mercoledì 9 dicembre 2009

Si riunisce il Comitato direttivo del PD casolano


Il Comitato direttivo del Circolo PD di Casola Valsenio si riunirà nella serata di giovedì 10 dicembre, alle ore 20,45 nella sede di Piazza Oriani 11, per trattare il seguente ordine del giorno:
- Presentazione del regolamento finanziario "Contributi degli eletti e nominati" del PD Casola Valsenio (Marco Unibosi);
- Approvazione del bilancio consuntivo 2009 del Circolo PD (Marco Unibosi, Massimo Barzaglia);
- Approvazione del bilancio di previsione 2010 del Circolo PD (Marco Unibosi, Massimo Barzaglia);
- Presentazione delle attività del circolo di Casola Valsenio per l'anno 2010 (Massimo Barzaglia);
- Presentazione del periodico I democratici per Casola - n° 5 che uscirà in dicembre (Giorgio Sagrini);
- 1000 piazze per l'Italia: punto informativo in piazza Oriani (venerdì 11.12) e tavola rotonda sul lavoro (sabato 12.12, ore 17 nella sede del Circolo PD) (Massimo Barzaglia);
- Presentazione della tavola rotonda "Un turismo innovativo e competitivo per Casola Valsenio" che si svolgerà sabato 19 dicembre alle ore 15 nella sede PD (Riccardo Isola).
- Presentazione delle attività di coordinamento per l'avvio della campagna tesseramento 2010 (Giuliano Visani).

martedì 8 dicembre 2009

La Lega Nord e la religione: predicare male e razzolare peggio!


La Lega Nord e il ministro (!?) Calderoli, impavidi difensori della croce e dell’occidente, attaccano il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi.
Qual è la sua colpa? Obbedire al Vangelo e predicare l’amore verso il prossimo.

Il Governo continua a non far niente per l'economia: cancellata la "green economy" dalla Finanziaria


A Casola investiamo in energie rinnovabili (nella foto, pannelli fotovoltaici sul tetto del Cinema Senio). Perché sappiamo che è giusto, che è necessario all'ambiente e all'economia. Per noi la politica è - ...o almeno ci sforziamo che sia - impegno per costruire un futuro migliore. Con responsabilità e coerenza.
Non abbiamo aspettato le decisioni di altri, abbiamo fatto delle scelte e stiamo cercando di metterle in pratica: installazioni fotovoltaiche negli edifici pubblici, impianti eolici, produzione di calore da biomasse legnose.
Con noi c'è la Provincia, c'è la Regione con il suo piano energetico, ci sono soggetti economici e imprese che vogliono condividere l'impegno per lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili.
In Europa, negli USA, gli investimenti in quella che viene chiamata "green economy" sono parte rilevante delle stragie di contrasto della crisi e per la ripresa, su nuove basi, dell'economia.
Il mondo è impegnato, a Copenhagen, a definire le strategie per sconfiggere il surriscaldamento del pianeta. L'Italia dovrebbe fare sua la parte, essere all'avanguardia in questa battaglia per il futuro.
Ma nel Governo italiano non c'è nè coerenza nè responsabilità. La Legge finanziaria ha bocciato tutte le misure a favore della "green economy". Una scelta grave perchè si tratta di misure capaci di tenere assieme il rilancio dell'economia e le questioni ambientali, come ad esempio il credito di imposta del 55% per l'efficienza energetica nell'edilizia, introdotto dal Governo Prodi, o gli incentivi per la rottamazione degli elettrodomestici più energivori, o ancora dei fondi per il trasporto pubblico locale. Tutto questo è stato cancellato. E non c'è traccia di alcuna strategia in campo energetico, per le rinnovabili.
Che possibilità ha, il nostro Paese, di essere credibile nelle sedi internazionali se non partiamo da questo, dal rafforzare quei settori che concretamente possono dare un contributo al taglio delle emissioni di CO2 dell'Italia e, al tempo stesso, favorire l'economia?
La risposta è evidente: nessuna credibilità.
L'11 e il 12 dicembre il PD sarà in piazza a Casola e in altre 1000 piazze d'Italia, anche per questo. Per dire che l'Italia meriterebbe un'altra politica e un altro Governo.

La religione senza Dio. Ovvero la Lega Nord.

