martedì 12 aprile 2011

Protesta del PD alla Camera. Contro la legge sulla "prescrizione breve" i deputati Democratici leggono gli articoli della Costituzione

"Noi utilizzeremo una parte del nostro tempo per leggere gli articoli della Costituzione che voi oggi state calpestando". Il capogruppo del PD alla Camera Dario Franceschini lo annuncia nell'aula di Montecitorio dove è in corso l'esame dell'art 3 del ddl sul cosiddetto "processo breve" che introduce la prescrizione breve per gli incensurati. Con questo articolo afferma Franceschini "arriviamo al momento massimo in un cui vengono calpestate le regole. Introduciamo nel nostro ordinamento un'amnistia generalizzata e viene fatto per bloccare il processo Mills anche a costo di introdurre nel nostro ordinamento una norma che bloccherà e manderà in fumo migliaia di processo. Uno schiaffo in faccia - afferma Franceschini - anche ai parenti delle vittime del terremoto de L'Aquila che chiedono giustizia. Così si calpestano lo stato di diritto e la nostra Costituzione".
Subito dopo Franceschini ha letto in Aula la Costituzione, seguito uno ad uno dai parlamentari democratici: il leader del PD Bersani, Rosi Bindi, Massimo D'Alema che ha letto l'art 87 che riguarda il presidente della Repubblica: "Meno male che c'è perché in questo momento rappresenta l'unico punto di riferimento per i nostri cittadini" ha detto D'Alema che subito dopo ha letto anche le prime righe dell'art 88: "Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Più che una lettura è un auspicio" ha detto l'ex presidente del Consiglio. Tra gli altri che hanno preso la parola in aula per leggere la Costituzione anche Piero Fassino, Walter Veltroni, Giuseppe Fioroni e Marina Sereni.

12 aprile 1961. Cinquanta anni fa il volo di Yuri Gagarin in orbita sulla Terra

Il 12 aprile 1961 il primo uomo superò l'allora invalicabile barriera dello spazio oltre l'atmosfera: il ventisettenne Yuri Gagarin.
In piena Guerra fredda, l'Unione sovietica inviò la navicella per un'orbita sulla Terra in gran segreto, poi al ritorno del cosmonauta la notizia fu diffusa e impressionò il mondo. Gli Stati Uniti per primi, che come tutti videro nel lancio un successo incredibile dell'Urss sia tecnologico che sul piano della propaganda. Gagarin volò per circa un'ora e 48 minuti intorno al globo, fu il primo a descrivere la Terra come una magnifica palla azzurra, riuscì a sbrogliare un problema tecnico occorso alla navicella sulla via del ritorno e divenne un eroe nazionale.
Pilota dell'areonautica sovietica, fu scelto lui invece di un collega perché di origini più umili e quindi più utile alla propaganda dell'Urss. Morirà però sette anni dopo, appena 34enne, in un caccia in un incidente aereo. Forse per un errore di manovra, come è emerso di recente da passi d'archivio finora tenuti segreti.
Il 12 aprile è davvero una data molto speciale per l'astronautica perchè non solo segna la prima volta dell’uomo nello spazio, ma anche il primo lancio di uno shuttle. Lo shuttle Columbia venne infatti messo in orbita dagli USA per la prima volta il 12 aprile del 1981, venti anni dopo il volo di Gagarin.
(Guarda il video di EURONEWS su Yuri Gagarin)

L'Aquila, treno Viareggio, morti sul lavoro: i parenti delle vittime contro la “prescrizione breve”

Aspettano giustizia per i loro familiari. Che hanno perso la vita a L'Aquila dove il terremoto ha buttato giù edifici costruiti in barba alle norme sulla sicurezza. A Viareggio per quel maledetto incidente alla stazione ferroviaria, due anni fa. O a causa della mafia, delle case avvelenate dall'amianto. Aspettano giustizia, e puntano il dito contro le norme sulla “prescrizione breve”. Che rischiano di far saltare, oltre a quelli per Silvio Berlusconi, anche i procedimenti che riguardano i loro cari. E mercoledì 13 aprile saranno in piazza a Roma. Prima con un presidio all'esterno della Camera dei Deputati. Poi, dalle 18, con un sit in al Pantheon. Per raccontare ai cittadini le loro storie. Che, grazie al salvacondotto giudiziario per il premier, rischiano di trasformarsi in storie di ordinaria ingiustizia.

(Guarda il video del PD Lombardia sulle bugie e la vuota propaganda della Lega Nord)

lunedì 11 aprile 2011

Destra e Lega Nord dicono "Italia fuori dall'Europa". Vogliono portare l’Italia nell'Unione Africana...?

L’Europa ha detto no alle proposte del Governo italiano per affrontare il problema dell’immigrazione dal nord Africa. I leghisti e la destra italiana, veri e propri “apprendisti stregoni” della propaganda sono rimasti vittime della loro propaganda e ora lasciano l’Italia nei guai. 
Di fronte al proprio fallimento il leghista Maroni e il destro Berlusconi, dichiarano di voler portare l’Italia fuori dall’Unione Europea. Fuori dove? Nell'Unione Africana?
Ma non scheriziamo. Questi problemi, come i profondi processi di cambiamento nelle società nord africane e i movimenti migratori, si risolvono con più razionalità. In anni non lontani – al governo c’era il centrosinistra – sono arrivati in Italia 50mila kosovari e si seppe rispondere con razionalità e umanità. Ottenendo la solidarietà e il sostegno dell'Unione europea!
Il Governo della destra e della Lega Nord è incapace di gestire la crisi dei profughi nord africani, non affronta i problemi della ripresa e della crescita, lascia nella precarietà centinaia di migliaia di giovani. Ed è uno scandalo, una vergogna che anche in queste settimane il Parlamento, sia costretto - giorno e notte – a occuparsi unicamente dei problemi giudiziari del Premier e del modo di sfuggire ai processi in cui è coinvolto. No, così non si può andare avanti.

domenica 10 aprile 2011

E adesso se la prendono con l'Europa! ...ma è l'Europa governata dai loro amici, governata dalla destra

