martedì 8 febbraio 2011

10 febbraio, il ricordo della tragedia delle foibe

di Giacomo Giacometti

Il 10 febbraio è istituita per legge (n° 92 /2004) la giornata del ricordo della tragedia delle foibe, dal nome di crepacci naturali profondi anche centinaia di metri in cui furono gettate migliaia di vittime della violenza di squadre di partigiani comunisti della ex Jugoslavia di Tito. Il tutto avvenne verso la fine della 2^ guerra mondiale.
L'istituzione della giornata vuole essere la dedica a un ricordo perenne per quelle vittime, ma è stata anche la rimozione di un oblio totale in cui per anni furono tenuti quei fatti crudeli.
La giornata deve dunque essere anche un invito a proseguire la riflessione su quegli atroci fatti di sangue, per capirne le cause, per inquadrare meglio il contesto storico in cui avvennero, per definirne le responsabilità personali anche di chi diede gli ordini e di coloro che li eseguirono ed infine di coloro che li ignorarono.
Le tesi giustificazioniste tendono ad accreditare quella barbarie come ritorsione verso analoghi comportamenti tenuti da milizie fasciste e naziste, mentre altri, cercando di dare una forzata interpretazione politica, giustificano la violenza con la mira espansionista verso l'Istria del regime di Tito che portò squadre di partigiani a reprimere con la violenza ogni oppositore. Semplici azioni di guerra dunque!
Altri ancora richiamano la sostanziale neutralità tenuta dagli alleati, ormai certi vincitori della guerra, verso episodi che considerarono non meritevoli di intervento.
Pare che i Comandi dell'esercito anglo-americano fossero dislocati in zona e ragioni di strategia militare impedirono di intervenire in difesa della popolazione.
Forse, dopo tanti anni, è giunta l'ora che si aprano tutti gli archivi, perchè emerga tutta la verità su quegli episodi.
A quei martiri si deve verità!
Tuttavia, al di là della ricerca storica, si può già dire con certezza che anche allora la violenza della guerra provocò odio e altra violenza, che l'esasperazione ideologica provocò ogni aberrazione.
La giornata delle foibe ci dice di riandare con la memoria a quelle vittime, e ci obbliga anche a riflettere sulle violenze che avvengono nel mondo ai giorni nostri.
Sono anche queste violenze sull'uomo perpetrate in nome di distorte ideologie o di religioni fondamentaliste, tollerate o addirittura perpetrate da governi dittatoriali dediti a perseguire con guerre o strumenti di morte interessi di casta, piuttosto che il bene comune delle popolazioni.

lunedì 7 febbraio 2011

Conclusa l'Assemblea nazionale del PD. "Oltre Berlusconi con i nostri valori: onestà, serietà, civismo, solidarietà"

Pier Luigi Bersani in chiusura dell'Assemblea Nazionale richiama i punti principali di quello che sarà il programma di governo del PD

