Per prepararsi al dopo?

"Per avere un dopo. L'esperienza di un governo di larga convergenza consentirà di valutare la qualità dell'azione di ogni forza politica. L'emergenza scaturita dalla pandemia contribuirà anche a ridefinire la geografia politica che si ricomporrà in base alla capacità mostrata nell'affrontare le sfide che si presentano oggi".

Intervista a Piero Fassino di G. Picone pubblicata da Il Mattino - 7 febbraio 2021

Al lavoro per un governo europeista e riformista. Il PD pronto a fare la sua parte. La relazione del Segretario Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale del PD

 


Pubblichiamo la relazione integrale del segretario Nicola Zingaretti nel corso della riunione della Direzione nazionale del Partito Democratico, il 5 febbraio 2021:

In questa mia comunicazione che sarà breve non credo sia utile tornare su ricostruzioni o analisi che abbiamo affrontato nella Direzione del 27 gennaio con il voto della relazione e il conseguente mandato. Mandato sul quale abbiamo tenuto anche una riunione del Comitato Politico.

Posso solo assicurare che il PD nei giorni passati si è speso e ha veramente fatto di tutto per tentare di ricostruire una maggioranza parlamentare che intorno alla figura di Giuseppe Conte potesse garantire al Paese un governo autorevole all’altezza delle sfide che abbiamo davanti.

Lo abbiamo fatto nei tavoli sul programma, organizzati dal Presidente incaricato Roberto Fico, portando in quella sede i nostri contenuti e le nostre idee, con uno spirito di grande chiarezza sulle priorità e allo stesso tempo apertura al confronto, come penso debba fare chi lavora per arrivare a soluzioni.

E lo abbiamo fatto anche negli informali rapporti o incontri sugli assetti. Ci siamo adoperati per garantire qualità e rappresentanza delle nostre forze facendolo con uno spirito di ascolto e apertura alle richieste di tutti.

Non voglio qui tornare sulla ricostruzione di quanto è avvenuto nel merito.

Vorrei però seriamente dire che è profondamente sbagliato parlare a conclusione del lavoro, genericamente di “fallimento della politica”. In questo modo si cede a semplificazioni e ricostruzioni fuorvianti.

Ci sono responsabilità oggettive, che mi sembrano note, ma sulle quali, ripeto ci sarà sempre da riflettere.

Ora il Presidente Mattarella ha conferito un incarico ampio al Professor Mario Draghi con l’obiettivo di formare un governo nuovo e come lo stesso Professor Draghi ha correttamente chiarito questo verrà fatto con la rispettosa interlocuzione nei confronti del Parlamento, dei partiti politici e delle forze sociali. Una impostazione corretta.

Si è aperta dunque una fase del tutto nuova:

– Io giudico la personalità del Professor Draghi di assoluta forza e grande valore

– Sono convinto che può essere la soluzione che porti l’Italia fuori dalla situazione caotica e ferma che la crisi ha determinato e quindi credo che il PD debba contribuire al successo di questo tentativo e offrire i suoi contenuti e il proprio contributo.

Anzi, di più, come ha correttamente detto Orlando proprio la sera dell’incarico, deve fare di più. Lavorare, adoperarsi come stiamo facendo in queste ore per garantire al Professor Draghi una maggioranza e un profilo programmatico forte per affrontare i problemi che l’Italia ha davanti.

Da questo punto di vista, io credo sia stato fondamentale nei giorni scorsi mantenere un clima di lealtà, collaborazione e unità tra le forze che hanno votato l’ultima fiducia al Governo Conte, e a Conte stesso. Con questo spirito ieri abbiamo promosso una riunione delle forze politiche che avevano confermato la fiducia. Un incontro utile che anche se con divergenze e differenti opinioni ha visto prevalere uno spirito unitario, la volontà di salvaguardare un patrimonio politico di tutti e io credo utile all’Italia.

Al contrario di qualche ricostruzione faziosa, stiamo tutti raccogliendo i risultati di una politica chiara sui contenuti, e unitaria nelle relazioni. In questo quadro ringrazio il Presidente Conte, per le parole e la scelta di oggi, che gli fanno onore e rilanciano una prospettiva politica solida. Ora proviamo a raccogliere i frutti di quell’investimento.

Nel definire il perimetro della nuova maggioranza e nel rispetto assoluto dell’autonomia delle altre forze politiche io credo che sarebbe molto importante che tutte le forze dell’alleanza partecipassero convinti al processo aperto e nello spirito dell’appello del Presidente Mattarella ci si apra anche al contributo di forze e sensibilità moderate, liberali socialiste presenti nel Parlamento.

Questo aiuterebbe la stabilità del Governo, dandogli forza e credibilità, in Italia e nel mondo. Il PD ovviamente, come abbiamo sempre fatto, porterà al confronto il proprio contributo programmatico e riformista. Lavorando per un Governo di chiaro stampo marcatamente europeista, spingerà per l’attuazione rapida del “Next Generation EU” e le riforme ad esso collegate.

La riforma fiscale all’insegna della semplificazione e della progressività delle imposte nel rispetto dei principi costituzionali. La riforma della giustizia per coniugare osservanza delle leggi e diritto a una giustizia veloce.

Di fronte al rischio di crisi sociale la promozione di nuove politiche attive per il lavoro. Le riforma istituzionali a cominciare dalla legge elettorale, e finalmente il riordino degli enti locali aumenterà l’efficienza della macchina pubblica e rafforzerà questo fondamentale livello dello Stato

La promozione di politiche di genere e attenzione alle nuove generazioni e altri temi che abbiamo elaborato con i gruppi e messe a disposizione. Il confronto inizierà domani, il Professor Draghi ha ricevuto un ampio mandato dal Presidente Mattarella che lo ha proposto dando a lui ulteriore autorevolezza e autonomia che noi rispettiamo.

Io credo che noi possiamo entrare in questa fase di nuovo con una linea chiara, e una proposta di Governo credibile per il Paese.

1) Sostegno al tentativo in corso e contributo ad aiutare la formazione di una maggioranza ampia ed europeista.

