E’ capitato a Cesena, ma ve lo raccontiamo lo stesso. Sabato scorso il Partito Democratico cesenate, nei banchetti dove si raccolgono le firme per le dimissioni di Berlusconi, distribuiva bandiere tricolori da esporre nelle case il 17 marzo, in segno di festa per il 150° anniversario dell’unità d’Italia.
C’è chi non ha apprezzato l’iniziativa e ha affidato la sua “indignazione” a una nota ripresa per intero da “La Voce” di stamani.
E sapete chi si è indignato? Niente meno che la capogruppo della Lega Nord (!!!), Antonella Celletti. Lei, che sta in un partito che il tricolore lo vorrebbe usare come carta igienica e che considera il 17 marzo (parola di Calderoli) un giorno di lutto, ha gridato alla strumentalizzazione, al tentativo della sinistra di appropriarsi della bandiera italiana.
Ma ci faccia il piacere!
E poi, perché agitarsi tanto?! Lo distribuisca anche lei, il tricolore!
Chi glielo impedisce?
(nella foto: Lucia Masarotto di Venezia, è la donna che ogni anno, dal 1997, esponendo il Tricolore alla propria finestra sfida la Lega che di fronte a casa sua celebra la "Festa dei Popoli Padani". «Il tricolore lo metta al cesso, signora!», le gridò Bossi, seguito da un «Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore».)
martedì 1 marzo 2011
Una legge regionale per prevenire l'infiltrazione del crimine organizzato e mafioso e per promuovere la legalità
La Giunta regionale ha approvato un progetto di legge per "l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile” che ha come obiettivo quello di prevenire l’infiltrazione e il radicamento mafioso in Emilia-Romagna. Il progetto, pensato insieme ad enti locali e associazioni promuove una serie di interventi di prevenzione e contrasto come la realizzazione di un osservatorio sul fenomeno criminale, nuovi meccanismi per permettere ai Comuni di utilizzare i beni confiscati alla mafia, collaborazioni con forze dell’ordine, scuole e volontariato.
Tra le novità anche l’istituzione il 21 marzo della “giornata regionale in ricordo delle vittime delle mafie e per la promozione della cittadinanza responsabile” e l’adesione della Regione all’associazione Avviso pubblico.
Il testo affiancherà la nuova legge per la disciplina degli appalti pubblici (legge regionale 11/2010) che semplifica le normative del settore riducendo le pratiche cartacee e l’uso indiscriminato del massimo ribasso d’asta negli appalti, aumenta i controlli nei cantieri anche con l’utilizzo di tecnologie informatiche per segnalare appalti nei quali possano annidarsi fenomeni di infiltrazione mafiosa, lavoro irregolare e usura.
Tra le novità anche l’istituzione il 21 marzo della “giornata regionale in ricordo delle vittime delle mafie e per la promozione della cittadinanza responsabile” e l’adesione della Regione all’associazione Avviso pubblico.
Il testo affiancherà la nuova legge per la disciplina degli appalti pubblici (legge regionale 11/2010) che semplifica le normative del settore riducendo le pratiche cartacee e l’uso indiscriminato del massimo ribasso d’asta negli appalti, aumenta i controlli nei cantieri anche con l’utilizzo di tecnologie informatiche per segnalare appalti nei quali possano annidarsi fenomeni di infiltrazione mafiosa, lavoro irregolare e usura.
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Sabato 5 marzo, gran veglione mascherato
L'AVIS comunale di Casola Valsenio e Hill Party Staff fanno le cose in grande. Sabato 5 marzo nella sala Don Guidani, organizzano il "Veglione mascherato di Carnevale", con un programma che prevede alle ore 21.00 musica da ballo romagnola con l'orchestra "Cesare Live Group" e dalle ore 0.30 musica da discoteca con i DJ Turro e Lele.Nel corso della serata - che si svolge con il patrocinio dell'Amministrazione comunale - verranno premati, la maschera singola, la coppia e il gruppo "più belli".
E' possibile la prenotazione dei tavoli presso la tabaccheria di Stefania Cantagalli (Via Marconi).
Per info: 3399405099
Tesi di dottorato copiata. Si dimette (!!!) ministro tedesco
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| Il ministro tedesco Guttenberg |
L'esponente CSU (i cristiano-democratici bavaresi alleati della CDU) avrebbe già - secondo Bild - presentato le dimissioni alla «Cancelliera» Angela Merkel. Anche l'Ufficio di presidenza federale è stato informato delle intenzioni di Guttenberg. Il politico bavarese, 39 anni, ha convocato una conferenza stampa alle 11.15 presso il ministero della Difesa a Berlino.
In Italia, a qualcuno stanno fischiando le orecchie?
lunedì 28 febbraio 2011
Seminare il futuro: un convegno a Riolo Terme sull'esperienza e le prospettive del Programma di Sviluppo Rurale
L'esperienza fin qui realizzata nella gestione del Programma di Sviluppo Rurale 2007/13 e le prospettive e gli obiettivi del prossimo triennio, sono al centro di un convegno organizzato mercoledì 2 marzo, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 a Riolo Terme (Sala San Giovanni), dalla Provincia di Ravenna e dall'Unione dei Comuni montani.Verranno inoltre presentate le attività di comunicazione e animazione territoriale previste dalla misura 341, finalizzate a diffondere sul territorio ravennate le informazioni sul Programma e in particolare sull’Asse 3.
All'incontro parteciperanno, tra gli altri, l'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni, l'assessore provinciale all'Agricoltura Libero Asioli, il Sindaco di Casola Valsenio Nicola Iseppi.
(scarica il programma dell'incontro)
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Sulle "quote latte" rischiamo una forte sanzione dell'Europa. Sarà una nuova ‘Bossi-tax’ per gli italiani
Se la Commissione europea aprirà una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia sarà colpa del Governo e, prima ancora della Lega Nord, che con il solito cinismo farà ricadere sugli italiani una nuova ‘Bossi-tax'. E non possiamo dimenticare che i furbetti delle "quote latte" sono già costati al bilancio dello Stato circa 4,4 miliardi di euro.
Il portavoce del commissario europeo Ciolos ha chiesto chiarimenti in merito alla proroga delle multe delle "quote latte", contenuta nel milleproroghe, come primo passo di una possibile procedura di infrazione al nostro Paese.
