mercoledì 20 novembre 2013

La Sardegna devastata dall'alluvione. E’ l’ennesima prova che prevenzione e riassetto idrogeologico del territorio sono una priorità non derogabile

"Esprimo la solidarietà mia e del Partito Democratico alle famiglie delle vittime e a tutti i cittadini che sono stati colpiti da questa tragedia” ha dichiarato il segretario del PD Guglielmo Epifani dopo la terribile alluvione che ha colpito la Sardegna. “E’ l’ennesima prova che l’impegno per il riassetto idrogeologico del paese è una priorità non derogabile".
Il presidente del Consiglio Enrico Letta – prima di recarsi in Sardegna – aveva annunciato la dichiarazione dello stato di emergenza che consente due cose: regole per interventi più rapidi e l'individuazione del primo ammontare delle risorse per le primissime esigenze.
“Sono intervenuto a Radio Capital – scrive Matteo Renzi su Facebook - e ho espresso la solidarietà mia e di Firenze alle popolazioni sarde colpite dalle bombe d'acqua di queste ore. Non è tempo di parole, adesso, e la sfida delle prossime ore sarà mantenere vivo il canale di solidarietà e non far scendere il silenzio”.
Quattro sono i temi affrontati da Renzi: “1) L'evento è eccezionale, non c'è dubbio: pare che in poche ore sia caduto l'equivalente di sei mesi di pioggia 2) Indipendentemente dalle zone colpite, c'è un problema di fondi per la difesa del suolo. Ho fatto una proposta quindici giorni fa, commemorando l'Alluvione del 1966 a Firenze: il Governo recepisca l'ordine del giorno della Commissione Ambiente approvato da tutti i partiti all'unanimità: 500 milioni anziché 30. L'ho detto in tempi non sospetti, quando non era di moda. Lo urlo adesso. 3) In casi come questi dobbiamo avere una cultura diversa di protezione civile: il servizio civile per tutti che vogliamo introdurre è un'occasione preziosa in questo senso. 4) Negli ultimi 50 anni le alluvioni hanno travolto circa 1.500 centri urbani provocando 4.200 morti e quasi mezzo milione di sfollati.
Per Gianni Cuperlo si è discusso “per anni di un ponte inesistente da costruire, e quasi ogni settimana per qualche centimetro di pioggia in più il nostro territorio viene massacrato e ci sono inondazioni e tragedie come quella sarda. Una delle nostre priorità deve essere quella di costruire un ponte tra il territorio del paese più bello del mondo e la civiltà della difesa del territorio che vuol dire salvaguardia di un patrimonio importante e difesa della vita di tante persone. 30 milioni – ha aggiunto - nella legge di stabilità sono troppo pochi per la prevenzione e per le opere che servono per proteggere il nostro territorio".
“Il cordoglio e l’impegno sui soccorsi, doverosi a poche ore dal disastro del maltempo in Sardegna, devono accompagnarsi alla chiarezza sulla dinamica degli eventi: l’allerta meteo della Protezione Civile nazionale era stato diramato domenica pomeriggio, cosa è successo dopo nel territorio?”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico, Michele Anzaldi.
“La forte perturbazione – spiegano i deputati – era stata annunciata ed è arrivata. Sebbene si sia sviluppata in maniera eccezionale, ha avuto una durata di 24 ore. I primi ponti sono crollati la mattina, le strade allagate dalle prime ore del giorno, il black-out elettrico del pomeriggio, l’Anas che chiude alcune strade già nel primo pomeriggio. I cittadini chiedevano indicazioni anche sui social network. Di fronte ad una situazione drammatica così prolungata, come è stato possibile che ancora in serata ci fosse circolazione di veicoli in strade a rischio, che ha portato tra l’altro all’incidente mortale col crollo di un altro ponte? Perché non sono state chiuse tutte le strade a rischio e non è stato inibito il passaggio nei ponti in pericolo?”.
“Le famiglie che piangono le vittime – spiegano i deputati – ma anche le centinaia di feriti e di sfollati attendono risposte. E’ opportuno che venga fatta la massima chiarezza nei tempi più rapidi possibile”.

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