domenica 13 dicembre 2009

Silvio Berlusconi aggredito a Milano. La solidarietà e la condanna di Bersani e Letta


A Milano, al termine di una manifestazione del PdL, un uomo ha ferito al volto Silvio Berlusconi con il lancio di un oggetto metallico.
«Un gesto inqualificabile che va fermamente condannato». Così il segretario del PD Pier Luigi Bersani commenta l'episodio di violenza di cui è stato vittima il presidente del Consiglio a Milano. «È da stigmatizzare il gesto violento di cui è stato oggetto il presidente del Consiglio e riteniamo assolutamente disdicevoli e gravi queste forme anche violente di contestazione». Lo dice il vice segretario del PD, Enrico Letta. "Quanto al discorso - afferma Letta - ci aspettavamo che invece di concentrarsi sul centrosinistra, il presidente del Consiglio dicesse cosa il governo ha intenzione di fare per uscire dall’impasse nel quale si trova e nel quale tiene il Paese. Il discorso di Milano invece, oltre ai rituali insulti all’opposizione e ai principali organi costituzionali, che respingiamo con sdegno, non ha detto nulla sul futuro del governo. E’ la dimostrazione di un Berlusconi al capolinea delle idee. Avevamo l’impressione che le avesse esaurite e che si limitasse ad un’azione puramente interdittiva. Ne abbiamo avuto la conferma stasera”.
Già perché Berlusconi dal palco milanese aveva attaccato la sinistra che "si riempie la bocca di parole come popolo ma è interessata solo al potere", attaccava lo "stato di polizia tributaria" che vorrebbe il centrosinistra, attaccava la magistratura: "Non possiamo accettare che i giudici possano influenzare il Parlamento", per poi ripetere le accuse degli ultimi mesi alla Consulta "composta da persone che appartengono alla sinistra".

Si apprende dai giornali che l'autore dell'aggressione, Massimo Tartaglia (nella foto), è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. La Digos neppure lo conosce e non ha precedenti penali. Solo il ritiro della patente per motivi di viabilità qualche mese fa. Massimo Tartaglia, 42 anni, abita a Cesano Boscone (Milano). Ingegnere elettronico, è co-amministratore di una ditta a Corsico, nell'hinterland del capoluogo lombardo, specializzata nella produzione di obliteratici per autobus.
Dalla dinamica dei fatti, dalla storia dell'aggressore e dalle risposte che l'uomo ha dato agli agenti della Digos che lo stanno interrogando in Questura a Milano, appare al momento più un gesto isolato che un tentativo di aggressione organizzato, frutto di un disagio psichico più che di una violenza politica.

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