
Un tradimento, un errore. Le parole con cui Giancarlo Galan (nella foto) commenta la decisione del PdL di candidare un esponente della Lega Nord alla presidenza della regione Veneto corrono sul web. Trovando commenti solidali e spirito di rivalsa tra gli stessi elettori del Popolo della Libertà. Che in barba alla disciplina di partito commentano: "Galan, presenta una lista civica: siamo tutti con te". E mentre su Facebook nascono gruppi per appoggiare l'eventuale corsa solitaria del governatore, sul sito ufficiale del PdL Veneto si commenta: "Silvio non tradirci; e non rinnegare la promessa fatta a Porta a Porta prima delle ultime europee". E sul sito ufficiale di Galan: "La Lega è fautrice della politica del tombino contro la politica delle idee e dei valori".
Discussioni animate sul rapporto tra il PdL e la Lega. Su Facebook nasce un gruppo - "A Roma hanno deciso: il Veneto alla Lega, ma noi non glielo daremo!" - che si propone di riunire "tutti coloro che non vogliono accettare questa imposizione mettendo da parte la volontà dei veneti". C'è chi scrive: "No alla Lega, è secessionista", "ci avete venduti alla Lega, vergognatevi". E ancora: "La Lega è amata perché parla alle paure della gente. Parla di sicurezza, di 'scacciare gli stranieri' e di Roma ladrona". Si ipotizzano nuove alleanze: "Il Veneto non può e non vuole essere verde, uniamoci con tutti i moderati".
Come si vede non è solo un problema di nomi, ma di prospettive politiche. Le posizioni xenofobe, razziste e secessioniste della Lega Nord risultano sempre più insopportabili anche a settori di elettorato del PdL. Bastava vedere, come è capitato a noi ieri sera, l'imbarazzo e il disagio dell'on Maurizio Lupi (PdL e esponente di CL) ospite della trasmissione "Anno Zero", di fronte alle immagini che documentavano la discussione in un Consiglio comunale della Lombardia - a guida leghista - che a maggioranza ha votato un ordine del giorno per vietare di esprimersi in pubblico in lingua araba e ai musulmani di riunirsi per pregare!
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