venerdì 15 gennaio 2010

Siamo i primi in Regione: in provincia di Ravenna un impianto fotovoltaico ogni 560 abitanti


La Provincia di Ravenna è prima nella graduatoria regionale degli impianti fotovoltaici installati per numero di abitanti: uno ogni 560 (Ferrara risulta ultima con un impianto ogni 1293 abitanti).
Complessivamente in provincia di Ravenna, nel 2009, risultano 690 impianti (terzo posto, dopo Bologna con 1092 impianti e Modena con 924), per 6750 kilowatt.
Casola Valsenio contribuisce a questo risultato con gli impianti realizzati da "Senio Energia" nell'ultima parte del 2009, a cui si aggiungeranno quelli di Mezzo Mondo, del Centro per l'Infanzia lo Scoiattolo, dell'ex Scuola media, della Biblioteca e dei Vecchi Magazzini.
I 270 kw installati a Casola Valsenio corrispondono al 4% del totale provinciale.
Ne parla Il Resto del Carlino di oggi, con un'intervista all'Assessore provinciale Andrea Mengozzi.

(Dal sito del Gruppo consiliare "Uniti per Casola")

Per il Sud, legalità e lavoro


Legalità e lavoro: sono queste le gambe su cui dovrà reggersi il mezzogiorno. Due pilastri li ha chiamati Pier Luigi Bersani in visita in Calabria (Rosarno, Lamezia Termi e Palmi) per incontrare le forze sociali e costruire la piattaforma del PD per il Sud. "Siamo qui a discutere di lavoro, dopo che ieri siamo riusciti a mettere sotto la maggioranza – spiega - cioè approvare un documento che riprende il tema Mezzogiorno e quello del lavoro per i giovani, anche con proposte concrete perché bisogna camminare su due gambe, una sola non basta. Legalita' e lavoro, questa e' la nostra piattaforma per il Mezzogiorno, attraverso un piano straordinario".
Parlando alle forze sociali che da sempre sono impegnate nella lotta sul territorio contro la criminalità organizzata, Bersani si richiama alle proposte anti-‘ndrangheta, presentate dal PD nella conferenza stampa di martedì scorso. "Abbiamo presentato un progetto di 7 punti per dare piu' forza al contrasto alla 'ndrangheta. Sono punti sui quali si dovrebbe trovare una intesa rapida per dare il segno che lo Stato e' presente con nuove norme e forze. Ci sono dei punti sui quali l'accordo e' difficile, come quello delle intercettazioni. La possibilità di usare le intercettazioni in modo opportuno, funzionale e' importante per il contrasto alla 'ndrangheta. Su questo mi pare che tra noi ed il centro-destra ci siano opinioni differenti".

mercoledì 13 gennaio 2010

Haiti, terremoto apocalisse. Migliaia di morti.


Port au Prince (Haiti).
La capitale del paese più povero dell'intero continente americano è stata distrutta dal sisma più violento mai registrato nei Caraibi. L'Onu stima che un terzo dei 9 milioni di abitanti di Haiti sia stato colpito. Ed il primo ministro Jean Max Bellerive ha parlato di oltre centomila cadaveri. Ma dire “terremoto” non può rendere l'idea, neppure a chi lo ha già provato sulla sua pelle. Non è stata una scossa la prima, ma un lungo, interminabile, ondeggiare e sobbalzare della terra: 60 secondi di terrore, di edifici che crollavano come tessere di domino, di automobili sbalzate in aria.
I sismologi dell'istituto americano di geofisica Usgs hanno classificato la prima botta di maglio, quella scatenata alle 16.53 di ieri dalla rottura della faglia ad appena 15 chilometri da Port au Prince, come di magnitudo 7.0 sulla scala Richter. L'energia liberata è stata pari a quella di una bomba H da 32 megaton. Circa 30 volte più potente del terremoto che ha distrutto L'Aquila (5,8 Richter), mille volte più distruttiva dell'atomica sganciata dagli americani su Nagasaki nel 1945 (32 kiloton). Da quel momento, nelle 17 ore successive, un bombardamento di altre 35 scosse: nessuna al di sotto dei 4.5 gradi Richter. Era il tramonto, quando l'equilibrio della Terra si è spezzato. La notte ha coperto la disperazione e dato il via libera agli sciacalli. (fonte ANSA)

Come aiutare il popolo di Haiti con donazioni.

Incendio in un garage del condominio ACER di Via Don Milani


Nella mattinata di ieri un incendio ha gravemente danneggiato un garage nel condominio ACER (ex IACP) di Via Don Lorenzo Milani. Il racconto di quanto accaduto nell'articolo sull'edizione odierna del Resto del Carlino.