Silvio Berlusconi – con grande sprezzo del ridicolo – ha minacciato di fare uscire l’Italia dall’Unione Europea se non ci sarà solidarietà sulla vicenda degli immigrati del Nord Africa.
Berlusconi si lamenta dell’Europa, ma dimentica di dire che oggi l'Europa è governata dagli amici suoi e purtroppo da partiti come la Lega Nord, da forze conservatrici di destra e centrodestra, che sono più spesso espressione di egoismi nazionali che non di una solidarietà dell'Unione europea.
“Nell'Europa dei leghismi – ha affermato oggi Massimo D’Alema nell’assemblea dei dirigenti meridionali del PD, a Bari - c'è sempre una Lega più a nord di noi. Persino Maroni risulta terrone per i tedeschi". Dunque, "se ha ragione Napolitano nel chiedere più Europa, bisogna dire che il Governo italiano non ha le carte in regola per unirsi a questo coro".
E cosa rimproveriamo alla Francia?! Di aver fatto una circolare sugli immigrati che è copiata da quella di Maroni?
La verità è che la politica dell’immigrazione del Governo Berlusconi-Bossi, della Lega Nord e del PdL, è fallita per la loro stessa ideologia, per la loro incapacità, per la loro inadeguatezza.
Ci sono alcuni indiscutibili dati di fatto che escono da questa vicenda: l’emergenza che il Governo si è trovato a dover affrontare non ha dimensioni “bibliche”, perché 25mila persone non sono certo un’invasione; quanto sta accadendo era prevedibile e annunciato da mesi ma prima ne hanno fatto un uso propagandistico e a fini elettorali, poi – quando il problema è esploso - lo hanno affrontato (…si fa per dire!) nella più assoluta impreparazione, nella massima confusione e cambiando idea tre volte in tre giorni.
E adesso, se la prendono con l’Europa. Ma che fine ha fatto “l’amico Sarkò”?

Sì alle energie rinnovabili, no al nucleare, vogliamo Casola "comunità solare": firma la petizione del PD casolano per il SI AL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO. Appuntamento in piazza Oriani, domenica 10 aprile (ore 10/12)

Il PD casolano, a partire da domenica 3 aprile (ore 10.00 in Piazza Oriani) promuove una petizione popolare a sostegno delle energie rinnovabili, contro il ritorno al nucleare e a sostegno della politica ambientale e energetica del Comune di Casola Valsenio e della Giunta Iseppi, e a favore del SI' all'abrogazione del programma nucleare del governo nel referendum popolare del 12 e 13 giugno.
Questo il testo della petizione popolare:

"Il futuro della nostra Comunità, come il futuro dell’Italia è nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica, in uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Anche per questo, siamo contrari al ritorno in Italia del nucleare, perché è pericoloso, costoso, dannoso e inutile.
Noi sottoscritt,i cittadini e cittadine di Casola Valsenio,
sosteniamo e incoraggiamo
la politica energetica e ambientale del Comune di Casola Valsenio, fatta di impianti fotovoltaici, centrale a cippato per riscaldare la scuola, certificazione EMAS, sviluppo della raccolta differenziata, efficenza energetica degli edifici, costituzione della ESCo "Senio Energia", adesione al "Patto dei Sindaci" promosso dall'Unione europea;
condividiamo
la scelta del Consiglio comunale di Casola Valsenio (27.11.2010) di dichiarare il nostro paese “comunità solare” e quindi non disponibile ad ospitare impianti di produzione, di lavorazione o di smaltimento riconducibili alla tecnologia nucleare ma invece impegnato a sviluppare, così come previsto dal Piano energetico regionale, azioni concrete di implementazione di energie rinnovabili e di risparmio ed efficienza energetica.
Anche per questo il 12 e 13 giugno al referendum, VOTEREMO SI’ ALL’ABROGAZIONE DEL PROGRAMMA NUCLEARE DEL GOVERNO BERLUSCONI.

sabato 9 aprile 2011

In ricordo di Ambrogio Baldassarri, Sep

Questa mattina ho appreso della scomparsa di Ambrogio Bandassarri, Sep come lo chiamavano i suoi amici, i suoi compagni di lavoro quando faceva l’operaio forestale. Mi hanno detto i suoi che era ricoverato da metà marzo e che, malgrado la sua forza e la sua tenacia, purtroppo non ce l’ha fatta. Lo conoscevo da tanti anni, da quando, studente liceale, in estate – nei primi anni ’70 - andavo a lavorare nei cantieri di rimboschimento per alcune settimane. Con Sep c’era Gigiòla, Gustì dla Zastna, Tugnò, ‘E Mor, Angiulì Malavolti, Angiulì ‘d Bafé, Lucia ‘d Dariulì e tanti altri e altre. Erano operaie e operai, il più grande nucleo operaio presente a Càsola in quegli anni. Con loro trascorrevamo intere giornate ad aprire le buche nei campi abbandonati a Trerio e Valmaggiore dove a fine estate sarebbero state messe le piantine da rimboschimento. Si parlava, si discuteva di sindacato e di politica, si ascoltavano racconti. Erano persone semplici, buone, portatrici di una grande dignità. Che avevano coscienza di sé e dei propri diritti, che avevano – come si sarebbe detto allora – “coscienza di classe”.
Sep era iscritto alla CGIL, al partito, all’ANPI.
Sempre presente alla Festa dell’Unità e alla Festa Democratica era attivo nel Centro sociale e nelle iniziative che l’ANPI organizza a Monte Battaglia. E’ sempre stato un bravo compagno: così l’ho conosciuto e così voglio ricordarlo.
Alla moglie Marinella, ai figli Romano e Alfiero, ai famigliari tutti rivolgo le più sincere condoglianze.