2) Messa in campo di contenuti e una visione che garantisca un'azione del Governo per la riscossa e ripartenza Italiana. Per un nuovo modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale.

Su questo impianto, e pur in una situazione difficilissima credo ci siano le condizioni per costruire.

Il PD farà come sempre la sua parte e su questo chiedo un mandato alla Direzione.

 

Proposta di Legge di iniziativa popolare: "Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti"

E’ partita da Stazzema, teatro della terribile strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema nell’agosto del 1944, la proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista.

Il Comune lo scorso ottobre ha depositato la proposta in Cassazione e ha fatto partire la raccolta firme per presentare la proposta in Parlamento.

Si firma in tutta Italia, nel proprio Comune di residenza.

A Casola si può firmare a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare nell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

https://anagrafeantifascista.it/

lunedì 1 febbraio 2021

L' APP di Immagina, per ascoltare la radio in diretta e leggere gli ultimi articoli


Qui trovate i link (sia per apple sia per android) per scaricare la App di #Immagina e poter ascoltare la radio in diretta, usufruire dei podcast, leggere gli ultimi articoli.

L’invito è a scaricarla e a invitare conoscenti e amici a fare altrettanto:

App IMMAGINA per Iphone: https://apps.apple.com/it/app/radio-immagina/id1548547450

App IMMAGINA per Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=eu.immagina.app

giovedì 28 gennaio 2021

IMMAGINA, il nuovo quotidiano e la WebRadio del Partito Democratico

IMMAGINA, è uno spazio realizzato dal PD dove elaborare e condividere idee e progetti per una società nuova. Una casa aperta a tutti coloro che hanno a cuore l’Italia e l’Europa del futuro.

https://immagina.eu/

Lettera agli elettori e alle elettrici che hanno partecipato alle primarie PD degli anni scorsi

 

PARTITO DEMOCRATICO

Circolo di Casola Valsenio

Alle elettrici e agli elettori che hanno partecipato alle primarie PD

La Sede del PD, in piazza Oriani 11, sarà aperta il mercoledì sera, dalle ore 20.00 alle ore 21.45 e il sabato mattina dalle ore 9.30 alle 12.00 per incontrare iscritti ed elettori, per scambiare e ricevere opinioni e indicazioni sulla situazione politica, sulle azioni e sulla linea del PD nell’affrontare la grave crisi economica, sociale e sanitaria provocata dalla pandemia da Covid19.

Ancor di più in questo momento, difficile e impegnativo per tutti, abbiamo bisogno del sostegno dei nostri iscritti ed elettori per dare forza e sostegno al lavoro del PD al governo del Paese, per difendere il lavoro e l’occupazione, per fare ripartire l’Italia, per sconfiggere definitivamente la pandemia.

Dopo un anno difficile come il 2020, con il Covid19 che ha impedito lo svolgimento della Festa de l’Unità e ogni altra iniziativa di autofinanziamento dell’attività politica organizzativa del partito ti chiediamo di considerare la possibilità di ISCRIVERTI AL PD… di aderire al principale partito del centrosinistra italiano, alla principale forza riformista, europeista, progressista della democrazia italiana e contribuire economicamente al suo sostentamento a livello locale, provinciale e nazionale.

Il finanziamento pubblico dei partiti non c’è più; per sostenere economicamente il PD ci sono solo due modi:

- versare la quota tessera annuale di iscrizione al Partito

- mettere la firma nella dichiarazione dei redditi e indicare il codice M20, per destinare al PD il 2x1000 dell'Irpef già versata.

Nel chiederti di valutare e considerare questo invito, invio cordiali saluti.

Il Segretario del Circolo PD di Casola Valsenio

Gaudenzio Mancurti

Al via la campagna di tesseramento 2021 al PD. La lettera del Segretario del Circolo PD di Casola agli iscritti per il rinnovo dell'iscrizione. La sede sarà aperta il sabato mattina e il mercoledì sera

 


Alle iscritte e agli iscritti del PD

Caro Democratico, cara Democratica,

ti scrivo per invitarti in Sede, in piazza Oriani 11, per rinnovare la tessera di iscrizione 2021 al Partito Democratico:

la sede sarà aperta il mercoledì sera, dalle ore 20 alle ore 21.45 e il sabato mattina dalle ore 9.30 alle 12.00.

Se non puoi venire in sede chiamami a questo numero 3388416691, per accordarci su quando potrò venire a casa tua a portarti la tessera.

Rinnovare la tessera - dopo un anno difficile come il 2020, con il Covid19 che ha impedito lo svolgimento della Festa de l’Unità e ogni altra iniziativa di autofinanziamento dell’attività politica organizzativa del partito – non è solo il modo per confermare adesione e sostegno al PD, al principale partito del centrosinistra italiano, alla principale forza riformista, europeista, progressista della democrazia italiana ma anche per contribuire economicamente al suo sostentamento a livello locale, provinciale e nazionale.

Il finanziamento pubblico non c’è più: per sostenere economicamente il PD ci sono solo due modi …versare la quota tessera annuale di iscrizione al Partito e anche mettere la firma nella dichiarazione dei redditi per destinare il 2x1000 al PD indicando il codice M20.

Abbiamo bisogno del sostegno e dell’adesione di tutti i nostri iscritti ed elettori per dare forza e sostegno al lavoro del PD al governo del Paese, per difendere il lavoro e l’occupazione, per fare ripartire l’Italia, per sconfiggere definitivamente la pandemia.

In attesa di incontrarti, invio cordiali saluti.

