sabato 13 febbraio 2010

PIL al - 4,9%, mai così in 40 anni


Bersani e Prodi: “Ecco dove sbaglia il governo”

Da una parte il Pil che va giù, addirittura del 4,9% secondo le ultime rilevazioni dell’Istat. Dall’altra, il governo che dispensa tanto ottimismo e nessuna misura concreta per aiutare famiglie e imprese. Sono questi i dati su cui poggia la crisi economica italiana e sono questi i punti da cui parte la riflessione di Pier Luigi Bersani e Romano Prodi, il 12 febbraio a Pisa per la convention di Manifutura.
"Penso che il governo debba rendersi conto – ha esordito Bersani - che quello che è stato fatto fin qui assolutamente non basta. Quindi bisogna fare una manovra economica, sollecitare l'economia e affrontare con più determinazione la situazione e non continuare a parlare d'altro, processo breve e cose del genere. Purtroppo in questi 20 mesi, abbiamo avuto una narrazione sbagliata. Noi dicevamo dall'inizio che la crisi era seria, lunga, e che bisognava reagire mettendo il paese di fronte al problema e facendo delle politiche più efficaci. Il governo ha raccontato che la crisi sarebbe stata finanziaria, ma non avrebbe inciso sull'economia reale, poi ha detto che era psicologica, poi che ce l'avevamo alle spalle, che stavamo meglio di altri e così ci siamo disarmati. Abbiamo fatto un po' di ammortizzatori punto e basta. Il Pil è andato giù, la produzione industriale troppo giù e i consumi troppo giù, molto più giù che in altri paesi europei, l'inflazione sta andando più su, più in alto rispetto ad altri paesi europei: c'è qualcosa che non gira”.
Romano Prodi parte da un dato oggettivo. Quel segno meno che per logica non può tradursi in benessere economico: “Si finisce anche l'ultimo trimestre 2009 con il segno meno mentre gli altri hanno il più, poi ognuno vede i dati come vuole. Ma se continuiamo con il segno meno è difficile crescere, per crescere ci vuole il segno più”. L’ex premier avverte che “dalla crisi non siamo ancora usciti” e “l’unico modo per uscire dalla crisi stabilmente è vedere di inserirsi in un discorso mondiale con nicchie di produzione specializzate”. Prodi ha poi sottolineato che “abbiamo bisogno di una platea di nuovi consumatori”, ricordando che “la crisi è sempre stata un colpo per l'industria che poi si è plafonata a livello inferiore. La nostra ripresa - ha aggiunto - sarà ostacolata dal cambio e dalla bassa produttività”.
"Non sono ottimista- spiega l'ex presidente del Consiglio- perché vedo fatica nelle imprese: l'utilizzazione dei macchinari è piombata fra il 60 e il 70% della capacità. È un problema serio: ci vorranno 20 punti di ripresa per ritornare allo sfruttamento pieno degli impianti". Nel frattempo, insiste Prodi, "si indebolisce la struttura finanziaria delle imprese. Rischiamo che nei prossimi mesi diventi estremamente serio il problema degli insoluti. Avere economie che si orientano in modo diverso rende più complicata la politica dell'Unione europea. Ora l'Italia prende solo le briciole: è il risultato della nostra limitata presenza a Bruxelles. La mancanza di una politica industriale italiana e la ridotta dimensione delle imprese consentono alle grandi aziende europee di fare lobby e orientare le politiche e i finanziamenti Ue quasi naturalmente verso i loro interessi".
"Dobbiamo riprendere la politica industriale- aggiunge Romano Prodi- non è una parola sporca. La mancanza di grandi imprese è un problema serio. Eppure, nonostante questo, nella crisi abbiamo tenuto grazie alla meccanica strumentale, oltre al made in Italy. L'industria è l'unico settore che regge alla concorrenza internazionale. Il problema non è il costo della manodopera ma la mancanza di politiche settoriali di sostegno alla domanda ma soprattutto alla produzione e alla ricerca. Dobbiamo costruire una politica industriale incentrata sulle nostre caratteristiche, sulle filiere nei settori molto specializzati dove siamo forti".
L’analisi del professore tocca anche il Mezzogiorno, dove "non esistono le condizioni per lo sviluppo di un'imprenditorialità diffusa a causa delle condizioni di agibilità, della presenza massiccia di attività criminali".