(Giorgio Sagrini)

Presentata la lista dei candidati del PD al consiglio provinciale di Ravenna

Questa mattina è stata presentata la lista dei candidati del Partito Democratico per il Consiglio Provinciale che verrà eletto con le prossime elezione amministrative del 15 e 16 maggio.
"Con la direzione di qualche giorno fa - ha dichiarato il Segretario Provinciale Alberto Pagani - abbiamo approvato questa lista di candidati. E' una lista che ci soddisfa molto e che è stata elaborata ascoltando le proposte di tutti gli iscritti e militanti dei territori e rispetta l'equilibrio di genere. Abbiamo favorito un grande rinnovamento in quanto sono presenti solo 4 consiglieri dello scorso mandato. Anche le candidature dei tanti giovani presenti in lista non sono candidature estemporanee ma sono proposte di persone molto capaci e competenti. Sono tutte candidature che garantiranno solidità e buon governo delle istituzioni. Contiamo di eleggere almeno la metà dei componenti del nuovo Consiglio Provinciale ed è quindi importante che vi siano rappresentanti dei territori capaci di contribuire al lavoro del gruppo."
"Vedo in questa lista - ha aggiunto il candidato alla Presidenza della Provincia Claudio Casadio - un giusto equilibrio di rappresentanza dei territori, il rinnovamento necessario e la volontà di conservare quanto di buono e unico ha creato quella importante coesione sociale della nostra comunità".
Ecco la lista:
Alfonsine - Alberto Pagani - 40 anni
Bagnacavallo - Tiziana Bandoli - 57 anni
Brisighella, Casola, Riolo - Ortensina Guidi - 47 anni (il collegio cui fa parte il Comune di Casola Valsenio)
Castelbolognese, Solarolo - Ivan Neri - 32 anni
Cervia I - Roberta Raffoni - 45 anni
Cervia II - Sauro Giorgini - 55 anni
Conselice - Cristina Federici - 45 anni
Faenza I - Stefania Ciani - 54 anni
Faenza II - Annachiara Ghetti - 25 anni
Faenza III - Carla Benedetti - 55 anni
Fusignano, Lugo - Paolo Pirazzini - 56 anni
Lugo,Cotignola - Ermanno Tani - 53 anni
Lugo - Sante Seganti - 62 anni
Massalombarda, Sant'Agata - Daniele Bassi - 51 anni
Ravenna I - Maria Grazia Cortesi - 54 anni
Ravenna II - Angela Zagonara - 25 anni
Ravenna III - Federica Degli Esposti - 22 anni
Ravenna IV - Serena Fagnocchi - 34 anni
Ravenna V - Marco Turchetti - 47 anni
Ravenna VI - Davide Coralli - 50 anni
Ravenna VII - Secondo Galassi - 40 anni
Ravenna VIII - Giorgio Benini - 50 anni
Ravenna IX - Eliseo Della Vecchia - 63 anni
Russi, Faenza - Francesca Benini - 33 anni

Stati Uniti: accordo in extremis per evitare la paralisi

" Dopo settimane di lunghi e difficili negoziati sul bilancio pubblico - ha detto il presidente Obama - i due partiti hanno trovato l'intesa per tagliare le spese e investire nel futuro". Di colpo il clima politico è cambiato: fino a quell'ora la giornata di venerdì aveva avuto un segno ben diverso, con democratici e repubblicani impegnati a lanciarsi accuse velenose, ciascuno intento a scaricare con virulenza sull'avversario la responsabilità della chiusura dei servizi pubblici. Anche stavolta è stato decisivo il ruolo di Obama: proprio come a fine dicembre, quando il presidente era riuscito a costruire il consenso bipartisan su una legge fiscale con ampi sgravi d'imposte su tutti i contribuenti. Nei due casi Obama si è ritagliato un ruolo quasi super partes, vestendo i panni del mediatore. Stavolta il risultato della mediazione sono 38,5 miliardi di dollari di tagli immediati alla spesa pubblica, che consentono di arrivare fino a giovedì, quando è fissata una votazione finale al Congresso (la Camera a maggioranza repubblicana e il Senato a maggioranza democratica). In tutto, rispetto alla prima versione del bilancio che Obama aveva appoggiato l'anno scorso, i tagli accettati dai democratici arrivano a 78 miliardi. (...leggi l'articolo su La Repubblica).

venerdì 8 aprile 2011

Elezioni provinciali 15/16 maggio: si raccolgono le firme per presentare la Lista PD

Solo pochi giorni per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione della lista del PD nelle elezioni provinciali del 15 e 16 maggio 2011. 
La lista del PD, a sostegno del candidato Presidente del centrosinistra Caludio Casadio, è composta di 24 candidati, uno per ciascun collegio in cui è suddiviso il territorio provinciale. Nel collegio elettorale che comprende i Comuni di Casola Valsenio, Riolo Terme e Brisighella, il PD candida la brisighellese Ortensina Guidi.

DOVE FIRMARE:
Sabato 9 aprile, ore 8/13 in Comune (Ufficio Anagrafe);
Domenica 10 aprile, ore 10/12 in Piazza A. Oriani (banchetto PD)

giovedì 7 aprile 2011

Forte preoccupazione per la “Batteriosi del kiwi”

La Regione Emilia-Romagna è intervenuta già dal settembre scorso. Ma serve un intervento nazionale ed europeo sollecitato dal PD in Parlamento e nell’Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna

Già nel settembre 2010 la Giunta regionale – per prima in Italia a farlo! - ha adottato una serie di provvedimenti per contenere e prevenire la diffusione del cosiddetto “cancro batterico del kiwi”: obbligo di controllo degli impianti esistenti, distruzione dei lotti infetti nei vivai dove è rilevata la presenza del batterio, certificazione di tutto il ciclo di produzione del nuovo materiale vivaistico.
Si tratta di misure certamente rigorose, con una forte ricaduta economica sulle imprese interessate, ma assolutamente indispensabili per tutelare un patrimonio di grande rilevanza per la nostra economia. Il kiwi, per importanza, rappresenta infatti la quarta coltura frutticola a livello regionale, dopo pero, nettarine e pesco. Per ridurre il danno economico alle aziende agricole e ai vivaisti la Regione ha approvato una legge che consente di indennizzare, anche senza l’obbligo di reimpianto, chi è costretto a estirpare.
In Emilia-Romagna – alla fine dell’estate scorsa - la situazione appariva meno problematica rispetto ad altre realtà con una decina i focolai attualmente identificati e sotto controllo. Al momento l’unica forma di lotta nei confronti della batteriosi del kiwi è l’estirpazione o l’eliminazione delle parti colpite, e l’impianto di materiale assolutamente indenne.
Contemporaneamente la Regione ha avviato con le Università regionali una sperimentazione per verificare l’efficacia di trattamenti che consentano il risanamento delle piante senza procedere alla loro distruzione.
Ma serve una forte e immediata iniziativa nazionale ed europea. Va in questo senso la risoluzione presentata in parlamento dal PD (tra i promotori l’On. Gabriele Albonetti) e presentata nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna dal consigliere Mario Mazzotti (PD).