                Il Segretario del Circolo PD di Casola Valsenio - Gaudenzio Mancurti

mercoledì 20 gennaio 2021

1921-2021 - 100° Anniversario della Fondazione del P.C.I. Testimonianze e immagini


In occasione del 100esimo anniversario della fondazione del Partito Comunista Italiano, avvenuta a Livorno il 21 gennaio 1921, pubblichiamo il video realizzato nel 2016 in occasione della 70^ edizione della Festa de l'Unità di Casola. Il video contiene interviste e testimonianze, immagini degli attivisti e delle attiviste, dei militanti comunisti casolani protagonisti di quella stagione politica, degli anni della ricostruzione civile e democratica del Paese e della nostra comunità negli anni del dopoguerra, nella seconda metà del secolo scorso. Sono immagini intense, che testimoniano la passione e l'impegno politico e civile del popolo della sinistra casolana.

https://youtu.be/6gH52iF04cs

Foto e immagini anche sulla pagina Facebook del PD di Casola Valsenio: https://www.facebook.com/pdcasolavalsenio


AURELIO ACERBI, vita di un militante

Aurelio Acerbi, nel 1921, è stato il primo Segretario della Sezione del Partito Comunista di Casola Valsenio. A lui, nel dopoguerra, venne intitolata la Sezione del PCI.

Nel 100esimo anniversario della fondazione del PCI, di Aurelio Acerbi pubblichiamo la biografia che Amilcare Mattioli - dirigente comunista, professore e primo sindaco di Casola nominato dal CLN a fine 1944, scomparso nel 1982 - scrisse nel numero 4 de “IL COMPAGNO”, agosto 1974.

Aurelio Acerbi nacque nel 1902 da una famiglia di artigiani che, nelle condizioni di miseria e di indigenza in cui viveva in quegli anni la più gran parte della popolazione del nostro paese, poteva considerarsi quasi benestante.

Il padre, che i vecchi ricordano ancora con il soprannome di “Marescial” (forse dovuto a un certo scontroso atteggiamento nei suoi rapporti personali), era, e rimase, un cattolico con delle marcate e per quei tempi abbastanza spregiudicate simpatie per il movimento socialista: questo spiega anche, in parte, perché egli acconsentisse a mandare in seminario i figli, una volta terminate le elementari; d’altra parte non solo in quegli anni ma per molto tempo a venire, questo costituiva per le famiglie casolane che non fossero di condizione nettamente agiata, l’unica strada per far proseguire gli studi ai propri figli che ne avessero mostrato predisposizione.

lunedì 11 gennaio 2021

Non è il tempo delle barricate, è il tempo di costruire un futuro migliore

 


La relazione introduttiva di Nicola Zingaretti alla riunione della Direzione nazionale del Partito Democratico (8 gennaio 2021)
Anche se siamo nel pieno di una vicenda politica in continua evoluzione ho ritenuto utile e opportuno convocare questa riunione della Direzione per informare il gruppo dirigente sulla situazione a oggi.  Sapendo che entriamo in una fase nella quale dovremo convocarci al bisogno seguendo gli sviluppi della situazione.
Nei giorni scorsi abbiamo tenuto la segreteria, il comitato politico e riunito i segretari regionali e delle città capoluogo.
Questo perché ritengo giusto condividere tra noi la scelta in un passaggio fondamentale per il futuro non solo del governo che sosteniamo con la massima lealtà, ma del paese alle prese con un’emergenza sanitaria, economica e sociale che non tollera rinvii.
Ma non voglio sottrarmi da alcune considerazioni, che ritengo urgenti, che mi suscitano le immagini dell’assalto al Senato degli Stati Uniti d’America da parte di migliaia di persone in preda a una rabbia bestiale.
Ci sono state vittime e feriti. Sono stati distrutti uffici, tavoli, vetrate, archivi. Proprio lì, nel cuore della democrazia americana. Un senso di preoccupazione misto a tristezza hanno invaso l’animo di tanti cittadini di tutto il mondo, che hanno potuto assistere a questo scempio attraverso la TV.
Come si è arrivati a tutto ciò? Certo, Trump. Innanzitutto, Trump.
Il suo ego smisurato. Straripante di atti che occhieggiano al  razzismo, xenofobia e radicalità e estremismo.
Esso ha ingigantito un’anima profonda dell’America che in realtà è un dato permanente della storia di quel grande Paese che si è concretizzato in grandi e simbolici conflitti. Ricordiamo: Joan Baez e la guerra del Vietnam. Martin Luther King e il Ku Klux Klan. McCarty e i Kennedy. Potrei continuare.
Le sue responsabilità dunque sono immense. Ma dirlo non ci basta.
Ma chi ha prodotto Trump? Perché, pur nella sconfitta, ha conquistato 70 milioni di voti su una linea apertamente estremista.

martedì 24 novembre 2020

EMERGENZA COVID-19: SUSSIDI ALLE PERSONE E/O FAMIGLIE CON DISAGIO ECONOMICO

L’Unione della Romagna Faentina intende realizzare un intervento straordinario di sostegno ai nuclei familiari in gravi difficoltà economiche, senza alcun reddito disponibile o reddito insufficiente e limitata forma di sostentamento reperibile attraverso depositi bancari o postali. Le domande di sostegno devono pervenire entro il 9 dicembre.

http://www.romagnafaentina.it/Notizie-ed-eventi/Notizie-dall-Unione/Emergenza-Covid-19-Sussidi-alle-persone-e-o-famiglie-con-disagio-economico




lunedì 23 novembre 2020

Bilancio 2021 della Regione Emilia-Romagna. La dichiarazione del Presidente Stefano Bonaccini

 

Abbiamo approvato in Giunta il Bilancio di previsione 2021 e triennale al 2023 della Regione, una manovra da 12,5 miliardi di euro che vede risorse come mai prima si erano viste per la sanità pubblica dell’Emilia-Romagna (9 miliardi di euro il prossimo anno, 600 milioni in più rispetto al precedente) e che grazie ai conti in ordine (l’indebitamento scende di altri 56 milioni, saldo attivo di 71 milioni) ci permette di liberare altri 1,5 miliardi di euro per investimenti in tutti i settori: edilizia sanitaria, trasporto pubblico locale e mobilità sostenibile, Big data e digitale, occupazione, formazione e imprese, attrattività di investimenti, montagna e aree interne, scuola, cultura, sport, turismo, commercio, agricoltura.

