lunedì 18 gennaio 2010

L'art. 9 della Costituzione della Repubblica Italiana


PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

domenica 17 gennaio 2010

TESSERAMENTO PD 2010


Per iscriversi o rinnovare l'iscrizione al PD, il Circolo casolano del PD, in Piazza A. Oriani 11, sarà aperto:
SABATO 23 E DOMENICA 24 GENNAIO
SABATO 30 E DOMENICA 31 GENNAIO
dalle ore 10.00 alle ore 12.00
Il Circolo sarà aperto anche nelle settimane successive, la domenica mattina, dalle ore 10.00 alle ore 12.00.
Per l'iscrizione al PD potete inoltre contattare: Sante Dardi (339.8810427); Giuliano Visani (339.3183787); Massimo Barzaglia (335.5360495), oppure scrivere a info@pdcasolavalsenio.it

Intervista a Vasco Errani: "Mai il nucleare, il governo dica agli elettori dove vuole la centrale"


Il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, contro la riapertura di Caorso. "Vicenda assurda" afferma. "Bonificare la zona è già costato un miliardo e mezzo di euro... Noi puntiamo sul fotovoltaico".
"Non accetteremo mai il ritorno del nucleare sul nostro territorio, in ogni caso il governo deve lasciar decidere i cittadini: lo sfido - ha dichiarato Errani nell'intervista pubblicata oggi da l'Unità - a dire prima delle elezioni, se davvero intende proseguire su questa strada, dove e come pensa di collocare le centrali".
L'Emilia-Romagna è tra le 11 Regioni che hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto del governo che vorrebbe riportare indietro l'Italia di vent'anni, quando - nel 1987 - con un referendum popolare i cittadini italiani decisero di abolire il nucleare.

Il nucleare delle bugie


Il governo, già in campagna elettorale, imbroglia i cittadini rifiutandosi di dire dove vorrà realizzare le centrali nucleari: una scelta impopolare che viene rimandata a dopo le elezioni.

Il governo ha deciso di tenere nascosta la lista dei siti dove sorgeranno le centrali nucleari volute da Scajola e da Berlusconi. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito interrogato durante il question time alla Camera da Ermete Realacci sull'esistenza di possibili siti nucleari, dapprima ha temporeggiato, poi si è rifiutato di dare informazioni.
Non conviene dirlo adesso, meglio rimandare il dove, il come e il quando parlare di nucleare al giorno dopo l'esito delle urne. E’ una furbizia, una delle tante a cui ci ha abituato la destra.
“Sui siti il Governo mente”, ha affermato Ermete Realacci. “La realtà è che si vogliono superare le elezioni regionali, negando ai cittadini, che con il referendum avevano detto di no al nucleare, la possibilità di fare di questo un punto di valutazione dei candidati in lizza. E magari Berlusconi e Scajola, come hanno già fatto in precedenti occasioni, in ogni regione che visiteranno in campagna elettorale rassicureranno che quello non sarà il sito dove costruire una centrale nucleare. E’ uno stratagemma per aggirare il confronto democratico che il Partito Democratico ritiene inaccettabile”.
“Smaschereremo questo imbroglio nei confronti degli italiani” ha proseguito Realacci. “La soluzione ai problemi energetici del paese non è un ritorno al nucleare che, a questo stato di tecnologia comporta costi elevati, tempi molto lunghi, problemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive, ma un forte investimento in efficienza, risparmio energetico, innovazione tecnologica, fonti rinnovabili per affrontare le sfide che abbiamo davanti oltre ad accompagnare, aiutare, sostenere le scelte di imprese, istituzioni, cittadini che consentono di migliorare la qualità della nostra vita e la competitività della nostra economia, cogliendo le opportunità offerte dalla green economy”.

Bettino, brigante o leader? La parola agli storici...


di Pietro Spataro

Un brigante o un grande leader? Parlare di Craxi Benedetto, detto Bettino, a dieci anni dalla morte vuol dire fare ancora i conti con questi opposti sentimenti. Ma sotto l’urto delle passioni è difficile fare il bilancio di un’esperienza politica che ha segnato un quindicennio della storia d’Italia. Quando nel luglio del ’76 a 42 anni Craxi espugna il Midas e diventa segretario di un Psi agonizzante è quasi uno sconosciuto. C’è chi, come Fortebraccio sull’Unità, lo definisce «Nihil, il signor Nulla» e chi, dentro il suo partito, pensa che sia solo una soluzione di transizione. Sbaglieranno tutti, perché l’uomo è determinato, aggressivo, spregiudicato: sa che la partita è difficile e vuole giocarla a tutto campo, senza mediazioni. «Primum vivere» dice ai suoi.
(continua...)