“Non saranno parole di conclusioni ma un'introduzione all'ultima fase del nostro lavoro. Il progetto per l'Italia”. Così Pier Luigi Bersani ha iniziato l’intervento che ha chiuso l'Assemblea Nazionale del PD. “Abbiamo mostrato una straordinaria coralità nell'analisi e nella questione politica: il dibattito di questi due giorni ha mostrato grande emozione e tensione civile che non dobbiamo abbandonare. Noi siamo un partito di governo e lo dimostriamo sia nelle decisioni politiche sia quando diciamo parole non generiche sull'Italia che vogliano e che promettiamo di fare”.
Il respiro del progetto. “Il nostro progetto e la sua lunghezza d'onda guarda il decennio appena finito ed il prossimo. Il decennio del berlusconismo ha aggravato i problemi economici e sociali. Abbiamo perso contatto con i paesi con cui stavamo volentieri in compagnia. Ormai siamo sotto la media dell'Europa dei 27 in molti aspetti fondamentali. In 2 anni ci siamo allontanati di 4 anni da Francia e Germania. La verità è stata occultata dal populismo berlusconiano. Noi dobbiamo dire la verità: questa è la chiave per rifiutare la chiave della rassegnazione, per costruire nuovi orizzonti e il futuro del paese. Nessuna favola ma una sfida positiva per il futuro.
L'arretramento del Paese è dovuto alla crisi democratica. L'inadeguatezza della politica del ghe pensi mi e del populismo ha deformato la visione del governo: un governo al servizio del breve termine, a servizio dell'interesse personale e non del generale”. Il distacco in Europa è altresì un distacco sociale e democratico. “Siamo arrivati alla politica dei trucchi. Organizziamo tutto il centrosinistra e affrontiamo il problema democratico e sociale.
Il tramonto berlusconiamo. “Ogni giorno si assiste ad un colpo contro i muri portanti della casa comune, contro il sistema delle regole. È giunto il momento per andare oltre. Guardiamo oltre Berlusconi. Rilanciamo il progetto europeo, sarà la finanza a pagare la crisi. I debiti non li devono pagare i giovani. Non lasciamo nessuna ipoteca sul loro futuro. Alleggeriamo il futuro e diamo nuove prospettive”.
Per Bersani i punti chiavi della ripresa sono la “riforma della Repubblica e un nuovo patto sociale per la crescita e lavoro”.
La riforma della Repubblica. Quando si parla di riforma repubblicana si intende proteggere la nostra Costituzione, che è la più bella del mondo, attraverso la sua innovazione. Questo significa ridurre il numero dei parlamentari, superare il bicameralismo perfetto tra Camera e Senato, una riforma elettorale, la cancellazione delle leggi fatte per la cricca e della sicurezza fai da te.
Significa riformare la Pubblica Amministrazione a partire dall'incompatibilità degli incarichi, la trasparenza, la riduzione dei ministeri, del numero delle Province, l'accorpamento dei piccoli comuni, la riduzione dei raggiri e delle falsità...”lo si farà altro che brunetta!”.
Significa un nuovo sistema di diritti a cui dare la massima importanza: “un figlio di immigrati nato in Italia è italiano, le donne devono contare di più. Mettiamo le mani nella politica con il calore di una risposta civica e morale che non può essere tenuto in astratto”.
Il Patto per la crescita e il lavoro. “Produttività e competitività devono essere recuperate a livello di sistema. Se siamo il Paese che cresce meno, con i prezzi che crescono di più, chi ci sta marciando? Stabilità e crescita devono darsi la mano. Basta con il tremontismo! Le diseguaglianze e la ricchezza solo in mano dei pochi inibisce la crescita: occorre stringere la forbice di questa disuguaglianza. Meno stato e più società non è la ricetta. Stato e società devono darsi una mano”.
“Abbandoniamo l'idea dei tagli lineari, mettiamo il cacciavite nel sistema. Noi sappiamo come farlo. Oltre al controllo della spesa, il PD rilancia sulla riforma fiscale dove abbiamo presentato il nostro progetto 20-20-20 legato ad una nuova fedeltà fiscale: una Maastricht del fisco che varrebbe almeno 50 miliardi di euro. Buone norme, tracciabilità, lotta al nero, atteggiamento vigoroso nei confronti dello stato e delle sue agenzie, il blocco totale e tombale di ogni condono.
Parliamo di lavoro. Lavoro unito nei diritti e nella sua rappresentanza. Un lavoro vulnerabile da proteggere con politiche positive per la crescita del welfare. Nessuna chiacchiera ma riforme liberali per lavoro, imprese, famiglia, giovani. Ma ricordiamo che nessun mercato può gestire la scuola e la salute”.
“Riattiviamo gli investimenti mettendo le poche risorse a disposizione nel modo giusto. Così otterremo nuove risorse da investire. Nelle politiche industriali si deve fare maggiore chiarezza. Caro Marchionne vogliamo parlare solo di pause nei turni o per i 150 anni dell'Italia fai in tempo a spiegarci come intendi investire? Per noi le risposte sono economia verde, nuovi processi tecnologici e qualità. Non si fa politica industriale con generici incentivi che fanno spuntare solo capannoni”.
La riforma federale e l'unità del Paese. “Il Nord si allontana dall'Europa e il Sud si allontana dal Nord. La novità deve venire proprio dal Sud: si parte da lì per dare credibilità ad una convincente ricostruzione dell'unità del Paese. Il Sud chiede riforme utili per sé stesso e per il Nord. Pieni diritti di cittadinanza, standard di servizi perché dove sta bene un cittadino, sta bene un'impresa. Il federalismo può essere una chiave importante, il federalismo non sono quelle 4 robette che ha scritto la Lega. Obiettivi di servizio, meccanismi perequativi, costi standard, sono cose che dovrebbero capire bene anche i leghisti. La Lega con Bersluconi non può farlo il federalismo! Al Sud non è tutto da buttare: non lasciamo soli i giovani amministratori lo dobbiamo a Salvatore Vassallo. Dobbiamo fare una guerra micidiale all'analfabetismo di ritorno, investire su scuole tecniche, professori, contratto unico di ricerca, stop alle riforme dell'università fantasma!”
“La nostra è una sfida della modernità per tenere assieme diritti sociali e diritti civili. Così ho sempre letto l'articolo 3 della Costituzione”.
“L'Italia non può essere più vecchia della sua democrazia, non può essere più vecchi degli italiani. Deve essere più giovane! Pronunciamo le parole essenziali, radicalmente alternative a Berlusconi: onestà, serietà, sobrietà, civismo, solidarietà.
“Riprendiamo queste parole e le mettiamo davanti al nostro mondo. Noi siamo un partito con valori civici, che sono il cuore del nostro progetto. C'è sottotraccia una forte esigenza di valori. Oltre l'umiliazione di questo periodo c'è l'Italia di domani e il PD, con tutte le sue forze e tutta la sua unità, si mette a servizio di questa Italia”.

Decreto Ronchi sulla privatizzazione dell’acqua. Il PD è mobilitato per bloccarlo

L’Assemblea nazionale del PD ha approvato un ordine del giorno a difesa dell’acqua pubblica e contro la privatizzazione forzata imposta dal governo Berlusconi. Il testo approvato impegna il partito a presentare in Parlamento proposte ed emendamenti per fermare gli effetti del decreto Ronchi in attesa della consultazione referendaria, a continuare la battaglia in difesa dell’acqua pubblica sostenendo la partecipazione alla consultazione referendaria come occasione per fermare la privatizzazione forzata imposta dal governo e avviare una riforma complessiva del settore che abbia al centro i principi ispiratori della proposta di legge presentata dal Partito democratico”.

Le candidature PD al parlamento saranno decise dal voto degli iscritti e degli elettori. …E negli altri partiti chi deciderà?

L'Assemblea nazionale del PD ha approvato l'ordine del giorno presentato da tutti i Segretari regionali per definire le modalità di selezione e scelta della prossima rappresentanza parlamentare.
L'ordine del giorno, che ha riassunto altre proposte presentate, tra cui quella di Pippo Civati, impegna il Pd ad un'ampia partecipazione democratica per la scelta dei candidati, precisa che le modalità (primarie o altre forme pienamente partecipative) saranno stabilite dalla Conferenza sul partito o, in caso di elezioni anticipate, da un regolamento approvato dalla Direzione nazionale.

L’Assemblea nazionale del PD ribadisce il NO al piano nucleare del Governo

L’Assemblea nazionale del PD, come affermato anche nella relazione conclusiva il Segretario Bersani, ha ribadito un chiaro no al piano nucleare del Governo. La contrarietà al nucleare non nasce da un approccio ideologico, ma da motivazioni concrete legate a valutazioni di carattere economico e tecnologico, oltre che ambientali.
Per quanto riguarda il referendum sul nucleare, pur ritenendo che lo strumento referendario sia ormai logorato, il PD ritiene che la campagna referendaria costituisca in ogni caso un’importante occasione di dibattito pubblico sui temi dell’energia e di pronunciamento da parte degli elettori su una questione di grande importanza. Questa sarà anche l’occasione per lanciare un forte impegno per una profonda riforma dell’istituto referendario che preveda tra l’altro l’aumento delle firme necessarie per la presentazione di quesiti referendari e l’abbassamento del quorum per la sua validità, affinché torni a rappresentare un importante ed efficace strumento di democrazia diretta su scelte di grandi rilievo per la vita del Paese.

sabato 5 febbraio 2011

Se non ora quando? L'appello delle donne per il 13 febbraio

Se non ora quando?
In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.
L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI CITTA’ ITALIANA
(guarda il video di "Se non ora quando?)