Il Bilancio, che inizia ora il percorso in Assemblea legislativa per arrivare in Aula a dicembre, si inserisce nel contesto più ampio del piano di investimenti triennale per quasi 14 miliardi di euro, presentato già prima dell’estate, per una ricostruzione partecipata e condivisa da territori e parti sociali, grazie a fondi pubblici (europei, statali, regionali) ai quali si aggiungono cofinanziamenti privati, per opere cantierabili e progetti in corso di definizione con le comunità locali. 

Per obiettivi chiari: da un lato uscire dall’emergenza nel minor tempo possibile e potenziare servizi e medicina del territorio, oltre a ricucire le fratture sociali aperte dalla crisi pandemica e affiancare i territori nel dare risposte concrete ai cittadini; dall’altro dare fondamenta solide alla ripartenza post-Covid il prossimo anno.

Intendiamo recuperare ogni posto di lavoro perso e crearne altri di qualità. Tornare a una crescita forte e sostenibile, basata su innovazione, ricerca e alta formazione, in grado di riportarci al pari delle aree più avanzate d’Europa e del mondo, come avevamo fatto negli anni precedenti la crisi. Investire su scuola e conoscenza, welfare, ambiente, per una svolta ecologica che sia reale e concreta, e digitale, come prevede il piano europeo Next Generation Eu.

Nelle prossime settimane firmeremo con tutte le parti sociali il nuovo Patto per il Lavoro e il Clima, sul quale ci stiamo confrontando anche con le forze ambientaliste, e presenteremo i progetti dell’Emilia-Romagna da finanziare con i fondi europei del piano Next Generation Eu: su entrambi i passaggi saranno fondamentali i contributi di tutti, comprese le forze politiche di maggioranza e opposizione in Assemblea legislativa. La forza di questa regione è sempre stata quella di saper affrontare insieme i problemi e insieme vogliamo fare la strada che abbiamo davanti.

(STEFANO BONACCINI - Presidente Regione Emilia-Romagna)











venerdì 20 novembre 2020

Assegno unico per i figli, pensioni e crescita. Tutte le novità della legge di bilancio


Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo della legge di bilancio. Ha un valore di circa 38 miliardi di euro. Il testo riscende a 228 articoli con 237 pagine (il testo datato sabato sera consisteva invece di 248 articoli e 204 pagine).

Una manovra “fortemente orientata alla crescita, all’occupazione, alla coesione sociale, con un focus particolare sui giovani, le donne e il Mezzogiorno”, l’ha definita il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e che punta a “realizzare una ambiziosa trasformazione dell’Italia nella direzione dell’innovazione, della sostenibilità, della coesione, dell’equità e del lavoro”.

E’ lo stesso titolare dell’Economia ad aver precisato poco dopo che la manovra “potrà essere potenziata a causa dell’intensità della seconda ondata” della pandemia. “Rafforzeremo l’intervento sia sul 2020 che sul 2021 attraverso lo scostamento di bilancio che ci consentirà di potenziare le misure e qualcuno degli interventi indicati, soprattutto di natura congiunturale sul 2020”, spiega.

Una manovra da 38 miliardi che potrà essere potenziata con nuovo scostamento di bilancio che potrebbe aggirarsi sui 20 miliardi e che servirà per affiancare alle misure pensate per il 2021 un ulteriore decreto anti-crisi.

Il ministro difende l’impostazione della manovra che punta non solo ad arginare l’emergenza ma anche a sostenere il ritorno alla crescita. Sgravi al 100% per le assunzioni under 35 (di 4 anni al Sud) e per le donne disoccupate in tutta Italia, sostegno all’imprenditoria femminile, 500 milioni per le politiche attive sono alcune delle misure pensate per sostenere il mercato del lavoro anche quando a fine marzo finirà il blocco dei licenziamenti.

Poi la conferma del taglio del cuneo fiscale in attesa della riforma dell’Irpef per cui la manovra prepara il terreno con l’avvio dell’assegno unico per i figli e la creazione di un Fondo per la fedeltà fiscale” in cui far confluire le risorse della lotta all’evasione che si aggiungeranno, dal 2022, a uno stanziamento ad hoc per il taglio delle tasse da 2,5 miliardi (1,5 nel 2023).

E una spinta si cercherà di darla anche agli investimenti con il potenziamento del piano Transizione 4.0 che sale a 24,8 miliardi per incentivare le spese delle imprese e 50 miliardi aggiuntivi per gli investimenti pubblici. E poi assunzioni ad hoc, 2.800, per garantire una accelerazione nella spesa dei fondi europei – in attesa che arrivino quelli del Recovery Fund.

Ma resta la pandemia il filo rosso che tiene insieme gran parte dei 228 articoli della manovra, rivisti fino all’ultimo: tornano gli aiuti per le imprese, a partire dalla proroga della cassa integrazione a carico dello Stato per altre 12 settimane, insieme allo stop ai licenziamenti fino a fine marzo, e da un fondo anti-Covid da 4 miliardi pensato per i ristori a tutte le attivita’ con perdite. Si rafforza la sanità, con il Fondo sanitario che sale e risorse ad hoc, quasi 1 miliardo, per dare aumenti a medici e infermieri.

Altri 400 milioni serviranno al ministero della Salute per comprare vaccini e cure per i malati di Covid e Asl e ospedali potranno contare ancora per tutto il 2021 di operatori aggiuntivi assunti nell’emergenza. Per cercare di far tornare gli studenti in classe, si prevedono 350 milioni per i trasporti pubblici per potenziare scuolabus e autobus, soprattutto nelle ore di punta.

Ma “nelle prossime settimane – assicura ancora Gualtieri – potenzieremo ulteriormente gli interventi a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese colpiti dalle nuove restrizioni”, grazie alle risorse che saranno reperite in parte dagli ultimi risparmi delle misure messe in campo quest’anno e, dall’altro, con il nuovo scostamento. Si interverrà, ha spiegato infatti il ministro ai sindacati, sia sul 2020 sia sul 2021, ma per fissare l’entità del nuovo deficit si attenderebbe anche di vedere l’andamento dei versamenti di meta’ novembre, appena scaduti. Entro la fine della settimana, o all’inizio della prossima, con il quadro più chiaro e testata anche la effettiva disponibilità delle opposizioni, si procederà con la richiesta.

