domenica 17 luglio 2011

«Tasse e niente riforme. Ma l’alternativa ora c’è. Ricostruiremo il Paese»

Intervista a Pier Luigi Bersani di Simone Collini (l’Unità, 17 luglio 2011)

Proponiamo il superamento dei vitalizi per i parlamentari, la riduzione del numero di deputati e senatori, la riduzione delle società pubbliche, l`abolizione delle province al di sotto dei 500 mila abitanti.
Ricostruiremo noi l’Italia, dice Pier Luigi Bersani dopo l’approvazione di una manovra «spudoratamente classista che non porta il Paese fuori dalla tempesta».
Per il leader del PD il dato fondamentale di questo passaggio è che «di fronte a scelte assurde o profondamente negative tutta l`opposizione parlamentare ha concordato sia l`assunzione di responsabilità sui tempi, sia la fortissima critica sui contenuti».
«Per la prima volta dopo tre anni, PD, IdV e UdC hanno presentato emendamenti comuni. È una novità che non va sottovalutata. Tanto più in un momento difficile come questo dobbiamo lavorare all`unità dell`opposizione e alla definizione di un`alternativa credibile». Anche perché, dice Bersani ripensando ai colloqui con capi di Stato e di governo incontrati nel viaggio in Medio Oriente da cui è da poco rientrato, «è urgente rilanciare il ruolo dell`Italia nel mondo». «Il berlusconismo ha portato un grande Paese come il nostro a non discutere neanche di quel che avviene alla porta di casa. È desolante come siamo avvitati su questioni domestiche, spesso di serie C, come questo governo non si renda conto che quanto sta avvenendo al di là del Mediterraneo sia rilevante per il nostro futuro».
(leggi l’intervista)

La manovra del governo pesa sulla sanità emiliana per 1,2 milioni di euro a settimana. Ma la Regione si batterà per non far pagare il ticket voluto da PdL e Lega Nord!

Intervista di Enrico Miele (la Repubblica, 17 luglio 2011) all’Assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti

"La manovra del governo pesa sulla sanità emiliana per 1,2 milioni di euro a settimana. Ma noi abbiamo deciso di accollarci questo costo per poter studiare misure alternative nei prossimi quindici giorni". L'assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti si sta battendo contro l'aumento "iniquo e ingiusto" di 10 euro per i ticket sanitari contenuto nell'ultima Finanziaria. E va al contrattacco mettendo nel congelatore la manovra per almeno due settimane. Il tempo necessario per trovare delle soluzioni: "Come un ticket dai due ai quattro euro sulle ricette farmaceutiche e una differenziazione dei rincari a seconda del costo degli esami".
Dopo il rifiuto di applicare gli aumenti, cosa cambia da lunedì?
"Nulla, per due settimane resterà tutto come prima. È già partita la circolare ai direttori delle Ausl firmata da me e dal presidente Errani. Dobbiamo prima capire come far fronte a una situazione che mette in grave difficoltà il nostro servizio sanitario".
E il ticket di 25 euro per i codici bianchi (i meno gravi) del Pronto soccorso. Verrà applicato?
"No, perché nella nostra Regione il ticket sui codici bianchi, anche per evitare l'uso improprio delle prestazioni del Pronto soccorso, è già in vigore dal 2004".
In fondo i ticket ci sono già...
"È previsto per molte prestazioni mediche, ma non può superare i 36 euro. È la cosiddetta compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. Ora il governo vuole portare questo tetto a 46 euro".
A quanto ammontano i tagli alla sanità?
"Al netto dei precedenti tagli, questa manovra costerà alla nostra Regione 1,2 milioni a settimana. Fanno 61 milioni ogni anno".
Dove troverete questi soldi?
"Cercando soluzioni che vadano contro la logica degli aumenti lineari. Fino a luglio copriremo il buco con fondi regionali, congelando gli aumenti".
E poi?
"Faremo scelte condivise insieme alle altre Regioni, anche la Toscana è dalla nostra parte".
Quali soluzioni state immaginando?
"Vogliamo evitare il meccanismo per cui gli aumenti sono uguali sia se la prestazione sanitaria è rilevante, sia se è poco significativa. Serve un'applicazione meno grossolana".
Per esempio?
"Tutte le Regioni del Nord hanno già introdotto un ticket, che va dai due ai quattro euro, sulle ricette, sulle prescrizioni farmaceutiche. Cosa ben diversa dalla prestazione medica. Noi non l'abbiamo mai fatto, ma ora è una delle ipotesi in campo".
Altre ipotesi?
"Ragionare sulla differenziazione degli aumenti. Tenendo come media i 10 euro potremmo, ad esempio, non toccare il costo di una semplice analisi del sangue ma portare a 20 euro i rincari su una tac non urgente".
Sempre di aumenti si tratta...
"Sono solo ipotesi, l'introduzione del "superticket" nel 2007 fu un errore, tanto che dopo sei mesi fecero marcia indietro. Senza abolire la norma, ma garantendo la copertura con fondi statali".
Quelli che il governo ora ha tagliato?
"Esatto, un vero regalo ai privati".
Perché?
"Con l'aumento alcuni esami costano quanto un laboratorio privato. Questo sposta verso i privati una gran quantità di pazienti, gli ospedali incassano di meno e i cittadini subiscono lo stesso gli aumenti".

