lunedì 20 settembre 2010

Stefano Bonaccini: L'Italia ha bisogno di una guida, il governo della destra ha fallito


L'Italia ha bisogno di una guida, il governo della destra ha fallito. E' questo giudizio severissimo sul governo Barlusconi che apre il documento promosso da Stefano Bonaccini, segretario Regionale del PD, e firmato da tutti i segretari Provinciali dell’Emilia - Romagna. Nel documento un appello all’unità del partito e alla responsabilità di tutti i dirigenti del PD: Una classe dirigente la si misura nel momento della difficoltà e del bisogno: l'Italia è in difficoltà e ha bisogno di un PD forte e unito. (Leggi il documento…)

L'art. 44 della Costituzione della Repubblica Italiana


TITOLO III
RAPPORTI ECONOMICI

Art. 44
Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

domenica 19 settembre 2010

Scossa di terremoto di magnitudo 3.5 alle 2 di questa notte


Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 ha colpito la zona tra Bologna e Firenze. L’evento sismico è stato registrato dall’Ingv 58 secondi dopo le due di notte.
La scossa è stata distintamente avvertita dalla popolazione perché molto superficiale. Secondo i primi dati, l’ipocentro è stato localizzato a soli 5 km di profondità. I comuni più vicini all’epicentro sono Castel Del Rio (Bologna), Casola Valsenio (Ravenna) e Palazzuolo sul Senio (Firenze).
Le coordinate del sisma sono 44.186°N, 11.563°E.

sabato 18 settembre 2010

Finalmente!


Gelmini al sindaco di Adro: «Via il sole delle Alpi dalla scuola».
Il PD: finalmente, la mobilitazione ha avuto successo
.
Fli: ora gli amministratori paghino danno erariale.


Via il sole delle Alpi, simbolo della Lega Nord, dalla scuola di Adro, paesino del bresciano governato dal Carroccio. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, con una lettera fatta inviare dal direttore dell'ufficio scolastico della Lombardia, ha chiesto al sindaco di Adro, Oscar Lancini, di «adoperarsi per la rimozione dal polo scolastico del simbolo» noto come il «sole delle Alpi». Nel nuovo polo scolastico costruito ad Adro infatti il simbolo utilizzato dalla Lega spunta sui tetti, sui banchi, nelle aiuole e addirittura sui posacenere.
Ieri erano in tanti a Adro per partecipare alla manifestazione contro la collocazione del simbolo leghista nella scuola. Il vicepresidente del consiglio regionale lombardo ed esponente del PD, Filippo Penati, aveva appeso una bandiera tricolore sull'inferriata del nuovo polo scolastico.
Nella lettera del ministero, firmata dal direttore Giuseppe Colosio, viene dato atto al sindaco di Adro di aver realizzato «attrezzature didattiche all'avanguardia», ma è anche spiegato che non può essere nascosto il fatto che «il sole delle Alpi» è uno dei simboli utilizzati dalla Lega, il movimento politico al quale appartiene la maggioranza dell'amministrazione comunale di Adro. Nella lettera si ricorda l'attenzione mediatica di questi giorni e si sottolinea che è dovere dell'amministrazione evitare che la politica di parte entri nella scuola: la delicatezza della funzione - si legge nel testo - impone di intervenire anche in caso di solo sospetto, per evitare ogni possibile strumentalizzazione.
«Finalmente! Ci voleva una grande mobilitazione civile per spingere il ministro a chiedere una cosa di ordinario buon senso nonché suo preciso dovere e cioè togliere il simbolo della Lega dalla scuola di Adro. E finalmente è arrivata l'eclissi del sole delle Alpi», ha commentato Francesca Puglisi, responsabile Scuola del PD. «È una vittoria della democrazia e della società civile. Continueremo a vigilare perchè la scuola pubblica resti un bene di tutti», ha concluso.

Noi ad Adro per difendere il tricolore


di Giuseppe Civati (Consigliere regionale PD - Lombardia)

Eppur si muove, questo partito.
Quando ho raccolto l’invito di Silvio di Adro (che si chiama davvero così, e fa il coordinatore del PD locale) e di Filippo di Coccaglio, non immaginavo che la sfida sarebbe stata raccolta da tutti. E invece, per una volta, è andata così. Stamattina ad Adro, nonostante i giornali fatichino a dare notizia della nostra mobilitazione (troppo impegnati a parlare del famoso dibattito interno tra le diverse componenti), ci sarà tutto il PD.
Tutti assieme contro l’uso dei simboli di partito in una scuola pubblica. A partire da Francesca Puglisi, responsabile nazionale della scuola, Filippo Penati, già candidato alla presidenza della Regione, e Gianni Girelli, collega consigliere di Brescia. Chissà che a questo punto a qualcuno non venga voglia di parlarne. Di dirlo in giro.
E chissà che a tutto il PD non venga voglia, finalmente, di fare così.
Ogni volta che può, ogni volta che serve.
Anche perché in questa vicenda il comportamento del ministro della fu pubblica istruzione è incredibile. Prima bolla l’iniziativa della scuola leghista di Adro come folcloristica. Poi precisa che non le piace molto. E però trova spazio per la polemica, proprio lei che ha sempre diffidato di chi faceva politica a scuola. Gelmini infatti coglie l’occasione per prendersela con quelli che a scuola portano i simboli della sinistra. Ci ho pensato un po’ su, e ho capito a che cosa si riferisce: la foto del presidente della Repubblica, la bandiera italiana e gli insegnanti. Veri simboli di una cultura democratica. Che resiste, nonostante questo governo.
Però forse la cosa più grave di tutte, è che ad Adro, alla mensa scolastica tristemente famosa, si mangia etnico. Nel senso di monoetnico. Maiale a profusione, per tenere lontani i bambini islamici.
Chissà se anche in questo caso il ministro Gelmini parlerà di Adro come di un modello. Chissà che qualcuno voglia dire qualcosa, in proposito. E voglia ricordare che la scuola dovrebbe essere di tutti. Nessuno escluso. Per quello si chiama pubblica. Per quello la Costituzione sancisce il diritto all’istruzione.
Intanto, forse disturbato dai troppi simboli di partito, il sindaco di Adro preferisce la scuola privata (lo avevamo capito) e spiega che anche la Rosa Camuna, simbolo della Regione Lombardia, potrebbe insospettire qualcuno (ma chi?).
Nel frattempo, però ha rimesso il tricolore. Gli suggerirei di fare ancora uno sforzo. Togliere i settecento (700!) simboli riconducibili alla propaganda di partito. E chiedere scusa a tutti.