Allo sgravio contributivo triennale per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani si aggiunge infatti la decontribuzione integrale per le donne e il sostegno all’imprenditoria femminile. Sulla base dell’intesa con le parti sociali, la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo è affiancata dall’istituzione di un fondo per le politiche attive del lavoro con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro.

Gli investimenti pubblici sono sostenuti da un nuovo fondo pluriennale da 50 miliardi, e quelli privati dal potenziamento di Transizione 4.0 con uno stanziamento di ben 23,8 miliardi per il prossimo biennio. Per il Mezzogiorno gli interventi sono particolarmente rilevanti, con il finanziamento strutturale della fiscalità di vantaggio per il lavoro fino al 2030 e con la proroga del credito di imposta ricerca e sviluppo e di quello per gli investimenti.

La Sanità, con l’aumento della dotazione del Fondo Sanitario nazionale, l’indennità per medici e infermieri, il fondo per l’acquisto dei vaccini, il potenziamento delle diagnosi con tamponi antigenici rapidi, le risorse aggiuntive per l’edilizia universitaria, i contratti di formazione specialistica per i medici specializzandi e le assunzioni di personale sanitario resta una priorità centrale, così come la scuola, l’università, la ricerca, la cultura. Si conferma l’avvio dell’assegno unico per i figli a partire dal luglio del 2021, e si istituisce il fondo per la riforma fiscale che sarà alimentato dai proventi del contrasto all’evasione.

domenica 27 settembre 2020

Gli interventi di rispristino delle frane sulle strade comunali: finanziati, programmati, appaltati, in corso e di prossima realizzazione

Le piogge e gli eventi meteorologici del 2019 sono stati causa di smottamenti e frane su diversi tratti stradali nelle aree agricole del Comune di Casola per i quali l’Ufficio Tecnico aveva immediatamente avviato interventi in somma urgenza e messo in atto le procedure per la richiesta dei necessari finanziamenti alla Protezione Civile dell’Emilia-Romagna. Sempre alla Protezione Civile si è anche provveduto a inoltrare richieste di finanziamento per interventi a scopo preventivo, sempre su strade comunali.

Di seguito, si riporta l’elenco degli interventi finanziati, programmati, appaltati, in corso e di prossima realizzazione. Le opere descritte di seguito sono state progettate dal Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale:

Da Giovedì 1 Ottobre, a Casola Valsenio, riapre il Centro di aggregazione giovanile CIRCUS

Il Comune di Casola Valsenio comunica che ...Giovedì 1 ottobre 2020, nella sede, ospitata nel Centro policulturale “Le Medie” in Via Roma 10 a Casola Valsenio, riparte l’attività del CIRCUS, il Centro giovanile che promuove un’importante attività di aggregazione, dove è possibile fare i compiti e anche divertirsi, svolgere attività ricreative, condividere esperienze culturali.

Il Centro - promosso dal Comune di Casola Valsenio, dall’Unione della Romagna Faentina e dall’Agenzia Territoriale Servizi, gestito dalla Coop. Zerocento – è aperto ai ragazzi e alle ragazze in età compresa tra i 10 e i 17 anni, è aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

Si indicano di seguito i contatti per chiedere e ricevere informazioni e indicazioni:  Email: Circus@minori.zerocento.coop - Cell.: 3427702353

Tutte le attività proposte sono gratuite!

 


Martedì 29 settembre, si riunisce il Consiglio comunale di Casola Valsenio


Martedì 29 settembre 2020  alle ore 20,30 presso la Sala Consigliare del Municipio di Casola Valsenio, è convocata la riunione del Consiglio Comunale con il seguente ordine del giorno:

1. COMUNICAZIONI DEL SINDACO E DELLA GIUNTA COMUNALE

2. PRESENTAZIONE DI INTERROGAZIONI IN AULA

3. APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA DEL 28/07/2020 (Rel. Sindaco – Servizio AA.GG. Valle del Senio)

4. APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA DEL 15/09/2020 (Rel. Sindaco – Servizio AA.GG. Valle del Senio)

5. BILANCIO DI PREVISIONE 2020-2022, VARIAZIONE ALLA ANNUALITÀ 2020, E VARIAZIONE AL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2020-2022 (ART. 42 C. 2 LETT. B E ART. 175 COMMA 2 D.LGS. 267/2000 (Rel. Assessore Nati – Settore Finanziario conferito all'Unione della Romagna Faentina)

sabato 26 settembre 2020

Una bella serata con Stefano Vaccari e Massimo Isola

Stefano Vaccari, Responsabile nazionale Organizzazione del Partito Democratico
Stefano Vaccari, Responsabile nazionale Organizzazione del Partito Democratico

Da sinistra, il Resp. nazionale organizzazione del PD Stefano Vaccari, il Segretario del Circolo PD di Casola Valsenio Gaudenzio Mancurti, il coordinatore della serata Stefano Damiani 

L'intervento del neoeletto Sindaco di Faenza, Massimo Isola, 


La pioggia di ieri sera, venerdì 25 settembre, non ci ha permesso di svolgere in Piazza Oriani, come avevamo programmato, l'incontro pubblico sui principali temi dell'attualità politica con il Responsabile nazionale Organizzazione del PD, Stefano Vaccari. Ma non abbiamo rinunciato! Come avevamo previsto di fare in caso di maltempo, ci siamo riuniti nella sala de I Vecchi Magazzini dove Stefano Vaccari ha risposto alle stimolanti e puntuali domande di un amico del PD di Casola, il faentino Stefano Damiani, e dove abbiamo accolto, salutato e applaudito Massimo Isola, il neo Sindaco di Faenza.

mercoledì 23 settembre 2020

Massimo Isola è il nuovo Sindaco di Faenza, eletto con il 59,5%% dei voti


Ancora una volta non c'è stata partita. Il centrosinistra trionfa in quello che si conferma uno dei suoi feudi. A Faenza Massimo Isola, il candidato del centrosinistra, vince al primo turno con il 60% dei consensi. Dei 45.825 elettori chiamati a votare per le elezioni comunali nei 57 seggi faentini, ha votato il 69,24% del corpo elettorale. Nel 2015 l’affluenza al primo turno delle comunali fu quasi del 58,96%: l’affluenza è aumentata del 10%.