Riportiamo questo interessante articolo di Ilvo Diamanti, La religione senza Dio.
Analizza il complesso e articolato fenomeno della Lega Nord, e la sua sfida insidiosa. “Perché etnicizza la religione e costruisce, al tempo stesso, una patria e un'identità. Ma anche una religione alternativa. In tempi segnati da una domanda di appartenenza e di senso acuta e diffusa. In Italia questo problema appare particolarmente rilevante, perché si tratta di un paese diviso, con un'identità nazionale debole e incompiuta. Di fronte a questa sfida, le scomuniche e l'indignazione rischiano di risultare risposte insufficienti. Inadeguate. Per gli attori politici. (Tutti, non solo quelli di sinistra. Anche per gli alleati di centrodestra). Ma soprattutto per la Chiesa.” (…)

lunedì 7 dicembre 2009

Il Financial Times su Berlusconi: "Non può governare l'Italia"

Stamane il Financial Times, principale giornale economico-finanziario del Regno Unito ed uno dei più antichi, autorevoli e letti del mondo, afferma che Silvio Berlusconi "non può governare l'Italia". In un commento non firmato nella pagina degli editoriali, espressione della direzione del giornale secondo lo stile della stampa anglosassone, il quotidiano della City afferma che il premier italiano è stato a lungo in grado di restare a galla a dispetto delle controversie che lo circondano; "ma le cose adesso, finalmente, stanno diventando serie per il Cavaliere", osserva l'articolo. Il FT ricorda che nei giorni scorsi Berlusconi è stato accusato in tribunale da un mafioso pentito di avere avuto legami con "Cosa Nostra" nel mezzo della campagna di attentati dei primi anni '90, accuse negate dal primo ministro ma che "ciononostante mettono in rilievo i suoi legami con Marcello Dell'Utri, un suo stretto collaboratore che sta facendo appello contro una condanna a nove anni di prigione per associazione mafiosa".
Il quotidiano londinese elenca quindi gli altri processi che gravano sul leader del PdL: quello per la corruzione dell'avvocato inglese David Mills, uno riguardante Mediaset, a cui si somma la richiesta di un'altra Corte di giustizia del pagamento di una garanzia bancaria sui 750 milioni di euro che la Fininvest è stata condannata a pagare come risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti per la controversa battaglia sull'acquisizione della Mondadori.
"Berlusconi è sotto assedio", riassume il Financial Times. Ai suoi problemi giudiziari si aggiungono la richiesta di sua moglie di un accordo di divorzio "punitivo", la "grande dimostrazione" di protesta del No Berlusconi Day e il fatto che "perfino il suo alleato, Gianfranco Fini, un possibile successore, è stato sentito dire che Berlusconi confonde la leadership con la monarchia assoluta". "E' prematuro dare per spacciato questo scaltro uomo politico, ma sta pattinando su un ghiaccio sottile", conclude l'editoriale.

40 anni fa la strage della Banca Nazionale dell'Agricoltura a Milano. Comincia lì la stagione nera delle stragi


È venerdì 12 dicembre 1969, alle 16.37. Una bomba collocata nel salone centrale della Banca Nazionale dell'Agricoltura a Milano (nella foto, il "buco" della bomba) provoca 17 morti e oltre 80 feriti.
È la madre di tutte le stragi, è l'inizio degli anni di piombo in Italia.
Contemporaneamente, in quello stesso pomeriggio di dicembre, altre tre bombe scoppiano a Roma e un'altra viene ritrovata a Milano, inesplosa, alla Banca Commerciale di piazza della Scala. La strage di piazza Fontana rimane un mistero senza colpevoli. Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi, neofascisti di Ordine Nuovo nel Veneto, vengono assolti in via definitiva così come, negli anni, erano stati assolti in via definitiva anche tutti gli altri imputati per strage, a cominciare dai neofascisti Franco Freda e Giovanni Ventura e dall'agente del SID Guido Giannettini.
Ma quella sulle bombe del dicembre 1969 è un'inchiesta senza fine, fatta di depistaggi, di clamorosi errori giudiziari, di trame oscure e di inconfessabili segreti di Stato.

Questa sera, 7 dicembre (ore 23.30 su RAIDUE) per la serie «La Storia siamo noi», Rai Educational presenta "Piazza Fontana" di Federico Lodoli e Giuseppe Giannotti.

Il 7 dicembre cade un altro anniversario. Un anno dopo la strage della Banca Nazionale dell'Agricoltura, nella notte del 7 dicembre 1970, la vita democratica italiana è minacciata da un oscuro pericolo: è in atto un complotto pianificato nei minimi dettagli per l'assalto ai centri nevralgici del potere, un colpo di Stato di destra, quello che verrà chiamato il "golpe Borghese". I ministeri dell'Interno e della Difesa, la sede della RAI, le centrali di telecomunicazione e le caserme sono presidiate in attesa dell'ordine di attacco, ma quando scatta l'ora decisiva tutte le forze mobilitate per il golpe sono richiamate a rientrare nei ranghi.
Il Paese, ignaro degli avvenimenti che si sono susseguiti nella notte dell'Immacolata, scopre quale rischio abbiano corso le istituzioni repubblicane soltanto il 17 marzo 1971, quando il quotidiano “Paese Sera” rivela l'esistenza di un progetto eversivo dell'estrema destra. I fatti e le vicende di quella notte nel documentario di "La Storia siamo Noi", di RAI Educational.