La crisi del settore lattiero-caseario è particolarmente grave e non si affronta con le furberie, che hanno sempre le gambe corte. Del resto a nessun italiano, tantomeno agli agricoltori poteva venire in mente che la misura prioritaria adottata dal Governo per affrontare la crisi del settore agroalimentare poteva essere rappresentata dalla proroga delle multe degli allevatori splafonatori.
Il Partito Democratico aveva presentato un pacchetto di emendamenti, tutti bocciati, che affrontavano le tante emergenze del settore primario, a cominciare dal caro gasolio il cui eccessivo costo rischia di pesare ancor più negativamente sui bilanci delle nostre aziende agricole oggi particolarmente in difficoltà.
Il Partito Democratico aveva presentato un pacchetto di emendamenti, tutti bocciati, che affrontavano le tante emergenze del settore primario, a cominciare dal caro gasolio il cui eccessivo costo rischia di pesare ancor più negativamente sui bilanci delle nostre aziende agricole oggi particolarmente in difficoltà.
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Afghanistan: riflessione seria in Parlamento e non un voto che lavi la coscienza
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Afghanistan: dolore per l'uccisione di un militare in un agguato
"Con dolore apprendo di un'altra morte di un militare italiano in Afghanistan resa ancora più crudele dalla circostanza che l'agguato che ha colpito il tenente Massimo Ranzani era rivolto ad un convoglio di ritorno da una missione umanitaria e non militare. Alla famiglia Ranzani esprimo, a mio nome e di tutti i deputati del PD, la più sincera partecipazione e vicinanza con la consapevolezza che i nostri militari, impegnati nell'opera di ricostruzione di una convivenza civile e dell'avvio di una piena vita democratica in Afghanistan, non possono essere lasciati soli in questo difficile compito". Lo ha detto Dario Franceschini, presidente dei deputati del PD.
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Pace e lotta al terrorismo
domenica 27 febbraio 2011
Scarica il modulo. Dai una mano per raccogliere altre firme
Continueremo ad andare in piazza Oriani per raccogliere altre firme per le dimissioni di Berlusconi fino a domenica 6 marzo. A tutti chiediamo di dare una mano per aggiungere altre firme.
Cliccando qui si può scaricare il modulo per la raccolta delle firme: stampatelo e chiedete a amici, conoscenti, famigliari, colleghi di lavoro di firmare.
Le firme raccolte potete consegnarle in Piazza Oriani la domenica mattina o lasciarle nella cassetta postale del Circolo PD in Piazza Oriani 11.
Cliccando qui si può scaricare il modulo per la raccolta delle firme: stampatelo e chiedete a amici, conoscenti, famigliari, colleghi di lavoro di firmare.
Le firme raccolte potete consegnarle in Piazza Oriani la domenica mattina o lasciarle nella cassetta postale del Circolo PD in Piazza Oriani 11.
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Appuntamenti Democratici
sabato 26 febbraio 2011
Mercoledì 2 marzo, riunione del Comitato direttivo
Mercoledì 2 marzo alle ore 20.45, nella sede di P.zza Oriani 11, riunione del Comitato direttivo del Circolo PD di Casola Valsenio, con il seguente ordine del giorno:
1) Valutazione delle proposte per il candidato del PD al Consiglio provinciale nel collegio di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme;
2) Programmazione delle attività politiche della campagna elettorale per le elezioni provinciali (maggio 2011);
3) Programmazione delle attività politico-culturali del circolo da organizzare nel breve periodo;
4) Comunicazione dei consiglieri e degli amministratori del PD nel Comune di Casola Valsenio;
5) Analisi della situazione politica locale e nazionale.
1) Valutazione delle proposte per il candidato del PD al Consiglio provinciale nel collegio di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme;
2) Programmazione delle attività politiche della campagna elettorale per le elezioni provinciali (maggio 2011);
3) Programmazione delle attività politico-culturali del circolo da organizzare nel breve periodo;
4) Comunicazione dei consiglieri e degli amministratori del PD nel Comune di Casola Valsenio;
5) Analisi della situazione politica locale e nazionale.
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Riunioni del Comitato direttivo
Altre vergogne
"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire di non essere costretti a mandarli a scuola in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori".
Lo ha detto il Presidente del Consiglio (?!) Silvio Berlsuconi, oggi al congresso dei "Cristiano Riformisti".
Non ci si può certo meravigliare se, con uno così, siamo su tutti i carri di carnevale del mondo.
Lo ha detto il Presidente del Consiglio (?!) Silvio Berlsuconi, oggi al congresso dei "Cristiano Riformisti".
Non ci si può certo meravigliare se, con uno così, siamo su tutti i carri di carnevale del mondo.
Vergogna! Lega Nord e PdL tagliano i fondi per curare i malati di tumore per darli agli allevatori disonesti
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| Il senatore Ignazio Marino (PD) |
"Per questa norma gli italiani devono ringraziare la Lega Nord che ha deciso di tutelare alcuni allevatori-evasori anche a costo di decurtare le risorse per malattie gravissime tumorali. E' bene che i cittadini che hanno votato per la Lega aprano gli occhi e sappiano di quali scelte e' capace il partito che li rappresenta. Tra gli evasori e i malati, la Lega Nord ha scelto. Loro tutelano i primi, gli ammalati di cancro si arrangino''.
''E' un colpo di mano ignobile che certamente si sperava passasse sotto silenzio. Questa decisione metterà a rischio il diritto alle cure di molti malati terminali in un paese in cui la qualità delle cure e dell'assistenza è già fortemente disomogenea, segnata nelle realtà più difficili da gravi inefficienze e mancanza di risorse''.
''Se a questa norma aggiungiamo quella che impone la schedatura delle donne che ricorrono alla procreazione assistita - con una violazione delle norme sulla privacy che non ha giustificazione - ecco che vediamo chiaramente quanto questo governo abbia a cuore i diritti fondamentali degli italiani''.
Guardate la realtà
«Un esodo biblico come non si era mai visto» (Roberto Maroni, ministro dell'Interno, 11 febbraio 2011).
«Ci aspetta un esodo biblico: 200-300.000 immigrati» (Franco Frattini, ministro degli Esteri, 22 febbraio 2011).
Due dichiarazioni quasi identiche, ma ispirate da situazioni diverse: quella di Maroni è precedente all'esplosione della Libia (e si riferisce allo sbarco a Lampedusa di poche migliaia di tunisini), quella di Frattini è successiva.
Verrebbe da dire che il concetto di “esodo biblico” nel nostro governo è molto elastico. La verità, purtroppo, è che anni e anni di cultura dell'emergenza hanno stravolto il significato di molte parole. E adesso che l'emergenza rischia di diventare serissima, le parole si prendono la loro giusta vendetta.