I segreti di Renata


Le inchieste di Europa, curate da Gianni Del Vecchio, che smontano il "mito" Polverini, la sindacalista dell'Ugl che punta alla conquista della regione Lazio.

La storia imbarazzante e sconcertante di Renata Polverini, candidata dal centro-destra a guidare la Regione Lazio, scoppia all'improvviso l'8 Gennaio, grazie a Gianni Del Vecchio, un giovane giornalista di "Europa", quotidiano della Margherita e oggi del PD.
L'inchiesta svela il giochino, enorme e indecente, delle tessere gonfiate dell’UGL (l'ex CISNAL, il Sindacato della destra missina) decuplicate rispetto alla loro reale consistenza: più tessere, più potere di rappresentanza, più poltrone di sottogoverno.
E' una lettura utile e interessante.

sabato 16 gennaio 2010

In tanti alla manifestazione contro la chiusura dell'OMSA di Faenza


Grande successo per la manifestazione che questa mattina si è svolta a Faenza per sostenere le 320 lavoratrici dello stabilimento Omsa di Faenza che sono in lotta contro l'intenzione del gruppo Golden Lady di chiudere lo stabilimento faentino.
Il corteo è partito intorno alle 9.30 da piazzale Pancrazi, ha percorso Corso Mazzini per arrivare in piazza Nenni (la Molinella).
"Non accettiamo la volontà della proprietà del Gruppo Omsa di cessare l'attività nello stabilimento di Faenza per realizzare un'ulteriore delocalizzazione", ha affermato il sindaco di Faenza, Claudio Casadio davanti alle centinaia di persone affluite nella piazza.
Numerosi gli interventi dei rappresentanti dei sindacati. In particolare Zoli, in rappresentanza delle categorie dei tessili di Cgil, Cisl e Uil, ha ribadito la forte volontà di continuare a lavorare nello stabilmento e di non accettare alcuna riduzione di organico.
E' seguito poi l'intervento di Idilio Galeotti, a nome delle Segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil: "Nell'incontro del prossimo 20 gennaio torneremo a ribadire che non siamo disposti ad accettare la chiusura dello stabilimento".

Leggi i commenti sulla preparazione della manifestazione nell'articolo del "Corriere di Romagna".

Tagli alla montagna, all'agricoltura, ai Comuni, ma non a Palazzo Chigi


Hanno tagliato i fondi ai Comuni ...e ai piccoli Comuni, hanno eliminato quel poco che ancora restava nel Fondo nazionale per la montagna, hanno tolto risorse all'agricoltura, non ci sono soldi per ridurre il carico fiscale alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese... ma a Palazzo Chigi si sprecano centinaia di milioni di euro.
Conti fuori controllo, 1.400 dipendenti di troppo, milioni buttati per gli show del Cavaliere, segretarie pagate come direttori. Ecco come Berlusconi ha trasformato la presidenza del Consiglio in una reggia.



Haiti: il Partito Democratico per i terremotati

venerdì 15 gennaio 2010

Fisco: clamorosa marcia indietro del Governo


Berlusconi lo annuncia fin dalla sua celeberrima “discesa in campo”, ma il taglio delle tasse, tanto atteso dagli italiani e soprattutto tanto utile in un momento di grave crisi economica, va solo ad allungare la lista delle “promesse mancate”.
A chiunque è evidente che si tratta di una clamorosa marcia indietro che arriva dopo aver agitato in termini propagandistici il tema del fisco, e della riduzione del carico fiscale con l'introduzione di due sole aliquote.
Ma dire che non si interviene sul fisco perchè c'è la crisi (...ma Berlsuconi non lo sapeva!?) e' una contraddizione in termini.
Noi pensiamo che si debba Bisogna intervenire proprio perché c'e' la crisi ed è urgente agire per favorire i consumi e gli investimenti anche attraverso la fiscalità. E' ciò che il PD propone da mesi.
Ancora, l'attenzione del PdL e della Lega Nord è per altre cose: la giustizia e le vicende giudiziarie del Presidente del Consiglio.