Clima, la sfida di Copenhagen


Perché la Conferenza di Copenhagen (COP15) è così importante?
A fine 2012 termina il primo periodo di adempimento del Protocollo di Kyoto ed è pertanto necessario negoziare i tagli delle emissioni per il periodo successivo. La mancata definizione di nuovi impegni di riduzione per l’inizio del 2013 sarebbe deleterio per l’efficacia della lotta ai cambiamenti climatici e per il mercato mondiale della CO2. Un accordo a Copenhagen è fondamentale per consentire i tempi tecnici necessari per rendere operativo il nuovo accordo prima della fine del 2012.

Cosa prevede il Protocollo di Kyoto?
Richiede complessivamente ai Paesi sviluppati di tagliare le proprie emissioni del 5% entro il 2012, rispetto ai valori del 1990. Gli USA si sono sottratti a tale obbligo, non ratificando il Protocollo. I Paesi in via di sviluppo, invece, lo hanno sottoscritto ma sono in questa prima fase esclusi da tagli vincolanti delle emissioni.

Cos’è l’UNFCCC?
È la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, definita nel 1992 a Rio de Janeiro. L’UNFCCC contiene i principi e gli indirizzi che la comunità internazionale ha deciso di adottare per affrontare i cambiamenti climatici. Gli incontri annuali dell’UNFCCC, chiamati “COP”, rappresentano l’unico ambito titolato a concordare e modificare le azioni e i trattati futuri, come avvenne nel 1997 con il Protocollo di Kyoto.

Come sono strutturati i lavori?
Esistono due tavoli negoziali indipendenti. Il KP è quello deputato a definire i nuovi vincoli di riduzione per i Paesi sviluppati che hanno aderito al Protocollo di Kyoto. Quello LCA, stabilito a Bali nel 2007, vuole invece stabilire degli obblighi per tutti i paesi sviluppati (inclusi gli USA) e le azioni che dovrebbero essere attuate dai Paesi in via di sviluppo per contribuire alla riduzione delle emissioni mondiali di gas serra.

Quali sono i possibili obiettivi per un accordo a Copenhagen?
Il IV Rapporto sui cambiamenti climatici dell’IPCC, il gruppo di scienziati di tutto il mondo che opera sotto il cappello ONU, ha presentato un chiaro scenario. Per contenere i possibili danni del riscaldamento globale sotto una soglia accettabile è necessario che l’innalzamento di temperatura (oggi pari a circa 0,75 °C) non superi i 2°C e per fare questo la concentrazione di CO2 in atmosfera (attualmente pari a 385 ppm) non deve superare i 450 ppm.

Quali nuovi impegni attendersi dai Paesi sviluppati (PS)?
Per mantenere la concentrazione di CO2 sotto i 450 ppm, gli scienziati dell’IPCC chiedono la riduzione entro il 2020 delle emissioni dei PS del 25-40% ed entro il 2050 dell’80%, tenendo come anno di confronto il 1990. Sull’obiettivo di lungo periodo esiste un largo consenso, ma l’accordo è difficile su quello al 2020. Ad esempio, l’obiettivo -17% proposto dagli USA è riferito al 2005 e se ricalcolato rispetto al 1990 è pari solo al -4% (il Protocollo di Kyoto prevedeva che gli USA raggiungessero il -7% entro il 2012).

Quali nuovi impegni attendersi dai Paesi in via di sviluppo (PVS)?
Non avendo i PVS completato il loro percorso di sviluppo economico e di lotta alla povertà non è pensabile attribuire loro degli obiettivi assoluti di riduzione delle emissioni. Il IV rapporto IPCC prevede invece che essi operino per la realizzazione di un percorso di sviluppo a minore contenuto di carbonio. È così ipotizzato che essi riducano la loro intensità di carbonio (emissioni di CO2/PIL) del 15-30% entro il 2020.

Vi sono altri punti in discussione?
I due tavoli KP e LCA intendono anche trovare come facilitare il trasferimento di tecnologie pulite a favore dei paesi in via di sviluppo e promuovere l’adozione di misure di adattamento, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo, in grado di ridurre l’impatto causato dai cambiamenti climatici.

È prevista la creazione di strumenti legati alle foreste?
Storicamente gli interventi sulle foreste sono stati rivolti alle azioni di riforestazione, laddove le foreste erano state precedentemente distrutte. Da Copenhagen dovrà invece uscire un nuovo strumento, denominato REDD, in grado di proteggere le foreste esistenti. Queste vengono di fatto ad acquisire il valore di capitale mondiale per la protezione del clima dell’intero pianeta, anziché di aree a scarso valore economico per il paese che le ospita.

Chi si accollerà l’onere economico di tutti questi interventi?
I Paesi sviluppati sono chiamati a contribuire in modo principale alla creazione di un fondo in grado di supportare i Paesi in via di sviluppo, soprattutto quelli cosiddetti “meno sviluppati”. Il fondo dovrà essere immediatamente operativo e costituito anche grazie a sistemi di tassazione del mercato della CO2. Ad oggi il consenso maggiore è perché esso venga gestito direttamente all’interno dell’UNFCCC.