Elezioni comunali di Faenza: nel PdL volano gli stracci


Nel centrodestra faentino, e più precisamente nel PdL (Popolo della Libertà) la discussione sulla candidatura a Sindaco da contrappore a quella di Giovanni Malpezzi, sostenuto dal PD e dal centrosinistra e uscito vincitore dalle elezioni primarie del 13 dicembre scorso (che hanno visto la parrtecipazione di oltre 7.000 elettori), è degenerata in uno scontro senza esclusione di colpi, dove tutti sono contro tutti (ex AN contro ex Forza Italia, ex socialisti contro ex missini, ecc.).
Di programmi, proposte e idee per la città nemmeno l'ombra. Solo personalismi. Ne dà conto il Resto del Carlino di oggi in due articoli (1) (2).

A proposito di costi della politica e piccoli Comuni


di Giorgio Sagrini

La legge finanziaria 2010 contiene una norma che prevede, a partire dai prossimi rinnovi dei Consigli comunali, la riduzione del numero dei consiglieri comunali e degli assessori: -20% in tutti i Comuni, grandi e piccoli. Si dice che costano troppo, che bisogna ridurre i costi della politica.
Troppo facile osservare che se il Governo voleva dare un segnale di contenimento dei costi della politica, poteva cominciare dai compensi dei ministri o dei parlamentari, oppure proporre – come ha fatto il PD – di allineare le indennità dei parlamentari a quelle degli altri Paesi europei, oppure procedere sulla riforma – proposta da Violante del PD – la riduzione del numero complessivo dei parlamentari e di superamento del bicameralismo perfetto, con una sola Camera che fa leggi.
(continua...)

martedì 12 gennaio 2010

Bersani: "Sul processo breve ci metteremo di traverso con tutte le nostre forze”


“Se la maggioranza e il governo procederanno sul (cosiddetto! – ndr) processo breve come é stato annunciato in questi giorni, il PD si metterà di traverso con tutte le sue forze". A lanciare la sfida e' il segretario del PD, Pier Luigi Bersani. ”E’ un’amnistia per i colletti bianchi. Non si può ha per le esigenze di una persona, mettere a repentaglio un sistema”.

La microzonazione sismica indica che il territorio casolano, grazie al substrato roccioso, non è zona a elevato rischio sismico


Il Piano Strutturale (PSC) dei Comuni dell'area faentina, che è in fase di definitiva approvazione, contiene dati e informazione sul territorio di estremo interesse. Tra questi la microzonazione sismica realizzata attraverso una serie di impegnativi sondaggi del sottosuolo per stimarne la qualità e valutare l'entità dell'amplificazione delle onde sismiche provocate da una scossa di terremoto. L'amplificazione, infatti, varia a seconda della composizione del terreno: il terreno roccioso trasmette i movimenti senza "interferenze" mentre il terreno molle, argilloso, può entrare in 'risonanza' e ampliare le onde telluriche.
"A Casola Valsenio - ha dichiarato a Il Resto del Carlino il geologo Stefano Marabini - il substrato è roccioso, quindi rigido, e l'amplificazione è nulla". Questa caratteristica è comune a tutto il territorio casolano, a differenza di Brisighella dove le zone con valori come Casola sono solo quelle a sud. A Riolo Terme il substrato non è molto rigido per la presenza di argille 'lente'.
Il Piano strutturale dei Comuni dell'area faentina è uno dei pochissimi che ha avviato il piano di microzonazione sismica.

(dal sito del Gruppo consiliare "Uniti per Casola")

I consumi divorano il pianeta: in 5 anni aumentati del 28%.


Un dato d'assieme: i 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 per cento della popolazione globale) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2. E’ quanto emerge nello State of the World 2010, il rapporto del Worldwatch Institute (appena uscito negli Stati Uniti, in Italia sarà pubblicato da Edizioni Ambiente) dedicato quest'anno soprattutto a un'analisi dei consumi. E la corsa a divorare il pianeta diventa sempre più veloce: negli ultimi cinque anni i consumi sono saliti del 28 per cento. Nel 2008, globalmente, si sono acquistati 68 milioni di veicoli, 85 milioni di frigoriferi, 297 milioni di computer e 1,2 miliardi di telefoni cellulari. Non sono aumenti dovuti solo all'incremento demografico: tra il 1960 e il 2006 la popolazione globale è cresciuta di un fattore 2,2, mentre la spesa pro capite in beni di consumo è quasi triplicata. Non mancano comunque segnali positivi che mostrano l'irrobustirsi di fenomeni di controtendenza. Il rapporto americano cita, tra gli altri, due casi italiani. Il primo è il "piedibus", un sistema per mandare i bambini a scuola con accompagnatori che organizzano un percorso a piedi, con "fermate" per far aggregare al gruppo altri studenti. A Lecco ogni giorno 450 alunni delle scuole elementari raggiungono a piedi le classi seguendo 17 percorsi, accompagnati da un "conducente" e genitori volontari. Dalla loro creazione, nel 2003, questi "piedibus" hanno evitato circa 160 mila chilometri di spostamenti con veicoli a motore. Oltre a ridurre l'impatto ecologico, questo modo di andare a scuola insegna la sicurezza stradale e favorisce l'esercizio fisico.