(Nota tecnica sul cancro del kiwi)
(La risoluzione presentata alla Camera dei Deputati)
(La risoluzione presentata nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna)

Fotovoltaico e Green Economy, le imprese della Provincia di Ravenna chiedono certezze

Anche il Tavolo delle Associazioni Imprenditoriali della Provincia di Ravenna leva la propria voce preoccupata contro il decreto Romani e in difesa degli incentivi al fotovoltaico e alle energie rinnovabili. Il Documento sul fotovoltaico e green economy, le aziende chiedono certezze rivolto al Governo, è stato inviato al Prefetto, ai parlamentari della Provincia, al Presidente e ai Sindaci della Provincia. L’auspicio del Tavolo, nelle parole del suo coordinatore Graziano Parenti, è che si “eviti il blocco delle attività e degli investimenti, per giungere a soluzioni di cui possano beneficiare le imprese e l’intero Paese”:
(Leggi il documento)

mercoledì 6 aprile 2011

A 2 anni dal terremoto dell’Aquila, diradato il polverone della propaganda, emerge il dramma e il dolore di una città abbandonata dal Governo

A due anni di distanza dal sisma che ha sconvolto l’Abruzzo è doveroso ricordare quanti sono scomparsi e essere vicini ai familiari delle vittime, e accertare fino in fondo le tante responsabilità di quanto accaduto quella terribile notte.
Oggi ancora 39mila persone sulle 70mila che risiedevano a L'Aquila e nei comuni del cratere, sono fuori dalle proprie abitazioni, in sistemazioni che li privano dei legami e del vissuto a cui ognuno tiene. Il Partito democratico chiede che parta finalmente un'azione seria, programmata, per riportare la vita anche nel centro storico de L'Aquila e alimentare di nuovo il tessuto sociale ed economico.
Il PD ha presentato una proposta di legge con misure che consentano di accompagnare la ricostruzione, di sostenere e dare risposte a quanti intendono tornare a vivere nelle loro case, nella loro città e riprendere la propria vita e attività economica.
L'Aquila è stata uno dei tanti luoghi in cui il governo e, Berlusconi in particolare, ha annunciato miracoli sulla pelle delle persone. A L'Aquila, come altrove, sono rimasti i problemi, aggravati dal tempo, passato senza una seria azione del governo. Chi ha promesso deve rispondere: il governo deve chiarire agli italiani tutti qual é la vera situazione de L'Aquila e dei tanti centri colpiti, perché la ricostruzione vera non può più aspettare.
Dopo il disastroso terremoto del 6 aprile del 2009, la cui scossa principale registrata attorno alle 3,32 ha raggiunto i 5,9 gradi della scala Richter, il bilancio delle vittime a l’Aquila è risultato altissimo: 308 morti e circa 1600 feriti. Il sisma ha spazzato via vite umane, case ed identità degli aquilani, ma non ha fiaccato la volontà degli aquilani e degli abruzzesi di ricostruire le loro città e paesi.

martedì 5 aprile 2011

Venerdì 8 aprile la Notte Bianca della Scuola e della Democrazia. Manifestazione in 5 città in diretta web e satellitare

Si svolgerà venerdì 8 aprile, a Bologna, Roma, Torino, Milano e Napoli, la Notte Bianca della Scuola e della Democrazia promossa dal partito Democratico: un grande momento di incontro e confronto aperto con tutto il mondo della scuola e con tutti i cittadini interessati alla salvaguardia della democrazia, per riaffermare insieme il valore dell'istruzione pubblica italiana, quale istituzione fondamentale per il futuro del Paese e dei giovani, per denunciare le distorsioni che il governo intende promuovere nel sistema della giustizia, per manifestare a favore della legalità.
Anche in molte altre parti d’Italia (fra cui Genova, Siena, Guastalla in provincia di Reggio Emilia, e Mamoiada in provincia di Nuoro) le organizzazioni territoriali del partito stanno preparando momenti di mobilitazione, di approfondimento e di iniziativa a sostegno della manifestazione.

Si tratta dunque di un grande appuntamento a cui partecipare direttamente o da seguire sul web, sul sito del PD o su www.lanottebiancadellascuola.it e in tv, su Youdem.tv (Sky 813). Saranno molti i siti e le tv private che manderanno in onda la manifestazione, come il sito de l'Unità (www.unita.it) e quelli di Orizzonte Scuola (www.orizzontescuola.it) e Docenti Scapigliati (www.idocentiscapigliati.com), le tv private lombarde Telelombardia e Espansione Tv, ed emiliane Nuova Rete e Telereggio (quest'ultima trasmetterà la serata in differita nei giorni successivi).

La maratona partirà già dal tardo pomeriggio, quando, alle 18, ad aprire l’evento sarà la web videoradio dedicata, Radio Notte Bianca, in diretta streaming e video.