Il documento politico del PD promosso da Veltroni, Fioroni e Gentiloni


«Il documento dei 75». È questo il numero dei parlamentari del Partito democratico che hanno firmato il testo promosso da Walter Veltroni, Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni. Un documento che chiede una correzione nella linea politica del Pd. «Ma non c'è nessuna intenzione di fare qualcosa di alternativo o che sia fuori al partito» assicura Marco Minniti. Walter Veltroni, dal canto suo, ha il senso del documento. Ovvero, «rendere più grande e più aperto il Pd. Questo è l`unico obiettivo del documento ed è una posizione politica che, come tutte, va rispettata e discussa. Così succede in tutti i partiti democratici». (Leggi il documento…)

venerdì 17 settembre 2010

Lunedì 4 ottobre, cena dei volontari della Festa Democratica 2010


Il Segretario del Circolo casolano del PD, Massimo Barzaglia (nella foto) ha scritto questa lettera ai volontari e alle volontarie che hanno partecipato alla realizzazione della 3.a Festa Democratica di Casola Valsenio:

Carissimi, è giunto il momento di incontrarsi per festeggiare il buon risultato che ha riscosso la Festa Democratica 2010. E’ stata una bella festa, allegra e vivace, capace di trasmettere al nostro paese un nuovo spirito popolare e di condivisione collettiva, in linea con i nostri valori e i nostri obiettivi. La Festa è stata inoltre un bel momento per stare insieme, dedicare il nostro tempo libero a un progetto comune, parlare di politica fra noi e con i nostri ospiti. Dopo la fatica è giunto il momento di festeggiare, e per questo siete invitati alla cena dei volontari della Festa Democratica 2010, che si terrà Lunedì 4 ottobre alle ore 19,30 a "Il Prato dei Fiorentini" di Casola Valsenio. Il menù prevede lasagne al forno, affettati misti, formaggi, piadine alla lastra, torta di gelato fresco, bevande e caffè. L’invito è aperto anche ai vostri familiari e conoscenti, che potranno partecipare alla cena versando una quota di € 13.00. Sarà con noi Federica Degli Esposti, Segretario Provinciale dei Giovani Democratici, che durante la serata ringrazierà i volontari della festa. Vi preghiamo di dare conferma della vostra partecipazione contattando Massimo Barzaglia, Sante Dardi o Giorgio Sagrini. Vi aspettiamo.

La Lega Nord colpita dalla questione morale e dalla “parentopoli”


Nonostante i latrati del Carroccio sulla Roma Ladrona che ruba i soldi al Nord, non sembrano essere imbarazzati quando si tratta di assumere o far assumere parenti o conoscenti per le vie brevi. Fra lo scippo dei correntisti per salvare la Credieuronord insieme a Giampiero Fiorani e l’impegno indefesso sulle quote latte a favore della lobby degli allevatori, la Lega è un partito un po’ particolare.E’ stato Zaia a lanciare l’allarme, preoccupato della pesante questione morale che sta coinvolgendo la Lega Nord. “Non possiamo permetterci di essere criticati per i nostri comportamenti amministrativi ”, ha dichiarato Zaia, “noi della Lega abbiamo il dovere d’essere doppiamente puliti rispetto agli altri, perché da noi i cittadini si aspettano il massimo del rigore”. La Lega a favore della legalità e della moralità? I casi giudiziari in Lega sono oramai diventati all’ordine del giorno. Da Edouard Ballman, il presidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, aveva pensato fosse ok gestire le sue auto blu in maniera molto “allegra”; ai finanziamenti illeciti che il partito ha racimolato: il primo, quei 200 milioni di euro dalla Ferruzzi incassati dal tesoriere del Carroccio, che causò a Bossi una condanna per finanziamento illecito, per arrrivare al famoso patto di ferro con Giampiero Fiorani; pronto a salvare la Credieuronord con i soldi dei suoi correntisti pur di ottenere coperture politiche per i suoi progetti di scalata, Fiorani mise a disposizione della Lega anche soldi per attività politica generica, consegnati ad esempio ad Aldo Brancher con destinazione Roberto Calderoli, che ci doveva pagare alcune spese elettorali. La Lega contro il malcostume della politica? A parole, forse: ma quando si tratta della famiglia, i nordici padani si sentono italianissimi. Ci provò Bossi a mandare uno dei suoi figli a Strasburgo, a dare una mano all’europarlamentare Matteo Salvini, ma sull’onda della protesta popolare fu costretto a lasciar stare: poi, arrivò il Trota, e quello che successe lo sappiamo tutti. Forse sappiamo meno quel che sta mettendo in piedi il governatore del Piemonte Roberto Cota, accusato di aver “portato a segno” da quando è presidente “una clamorosa infornata di mogli, cugini e cognati” sotto l’ombra della Mole. E lo sapevate che Marco Reguzzoni, attuale capogruppo del Carroccio a Montecitorio e già presidente della Provincia di Varese è il marito di Elena Speroni, figlia di quel Francesco Speroni esponente di primo piano della Lega prima versione? E quando Flavio Tosi, sindaco di Verona, è stato rieletto, la moglie, dipendente regionale, è stata misteriosamente promossa a dirigente, così dicono.

