lunedì 4 giugno 2012

Torna la paura. Alle ore 21.20 una nuova forte scossa nella bassa modenese

Dopo una giornata di tregua, con scosse non superiori a 2.9 gradi, nel tardo pomeriggio due scosse di magnitudio 3.4 e 3.8 e, alle 21,20, una di magnitudo 5.1 hanno fatto tornare la paura. Una nuova, forte, scossa di terremoto ancora nel modenese, ma avvertita anche a Milano, a Bologna e a Padova. La nuova scossa di terremoto, durata alcuni secondi, è stata avvertita intorno alle 21,20.
A Mirandola la gente si è riversata in strada, cellulare al'orecchio, e ha tentato di contattare parenti e amici per avere informazioni. Al momento non si registrano crolli nella zona rossa ma sono in corso le verifiche. Il centro storico della cittadina era gia' stato in precedenza totalmente chiuso ai pedoni.

In seguito alla nuova scossa di terremoto registrata stasera con epicentro proprio a Novi di Modena, è crollato il campanile che si trovava nella piazza centrale del paese. Il campanile era stato già lesionato dalle precedenti scosse. Il rumore della torre di Novi di Modena che stavolta si sbriciolava, finita dal colpo di grazia dell'ultima forte scossa, è stata coperto, racconta chi ha assistito alla scena, dal rombo della terra che tremava. Poi una nuvola di polvere ha coperto tutto. Quando si è diradata, la scena che si presenta ai cronisti arrivati sul posto è questa: al di sotto del punto dove, prima, c'era la torre ora c'è un cumulo di pietre. Quello era il campanile. In cima, dove prima c'era la cima, restano le travi di legno, piegate dalla violenza della scossa. Quelle travi sostenevano le campane, sepolte anche'esse dalla polvere. Ora la strada che porta alla piazza e' stata isolata. Centinaia di persone si sono riversate in strada dopo la forte scossa delle 21,20 che ha avuto come epicentro proprio Novi di Modena. Oltre al panico nelle tendopoli, molti di quelli che erano tornati nelle loro case sono nuovamente corsi fuori e ora si aggirano a piedi per le strade, sostenendo di non voler tornare al coperto. Molti abitanti della frazione si sono rifugiati in auto, anche per allontanarsi e raggiungere i paesi vicini e assicurarsi dello stato di salute dei parenti.

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