venerdì 4 febbraio 2011

Addio al fuoriclasse

di Massimo Barzaglia

Caro Diego,
appena ho saputo della tua scomparsa, ho riflettuto su quanto ci legava in un rapporto di amicizia e di stima, sincero e profondo. E non era una questione generazionale. Erano quell’insieme di valori, da te insegnati e da noi condivisi in quello spaccato di vita che più di tutti ti apparteneva, che ci legavano a te. Tanti bambini e ragazzi, anche con i tuoi suggerimenti, sono diventati uomini.
Sei sempre stato una persona sincera, onesta e garbata. Sopra ogni altra cosa spiccava la tua coerenza. Noi lo riconoscevamo in ogni tuo gesto e parola. Il calcio, lo sport, per te erano innanzitutto uno stile di vita. Il sacrificio, senso di squadra, rispetto dei ruoli e onestà. Questo tu hai insegnato a intere generazioni del nostro paese. Che non smetteranno mai di renderti merito.
Insieme abbiamo redatto le pagine sportive del periodico casolano Altavalle. Te lo chiesi con orgoglio, perché pensavo che nelle tue parole fosse ancora intriso quell’insieme di valori che il calcio mondano a effetto stava cancellando. Eravamo sul finire degli anni 90’ quando hai pubblicato nelle pagine di Altavalle alcune profonde e personali riflessioni sulla salute del mondo del calcio. Denunciasti una situazione drammatica, giunta oramai a fine corsa. Dopo pochi anni le tue riflessioni si tradussero in impetuosa realtà. Una diagnosi mai tanto azzeccata. Dapprima lo scandalo dei passaporti, il doping, le plusvalenze, la corruzione, sino ad arrivare a quanto hanno chiamato calciopoli. Scrivevi che quando il sacrificio e la passione sono sopraffatti dal denaro, non solo lo sport raggiunge il collasso, ma il senso stesso della vita.
E’ poi arrivata la tua malattia, che hai affrontato con la determinazione e la grinta che ti apparteneva. Mi ricordo, ogni volta che venivo a parlare e scambiare con te opinioni, che rimanevo stupito dal piglio e dalla tenacia con cui stavi lottando. Mai rassegnarsi, mi ripetevi. E tu Diego non hai mai smesso di mettere in pratica quegli stessi valori che con tanta passione ci hai insegnato. L’ultimo grande esempio della tua coerenza.
Tu ci hai lasciato, ma con noi rimarranno quel patrimonio di valori che hai profuso in ogni tuo istante.
Ciao Diego, sono sicuro che il tuo nome rimarrà per sempre impresso nel nostro paese.
Perché è così che capita ai fuoriclasse.
A un amico vero.

Diego se ne è andato

di Gianpaolo Sbarzaglia 

Diego se ne andato, è così che diciamo quando succede.
Io ho perso un amico e un maestro. Casola un casolano prezioso, un inestimabile uomo di sport e un autentico signore del calcio, la sua grande passione.
Diego Dall'Osso ha speso gran parte della sua vita a trasmettere a generazioni di giovani casolani l’amore per il calcio, l’educazione per lo sport.
Sono stato un suo giocatore. Nella metà degli anni sessanta fu lui che portò i 4 montanari casolani (il sottoscritto, Sergio Montefiori, Giuliano Spada, Dino Dall’Osso) alla bassa, in quel di Castelbolognese, e i 4 montanari appena arrivati fecero vincere al Castello il campionato di 1° categoria 63/64 mandandolo in Promozione.
Era maestro e tecnico nello stesso tempo, ti insegnava come stoppare o fare il cross ma anche la lealtà, la passione, l’amicizia, l’attaccamento alla propria squadra, il lavorare con impegno e saper soffrire per ottenere i risultati. Ti dava grande fiducia ma pretendeva anche molto, con lui non si sgarrava.
Per il suo Casola aveva sempre l’obbiettivo e una soluzione: “Un punto a partita, pochi in più nella stagione di bonaccia, pochi in meno nella stagione di tempesta. Per approdare questi risultati occorre programmazione, umiltà, sacrifici, serietà, preparazione a livello tecnico-organizzativo, cuore, gambe e polmoni a livello di calciatori”, scriveva ne "Il Senio" nel lontano 1984.
Il Comune di Casola ha riconosciuto- giustamente e meritatamente - la sua impagabile attività per lo sport casolano con il conferimento della medaglia d’oro.
Le doti umane, il senso di responsabilità, la sua passione per lo sport e la capacità di allenatore hanno certo segnato me ma anche tantissimi casolani.
Grazie Diego del tuo insegnamento. La comunità casolana ti è riconoscente per sempre.

giovedì 3 febbraio 2011

Federalismo municipale: governo battuto. E adesso, a casa

La Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale ha respinto il parere del relatore di maggioranza, Enrico La Loggia, sul decreto che riforma il fisco municipale. Il voto in Commissione si è concluso infatti con un pareggio (15-15) con il voto contrario di tutte le opposizioni compreso il rappresetante del FLI, Baldassarri. In caso di pareggio, il regolamento della Commissione bicamerale prevede infatti che il parere viene considerato respinto.
Anche il PD ha votato contro, perché il pasticcio costruito dal PdL e dalla Lega Nord è un finto federalismo, è un bidone vuoto, che determina un aumento delle tasse su lavoratori, imprese e famiglie.
In particolare con il raddoppio dell'ICI, ridefinita Imu, su immobili ad uso aziendale di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori.
Il PD da mesi ha proposto le soluzioni per un fisco municipale senza aumenti di imposte e con vera autonomia per i Comuni, ma da parte del Governo si è voluto insistere su una impostazione sbagliata.
L’Italia ha bisogno di un federalismo serio e responsabile. Calderoli ritiri e riscriva il decreto.

Dichiarazione del Segretario del PD, Pier Luigi Bersani:
"Un vero federalismo è necessario e possibile. Quello che è stato respinto era un pasticcio. Adesso, ci si fermi. Non ci sono le condizioni né giuridiche, né politiche per andare avanti. Berlusconi e Bossi prendano atto della situazione. Si creino condizioni politiche nuove e si rifletta finalmente sulle proposte di un partito come il Partito Democratico, che ha le più forti e vere radici autonomiste."