Faceva quasi tenerezza ieri sentire il ministro dell'Interno invocare la solidarietà dell'Europa e chiedere la realizzazione di un sistema continentale per l'asilo. Ma non avevamo risolto tutto da soli con la collaborazione dell'amico Gheddafi? Dove sono finiti i proclami che fino a pochi mesi fa dichiaravano “sconfitta” l’emergenza-immigrazione? E quelle risposte sprezzanti che venivano date ai noi “buonisti” quando denunciavamo i campi di tortura libici?
Per esigenze di pura propaganda per anni si è presentato come un'emergenza - biblica naturalmente – il flusso migratorio via mare (che rappresentava meno del 10 per cento degli ingressi irregolari in Italia). Ancora per esigenze di propaganda (con gli immigrati bisogna essere “cattivi”, ricorda ministro?) si è dissipata la credibilità della quale, nonostante tutto, ancora godevano nelle ex colonie. E infatti alla lunga lista delle vicende che hanno fatto precipitare la nostra credibilità internazionale si ora è aggiunta la totale incapacità della nostra intelligence di immaginare quel che stava per accadere in Libia. Del resto (l'incredibile Frattini al Corriere della Sera di ieri) «a parte Gheddafi non conosciamo nessun altro. Nessun altro politico, partito. E adesso ci è impossibile immaginare un futuro».
In effetti anche per noi è molto difficile, perché terrorizzante, pensare al futuro in presenza di un tale ministro degli Esteri, ma vogliamo farlo, ostinatamente, se non altro per limitare la quantità di macerie che dovremo raccogliere quando con Berlusconi sarà partito per Antigua. E dunque, un suggerimento: continuate così, abbassate le orecchie, ascoltate le organizzazioni umanitarie, i demografi, gli economisti. E soprattutto fate lo sforzo di spostare lo sguardo verso la realtà. Non è difficile: le foto dei massacri parlano chiaro. Dall'altra parte del nostro mare sta accadendo qualcosa di enorme. Non si sa come andrà a finire (col consueto senso dell'opportunità ieri il nostro premier, mentre giungevano le prime cifre dello sterminio, ha sostituito l'emergenza biblica con quella coranica) ma si sa benissimo quel che non deve succedere. Condannate senza mezzi termini il lestofante che avete osannato, attrezzate il Paese per dare asilo a chi lo combatte, mettete l’Italia in prima fila tra gli stati dell’Occidente che sostengono questa rivolta democratica. Fate almeno finta di credere che i diritti umani sono universali. Se non altro perché, in questo momento, conviene anche a voi.
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Politica estera
Libia: l'Italia e l'Europa devono aiutare chi combatte per la libertà
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| Una donna libica con i colori della bandiera abolita da Gheddafi dopo il colpo di stato del 1969 |
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Camusso: «I soldi del premier tassati al 12%. Perché sui nostri stipendi tasse al 30%?»
Giustizia fiscale e sociale: l'ha chiesta la leader CGIL Susanna Camusso durante il comizio nel corso del quale ha chiesto le dimissioni di Silvio Berlusconi. «Ieri - ha sottolineato Camusso - il presidente del Consiglio ha ricevuto le cedole delle sue aziende e le ha distribuite alla sua famiglia, questo è legittimo; ma perché quei soldi sono tassati al 12% e le nostre retribuzioni al 30%? Chi è ricco continua ad arricchirsi mentre chi è povero continua a impoverirsi».
Riguardo al decreto 'mille proroghe', Camusso ha detto che «per garantire le quote latte a qualche allevatore leghista si tolgono le risorse per curare chi è malato di tumore».
Intanto, ha continuato la segretaria nazionale della CGIL, «dal Consiglio dei ministri viene la necessità di mettere mano alla giustizia: processo breve, lotta alle intercettazioni, immunità, che hanno a che fare con la condizione personale del presidente del Consiglio». «Ma non c'è solo uno che difende sè stesso - ha rilevato - c'è un governo che dice che si deve abolire la libertà di stampa», mentre «la criminalità organizzata influisce sul governo e sull'economia». «L'idea è mettere il bavaglio al Paese - ha concluso - ma non ci imbavaglieranno, perchè parliamo della vita concreta delle persone».
Riguardo al decreto 'mille proroghe', Camusso ha detto che «per garantire le quote latte a qualche allevatore leghista si tolgono le risorse per curare chi è malato di tumore».
Intanto, ha continuato la segretaria nazionale della CGIL, «dal Consiglio dei ministri viene la necessità di mettere mano alla giustizia: processo breve, lotta alle intercettazioni, immunità, che hanno a che fare con la condizione personale del presidente del Consiglio». «Ma non c'è solo uno che difende sè stesso - ha rilevato - c'è un governo che dice che si deve abolire la libertà di stampa», mentre «la criminalità organizzata influisce sul governo e sull'economia». «L'idea è mettere il bavaglio al Paese - ha concluso - ma non ci imbavaglieranno, perchè parliamo della vita concreta delle persone».
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Faccia tosta e acume
Oggi pomeriggio alla Vetriceramici si parla di economia, di lavoro, di energie rinnovabili, a partire dall’esperienza di un’azienda nata e cresciuta a Casola, che ha reagito alla crisi, che ha saputo competere e affermarsi in Italia e all’estero.
E a parlarne, insieme agli imprenditori della Vetriceramici e agli imprenditori casolani, c’è la Regione con l’Assessore Muzzarelli e ci sono le istituzioni locali, il Comune e la Provincia di Ravenna, rappresentati rispettivamente dal Sindaco Iseppi e dal Vice Presidente e Assessore alle attività produttive, Claudio Casadio.
Anche il PdL casolano ha dato “rilievo” all’iniziativa.
Così: “Come sempre il PD casolano mescola e confonde le funzioni istituzionali con il partito e così sabato prossimo il Comune organizza un incontro pubblico esclusivamente per un comizio elettorale del candidato del PD, Casadio”.
Complimenti, veramente complimenti …per la faccia tosta e per l’acume.
E a parlarne, insieme agli imprenditori della Vetriceramici e agli imprenditori casolani, c’è la Regione con l’Assessore Muzzarelli e ci sono le istituzioni locali, il Comune e la Provincia di Ravenna, rappresentati rispettivamente dal Sindaco Iseppi e dal Vice Presidente e Assessore alle attività produttive, Claudio Casadio.