Dalle ore 21, si potranno seguire le dirette dalle cinque città.
La notte bolognese, cui parteciperanno il segretario nazionale del PD Pier Luigi Bersani e il candidato sindaco Virginio Merola, sarà ospitata nel Teatro Testoni Ragazzi. A condurre l’evento ci sarà il giornalista Rai Santo Della Volpe. Con lui, fra gli ospiti, il direttore de l'Unità Concita De Gregorio, il disegnatore satirico Sergio Staino che illustrerà la serata con le sue vignette, lo scrittore Valerio Massimo Manfredi, Bice Biagi, il Coro dei bambini dell'Anpi e, per chiudere, gli irriverenti Skiantos.
Per il PD saranno presenti anche la responsabile Scuola della segreteria nazionale Francesca Puglisi, la capogruppo PD in commissione Cultura e Istruzione della Camera dei Deputati Manuela Ghizzoni. Per il PD bolognese, interverranno anche il segretario provinciale Raffaele Donini e Maurizio Cevenini.

Caso Ruby: via libera della Camera al “conflitto di attribuzione”. Per la maggioranza del parlamento (PdL e Lega Nord) la “signorina” era la nipote di Mubarak

La Camera ha detto sì a elevare il conflitto di attribuzione nei confronti dell'autorità giudiziaria sul caso Ruby, in cui è coinvolto il Presidente del Consiglio Berlusconi. La deliberazione è passata con 12 voti di differenza. Nel dettaglio, i voti a favore sono stati 314, quelli contrari 302.
In altre parole la Camera ha deciso che Berlusconi non può essere processato dal Tribunale di Milano ma bensì dal Tribunale dei Ministri (perché, sostengono, nell’intervenire a favore di Ruby ha agito come Presidente del Consiglio, nella convinzione che fosse la nipote del presidente egiziano Mubarak… Berlusconi avrebbe cioè agito “nell’interesse dello Stato” e per evitare un incidente diplomatico!).Tutti sanno che non è vero, ma la destra (PdL e lega) ha deciso che è così.
Ma perché voglioni sottrarre il processo al Tribunale di Milano per trasferirlo al Tribunale dei Ministri? Semplice: per poi potere negare l'autorizzazione a procedere e fare finire nel nulla il processo in modo che Berlusconi possa dire di essere stato assolto. Quindi un'altra soluzione "ad personam", a misura delle esigenze del premier.
E mentre si consumava questa ennesima umiliazione del Parlamento, continuava la campagna acquisti. Hanno infatti votato a favore del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato i due deputati liberaldem Daniela Melchiorre e Italo Tanoni che avevano fondato il terzo polo con UdC, ApI e FLI) e che oggi sono stati ricevuti dal premier a Palazzo Grazioli.

Oggi alle 18 il PD era in piazza a Roma, al Pantheon, con il segretario Pier Luigi Bersani per una iniziativa di denuncia contro le leggi ad personam e per la dignità del Parlamento.

Quando ministro Alfano ha annunciato la sua epocale riforma della giustizia il PD aveva detto che, tempo 15 giorni, si sarebbe tornati alle leggi ad personam. Detto e fatto! Ora la Camera deve votare una prescrizione breve costruita su misura di Berlusconi. Una prescrizione che salverà lui e libererà migliaia di criminali, il tutto senza che la Lega di Bossi dica qualcosa sulla sicurezza. Per la Lega Nord, evidentemente, è più importante salvare furbescamente Berlusconi che assicurare giustizia e sicurezza ai cittadini.

I COMMENTI AL VOTO DEL PARLAMENTO

“Oggi si è consumata un'altra pagina davvero vergognosa: con i banchi del governo pieni, è straordinario vedere il ministro degli Esteri che in piena crisi internazionale passa le sue giornate in aula a votare processi verbali, sospensive e oggi il conflitto di attribuzione che evidentemente ritiene più importante di tutto il resto”.
Lo ha affermato il presidente dei deputati democratici Dario Franceschini a conclusione del voto alla Camera sul conflitto di attribuzione per il caso Ruby.
Nel suo commento Franceschini ha sottolineato che nonostante la precettazione di tutti i deputati e gli esponenti di governo, la maggioranza è rimasta largamente al disotto dei 330 indicati da Berlusconi (314 voti).
"L'imperatore Caligola nominava senatore il suo cavallo, oggi Berlusconi ordina alla sua maggioranza di credere nello 'zio Mubarak': non so chi sia più perverso". Lo afferma in una nota l'europarlamentare del PD Debora Serracchiani. "L'arroganza di Berlusconi – ha affermato - sta assumendo proporzioni davvero inquietanti, nell'uso strumentale delle assemblee parlamentari e nelle modalità trasformiste con cui ne raffazzona le maggioranze: siamo ben oltre il limite della decenza istituzionale".
"C'e' da chiedersi quanto grande sia il timore che Berlusconi ha della giustizia - aggiunge - da indurlo a farsi scudo di una maggioranza raccogliticcia e asservita, al punto da utilizzare il proprio voto per negare l'evidenza perfino sulle parentele di Ruby. A quando - conclude - uno scatto d'orgoglio?".
“Non hanno stravinto, ma hanno avuto i voti sufficienti per offendere l'intelligenza umana, oltre al Parlamento, le leggi e la Costituzione”. Lo ha detto la presidente del PD, Rosy Bindi, commentando il voto della Camera sul conflitto di attribuzione per il processo Ruby.

Sempre al servizio del miliardario!

Ma quelli della Lega Nord si sono fumati il cervello?! Chiedono di istituire eserciti regionali. Vi ricorda niente la Yugoslavia?