On. Waletr Vitali (PD): "Il testo non può andare avanti lo stesso"
"Secondo noi non si puo' andare avanti lo stesso". Così il capogruppo del PD in commissione Bicamerale per il federalismo fiscale Walter Vitali replica ai cronisti che gli chiedono dell'intenzione della maggioranza di procedere comunque con l'emanazione del provvedimento, nonostante la bocciatura subita oggi dal decreto del federalismo fiscale sul fisco municipale in commissione Bicamerale. Vitali ribadisce quanto aveva proposto durante le dichiarazioni di voto sul provvedimento. "Il parere - aveva detto - verrà respinto. Anzichè procedere in modo insensato sul testo che non ha i consensi necessari: ci si fermi e si discuta in Commissione il prossimo decreto sulla fiscalità regionale e provinciale, sarebbe un atto di saggezza". Ma così non è stato.

La Patrimoniale? E’ nel progetto di federalismo della Lega Nord e del PdL

“La patrimoniale nel programma del PD non c’è. Punto”. Così Enrico Letta, vice segretario del Partito Democratico ha posto fine ad una sterile, falsa polemica sull'introduzione di una tassa patrimoniale nel programma di governo del PD.
Il PD, per affrontare il disastro del debito pubblico e sostenere i redditi e la ripresa non propone una "tassa patrimoniale" ma di spostare il carico fiscale dai redditi da lavoro e d’impresa alle rendite finanziarie, e rilanciare una efficace azione di contrasto dell’evasione fiscale. Lo afferma chiaramente la mozione presentata dal PD e approvata dalla Camera dei Deputati.
La strategia di Berlusconi è stata facilmente smascherata: disorientare l'opinione pubblica attribuendo all’opposizione proposte inesistenti e fare in modo che il volano di diffusione fosse il Tg1 del fedele Minzolini.
La verità è che quella che si configura (o si configurerebbe) come una forma surrettizia di “tassa patrimoniale” la introduce proprio il Governo del PdL e della Lega: il decreto sul federalismo municipale contiene infatti il raddoppio dell’ICI su immobili ad uso aziendale di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori!

Ecco i successi della destra: il reddito è calato del 2,7%. Non succedeva dal 1995

 Era dal 1995 che non succedeva. Ma tra i record fallimentari del governo Berlusconi mancava anche le regressione dei redditi delle famiglie. I dati Istat parlano chiaro: nel 2009 il reddito nazionale è calato del 2,7% stabilendo la prima flessione dal 1995 ad oggi. Un altro chiaro segnale per chiedere con ancora più convinzione le dimissioni di Berlusconi.
Il dato che fa maggiormente riflettere è che, paradossalmente, la flessione è avvenuta principalmente al Nord, in quelle terre dove la Lega Nord e il PdL governano da anni, in quelle terre dove la propaganda populista ha preso il sopravvento. Cosa saranno disposti a dire oggi Bossi & co. a quelle famiglie che hanno visto impoverire il proprio portafoglio? Sempre colpa di Roma ladrona? Sempre colpa degli altri?
Sono tre anni che il PD chiede un intervento per ridurre il carico tributario su famiglie e pensionati. Non si può più tergiversare, bisogna avviare quanto prima una riforma fiscale che rilanci la crescita economica e redistribuisca reddito a favore dei ceti medi e delle fasce sociali più deboli.
Il PD ha presentato e fatto approvare una mozione parlamentare: riduzione delle tasse per lavoro e imprese e aumento di quelle su speculazioni e rendite finanziarie.
E’ questa la strada da percorrere. Ma per farlo bisogna mandare a casa Berlusconi e il governo della destra.

Siamo alle comiche finali: per Berlusconi il debito pubblico italiano l'hanno fatto i comunisti

Silvio Berlusconi, incalzato dalle insidiose (?!) domande del direttore del TG1, Minzolini, ha finalmente rivelato agli italiani il responsabile del pesante debito pubblico del Paese. Un debito che oggi, è bene ricordarlo, è pari al 116% del Prodotto Interno Lordo (PIL).
"Abbiamo ereditato un pesante debito pubblico dai governi del passato. Il debito - ha affermato Berlusconi - è stato moltiplicato 8 volte dal 1980 al 1992 dalle vecchie forze politiche con i comunisti in primo piano".
Peccato, per lui, che non sia vero. In quegli anni, dal 1980 al 1992 al governo non c'erano "i comunisti".
Nell'VIII (1979/83), nella IX (1983/87) e nella X legisaltura (1987/92), al governo ci sono stati ininterrottamente la DC e il PSI (...il PSI di Craxi, il pricipale protettore di Berlusconi!) a cui si aggiungevano di volta in volta il PSDI, il PRI e il PLI. Sono gli anni dei governi di pentapartito, che avevano assunto come "preambolo" politico proprio l'esclusione del PCI dal governo del Paese.

Ma veniamo al debito pubblico. In Italia, il rapporto debito/Prodotto Interno Lordo (PIL) nel 1980 è al 60%, un valore allineato con quello medio degli altri Paesi dell’Europa a 15. Merito, evidentemente, delle maggioranze e dei governi che avevano retto il Paese fino ad allora. Ma mentre nel resto d'Europa il debito si è mantenuto a questi livelli per tutto il ventennio successivo, in Italia gli anni Ottanta hanno visto una progressione costante del debito fino a raggiungere nel 1994 il 121.5% del PIL (più del doppio rispetto al valore del 1980!). Allo stesso modo, gli anni Ottanta  sono stati anni di grandi disavanzi (deficit), con  una media annua del 10.7% del PIL contro il 4% dei paesi dell’Europa a 15. Negli stessi anni, inoltre, la spesa pubblica è passata dal 36% del PIL nel 1970 al 50% del PIL nel 1985.
Per chiarezza si riporta questa tabellina (si noti come nel periodo craxiano la % del debito sul PIL fa un balzo di 20 punti!):
Anno
%
Debito/PIL
Presidente del Consiglio
Partito
Coalizione
1980
59,5
Francesco Cossiga
DC
DC-PSI-PRI
1981
61,5
Arnaldo Forlani
DC
DC-PSI-PRI-PSDI
1982
66,6
Giovanni Spadolini
PRI
DC-PSI-PRI-PSDI-PLI
1983
72,0
Bettino Craxi
PSI
DC-PSI-PRI-PSDI-PLI
1984
77,4
1985
83,9
1986
88,1
1987
92,5
1988
94,7
Giovanni Goria
DC
DC-PSI-PRI-PSDI-PLI
1989
97,6
Ciriaco De Mita
DC
DC-PSI-PRI-PSDI-PLI
1990
99,1
Giulio Andreotti
DC
DC-PSI-PSDI-PLI
1991
103,1
1992
110,3

mercoledì 2 febbraio 2011

Berlusconi dimettiti!

La disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il 29%, tra le più alte in Europa. Secondo l'Istat mai così tanti disoccupati dal 2004 ad oggi.
“Ancora una pessima notizia dal fronte lavoro. Ancora un aumento dei giovani in disperata ricerca di lavoro: le generazioni più giovani passano dalla precarietà alla disoccupazione senza speranza. Non è soltanto conseguenza della crisi globale, è anche colpa grave di un governo concentrato da mesi sulle ragazzine a casa Berlusconi e di un ministro del Lavoro impegnato a tempo pieno a dividere i sindacati e a colpire i diritti dei lavoratori. Berlusconi si deve dimettere. L’Italia ha bisogno di un governo per le riforme, per la crescita e il lavoro". Così Stefano Fassina, Responsabile economia e lavoro del PD.

martedì 1 febbraio 2011

Imparare l'inglese, a Casola

Per il lavoro, per lo studio, per il divertimento... per comunicare è sempre più indispensabile conoscere bene la lingua inglese. Con l'intento di offrire un'opportunità e un servizio ulteriore ai cittadini casolani, l'Amministrazione Comunale organizza corsi di lingua inglese per gruppi di 6 persone di vari livelli a partire da marzo 2011.
Il corso sarà organizzato in 2 moduli da 10 ore cadauno da svolgersi dalle 20 alle 22 in giornate da definirsi. Il costo per ogni partecipante è di €. 100,00 per ogni modulo da 10 ore.
L’Amministrazione comunale mette a disposizione un viaggio-premio per Londra al migliore allievo di ogni livello di appartenenza.
Gli interessati potranno dare la propria adesione presso la Biblioteca Comunale "G. Pittano".
Il 21 febbraio alle ore 20.30 presso la Biblioteca comunale è fissato l'incontro con la docente, Sara Montefiori dello Studio Omnia Lezioni, per incontrare gli iscritti e definire i livelli di appartenenza. In tale occasione saranno comunicate le date del corso.

sabato 29 gennaio 2011

Anche Licio Gelli scarica Berlusconi

"Berlusconi è venuto meno a quei principi che pensavamo avesse. E guardi che l’ho avuto per sette anni nella loggia, quindi credo di conoscerlo. Anche questo puttanaio delle ultime settimane. Ha prima disfatto la famiglia, ora sta disfacendo l’Italia".
(Licio Gelli, 28 gennaio 2011)

venerdì 28 gennaio 2011

Tunisia, Albania, Algeria, Yemen, Egitto: il popolo si ribella e reclama libertà e giustizia

Ammorbati dalle squallide e fetide vicende che umiliano l’Italia e coinvolgono il Presidente del Consiglio e la sua corte di nani e ballerine, di truffatori e maneggioni, di affaristi e servitori, rischiamo di non accorgerci di ciò che succede vicino a noi, dall’altra parte del Mediterraneo o sull’altro lato dell’Adriatico.
In Albania il popolo protesta contro il potere corrotto di Sali Berisha e chiede vere riforme democratiche, una modernizzazione del Paese. In Tunisia, in Egitto un intero popolo scende in piazza, a viso aperto contro i regimi autoritari che hanno retto quei paesi, per reclamare libertà e giustizia, per rivendicare migliori condizioni di vita. Sono giovani, perché la gran parte della popolazione di quei Paesi è giovane, giovanissima, e perché proprio a loro – che pure hanno studiato – viene negata la possibilità, la speranza stessa di un futuro migliore.
E sono laici, usano internet e facebook per fare circolare le loro idee. Le loro parole d’ordine, le loro rivendicazioni non sono inquinate dall’integralismo e dal fanatismo religioso. Il rischio c’è in Egitto, ma nel movimento è forte la componente democratica rappresentata dal premio Nobel per la pace, Mohammed El Baradei.
Mohammed El Baradei
L’Europa, l’Italia deve sostenerli. Le forze democratiche, il PD, devono sostenerli. perché l’argine all’integralismo e la possibilità stessa di fermare flussi migratori incontrollati verso l’Europa non sta nel sostegno delle gerontocrazie autoritarie e illiberali al potere da decenni – ché questa è la politica estera di Berlusconi e Frattini! – ma nel sostegno all’evoluzione democratica di quelle società.
“Il vero argine a tutti gli estremismi è la democrazia”, ha affermato El Baradei. Nel mondo arabo lo scontro non è tra “regimi moderati” e "integralisti". Ci sono nuovi protagonisti in campo: noi dobbiamo stare dalla parte di quei giovani, dei sindacati, dei partiti laici e democratici che si sono messi alla testa di un grande movimento di popolo.

giovedì 27 gennaio 2011

27 gennaio 1945/2011. Per non dimenticare

L’istituzione del Giorno della Memoria in Italia è avvenuta con la legge 20.7.2000 n. 211: “La Repubblica Italiana riconosce il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