Siamo i primi in Regione: in provincia di Ravenna un impianto fotovoltaico ogni 560 abitanti


La Provincia di Ravenna è prima nella graduatoria regionale degli impianti fotovoltaici installati per numero di abitanti: uno ogni 560 (Ferrara risulta ultima con un impianto ogni 1293 abitanti).
Complessivamente in provincia di Ravenna, nel 2009, risultano 690 impianti (terzo posto, dopo Bologna con 1092 impianti e Modena con 924), per 6750 kilowatt.
Casola Valsenio contribuisce a questo risultato con gli impianti realizzati da "Senio Energia" nell'ultima parte del 2009, a cui si aggiungeranno quelli di Mezzo Mondo, del Centro per l'Infanzia lo Scoiattolo, dell'ex Scuola media, della Biblioteca e dei Vecchi Magazzini.
I 270 kw installati a Casola Valsenio corrispondono al 4% del totale provinciale.
Ne parla Il Resto del Carlino di oggi, con un'intervista all'Assessore provinciale Andrea Mengozzi.

(Dal sito del Gruppo consiliare "Uniti per Casola")

Per il Sud, legalità e lavoro


Legalità e lavoro: sono queste le gambe su cui dovrà reggersi il mezzogiorno. Due pilastri li ha chiamati Pier Luigi Bersani in visita in Calabria (Rosarno, Lamezia Termi e Palmi) per incontrare le forze sociali e costruire la piattaforma del PD per il Sud. "Siamo qui a discutere di lavoro, dopo che ieri siamo riusciti a mettere sotto la maggioranza – spiega - cioè approvare un documento che riprende il tema Mezzogiorno e quello del lavoro per i giovani, anche con proposte concrete perché bisogna camminare su due gambe, una sola non basta. Legalita' e lavoro, questa e' la nostra piattaforma per il Mezzogiorno, attraverso un piano straordinario".
Parlando alle forze sociali che da sempre sono impegnate nella lotta sul territorio contro la criminalità organizzata, Bersani si richiama alle proposte anti-‘ndrangheta, presentate dal PD nella conferenza stampa di martedì scorso. "Abbiamo presentato un progetto di 7 punti per dare piu' forza al contrasto alla 'ndrangheta. Sono punti sui quali si dovrebbe trovare una intesa rapida per dare il segno che lo Stato e' presente con nuove norme e forze. Ci sono dei punti sui quali l'accordo e' difficile, come quello delle intercettazioni. La possibilità di usare le intercettazioni in modo opportuno, funzionale e' importante per il contrasto alla 'ndrangheta. Su questo mi pare che tra noi ed il centro-destra ci siano opinioni differenti".

mercoledì 13 gennaio 2010

Haiti, terremoto apocalisse. Migliaia di morti.


Port au Prince (Haiti).
La capitale del paese più povero dell'intero continente americano è stata distrutta dal sisma più violento mai registrato nei Caraibi. L'Onu stima che un terzo dei 9 milioni di abitanti di Haiti sia stato colpito. Ed il primo ministro Jean Max Bellerive ha parlato di oltre centomila cadaveri. Ma dire “terremoto” non può rendere l'idea, neppure a chi lo ha già provato sulla sua pelle. Non è stata una scossa la prima, ma un lungo, interminabile, ondeggiare e sobbalzare della terra: 60 secondi di terrore, di edifici che crollavano come tessere di domino, di automobili sbalzate in aria.
I sismologi dell'istituto americano di geofisica Usgs hanno classificato la prima botta di maglio, quella scatenata alle 16.53 di ieri dalla rottura della faglia ad appena 15 chilometri da Port au Prince, come di magnitudo 7.0 sulla scala Richter. L'energia liberata è stata pari a quella di una bomba H da 32 megaton. Circa 30 volte più potente del terremoto che ha distrutto L'Aquila (5,8 Richter), mille volte più distruttiva dell'atomica sganciata dagli americani su Nagasaki nel 1945 (32 kiloton). Da quel momento, nelle 17 ore successive, un bombardamento di altre 35 scosse: nessuna al di sotto dei 4.5 gradi Richter. Era il tramonto, quando l'equilibrio della Terra si è spezzato. La notte ha coperto la disperazione e dato il via libera agli sciacalli. (fonte ANSA)

Come aiutare il popolo di Haiti con donazioni.