L'art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana


PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

sabato 5 dicembre 2009

1000 piazze per l'alternativa, anche a Casola Valsenio


Venerdì 11 dicembre, dalle ore 9.30 alle ore 12.00, il PD casolano allestirà in Piazza Oriani un "banchetto", un punto informativo, per presentare le proposte del PD contro la crisi economica, per il lavoro, per la giustizia, per la riforma delle istituzioni democratiche. Le proposte per un'alternativa alla destra e al berlusconismo.

Occupazione, redditi, crisi economica: una "tavola rotonda" sul lavoro


1000 piazze per l'alternativa
Sabato 12 dicembre 2009, ore 17.00 nel Circolo PD di Casola Valsenio, in piazza Oriani 11.

Si discuterà di lavoro, di crisi economica e di come affrontarla, di come questa crisi sta cambiando le concrete condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie, si parlerà di reddito e di condizioni di lavoro. Insieme ai lavoratori delle principali aziende casolane, interverrà Gabriele Albonetti, parlamentare del PD, già Presidente della Provincia di Ravenna, impegnato in questo giorni in Parlamento nella discussione della Legge finanziaria 2010.
Come con gli agricoltori, la "tavola rotonda" verrà ripresa e pubblicata sul sito e sul nostro giornale, "I Democratici per Casola".

La controfinanziaria del PD


Da una parte una maggioranza confusa che afferma, si pente, ritratta. Poco più in là un governo allo sbando, con ministri troppo occupati a litigare fra loro e un premier sempre affaccendato nel risolvere i suoi problemi giudiziari. A completare il quadro, un relatore, quello per la legge Finanziaria 2010, che sfiorando il picco della schizofrenia, propone di ritirare tutti gli emendamenti e, praticamente, di azzerare tutto il lavoro svolto fin qui. A distanza siderale da questo ignobile teatrino, il Paese vero: quello che lotta ogni giorno contro la disoccupazione, quello che fa i salti mortali per arrivare alla fine del mese, quello che sa che la crisi economica non si risolve con un po’ di psicoterapia.
Nella Finanziaria “light” di Tremonti per questa Italia non c’è spazio. È per questo che il Partito Democratico ha preparato una serie di proposte alternative da discutere e inserire nel provvedimento.

mercoledì 2 dicembre 2009

"Il crocifisso non verrà tolto dalle scuole". Cristiano Albonetti, capogruppo di "Uniti per Casola" interviene contro le strumentalizzazioni del PdL


"Mi sono giunte voci (più di una a dire il vero) che, con la seduta del Consiglio Comunale di sabato scorso, verrà tolto il crocifisso dalle scuole". Inizia così l'ampio intervento del Capogruppo di "Uniti per Casola", Cristiano Albonetti - pubblicato nel sito di Uniti per Casola" - che descrive come è andata la discussione e il voto che ha portato all'approvazione, in Consiglio comunale, il 28 novembre, dell'ordine del giorno intitolato "Il crocifisso è simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità e la sua presenza nelle aule scolastiche non contrasta con la laicità dello Stato e con la libertà di educazione".
"Primo punto - afferma Cristiano Albonetti - è una notizia assolutamente falsa e strumentale (per aumentare il numero di contatti del sito del PdL casolano? Per raccogliere preferenze al PdL?). Secondo punto: non esiste una ragione per farlo. Se leggete attentamente la sentenza della CEDU, anche la Corte Europea usa largamente la forma condizionale a sottolineare come sia indecisa sul da farsi". (...)

"Immagini di Oriani a un secolo dalla morte"


Massimo Isola pubblica su "Lo Spekkietto" un interessante articolo sulla personalità e l'opera di Alfredo Oriani, nel centenario della sua scomparsa, avvenuta il 18 ottobre 1909.
"Un secolo fa moriva Alfredo Oriani. Nel 1909 al Cardello si chiudeva la vita di uno degli intellettuali più complessi e sfuggenti dell’Italia post risorgimentale, voce pungente e spigolosa di un mondo culturale che non aveva trovato ancoraggio nell’impianto identitario della nuova Italia. Alfredo Oriani è stato fino in fondo “uomo del proprio tempo” ed in quest’ottica va analizzata la sua opera. Opera impegnativa sul piano quantitativo e qualitativo, che ha toccato i più diversi registri espressivi: il romanzo, il racconto, il teatro, la poesia, il saggio storico, il giornalismo". (...)