Quando le truppe sovietiche arrivarono al campo di sterminio nazista di Auschwitz, in Polonia, davanti a loro si presentò una scena terribile: uomini, donne e bambini ridotti a scheletro, segregati, torturati e poi uccisi e bruciati solo perché ebrei, zingari, oppositori antifascisti, omosessuali.
Era l'immagine dello sterminio. La più assurda e angosciante barbarie che mente umana abbia immaginato nel Novecento, con milioni di vittime, 6 milioni di ebrei.
Nel corso della seconda Guerra Mondiale, circa 40.000 italiani furono strappati dalle loro case dai militi della Repubblica Sociale o dalle truppe tedesche di occupazione e deportati nei Lager che i nazisti avevano allestito in tutta Europa, per l’eliminazione fisica di milioni di uomini, di donne e di bambini.
Dei deportati italiani, quasi 10.000 furono gli ebrei e circa 30.000 i partigiani, gli antifascisti, i lavoratori; questi ultimi arrestati in gran parte dopo gli scioperi del marzo 1944.
Solo 1 su 10 fece ritorno: il 90% finì i suoi giorni annientato dalla macchina hitleriana dello sterminio.
Altre guerre e altre stragi di innocenti sono seguite a quelle di Auschwitz, di Mauthausen o della Risiera di San Saba a Trieste, l'unico campo di sterminio nazista in Italia.Stragi spesso ignorate o dimenticate.
Ecco perché la memoria.
La Memoria significa conoscere la nostra storia, anche nelle sue pagine peggiori.Serve a ciascuno di noi per dire "voglio che quel passato non ritorni. Né qui in Europa, né altrove". La Memoria è la difesa di una civiltà dove nessuno possa cancellare - nel senso di eliminare - chi è diverso da lui, perché ha la pelle di un altro colore o perché prega un altro Dio.
La giornata della Memoria è un modo per ritornare col pensiero lì, all'ingresso di Auschwitz. E per rivedere il volto di chi, rinchiuso in quei campi, avrebbe voluto avere una vita serena, lunga, felice e invece gli è stata negata, con la violenza, con la sopraffazione.
Il ricordo di quegli anni tragici ci fa apprezzare ancora di più il valore, l’importanza, della pace e della libertà riconquistata, ci fa comprendere quanto grande è stato il sacrificio di chi ha sofferto e ha combattuto perché il sogno, la speranza di una vita serena, lunga, felice, non fosse/non sia più negato – a nessuno.
E’ per questo che è giusto ricordare, perché ciò che è accaduto non accada mai più.

mercoledì 26 gennaio 2011

Positivo l'andamento turistico del 2010. Confermati i dati anticipati nella "tavola rotonda" organizzata dal PD in novembre.

L’annata turistica si chiude positivamente, per Casola e per Terre di Faenza.
A Casola Valsenio aumentano gli arrivi (+143,96%) e le presenze (+ 5.811 pernottamenti, + 190,28%). E’ l’effetto del successo dell’Incontro Internazionale di Speleologia di fine ottobre/inizio novembre, che ha portato a Casola Valsenio oltre 2.000 partecipanti, ma non solo. “Il dato di Terre di Faenza da gennaio a ottobre – affermava Filippo Olivucci, di Società di Area nella tavola rotonda sul turismo, organizzata dal PD casolano nel novembre scorso - è molto buono, soprattutto se si considera il cattivo andamento meteo della prima parte dell’anno. Fino a maggio c’era un -10% di arrivi e presenze, poi le cose sono migliorate fino a registrare alla data del 31 ottobre un +1,52% negli arrivi, con 9.000 presenze in più pari a un aumento del 4,5%. A settembre si era già recuperato il ritardo di inizio anno e ottobre ha ulteriormente migliorato la situazione. Hanno pesato positivamente anche le presenze dell’incontro di speleologia di fine ottobre a Casola, ma i numeri di Casola erano in attivo già a settembre. Fino a ottobre, i pernottamenti complessivi a Casola, sono 8190 con 3342 arrivi”.

(Per saperne di più scarica il resoconto della tavola rotonda del PD sul turismo)



Dopo le contestazioni sull'esito delle primarie di Napoli, il PD sospende l'Assemblea nazionale convocata nella città partenopea il 28 e 29 gennaio

"Adesso bisogna fare chiarezza. I problemi che sono emersi a Napoli dopo le primarie non possono condizionare il lavoro che si sta facendo nel Paese per costruire un'alternativa. Ho chiesto alla presidente Rosy Bindi di sospendere l'Assemblea nazionale, concepita anche per il lancio della candidatura a sindaco decisa dalle primarie, e chiedo un immediato incontro alla coalizione di centrosinistra che ha organizzato le primarie a Napoli per dare una risposta politica convincente ai problemi emersi dalla consultazione, al di la' delle determinazioni procedurali della Commissione di garanzia". Lo afferma in una nota il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.
"Ritengo che questo sia il modo piu' onesto e serio di corrispondere efficacemente alla straordinari volonta' di partecipazione che i cittadini di Napoli hanno dimostrato - aggiunge Bersani -. Dobbiamo infatti rivolgerci tutti alla nostra responsabilita' principale: quella di non consentire che la destra fallimentare e impresentabile di Berlusconi e Cosentino possa prendere il governo della piu' grande citta' del Mezzogiorno, dalla quale deve invece venire un segnale di riscossa per il Sud e l'intero Paese".

Obama: più energie rinnovabili, più internet e più lavoro

di Arturo Zampaglione (www.rebubblica.it, 26 gennaio 2011)

Il congelamento per cinque anni di una fetta della spesa pubblica. Un milione di auto elettriche entro il 2015. Investimenti massicci nell'innovazione, nell'istruzione, nell'energia pulita e nelle infrastutture. E soprattutto uno sforzo collettivo per creare nuovi posti di lavoro e per superare, con la stessa grinta con cui gli Stati Uniti risposero alla sfida spaziale dei sovietici, le incognite di un "mondo che cambia".
Queste le proposte-chiave lanciate ieri sera da Barack Obama: "E' il momento Sputnik della nostra generazione", ha dichiarato il presidente americano parlando per oltre un'ora di fronte al Congresso e di fronte al paese.

lunedì 24 gennaio 2011

Un monito dalla Giornata della Memoria

di Giacomo Giacometti

La ricorrenza del 27 gennaio che ci ricorda la shoah serva per non dimenticare mai quella tragedia e anche per trarre alcuni insegnamenti. Lo sterminio degli ebrei e, aggiungo, di altri milioni di oppositori ai regimi nazifascisti, fu un esecrabile delitto contro tutta l'umanità.
Gli ebrei secondo quei regimi, erano una minoranza impura da eliminare affinché fosse preservata la purezza della razza ariana. Anche il regime fascista in Italia emanò le sue leggi razziali che furono promulgate nel 1938 dal governo Mussolini e approvate dal re Vittorio Emanuele III che si rese complice consapevole di una orrenda caccia al diverso anche nel nostro paese. Per questo e per altre nefandezze, penso che la Casa Savoia non meriti di essere associata ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Ricordare con iniziative divulgative il significato della Giornata della Memoria è cosa utile, sopratutto se vengono coinvolti i giovani, poichè la speranza che non si ripetano quei tragici eventi dipende molto da loro.
Proprio in questi giorni è mancata, all'età di 92 anni Tullia Zevi. Ebrea, donna di grande spessore culturale, scrittrice di successo, giornalista, vittima essa stessa delle leggi razziali italiane, ha dedicato la sua lunga vita ad evocare il ricordo della tragedia dei campi di concentramento, dello sterminio e delle persecuzioni subite. Ella ha sempre richiamato il suo popolo al dovere della testimonianza "perchè quanto accaduto può accadere di nuovo".