Incendio in un garage del condominio ACER di Via Don Milani


Nella mattinata di ieri un incendio ha gravemente danneggiato un garage nel condominio ACER (ex IACP) di Via Don Lorenzo Milani. Il racconto di quanto accaduto nell'articolo sull'edizione odierna del Resto del Carlino.

Elezioni comunali di Faenza: nel PdL volano gli stracci


Nel centrodestra faentino, e più precisamente nel PdL (Popolo della Libertà) la discussione sulla candidatura a Sindaco da contrappore a quella di Giovanni Malpezzi, sostenuto dal PD e dal centrosinistra e uscito vincitore dalle elezioni primarie del 13 dicembre scorso (che hanno visto la parrtecipazione di oltre 7.000 elettori), è degenerata in uno scontro senza esclusione di colpi, dove tutti sono contro tutti (ex AN contro ex Forza Italia, ex socialisti contro ex missini, ecc.).
Di programmi, proposte e idee per la città nemmeno l'ombra. Solo personalismi. Ne dà conto il Resto del Carlino di oggi in due articoli (1) (2).

A proposito di costi della politica e piccoli Comuni


di Giorgio Sagrini

La legge finanziaria 2010 contiene una norma che prevede, a partire dai prossimi rinnovi dei Consigli comunali, la riduzione del numero dei consiglieri comunali e degli assessori: -20% in tutti i Comuni, grandi e piccoli. Si dice che costano troppo, che bisogna ridurre i costi della politica.
Troppo facile osservare che se il Governo voleva dare un segnale di contenimento dei costi della politica, poteva cominciare dai compensi dei ministri o dei parlamentari, oppure proporre – come ha fatto il PD – di allineare le indennità dei parlamentari a quelle degli altri Paesi europei, oppure procedere sulla riforma – proposta da Violante del PD – la riduzione del numero complessivo dei parlamentari e di superamento del bicameralismo perfetto, con una sola Camera che fa leggi.
(continua...)

martedì 12 gennaio 2010

Bersani: "Sul processo breve ci metteremo di traverso con tutte le nostre forze”


“Se la maggioranza e il governo procederanno sul (cosiddetto! – ndr) processo breve come é stato annunciato in questi giorni, il PD si metterà di traverso con tutte le sue forze". A lanciare la sfida e' il segretario del PD, Pier Luigi Bersani. ”E’ un’amnistia per i colletti bianchi. Non si può ha per le esigenze di una persona, mettere a repentaglio un sistema”.

La microzonazione sismica indica che il territorio casolano, grazie al substrato roccioso, non è zona a elevato rischio sismico


Il Piano Strutturale (PSC) dei Comuni dell'area faentina, che è in fase di definitiva approvazione, contiene dati e informazione sul territorio di estremo interesse. Tra questi la microzonazione sismica realizzata attraverso una serie di impegnativi sondaggi del sottosuolo per stimarne la qualità e valutare l'entità dell'amplificazione delle onde sismiche provocate da una scossa di terremoto. L'amplificazione, infatti, varia a seconda della composizione del terreno: il terreno roccioso trasmette i movimenti senza "interferenze" mentre il terreno molle, argilloso, può entrare in 'risonanza' e ampliare le onde telluriche.
"A Casola Valsenio - ha dichiarato a Il Resto del Carlino il geologo Stefano Marabini - il substrato è roccioso, quindi rigido, e l'amplificazione è nulla". Questa caratteristica è comune a tutto il territorio casolano, a differenza di Brisighella dove le zone con valori come Casola sono solo quelle a sud. A Riolo Terme il substrato non è molto rigido per la presenza di argille 'lente'.
Il Piano strutturale dei Comuni dell'area faentina è uno dei pochissimi che ha avviato il piano di microzonazione sismica.

(dal sito del Gruppo consiliare "Uniti per Casola")

I consumi divorano il pianeta: in 5 anni aumentati del 28%.


