giovedì 19 novembre 2009

Due piccoli imprevisti e due figuracce (...di PdL e Lega Nord)


Nonostante l’ “espropriazione”, chi pensava che il voto sul decreto che privatizza i servizi idrici sarebbe stato facile …come bere un bicchier d’acqua, ha dovuto fare i conti con due “piccoli imprevisti”.
In primo luogo il Partito Democratico che, presente in aula per il 95%, si è schierato compatto e ha mandato sotto la maggioranza ben quattro volte, ottenendo l’approvazione di altrettanti ordini del giorno e la resa “definitiva e incondizionata” del ministro Ronchi. Messo alle strette, infatti, l’ideatore del decreto ha dovuto interrompere le votazioni e accogliere passivamente gli altri odg, trasformandoli in raccomandazioni e regalando al PD la sua 32esima vittoria sul governo.
Un episodio che ha aggiunto pepe al clima non proprio disteso che aleggia nella maggioranza e che ha monopolizzato l’attenzione di chi era in transatlantico. Il capogruppo PdL Cicchitto era fuori di se, continuava a ripetere ai suoi: “Così non si va avanti”. Cinque parole che sono un monito per quei ministri che una volta erano amici, compagni di squadra e d’avventura e che oggi fanno a gara di assenza costringendo lui, Cicchitto, all’ennesima figuraccia.

Ma le figuracce non sono un’esclusiva del PdL. Il secondo boccone amaro riguarda la Lega Nord che ieri, fra gli scranni di Montecitorio, ha lasciato la faccia e la credibilità.
Il partito del "popolo del nord” si è allineato al diktat del governo e ha votato la stessa legge che per mesi aveva criticato, rivendicando l’acqua come risorsa pubblica. La coerenza è andata a farsi un bagno in nome della poltrona, motivo per cui è toccato al patron del carroccio, Umberto Bossi, alzare la voce e richiamare all’ordine i pochi tormentati dal senso di colpa: “Non si muore per una legge, ma si muore se cade il governo”. Insomma, anche per il leghista duro e puro, l’importante è partecipare. Il come è del tutto secondario…

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