"Bordello Italia". Così secondo Foreign Policy Berlusconi ci ha portato all'Inferno


L'Italia è "The Bordello State" e con il primo ministro Silvio Berlusconi ha fatto la sua discesa nell'Inferno. Lo scrive la rivista americana Foreign Policy in un'amara analisi di James Walston che attacca il premier e dipinge un quadro scoraggiante della politica e dell'economia italiana. Walston ripercorre i versi di Dante "Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!" (Purgatorio, Canto VI) e ricorda l'appello lanciato nell'ultimo libro, postumo, dell'economista Paolo Sylos Labini ("Ahi Serva Italia, un appello ai miei concittadini"). (...continua)

Si sta lavorando alla messa in sicurezza di Via Cestina dopo la frana dell'inverno scorso


L'Amministrazione comunale ha avviato i lavori per arginare la situazione pericolosa dovuta alla frana in via Cestina. Si tratta, come abbiamo documentato anche sul nostro sito, di una frana di grandi dimensioni, con un fronte di una cinquantina di metri e alta altrettanti, che da maggio scorso, ad ogni precipitazione piovosa consistente, mette in serie difficoltà la viabilità della zona. In attesa che la Regione Emilia-Romagna stanzi i fondi "promessi" (pari a 85.000 euro) per la sistemazione definitiva del versante, il Comune di Casola ha intanto iniziato i lavori con procedura di urgenza per tamponare e sanare la situazione.
Si tratta di un investimento di oltre 15 mila euro per dare una prima, ma non definitiva, risposta.
Per il sindaco Nicola Iseppi «era indispensabile per noi intervenire prima dell'inverno per evitare fenomeni franosi ad ogni nuova pioggia. In questa area risiedono 9 nuclei famigliari per un totale di 26 persone, a cui si devono aggiungere tutti coloro che, per esigenze lavorative, devono raggiungere i castagneti e le aree agricole e boschive. Per ora - continua Iseppi - è stato fatto un ottimo intervento di messa in sicurezza, con interventi di sgombero e organizzazione del materiale franato, che anticipa ciò che era stato previsto nel computo della Regione. Ora speriamo e chiediamo alla Regione che stanzi i fondi prima possibile per intervenire definitivamente sia su questo dissesto sia su quello di via Colombarina».

Era una bolla di sapone


Ai "grillini" é andata male: Vasco Errani resta alla guida della Regione Emilia-Romagna. Il Tribunale civile di Bologna ha rigettato il ricorso presentato dai "grillini" contro il terzo mandato di Errani. La decisione é stata comunicata in aula poco fa, al termine di una Camera di consiglio di 25 minuti. Le motivazioni arriveranno piu' avanti.

Mal comune?


L'iniziativa di Walter Veltroni, di presentare un documento sulla situazione e le prospettive del PD e dello schieramento riformista, ha dato la stura a commenti e attacchi sguaiati al PD da parte di esponenti della destra e del PdL. Tra questi Cicchitto e la bolognese Bertolini (...è riapparsa!).
Non gli è parso vero - a questi figuri - di poter associare al disastro del PdL e del centrodestra le difficoltà del PD!
Si può discutere sull'opportunità e i contenuti dell'iniziativa di Veltroni, tant'è che nel PD è stata valutata criticamente da esponenti della maggioranza e della minoranza congressuale. Ma di discussione si tratta, in un partito - il PD - che della discussione e del confronto, libero e democratico, ha fatto un elemento fondante della sua identità.
Facciamo notare che nel PdL le cose vanno diversamente. Chi non è d'accordo con la linea del "padrone" viene cacciato, ...o non ricandidato!
Quell'esperienza politica - il PdL - è fallita, perchè è l'espressione di una destra incapace di accettare e di convivere con il dissenso e con il libero confronto, dove è impossibile una dialettica democratica. Perchè quel Partito non ha un segretario, un gruppo dirigente democraticamente eletto... Ha un padrone.
Il PD, signori del PdL, non ha padroni!

giovedì 16 settembre 2010

Il Governo Berlusconi sta affossando la scuola italiana


Ora basta con la retorica e la propaganda, di cui si nutre quotidianamente il Governo PDL/Lega Nord, anche per via di un sistema di informazione monopolizzato e complice. Questo Governo, al pari dei loro fidi e ligi parlamentari che lo sostengono, negano l'evidente realtà anche sul tema della scuola. E' di qualche giorno fa l'ultimo rapporto dell'OCSE sull'educazione, che fornisce dell'Italia un quadro allarmante e allo stesso tempo umiliante. Siamo gli ultimi, e il trio Berlusconi/Tremonti/Gelmini ci hanno prospettato di rimanere tali. Ecco perchè.
L'Ocse, (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), ha pubblicato ad inizio settembre l'ultimo rapporto sull'educazione, nel quale l'Italia figura agli ultimi posto della classifica della percentuale di Pil destinata all'istruzione: il 4,5%, contro una media dei paesi Ocse del 5,7 e punte di eccellenza come l'Islanda, che guida la graduatoria con il 7,8. Ogni scolaro costa in media 6622 dollari l'anno (media Ocse 6687 dollari). L'Italia è inoltre ultima in classifica, per la percentuale di spesa pubblica destinata alla scuola, il 9% (media del 13,3), seguita da vicino da Giappone e Repubblica ceca. L'Ocse segnala inoltre nel suo rapporto che gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati, e il divario si accentua con il passare degli anni di servizio. Un maestro di scuola elementare italiano, ad esempio, guadagna poco più di 26.000 dollari l'anno a inizio carriera, contro una media di quasi 29.000. Alla fine della carriera il suo stipendio sale a 38.381 dollari, ma la media Ocse è salita a 48.000 dollari, quasi 10 mila euro in più. Lo stesso vale per il professore delle medie (che guadagna tra i 28.098 dollari iniziali e i 42.132 di fine carriera) e per il docente delle superiori: quest'ultimo, tra gli insegnanti italiani, ha l'aumento più consistente, passando nel corso della carriera da 28.098 dollari a 44.041, ma la media dei suoi colleghi di altri Paesi passa da 32.500 dollari a oltre 54.700. La Commissione europea «condivide» una delle principali conclusioni dell'analisi dell'Ocse: ossia che «in materia di istruzione bisogna continuare a investire - e investire di più e bene - in quanto si tratta di risorse che garantiscono un ritorno finanziario e sociale molto importante. Ed è per questo che il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ha messo l'istruzione al cuore della Strategia 'Ue 2020' per la crescita e l'occupazione». In concreto Bruxelles dice: «Anche in periodo di recessione economica gli investimenti per l'istruzione sono indispensabili. Si tratta, non solo ma investire, ma investire bene. Per questo nella strategia Ue 2020, due importanti obiettivi sono stati fissati: Scendere al 10% di abbandono scolastico (ora siamo mediamente tra il 15 e il 16%), e fare in modo che il 40% della popolazione abbia un diploma universitario».
Appunto, investire!