Un dato d'assieme: i 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 per cento della popolazione globale) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2. E’ quanto emerge nello State of the World 2010, il rapporto del Worldwatch Institute (appena uscito negli Stati Uniti, in Italia sarà pubblicato da Edizioni Ambiente) dedicato quest'anno soprattutto a un'analisi dei consumi. E la corsa a divorare il pianeta diventa sempre più veloce: negli ultimi cinque anni i consumi sono saliti del 28 per cento. Nel 2008, globalmente, si sono acquistati 68 milioni di veicoli, 85 milioni di frigoriferi, 297 milioni di computer e 1,2 miliardi di telefoni cellulari. Non sono aumenti dovuti solo all'incremento demografico: tra il 1960 e il 2006 la popolazione globale è cresciuta di un fattore 2,2, mentre la spesa pro capite in beni di consumo è quasi triplicata. Non mancano comunque segnali positivi che mostrano l'irrobustirsi di fenomeni di controtendenza. Il rapporto americano cita, tra gli altri, due casi italiani. Il primo è il "piedibus", un sistema per mandare i bambini a scuola con accompagnatori che organizzano un percorso a piedi, con "fermate" per far aggregare al gruppo altri studenti. A Lecco ogni giorno 450 alunni delle scuole elementari raggiungono a piedi le classi seguendo 17 percorsi, accompagnati da un "conducente" e genitori volontari. Dalla loro creazione, nel 2003, questi "piedibus" hanno evitato circa 160 mila chilometri di spostamenti con veicoli a motore. Oltre a ridurre l'impatto ecologico, questo modo di andare a scuola insegna la sicurezza stradale e favorisce l'esercizio fisico.

Il PD di Casola Valsenio, insieme agli altri partiti che sostengono la coalizione Uniti per Casola, già nelle pagine del programma elettorale ha espresso chiare linee politiche mirate allo sviluppo economico equilibrato ed ecologicamente sostenibile: l’utilizzo delle fonti energetiche e rinnovabili, la promozione di iniziative che sensibilizzino maggiormente la raccolta differenziata dei rifiuti e lo sviluppo della mobilità dolce – alternativa all’auto - in alcuni tratti del paese. Questo ultimo aspetto dovrebbe essere percepito dai cittadini come un’occasione per contribuire singolarmente alla riduzione dell’impatto ecologico, oltre che propedeutico ad una maggiore fruibilità ed identità degli spazi pubblici.

Il PD ha incontrato i lavoratori dell’aeroporto di Malpensa


Un anno fa nasceva la CAI, la nuova Alitalia.
Dismessa la maggior parte dei voli.
In forse il futuro del maggior scalo aereo del nord.

Ieri Pier Luigi Bersani ha incontrato i lavoratori della Sea per discutere del futuro dell'aeroporto di Malpensa e di tutto il suo indotto, dopo che, nonostante le promesse, Alitalia ha dismesso la maggior parte dei voli. Per quell’operazione sono stati spesi 3 miliardi in più rispetto all'ipotesi di Air France che fu osteggiata da Berlusconi e dalla Lega Nord.
Allora Air France capitalizzava cinque miliardi di euro: con 500 milioni l’Italia avrebbe potuto acquisire il 10% (lo Stato francese ha il 16%) potendo sedere al tavolo della compagnia più grande del mondo.
Ma sarebbe poco male se, l’esborso di 3 miliardi in più fosse servito a qualcosa. Ci ritroviamo invece con meno servizi, meno occupazione e con l’aeroporto di Malpensa con meno voli intercontinentali e con una compagnia fortemente ridimensionata.
Malpensa in quest'ultimo periodo è cresciuta soprattutto nel settore delle low cost finendo così per fare concorrenza ad Orio al Serio e a Montichiari. Malpensa dovrebbe invece fare concorrenza a Francoforte, non a Bergamo. La realtà amara è che i cavalieri bianchi della cordata voluta da Berlusconi hanno lasciato solo tre rotte intercontinentali giornaliere a Malpensa.
Formigoni, il Presidente PdL della Lombardia, e la Lega Nord un anno fa annunciavano cataclismi se le potenzialità di Malpensa fossero state menomate. Oggi si può dire che non hanno portato a casa nessun risultato e hanno “bevuto” tutta la strategia elaborata nei salotti romani. In campagna elettorale il presidente della regione diceva: portiamo il modello lombardo a Roma. Nei fatti accade il contrario, e si decide tutto nella capitale. Altro che federalismo e interessi del nord!
…la Lega Nord aveva annunciato che il governo sarebbe andato in aeroporto, "per affrontare il tema dello sviluppo". Non si è ancora visto nessuno.

lunedì 11 gennaio 2010

Il Governo e le tasse: parole, parole, parole...