Consiglio comunale del 28 novembre: approvati alcuni OdG presentati da "Uniti per Casola"


Nella seduta del Consiglio comunale del 28 novembre 2009, il Gruppo consiliare di centrosinistra "Uniti per Casola" ha presentato 4 ordini del giorno, su diversi argomenti: contro i tagli della legge finanziaria 2010 al comparto agricolo; per la soppressione e la restituzione dell'IVA pagata sulla Tariffa igiene ambientale (rifiuti); a sostegno della posizione espressa degli Enti locali della provincia di Ravenna in difesa del nostro territorio, che denuncia la politica del Governo contraria ai Comuni e al sistema delle autonomie locali; sul crocifisso nelle aule scolastiche, la cui presenza non contrasta con la libertà religiosa e con la libertà di educazione dei figli, che sono tutelate dalla Costituzione e dalle istituzioni democratiche.
Nella stessa occasione, il Sindaco e la giunta hanno risposto a tre interrogazioni dei consiglieri di minoranza (Fondo famiglie; Scarichi fognari nel Rio Casola; Possibilità di parcheggiare in Piazza Sasdelli).
Gli ordini del giorno, tutti approvati, e le risposte alle interrogazioni, sono consultabili nel sito del Gruppo "Uniti per Casola".

martedì 1 dicembre 2009

Bersani: "Dialogo sulle riforme solo se cade il processo breve"


"Il processo breve è un'aberrazione agli occhi dei cittadini. Non accelera i procedimenti giudiziari, li abolisce. Perciò si parte da qui. Berlusconi ritiri la norma, poi si può avviare un confronto sulle riforme".
A pochi giorni dal No-B day il neosegretario del Pd Pierluigi Bersani conferma la sua linea: le riforme ci vogliono ma senza leggi ad personam. E sulla piazza anti-Cavaliere dice: "Le parole d'ordine e i promotori sembrano mutati. Se sarà così e nessuno ci metterà il cappello andranno i nostri militanti e i nostri dirigenti".
(Leggi l'intervista a Pier Luigi Bersani)

Una manovra tutta da rifare


Arriva la Finanziaria alla Camera ma dopo tutte le dichiarazioni di facciata ci si accorge che non c'è più traccia del testo che è stato licenziato dal Senato e che, dopo due mesi di iter parlamentare, il Governo ora vuole ignorare ogni forma di concertazione con le forze dell'opposizione. Una presa in giro che non potrà essere liquidata in 48 ore. Il PD chiede la possibilità di ascoltare i Ministri interessati alle nuove misure deliberate dal governo per poter dare il proprio contributo a migliorare la legge finanziaria 2010.
Una finanziaria “light”o di sole promesse? A farne le spese saranno gli italiani e soprattutto i giovani precari e le piccole e medie imprese sempre più in difficoltà per l'inerzia del governo nell'affrontare la crisi economica. Per Pier Luigi Bersani, "due milioni di disoccupati sono un balzo indietro di sei anni: i dati Istat sull’occupazione confermano in maniera evidente quello che gli italiani sanno bene per esperienza, che la crisi picchia duro e colpisce i lavoratori, i giovani precari, le imprese specie quelle piccole. In prospettiva il dato è ancora più allarmante se si considera il numero senza precedenti dei lavoratori in cassa integrazione".
“Speriamo – ha continuato il segretario del Pd - che il governo la smetta di dire che le cose vanno bene e prenda atto dei problemi. Noi, già con la mobilitazione dell’11 e del 12 dicembre, che ha al suo centro il tema del lavoro, porteremo in piazza le proteste e le preoccupazioni dei cittadini insieme a proposte concrete per difendere il lavoro e dare una spinta reale all’uscita dalla crisi”.
(continua...)

lunedì 30 novembre 2009

L'art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana


PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

venerdì 27 novembre 2009

giovedì 26 novembre 2009

La Voce del Padrone


Berlusconi: "Il PdL decide tutto a maggioranza. Chi non è d'accordo è fuori!"

NOTE CASOLANE - Sabato 28 novembre 2009, si ricorda il 65° della liberazione di Casola



Il 29 novembre 1944 è per Casola Valsenio il giorno della liberazione. Quel giorno di 65 anni fa entrò a Casola una cinquantina di militari della Divisione Indiana dell'8^ Armata Inglese.
Nel luogo dove è stata collocata la lapide a ricordo di quel giorno e di quei militari - in Via Cardinal Soglia - sabato 28 novembre, alle ore 10.30 verrà deposta una corona d'alloro.
La cerimonia sarà preceduta, alle ore 10,00, dall'inaugurazione della mostra documentaria: "1919 - 1948: 30 anni di storia italiana, dalla fine della 1^ guerra mondiale alla Costituzione"organizzata dalla sezione ANPI “G. Baffé” di Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno. (La mostra resterà aperta fino al 5 dicembre dal lunedì al sabato dalle ore 9,00 alle 13,00).