La sua scommessa - l'alleanza inedita a livello nazionale fra PD, 5 Stelle e Italia Viva, uniti alla sinistra di Coraggiosa, ai Verdi e ai cattolici di Faenza Cresce - appare ormai vinta.

Annichilito il rivale di centrodestra Paolo Cavina (38,24%), alleatosi con Lega, Fratelli d'Italia e civici dopo cinque anni passati nella coalizione di centrosinistra. 

Il PD si conferma stabilmente il primo partito e ha già annunciato la vittoria sulla sua pagina Facebook: il sorpasso tentato dalla Lega è apparso sfumare fin dalle prime ore della mattinata.

"Non c'è stata partita", ha commentato a caldo Massimo Isola, accolto da un boato dei suoi sostenitori e dall'abbraccio degli ex-sindaci Malpezzi e Casadio, del senatore Collina e della consigliera regionale Rontini. "Troppa la differenza fra il nostro programma e quello dei nostri rivali. Abbiamo scritto una storia grande, iniziata fra le difficoltà ma portata avanti con responsabilità, non per il potere. Abbiamo avuto delle cose da dire per la città, dall'altra parte ho visto solo cattiveria e imbarazzo. Siamo una grande squadra, abbiamo difeso la città dalle invasioni di fa solo retorica. Sono emerse le idee, le nuove generazioni, le nuove alleanze. Mi hanno accusato di essere troppo gentile, troppo educato, e ne vado fiero. In poche settimane abbiamo fatto una grande cosa". 

Il centrodestra ha perso anche nei suoi feudi nelle campagne, a Reda e a Pieve Cesato, seggi del leghista Gabriele Padovani e del candidato sindaco Paolo Cavina. 

A destra è già partita la caccia al colpevole: la critica maggiore va ai toni giudicati spesso troppo sopra le righe, non in linea con la campagna elettorale dal sapore civico che si aveva in mente all'inizio.

Da segnalare nel voto in particolare il risultato del PD (34%) che quasi doppia la Lega (18,7%) e conquista 9 seggi. Ottimo il risultato di Faenza Cresce (terza lista più votata con il 7,4%) e di Faenza Coraggiosa (al 7,1%). Il Movimento 5 Stelle ottiene il 4,5% e un seggio. Italia Viva ottiene il 3,8% e un seggio. Nel centrodestra discreto il risultato di Fratelli d’Italia (7,4%), male invece la lista del candidato Paolo Cavina che ottiene appena il 4,4% e un seggio.

IL RISULTATO FINALE DEI 4 CANDIDATI SINDACO

MASSIMO ISOLA: 59,53%

PAOLO CAVINA: 38,24%

ROBERTO GENTILINI: 1,19%

PAOLO VIGLIANTI: 1,04%

IL RISULTATO DELLE LISTE IN ORDINE DECRESCENTE

PARTITO DEMOCRATICO     10.029    33,94%

LEGA SALVINI PREMIER     5.517 18,67%

FAENZA CRESCE 2.185 7,39%

FRATELLI D'ITALIA 2.170 7,34%

FAENZA CORAGGIOSA 2.134 7,22%

MOVIMENTO CINQUE STELLE 1.317 4,46%

INSIEME PER CAMBIARE 1.314 4,45%

PER FAENZA 1.238 4,19%

ITALIA VIVA 1.139 3,85%

FAENZA CONTEMPORANEA 565 1,91%

EUROPA VERDE 511 1,73%

RINNOVARE FAENZA 397 1,34%

IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 360 1,22%

POTERE AL POPOLO 360 1,22%

RIFONDAZIONE – PCI 316 1,07%





giovedì 17 settembre 2020

RITORNIAMO A DISCUTERE DI POLITICA… DI IDEE, DI PROGRAMMI, DI RIFORME PER UN FUTURO DI EQUITÀ, LAVORO, SVILUPPO, BENESSERE, SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE, DIRITTI PER L’ITALIA E GLI ITALIANI

 A causa di sopraggiunti impegni di Stefano Vaccari, l’incontro pubblico previsto per la serata di Venerdì 18 settembre, si terrà

VENERDI 25 SETTEMBRE,

ALLE ORE 20.30 IN PIAZZA ORIANI

…e in caso di maltempo, nei Vecchi Magazzini



lunedì 7 settembre 2020

Siamo il partito dalla parte delle persone, unica garanzia di cambiamento


La relazione del segretario del PD, Nicola Zingaretti alla Direzione nazionale del 7 settembre 2020

Carissimi, carissime,

siamo all'apertura dell’anno politico e mi concentrerò su punti che riguardano la vita del Paese e la funzione che il Partito Democratico può esercitare in questo snodo fondamentale della storia italiana.

Viviamo una fase molto intensa e delicata, con un Paese ancora tramortito dal trauma Covid, ma desideroso di reagire e ripartire, e con una serie di impegni e appuntamenti politici di grande rilevanza.

RISPONDERE ALLA CRISI SCATENATA DALLA PANDEMIA

C’è innanzitutto l’urgenza di una risposta adeguata alla violenta crisi socio-economica scatenata dal Coronavirus. In particolare, attraverso un utilizzo virtuoso del Recovery Fund e delle altre risorse messe a disposizione dall'Europa a cominciare dal Mes e di quelle derivanti dalle nostre manovre economiche e finanziare.

L’Europa ha risposto con un dinamismo che molti non si aspettavano. Anzi, alcuni, anche in Italia, le destre sovraniste in primo luogo avevano sperato nella tempesta perfetta per dare un colpo definitivo. Invece c’è stata una svolta fondamentale per chi ha a cuore il progetto europeo e, di conseguenza, per l’Italia. Una svolta che ha visto protagonista il nostro partito e che ora dovrà impegnarci con ancora più energia sul fronte dei progetti da realizzare e dell’apertura dei cantieri su cui concentrare le risorse. Ora è il momento delle idee, dei programmi, delle soluzioni. Questo chiede il PD, e noi stiamo facendo la nostra parte.