L'Assemblea nazionale del PD si riunirà a Varese l'8 e 9 ottobre


Nord: gli impegni del PD, i fallimenti del governo.

Si svolgerà l’8 e 9 ottobre a Varese la prossima Assemblea Nazionale del Partito Democratico.
L’Assemblea sarà chiamata a discutere le proposte del PD sulla riforma fiscale, le autonomie locali e il federalismo, le infrastrutture, le PMI, la scuola, la sanità, l’agricoltura e l’immigrazione.
“A Varese – spiega il segretario Pier Luigi Bersani, dopo la decisione presa assieme alla Presidente dell’Assemblea Rosy Bindi e al vicesegretario Enrico Letta – discuteremo anche del tradimento del Nord e dell’Italia, a partire da Malpensa, e porteremo al concreto le risposte nostre alla vuota propaganda di Berlusconi e della Lega”.
Sarà Napoli invece a ospitare l’Assemblea successiva, prevista a dicembre, che avrà al centro i temi della sicurezza, il Mezzogiorno, la Pubblica amministrazione, il nuovo welfare, la politica estera e la cultura.
"Nel Nord vogliamo essere protagonisti con le nostre idee. E’ anche con scelte simboliche, come quella, giustissima, di organizzare l’Assemblea del partito a Varese che il PD intende dimostrare la propria volontà di dialogo con le forze produttive del nord e con tutti i cittadini che non si riconoscono nelle istanze intolleranti e separatiste della Lega”. Così Antonio Misiani, tesoriere del PD, commenta la decisione di organizzare in Lombardia l’Assemblea Nazionale.
Per Maurizio Martina, segretario PD Lombardia, "l’annuncio che la prossima Assemblea nazionale del Pd, si terrà in Lombardia è un’ottima notizia. Il segnale è forte e chiaro verso Lega e PdL: il tempo della propaganda e delle promesse è finito. Il tradimento che il centrodestra ha consumato in questi anni verso il nord va smascherato, e il Partito Democratico, anche con questa scelta, conferma il suo grande obiettivo: lavorare per un nuovo progetto paese, parlare concretamente anche al nord, guardare in faccia a bisogni e interessi dei ceti produttivi."

mercoledì 15 settembre 2010

Commissariata la Lega Nord/Emilia. Per Bonaccini (PD) è sempre più forte la distanza tra promesse e risultati. Che non ci sono!


Vedere Rosy Mauro al fianco di Angelo Alessandri, segretario della Lega Nord/Emilia, dimostra che il Carroccio non è un "monolite" ed evidenzia "un certo disagio ed imbarazzo". Lo afferma Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd, a margine di un dibattito alla Festa dell'Unità di Bologna. "Non sono abituato ad entrare nel merito dei problemi interni agli altri partiti - dichiara Bonaccini - ma di certo coloro che prefiguravano la Lega come un monolite mi sembra che di fronte ad espulsioni, commissariamenti e vicende varie che ancora non sono state chiarite dovrebbero ricredersi".
Per il segretario del PD "una figura importante come Rosy Mauro a fianco del segretario regionale Alessandri evidenzia un certo disagio ed imbarazzo". In ogni caso, aggiunge Bonaccini, "penso che il problema maggiore della Lega non sia questo ma il fatto che si comincia a capire che molte delle promesse fatte due anni fa in campagna elettorale non vengono minimamente ad essere mantenute".
Bonaccini parte dal "meno tasse per tutti" e dal "federalismo sbandierato, rispetto al quale gli unici provvedimenti adottati sono i tagli ai territori e agli enti locali" senza dimenticare "le centinaia di milioni di euro regalati ai comuni in dissesto di Catania e Palermo". Il segretario regionale del PD ricorda poi il "rifiuto alla nostra proposta di allentare il patto di stabilità, che oggi permetterebbe agli enti locali dell'Emilia-Romagna di investire circa un miliardo di euro in opere pubbliche".
Infine il tema della legalità e del "più sicurezza per tutti - conclude Bonaccini - che nei prossimi tre anni si tradurrà in migliaia di poliziotti e carabinieri in meno", mentre la Lega non si è mossa contro la cosiddetta "legge bavaglio" ed ha "chinato la testa di fronte ad ogni legge ad personam" in soccorso del miliardario.

Che figura! Che vergogna!


Ma come si fa? Come si può tollerare un andazzo simile?
Questa destra non smette mai di stupirci. L'ultimo episodio nella disperata gestione della crisi della maggioranza di centrodestra offre, se ancora ce n'era bisogno, la dimostrazione di cosa sia il berlusconismo nella sua fase finale. Un oscuro condensato di arroganza, sciatteria, dilettantismo, improvvisazione.
Prima la baldanza e la sicumera di Berlusconi, di fianco alla ministra Meloni e al telefono con i suoi a reti unificate, poi l'annuncio categorico del "repubblicano" Nucàra che era stato costituito il "gruppo di responsabilità nazionale". Venti, addirittura ventidue deputati in soccorso al PdL di Berlusconi per fare fuori gli odiati Finiani. Tutto fatto, tutto pronto.
Poi, contr'ordine, non era vero nulla. La campagna acquisti non aveva dato gli esiti sperati. E adesso? Cosa ci riserveranno ancora le convulsioni del centrodestra?

Con i tagli alla scuola il Governo Berlusconi uccide il futuro del Paese


Anche a Casola Valsenio, come in tutta la regione, i Democratici saranno davanti alle scuole e incontreranno genitori e insegnanti per difendere il diritto all'istruzione

Il PD dell'Emilia-Romagna ha programmato per il mese di settembre, in coincidenza con l'avvio dell'anno scolastico 2010/2011, una vasta campagna contro i tagli del Governo Berlusconi alla scuola e per presentare le proprie proposte per una scuola pubblica di qualità e per tutti.