domenica 23 gennaio 2011

Primarie del centrosinistra per il Sindaco di Bologna: hanno votato circa 30.000 persone

Partecipazione in aumento alle primarie del centrosinistra per scegliere il candidato Sindaco di Bologna.
Sono 28.390 gli elettori che oggi, 23 gennaio, si sono presentati nel 50 seggi allestiti nella città.
Quasi 4.000 in più delle primarie del 2008.
E' in corso lo scrutinio i cui risultati possono essere consultati sul sito www.primariebologna2011.org


Prima mattinata di raccolta delle firme per mandare a casa Berlusconi. 100 persone hanno aderito all'appello del PD

In tanti si sono avvicinati al banchetto del PD in Piazza Oriani, questa mattina, per sottoscrivere l'appello del PD per le dimissioni di Silvio Berlusconi. Un centinaio di persone ha messso la propria firma sui moduli preparati dal Circolo casolano del PD per dire basta, per esprimere la propria indignazione, per chiedere al Presidente del Consiglio che si tolga dall'imbarazzo e che tolga dall'imbarazzo l'Italia!
E martedì, durante il mercato, la raccolta delle firme continua.

sabato 22 gennaio 2011

Casola Valsenio dal 30° al 17° posto nella graduatoria dei Comuni romagnoli

I risultati della ricerca "Economia e Società in Romagna" sulla qualità della vita e il benessere nei 75 Comuni delle tre province romagnole, svolta annualmente dalla Facoltà di Scienze Statistiche dell'Università di Bologna - sede di Rimini per conto del quotidiano "La Voce di Romagna", collocano Casola Valsenio nella parte alta della graduatoria, al 17° posto.
E' un vero e proprio balzo in avanti: Casola infatti passa dal 30° posto della graduatoria del 2009 al 17° di quella del 2010, confermando così una tendenza già rilevata dalla medesima ricerca negli scorsi anni. Nel 2008, Casola Valsenio era al 48° posto!
Il miglioramento più importante verificatosi nel 2010 nella provincia di Ravenna è merito, scrive "La Voce" (22 gennaio 2011), di buone performance del Comune in quasi tutte le cinque aree di valutazione, in particolare nelle sezioni statistiche dedicate a "Servizi pubblici e ambiente", "Socio-demografia" e "Cultura, sport e tempo libero", nelle quali si sono registrati incrementi di 14, 25 e 5 posizioni.
"I risultati soddisfacenti raggiunti nelle tabelle analitiche - commenta il Sindaco Nicola Iseppi - rispecchiano sinteticamente l'identità quotidiana della nostra cittadina, non per niente conosciuta anche fuori dei confini locali come il 'Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati', a testimonianza di un forte interesse per la qualità ambientale" (...) "L'incremento delle politiche di difesa del territorio e di perfezionamento dei servizi pubblici rappresenta peraltro uno degli obiettivi principali dell'Amministrazione, da consolidare attraverso una serie di investimenti nel campo delle energie rinnovabili, del riciclo e della mobilità 'dolce', supportati da un'intensa campagna di educazione ambientale nelle scuole". Per evidenziare l'attività svolta nell'ultimo anno, il primo cittadino cita l'avvenuta istallazione di pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici, il collaudo della caldaia a cippato ecocompatibile nella scuola elementare, il premio regionale ottenuto come Comune "riciclone" per la raccolta differenziata della carta e gli incentivi concessi ai privati per lo sviluppo delle energie rinnovabili. "Questo significa - conclude Iseppi - che i paesi delle nostre colline possono competere agevolmente con le realtà simili di altre province, valorizzando ognuno le proprie peculiari caratteristiche".
(Leggi i risultati delle precendenti ricerche: anno 2009 e anno 2008)

Per l'efficienza amministrativa e per la competitività. Il PD propone di aprire il cantiere per l'Unione dei Comuni dell'area faentina

Il PD della zona di Faenza ha diffuso una nota a firma dei segretari delle organizzazioni comunali del PD di Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Riolo Terme e Solarolo nella quale si esprime "con convinzione la necessità di arrivare al più presto alla costituzione dell'Unione dei Comuni del comprensorio faentino. L'Unione rappresenta una scelta strategica del nostro territorio di riordino istituzionale e amministrativo, un'occasione per ridurre e ottimizzare i costi della Pubblica Amministrazione".
"L'Unione - prosegue la nota - è un'occasione per tutti i Comuni di costruire insieme le risposte politiche ai differenti problemi esistenti nelle comunità, portando maggiore sviluppo e coesione sociale. Inoltre, l'Unione dei Comuni garantisce l'espressione di un'unica autorevole posizione in rappresentanza di oltre 80 mila cittadini nei confronti degli altri territori e degli altri livelli istituzionali (provincia, regione, governo nazionale). Di fronte alla propaganda del governo nazionale, che parla di riforme e di federalismo imponendole dall'alto, senza condividerne i passaggi fondamentali con i territori, senza compiere una seria analisi dei costi e della fattibilità, l'Unione dei Comuni rappresenta una vera riforma delle amministrazioni locali che produce risparmi e servizi migliori per i cittadini. Il PD dei 6 Comuni intende quindi dare il massimo sostegno e incoraggiamento alle Amministrazioni locali per porre il tema dell'Unione quale priorità politica per il 2011. I segretari e i direttivi del PD assicurano la massima collaborazione per accompagnare questo percorso, per darne visibilità ai cittadini evidenziando i benefici che ogni comunità ne potrà trarre".

giovedì 20 gennaio 2011

Flop dei cosiddetti "Responsabili" alla Camera

Alcuni cosiddetti "Responsabili"
Finisce in un mezzo naufragio il lancio alla Camera del nuovo gruppo parlamentare 'Iniziativa responsabile'. Il nuovo schieramento chiamato a rafforzare la traballante maggioranza riesce a vedere infatti la luce solo grazie a un travaso di deputati direttamente dal PdL e non incide quindi sul conto totale dei voti su cui potrà contare il governo a Montecitorio. "Siamo 22", annuncia il capogruppo pro-tempore Luciano Sardelli all'inizio della conferenza stampa organizzata per presentare la nuova creatura immaginata come "terza gamba" dell'alleanza PdL-LegaNord. Nel numero vengono però conteggiati anche i due 'innesti' dal PdL, i deputati Mario Pepe e Vincenzo D'Anna e il deputato del Pid Calogero Mannino.
Al momento del varo ufficiale la firma di adesione di Mannino in realtà non c'è ancora, ma Sardelli spiega che "andrà a firmare alla segreteria generale della Camera". Annuncio smentito poco dopo dallo stesso Mannino.