LA TORNATA ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 20 E 21 SETTEMBRE

C’è poi l’importante tornata elettorale del 20 e 21 settembre. Con il voto in sette Regioni e la scelta di 1.184 sindaci e assemblee comunali. E infine, il referendum costituzionale confermativo del taglio dei parlamentari.

Abbiamo dunque davanti a noi giornate cruciali che dovremo affrontare insieme, per dare le risposte più utili al Paese. Servono allora visione, concretezza e realismo. Dobbiamo andare alla sostanza delle questioni che abbiamo di fronte. Immergerci nella realtà della vita delle persone, consapevoli che le nostre scelte e la nostra capacità di azione peseranno sull’avvenire dei nostri figli.

Grazie a chi in queste ore sta combattendo, nei territori una cruciale battaglia politica. Migliaia di candidate e candidati, militanti, elettori che ovunque si pongono come la più credibile e forte alternativa alla destra.

Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia c’è il nostro Partito Democratico non da solo ma immerso in coalizioni e alleanze civiche, con amministratori, associazioni, partiti e alleati.

Come primo punto, quindi, vorrei brevemente condividere con voi uno sguardo sull’Italia che riemerge dai mesi di paura.

venerdì 21 agosto 2020

Lunedì 7 settembre, riunione del Comitato direttivo del Circolo PD di Casola Valsenio

LUNEDI 7 SETTEMBRE, ORE 20.45 NELLA SEDE DI PIAZZA ORIANI 11, E' CONVOCATA LA RIUNIONE DEL COMITATO DIRETTIVO PD, con il seguente ordine del giorno

- VALUTAZIONE DELLE PRIME “4 SERATE CON IL PD” NEI RISTORANTI E AGRITURISMI CASOLANI

- IPOTESI DI UNA SERATA GASTRONOMICA DI AUTOFINANZIAMENTO, A TEMA (MENU DI PESCE), SU PRENOTAZIONE, IN SETTEMBRE, CON LA PARTECIPAZIONE DEL SEGRETARIO DELLA FEDERAZIONE PD RAVENNA, ALESSANDRO BARATTONI

- COMPLETAMENTO DEL TESSERAMENTO PD 2020

- organizzazione di una ASSEMBLEA PUBBLICA PD, ALL’APERTO, di approfondimento e confronto sulla situazione politica, sulle proposte per la ripresa e il rilancio dell'economia dopo il Covid, i rapporti nella maggioranza di governo e le alleanze politiche a livello nazionale e locale, la strategia riformatrice del PD, ecc. Data e relatore da definire.


mercoledì 19 agosto 2020

Giovedì 27 agosto, la quarta delle "4 SERATE CON IL PD" all'agriturismo CASTAGNOLO

 
Giovedì 27 agosto, la quarta delle 4 SERATE CON IL PD, all'Agriturismo Castagnolo. Sarà con noi /, Assessore regionale Turismo-Commercio-Mobilità.
Per prenotazioni, telefonare a: 3388416691 - 3402504299




Zingaretti: Il mio piano per le riforme


La scelta di formare questo governo da parte del PD è stata lungimirante, ora tanti tifosi di allora fischiettano, ma io la difendo. Anche se non vanno nascoste le difficoltà, le contraddizioni e anche i prezzi che noi abbiamo dovuto pagare in nome della salvezza della Repubblica.

Ma senza questo governo, per esempio, non avremmo potuto fronteggiare la pandemia: Salvini l’avrebbe gestita come Trump o Bolsonaro. Inoltre il rapporto conflittuale con l’Europa da parte dei populisti illiberali non avrebbe permesso di ottenere per l’Italia gli straordinari risultati, in termini di risorse e anche politici circa l’orientamento generale della commissione che ha rotto con le politiche di austerità e si è aperta alla cooperazione, al rischio comune, alla solidarietà.

I fondi europei
Iniziamo da qui. Dal lavoro fatto. E da qui pensiamo alle prove terribili che ci attendono. Non possiamo sbagliare. Non è in gioco un’alleanza di governo ma la tenuta della nazione nei prossimi anni. Il Pd è il partito che intende guidare la transizione ad un’altra Italia. È il partito che risolve i problemi in un’ottica riformatrice e realistica. Quando ci si chiede cos’è il Pd io rispondo semplicemente: il Pd è la garanzia ed è il motore affinché le cose cambino in meglio. Ecco perché dopo l’emergenza, nella fase della ricostruzione spetta anche a noi indicare con chiarezza, nella coalizione di governo, i fronti che riteniamo prioritari. Nell’immediato e per il futuro. Le risorse del Recovery Fund vanno utilizzate su progetti credibili, concreti e di valore strategico. Si sta lavorando a Palazzo Chigi, in queste ore, con il coordinamento di Enzo Amendola per avere già a settembre un quadro delle scelte che si intende compiere. Comunque tali scelte vanno fatte in una prospettiva chiara: non dobbiamo tamponare l’emergenza con rivoli di sostegni e di interventi in ordine sparso e di carattere emergenziale.