L’art. 64 della legge 133 (legge finanziaria) taglia nel triennio 8 miliardi di euro e 175.000 posti di lavoro portando la scuola pubblica al collasso. E’ il più grande licenziamento di massa mai visto nel nostro Paese: l’equivalente di 2 Alitalia all’anno per tre anni!

LE CONSEGUENZE IMMEDIATE
• Classi sovraffollate (fino a 33 alunni) in violazione ad ogni norma di sicurezza;
• Migliaia di bambini e bambine senza scuola dell’infanzia;
• Studenti con disabilità senza sostegno;
• Cancellati i modelli educativi del tempo pieno e del modulo con le compresenze, riconosciuti in Europa come eccellenti;
• Meno ore di lezione per ogni ordine di scuola: dalla primaria al termine dell’obbligo i nostri ragazzi avranno frequentato l’equivalente di due anni di scuola in meno;
• Taglio delle sperimentazioni;
• Meno laboratori e insegnanti tecnico-pratici;
• Senza collaboratori scolastici, i bambini, fuori dall’aula, sono in stato d’abbandono;
• Unico Paese d’Europa ad abbassare, di fatto, l’obbligo d’istruzione a 15 anni come in Grecia, Cipro e Portogallo.

LE CONSEGUENZE FUTURE
• Aumento della dispersione e dell’abbandono scolastico;
• Incremento dei divari sociali e delle disuguaglianze;
• Meno conoscenza per tutti e un Paese più povero e meno competitivo;

Il Governo del PdL e della Lega Nord taglia 8 miliardi alla scuola, ma spreca risorse:
• 10 miliardi di euro sottratti al Fisco in due anni, avendo eliminato e solo ora in parte reintrodotto, le misure del Governo Prodi per la lotta all’evasione fiscale;
• 12 miliardi di euro per l’acquisto di 131 cacciabombardieri;
• 175 milioni di euro è l’evasione fiscale della "Mondadori", sanata dalla legge ad aziendam
• …..e molto altro ancora.

GUARDIAMO AL FUTURO, CREDIAMO NELLA SCUOLA PUBBLICA
Pubblica, aperta e di qualità: la scuola che vogliamo per l’Italia

Per tornare a crescere, l’Europa chiede all’Italia di raggiungere due obiettivi entro il 2020:
- dimezzare il tasso di dispersione scolastica;
- triplicare il numero di diplomati e laureati.
Per questo l’Italia ha bisogno di una scuola pubblica di qualità per tutti.
La scuola della Costituzione deve essere il grande ascensore sociale del nostro Paese e nella scuola dell’obbligo nessun bambino deve essere lasciato indietro.
Le nostre proposte:
• un grande investimento sullo 0-6 per trasformare l’asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambino e scuola dell’infanzia per tutti i bambini e le bambine del Paese;
• nella primaria, rimettere in vetrina “i gioielli di famiglia” del sistema scolastico italiano, che tutta Europa ci invidiava e che il Governo ha distrutto: i modelli educativi del tempo pieno e del modulo a 30 ore con le compresenze;
• innovare profondamente la scuola media e superiore, partendo dalle buone pratiche didattiche sperimentate dalle scuole autonome, per combattere la dispersione scolastica e l’abbandono e alzare i livelli di apprendimento degli studenti con:
- meno ore di lezione frontale e più laboratori, per unire il sapere al saper fare, per stimolare la creatività, la gioia dell’apprendere
- diffusione dell’uso delle nuove tecnologie per conoscere, apprendere, studiare, scoprire;
- alle superiori, istituire un biennio unitario e un triennio di indirizzo, per consentire ai ragazzi di compiere scelte più consapevoli per il proprio futuro;

Per realizzare una scuola come questa, che il nostro Paese e i nostri figli meritano, dobbiamo:
• Realizzare un grande piano per rinnovare l’edilizia scolastica, soprattutto nel mezzogiorno, utilizzando i fondi FAS ;
• Realizzare un nuovo modello di Governo della scuola per dare più forza all’autonomia scolastica e alla capacità di programmazione delle autonomie locali, più rappresentanza agli organi collegiali democraticamente eletti;
• Investire sulla formazione degli insegnanti;
• Un sistema di valutazione che aiuti le scuole a crescere e migliorare i livelli di apprendimento degli studenti e sappia valorizzare, non punire, i diversi percorsi di carriera degli insegnanti che si potranno realizzare all’interno della scuola autonoma.

martedì 14 settembre 2010

Il Governo Berlusconi ha azzerato il "fondo per l'affitto" (...con il Governo Prodi, il Fondo era di 30 milioni!)


Viva preoccupazione per "il sostanziale azzeramento delle risorse destinate dal Governo al Fondo per l'affitto" è stata espressa dall'assessore regionale all'Edilizia dell'Emilia-Romagna, Gian Carlo Muzzarelli.
"La Regione - ha ricordato l'assessore - perderà per effetto dei tagli del Governo 373 milioni nel 2011 e 407 nel 2012. Questi tagli colpiscono nel vivo le famiglie più bisognose. In particolare, il riparto del fondo per l'affitto, che potrebbe dare una risposta almeno parziale alle difficoltà degli inquilini più bisognosi, lascia praticamente scoperta la Regione Emilia-Romagna. Dai 17,36 milioni del 2009 (cifra gia' largamente ridimensionata anno dopo anno, visto che il riparto del fondo per l'affitto del Governo Prodi aveva assegnato per il 2006 quasi 30 milioni!), passeremo a poco piu' di 12 milioni quest'anno (taglio netto di 5 milioni), con il previsto azzeramento per il 2011".
"Il Governo nazionale, che da parecchi mesi non ha nemmeno il titolare del dicastero dello sviluppo economico, trascura completamente le politiche sociali, e non affronta il tema delle povertà esistenti nè di quelle emergenti. L'affitto è' tra le principali voci di spesa per tante famiglie: per questo sarebbe necessario andare nella direzione opposta a quella del Governo, e sostenere le fasce più deboli", ha concluso Muzzarelli.

