venerdì 4 ottobre 2013

La tragedia di Lampedusa: la politica deve dare risposte e l’Italia deve chiedere all'Europa di far sentire la propria voce

Il Consiglio dei ministri ha deciso di dichiarare il lutto nazionale.
"Lo facciamo per la perdita di vita umane, lo facciamo per i familiari e anche per i comuni che sono coinvolti. Ma soprattutto per chi ha perso la vita. E' doveroso".
Con queste parole il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, ha reso nota al termine del Cdm convocato ad hoc, la decisione di dichiarare il lutto nazionale per la giornata del 4 ottobre, a seguito della tragedia dei migranti a Lampedusa.
Tra le altre iniziative del Cdm, il ministro ha reso noto che in tutte le scuole italiane domani si osserverà un minuto di silenzio in omaggio delle vittime del naufragio di questa mattina al largo di Lampedusa.
In precedenza il premier Enrico Letta aveva reso noto di una telefonata tra lui e il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, alla quale ha promesso di recarsi di persona sull'isola.
Khalid Chaouki: "E' ora di dire basta, Italia e Europa trovino soluzioni definitive"
“Si é consumata una tragedia immane all’alba sulle coste di Lampedusa e, minuto dopo minuto, assume dimensioni enormi. È ora di dire basta. Non si può restare indifferenti di fronte a questa ennesima giornata nera nella storia del nostro Paese, dell'Europa e del Mediterraneo”. Lo afferma Khalid Chaouki, deputato e responsabile Nuovi Italiani per il PD, intervenendo nell’Aula di Montecitorio.
“Il Governo - precisa Chaouki - d’intesa con l’Europa, deve impegnarsi con urgenza per trovare soluzioni definitive, l’Italia, e soprattutto la Sicilia, è la porta d’Europa, l’UE deve farsi carico di quella che è, a tutti gli effetti, una questione europea. Il mio profondo cordoglio per una delle pagine più tristi della storia degli sbarchi, non possiamo più fare finta di niente”.

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"Tragedia terribile, l'Europa non può nascondersi" così Roberto Speranza, Presidente Deputati del PD. “Impossibile rimanere indifferenti di fronte alla terribile tragedia di Lampedusa - ha aggiunto - ancora una volta donne, uomini e bambini perdono la vita per fuggire povertà, guerre e persecuzioni. La politica deve dare risposte e l’Italia deve chiedere all'Europa di far sentire la propria voce per assicurare ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo di crescere e garantire condizioni di vita accettabili. Vanno intanto assicurati alla giustizia scafisti e organizzazioni criminali che speculano sulle migrazioni. Siamo vicini al Sindaco di Lampedusa - ha concluso - e chiediamo al Governo ogni sforzo possibile per assicurare sostegno e iniziative di soccorso.”

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Il capogruppo del PD al Parlamento europeo, David Sassoli ha esortato la commissaria Malmström a recarsi subito a Lampedusa. "Serve un’assunzione comune di responsabilità, l’Italia non può essere lasciata sola ad affrontare drammi tanto più grandi di lei. Le leggi a cui abbiamo lavorato in Europa - ha evidenziato - tra cui la riforma della normativa sui rifugiati, e strumenti come Frontex, con tutta evidenza sono del tutto inadeguati a contenere un dramma che corre più veloce dei tempi della politica, e che richiede interventi urgenti e drastici su più fronti, a partire da quello della prevenzione con una vera cooperazione e un reale sostegno ai Paesi di provenienza”.

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Anche il senatore Vannino Chiti, Presidente della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, ha espresso il suo profondo cordoglio per l’immane tragedia verificatasi oggi nelle acque del Mediterraneo, al largo di Lampedusa, e che ha registrato, purtroppo, la morte di centinaia di vite umane. Il Presidente Chiti Insieme al Presidente della Commissione Diritti umani, Sen. Luigi Manconi, si è immediatamente attivato affinché il Commissario europeo Cecilia Malmström, responsabile per l’immigrazione, venga a riferire, quanto prima, anche mediante videoconferenza sulle azioni che l’Unione europea intende realizzare, ai propri confini, nell’accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo. Peraltro, la Commissione Politiche UE del Senato ha già deliberato lo svolgimento di un’apposita indagine conoscitiva che approfondirà le politiche comunitarie nei confronti dei Paesi della riva sud del Mediterraneo.

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