La Lega: "Subito gli eserciti regionali" La Russa: "La difesa non si divide"Si avvicinano le elezioni, ed è in questi momenti che la Lega Nord dà (si fa per dire!) il meglio di sé.
Nei giorni scorsi ha presentato una proposta di legge che prevede battaglioni di volontari, mille uomini per Regione, addestrati da Esercito e Carabinieri, pronti a intervenire in caso di calamità ma anche a mobilitarsi per l'ordine pubblico su richiesta dei Presidenti di Regione o del Consiglio dei ministri.
(leggi l'articolo su repubblica.it)

lunedì 4 aprile 2011

"Né Aventino né dimissioni. Li battiamo in Aula"

Intervista di Andrea Carugati (l'Unità) a Dario Franceschini

"Una sconfitta totale della maggioranza, una resa incondizionata.Dopo due giorni di fuoco sono stati costretti a rinviare la prescrizione breve. Sono riusciti solo a dimostrare una volta di più qual è la loro vera priorità: Berlusconi e i suoi processi. I problemi del Paese vengono dopo". Dario Franceschini, presidente dei deputati PD, risponde a l`Unità appena uscito dal Quirinale, dove è stato ricevuto dal presidente Napolitano insieme alla collega Anna Finocchiaro.
(Leggi l'intervista)

Immigrazione. Maggioranza allo sbando e Lega Nord in crisi

Oggi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarà a Tunisi per trattare con il governo tunisino un maggior controllo sull’immigrazione verso l’Italia. In Italia intanto è il caos totale.
La Lega di Umberto Bossi continua a lanciare slogan e proclami contro gli immigrati, per coprire con le grida il fatto che è il ministro leghista dell’interno, Roberto Maroni, che deve affrontare il problema (e infatti propone il permesso temporaneo). Il governo, per far contenta la Lega vorrebbe allestire solo campi recintati con migliaia di persone dentro.
Ma intanto dai campi recintati esistenti gli immigrati fuggono a migliaia e, sparse per l’Italia, cercano di passare in altri paesi, si arrangiano. Comuni, Province e Regioni si rifiutano di utilizzare un metodo così barbaro nella concezione e tanto inefficace nella soluzione del problema.
E a Lampedusa, dove doveva esserci il miracolo, ovviamente la situazione è ancora un disastro.
La gita di Berlusconi a Lampedusa si è rivelata per quello che è: un`amara presa in giro, così come la giravolta di soluzioni annunciate e continuamente modificate. L’una e le altre a dimostrazione della mancanza di pragmatismo e incapacità ad affrontare i problemi, oltre che delle divisioni nella maggioranza.
Ma non c’è solo questo. La crisi della leadership berlusconiana a stento riesce a mascherare un`altra crisi che sta esplodendo in questi giorni: quella della Lega Nord.
Bossi ha un bel dire agli immigrati «fuori dalle palle» ma il suo ministro non è capace neppure di trattenerli dietro una rete, mostrandosi assolutamente impreparato e inadeguato a fronteggiare un’emergenza che pure aveva agitato, con chiaro intento propagandistico.
Evidentemente un conto sono i comizi a Pontida, un altro conto fare seguire alle parole i fatti. La verità è che quanto accade in questi giorni sta mostrando l`impossibilità e incapacità della Lega ad essere un vero partito di governo. Con l`ideologia leghista si può forse amministrare qualche Comune o provincia, due regioni, ma non si riesce a governare l`Italia.

domenica 3 aprile 2011

FISCO 3 / Fassina (PD): I condoni del governo hanno incoraggiato l'evasione fiscale. Bisognava proseguire con le misure di spinta alla compliance introdotte dal Governo Prodi e smantellate dalla destra

"I dati sull'evasione fiscale 'rivelati' a livello di provincia e settori sono noti da molti anni. E' noto anche che, in un fisco di massa, con 40 milioni di contribuenti, i controlli possono fare poco. Si sarebbe dovuto proseguire con le misure di spinta alla compliance".
Lo ha detto in una nota Stefano Fassina, responsabile Economia della segreteria del PD, che ha aggiutno: "Invece, dall'inizio della legislatura, sono stati eliminati importanti strumenti per l'innalzamento della fedeltà fiscale nella fase delle dichiarazioni: dagli elenchi clienti-fornitori, alla responsabilità in solido di appaltatori e sub-appaltatori, alla tracciabilità dei pagamenti, solo in parte reintrodotta qualche mese fa, ma ancora non applicata".
"Soprattutto - ha insistito Fassina - è stata riaperta la stagione dei condoni con il devastante 'scudo fiscale', inibitore di ogni effetto dei possibili controlli sui grandi evasori. Non a caso, di fronte a qualche modesto passo avanti nel recupero di evasione sul versante dei controlli, abbiamo registrato un'ulteriore e significativa perdita di gettito dovuta alla minore compliance, in particolare sull'Iva. Il rapporto tra maggiore evasione recuperata dall'Agenzia delle Entrate e maggior gettito perso in fase di dichiarazione è di uno a dieci: un miliardo in più recuperato e 10 miliardi in più all'anno persi. Senza un netto e credibile mutamento di linea politica, l'evasione continuerà ad aumentare e l'onere fiscale sarà sempre più sbilanciato sul lavoro dipendente e sui redditi da pensione, a danno dell'equità e della crescita".

FISCO 2 / Bersani: «La politica della destra ha favorito l'evasione fiscale»

«La drammatica crescita dell'infedeltà fiscale distrugge ogni prospettiva per il Paese. Una lotta seria all'evasione si può fare ma la destra non vuole farla». Lo afferma il segretario del PD Pierluigi Bersani che sottolinea come «la politica del solo intervento a valle dell'evasione, dei continui condoni, della cancellazione delle norme predisposte dal centrosinistra si è accompagnata all'aperta condiscendenza berlusconiana verso chi ostacola il fisco come si ostacolerebbe un intruso».
«Non c'è da stupirsi - sostiene Bersani - che, piuttosto che miglioramenti, si siano fatti passi indietro nella fedeltà fiscale. Dal 1996 al 2001 i dati dicono che l'evasione Iva calò di 20 punti. Nel 2007 si ridusse di 5 punti, tornando a crescere appena tornò la destra». «Questi sono fatti. Noi - sottolinea il segretario del PD - non siamo giustizialisti fiscali. Noi vogliamo portare la fedeltà fiscale alla media europea. Abbiamo in questi mesi presentato una riforma fiscale che mette le risorse rivenienti dalla lotta all'evasione in alleggerimento fiscale per l'impresa, il lavoro e le famiglie numerose». «Si può fare. Non lo si potrà fare in questo quadro politico» conclude Bersani.