Quei giorni di novembre 1944...
“Nella notte tra il 26 e il 27 novembre – scrivono Beppe Sangiorgi e Amilcare Mattioli nel libro, pubblicato dall’ANPI casolana nel 1994, “La Resistenza sui monti di Casola” – i pochi carri armati e autoblindo tedeschi rimasti in linea, i reparti someggiati e le truppe di fanteria abbandonano le loro posizioni e attraverso il paese si ritirano sui Gessi.
L’operazione è condotta con molta cautela e organizzazione, tanto che neppure gli avamposti alleati di accorgono dell’esodo che viene attuato.
In paese e lungo le principali vie di comunicazione rimangono però alcune pattuglie di guastatori che nel corso del 27 minano tutti i pozzi di acqua potabile, il palazzo municipale, il ponte della Soglia, la strada del Vignozzo e anche molti campi verso Zattaglia. Purtroppo nessun tentativo di disinnescare le mine è realisticamente pensabile, perché nella zona non sono presenti forze antifasciste organizzate e armate a tal punto da poter sopraffare le pattuglie tedesche che sorvegliano attentamente i luoghi minati.
Prima dell’alba del giorno 28 novembre una serie di esplosioni distrugge il Municipio, il ponte della Soglia, i pozzi di acqua potabile del paese e nel corso della giornata sono distrutti anche il ponte del Cardello e dei Monteroni, dopo di che anche le retroguardie tedesche raggiungono i ripari dei Gessi.”
Il 28 novembre 1944 al posto del grande Municipio c’era un cumulo di macerie. Non c’era più l’archivio storico del Comune, con i registri e le carte comunali tra cui la documentazione del periodo in cui Casola esercitava giurisdizione sui territori della Valle del Santerno. Si salvarono solo i registri dello stato civile e poche altre carte, grazie all’iniziativa di Luigia Menni, Romeo Sagrini, Guido Ricciarelli.
E ancora il 28 novembre gli Alleati, che avevano il loro comando alle Cortine nella valle del Cestina, continuarono a cannoneggiare il paese.
Alcuni ex partigiani e patrioti casolani – Giovanni Tabanelli, Imerio Turicchia, Antonio Benericetti e Ermanno Bassani – la mattina del 29 novembre decidono allora di raggiungere il comando alleato per fare cessare l’inutile bombardamento.
Il tiro dei cannoni fu quindi alzato verso i gessi – dove si erano appostati i tedeschi – e ci si accordò per fare entrare una pattuglia alleata in paese.
“Partimmo dalle Cortine con circa 50 indiani al comando di un capitano pure indiano e – racconta Giovanni Tabanelli - io li precedevo mentre Bassani stava in coda. (…) La notizia del nostro arrivo in paese si propagò in un baleno e già nel piazzale della chiesa si era radunata una piccola folla. Malgrado i miei avvertimenti i casolani si fecero pericolosamente vicini tanto che i soldati indiani li allontanarono gridando e puntando le armi, anche se in effetti intorno c’erano solo donne, vecchi e bambini.
Finalmente potemmo proseguire lungo la strada del muraglione fino alla Piazza Oriani: i soldati procedevano guardinghi ai lati della strada con le armi puntate verso le finestre e riparandosi dietro gli angoli e le colonne dei portici mentre i bambini, al centro della strada, gridavano e facevano segno che non c’era pericolo, che i tedeschi se n’erano andati.
Una volta constatato che il paese era sgombro da forze nemiche, il capitano si acquartierò nel Palazzo Unganìa. I rapporti con la popolazione civile si erano intanto fatti più cordiali e dopo il rancio prese corpo un piccolo commercio di sigarette, cioccolato e altri generi che mancavano da molti giorni in paese. Non furono però tollerati assembramenti e gli indiani non lasciarono cadere del tutto una certa aria di sospetto. (…)
A sera la compagnia indiana abbandonò il paese e fece ritorno al Comando ripercorrendo la strada del mattino e portando con sé due tedeschi che si erano dati prigionieri ad Aurelio Ricciarelli nei pressi del paese e che questi aveva rinchiuso in uno stalletto.
Qualche giorno dopo il comando alleato prese definitivamente sede a Casola.”
Casola era libera, ma la guerra non era ancora finita.
Ci sarebbero stati ancora lunghi mesi di sofferenze, privazioni e lutti, fino alla fine del conflitto e al ritorno della pace e della democrazia nella primavera del 1945.

mercoledì 25 novembre 2009

Un viaggio dentro la crisi.

La crisi bisogna affrontarla. Ma bisogna soprattutto guardare in faccia gli studenti, i giovani, le famiglie, i lavoratori, che ogni giorno sono costretti a fare i conti, con questa crisi. Ci hanno ripetuto che stava e sta andando tutto bene, che era ed è solo un risvolto psicologico, questa crisi. La finanziaria è vuota, scarna; le promesse sono rimaste tali e sono aumentati solo i tagli. Dimentichiamo, sono aumentate anche le proposte di legge per bloccare i processi di Sivlio Berlusconi. Ma l’Italia, quella vera, è un’altra. Quella che non si occupa di come bloccare i processi, e non si preoccupa di paralizzare l’intero parlamento per risolvere i problemi di una sola persona. Dentro la crisi ci sono tante storie e tanti viaggi diversi. Ne raccontiamo uno, consapevoli che purtroppo molti altri avvengono quotidianamente. Anche per loro organizzeremo iniziative e scenderemo in piazza in dicembre, perché vogliamo preoccuparci di problemi veri e di persone vere. Le balle e le barzellette le lasciamo a Silvio Berlusconi e ai suoi devoti sudditi.
Leggi questa storia…