14 settembre 2010: a tutti, l'augurio di un buon anno scolastico

lunedì 13 settembre 2010

Nel Comune di Adro la Lega Nord mette il suo simbolo nelle aule, sui tetti e nelle aiuole della scuola


"La Lega nord metta giù le mani dalla scuola". Così Francesca Puglisi, responsabile nazionale scuola del PD, interviene sulla vicenda di Adro, il paese del bresciano dove è stato inaugurato due giorni fa un nuovo polo scolastico con il simbolo leghista (nella foto) su zerbini, banchi, tetti e persino nelle aiuole. "I partiti, la Lega, devono restare fuori dalle scuole", tuona Puglisi, oggi a Bologna nel corso di una conferenza stampa per presentare la mobilitazione del PD contro i tagli del Governo in occasione del primo giorno di scuola. Di fianco a lei Emanuela Ghizzoni, capogruppo del PD in commissione Scuola alla Camera.
"Mi aspetto che su questa vicenda ci sia lo stesso rigore di quando il centrodestra ci ha accusato di strumentalizzare i bambini in occasione delle proteste contro Gelmini - attacca Ghizzoni- quella di Adro è una vicenda strana e inquietante, che rappresenta uno schiaffo alla Costituzione".
Sulla stessa linea la senatrice Mariangela Bastico, ex viceministro all'Istruzione nel governo Prodi. "L'occupazione di spazi in una scuola pubblica con simboli di partito e' veramente allarmante - afferma Bastico - il federalismo non è investire su un solo partito al potere, ma dare risorse alle autonomie scolastiche". Poi cita uno scritto di Pietro Calamandrei, sostenendo che "l'attacco alla democrazia viene prima di tutto dalla demolizione della scuola pubblica, dalla creazione di buoni per le scuole private e dalla nascita delle scuole di partito".
Insomma, secondo Bastico la vicenda di Adro "ha a che fare con la democrazia nel nostro Paese".

domenica 12 settembre 2010

Il 18 settembre, cerimonia a monte Cece in ricordo dei militari della 1.ma Divisione Britannica


Sabato 18 settembre, nel pomeriggio, a monte Cece si terrà la cerimonia in ricordo degli eventi bellici del 1944 e per rendere omaggio al sacrificio della 1.ma Divisione inglese.
Questo il programma della cerimonia:
- ore 16.30, ritrovo nella piazzetta della Casa della Cultura “G. Pittano” a Casola Valsenio e partenza in auto per il passo del Cerro per proseguire a piedi fino a monte Cece.
- ore 17.30, deposizione di una corona di alloro alla targa in bronzo che a monte Cece ricorda i caduti e i combattenti della 1° Divisione Inglese.
La manifestazione è organizzata dal Comune di Casola Valsenio, dal Comune di Palazzuolo sul Senio, dall'Associazione Alpini di Casola Valsenio e dall'ANPI di Casola Valsenio.

Il fallimento delle ronde padane e della propaganda della Lega Nord


E' passato poco più di un anno da quando avevamo riportato - per voce di Achille Serra, senatore PD - dell'inutilità e dell'inefficacia delle ronde di volontari, strumento fortemente voluto dalla Lega Nord, che nella continua propaganda subdola e provocatoria, affermava e ribadiva che la sicurezza dei cittadini sarebbe stata garantita da centinaia di ronde pronte a prendere servizio all'immediato. Ma come ogni cosa che dice la Lega Nord, solo propaganda rimane, e nei fatti non si vede nulla (in questo caso uno!). Il piccolo comune che può vantare un primato tutto suo è Varazze, in Liguria. Tra i suoi 13mila cittadini, 8 hanno stabilito un record nazionale: sono i primi e forse unici "osservatori volontari per la sicurezza", pienamente operativi. A oltre un anno dal decreto Maroni, che ha messo in regola le ronde, le richieste di iscrizione alle prefetture locali (e i corsi di formazione attivati) si contano infatti sulle dita di due mani. Ma solo i volontari di Varazze sono già in strada, nel rispetto di tutte le regole previste. E nel resto d'Italia? I rondisti restano invisibili. "In effetti registriamo pochissime iniziative", conferma Anna Palombi, presidente del sindacato dei prefetti. E così la montagna ha partorito un topolino. Una situazione, questa, ben chiara al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che nel luglio scorso ha fatto sapere che entro fine anno rivedrà la normativa sulle ronde "per valutare cosa funziona e cosa no".

13 settembre, riunione del Comitato direttivo del PD casolano


Il segretario Massimo Barzaglia ha convocato per lunedì 13 settembre, alle ore 20.45 nella sede di Piazza Oriani 11, la riunione del Comitato direttivo del Circolo PD di Casola Valsenio.
Questo l'ordine del giorno della riunione:
1) Bilancio generale della Festa Democratica 2010;
2) Analisi politica e programmatica in preparazione dell'assemblea della coalizione di centrosinistra "Uniti per Casola", prevista per sabato 25 settembre, nella sede del PD;
3) Attività politiche da programmare per la mobilitazione sui temi della scuola, promossa dalla segreteria provinciale del PD a metà settembre;
4) Iniziativa politica ("tavola rotonda") sul turismo da organizzare nel mese di novembre e da pubblicare ne "I Democratici per Casola" n° 7.
5) Proposta di realizzazione della "Libreria di Natale", con attività culturali (dibattiti su temi di attualità, approfondimenti, presentazione di libri) e azioni benefiche, come per esempio donare alle scuole l'offerta libera ricavata dalla realizzazione dei pacchi natalizi.
6) Avvio dell’analisi politica e programmatica in vista delle elezioni Provinciali della primavera 2011.