Il PD boccia la riforma fiscale rilanciata da Silvio Berlusconi con due sole aliquote, annunciata a più riprese dal 1994. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, in un’intervista al TG1 ha ricordato come “fino a un mese fa eravamo sull'abolizione dell'Irap, sempre chiacchiere e mai un fatto. Comunque la proposta è sbagliata, troppi soldi verso i ricchi. Se vogliamo discutere di Irpef per lavoro e famiglie, di superamento degli studi di settore, lotta all'evasione, di rendita finanziaria si rechi in Parlamento, noi le nostre proposte ce le abbiamo”.
Sul fisco Berlusconi è il più grande parolaio da 15 anni, come ha ricordato Stefano Fassina responsabile Economia e Lavoro della segreteria nazionale del PD. Dal 1994 Berlusconi ha fatto il Presidente del Consiglio per quasi 10 anni “continuando a promettere imminenti rivoluzioni fiscali. L’ultima volta a ottobre quando si è impegnato davanti all’assemblea di Confcommercio ad un primo intervento sull’Irap nella Finanziaria allora in corso di approvazione. Non è successo nulla, ma nella Finanziaria per il 2010 il Governo ha dato libertà alle Regioni di aumentare ulteriormente l’Irap in caso di deficit sanitario eccessivo! Oggi sostiene che sta studiando con Tremonti una riforma tributaria. In altri termini – prevede Fassina - non si farà nulla neanche nel 2010. Se vuole veramente semplificare il sistema fiscale italiano ha un’opportunità subito a disposizione: accolga la proposta del PD di abolire gli studi di settore. Sarebbe anche una risposta concreta, dopo tanta retorica sul dialogo".

In Croazia vince il socialdemocratico Ivo Josipovic


Il socialdemocratico Ivo Josipovic, professore di diritto dal passato specchiato e compositore di musica classica dai modi gentili, è il nuovo presidente della Croazia. Gli exit poll gli regalano un largo margine sul suo avversario: 64,6% contro il 35,4 ottenuto da Milan Bandic (sindaco di Zagabria e espulso dal partito socialdemocratico), che si presentava come indipendente e che, in assenza di un candidato dell’HDZ (il partito della destra nazionalista, al governo) al ballottaggio per le presidenziali, ha virato a destra per pescare nell’elettorato conservatore.
Gli elettori croati hanno puntato sul candidato che prometteva un futuro più europeo, con meno corruzione e più legge, e giustizia sociale. L’ingresso nell'Unione Europea è un obiettivo molto ravvicinato - entro il 2012 - ma per raggiungere il traguardo la Croazia dovrà aggiornare il suo sistema giudiziario e la sua amministrazione, arginando il malcostume imperante. Ed è quanto Josipovic è andato promettendo in campagna elettorale.

L'art. 8 della Costituzione della Repubblica Italiana


PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

domenica 10 gennaio 2010

Bonino? Una fuoriclasse


Nell’intervista al TG1 si è toccato anche il tema giustizia e delle proposte in tema di immunità parlamentare: "Dentro riforme di sistema si discute anche dei rapporti tra magistratura, governo e Parlamento. Berlusconi sospenda le sue leggi e si acconci a discutere di riforme per tutti".

Regionali. Bonino? Una fuoriclasse.
Parlando delle amministrative di primavera il leader del PD ha annunciato la “dirittura d'arrivo positivamente e con alcune novità politiche su nove o dieci Regioni" E sulla candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio ha detto: “Ho lavorato con lei, è una donna fuori dagli stereotipi. Per me Emma Bonino è una fuoriclasse. Avete capito come la penso".

Bersani sugli scontri di Rosarno


Al centro dell’intervista del TG1 al Segretario del PD anche gli scontri di Rosarno, per i quali Pier Luigi Bersani ha parlato di responsabilità della criminalità organizzata: "Punto uno: la violenza deve essere punita, non ha mai giustificazione. Punto due: se noi in Italia non abbiamo nessuno che voglia raccogliere arance e qualcuno raccoglie arance per noi, questo qualcuno è un essere umano. Bisogna che ce lo ricordiamo, il governo deve lavorare perché venga riconosciuto come essere umano, a meno che il governo stesso non voglia andare a raccogliere le arance".

venerdì 8 gennaio 2010

Rosarno: una tragedia che si poteva evitare


Immigrati sfruttati e incattiviti creano disordini a Rosarno, cittadini impauriti rispondono con la giustizia fai-da-te: ecco i successi del governo. Bersani: "Basta scaricabarile, Maroni si ricordi che questi sono i risultati della Bossi-Fini".

