domenica 17 novembre 2013

I Segretari provinciali PD: fare chiarezza e accertare responsabilità senza sconti, ma l’Emilia-Romagna è la Regione che ha fatto di più, e per prima, per eliminare vitalizi e ridurre i costi di funzionamento dell’Assemblea legislativa

In piena bufera delle inchieste giudiziarie sulle spese regionali e all'indomani della mobilitazione dei sindacati per chiedere di più al Governo in tempi di crisi, gli 11 segretari delle federazioni del PD dell'Emilia-Romagna vogliono ricordare che qui la Regione ha sempre difeso i "diritti dei lavoratori, dei pensionati, delle imprese e anche di chi un lavoro non ce l'ha o rischia di perderlo. Questo ha consentito di raggiungere livelli di qualità della vita e dei servizi alla persona tra i piu' alti d'Italia e d'Europa".

E a queste azioni, precisano, la Regione "ha affiancato provvedimenti per ridurre in modo drastico i costi della politica: con il taglio delle indennità e dei vitalizi e con una consistente riduzione delle spese, facendolo prima di qualunque altra Regione. Di questo, come cittadini emiliano-romagnoli, prima ancora che come componenti del PD - il partito che più di ogni altro ha combattuto queste battaglie al fianco della Regione - dobbiamo andare orgogliosi".
"Siamo altrettanto consapevoli - scrivono gli 11 segretari, compreso il loro coordinatore regionale Paolo Calvano (Ferrara) - che quanto si apprende oggi, rispetto a presunti sprechi ed eccessi di spesa, sta creando disorientamento tra i nostri elettori e militanti. Siamo i primi a chiedere che si faccia chiarezza" e se "si chiede alla politica di arrivare prima della magistratura, qui lo si è fatto con una serie di riforme che vedono oggi la nostra Regione tra le più virtuose d'Italia in termini di sobrietà e trasparenza".
La nota è firmata anche da Valentina Ancarani, Forli'; Lucia Bursi, Modena; Alessandro Cardinali, Parma; Andrea Costa, Reggio Emilia; Michele De Pascale, Ravenna; Raffaele Donini, Bologna; Fabrizio Landi, Cesena; Juri Magrini, Rimini; Gianluigi Molinari, Piacenza e Marco Raccagna, Imola.

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