Anche il PdL casolano ha dato “rilievo” all’iniziativa.
Così: “Come sempre il PD casolano mescola e confonde le funzioni istituzionali con il partito e così sabato prossimo il Comune organizza un incontro pubblico esclusivamente per un comizio elettorale del candidato del PD, Casadio”.
Complimenti, veramente complimenti …per la faccia tosta e per l’acume.
Fisco 20-20-20. La Camera ha approvato le proposte del PD ma il Governo è latitante
Il 22 dicembre 2010 la Camera dei Deputati ha approvato la mozione proposta dal PD che impegna il Governo a realizzare una riforma fiscale equa, per far pagare meno le famiglie, sostenere le imprese e far crescere l’economia. Tre principi su tutti:
1) Un euro di reddito da lavoro non deve essere tassato più di un euro tratto dalla rendita;
2) Ogni euro recuperato dalla lotta all’evasione deve servire a ridurre le tasse;
3) Una riforma a costo zero che non tocca i conti pubblici.
Ma ancora una volta il Governo non rispetta gli impegni presi in Parlamento.
Un motivo in più per chiederne le dimissioni.
(scarica il volantino con le proposte del PD)
1) Un euro di reddito da lavoro non deve essere tassato più di un euro tratto dalla rendita;
2) Ogni euro recuperato dalla lotta all’evasione deve servire a ridurre le tasse;
3) Una riforma a costo zero che non tocca i conti pubblici.
Ma ancora una volta il Governo non rispetta gli impegni presi in Parlamento.
Un motivo in più per chiederne le dimissioni.
(scarica il volantino con le proposte del PD)
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I soliti pataccari
Ovvero, una storia in stile centrodestra (PdL – Lega Nord). Il "caso" della circonvallazione di Castel Bolognese
Il sottosegretario ai Trasporti Mantovani (PdL) aveva annunciato nell’ottobre scorso, in un’iniziativa di partito e prima che ne fosse stata data comunicazione agli enti locali interessati, che "la variante di Castel Bolognese è stata inserita nella proposta programmatica dell'Anas all'interno del Piano 2010-2015 con appaltabilità prevista nel 2012 per un importo complessivo pari a 33.350.000 euro".
E subito il consigliere regionale Gianguido Bazzoni (PdL) si appuntava la medaglia al petto, vantando non si sa bene quali meriti.
In quell’occasione i consiglieri regionali PD, Fiammenghi e Mazzotti, ricordavano agli esponenti del PdL che è stato il Comune di Castel Bolognese che “nella latitanza dell'Anas, ha finanziato con fondi propri il progetto per la variante e che i cittadini sono mobilitati da anni per veder finalmente realizzata questa fondamentale infrastruttura. Qui anche il consigliere Bazzoni può stare tranquillo: non c'è nulla da vigilare. Se il Governo finanzia l'Anas per l'esecuzione dei progetti che in provincia di Ravenna attendiamo da anni, noi siamo sol che contenti. Nell'attesa, ovvia, di vedere gli atti necessari approvati dalle autorità competenti".
Sapete come è andata a finire? Come al solito… da quando a governare è il centrodestra (PdL – Lega Nord): senza risorse e senza un nulla di fatto. In altre parole, quelle di Mantovani …e di Bazzoni, erano patacche.
“L'Anas non ha idea di quando potranno essere finanziati i lavori per la variante di Castel Bolognese e per quella di Alfonsine (località Taglio Corelli). Tutto ciò per carenza di risorse finanziarie e, aggiungiamo noi, per la ormai cronica mancanza di una corretta programmazione in campo infrastrutturale. Purtroppo, le affermazioni trionfalistiche del consigliere regionale PdL, Gianguido Bazzoni, si sono rivelate una clamorosa patacca. Diciamo ‘purtroppo', pensando ai problemi della nostra comunità, perché saremmo stati ben felici di sapere che questi interventi avevano adeguata copertura finanziaria". Così i consiglieri regionali PD, Mario Mazzotti e Miro Fiammenghi, hanno commentato la risposta dell'Assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri, in merito ad una interrogazione da loro presentata all'indomani delle disinvolte dichiarazioni dello stesso Gianguido Bazzoni, secondo il quale i soldi per le varianti erano pronti.
Sulla circonvallazione di Castel Bolognese, l’Assessore Peri ha puntualizzato la situazione: "E' stato redatto il progetto preliminare da parte del Comune di Castel Bolognese con risorse proprie, ma non è ipotizzabile la sua approvazione finché non verrà approvato il nuovo Piano degli investimenti ANAS. Tale opera, anche grazie alla continua attenzione e sollecitudine della Regione, è stata inserita dall'ANAS nella proposta programmatica di nuovo piano".
“Purtroppo - ha concluso Peri - la mancanza di risorse finanziarie condiziona pesantemente non solo la realizzazione ma anche la programmazione degli interventi e attualmente, alla luce di tale mancanza di disponibilità da parte del Governo, non si è in grado di prevedere le reali capacità di spesa dell'ANAS per gli interventi già previsti nel Piano vigente, né tanto meno le tempistiche per la predisposizione del nuovo Piano pluriennale".
Lavoro, energia, territorio: l'esperienza di Vetriceramici
Sabato 26 febbraio alle ore 16,00 presso la Vetriceramici SpA (Stabilimento B, Via del Senio 3) si terrà un incontro pubblico organizzato dal Comune di Casola Valsenio in collaborazione con la Vetriceramici.
Il tema dell'incontro sarà "Lavoro, ambiente, territorio. Vetriceramici dal locale al globale".
Interverrano, Nicola Iseppi (Sindaco di Casola Valsenio), l'On. Gabriele Albonetti, Gian Carlo Muzzarelli (Assessore Regionale alle attività produttive e piano energetico), Claudio Casadio (Vice Presidente della Provincia di Ravenna). Interverranno inoltre Sergio Zannoni e Gianfranco Padovani, rispettivamente Presidente e vice Presidente della Vetriceramici SpA.
Si tratta di un'occasione importante per analizzare la situazione imprenditoriale e occupazionale del Comune, della Provincia e della Regione e approfondire il ruolo del Piano Energetico regionale e le opportunità che ne possono derivare per il sistema economico e produttivo locale.
Il tema dell'incontro sarà "Lavoro, ambiente, territorio. Vetriceramici dal locale al globale".