Il PD di Casola Valsenio, insieme agli altri partiti che sostengono la coalizione Uniti per Casola, già nelle pagine del programma elettorale ha espresso chiare linee politiche mirate allo sviluppo economico equilibrato ed ecologicamente sostenibile: l’utilizzo delle fonti energetiche e rinnovabili, la promozione di iniziative che sensibilizzino maggiormente la raccolta differenziata dei rifiuti e lo sviluppo della mobilità dolce – alternativa all’auto - in alcuni tratti del paese. Questo ultimo aspetto dovrebbe essere percepito dai cittadini come un’occasione per contribuire singolarmente alla riduzione dell’impatto ecologico, oltre che propedeutico ad una maggiore fruibilità ed identità degli spazi pubblici.

Il PD ha incontrato i lavoratori dell’aeroporto di Malpensa


Un anno fa nasceva la CAI, la nuova Alitalia.
Dismessa la maggior parte dei voli.
In forse il futuro del maggior scalo aereo del nord.

Ieri Pier Luigi Bersani ha incontrato i lavoratori della Sea per discutere del futuro dell'aeroporto di Malpensa e di tutto il suo indotto, dopo che, nonostante le promesse, Alitalia ha dismesso la maggior parte dei voli. Per quell’operazione sono stati spesi 3 miliardi in più rispetto all'ipotesi di Air France che fu osteggiata da Berlusconi e dalla Lega Nord.
Allora Air France capitalizzava cinque miliardi di euro: con 500 milioni l’Italia avrebbe potuto acquisire il 10% (lo Stato francese ha il 16%) potendo sedere al tavolo della compagnia più grande del mondo.
Ma sarebbe poco male se, l’esborso di 3 miliardi in più fosse servito a qualcosa. Ci ritroviamo invece con meno servizi, meno occupazione e con l’aeroporto di Malpensa con meno voli intercontinentali e con una compagnia fortemente ridimensionata.
Malpensa in quest'ultimo periodo è cresciuta soprattutto nel settore delle low cost finendo così per fare concorrenza ad Orio al Serio e a Montichiari. Malpensa dovrebbe invece fare concorrenza a Francoforte, non a Bergamo. La realtà amara è che i cavalieri bianchi della cordata voluta da Berlusconi hanno lasciato solo tre rotte intercontinentali giornaliere a Malpensa.
Formigoni, il Presidente PdL della Lombardia, e la Lega Nord un anno fa annunciavano cataclismi se le potenzialità di Malpensa fossero state menomate. Oggi si può dire che non hanno portato a casa nessun risultato e hanno “bevuto” tutta la strategia elaborata nei salotti romani. In campagna elettorale il presidente della regione diceva: portiamo il modello lombardo a Roma. Nei fatti accade il contrario, e si decide tutto nella capitale. Altro che federalismo e interessi del nord!
…la Lega Nord aveva annunciato che il governo sarebbe andato in aeroporto, "per affrontare il tema dello sviluppo". Non si è ancora visto nessuno.

lunedì 11 gennaio 2010

Il Governo e le tasse: parole, parole, parole...


Il PD boccia la riforma fiscale rilanciata da Silvio Berlusconi con due sole aliquote, annunciata a più riprese dal 1994. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, in un’intervista al TG1 ha ricordato come “fino a un mese fa eravamo sull'abolizione dell'Irap, sempre chiacchiere e mai un fatto. Comunque la proposta è sbagliata, troppi soldi verso i ricchi. Se vogliamo discutere di Irpef per lavoro e famiglie, di superamento degli studi di settore, lotta all'evasione, di rendita finanziaria si rechi in Parlamento, noi le nostre proposte ce le abbiamo”.
Sul fisco Berlusconi è il più grande parolaio da 15 anni, come ha ricordato Stefano Fassina responsabile Economia e Lavoro della segreteria nazionale del PD. Dal 1994 Berlusconi ha fatto il Presidente del Consiglio per quasi 10 anni “continuando a promettere imminenti rivoluzioni fiscali. L’ultima volta a ottobre quando si è impegnato davanti all’assemblea di Confcommercio ad un primo intervento sull’Irap nella Finanziaria allora in corso di approvazione. Non è successo nulla, ma nella Finanziaria per il 2010 il Governo ha dato libertà alle Regioni di aumentare ulteriormente l’Irap in caso di deficit sanitario eccessivo! Oggi sostiene che sta studiando con Tremonti una riforma tributaria. In altri termini – prevede Fassina - non si farà nulla neanche nel 2010. Se vuole veramente semplificare il sistema fiscale italiano ha un’opportunità subito a disposizione: accolga la proposta del PD di abolire gli studi di settore. Sarebbe anche una risposta concreta, dopo tanta retorica sul dialogo".