Le nostre priorità
Il Recovery Fund è l’occasione per il riscatto dell’Italia. Ma il riscatto dell’Italia si avrà solo se quello che realizzeremo non ci porterà a riaccendere il vecchio sviluppo; bisogna, finalmente, tentare per la nazione un nuovo sviluppo qualitativamente più alto e avanzato. Abbiamo detto innovazione, ricerca, scuola, capitale umano, valorizzazione dei nostri talenti, green economy, digitalizzazione del Paese e drastico ammodernamento della pubblica amministrazione, con la semplificazione dei regolamenti troppo numerosi e complicati e della ancora così forte vischiosità della pubblica amministrazione. Impegno contro le discriminazioni di genere. E poi, è decisivo il rilancio di politiche industriali in grado di coordinare meglio le strategie e dare alle nostre grandi imprese pubbliche degli obiettivi Paese. E il sostegno molto più attivo al tessuto della piccola e media impresa: sul piano fiscale, adeguando anche i pagamenti all’erario da parte da tante partite Iva in modo da far corrispondere l’esborso per le tasse all’andamento reale dei ricavi. Occorre su questo una svolta della sinistra: quattro milioni e mezzo di partite Iva non nascondono tutti evasori italiani, ma fanno crescere l’economia, l’occupazione, un micro-indotto che è la condizione per ricostruire un ceto medio italiano. Questo è il modo anche più diretto ed efficace di aiutare il Nord, così colpito dal Covid. E infine infrastrutture moderne, risanamento strutturale del dissesto idrogeologico dei nostri territori, interventi nel Mezzogiorno d’Italia che dall’emergenza debbono passare alla capacità di sostenere i mille talenti, le mille imprese, i meravigliosi territori agricoli e turistici che ha il nostro Sud, con una qualità eccezionale rispetto a tutti i Paesi del mondo. La scuola, ecco il secondo fronte, è in una condizione di equilibrio incerto che può sfociare in una rivolta di massa. Non lo dico per mettere una bandierina polemica; piuttosto per continuare a svolgere come Pd un ruolo di allerta e anche di proposta in un settore che coinvolge milioni di persone. Tra operatori, insegnati e soprattutto famiglie. Sarebbe intollerabile dopo mesi di lockdown far perdere anche solo un’ulteriore ora di lezione, nell’incertezza o con una apertura a singhiozzo interrotta quasi subito da una nuova pausa del lavoro scolastico dovuta alle elezioni regionali e referendarie del 20 settembre. È stato un errore non ascoltare il Pd quando ha proposto di collocare i seggi elettorali in luoghi specifici per non pesare ulteriormente sul ciclo delle elezioni.

Il sistema sanitario
La costruzione di una nuova sanità. Sono mesi che se ne discute ma siamo fermi. Il Covid ha fatto emergere un’insufficienza in alcune parti d’Italia di strutture, di macchinari innovativi e di personale. Ma soprattutto è stata evidente, l’assenza di strutture sanitarie nel territorio; in grado di intervenire in modo più tempestivo, più economico e di evitare inutili ospedalizzazioni. Per i progetti in campo e per quelli che vogliamo intraprendere occorre attivare il Mes che è una linea di finanziamento molto più vantaggiosa rispetto alla ricerca di risorse sul mercato. Ed è senza condizioni. Ogni giorno sprecato è imperdonabile.

“Un mare in tempesta”
Inoltre reputo fondamentale riaprire una riflessione collegiale sulla politica estera. Il Mediterraneo è diventato un mare in tempesta, attraversato da conflitti, disordini permanenti e flussi migratori che rischiano di diventare difficilmente gestibili. La presenza italiana è allo stato attuale ininfluente. Eppure è il nostro mare e non possiamo cadere in un cono d’ombra o diventare semplici spettatori poco rispettati. Come nel caso tragico della morte di Giulio Re geni. Starci di più significa sviluppare forti relazioni culturali e interreligiose.
Aumentare la nostra capacità negli scambi commerciali, stabilire intese bilaterali di reciproca convenienza non solo economica ma anche nel campo della ricerca, dell’università, del rinnovamento delle tecnologie. E infine starci di più significa riprendere il filo di una coerente politica estera nei confronti di questi paesi così in difficoltà. Il primo Paese che hanno di fronte gli Stati che si affacciano nel sud del Mediterraneo è proprio l’Italia. Il nostro Mezzogiorno è la terra a loro più vicina, una sorta di portaerei gettata verso di loro.

Una nuova identità
Affrontare queste sfide significa dare significato e identità al Pd tenendolo lontano dalla sola tattica o manovra politica, spesso ripetitiva e confusa, per impegnarlo, al contrario, nei processi reali dai quali trarre, sulla base dei nostri valori tradizionali, il suo profilo e la sua forza. Quando di discute un po’ astrattamente di riformismo, rispondo che il riformismo è questo. Negli spazi reali far emergere la nostra funzione nazionale e democratica. Il riformismo non si predica. Se si predica senza accompagnarlo ad una concreta prospettiva politica, esso diventa astratto e ideologico. Ma una cosa deve essere chiara: noi siamo per la più assoluta valorizzazione delle forze del lavoro e dell’impresa. Tuttavia questa valorizzazione deve essere indirizzata a superare le storture e i mali di uno sviluppo antico del nostro Paese che ci ha portato lentamente verso il declino. Dunque il riformismo non è una innovazione per fare funzionare meglio i meccanismi che ci sono. Per far tornare i conti entro i limiti e le logiche di un capitalismo finanziario e predatorio. L’innovazione con gradualità, senso di responsabilità, coscienza delle cose che si hanno di fronte, deve spingere per il fine ultimo di un pensiero democratico. Che è rendere il Paese più giusto, più equilibrato, più armonioso, più competitivo, più partecipato. Queste sono le condizioni anche per produrre meglio. Il nostro riformismo è dunque lotta frontale contro la rendita, anzi tutte le rendite e promozione di ogni energia creativa operaia e imprenditoriale che è la condizione di una rinascita. Ecco perché quando penso al tessuto produttivo guardo a quella piccola e media impresa radicata nei territori, che non porta i profitti fuori dall’Italia, che dà lavoro, in alcuni casi stabilisce rapporti quasi familiari coni dipendenti, che inventa i nostri meravigliosi prodotti che hanno resistito nei mercati mondiali nelle crisi che ci hanno travolto. Gli obiettivi fin qui indicati so perfettamente che li dovremo perseguire in una situazione politica per certi aspetti anomala. Ma è inutile lamentarsi, tramare o fare confusione. Occorre un impegno corale per cambiare e ricostruire fiducia nel futuro. Abbiamo una missione: lasciare ai giovani un’Italia migliore di quella che abbiamo trovato. Ora è possibile.