Nell’Appennino romagnolo in generale, e anche nell'Appennino faentino – spiegano i consiglieri regionali
Manuela Rontini, Mirco Bagnari e Gianni Bessi – dove la
castanicoltura è sempre stata un settore importante, i danni provocati dalla diffusione della "vespa cinese" avevano provocato negli anni scorsi, il crollo della produzione e del fatturato e l’abbandono di consistenti porzioni di castagneti, perché la perdita di produzione era tale da rendere anti-economico qualsiasi intervento colturale.
“Abbiamo presentato oggi un’interrogazione – dichiarano Rontini, prima firmataria dell’atto, Bagnari e Bessi – perché nonostante il 2016, dopo gli anni devastanti della vespa cinese, abbia rappresentato un rilancio delle produzioni - grazie ai buoni risultati ottenuti con le azioni di contrasto della "vespa" -
rimane alta la percentuale di danno da ‘bacato’. Proprio su questo, da qualche anno, si è avviata una fruttuosa collaborazione tra Istituto Scarabelli di Imola, esperti del settore e Associazione dei castanicoltori della Valle del Senio, con l’obiettivo di mettere a punto una strategia di lotta a basso impatto, che riesca a coniugare la necessità di limitare il danno economico con la tutela dell’ambiente”.
“Alla Giunta – concludono i tre consiglieri regionali PD – chiediamo quindi quali siano le
misure che intende adottare per rilanciare la castanicoltura, sia in riferimento alle risorse disponibili nei prossimi bandi del Piano di sviluppo rurale, che per quanto riguarda la strategia di lotta ai parassiti del castagno. Rilanciare la castanicoltura è cruciale per tutto il territorio regionale e, in particolare, per i territori montani come quello dei Comuni di Casola Valsenio e Brisighella, dove rappresenta una significativa fonte di reddito per gli agricoltori dei territori montani.
Passata la fase di emergenza, ora è necessario impostare una strategia di ricostruzione, che parta dal mantenimento e dalla manutenzione dei castagneti in produzione, per arrivare al recupero di quelli degradati".
Di seguito il testo integrale dell'interrogazione, presentata su sollecitazione e segnalazione del Comune di Casola Valsenio e del consigliere Graziano Caroli, che presiede la Consulta comunale dell'Agricoltura.