Ripresa economica e politiche industriali: confronto pubblico a Milano tra Bersani, Camusso e Marcegaglia

Susanna Camusso e Pier Luigi Bersani
Il 19 gennaio a Milano, complice la presentazione del libro 'Il futuro è di tutti, ma è uno solo', di Valeria Fedeli, il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, il segretario della CGIL, Susanna Camusso e il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia hanno discusso del caso Fiat e dei possibili scenari che si aprono per la ripresa economica. La necessità di nuove politiche industriali capace di favorire la ripresa e l’attività produttiva sono state condivise da tutti i partecipanti al dibattito. Lo stesso può dirsi per la necessità di mettere nero su bianco, regole chiare per la rappresentanza e i diritti sindacali nel mondo industriale. Bersani ha ricordato che il PD ha già studiato proposte di legge adeguate e che, da partito che si candida a governare il Paese, a differenza della destra ha un progetto di politica industriale per l’Italia.
Per il leader democratico “quando il polverone creato attorno alla riunione della nostra direzione sarà calato si vedrà che il PD è l'unico partito in grado di fare le riforme. Se i dirigenti del PdL avessero fatto una riunione sul caso Fiat avrebbero detto soltanto Marchionne, Marchionne; se l'avessero fatta a SEL, avrebbero solo inneggiato alla Fiom. Noi invece abbiamo discusso e abbiamo messo in campo una ricchezza di analisi e di spunti, perché le cose sono complesse e non si possono affrontare con lo spirito della tifoseria”.
Il Partito democratico è "l'unico in grado di fare le riforme in questo Paese. Noi - ha aggiunto - sappiamo fare bene la sintesi”.
Parlando di nuove strategie industriali, Bersani ha ricordato che “dobbiamo fare concorrenza ai cinesi, ma senza diventare cinesi. I problemi di competitività non si risolvono stressando chi è alla 'catena'. Il problema del made in Italy riguarda la qualità, la produttività, i tempi, c'è bisogno di conoscenza, di ridurre lo stress e la pressione sull'organizzazione del lavoro. Bisogna - ha aggiunto - trovare dei meccanismi che senza penalizzare le imprese consentano la stabilizzazione dei lavoratori, perché aumenta la precarietà come risulta dai dati che dicono che ci sono meno lavoratori a tempo indeterminato”.

mercoledì 19 gennaio 2011

Sit-in donne PD: "Calpestata la dignità delle donne. Berlusconi vergogna, dimettiti"

Parte la mobilitazione del Partito Democratico con la raccolta di firme in tutt’Italia, per chiedere il rispetto della dignità delle donne, calpestata dalle ultime vicende che interessano il presidente del Consiglio.
Lo hanno proposto le donne della segreteria PD e oggi, 19 gennaio, al grido di "Vergogna, dimettiti" parlamentari, componenti della segreteria e semplici cittadine, hanno manifestato davanti palazzo Chigi.

"Berlusconi fa male al Paese e soprattutto fa male alle donne" ha detto Rosy Bindi, "calpesta la dignità del Paese ma soprattutto quella delle donne, che da lui sono ridotte a merce di scambio. Dovrebbe ricordare che esistono donne che hanno tanti problemi di cui il governo non si occupa, ma anche tanti talenti".

Dietro lo striscione a piazza Colonna hanno manifestato anche Roberta Agostini, Barbara Pollastrini, Marianna Madia, Anna Paola Concia, Francesca Puglisi, Marina Sereni, Pina Picierno, Silvia Velo, Laura Froner, Sabina Rossa, Rosa Calipari, Ileana Argentin, Sesa Amici, Giovanna Melandri, Livia Turco.

(FIRMA L'APPELLO PER LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI)

Torna anche nel 2011 il progetto "Amici senza frontiere", promosso dalla "Misericordia" per l'accoglienza dei bambini bielorussi

Si rinnova anche nel 2011 l'esperienza di accoglienza dei bambini bielorussi provenienti dalle aree contaminate dalla fuga radioattiva di Chernobyl, denominata "Amici senza Frontiere". Scopo dell'iniziativa è quello di offrire ai bambini e agli adolescenti che verranno accolti, un periodo di vacanza a fini terapeutici per prevenire i possibili danni alla salute provocati dalla contaminazione radioattiva. Protagonista di questa iniziativa è la Fraternita di Misericordia casolana, che con la partecipazione di famiglie casolane, accoglierà i giovani ospiti per l'intero mese di luglio.
Per informazioni e per segnalare la propria disponiblità a ospitare i bambini, si può contattare la Misericordia al numero 0546 73180. Le adesioni sono aperte fino al 15 febbraio 2011.

"L'uomo che verrà" al Cinema Senio il 27 gennaio, in occasione della "Giornata della Memoria"

Il Comune di Casola Valsenio, l'ANPI di Casola Valsenio e l'Associazione culturale CineSenio organizzano, govedì 27 gennaio 2011 - in occasione della "Giornata della Memoria" - organizzano la proiezione del film "L'Uomo che verrà".
Il film prodotto in Italia nel 2009, con la regia di Giorgio Diritti e la partecipazione di Claudio Casadio, Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Vito, Tom Sommerlate, Eleonora Mazzoni, Raffaele Zabban, Orfeo Orlando e Diego Pagotto, racconta le drammatiche vicende della strage nazista di Marzabotto nel 1944, durante la seconda Guerra mondiale.