Interverrano, Nicola Iseppi (Sindaco di Casola Valsenio), l'On. Gabriele Albonetti, Gian Carlo Muzzarelli (Assessore Regionale alle attività produttive e piano energetico), Claudio Casadio (Vice Presidente della Provincia di Ravenna). Interverranno inoltre Sergio Zannoni e Gianfranco Padovani, rispettivamente Presidente e vice Presidente della Vetriceramici SpA.
Si tratta di un'occasione importante per analizzare la situazione imprenditoriale e occupazionale del Comune, della Provincia e della Regione e approfondire il ruolo del Piano Energetico regionale e le opportunità che ne possono derivare per il sistema economico e produttivo locale.
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giovedì 24 febbraio 2011
Nel PD scelgono gli iscritti e gli elettori. E nel PdL chi sceglie?
Un po’ di sarcasmo a buon mercato, una punta di disprezzo: questo il modo con cui anche il PdL casolano aveva liquidato il valore e il significato delle “elezioni primarie” che il PD e il centrosinistra hanno indicato come lo strumento di selezione delle candidature alle cariche istituzionali (…e nel caso del PD anche per l’elezione del Segretario nazionale e dei Segretari regionali).
Lo strumento “primarie” è certo migliorabile ed è certamente vero che in alcuni casi i candidati del PD sono stati battuti da candidati indipendenti o indicati da altri partiti del centrosinistra. La democrazia prevede che si possa vincere o perdere, dov'è la stranezza?
Ma in tutti i casi hanno deciso gli elettori con una partecipazione comunque ampia, certamente molto più ampia di quanto possa accadere nel chiuso di una stanza, tra poche persone. E in tutti i casi, che fosse un candidato del PD o di un altro partito a prevalere, chi ha vinto le primarie è sempre stato sostenuto dal PD.
Da questo metodo non torniamo indietro. Le primarie, la partecipazione democratica di elettori e iscritti per scegliere i candidati a Sindaco o a Presidente, è un'opportunità che il PD mette a disposizione dei propri iscritti e elettori, ed è parte dell’identità, del modo di essere del Partito Democratico e della sua concezione della politica.
Lo spettacolo che il PdL sta dando, invece, è ben diverso. A Ravenna il PD e il centrosinistra hanno un candidato Presidente della Provincia, Claudio Casadio, indicato con il voto di 15.000 persone. A Bologna il centrosinistra e il PD hanno un programma condiviso e un candidato a Sindaco, eletto con il voto di migliaia di elettori e elettrici.
Il PdL a poche settimane dal voto non solo non ha ancora un candidato nella Provincia di Ravenna e nel Comune di Bologna, ma a Bologna ne ha segati almeno una dozzina, a partire da Mazzuca, Cazzola, ecc.
E miglior figura non la sta certo facendo la Lega Nord, che non ha saputo proporre ancora nulla.
Ma la domanda che viene spontaneo rivolgere a questi “liberali” e campioni di democrazia, è… chi deciderà il candidato Presidente della Provincia di Ravenna e il Sindaco di Bologna del centrodestra? Alcuni notabili nel chiuso di una stanza? O il capo, che da Roma o da Arcore imporrà un nome? Ma ai vostri elettori quando avrete il coraggio e la decenza di chiedere qualcosa?
Ecco, anche in questo caso non è certo il centrodestra che può darci lezione.
Lo strumento “primarie” è certo migliorabile ed è certamente vero che in alcuni casi i candidati del PD sono stati battuti da candidati indipendenti o indicati da altri partiti del centrosinistra. La democrazia prevede che si possa vincere o perdere, dov'è la stranezza?
Ma in tutti i casi hanno deciso gli elettori con una partecipazione comunque ampia, certamente molto più ampia di quanto possa accadere nel chiuso di una stanza, tra poche persone. E in tutti i casi, che fosse un candidato del PD o di un altro partito a prevalere, chi ha vinto le primarie è sempre stato sostenuto dal PD.
Da questo metodo non torniamo indietro. Le primarie, la partecipazione democratica di elettori e iscritti per scegliere i candidati a Sindaco o a Presidente, è un'opportunità che il PD mette a disposizione dei propri iscritti e elettori, ed è parte dell’identità, del modo di essere del Partito Democratico e della sua concezione della politica.
Lo spettacolo che il PdL sta dando, invece, è ben diverso. A Ravenna il PD e il centrosinistra hanno un candidato Presidente della Provincia, Claudio Casadio, indicato con il voto di 15.000 persone. A Bologna il centrosinistra e il PD hanno un programma condiviso e un candidato a Sindaco, eletto con il voto di migliaia di elettori e elettrici.
Il PdL a poche settimane dal voto non solo non ha ancora un candidato nella Provincia di Ravenna e nel Comune di Bologna, ma a Bologna ne ha segati almeno una dozzina, a partire da Mazzuca, Cazzola, ecc.
E miglior figura non la sta certo facendo la Lega Nord, che non ha saputo proporre ancora nulla.
Ma la domanda che viene spontaneo rivolgere a questi “liberali” e campioni di democrazia, è… chi deciderà il candidato Presidente della Provincia di Ravenna e il Sindaco di Bologna del centrodestra? Alcuni notabili nel chiuso di una stanza? O il capo, che da Roma o da Arcore imporrà un nome? Ma ai vostri elettori quando avrete il coraggio e la decenza di chiedere qualcosa?
Ecco, anche in questo caso non è certo il centrodestra che può darci lezione.
In difesa della castanicoltura, un programma di lotta biologica alla “vespa cinese”
I Comuni dell’Unione montana hanno organizzato il 22 febbraio, nella sede di Fognano, un incontro per definire le strategie di contrasto alla diffusione della “vespa cinese” (Cinipide del castagno) nei castagneti del nostro territorio.
Oltre ai rappresentanti dei Comuni, erano presenti i rappresentanti della Provincia di Ravenna, del Corpo Forestale dello Stato, delle Organizzazioni professionali agricole, del Consorzio dei castanicoltori “Tre Valli”. Nell’occasione i tecnici del Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna hanno illustrato le caratteristiche biologiche dell’insetto, le implicazioni di ordine ecologico e le possibili ricadute economiche sulla produzione di castagne e marroni.
Nel dibattito sono stati esaminati gli aspetti normativi, le prescrizioni fitosanitarie, le indicazioni tecnico-operative per i castanicoltori ed è stato chiarito che per il controllo delle infestazioni si fa affidamento sull’applicazione di sistemi di lotta biologica con la progressiva introduzione nell’ambiente di un antagonista parassitoide specifico (Torymus sinensis).