Conoscenza e innovazione: una regione che costruisce futuro

Economia e lavoro: una regione che costruisce futuro

venerdì 12 febbraio 2010

Agricoltura, PD a Zaia: accolga le nostre proposte sull'etichettatura dei prodotti agricoli


"Per ora solo annunci che non aiutano il settore agroalimentare ad uscire dalla grave crisi che lo attanaglia". E' critico il giudizio del capogruppo del PD nella commissione Agricoltura della Camera, Nicodemo Oliverio, al ddl del governo per il rilancio competitivo del settore agroalimentare italiano all'esame dell'aula di Montecitorio.
"Non siamo ancora davanti ad interventi efficaci e concreti - aggiunge Oliverio - e i tanti dubbi della maggioranza e dei tecnici del bilancio confermano le nostre preoccupazioni sulla pochezza, in termini di risorse, delle misure per un vero rilancio competitivo del settore agroalimentare all'esame del parlamento. Se il Ministro volesse veramente dare una svolta all'iter di questo provvedimento dovrebbe innanzitutto recepire le nostre proposte anti lobbies per garantire una reale e obbligatoria etichettatura delle filiere agricole e dei loro prodotti. Saremmo il primo paese europeo ‘a tutta etichetta' e questo avrebbe sicuramente effetti molto positivi anche sulle nostre esportazioni. Limitare l'obbligo di etichettatura solo ad alcune filiere o peggio solo ad alcuni prodotti, come prevede l'attuale testo, è riduttivo e rischia di determinare effetti distorsivi nel mercato con ricadute negative per i consumatori che non avranno la certezza di conoscere veramente i prodotti che hanno nel piatto. Noi - conclude il capogruppo del PD Oliverio - continueremo a lavorare per ricercare in parlamento soluzioni condivise e costruttive per il rilancio competitivo di tutto il settore agroalimentare".

Informazioni utili per il voto del 28 e 29 marzo 2010


Con il decreto n. 14 del 29 gennaio 2010, il Presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, ha provveduto a convocare, per il 28 e 29 marzo 2010, i comizi elettorali per l’elezione diretta del presidente regionale e per il rinnovo del consiglio della regione Emilia-Romagna.
Come e quando si vota
Si vota nelle giornate di domenica 28 (dalle ore 8 alle ore 22) e lunedì 29 marzo 2010 (dalle ore 7 alle ore 15). Per poter esprimere il diritto di voto ogni elettore dovrà presentarsi al seggio elettorale munito di tessera elettorale e di un documento di identità.
Alcune cose da sapere e da ricordare
Gli elettori affetti da infermità che ne rendano impossibile l'allontanamento dall'abitazione possono presentare apposita domanda per poter esercitare il voto domiciliare. Gli interessati, nel periodo compreso tra martedì 16 febbraio e lunedì 8 marzo 2010, dovranno fare pervenire al Sindaco una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l'abitazione, corredata dalla copia della tessera elettorale e dalla prescritta documentazione sanitaria rilasciata da un funzionario medico designato dai competenti organi dell'azienda sanitaria locale.
Gli elettori che non siano in grado di votare da soli, possono rivolgersi all’Ufficio elettorale del Comune per informazioni sul rilascio della certificazione medica per l’espressione del voto assistito. Gli elettori ricoverati negli ospedali, case di cura, ecc. possono ottenere l'autorizzazione a votare dove si trovano se lo segnalano alla direzione degli Istituti, esibendo la tessera elettorale e di un documento di riconoscimento. Gli elettori che hanno smarrito la tessera elettorale possono chiederne il duplicato all'Ufficio elettorale del Comune anche il giorno stesso delle elezioni.
Il Comune organizza inoltre il servizio gratuito di trasporto degli elettori che, per problemi fisici, non sono in grado di raggiungere autonomamente la sede dei seggi elettorali.
Per informazioni
Ufficio elettorale comunale di Casola Valsenio dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle ore 13 tel. 0546.976514, mail:anagrafe@comune.casolavalsenio.ra.it

Il PD verso il voto regionale del 28 e 29 marzo 2010

Casola Valsenio costruisce il futuro. Sabato 13 febbraio si parla di green economy.


giovedì 11 febbraio 2010

Welfare: una regione che costruisce futuro



Per l'Italia un'altra possibilità: ecco la mia idea di alternativa


Intervista de “Il Sole – 24 Ore” a Pier Luigi Bersani: "Priorità alla crescita, ridurre l'Irap, crediti d'imposta automatici. Tremonti uomo dell'anno 2009? Io avrei votato l'artigiano ignoto, che prima di lasciare a casa un lavoratore preferisce fargli pulire il magazzino... La Fiat resti a Termini Imerese finché non si trovano altre vie".