In Croazia vince il socialdemocratico Ivo Josipovic


Il socialdemocratico Ivo Josipovic, professore di diritto dal passato specchiato e compositore di musica classica dai modi gentili, è il nuovo presidente della Croazia. Gli exit poll gli regalano un largo margine sul suo avversario: 64,6% contro il 35,4 ottenuto da Milan Bandic (sindaco di Zagabria e espulso dal partito socialdemocratico), che si presentava come indipendente e che, in assenza di un candidato dell’HDZ (il partito della destra nazionalista, al governo) al ballottaggio per le presidenziali, ha virato a destra per pescare nell’elettorato conservatore.
Gli elettori croati hanno puntato sul candidato che prometteva un futuro più europeo, con meno corruzione e più legge, e giustizia sociale. L’ingresso nell'Unione Europea è un obiettivo molto ravvicinato - entro il 2012 - ma per raggiungere il traguardo la Croazia dovrà aggiornare il suo sistema giudiziario e la sua amministrazione, arginando il malcostume imperante. Ed è quanto Josipovic è andato promettendo in campagna elettorale.

L'art. 8 della Costituzione della Repubblica Italiana


PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

domenica 10 gennaio 2010

Bonino? Una fuoriclasse


Nell’intervista al TG1 si è toccato anche il tema giustizia e delle proposte in tema di immunità parlamentare: "Dentro riforme di sistema si discute anche dei rapporti tra magistratura, governo e Parlamento. Berlusconi sospenda le sue leggi e si acconci a discutere di riforme per tutti".

Regionali. Bonino? Una fuoriclasse.
Parlando delle amministrative di primavera il leader del PD ha annunciato la “dirittura d'arrivo positivamente e con alcune novità politiche su nove o dieci Regioni" E sulla candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio ha detto: “Ho lavorato con lei, è una donna fuori dagli stereotipi. Per me Emma Bonino è una fuoriclasse. Avete capito come la penso".

Bersani sugli scontri di Rosarno


Al centro dell’intervista del TG1 al Segretario del PD anche gli scontri di Rosarno, per i quali Pier Luigi Bersani ha parlato di responsabilità della criminalità organizzata: "Punto uno: la violenza deve essere punita, non ha mai giustificazione. Punto due: se noi in Italia non abbiamo nessuno che voglia raccogliere arance e qualcuno raccoglie arance per noi, questo qualcuno è un essere umano. Bisogna che ce lo ricordiamo, il governo deve lavorare perché venga riconosciuto come essere umano, a meno che il governo stesso non voglia andare a raccogliere le arance".

venerdì 8 gennaio 2010

Rosarno: una tragedia che si poteva evitare


Immigrati sfruttati e incattiviti creano disordini a Rosarno, cittadini impauriti rispondono con la giustizia fai-da-te: ecco i successi del governo. Bersani: "Basta scaricabarile, Maroni si ricordi che questi sono i risultati della Bossi-Fini".

Auto incendiate, cassonetti divelti, centinaia di persone armate di spranghe che si riversano nelle strade. È uno scenario da guerriglia civile, eppure a fare da sfondo questa volta non è Teheran, ma Rosarno, cittadina in provincia di Reggio Calabria. Una località sconosciuta ai più, ma che da ieri è diventata simbolo di un malcontento diffuso e costantemente sovrastato dagli spot di un governo incapace. Quello dei cittadini calabresi, giustamente affamati di quella fantomatica sicurezza che è valsa un voto al centrodestra, ma che per ora completa solo l’elenco delle troppe promesse tradite. Quella degli immigrati sfruttati dalla ndrangheta, costretti a lavorare 14 ore per appena 15 euro e perseguitati dalle leggi di un governo succube della Lega Nord.
Leggi il resoconto e il commento sul sito del PD

Riunioni degli iscritti in tutti i Circoli del PD per le candidature al Consiglio regionale


La Direzione regionale del PD il 23 dicembre scorso ha approvato all'unanimità le procedure per decidere le liste dei candidati PD all'Assemblea legislativa (Consiglio regionale) della Regione Emilia-Romagna.
Le Direzioni provinciali entro il 24 gennaio si riuniranno per decidere le proposte di candidatura da sottoporre alla valutazione delle assemblee degli iscritti, che verranno convocate in tutti i Circoli.
A Ravenna la Direzione provinciale si riunirà lunedì 11 gennaio, alle ore 18.30.
Ogni assemblea di Circolo dovrà approvare un verbale "con la sintesi del dibattito, la valutazione delle proposte di candidatura avanzate dalla Direzione provinciale e l'indicazione di ulteriori candidature proposte dal Circolo".
Sulla base dei pronunciamenti delle assemblee di Circolo, le Direzioni provinciali - entro il 5 febbraio - approvano la lista dei propri candidati. Per la provincia di Ravenna i candidati sono 3 (a livello regionale gli eletti con sistema proporzionale sono 40; a questi si aggiungono i 10 consiglieri eletti nella quota maggioritaria).
L'approvazione definitiva delle liste dei candidati delle 9 circoscrizioni provinciali avverrà nella riunione della Direzione regionale, già convocata per l'8 febbraio 2010.
Il voto per l'elezione del Presidente (il PD candida il presidente uscente, Vasco Errani) e dei 50 componenti dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna avverrà, con ogni probabilità (manca ancora il decreto ufficiale) il 28 e 29 marzo 2010.

