mercoledì 29 settembre 2010

"Berlusconi ha in testa un Paese che non c'è"


di Marco Lombardelli (Coordinatore dell'Esecutivo regionale del PD Emilia-Romagna)

Le dichiarazioni del presidente del Consiglio di oggi alla Camera dei Deputati sono lunari, ha in testa un Paese che non c'è.
Tutti i dati ci dicono che l'Italia si allontana sempre più dai Paesi più forti d'Europa per aggregarsi a quelli più deboli: aumenta il debito pubblico, i redditi e i consumi sono sotto scacco, crescono le famiglie che non solo non arrivano alla fine del mese ma non riescono più a far fronte a spese improvvise, a comprare medicinali, libri di scuola, si diffonde inesorabile l'incertezza per le nuove generazioni sempre più precarie e incerte del futuro.
E mentre parliamo da mesi di case a Montecarlo, dello Stato di Santa Lucia, di faccendieri e intrighi vari, aumentano le disuguaglianze, si allarga la fascia di povertà, si frantuma il sistema scolastico pubblico, si tagliano le risorse per le forze dell'ordine e per la sicurezza, soffrono le piccole e medie imprese, viene preso letteralmente per il collo il sistema delle autonomie locali, strozzato dal patto di stabilità e dalle manovre economiche micidiali di un governo alla deriva.
Questo disastro che sta portando il Paese alla rovina si chiama berlusconismo ed è garantito dalla Lega Nord, una finta forza federalista che difende se stessa e Berlusconi, non certo i territori.
All'Italia servirebbe ben altro: politiche per la crescita, lo sviluppo, il lavoro, ma proprio il ministero che dovrebbe occuparsi di tali importanti questioni è ormai vacante da quasi cinque mesi.
Berlusconi ha parlato del PDL come forza di libertà, ecco è giunto il momento che lascino libero questo Paese perché non è con un discorso in Parlamento che si risolve la crisi politica profonda presente nel centro destra.
Si finisca la telenovela, il Paese non merita queste scene.
Il Partito Democratico e le forze progressiste sono pronte per proporre all'Italia un'alternativa, che sappia dare agli italiani stabilità e futuro.

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