
Durante la cerimonia - dopo gli interventi dei Sindaci Iseppi e Menghetti e del figlio del colonnello Shield, comandante del reggimento, caduto a Monte Cece - sono state deposte alcune corone d'alloro sulla stele che ricorda il sacrificio e le gesta del Duke of Wellington Regiment.
"...A Monte Cece, un'altura di 759 m. slm, sempre in Comune di Casola Valsenio, erroneamente indicato nelle mappe alleate come Monte Ceco - si legge in "Monte Battaglia. Luogo della e della pace" di Beppe Sangiorgi (2004, Bacchilega Editore)- gli inglesi si trovano di fronte i granatieri della 715^ Divisione germanica contro i quali avevano già combattuto ad Anzio. Lo scontro è durissimo e si protrae per quasi due settimane in condizioni difficilissime a causa del fango, delle piogge prolungate e di un traffico confuso di uomini e mezzi alle spalle della prima linea.
In queste condizioni, il 3 e 4 ottobre, sotto una pioggia battente e dopo un pesante bombardamento di artiglieria, i fucilieri inglesi della III Brigata di fanteria sferrano, ma unitilmente, il primo attacco contro i tedeschi attestati sul monte. Il secondo tentativo viene condotto il 5, 6 e 8 ottobre con forze fresche del Duke of Wellington's Regiment che avanzano faticosamente ad ondate, facendosi largo con bombe a mano e assalti corpo a corpo, fino a disperdere il nemico e a conquistare la vetta, subendo però ingenti perdite, compreso il comandante dei Duke's, il tenente colonnello Shield. Ma la battaglia di Monte Cece non è ancora finita perché i tedeschi si attestano sul crinale poco più in basso. Da dove vengono definitivamente cacciati il 16 ottobre con un ultimo terrificante attacco che porta a oltre 700 i morti, dispersi e feriti solo di parte britannica nel settore di Monte Cece".
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