Il programma di intervento prevede una capillare opera di informazione verso gli operatori del settore e l’individuazione di un castagneto che, per ubicazione e caratteristiche vegetative, risulti adatto per un primo rilascio di parassitoidi da effettuarsi entro la primavera 2011. L’impegno poi, nel medio periodo, è quello di attivare un progetto complessivo di lotta biologica contro i principali fitofagi del castagno.
Oltre ai rappresentanti dei Comuni, erano presenti i rappresentanti della Provincia di Ravenna, del Corpo Forestale dello Stato, delle Organizzazioni professionali agricole, del Consorzio dei castanicoltori “Tre Valli”. Nell’occasione i tecnici del Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna hanno illustrato le caratteristiche biologiche dell’insetto, le implicazioni di ordine ecologico e le possibili ricadute economiche sulla produzione di castagne e marroni.
Nel dibattito sono stati esaminati gli aspetti normativi, le prescrizioni fitosanitarie, le indicazioni tecnico-operative per i castanicoltori ed è stato chiarito che per il controllo delle infestazioni si fa affidamento sull’applicazione di sistemi di lotta biologica con la progressiva introduzione nell’ambiente di un antagonista parassitoide specifico (Torymus sinensis).
Il programma di intervento prevede una capillare opera di informazione verso gli operatori del settore e l’individuazione di un castagneto che, per ubicazione e caratteristiche vegetative, risulti adatto per un primo rilascio di parassitoidi da effettuarsi entro la primavera 2011. L’impegno poi, nel medio periodo, è quello di attivare un progetto complessivo di lotta biologica contro i principali fitofagi del castagno.
martedì 22 febbraio 2011
Ops! Nei sondaggi Bersani batte Berlusconi di sette punti
Disposto a tutto non pur di non andare al voto perché i sondaggi stavolta raccontano un’altra storia: Silvio Berlusconi perderebbe le elezioni inchiodato a percentuali che per la prima volta segnano il crollo dei consensi tra gli elettori. Questo dice l’indagine effettuata da Renato Mannheimer e illustrata ieri a Porta a Porta. Al centrosinistra guidato da Bersani andrebbe il 36% dei consensi, fermando Berlusconi al 29 se a guidare il terzo polo fosse Casini, che si attesterebbe al 15%, mentre il centrosinistra guidato da Bersani avrebbe il 39% e il centrodestra guidato da Berlusconi solo il 30% se a guidare i terzisti fosse Fini. «È la prima volta da mesi che il centrosinistra dimostra di avere delle possibilità», nota Mannheimer.
Conferme del cambio di vento arrivano anche da un sondaggio riservato, arrivato da pochi giorni nei cassetti del Nazareno, effettuato dalla Ipsos subito dopo la manifestazione del 13. Se si dovesse andare oggi al voto il 26,2% degli intervistati sceglierebbe il Pd, il 9,3% Sel e il 6,2 l’Idv, mentre il 28% voterebbe Pdl, l’11,4% Lega, il 6 l’Udc e il 5% Fli. Dati confortanti soprattutto dopo l’affossamento della santa alleanza da parte di Casini: Pd, Sel e Idv potrebbero farcela senza ulteriori allargamenti.
Conferme del cambio di vento arrivano anche da un sondaggio riservato, arrivato da pochi giorni nei cassetti del Nazareno, effettuato dalla Ipsos subito dopo la manifestazione del 13. Se si dovesse andare oggi al voto il 26,2% degli intervistati sceglierebbe il Pd, il 9,3% Sel e il 6,2 l’Idv, mentre il 28% voterebbe Pdl, l’11,4% Lega, il 6 l’Udc e il 5% Fli. Dati confortanti soprattutto dopo l’affossamento della santa alleanza da parte di Casini: Pd, Sel e Idv potrebbero farcela senza ulteriori allargamenti.
lunedì 21 febbraio 2011
Il PD in piazza per la Libia: fermare la violenza, aiutare la democrazia
In queste ore, in Libia, si stanno consumando momenti drammatici. Il paese è ad un passo dalla guerra civile. E Muammar Gheddafi, 69 anni e è attualmente irreperibile.
Il Partito democratico ha promosso per domani a Roma, presso piazza del Pantheon, alle ore 18.30, un sit-in per chiedere di fermare la repressione in Libia e l’avvio di una nuova fase democratica. L'iniziativa intende incalzare il governo italiano perché assuma le responsabilità che ci competono, uscendo dal penoso stallo e dall’imbarazzante silenzio in cui si trova. Domani diremo la nostra, manca la voce dell'Italia.
All'iniziativa parteciperà il segretario nazionale del PD Pier Luigi Bersani, il Presidente dell'Assemblea nazionale, Rosy Bindi, i capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, militanti, dirigenti e parlamentari del PD.
Il Partito democratico ha promosso per domani a Roma, presso piazza del Pantheon, alle ore 18.30, un sit-in per chiedere di fermare la repressione in Libia e l’avvio di una nuova fase democratica. L'iniziativa intende incalzare il governo italiano perché assuma le responsabilità che ci competono, uscendo dal penoso stallo e dall’imbarazzante silenzio in cui si trova. Domani diremo la nostra, manca la voce dell'Italia.
All'iniziativa parteciperà il segretario nazionale del PD Pier Luigi Bersani, il Presidente dell'Assemblea nazionale, Rosy Bindi, i capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, militanti, dirigenti e parlamentari del PD.
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domenica 20 febbraio 2011
Anche il popolo della Libia chiede libertà e Gheddafi scatena una repressione brutale. I Democratici italiani sono con il popolo, e il Governo con chi sta? Cosa fa?
La scintilla tunisina sta infiammando il medio-oriente e il nord Africa. Le rivolte popolari che chiedono libertà e democrazia, riforme sociali ed economiche, si sono estese dalla Tunisia all’Egitto, al Bahrain, allo Yemen, a Djibuti e alla Libia. E proprio in Libia il colonnello Muammar Gheddafi pur di difendere il proprio potere dispotico – che detiene da 42 anni, dopo il colpo di stato del 1969 - ha scatenato una repressione brutale e sanguinosa.
Si parla di decine di morti a Bengasi, dove più forte e intensa è stata la sollevazione del popolo.
L’eccidio a Bengasi, 1.000 km ad est di Tripoli, è avvenuto quando le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro dimostranti che protestavano dopo i funerali di altri dimostranti uccisi in precedenti episodi di violenza. Ma malgrado la reazione e la repressione delle forze speciali fedeli a Gheddafi, la gente continua a combattere strada per strada. E la sollevazione si allarga ad altre città e località della Libia.