Lunedì 30 novembre, ore 18.00 nella Sala Bigari del Municipio di Faenza

Un altro bel regalo del Governo: spariti i 103 milioni necessari ai Comuni per pagare i libri degli alunni della scuola elementare


Il governo ha azzerato lo stanziamento di risorse, allocato sul bilancio del Ministero dell’Interno guidato da Roberto Maroni, utilizzato dai Comuni per garantire la gratuità dei libri di testo agli alunni della scuola elementare e agli studenti meno abbianti di medie e superiori. Si tratta di 103 milioni di euro, rifinanziati l’ultima volta dal governo Prodi per il triennio 2007 - 2009.
Ma nella legge di bilancio 2010, in discussione alla Camera, i soldi non ci sono.
«Un bel regalo di Natale per la scuola pubblica e per le famiglie», commenta con ironia Manuela Ghizzoni, capogruppo PD in Commissione cultura di Montecitorio. Eppure l’obbligo della gratuità per le elementari è previsto dalla legge del lontano 1964, tuttora vigente, così come non è stata abrogata la norma del Governo D'Alema che ha esteso il beneficio ai ragazzi delle medie e delle superiori.
Oggi il Governo annuncia che per tappare questo buco attingerà risorse dal magico scudo fiscale, che sarebbe più opportuno chiamare scudo spaziale, per l'ampiezza degli interventi che dovrà coprire: se questo intervento non ci sarà dovranno essere i Comuni, con altre entrate(?!), a far fronte a questa spesa.
È questo il federalismo che hanno in mente il PdL e la Lega Nord?

lunedì 23 novembre 2009

Con Berlusconi ci sono sempre i problemi suoi, mai i problemi nostri.

Il PD lancia la mobilitazione nazionale "1000 piazze per l'alternativa": due giorni, l'11 e il 12 dicembre, per presentare le proposte su lavoro, scuola, salute, giustizia, ambiente, riforme. All'insegna dell'alternativa di governo, da costruire con il popolo delle primarie.

La Segreteria del Circolo casolano del PD deciderà nei prossimi giorni le iniziative che, nell'occasione, verranno organizzate a Casola. Su questo e altri argomenti, è prevista inoltre la riunione del Comitato direttivo del Circolo nella serata del 10 dicembre.

L'art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana


PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

domenica 22 novembre 2009

Non finisce qui!


La Regione Emilia-Romagna sta studiando il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto che privatizza i servizi idrici e i servizi pubblici locali

La Regione scende in difesa del modello emiliano-romagnolo di gestione della fornitura di acqua e del ciclo rifiuti. Contro il decreto Ronchi, passato con voto di fiducia alla Camera, l’ufficio legale della Regione è al lavoro per studiare un ricorso alla Corte Costituzionale.
E anche se l’attenzione è concentrata sulla “privatizzazione” del ciclo idrico, l’allarme è forte se non maggiore sul ciclo rifiuti. In altre parole, i soggetti privati possono certo operare nella raccolta rifiuti ma tariffe e attività devono rimanere sotto lo stretto controllo delle istituzioni pubbliche.
Anche le Organizzazioni sindacali chiedono garanzie sull’impegno della Regione per mantenere il controllo pubblico dei servizi idrico e rifiuti. E’ forte infatti la preoccupazione sugli effetti del decreto Ronchi sulle norme regionali dell’Emilia-Romagna che affidano una forte responsabilità alle istituzioni pubbliche nella definizione della tariffa di riferimento e nel controllo (sanzioni comprese) sui gestori dei servizi ambientali. Quelle norme rischiano di sparire!
In particolare oggi, grazie al sistema di regolamentazione esistente in Emilia-Romagna, non è possibile far rientrare nelle tariffe costi incontrollati; inoltre c’è l’obbligo di reimpiego dei proventi delle tariffe per il miglioramento del servizio stesso.
Sui servizi idrici, inoltre, il DDL Ronchi, non solo taglia fuori gli enti locali dal controllo sulla fornitura e sulle tariffe, ma obbliga le società quotate in borsa come Hera, a “riequilibrare” la distribuzione delle quote in favore dei privati. Così gli enti locali, tra cui il nostro, che oggi controllano il 59% di Hera devono scendere al 40% entro il 30.6.2013 e al 30% entro il 2015. Per farlo i Comuni e i loro Consorzi (nel caso nostro ConAMI) dovranno vendere una parte delle proprie azioni, in tempi prefissati, con una chiara alterazione della concorrenza e del mercato (…mercato!?!) che porterà presumibilmente a una svalutazione delle stesse azioni, e dunque a un danno economico per i soci pubblici, ma anche privati.