mercoledì 10 febbraio 2010

Il PD dice no al nucleare, conferenza stampa a Caorso (PC)


Il destino della centrale di Caorso, la questione energetica e l'impegno per le energie rinnovabili. Il Partito Democratico dell'Emilia-Romagna e quello di Piacenza organizzano una conferenza stampa che si terrà venerdì 12 febbraio, alle ore 15,15, nella sala Consiliare del comune di Caorso.
All'incontro con la stampa partecipano Vasco Errani, candidato alla presidenza della regione Emilia-Romagna, Filippo Penati, candidato alla presidenza della regione Lombardia e Stefano Bonaccini, segretario del PD Emilia-Romagna. Alla conferenza stampa saranno presenti i tre candidati del PD di Piacenza all'Assemblea regionale dell'Emilia-Romagna, Paolo Botti, Patrizia Calza e Marco Carini.
Nel corso dell'incontro verranno presentati il manifesto e la t-shirt (nella foto) realizzati dal PD Emilia-Romagna in occasione della mobilitazione contro il nucleare.

Casola costruisce il futuro


Si parte con la tavola rotonda sulle energie rinnovabili e la qualità ambientale, che si svolgerà sabato 13 febbraio, alle ore 15, nella sede del Pd di Casola Valsenio, in piazza Oriani 11. Questo è il primo appuntamento della serie di iniziative “Casola costruisce il futuro”. Parteciperanno Nicola Iseppi (Sindaco di Casola Valsenio), Leo Iseppi (Presidente di Senio Energia), Mario Mazzotti (Consigliere regionale Emilia – Romagna) e saranno presenti alcuni privati ed aziende di Casola Valsenio che hanno mostrato interesse nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Coordina la discussione Lorenzo Righini (Cda Senio Energia)
Si prosegue sabato 20 febbraio, alle ore 9, presso il Cinema Senio di Casola Valsenio con un workshop “Il futuro in palio: pensare, progettare e lavorare per lo sviluppo sostenibile” sulle energie rinnovabili, organizzato dall'Unione provinciale del PD di Ravenna. Fra i relatori ci saranno il sindaco di Casola Valsenio, Nicola Iseppi, Paolo Cristofanelli (Ricercatore Isac/Cnr), Dino Tartagni (Amministratore delegato Senio Energia), Giovanni Naldi (Facoltà di Ingegneria dell' Università di Bologna), Aida Morelli (architetto, di ArchLab) e l’ex sottosegretario Guido Tampieri.
Ed ancora sabato 13 marzo alle ore 15, nella sede locale del PD, si terrà una “Tavola rotonda sulla viabilità e le infrastrutture strategiche per lo sviluppo della valle del Senio”. Parteciperanno Marino Fiorentini (Assessore provinciale ai lavori pubblici), Miro Fiammenghi (Consigliere regionale Emilia – Romagna), Nicola Iseppi (Sindaco di Casola Valsenio), Emma Ponzi (Presidente Unione dei Comuni). Modera l’iniziativa Riccardo Isola.

martedì 9 febbraio 2010

Un’incantevole terra in fiore, la ricchezza di un territorio


E' questo il titolo dell'intervista di Sara Radicia al Sindaco di Casola Valsenio, Nicola Iseppi, pubblicata sul sito http://rete.comuni-italiani.it/blog/17002
Nell'intervista il Sindaco Nicola Iseppi, parla di Casola, del suo territorio, delle sue peculiarità e delle linee politiche del governo locale, incentrate su ambiente, turismo, agricoltura, energie rinnovabili, coesione sociale.

lunedì 8 febbraio 2010

Le foibe: un'altra tragedia da non dimenticare


di Giacomo Giacometti

Alcuni giorni orsono, in occasione della “Giornata della Memoria”, ricordando quella tragedia che fu lo sterminio di milioni di persone nei campi di concentramento tedeschi, auspicammo che simili barbarie non fossero mai dimenticate affinché rimanendo nella memoria collettiva non avessero più a ripetersi.
Purtroppo la storia è piena di tragedie e per ognuna di queste ci sono milioni di morti, violenze inaudite subite da intere popolazioni.
L'Uomo diviene oggetto, spesso inconsapevole, di vendette solo perché di idee, di razze, di religioni diverse, oppure perché gli si nega il diritto al cibo o ad una terra su cui vivere.
Magari avviene che si giustifichi la violenza e contemporaneamente si onorino i martiri della stessa. Spesso tutto poi finisce nell'oblio. Gli operatori dell'informazione, oltre al diritto, hanno sopratutto il dovere di cercare e raccontare la realtà. Devono farlo con onestà, coraggio, e senza subire condizionamenti di nessun tipo, chiunque siano gli attori.
Mentre ci sono giornalisti che perdono la vita pur di cercare la verità, ce ne sono altri che scrivono pagine di storia non vere, o doppie verità o fanno calare il silenzio magari perché ciò conviene ad una Potenza o, come si dice con eufemismo, per interessi superiori.
Per alcuni anni è rimasta offuscata anche la cosiddetta tragedia delle Foibe della Dalmazia di cui il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo voluto nel 2004 con legge dello Stato.
(continua...)