L’attivista Badawi Altobawi ha dichiarato alla Reuters che la Libia sarà come la Tunisia e l’Egitto. ”Continueremo a dimostrare e protestare fino a quando il regime cadrà. Non si torna indietro, questa è una protesta guidata dai giovani. Sono scesi in strada come i loro fratelli in Tunisia e in Egitto. E’ un movimento di popolo spontaneo, e ogni giorno che passa siamo più organizzati”.
E il Governo italiano cosa fa? Dal Ministro degli esteri, Frattini, neanche una parola. Berlusconi, interrogato sugli avvenimenti libici, a proposito di Gheddafi ha detto “No, non l’ho sentito. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno”.
Proprio così, “non mi permetto di disturbare nessuno”. E’ troppo impegnato l’amico Muammar, a
ordinare a forze di sicurezza, mercenari arruolati, criminali comuni liberati per formare squadroni della morte, di reprimere nel sangue la rivolta in Cirenaica.
La Farnesina si limita a sconsigliare “viaggi non essenziali” in Cirenaica. La linea del governo italiano è “non disturbare il Colonnello. Tenere un profilo bassissimo, underground”.
Una vergogna a cui l’opposizione democratica si ribella.
Altro che silenzio! Il Governo, il Ministro degli esteri, devono chiedere, pretendere, la fine della repressione e sollecitare una comune azione dell’Unione Europea. L`Italia deve farsi capofila di una iniziativa politica europea in tal senso. L’Italia e l’Europa devono stare dalla parte dei popoli che chiedono libertà e accompagnare, sostenere la transizione democratica dei paesi del nord Africa e del medio-oriente.
Si parla di decine di morti a Bengasi, dove più forte e intensa è stata la sollevazione del popolo.
L’eccidio a Bengasi, 1.000 km ad est di Tripoli, è avvenuto quando le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro dimostranti che protestavano dopo i funerali di altri dimostranti uccisi in precedenti episodi di violenza. Ma malgrado la reazione e la repressione delle forze speciali fedeli a Gheddafi, la gente continua a combattere strada per strada. E la sollevazione si allarga ad altre città e località della Libia.
L’attivista Badawi Altobawi ha dichiarato alla Reuters che la Libia sarà come la Tunisia e l’Egitto. ”Continueremo a dimostrare e protestare fino a quando il regime cadrà. Non si torna indietro, questa è una protesta guidata dai giovani. Sono scesi in strada come i loro fratelli in Tunisia e in Egitto. E’ un movimento di popolo spontaneo, e ogni giorno che passa siamo più organizzati”.
E il Governo italiano cosa fa? Dal Ministro degli esteri, Frattini, neanche una parola. Berlusconi, interrogato sugli avvenimenti libici, a proposito di Gheddafi ha detto “No, non l’ho sentito. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno”.
Proprio così, “non mi permetto di disturbare nessuno”. E’ troppo impegnato l’amico Muammar, a
ordinare a forze di sicurezza, mercenari arruolati, criminali comuni liberati per formare squadroni della morte, di reprimere nel sangue la rivolta in Cirenaica.
La Farnesina si limita a sconsigliare “viaggi non essenziali” in Cirenaica. La linea del governo italiano è “non disturbare il Colonnello. Tenere un profilo bassissimo, underground”.
Una vergogna a cui l’opposizione democratica si ribella.
Altro che silenzio! Il Governo, il Ministro degli esteri, devono chiedere, pretendere, la fine della repressione e sollecitare una comune azione dell’Unione Europea. L`Italia deve farsi capofila di una iniziativa politica europea in tal senso. L’Italia e l’Europa devono stare dalla parte dei popoli che chiedono libertà e accompagnare, sostenere la transizione democratica dei paesi del nord Africa e del medio-oriente.
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venerdì 18 febbraio 2011
Il testo commentato del Canto degli Italiani
Il 17 marzo sarà festa, Festa dell'Unità d'Italia. Ma la Lega Nord dice no e un po' di ministri della destra ha detto sì ...a denti stretti
![]() |
| La battaglia di Legnano (Massimo Taparelli D'Azeglio) |
Quanto sia giusto festeggiare questo avvenimento fondamentale della storia degli italiani, lo ha reso evidente ed esplicito ieri sera a Sanremo, l'eloquio appassionante e emozionante di Roberto Benigni.
"Dall'Alpe a Sicilia, dovunque è Legnano", recita il testo del Canto degli Italiani. Ogni città italiana è Legnano, scriveva il ventenne Goffredo Mameli nel 1848, richiamando il luogo dove nel 1176 i comuni della Lega Lombarda sconfissero l'Imperatore tedesco Federico Barbarossa.
Ma cosa ne possono sapere loro?! leghisti arroganti e ...ignoranti.
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Note di storia
L’indifferenza è il peso morto della storia
![]() |
| Foto segnaletica di Antonio Gramsci quando era rinchiuso nelle carceri fasciste |
Lo riproponiamo, per la straordinaria forza e carica ideale che ancora esprime:
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.(*) “La città futura”, numero unico pubblicato nel febbraio del 1917 a cura della Federazione giovanile piemontese del Partito Socialista. Gramsci curò per intero la stesura del giornale, che aveva lo scopo di "educare e formare" i giovani socialisti (siamo verso la fine del primo conflitto mondiale) alla "disciplina politica", alla solidarietà e alla vita organizzata del partito.
mercoledì 16 febbraio 2011
Montagna: il PD mette in campo azioni e proposte. Dalla destra e dalla Lega Nord solo tagli o elemosine
di Giorgio Sagrini (Responsabile politiche per la montagna - PD Emilia-Romagna)
La vicenda delle risorse irrisorie assegnate dal Governo ai Comuni di montagna (16 milioni di euro, ...ciò che resta del Fondo ordinario per il funzionamento delle Comunità montane), ha messo a nudo una verità che né il PdL né la Lega Nord possono più nascondere.
E la verità è che hanno tagliato tutto, il fondo nazionale per la montagna, il fondo per l'assicurazione contro le calamità naturali per gli agricoltori, i fondi per le gestioni associate, per la difesa del suolo, per gli investimenti ai piccoli Comuni, per il gasolio e il gpl alle zone non metanizzate, ...
La destra, il governo della destra, ha cancellato la montagna dall'agenda politica del Paese e sta assestando colpi pesantissimi all'autonomia amministrativa degli enti locali del nostro Appennino.