Non si ha notizia di analoghe procedure di discussione e selezione delle candidature in altri partiti e nel centrodestra (PdL e Lega Nord). Questi ultimi hanno indicato alla carica di Presidente l'ex direttore del Resto del Carlino e parlamentare PdL, Giancarlo Mazzuca.
Nei giorni scorsi sono apparsi i manifesti di esponenti del PdL che si sentono o sanno di essere candidati: non è noto se e come gli iscritti e gli elettori del PdL e del centrodestra siano stati coinvolti per decidere chi candidare.

L'Italia onesta accenda i fari sulla Calabria


Pier Luigi Bersani incontra i vertici della Procura di Reggio Calabria dopo l'attentato dinamitardo di domenica scorsa

Insieme ai dirigenti regionali del PD, il segretario Pier Luigi Bersani ha incontrato i vertici della Procura di Reggio Calabria dopo l'attentato dinamitardo di domenica scorsa. "Siamo qui – ha dichiarato il leader democratico - per portare solidarietà alle Procure e incoraggiamento a proseguire un'azione che si è sviluppata con grande forza e determinazione e vogliamo che anche i riflettori dell'Italia onesta siano puntati in questi luoghi. Qui si sta consumando una battaglia rilevantissima per tutto il Paese".
“Ogni passo anche piccolo è buono - ha aggiunto Bersani - ma è chiaro che c'è un problema di organizzare una rete più complessiva. Non si tratta quindi solo di organici o di occasionali potenziamenti delle forze di polizia".
Bersani ha voluto esprimere un elogio al procuratore generale Salvatore Di Landro per il “preziosissimo lavoro che sta conducendo la magistratura di Reggio Calabria".
Il segretario del PD ha quindi ribadito la volontà di incalzare il governo nell'attuare gli impegni presi per la lotta alla criminalità organizzata. “Con la presenza dei ministri Maroni e Alfano - ha dichiarato Bersani - sono stati formulati alcuni impegni e abbiamo in corso normative rilevanti per la lotta alla mafia e alla ndrangheta. Incoraggeremo il governo ad attuare gli impegni presi e a farlo speditamente. E' una battaglia dura contro un avversario, un nemico ben radicato nel suo territorio e che da lì si allarga in maniera preoccupante in altre aree del Paese. Temo e voglio sottolinearlo che in questa crisi di liquidità delle imprese, da est a ovest e da nord a sud, ci siano le condizioni, purtroppo, di un'occasione straordinaria per il crimine organizzato".
Bersani, rispondendo ai giornalisti, ha duramente criticato il governo per il flop dello scudo fiscale. "Ha favorito solo i grandi evasori, le banche, che hanno fatto buoni affari. Il fisco no, perché ha preso una miseria rispetto al 40% che doveva prendere ed è anche certo, che una parte di questi movimenti di capitale ha favorito ingenti operazioni illecite. Ecco perché da questo paese deve scomparire la parola condono".

giovedì 7 gennaio 2010

Bersani indica le riforme del 2010


“L'agenda politica che vuole portare avanti il governo è tutta sbagliata. Negli Stati Uniti si discute di sanità e green economy, in Francia di disoccupazione e esclusione sociale, in Spagna il calendario prevede un dialogo sociale sull'occupazione. Possibile che noi discutiamo di processo breve? Qui qualcosa non gira e io propongo di inaugurare l'anno con un dibattito pubblico in Parlamento, in diretta tv a scelta su uno di questi temi: lavoro dei giovani, scuola, scarico fiscale su lavoro e imprese”. Così il segretario Pier Luigi Bersani durante la prima conferenza stampa del 2010 dove sono state illustrate le prime strategie politiche che il Partito democratico porterà avanti.
Sembra strano, ma nel Parlamento italiano non c'è ancora stata, negli ultimi due anni, una sessione per discutere di crisi economica e delle soluzioni per la ripresa.

martedì 5 gennaio 2010

Gli stipendi lordi degli italiani sotto la media europea del 32,3% ...e non per colpa della crisi!