Nessuno pensa al Welfare dei figli


di Pietro Ichino (dal Corriere della Sera)

Caro Direttore, il ministro Renato Brunetta ha molta ragione quando avverte che il diritto del lavoro, e in particolare l'articolo 18 dello Statuto del 1970, oggi si applica soltanto ai padri e non ai figli. Gli italiani, però, hanno diritto di sapere che cosa il ministro propone seriamente — e non soltanto con una battuta in un talk show — per superare il regime di apartheid che penalizza la nuova generazione di lavoratori. (...)

L'art. 12 della Costituzione della Repubblica Italiana


PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

domenica 7 febbraio 2010

Meno tasse? Ecco gli aumenti del governo Berlusconi


“Ogni qual volta ci si avvicina ad elezioni, Berlusconi rispolvera il vessillo della riduzione delle tasse. E pur di raccattare qualche voto non esita a ricorrere alla ‘pubblicità ingannevole’. Per Berlusconi l’importante non è che una cosa sia vera, ma farla credere vera. Soltanto che il trucco è sempre più scoperto e non riesce più a nascondere quel che milioni di italiani vedono: la crisi morde sul lavoro, sul reddito e sulla vita di milioni di tantissime persone".
Lo ha detto Piero Fassino, a Ivrea, in un’assemblea con i lavoratori di Eutelia-Agile, in lotta da mesi per evitare la liquidazione della loro azienda, replicando alle dichiarazioni di Berlusconi - "Abbiamo abbassato le tasse, togliendo l'Ici e togliendo 2 miliardi alle imprese" - intervenuto “telefonicamente” all’inaugurazione dell'autostrada pedemontana lombarda.
La verità è un’altra:
1) E' stato il governo Prodi a eliminare l’Ici al 40% delle famiglie.
2) Il governo Berlusconi le tasse le ha aumentate a lavoratori e imprese, dal momento che ha eliminato numerose detrazioni fiscali (introdotte dal governo Prodi):
- la detrazione del 55% per le ristrutturazioni edilizie finalizzate al risparmio energetico;
- la detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali;
- la detrazione del 19% per le spese di aggiornamento degli insegnanti.
3) Il governo Berlusconi le tasse le ha aumentate alle imprese, dato che sono stati svuotati, mediante il click day, i crediti di imposta per ricerca e innovazione, e per gli investimenti nel Mezzogiorno.
4) Il governo Berlusconi le tasse le ha aumentate a lavoratori e imprese, non restituendo il “drenaggio fiscale” degli ultimi due anni.
5) Il governo Berlusconi ha messo le mani nelle tasche degli italiani attraverso una serie di aumenti:
- l’aumento delle tariffe dell’acqua e del gas,
- l'aumento dei pedaggi autostradali, del costo dei biglietti dei treni e degli aerei,
- l'aumento dei premi delle assicurazioni.
E nonostante una recessione più pesante della media dell’area euro, in Italia c'è un’inflazione più alta. Così i lavoratori perdono potere d’acquisto e le imprese competitività.
Con il governo della destra siamo arrivati al 23 giugno come giorno in cui finiamo di lavorare per lo Stato. È un record.
"Non so in quale paese vive Berlusconi”, ha dichiarato Pier Luigi Bersani. “Da quando il governo ha detto che la crisi era passeggera e psicologica, abbiamo 700 mila disoccupati in più, un milione di persone sotto ammortizzatori sociali e decine di migliaia di piccole imprese saltate o a rischio fallimento. Questi sono problemi che - per il segretario del PD - si devono affrontare con un piglio più deciso e non raccontando fantasie".

sabato 6 febbraio 2010

Emilia-Romagna: il futuro è verde


Si è svolto a Ferrara, venerdì 5 febbraio, l'incontro sui temi dell'economia ambientale promosso dal PD Emilia-Romagna come occasione di proposta, confronto ed ascolto con il territorio, in vista della prossima Conferenza programmatica regionale. Al centro dell'attenzione una nuova idea di sviluppo, che porti l'Emilia-Romagna a coniugare i temi della tutela, della qualità, dell'innovazione e della difesa del lavoro qualificato, per passare dalla green economy alla green society.
Hanno partecipato Alessandro Bratti, responsabile Ambiente del PD Emilia-Romagna, Ermete Realacci, della Commissione Ambiente Camera dei Deputati, Stella Bianchi, responsabile nazionale Ambiente del PD e Stefano Bonaccini (guarda l'intervista), segretario del PD Emilia-Romagna.