Auto incendiate, cassonetti divelti, centinaia di persone armate di spranghe che si riversano nelle strade. È uno scenario da guerriglia civile, eppure a fare da sfondo questa volta non è Teheran, ma Rosarno, cittadina in provincia di Reggio Calabria. Una località sconosciuta ai più, ma che da ieri è diventata simbolo di un malcontento diffuso e costantemente sovrastato dagli spot di un governo incapace. Quello dei cittadini calabresi, giustamente affamati di quella fantomatica sicurezza che è valsa un voto al centrodestra, ma che per ora completa solo l’elenco delle troppe promesse tradite. Quella degli immigrati sfruttati dalla ndrangheta, costretti a lavorare 14 ore per appena 15 euro e perseguitati dalle leggi di un governo succube della Lega Nord.
Leggi il resoconto e il commento sul sito del PD

Riunioni degli iscritti in tutti i Circoli del PD per le candidature al Consiglio regionale


La Direzione regionale del PD il 23 dicembre scorso ha approvato all'unanimità le procedure per decidere le liste dei candidati PD all'Assemblea legislativa (Consiglio regionale) della Regione Emilia-Romagna.
Le Direzioni provinciali entro il 24 gennaio si riuniranno per decidere le proposte di candidatura da sottoporre alla valutazione delle assemblee degli iscritti, che verranno convocate in tutti i Circoli.
A Ravenna la Direzione provinciale si riunirà lunedì 11 gennaio, alle ore 18.30.
Ogni assemblea di Circolo dovrà approvare un verbale "con la sintesi del dibattito, la valutazione delle proposte di candidatura avanzate dalla Direzione provinciale e l'indicazione di ulteriori candidature proposte dal Circolo".
Sulla base dei pronunciamenti delle assemblee di Circolo, le Direzioni provinciali - entro il 5 febbraio - approvano la lista dei propri candidati. Per la provincia di Ravenna i candidati sono 3 (a livello regionale gli eletti con sistema proporzionale sono 40; a questi si aggiungono i 10 consiglieri eletti nella quota maggioritaria).
L'approvazione definitiva delle liste dei candidati delle 9 circoscrizioni provinciali avverrà nella riunione della Direzione regionale, già convocata per l'8 febbraio 2010.
Il voto per l'elezione del Presidente (il PD candida il presidente uscente, Vasco Errani) e dei 50 componenti dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna avverrà, con ogni probabilità (manca ancora il decreto ufficiale) il 28 e 29 marzo 2010.

Non si ha notizia di analoghe procedure di discussione e selezione delle candidature in altri partiti e nel centrodestra (PdL e Lega Nord). Questi ultimi hanno indicato alla carica di Presidente l'ex direttore del Resto del Carlino e parlamentare PdL, Giancarlo Mazzuca.
Nei giorni scorsi sono apparsi i manifesti di esponenti del PdL che si sentono o sanno di essere candidati: non è noto se e come gli iscritti e gli elettori del PdL e del centrodestra siano stati coinvolti per decidere chi candidare.

L'Italia onesta accenda i fari sulla Calabria


Pier Luigi Bersani incontra i vertici della Procura di Reggio Calabria dopo l'attentato dinamitardo di domenica scorsa

Insieme ai dirigenti regionali del PD, il segretario Pier Luigi Bersani ha incontrato i vertici della Procura di Reggio Calabria dopo l'attentato dinamitardo di domenica scorsa. "Siamo qui – ha dichiarato il leader democratico - per portare solidarietà alle Procure e incoraggiamento a proseguire un'azione che si è sviluppata con grande forza e determinazione e vogliamo che anche i riflettori dell'Italia onesta siano puntati in questi luoghi. Qui si sta consumando una battaglia rilevantissima per tutto il Paese".
“Ogni passo anche piccolo è buono - ha aggiunto Bersani - ma è chiaro che c'è un problema di organizzare una rete più complessiva. Non si tratta quindi solo di organici o di occasionali potenziamenti delle forze di polizia".
Bersani ha voluto esprimere un elogio al procuratore generale Salvatore Di Landro per il “preziosissimo lavoro che sta conducendo la magistratura di Reggio Calabria".
Il segretario del PD ha quindi ribadito la volontà di incalzare il governo nell'attuare gli impegni presi per la lotta alla criminalità organizzata. “Con la presenza dei ministri Maroni e Alfano - ha dichiarato Bersani - sono stati formulati alcuni impegni e abbiamo in corso normative rilevanti per la lotta alla mafia e alla ndrangheta. Incoraggeremo il governo ad attuare gli impegni presi e a farlo speditamente. E' una battaglia dura contro un avversario, un nemico ben radicato nel suo territorio e che da lì si allarga in maniera preoccupante in altre aree del Paese. Temo e voglio sottolinearlo che in questa crisi di liquidità delle imprese, da est a ovest e da nord a sud, ci siano le condizioni, purtroppo, di un'occasione straordinaria per il crimine organizzato".
Bersani, rispondendo ai giornalisti, ha duramente criticato il governo per il flop dello scudo fiscale. "Ha favorito solo i grandi evasori, le banche, che hanno fatto buoni affari. Il fisco no, perché ha preso una miseria rispetto al 40% che doveva prendere ed è anche certo, che una parte di questi movimenti di capitale ha favorito ingenti operazioni illecite. Ecco perché da questo paese deve scomparire la parola condono".