In Europa l'aria è più pulita grazie all'efficienza energetica e alle fonti rinnovabili


Un obiettivo irrealistico, costosissimo e catastrofico per la nostra economia. Erano queste le lapidarie definizioni con cui poco meno di due anni fa governo Berlusconi e Confindustria boicottarono l'approvazione della direttiva Ue 20-20-20 per ridurre le emissioni di anidride carbonica e incrementare efficienza energetica e fonti rinnovabili. Alla fine la Commissione Europea riuscì comunque ad imporsi e oggi gli ultimi dati sembrano dare ragione alla perseveranza di Bruxelles. La violenta campagna di opposizione lanciata dal premier e dalla presidente degli industriali Emma Marcegaglia sosteneva che tagliare le emissioni di CO2 del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 fosse un impresa titanica che sarebbe costata all'Italia una cifra compresa tra i 18 e i 25 miliardi l'anno, pari a circa l'1,14 del Pil. Inoltre avrebbe innescato una fuga di molte produzioni energivore (cemento e acciaio innanzitutto) verso nazioni prive di vincoli ambientali.Oggi, secondo quanto certifica l'Agenzia europea per l'ambiente, quell'obiettivo è a un passo dall'essere stato raggiunto sebbene alla scadenza manchino ancora dieci anni e di questo bagno di sangue si fatica a trovare tracce. Grazie naturalmente anche all'indesiderata complicità della recessione, stando ai dati diffusi dall'Aea, nel 2009 le emissione dell'Ue a 27 sono scese a -17,3 rispetto al 1990. Impressionante il calo registrato nel corso di un solo anno con un -6,9% rispetto al 2008. L'Agenzia è convinta però che la crisi sia solo una delle ragioni che hanno portato al crollo nei consumi energetici e che un'eventuale ripresa economica porterebbe a cali meno vistosi nelle emissioni, ma difficilmente a un'inversione di tendenza. "È vero che la recessione ha contribuito a far scendere le emissioni (specie nei Paesi che non hanno fatto quasi nulla e non hanno una strategia, come l'Italia) - commenta Maria Grazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf - ma le emissioni europee scendono da diversi anni, anche prima della crisi. L'economia si riprenderà proprio grazie alle nuove industrie a bassa emissione di carbonio, e non agli inquinatori del passato". "Ci auguriamo - aggiunge - che l'Italia colga questa opportunità, anche industriale, e non svolga sempre il ruolo di chi si oppone all'avanzamento dell'obiettivo per nascondere l'inazione in casa propria: è ora che la nuova economia low carbon assuma un ruolo trainante anche da noi". Sul tappeto c'è infatti la proposta - sostenuta innanzitutto dai big Francia, Germania e Regno Unito ma avversata da Roma - di portare l'obiettivo della direttiva europea per il 2020 a un taglio del 30%. Un ambizione che appare decisamente più adeguata agli ottimi risultati registrati sin qui e che il Wwf vorrebbe si spingesse fino al 40%. "Con riduzioni già ora del 17,3% - sottolinea Midulla - l'idea che l'Europa tagli le emissioni solo del 20% per il 2020 è ridicola, vorrebbe dire smettere di ridurre le emissioni e aspettare il 2020 a braccia conserte. Occorre innalzare l'obiettivo europeo al 40%: questo è in linea con quanto necessario per evitare pericolosi cambiamenti climatici e porterebbe enormi benefici alla popolazione e all'economia dell'Europa, offrendo un reale impulso all'innovazione tecnologica".

sabato 11 settembre 2010

11 settembre. Oggi il giorno del ricordo


Oggi è il nono anniversario dell'attacco alle torri gemelli e a Washington. Sono molte le iniziative promosse negli Stati Uniti e nel resto del mondo per ricordare il tragico attacco terroristico del 2001, quando gli aerei dirottati si schiantarono contro le Torri Gemelle, il Pentagono e contro un campo in Pennsylvania."Siamo una nazione unita, composta da persone che danno a Dio nomi diversi. Ma nessuno riuscirà a farci del male con divisioni basate su differenze religiose o etniche". Barack Obama, nella sua conferenza stampa alla Casa Bianca, ribadisce uno dei pilastri della sua presidenza: la tolleranza religiosa e l'apertura all'Islam moderato. E ripete un altro tema a lui caro: gli Usa "non sono mai stati in guerra con l'Islam, ma con i terroristi di Al Qaeda" che, ricorda il presidente americano, "hanno fatto molte più vittime tra i musulmani".

Il circolo PD Casola Valsenio si unisce al ricordo delle vittime di quel terribile attentato, che ha cambiato la vita di tutti i cittadini del mondo.

venerdì 10 settembre 2010

Orgogliosi del tuo coraggio


Oggi è stato il giorno dei funerali, dell'ultimo saluto a Angelo Vassallo, sindaco del Partito Democratico, eletto a Pollica, barbaramente ucciso da sicari mafiosi la scorsa domenica. Lutto nazionale con bandiere a mezz'asta, su invito dell'ANCI, in tutti i Comuni italiani; invito a cui ha prontamente aderito anche il Comune di Casola Valsenio.
La camera ardente aperta tutta la notte, è stata visitata da centinaia di persone, tra cui il segretario del PD Pier Luigi Bersani che ha incontrato la moglie, Angela Amendola e i figli Giusi e Antonio.
In piazza davanti alla Chiesa Santissima Annunziata di Pollica, tra i numerosi, striscioni, spicca quello che recita "Ora ci chiamiamo tutti Angelo Vassallo, sei e sarai sempre vivo in mezzo a noi".
“Ci sono bestie criminali ma anche gente per bene. È agli amministratori onesti che deve andare il nostro aiuto”. Questo è stato il primo commento di Pier Luigi Bersani arrivando ai funerali del sindaco di Pollica.
“Bisogna dare - ha proseguito Bersani - una mano agli amministratori per bene e capire come possiamo aiutarli perché non abbiamo bisogno di eroi ma di bravi amministratori. Ho sentito troppe banalità di vero c'è che ci sono dei bravi amministratori che non dobbiamo lasciare soli”. Per Bersani è evidente che “esiste una questione Mezzogiorno di cui non si parla, è giusto invece che sia rilanciata”.

mercoledì 8 settembre 2010

Una banda di teppisti tenta di aggredire Bonanni alla Festa Democratica di Torino. Bersani: "Un'aggressione squadrista"