Gli stipendi netti degli italiani sono al 23° posto nella classifica dei 30 Paesi più industrializzati che aderiscono all'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
Lo denuncia un articolo del Corriere della Sera (4 gennaio 2010), che dà conto dei contentuti di uno studio della stessa OCSE.
Se si considera lo stipendio al lordo delle ritenute e dei contributi, la classifica praticamente non cambia (siamo 22esimi), a dimostrazione che non ci sono, in Italia, maggiori ritenute e oneri contributivi di quanti non ve ne sono in altri Paesi.
E' una balla, in altre parole, che in Italia "il costo del lavoro è più alto".
Risulta infatti che la pressione tributaria complessiva sulla busta paga media di un lavoratore italiano è parti al 46,5% del costo del lavoro, ma in Germania, Francia, Belgio, Austria, questa percentuale è più alta.
I salari lordi, e netti, in Italia sono più bassi del 32,3% rispetto alla media dell'Europa a 15. Ma sono il 16% in meno anche rispetto alla media dei 30 Paesi dell'OCSE.
Se poi, come capita ormai a molti, si va in giro per l'Europa, ci si rende conto che i prezzi al consumo di molti generi e prodotti sono più bassi che in Italia. E il contrasto, la contraddizione, appare allora ancora più forte ...e incompresibile.
Se gli stipendi sono più bassi e i prezzi sono più alti o - nella migliore delle ipotesi - uguali, chi ci guadagna? E perché questa condizione - di un minore costo del lavoro in Italia - non diventa un fattore di maggiore competitività per il nostro sistema produttivo?
Proviamo ad azzardare una risposta. In Italia, dall'inizio degli anni '90 a oggi si è attuato un profondo processo di redistribuzione della ricchezza a danno dei lavoratori e dei pensionati. Lo dimostrano non solo i dati fiscali del 2007 e 2008 (riportati in un articolo del Corriere della Sera, 3 gennaio 2010) e gli studi svolti da enti economici e di ricerca. E la politica economica e sociale della destra non ha ridotto, ha anzi accentuato queste diseguaglianze.
Si fa un gran parlare di riforme, in queste settimane. Ne siamo convinti: l'Italia, più di altri Paesi, ha bisogno di riforme. Riforme istituzionali, ma anche e soprattutto riforme economiche e sociali. E' ciò che propone il PD, per il 2010, perchè solo così si può uscire dalla crisi e preparare la ripresa.

lunedì 4 gennaio 2010

"I Democratici Per Casola": inviato alle famiglie casolane il n.5 - Dicembre 2009


E' stato recapitato nei giorni scorsi alle famiglie casolane il n. 5 (dicembre 2009) de "I Democratici Per Casola", il periodico del Circolo casolano del PD.
In questo numero, che ripercorre i principali avvenimenti degli ultimi sei mesi del 2009, il risultato delle elezioni comunali del giugno scorso con l'elezione a Sindaco di Nicola Iseppi, le primarie del 25 ottobre con l'elezione di Pier Luigi Bersani a segretario nazionale del PD e Stefano Bonaccini segretario regionale. E ancora, la candidatura di Vasco Errani a Presidente della Regione nelle elezioni del 28 e 29 marzo 2010, la realizzazione dei nuovi impianti fotovoltaici negli edifici pubblici di Casola Valsenio, l'elezione di Massimo Barzaglia a segretario del PD casolano, la seconda Festa Democratica del PD casolano, l'inaugurazione del rinnovato edificio scolastico casolano, la richiesta dei Sindaci per lo sblocco dei fondi FAS, le "cronache casolane", alcuni temi di politica nazionale e, nelle pagine centrali, l'interessante "tavola rotonda" sulla situazione dell'agricoltura casolana, con la partecipazione di alcuni imprenditori casolani e dell'assessore provinciale Libero Asioli.

Ci vuole una bella faccia tosta…


…a presentare come un successo il rientro dei capitali dall’estero con lo Scudo fiscale: il governo si vanta ma si accontenta delle briciole di 95 miliardi.

Lo scudo fiscale ha permesso il rimpatrio di 95 miliardi di euro, comunica trionfalmente il ministero dell'Economia a fine 2009. “Ma è un successo solo per gli evasori fiscali e i criminali con capitali illegalmente portati all’estero” afferma Stefano Fassina, della segreteria del Partito Democratico, responsabile Economia e Lavoro.
Ma c’è un calcolo che il comunicato del governo non riporta: quanto incassato dallo Stato.
Su 95 miliardi di capitali applicando un’aliquota al 5%, il gettito è di 4 miliardi e 750 milioni di euro, ovvero lo 0,5% della spesa pubblica corrente annuale e in cambio gli evasori diventano intoccabili!
Fassina denuncia come “il governo dimentica che siamo stati l’unico Paese al mondo a garantire l’anonimato ai condonati, a sospendere l’obbligo di segnalazione anti-riciclaggio per gli intermediari finanziari, a estendere il perimetro dei reati cancellati fino al falso in bilancio, ad applicare un’aliquota di regolarizzazione del 5%, ossia un decimo di quanto applicato negli altri Paesi”. Un decimo, 5% invece che 50%, vuol dire che il governo Berlusconi con lo Scudo ha rinunciato a recuperare ben 45 miliardi dalla lotta all’evasione.
Lotta che, in assenza di scudo, secondo le previsioni avrebbe portato a recuperare 10 miliardi di euro. Appena il doppio…
La strenna ai grandi evasori e alla criminalità organizzata è stata preferita a una seria lotta anti-evasione e Fassina prevede che “la proroga del condono a fine aprile incentiva ulteriore evasione, se ne infischia dell’equità e danneggia le prospettive di finanzia pubblica. Per stare a testa alta nella competizione internazionale, l’Italia avrebbe bisogno di riforme, di legalità, di civismo. Al contrario, le scelte della destra puntano a far sopravvivere l‘Italietta’ senza futuro".