Ormai nel PdL sono ...tutti contro tutti


"Il ministro Tremonti esercita un potere di veto sulle iniziative di tutti i ministri. Un blocco cieco, cupo, conservatore, indistinto". Lo afferma il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta secondo cui finchè c'era la crisi "il rigore conservatore" di Tremonti "ha funzionato" ma ora, sottolinea, "bisogna cambiare passo".
Intervistato dal Corriere della Sera (22.11.09), Brunetta spiega che tutti i ministri la pensano come lui. "Tutti soffrono per il potere di veto di Tremonti", afferma. "Il Tesoro - aggiunge - esercita un egemonismo leonino, opaco, autoreferenziale. Una iattura. E lo dico convinto di interpretare lo spirito dell'intero governo».
Poco dopo arriva la replica di Paolo Bonaiuti, portavoce del premier: "La linea di Tremonti è quella di Berlusconi".
Fino a quando?

La Scienza antidoto contro la guerra

Facciamo due conti. La portaerei italiana Cavour è costata 1.400 miliardi di euro: con quei soldi in Italia si costruiscono 4000 asili nido. Per un sottomarino classe Virginia ci vogliono 2,7 miliardi di dollari, quanto un anno di cure per 7,5 milioni di donne africane sieropositive. Andiamo avanti? Mantenere le armi del mondo costa ogni giorno 4 miliardi dollari: significa che ogni 24 ore (guardate l'orologio) bruciamo l'equivalente dei programmi Oms di controllo della malaria, malattia che provoca un milione di morti ogni anno.
Sono queste le cifre che scienziati e premi Nobel hanno snocciolato ieri a Milano nel corso di “Science for peace”, la conferenza mondiale organizzata dalla Fondazione Umberto Veronesi. (...)

sabato 21 novembre 2009

Superamento del bicameralismo perfetto e diminuzione del numero dei parlamentari: già presentata in Senato la proposta del PD


Un’opposizione che sia alternativa di governo e non solo cane da guardia. L’aveva promessa Pier Luigi Bersani la notte della sua elezione a segretario del Partito Democratico. La stanno mettendo nero su bianco la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro e il suo vice Luigi Zanda. Porta la loro firma infatti la proposta di legge che pone fine al bicameralismo perfetto e riduce sensibilmente il numero di deputati e senatori.
L’obbiettivo dei democratici è quello di trasformare una proposta unilaterale in una mozione bipartisan, condivisa da tutti gli schieramenti politici, non solo per darle maggiore spessore e quindi più concrete possibilità di diventare legge, ma anche per ribadire definitivamente che “le riforme non si fanno a colpi di ariete e con voto di maggioranza”.

Cosa cambia? Nel dettaglio il testo presentato dai senatori PD prevede la riduzione dei deputati da 630 a 506 e dei senatori da 315 a 212; la fine del bicameralismo perfetto e la trasformazione del Senato in Senato delle regioni; la ridefinizione delle competenze tra Camera politica e Senato delle Regioni. Senza contare che l’approvazione del nuovo assetto comporterebbe la preparazione di una legge elettorale da adattare al nuovo Senato.
"C'e' un impulso del Pd sul tema delle riforme vere che mostra di dare qualche frutto. Si dimostra – afferma il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani - che quando si parla di superamento del bicameralismo, riduzione del numero di parlamentari e di una riforma della Costituzione che non ne tocchi lo spirito e le parti fondamentali, noi siamo pronti non solo a discutere ma a far valere le proposte che abbiamo già presentato con la mozione firmata da Finocchiaro e Zanda".

Il flop della social card


A 12 mesi dal suo lancio – era partita ufficialmente l’1 dicembre 2008 - la carta acquisti (social card) ha raggiunto meno della metà dei "bisognosi" previsti dal ministero dell'Economia: 627.000 le richieste accolte e solo 450.000 i beneficiari attuali, di fronte a una previsione governativa di 1.300.000 persone.
La causa? Requisiti troppo stretti e procedure farraginose.
La carta acquisti è come un normale bancomat, utilizzabile "per il sostegno della spesa alimentare, sanitaria e il pagamento delle bollette della luce e del gas". Vale 40 euro al mese, caricati bimestralmente.
Gran parte delle carte sono andate al Sud Italia, con la Sicilia a farla da campione. Alcune regioni sono state fortemente penalizzate. In Veneto su 180.000 pensionati con limiti di reddito sotto i seimila euro, a gennaio erano state rilasciate solo 12.000 carte, contro le 100.000 attivate in Campania (dove i pensionati aventi diritto sarebbero 140.000).
Uno strumento caritatevole come la social card si è dunque dimostrato inefficace, per i numeri che si attestano sotto al 50% delle previsioni, e oneroso, perché la carta ha degli assurdi e alti costi di gestione.
Anche questo l’avevamo detto!