Anche per la montagna si conferma ciò che appare evidente per tutti i settori decisivi della vita nazionale: non c'è un'idea di governo, manca una qualsiasi strategia rivolta al futuro.
In Emilia-Romagna, di quei 16 milioni (nel 2007 il Governo Prodi ne aveva stanziati 189!) arriveranno 249.000 euro, e non saranno assegnati alle Comunità e Unioni montane ma direttamente ai Comuni in proporzione alla popolazione, penalizzando una volta in più le aree montane a minore densità demografica. La situazione dei bilanci degli enti montani è pesantissima ed è a rischio la possibilità di mantenere servizi fondamentali.
Il governo regionale ha sostenuto i bilanci degli enti locali montani, le Comunità e le Unioni montane, nel 2009 e nel 2010, sopperendo ai tagli e alle inadempienze del governo nazionale. E interverrà anche nel 2011, per consentire la positiva definizione dei bilanci di previsione del 2011. Ma siamo assolutamente consapevoli che così non si possa andare avanti.
La destra e la Lega Nord si riempiono la bocca di federalismo ma il loro federalismo è un bidone vuoto. E per la montagna è semplicemente un bidone!
Serve una nuova fase politica e di governo per la montagna, che dia continuità all'attività legislativa, ai programmi, ai progetti, alle azioni innovative, alle politiche di respiro europeo promosse dalla Regione per la montagna e sia di esempio per tutto il Paese. Il 2011 deve essere l'anno di svolta e la sfida parte da qui, parte dall'Emilia-Romagna.
L'Assemblea regionale del PD dell'Emilia-Romagna il 13 novembre scorso ha definito una agenda per la montagna, per affrontare non solo i problemi immediati, contingenti, ma per guardare avanti, per prefigurare scenari nuovi, un assetto più evoluto e moderno.
Su questi temi, nei prossimi mesi, promuoveremo il confronto e la discussione con le amministrazioni locali, con le forze sociali ed economiche, con le popolazioni. Perché deve essere chiaro a tutti che il partito della montagna, il partito che sostiene e promuove azioni positive per la montagna, è il Partito Democratico.
(Per farvi un'idea più precisa, leggete i commenti delle comunità montane e degli amministratori della montagna veneta, sul taglio dei fondi governativi)
La vicenda delle risorse irrisorie assegnate dal Governo ai Comuni di montagna (16 milioni di euro, ...ciò che resta del Fondo ordinario per il funzionamento delle Comunità montane), ha messo a nudo una verità che né il PdL né la Lega Nord possono più nascondere.
E la verità è che hanno tagliato tutto, il fondo nazionale per la montagna, il fondo per l'assicurazione contro le calamità naturali per gli agricoltori, i fondi per le gestioni associate, per la difesa del suolo, per gli investimenti ai piccoli Comuni, per il gasolio e il gpl alle zone non metanizzate, ...
La destra, il governo della destra, ha cancellato la montagna dall'agenda politica del Paese e sta assestando colpi pesantissimi all'autonomia amministrativa degli enti locali del nostro Appennino.
Anche per la montagna si conferma ciò che appare evidente per tutti i settori decisivi della vita nazionale: non c'è un'idea di governo, manca una qualsiasi strategia rivolta al futuro.
In Emilia-Romagna, di quei 16 milioni (nel 2007 il Governo Prodi ne aveva stanziati 189!) arriveranno 249.000 euro, e non saranno assegnati alle Comunità e Unioni montane ma direttamente ai Comuni in proporzione alla popolazione, penalizzando una volta in più le aree montane a minore densità demografica. La situazione dei bilanci degli enti montani è pesantissima ed è a rischio la possibilità di mantenere servizi fondamentali.
Il governo regionale ha sostenuto i bilanci degli enti locali montani, le Comunità e le Unioni montane, nel 2009 e nel 2010, sopperendo ai tagli e alle inadempienze del governo nazionale. E interverrà anche nel 2011, per consentire la positiva definizione dei bilanci di previsione del 2011. Ma siamo assolutamente consapevoli che così non si possa andare avanti.
La destra e la Lega Nord si riempiono la bocca di federalismo ma il loro federalismo è un bidone vuoto. E per la montagna è semplicemente un bidone!
Serve una nuova fase politica e di governo per la montagna, che dia continuità all'attività legislativa, ai programmi, ai progetti, alle azioni innovative, alle politiche di respiro europeo promosse dalla Regione per la montagna e sia di esempio per tutto il Paese. Il 2011 deve essere l'anno di svolta e la sfida parte da qui, parte dall'Emilia-Romagna.
L'Assemblea regionale del PD dell'Emilia-Romagna il 13 novembre scorso ha definito una agenda per la montagna, per affrontare non solo i problemi immediati, contingenti, ma per guardare avanti, per prefigurare scenari nuovi, un assetto più evoluto e moderno.
Su questi temi, nei prossimi mesi, promuoveremo il confronto e la discussione con le amministrazioni locali, con le forze sociali ed economiche, con le popolazioni. Perché deve essere chiaro a tutti che il partito della montagna, il partito che sostiene e promuove azioni positive per la montagna, è il Partito Democratico.
(Per farvi un'idea più precisa, leggete i commenti delle comunità montane e degli amministratori della montagna veneta, sul taglio dei fondi governativi)
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Montagna
Per rimuovere le macerie del berlusconismo anche Vendola sostiene la necessità di una “coalizione di emergenza democratica”
“Per ridare all’Italia l’ossigeno che il berlusconismo le ha tolto urge rimuovere le macerie della Seconda repubblica. Ma se è genuino questo allarme bisogna evitare le inopinate aperture di credito a quei leghisti che sono un elemento centrale del degrado civile del Paese.
Facciamo allora una coalizione di emergenza democratica, reclutiamo le migliori competenze giuridiche e occupiamoci delle cose fondamentali: legge elettorale, una buona norma sul conflitto d’interessi e sul sistema informativo. Poi, ognuno per la sua strada”.
(La Repubblica, 16 febbraio – pag 13 / Intervista a Nichi Vendola)
Facciamo allora una coalizione di emergenza democratica, reclutiamo le migliori competenze giuridiche e occupiamoci delle cose fondamentali: legge elettorale, una buona norma sul conflitto d’interessi e sul sistema informativo. Poi, ognuno per la sua strada”.
(La Repubblica, 16 febbraio – pag 13 / Intervista a Nichi Vendola)
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