Il PD Casola Valsenio si mobiliterà nei prossimi giorni con iniziative politiche a sostegno delle fonti energetiche rinnovabili e della qualità ambientale.
Sabato 13 febbraio – nella sede locale del PD, alle ore 15 – è organizzata una tavola rotonda per confrontarsi sui temi delle fonti energetiche rinnovabili con il Sindaco Nicola Iseppi, con la società Senio Energia e con alcuni operatori privati che hanno mostrato interesse nella produzione di energia da fonti rinnovabili.
Sabato 20 febbraio – nel Cinema Senio di Casola Valsenio, dalle ore 9 – il PD Casola Valsenio ospiterà un workshop sulle energie rinnovabili organizzato dalla Unione Provinciale del PD di Ravenna. Fra gli ospiti, oltre al Sindaco Nicola Iseppi e a Senio Energia, interverranno docenti, professionisti, specialisti e aziende operanti nel settore delle fonti energetiche rinnovabili.

venerdì 5 febbraio 2010

Cassazione: una norma aiuta i boss


Il Partito democratico chiede al governo di intervenire «immediatamente», anche «con una norma transitoria» per «correggere» la parte del pacchetto sicurezza che ha bloccato in Sicilia già tre processi per mafia su decisione della Corte di Cassazione e che ha messo in allarme la Direzione distrettuale antimafia che ha già convocato una riunione lunedì 15 febbraio: la norma della legge Alfano approvata l'anno scorso con l'intento di inasprire la lotta alla mafia infatti prevede che, in presenza di tre aggravanti, le condanne per il reato di associazione mafiosa possano anche arrivare a 25-30 anni, una pena così alta da non essere più competenza dei tribunali davanti ai quali si celebrano i processi per mafia ed estorsioni, ma della corte d'Assise.«Mi auguro - afferma il capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti - che si tratti solo di un errore, non voglio neanche pensare che qualcuno possa aver scritto una norma che destabilizza in questo modo la lotta alla criminalità organizzata. In ogni caso è evidente che l'errore si sta trasformando in orrore. Alfano dovrebbe intervenire immediatamente almeno con una norma transitoria che conservi la competenza dei tribunali per i procedimenti di mafia già iniziati in dibattimento. Il rischio è che tutto debba ricominciare da capo: sarebbe un regalo alla mafia e un danno durissimo per lo stato».

Il ministro Zaia vuole il nucleare, il candidato Zaia no!


Bella figura!

Il ministro alle Politiche agricole Luca Zaia, candidato Presidente della Regione Veneto per PdL e Lega Nord, interviene sulla decisione del Governo di riaprire le centrali nucleari in Italia. In un’intervista al Corriere della Sera, Zaia ha affermato: “Il nucleare può essere una strada”, ma “il Veneto la sua parte l’ha già fatta“. Con “il rigassificatore al largo delle sue coste, e con la riconversione al carbone di Porto Tolle, da quel che ci dicono i tecnici, il nostro bilancio è positivo”.
Non è tutto. A chi lo ha incalzato chiedendo “e se il Governo le chiedesse di mettersi una mano sul cuore?”, il ministro ha risposto: “Il Veneto la mano sul cuore la mette da sempre. Questo però non significa che continueremo a farlo. Prima dovremmo vedere con dati inoppugnabili che non ci sono alternative in tutte le Regioni in cui il bilancio energetico è negativo. E anche allora, io manterrei le mie più totali perplessità“.
Affermazioni sorprendenti e contraddittorie, che rischiano di creare nuove incomprensioni – le ennesime – tra PdL e Lega Nord: quando si parla di tornare al nucleare in tutta Italia Zaia è d’accordo (nel Consiglio dei Ministri, di cui fa parte, ha votato a favore!), ma quando si tratta di farlo a casa sua è contrario.
Lo ribadiamo: dica chiaramente il Governo, prima delle elezioni, dove intende riaprire o costruire le centrali nucleari e dicano, i candidati a Presidente, se sono d’accordo oppure no, con le centrali nucleari.
Vasco Errani, il candidato a Presidente della nostra regione per il centrosinistra, lo ha detto chiaramente: “In Emilia-Romagna mai! Nel futuro dell'Emilia Romagna non c'è il nucleare ma le energie rinnovabili”. Lo ha detto a Roma, lo ha detto a Bologna e così ovunque, perché i Democratici parlano lo stesso linguaggio, a nord e a sud.