Dopo le contestazioni di sabato scorso contro Renato Schifani oggi alla Festa nazionale del PD il copione si ripete. Questa volta a irrompere in piazza Castello nella sala Bobbio non sono i grillini ma un gruppo che si autodefinisce «Coordinamento torinese precari», cioè una cinquantina di persone tra studenti universitari, precari metalmeccanici, ma anche insegnanti e appartenenti ai centri sociali. Fumogeni, spintoni e uno striscione con la frase «Marchionne comanda e Bonanni obbedisce» e infine volantini che riportano una banconota da 50 euro con la faccia del leader della Cisl e la dicitura «Il denaro è un buon servo e un cattivo padrone».
Scatta la bagarre e Raffaele Bonanni dopo pochi minuti - raggiunto da un fumogeno lanciato da un contestatore - abbandona il palco.
Da quello stesso palco Enrico Letta, Vice Segretario del PD, cerca di respingere la contestazione gridando più volte «siete antidemocratici! Voi non avete niente a che fare con la democrazia. Siete il contrario di cui ha bisogno il Paese», mentre in platea interviene la polizia per allontanare i contestatori.
Nella bagarre Enrico Letta chiama a raccolta i giornalisti per dichiarare tutto il suo sdegno per quanto accaduto e solidarietà al leader della Cisl Raffaele Bonanni. Gravissime secondo Letta le responsabilità delle forze dell'ordine a Torino. «Poteva essere un dramma - dice l'esponente del Pd - la situazione è sfuggita di mano e occorrerà analizzare come sia potuto succedere». «Sto bene ma sono molto turbato. Senza la presenza dei militanti della Cisl oggi in piazza a Torino poteva accadere ancora qualcosa di più grave. Per questo spero che tutti riflettano su quanto è accaduto e abbassino i toni». Lo ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo le contestazioni alla Festa del PD. «Ci sono ancora ambienti torbidi in giro che cercano solo la violenza senza alcun legame con il mondo del lavoro il sindacato», ha aggiunto.
Durissima la reazione anche del segretario PD, Pier Luigi Bersani, che ha chiamato il leader Cisl per esprimergli la sua solidarietà. "Si è trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria violenza, un attacco squadrista. E' inconcepibile che una festa popolare, che vive nel pieno centro della città, possa essere attaccata in questo modo. Attendiamo di conoscere dal ministero dell'Interno quali misure preventive e repressive siano state prese per impedire un episodio del genere".

“I nuovi italiani. Chi nasce e cresce in Italia è italiano”


"Il nostro è un messaggio culturale, vogliamo creare un dialogo tra tutti coloro che crescono, vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese". Sono queste le premesse della campagna "I nuovi italiani. Chi nasce e cresce in Italia è italiano", presentate dalla responsabile Immigrazione del PD dell'Emilia-Romagna Cécile Kyenge nel corso della conferenza stampa tenutasi a Reggio Emilia sabato 4 settembre. Una scelta, quella di Reggio, non casuale: la città porta avanti da anni una serie di iniziative come l'inserimento dell'interculturalità tra i fattori determinanti delle politiche educative. Inoltre Reggio Emilia è stata scelta come la città che rappresenterà l'Italia nel network europeo del dialogo interculturale.
La campagna "I nuovi italiani. Chi nasce e cresce in Italia è italiano" prevede una serie di iniziative sui territori della Regione e a breve, sarà disponibile una raccolta di firme on line a sostegno della proposta di modifica del testo di legge 91 del 5 febbraio 1992 relativa alle "nuove norme sulla cittadinanza".

martedì 7 settembre 2010

Due parole sulla caldaia a cippato


di Cristiano Albonetti (Capogruppo consiliare "Uniti per Casola")

Come avrete visto dal sito del PdL di Casola, la minoranza consiliare ha interrogato il consiglio riguardo la "caldaia a cippato". Visto che i loro dubbi sono più che leciti (ed alcuni erano sorti anche a me) ho cercato un pò di dati in giro ed alcune risposte. Con queste poche righe non voglio, naturalmente, sostituire la risposta ufficiale che verrà data in consiglio, ma semplicemente aggiungere qualche dato e dare un'opinione su un argomento che mi interessa.
(...continua, sul sito del gruppo "Uniti per Casola")

lunedì 6 settembre 2010

La responsabilità di Fini


di Giorgio Sagrini

Fini, sdoganato nel 1993 proprio da Berlusconi (...era candidato a Sindaco di Roma contro Rutelli), ha capito (...17 anni dopo) chi era e chi è Berlusconi e i guasti prodotti dal berlusconismo, nella politica e nella società. Io, francamente, non riesco a vedere la "grandezza" del personaggio... E' sempre stato all'ombra di Berlusconi e solo questa sua ultima reazione in qualche modo lo riscatta, almeno un po'.
Ma quanti errori, quanto tempo perso, quanta compiacenza, quanta complicità. In tutti questi anni la "sua" concezione della destra non è mai emersa, sopraffatta (per forza o per scelta?) da quella imposta da Berlusconi. In Italia si è affermata una destra populista, demagogica, padronale, insofferente alle regole e alle convenzioni... Solo adesso Fini dice di volere affermare l'dea di una destra diversa, di stampo europeo, che abbia senso della legalità e dello Stato, che si riconosca pienamente nella Costituzione.
La sua responsabilità, gravissima, è quella di avere rinunciato a fare questa battaglia quando si poteva e si doveva, per riscrivere insieme - destra e sinistra - le regole per uno Stato e una democrazia moderne, al passo con le più avanzate società d'Europa, entro le quali fare crescere il confronto e la competizione politica tra destra e sinistra per il governo, per il miglior governo del Paese.
Quando tutto questo sarebbe stato possibile - nel 1997, con la positiva conclusione del lavoro della Commissione Bicamerale che aveva definito l'impianto di una profonda riforma istituzionale - Fini anziché smarcarsi da Berlusconi si piegò alla sua decisione di fare saltare il tavolo. Questa responsabilità è sua, e il Paese la sta ancora pagando. Comunque, meglio tardi che mai. Ma quanti danni, quanti guasti!