giovedì 7 gennaio 2010

Bersani indica le riforme del 2010


“L'agenda politica che vuole portare avanti il governo è tutta sbagliata. Negli Stati Uniti si discute di sanità e green economy, in Francia di disoccupazione e esclusione sociale, in Spagna il calendario prevede un dialogo sociale sull'occupazione. Possibile che noi discutiamo di processo breve? Qui qualcosa non gira e io propongo di inaugurare l'anno con un dibattito pubblico in Parlamento, in diretta tv a scelta su uno di questi temi: lavoro dei giovani, scuola, scarico fiscale su lavoro e imprese”. Così il segretario Pier Luigi Bersani durante la prima conferenza stampa del 2010 dove sono state illustrate le prime strategie politiche che il Partito democratico porterà avanti.
Sembra strano, ma nel Parlamento italiano non c'è ancora stata, negli ultimi due anni, una sessione per discutere di crisi economica e delle soluzioni per la ripresa.

martedì 5 gennaio 2010

Gli stipendi lordi degli italiani sotto la media europea del 32,3% ...e non per colpa della crisi!


Gli stipendi netti degli italiani sono al 23° posto nella classifica dei 30 Paesi più industrializzati che aderiscono all'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
Lo denuncia un articolo del Corriere della Sera (4 gennaio 2010), che dà conto dei contentuti di uno studio della stessa OCSE.
Se si considera lo stipendio al lordo delle ritenute e dei contributi, la classifica praticamente non cambia (siamo 22esimi), a dimostrazione che non ci sono, in Italia, maggiori ritenute e oneri contributivi di quanti non ve ne sono in altri Paesi.
E' una balla, in altre parole, che in Italia "il costo del lavoro è più alto".
Risulta infatti che la pressione tributaria complessiva sulla busta paga media di un lavoratore italiano è parti al 46,5% del costo del lavoro, ma in Germania, Francia, Belgio, Austria, questa percentuale è più alta.
I salari lordi, e netti, in Italia sono più bassi del 32,3% rispetto alla media dell'Europa a 15. Ma sono il 16% in meno anche rispetto alla media dei 30 Paesi dell'OCSE.
Se poi, come capita ormai a molti, si va in giro per l'Europa, ci si rende conto che i prezzi al consumo di molti generi e prodotti sono più bassi che in Italia. E il contrasto, la contraddizione, appare allora ancora più forte ...e incompresibile.
Se gli stipendi sono più bassi e i prezzi sono più alti o - nella migliore delle ipotesi - uguali, chi ci guadagna? E perché questa condizione - di un minore costo del lavoro in Italia - non diventa un fattore di maggiore competitività per il nostro sistema produttivo?
Proviamo ad azzardare una risposta. In Italia, dall'inizio degli anni '90 a oggi si è attuato un profondo processo di redistribuzione della ricchezza a danno dei lavoratori e dei pensionati. Lo dimostrano non solo i dati fiscali del 2007 e 2008 (riportati in un articolo del Corriere della Sera, 3 gennaio 2010) e gli studi svolti da enti economici e di ricerca. E la politica economica e sociale della destra non ha ridotto, ha anzi accentuato queste diseguaglianze.
Si fa un gran parlare di riforme, in queste settimane. Ne siamo convinti: l'Italia, più di altri Paesi, ha bisogno di riforme. Riforme istituzionali, ma anche e soprattutto riforme economiche e sociali. E' ciò che propone il PD, per il 2010, perchè solo così si può uscire dalla crisi e preparare la ripresa.