10 Febbraio 2010: Giorno del Ricordo


Il "Giorno del ricordo", è dedicato alla memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia, delle vicende del confine orientale del secondo dopoguerra.

Il Giorno del Ricordo è stato istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004.
"La Repubblica - si legge nel testo della legge - riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comuntà istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero."

Per approfondire l'argomento, scarica la mostra e gli atti del convegno "Fascismo Foibe Esodo, la tragedia del confine orientale", organizzato dall'ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati Politici) il 23 settembre 2004 al Teatro Miela di Trieste.

giovedì 4 febbraio 2010

Bologna, voto rinviato. Bersani: una vergogna!


Il Consiglio dei Ministri ha deciso: niente elezioni a marzo a Bologna, insieme alle Regionali. Maroni aveva detto che per votare subito servivano le dimissioni di Delbono e il pronunciamento unanime delle forze politiche. Il Consiglio comunale di Bologna, il giorno stesso delle dimissioni di Delbono, aveva votato all'unanimità un ordine del giorno per chiedere al Governo di adottare gli atti necessari a rendere possibile il voto già il 28/29 marzo, insieme alle Regionali. Ma oggi Maroni dice: "Le dimissioni di Delbono sono arrivate troppo tardi. Senza una legge, commissariamento e voto nel 2011". Per Bersani si tratta di un vergognoso scaricabarile. Domani sit-in di protesta del centrosinistra in prefettura a Bologna. Il PD presenterà un emendamento per votare a giugno.

"Dietro il rinvio del voto – sostiene Stefano Bonaccini, segretario regionale del PD dell'Emilia-Romagna - c'è anche il fatto che il PdL e la Lega, non lo dicono troppo fuori ma se lo dicono tra di loro, non ritengono Mazzuca un candidato all'altezza e hanno bisogno di più tempo per cercare un candidato".
Del resto, ha continuato Bonaccini, "non è un caso che mentre in queste ore nel centrosinistra e nel PD, dove la crisi poteva scoppiare, si stia già lavorando per trovare una candidatura a sindaco di Bologna, dall'altra parte si sia utilizzato il povero Mazzuca come pedina di scambio per questioni interne tra il PdL e la Lega nord, perché non trovano chi possa essere il vero candidato”.

Scuola, un taglio epocale!


"Il riordino della scuola superiore del governo non e' una riforma, é un taglio epocale alla scuola pubblica italiana che ci allontana dall'Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese". Così Pier Luigi Bersani introduce l’ultima prodezza targata Gelmini-Berlusconi, che più che una riforma é "un taglio di risorse, di competenze e di tempo: questa é la sostanza del cosiddetto riordino. La scelta compiuta a 13 anni diventa nei fatti irreversibile per la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio, favorendo la dispersione scolastica. Vengono largamente penalizzati i saperi tecnico scientifici e tagliate le ore di laboratorio negli istituti professionali. Un riordino 'fuori tempo massimo' dettato solo dalle esigenze di bilancio di Tremonti, che non permette alla famiglie e ai ragazzi una scelta consapevole di un percorso formativo che andrà a determinare il loro futuro lavorativo e di vita".
Con il Governo di destra (PdL – Lega Nord) si è aperta per la scuola una preoccupante e lunga fase di incertezza. Meno ore, meno materie, meno insegnamenti, meno insegnanti, meno laboratori. In totale, meno 1,65 miliardi di euro nel 2010, meno 2,5 miliardi nel 2011, meno 3,1 miliardi nel 2012, un taglia e cuci generale ed ecco confezionata la scuola superiore. Tutto questo senza un dibattito parlamentare adeguato, senza un dibattito pubblico nel Paese. Il Ministro Gelmini esegue solamente, lasciando nell'incertezza la scuola, le famiglie, gli studenti, i lavoratori del settore.
Ma non basta…

Negli anniversari di Costa e Nenni, la storia e la vicenda del socialismo italiano del '900