FISCO 1 / Dramma evasione fiscale: in Italia al 38%, al Sud si arriva a 66%

Le tasse non pagate si attestano mediamente al 17,87%. Ma se si tolgono i redditi di chi le tasse le deve pagare per forza, come i dipendenti e i pensionati, l’evasione media schizza oltre il 38%: in pratica 38,41 euro per ogni 100 euro di imposte pagate. C’è poi il tradizionale divario nord-sud – che vede alcune aree del Mezzogiorno con un’evasione vicina al 66% – al quale si aggiunge un nuovo gap tra grandi e piccoli centri, con le grandi città produttive a basso tasso di evasione (10,93%).
E’ la fotografia tracciata dal fisco grazie ad una nuova banca dati (databasegeomarket) dell’Agenzia delle entrate. Ne emerge uno spaccato impressionante. Il tasso di evasione minima (10,93%) si riscontra nelle Province dei grandi centri urbani: Milano, Torino, Genova, Roma, Lecco, Cremona, Brescia. All’altro vertice della classifica, invece, c’è un gruppo di Province difficili – Caserta, Salerno in Campania, Cosenza e Reggio in Calabria, Messina in Sicilia – nelle quali si arriva al 65,7% dell’imposta evasa. Quest’ultimo gruppo registra anche alti tassi di criminalità organizzata, disagio sociale, truffe e frodi (6.726 euro per abitante, contro una media di 4.625 euro).
Ma appena sotto alle aree con evasione record c’è tutto, o quasi, il sud con un’evasione media del 64,47%. Si salvano le Province guidate da una città maggiore: Bari, Napoli, Catania e Palermo dove il tax gap è decisamente inferiore, quasi la metà, al 38,19%. Tra le aree virtuose vi sono invece molte Province del nord-est e dell’Emilia Romagna, la Provincia di Cuneo e di Firenze.
Bisogna poi aggiungere che una cosa è il tasso di evasione presunta e una cosa diversa sono i valori assoluti dell’evasione. Questi ultimi, infatti, si concentrano nelle zone più ricche del Paese. E quindi anche se qui il tasso di infedeltà fiscale è basso, le somme che non vengono versate nelle casse dell’erario sono molto elevate, mentre nelle zone povere, anche se l’evasione è alta, si può recuperare meno.

Zapatero lascia. Si apre la corsa al successore alla guida del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe)

“Meglio dirlo ora, che continuare nell’incertezza: non mi ricandido alle prossime elezioni“. Con queste parole il premier spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero ha annunciato, alla riunione del comitato federale socialista a Madrid, che non sarà lui il candidato del Psoe alle consultazioni di marzo 2012. Il discorso del capo del governo è durato una ventina di minuti ed era teso a mettere fine alle voci sul futuro dello stesso Zapatero, sorte soprattutto in seguito ai dati dei sondaggi che davano il suo consenso elettorale in netto calo. Si apre la corsa al successore alla guida del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe), il principale partito riformista della Spagna che dal 2004 sostiene il governo guidato dal leader socialista Zapatero. In una nota del Corriere della Sera i nomi del possibile successore alla guida del partito (che sarà scelto tramite primarie), che sarà anche il candidato premier nelle elezioni politiche di marzo 2012.    

sabato 2 aprile 2011

Un gambero chiamato Italia: a marcia indietro nel Digitale

di Luca Landò (l’Unità, 2 aprile 2011)

«È come l’arrivo dell’elettricità nell’Ottocento: potevi farne anche meno ma restavi al buio». Me­tafora illuminante, verrebbe da dire, se non fosse che lo scenario dipinto da Paolo Guerriero, do­cente di economia alla Sapienza e vicepresidente dell'Istituto di Affari Internazionali, spegne sul nascere qualunque battuta. Perché l’interruttore che non riusciamo a premere è quello della rivo­luzione digitale.
«Ci sono Paesi che in dieci anni, puntando sulla rete e su Internet, hanno capovolto il modo di pensare l’economia, la politica, la società. Il digitale non è accendere un computer: vuol dire spin­gere un Paese a rompere con gli schemi del passato, vuol dire utilizzare le nuove tecnologie per vi­vere e lavorare meglio».
(continua)

E' online lo Sportello unico per le attività produttive (SUAP)

Anche il Comune di Casola Valsenio, come gli altri Comuni della Provincia di Ravenna, si è accreditato per accedere allo Sportello unico telematico per la attività produttive.

Processo breve rinviato. Il PD vince la sua battaglia

Il blitz del governo è fallito miseramente. L'obiettivo di far approvare l'ennesima legge salva premier puntando i riflettori mediatici solo sotto la luce dell'emergenza di Lampedusa ha prodotto tanto rumore per nulla.
Con l’iniziativa parlamentare alla Camera e con la mobilitazione dei militanti e simpatizzanti il PD ha battuto una maggioranza che ormai ha perso il senso del limite. La battaglia non è finita e come ha detto il segretario Bersani c’è bisogno di tenuta e di resistenza. Il Partito Democratico continuerà nel Parlamento e nel Paese a battersi contro le leggi ad personam, per la legalità, per riportare nell’agenda politica i problemi veri degli italianiCon l’iniziativa parlamentare e la mobilitazione dei militanti e simpatizzanti, il PD ha battuto la maggioranza: la discussione sul processo breve, dopo la bagarre dentro e fuori l'Aula di Montecitorio, è stata rimandata al prossimo 5 aprile. E' una nuova sconfitta per il governo Berlusconi.
Da queste due frenetiche giornate parlamentari il segnale politico più marcato sta nel fatto che le opposizioni sono riuscite ad evitare lo “strappo” progettato da Berlusconi.