L'art. 7 della Costituzione della Repubblica Italiana


PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

domenica 3 gennaio 2010

Tagli alla montagna. Emma Ponzi: "Altro che federalismo! E' il vecchio centralismo contro gli enti locali"


Anche Emma Ponzi, Presidente dell’Unione dei Comuni e Sindaco di Riolo Terme, prende posizione contro i tagli e i provvedimenti della Legge Finanziaria 2010 ai danni della montagna e dei Comuni delle aree interne e montane.
“Il primo effetto di questo provvedimento – afferma Emma Ponzi - è la riduzione delle risorse per le amministrazioni locali. Nel caso della nostra Unione si tratta di 46.000 euro di contributo nella parte corrente che vanno ad aggiungersi ai 130.000 già tagliati lo scorso anno, oltre a una quota di investimenti pari a circa 100.000 per anno. E non si prenda – ci tiene a sottolineare il Presidente - a pretesto la riduzione dei costi della politica: già lo scorso anno la nostra Regione ha dimezzato il numero delle Comunità Montane, ha definito la trasformazione in Unione di alcune, fra cui la nostra, con l’azzeramento dei costi degli amministratori”.
Ed ancora “questi ulteriori tagli ai finanziamenti andranno ora ad incidere direttamente sulla possibilità di garantire servizi ai cittadini, taglieranno la possibilità di realizzare nuovi investimenti ed interventi per i territori montani. Più semplicemente, vengono tagliati finanziamenti che fino allo scorso anno venivano spesi direttamente sul territorio, a favore dei nostri cittadini e delle nostre imprese”.
Una situazione che “farà calare anche le risorse per le imprese agricole e per le attività turistiche, scompariranno le agevolazioni di cui godono i privati e si ridurranno le opportunità di accesso ai fondi europei per le imprese localizzate nei territori fino ad adesso considerati montani”.
“Da tanto tempo rivendichiamo e aspettiamo una vera riforma federalista”, dichiara la Ponzi. “Purtroppo questa Finanziaria, con i tagli indiscriminati alla montagna, non solo concentra le risorse a Roma e mette in serie difficoltà il sistema di governo del territorio, ma disconosce anche qualsiasi tipo di perequazione a favore dei territori disagiati e quindi più difficili da gestire. Assistiamo ad un’azione di governo che proclama di voler fare del federalismo una propria bandiera ma pratica di fatto una politica centralista, fatta di populismo e facile demagogia spacciando come taglio dei costi della politica, la sottrazione di risorse agli enti locali periferici, dove la politica è quasi volontariato”.
Agire sulla periferia e sugli enti locali minori sembra essere il modo più semplice per fare cassa. “Avevano promesso tagli ai costi della politica, ma nell’ultimo anno il numero dei ministeri è aumentato e si è parlato di sprechi solo rivolgendosi alla periferia, riducendo gli spazi di partecipazione e democrazia. Per il governo è certamente più vantaggioso continuare a finanziare i colossali disavanzi delle grandi città, mantenere ministeri il cui lavoro è assolutamente sconosciuto alla maggioranza degli italiani, piuttosto che mettere gli enti locali in condizione di intervenire a sostegno dei propri cittadini e dei propri territori. Dobbiamo – si chiede polemicamente la Ponzi - aspettare di essere al centro dell’attenzione e vedere riconosciute le nostre fragilità solo quando succedono eventi catastrofici?”

(dal sito unitipercasola.blogspot.com)

Gli auguri del Sindaco Nicola Iseppi per il Nuovo Anno


Il Sindaco di Casola Valsenio, Nicola Iseppi, rivolge gli auguri di Buon Anno ai casolani attraverso Antenna 306, il videoblog della Valle del Senio.
Buon 2010 ai casolani, con un pensiero agli avvenimenti del 2009 e lo sguardo verso gli impegni del nuovo anno.