Nel novembre 2009 Ravenna ha ricordato il 20° anniversario della morte del leader della Democrazia Cristiana, Benigno Zaccagnini. Questo inizio del 2010 vede l’anniversario di altri due grandi personalità e leader politici romagnoli, protagonisti entrambi – in epoche diverse - della storia, della tradizione e della cultura del Partito Socialista Italiano: l’imolese Andrea Costa (nell'immagine a sinistra, Imola, 30 novembre 1851 – Imola, 19 gennaio 1910) e il faentino Pietro Nenni (nell'immagine a destra, Faenza, 9 febbraio 1891 – Roma, 1 gennaio 1980).
Pietro Nenni, nel ventennale della scomparsa, sarà ricordato a Faenza, con un convegno – organizzato dal PSI e patrocinato dal Comune di Faenza - che si svolgerà nella sala consiliare del Municipio faentino sabato 6 febbraio alle ore 10.30 e, nello stesso giorno, con una mostra documentaria che verrà aperta nel pomeriggio, alle ore 15.30, nella Chiesa di San Giuseppe del Palazzo Esposizioni.
La figura di Andrea Costa – a 100 anni dalla scomparsa - sarà rievocata a Imola, il prossimo 26 febbraio, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

mercoledì 3 febbraio 2010



Altro che legittimo impedimento!


I processi a carico di parlamentari o ministri, vanno celebrati rapidamente e non …ritardati. Una proposta del PD.

Mentre la maggioranza si prepara ad esaminare il testo sul legittimo impedimento che punta a sospendere i processi a carico del presidente del Consiglio e dei ministri per almeno 18 mesi, il Pd lancia la proposta per una corsia preferenziale per far svolgere prima i processi a carico dei parlamentari. Un testo che vuole garantire trasparenza sull’operato dei politici e che nel PdL hanno già definito una provocazione. Forse perché hanno capito che il Partito Democratico non ha alcuna intenzione di seguire il centrodestra sulla strada delle immunità parlamentari, andando così controcorrente rispetto alla maggioranza che non vuole far processare chi governa e fa politica.
Il progetto di legge è stato già sottoscritto da tanti deputati (Levi, Zaccaria, Bindi, Bachelet, Corsini, De Torre, Ferranti,Margiotta, Marchignoli, Mazzarella, Miglioli, Miotto, Santagata,Tabacci, Zampa) e senatori (Magistrelli, Chiaromonte, Giaretta,Marino, Mazzuconi, Solian). Così mentre la maggioranza, punta a fermare le lancette dell'orologio quando è un politico a dover affrontare il giudizio di un tribunale i Democratici mirano ad accelerare al massimo i tempi. Perché lo ha spiegato il presidente del partito Rosy Bindi: “Altro che privilegi, se la maggioranza sostiene il diritto alla serenità di chi governa, il PD vuole tutelare il diritto dell'opinione pubblica a sapere subito chi è che la governa. Capovolgiamo l'impostazione di misure come il legittimo impedimento e il lodo Alfano”.

Il Governo ascolti gli operai!


“Venga subito in Parlamento a dirci che cosa pensa della crisi (cosa che non ha mai fatto in 17 mesi!), e guardi in faccia la situazione consentendo finalmente un confronto di analisi e di proposte. E' tempo finalmente che il lavoro entri nell'agenda politica, e ci entri al primo posto".
Pier Luigi Bersani

martedì 2 febbraio 2010

Arriva la legge anti-pentiti.


Dopo le rivelazioni di Spatuzza si corre ai ripari per evitare nuove imputazioni. La proposta è firmata da Valentino, ex An, relatore del processo breve e vice di Ghedini. La fabbrica delle leggi ad personam made in Berlusconi è riuscita a sfornarne un'altra, stavolta addirittura sulla mafia e sui pentiti. Per cancellarne anche l'esistenza e azzerare le loro dichiarazioni. Niente maxi processo di Falcone. Niente Buscetta. Battezzarla anti-Spatuzza o salva Dell'Utri? L'uno e l'altro. Perché il risultato dei due articoli che il senatore Giuseppe Valentino, giusto il relatore del processo breve, ha presentato il 27 novembre a palazzo Madama è sicuramente uno: impedire che i pentiti si riscontrino vicendevolmente. (continua...)

lunedì 1 febbraio 2010

Appennino, due ministri all’opposizione di sé stessi


di Ivano Miglioli (Parlamentare modenese del PD)