venerdì 1 aprile 2011

Dal PD un piano in tre punti per fronteggiare l'emergenza immigrati

"Di fronte all'emergenza immigrazione, per incapacita' e per esigenze strumentali, il governo ha creato uno stato di confusione e di sbandamento creando tensioni mai viste neppure in situazioni più difficili di questa, che pure il nostro Paese ha saputo affrontare, come nel caso del Kosovo, quando si registrarono circa 50mila arrivi. Assumendosi le sue responsabilità di fronte al Paese, il Partito Democratico presenta le sue proposte per uscire finalmente da una situazione insostenibile e affrontare l'emergenza". Lo si legge in una nota diffusa dal PD.
"Innanzitutto, impegniamo il governo - spiega la nota del Nazareno - a ottenere un accordo con la Tunisia, che preveda in particolare uno stop agli arrivi oltreché una gestione programmata dei rientri. Secondo, chiediamo l'applicazione dell'articolo 20 del decreto legislativo 286 del 1998 (Misure straordinarie di accoglienza per eventi eccezionali), così da ottenere dall'Unione europea l'applicazione della direttiva 55 del 2001 relativa alla concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e alla cooperazione in ambito comunitario, recepita dal decreto legislativo n.85 del 2003, che rende quindi possibile la circolazione europea e il tempo necessario per organizzare le operazioni di rimpatrio evitando problemi rilevanti di allarme sociale. Si tratta di una scelta ineludibile per garantire la sicurezza e dare certezza a tutto il percorso".
Terzo punto del piano PD: "Sulla base dei precedenti punti, chiediamo al governo di abbandonare la strategia delle tendopoli che stanno già creando tensioni ingestibili. In accordo con le Regioni, gli Enti locali e in collaborazione con le associazioni di volontariato e la Protezione civile, si organizzi l'accoglienza in modo diffuso sul territorio. Il Partito Democratico, in tutti i suoi luoghi di responsabilità, è pronto sulla base di questo piano a un impegno convinto per uscire dall'emergenza. Ciò presuppone una radicale correzione da parte del governo dell'impostazione assunta fin qui. In assenza di questa correzione, il governo si assumerà pienamente una grave responsabilità. Infine, il Partito Democratico - conclude la nota - esprime una vivissima preoccupazione per la totale assenza del governo sullo scenario del Mediterraneo, che è di fronte a una evoluzione i cui effetti non sono ancora prevedibili. L'Italia chieda la convocazione urgente di una Conferenza sul Mediterraneo per determinare una visione comune e comuni linee di intervento".

TUBER: Sabato 9 aprile, ore 20,45 al Cinema Senio di Casola Valsenio (Ingresso gratuito)

Sabato 9 aprile, alle ore 20,45 nel Cinema Senio di Casola Valsenio, sarà proiettato TUBER, un film-documentario del regista casolano Fabio Donatini e di Marco Zuin. La serata è promossa dall’Associazione culturale Cinesenio e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Casola Valsenio.
Presentano il film il regista Fabio Donatini, Massimo Barzaglia (Associazione culturale Cinesenio), Giuliana Gottarelli (Fondazione Cassa di Risparmio di Imola) e Maurizio Nati (Assessore cultura del Comune di Casola Valsenio).L’ingresso è gratuito.

TUBER, una cui parte delle riprese sono state girate nelle colline di Casola Valsenio, analizza il volto inaspettato ma concreto del mondo del tartufo, tra battute illegali e intrighi internazionali, menzogne e piccole invidie, ricche aste internazionali e bucoliche passeggiate di pensionati di provincia. Il Tartufo è un'antica gioia del palato, il Tuber è l’avidità tra gli esseri umani. Il film-documentario è stato selezionato e presentato lo scorso ottobre al Salone del Gusto di Torino durante il prestigioso appuntamento Slow Food On Film, il festival internazionale di cinema e cibo promosso dal movimento Slow Food.
Gli autori:
Fabio Donatini nasce e cresce a Casola Valsenio. Si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione e collabora in veste di autore e regista con molte realtà produttive bolognesi. Ha vinto il Bando ministeriale promosso dall’Art. 8 nel 2009 per la realizzazione del suo primo film I Principi dell’Indeterminazione.
Marco Zuin nasce e vive nel cuore del nord-est italiano. Laureato in D.A.M.S. Cinema, nel 2003 apre videozuma, una giovane realtà di produzione video. Lavora tra il Veneto e l'Emilia-Romagna ed ha svolto reportage in Spagna, Francia, Honduras, Egitto, India.

La prescrizione breve è una vergogna. Presidio del PD in Piazza Oriani domenica 3 aprile

La "prescrizione breve" che il PdL la Lega Nord vogliono far passare in Parlamento ha un solo obiettivo: salvare Berlusconi dal processo Mills. Ma così facendo, per salvarne uno (sempre lui, Silvio Berlusconi!) il PdL e la Lega Nord provocano l'annullamento di migliaia di altri processi, salvano i criminali e negano a tanti cittadini il diritto a ricevere giusitizia.
Per protestare contro la "prescrizione breve", domenica 3 aprile alle ore 10.00, presidio del PD n Piazza A. Oriani a Casola Valsenio.

Il presidio sarà anche l'occasione per distribuire materiale informativo sul referendum del 12 e 13 giugno per il SI’ all’ abrogazione del nucleare e per lanciare la PETIZIONE, promossa dal PD casolano, a favore delle energie rinnovabili e contro il nucleare, a sostegno della politica energetica del Comune e per Casola “comunità solare".

Bersani scrive ai segretari dei partiti di opposizione: "Il governo vuole oscurarci"

“Mi sembra evidente che il governo sta predisponendo un’ulteriore stretta sul sistema dell’informazione, a partire dai telegiornali, così da oscurare le opposizioni e da condizionare la fase politica e il prossimo appuntamento elettorale. C’è dunque aperta una vera questione democratica che, a mio parere, deve essere affrontata dalle opposizioni parlamentari con un’iniziativa comune, pur nel pieno riconoscimento delle differenze politiche.” Lo scrive il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani in una lettera inviata ieri ai leader dei partiti di opposizione presenti in Parlamento.
“Vi propongo quindi - continua Bersani - di realizzare uno strumento di controllo sull’equilibrio politico in particolare dei telegiornali e dei programmi di intrattenimento per presidiare, in modo incisivo e tempestivo, questa delicatissima fase. Se convenite, conclude Bersani nella missiva inviata a Casini, Di Pietro, Bocchino e Rutelli, questa iniziativa può essere già messa a punto nel corso dell’incontro dei nostri responsabili dell’informazione, già previsto per il 7 Aprile.”