martedì 28 ottobre 2008

PD, un' idea forte

di Nicola Iseppi
 
Ci stiamo avviando verso una bellissima gara, importante, non sarà la finale olimpica, ma sicuramente una sfida fondamentale, storica direi. Purtroppo sappiamo di correre un po’ controvento.
La crisi politica (di destra e di sinistra) c’è da mesi nell’aria, l’antipolitica si respira da troppo tempo per non dargli ancora il giusto peso; si respira un aria vicina a quella disaffezione che abbiamo provato durante tangentopoli.
Non mi stupisco di Grillo, anzi, mi stupisco di chi si stupisce…
Lo ascolto Grillo, mi piace e dice a volte cose che condivido, ma lo considero un comico, un comico coraggioso e preparato spesso (vd. Telecom, Parlamento UE).. mi piace molto meno quando lo vedo fare il leader dell’antipolitica (non parlo dei 3 punti..), cavalcando temi di forte emotività, ma di scarso peso.
Montezemolo ci raccontò le stesse cose a giugno dal podio di Confindustria, il calo dell’affluenza al voto è cronica da anni, c’è troppa litigiosità fra politici mescolata con eccessivo presenzialismo; Scalfari la chiama palingenesi, per me è quel senso (quasi) comune del voler “spazzare via tutto”.
La gente avverte un senso di inutilità della politica, della sua inadeguatezza rispetto ai tempi che corrono, del suo macinare lento rispetto alle risposte che tutti vogliono, si avverte una sensazione di vivere a due velocità. Per molte questioni lo avvertiamo tutti, credo. Fondamentale in questo caso però è l’inadeguatezza di questa legge elettorale che non responsabilizza gli elettori nella preferenza diretta del candidato e non da la giusta maggioranza a chi deve governare, cosa che logicamente non può far imporre le ragioni di nessun esecutivo.
E’ un quadro preoccupate, che non aiuterà di certo la formazione di un soggetto politico importante come il Partito Democratico. Credo che però si possa prendere spunto da queste considerazioni, forse anche più cupe del vero, per essere ottimisti nel vedere quello che di buono si sta cercando di fare.
Due partiti, due grandi partiti di governo hanno deciso di riformarsi e hanno scelto di farlo partendo dal basso. Magari ad alcuni le regole elettorali potranno sembrare bizzarre, lo rispetto, per alcune cose posso condividere, ma il senso è di ripartire veramente da zero, almeno questa è la mia personale speranza.
Sono state fatte delle liste attraverso un duro lavoro, un numero paritario di uomini e donne, moltissimi giovani (davvero tanti), molta gente che non ha mai fatto la politica in prima persona e tanti bravi funzionari o dirigenti di partito. Non troverete liste di “nani o ballerine” fatte per attirare e divertire. Troverete spesso giovani che si buttano per la prima volta in questa esperienza, va riconosciuto.
Credo che il PD non sia solo una questione elettorale. Molta gente mi dice “Io sto dalla tua parte..” ma in quel momento non ci si riferisce a DS o DL, ma all’Ulivo. Ci si riferisce ad un’area, ad un’idea forte che sta lì, che cova da troppi anni e che è giusto far nascere nel migliore dei modi.
E’ una bella gara dicevo, non fatta fra nemici, nemmeno fra avversari. E’ una competizione sana di idee per la stessa causa, consapevoli da ora di mescolare i diversi valori di ognuno e trovarne una sintesi. Troverete fra i candidati diverse priorità, ma l’idea forte è la stessa e credo sia bella e coraggiosa. E’ la risposta più forte che si può dare all’antipolitica.
“Una testa, un voto” ricorda spesso Veltroni, è questo lo spirito.
La mia speranza quindi è che ci sia una grande partecipazione domenica 14 ottobre, ma che venga poi accompagnata da una partecipazione attiva ancora maggiore dal giorno successivo, quando davvero si comincerà costruire l’ossatura del PD.
Mi piacerebbe davvero che tanti ragazzi che seguono la politica, quella nazionale, ma soprattutto quella locale, si avvicinassero a questo movimento in modo costruttivo. E’ un’occasione troppo importante per lasciarla scappare così, non si cambierà mai nulla restando alla finestra. La porta è aperta. 


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