“E’ stupefacente la capacità di questo governo di recitare le due parti in commedia, maggioranza e opposizione al tempo stesso. L’ultima interpretazione in ordine di tempo è andata in scena questo fine settimana. Protagonisti i ministri Tremonti e Frattini. Dopo aver spianato le montagne con la ruspa della Finanziaria, stabilendo per decreto che 91 comuni dell’Appennino emiliano-romagnolo, tra cui Sestola, non sono più montani, i due illustri rappresentanti del governo si sono presentati proprio a Sestola per dichiarare – senza pudore – che si opporranno a ciò che essi stessi hanno deciso in Consiglio dei ministri. Non solo. Hanno magnificato le bellezze del nostro Appennino, Tremonti ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza della montagna nel custodire i valori fondamentali dell’identità nazionale; Frattini ha giudicato inconcepibile l’esclusione di Sestola dal novero delle località di montagna. Bene, a questo punto facciano seguire alle parole i fatti e cancellino la norma che esclude dalle aree montane i comuni che non hanno il 75% della superficie comunale oltre i 600 metri di quota: oltre a Sestola, altri 90 Comuni dell’Appennino emiliano-romagnolo, 291 comuni su 530 in Lombardia, 9 su 10 in Umbria, 24 su 160 in Toscana ecc. Non basta. La finanziaria ha azzerato il fondo nazionale per la montagna e tagliato del 70 per cento le risorse per il funzionamento delle Comunità montane. Il governo non ha rinnovato gli sconti fiscali per l’acquisto di gpl o gasolio da riscaldamento nelle aree montane non metanizzate con la conseguenza che in questi territori (dunque anche nel nostro Appennino) le famiglie dal primo gennaio fanno già i conti con un nuovo rincaro. La lotta agli sprechi della Pubblica Amministrazione è un esercizio faticoso che richiede attenzione e competenza e non ammette facili scorciatoie propagandistiche. La strada scelta dal governo è invece quella di colpire la montagna e risparmiare risorse a danno della parte più debole del Paese. Per questa ragione, assieme al collega Giulio Santagata, abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno per sapere come il Governo intenda valutare gli effetti derivanti a Sestola e a tante altre località del nostro Appennino dalla perdita della qualifica di Comune montano. Mentre al Senato, dove è in discussione il cosiddetto decreto milleproroghe, è stato presentato un emendamento per ripristinare la agevolazione sul gpl”.

Il cosiddetto “Processo breve” è una legge contro le vittime


Se il processo breve avrà il via libera della Camera processi come Thyssen Krupp, Parmalat e quelli a tutela dei terremotati abruzzesi cadranno nel vuoto. Così come i processi per violenze fisiche e sessuali, furti, truffe. Nessuna vittima avrà giustizia se il processo breve diventerà legge.
È Antonio Boccuzzi, parlamentare del PD e superstite del rogo alle acciaierie Thyssen Krupp, a spiegare che “l’approvazione del ddl sul processo breve sarebbe un pugno in faccia per migliaia e migliaia di vittime del lavoro che non vedrebbero giustizia''. Il deputato annuncia "una vera e propria 'battaglia parlamentare’ sul provvedimento approvato in settimana al Senato. Lo stesso processo per le vittime della Thyssen Krupp potrebbe essere profondamente colpito dall'approvazione del provvedimento visto che, a quanto pare, rimarrebbe come imputato solo l'amministratore delegato dell'azienda che è l'unico per cui la condanna potrebbe essere superiore ai 10 anni. Ne verrebbe fuori un verdetto incompleto che non tiene conto delle legittime aspettative delle vittime e di tutti i familiari. Mi auguro che la maggioranza risponda all'appello del presidente della Camera e modifichi concretamente il provvedimento. Personalmente lavorerò per cambiamenti radicali che impediscano questa colossale ingiustizia''.
Il processo breve non convince nessuno, neanche i terremotati dell’Aquila, che si sono uniti alle proteste dei magistrati in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario. “La protesta dei comitati dei familiari delle vittime della Casa dello studente e del Convitto nazionale dell'Aquila - afferma la capogruppo del PD nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti - è la dimostrazione che è forte e diffusa nella società italiana la preoccupazione sugli effetti devastanti del processo breve. Quel testo va ritirato perché è una presa in giro. Il titolo del provvedimento non corrisponde minimamente al suo contenuto: non si tratta di rendere la giustizia più efficiente e veloce, quanto di gettare al macero centinaia di migliaia di processi e quindi di calpestare le legittime aspettative di giustizia delle vittime. I cittadini non vogliono processi monchi, chiedono giustizia".

L'art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana


PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.