Gli auguri del Presidente della Regione, Vasco Errani, agli emiliano-romagnoli


Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia-Romagna, augura Buon Anno agli emiliano-romagnoli, con un bilancio dell'attività del 2009 e gli auspici per il 2010.

sabato 2 gennaio 2010

Partito dell'Amore all'opera: "Abolire l'art. 1 della Costituzione"


"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro". E' l'art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana entrata in vigore il 1 gennaio 1948.
Fondata sul lavoro: non sul profitto, o sullo sfruttamento, o sul mercato, o sulla speculazione. Sul lavoro. Quel lavoro che è un diritto di ogni uomo e di ogni donna. Un diritto da perseguire, da realizzare con l'impegno di tutti, delle imprese, dello Stato, della politica, delle organizzazioni sociali ed economiche. Un diritto minacciato dalla crisi economica, dagli effetti di una drammatica caduta della domanda interna e internazionale. E dal fallimento delle teorie economiche che hanno fatto del mercato una idelologia, che hanno elevato il liberismo a religione, che hanno sostenuto la finanziarizzazione dell'economia a danno della produzione e del lavoro, che hanno predicato un'economia senza regole e regolatori, salvo poi - di fronte al disastro - invocare l'intervento dello Stato.
Il Ministro Brunetta - autorevole esponente della destra italiana - dice che l'art. 1 della Costituzione è roba da buttare, che è roba vecchia. Evidentemente la lezione, la dura lezione di questi ultimi due anni, non è bastata.

Azzerato il Fondo nazionale della Montagna. La scure del Governo (PdL e Lega Nord) sui Comuni dell’Appennino


Dal 2010 il Fondo nazionale della Montagna, che finanziava gli investimenti dei Comuni in opere pubbliche, non c’è più. I 50 milioni di euro che il Governo Prodi aveva stanziato nella finanziaria del 2008 (50 milioni per ogni anno dal 2008 al 2010), sono stati cancellati, e quelli del 2009 (ancora da versare ai Comuni!) sono stati decurtati.
“I soldi non ci sono” dicono da PdL e Lega Nord. “C’è la crisi”.
Certo che c’è la crisi, e il Governo sta facendo ben poco per contrastarla. Ma la crisi non ha impedito al Governo (PdL e Lega Nord) di trovare 150milioni per il Comune di Catania, 150 milioni per i montepremi delle gare ippiche (made in Zaia), 600 milioni per Roma Capitale, 460 milioni per l’avvio del ponte di Messina (…ma non doveva essere finanziato dai privati, e non costare nulla allo Stato?)…per citare solo alcuni dei “miracolosi” ritrovamenti di risorse avvenuti nel percorso di approvazione della finanziaria.
Ma per la montagna, per la sua agricoltura, per le sue infrastrutture i soldi non si sono!
(...continua)

L’ “organo ufficiale” del Partito dell’Amore apre il nuovo anno… con un attacco al Presidente della Repubblica


Al "Giornale" di famiglia Berlusconi non è bastata la cordiale telefonata del Presidente del Consiglio e quel ringraziamento a Napolitano per averlo citato nel suo discorso di fine anno. Oggi il quotidiano diretto da Vittorio Feltri parte all'attacco dell'inquilino del Quirinale.
Linguaggio e riferimenti sono quanto di più becero e scontato per solleticare l'umore dei lettori con l'anno nuovo. Il titolo è "Che barba il discorso di Napolitano", occhiello "Piace a tutti perché non dice niente", catenaccio "Frasi di circostanza, concetti scontati, parole senza fatti: non è di questo che il Paese ha bisogno".
Dunque la strategia del “Giornale” di famiglia Berlusconi sembra sempre la stessa: demolire il Presidente della Repubblica, almeno fino a quando si “ostinerà” a farsi garante delle regole e a difendere la Costituzione dai tentativi di assalto della destra berlusconiana.
Il capo dello Stato dice cose giuste? Non importa. Nel gergo feltriano diventano “frasi di circostanza”. Il Paese ha bisogno di fatti e non di parole? Peccato che quei “fatti” di cui ha bisogno il Paese tocca farli a chi governa e non al Presidente della Repubblica...

venerdì 1 gennaio 2010

Napolitano: «Puntiamo su lavoro e giovani. Sì a riforme condivise, anche su giustizia e istituzioni»


Occupazione, coesione nazionale, giovani, riforme, solidarietà. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio di fine anno - il quarto del suo settennato - ha messo al centro i grandi e complessi temi sui quali la politica si troverà a dover dare delle risposte a breve.
Per riuscire a superare la crisi e uscirne con un'Italia più giusta, "occorre guardare con coraggio alla realtà nei suoi aspetti più critici, ponendo mano a quelle riforme e a quelle scelte che non possono più essere rinviate, e facendoci guidare da grandi valori: solidarietà umana, coesione sociale, unità nazionale", ha detto il Presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno. E la realtà, ha aggiunto, porta a guardare i problemi di coloro che hanno "avuto maggiori" problemi dalla crisi.
"La sicurezza – ha affermato - non sia pretesto per chi nega accoglienza con odiose preclusioni".
Ha anche espresso solidarietà al premier Silvio Berlusconi e rivolto un pensiero alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo e a quelle colpite dalle ultime alluvioni, eventi tragici nei quali tuttavia il paese ha saputo dare prova, a suo giudizio, di grande solidarietà.