L’ennesima giravolta di Bossi

Voteremo si, aveva detto. Poi, quando si è trattato di votare sull’arresto nella Commissione per le autorizzazioni, la Lega si è astenuta facendo prevalere i sì dei rappresentanti dell’opposizione (PD, IdV, UdC). E ieri ha detto che Papa – il deputato del PdL per il quale la Procura di Napoli ha richiesto l’arresto nell'ambito dell'inchiesta P4 (*) - deve andare “in galera!” confermando che alla Camera, in aula, la Lega avrebbe votato sì alla richiesta di arresto.
Ma oggi, con un’altra dichiarazione resa poche ore dopo la prima, il leader della Lega Nord cambia di nuovo opinione. “No alle manette prima del processo”.
Cosa gridavano, quelli della Lega? “Roma ladrona, la Lega non perdona”!
Ma andatevi a nascondere!

(*) L'indagine P4, avviata dalla procura di Napoli, punta a far luce su una presunta associazione a delinquere che avrebbe interferito nelle attività di organi costituzionali, sospettata di aver acquisito informazioni riservate su procedimenti penali in corso per proteggere amici inquisiti ed eludere le indagini.

sabato 16 luglio 2011

Bersani al Governo: "Siamo radicalmente contro, perchè questa manovra è spudoratamente classista, colpisce le famiglie e i ceti deboli"

L'intervento di Pier Luigi Bersani alla Camera, contro la manovra economica del Governo, sul sito di Youdem: "Non vi accusiamo di avere provocato la crisi, vi accusiamo di non averla affrontata, voi e i vostri colleghi della destra europea".

Il PD presenta una mozione di sfiducia individuale per il ministro Romano

Il Gruppo del Partito Democratico ha depositato ieri la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro delle Politiche agricole Saverio Romano. Primi firmatari Dario Franceschini e Pierluigi Bersani

MOZIONE DI SFIDUCIA INDIVIDUALE

La Camera,
premesso che:
in data 13 luglio 2011 la Procura di Palermo, ottemperando all’ordine di imputazione coatta del competente Giudice per le indagini preliminari, ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio del ministro Francesco Saverio Romano, imputato, quindi, formalmente di concorso in associazione mafiosa;
considerato che:
il Ministro ha manifestato la volontà di non dimettersi volontariamente, come sarebbe auspicabile per la credibilità dell’azione di governo;
per tali motivi:
visto l'articolo 94 della Costituzione;
visto l'articolo 115 del regolamento della Camera dei deputati;
esprime la propria sfiducia al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Francesco Saverio Romano.

Col cavolo che siamo tutti uguali!

Il PD, da solo o insieme alle altre forze di opposizione, ha presentanto alcuni emendamentamti alla manovra finanziaria del Governo che, se apprivati, l'avrebbero resa più giusta e più sostenibile, soprattutto per i ceti più deboli, per i lavoratori e per le famiglie.
Ma il PdL e la Lega Nord hanno detto no, impedendone l'approvazione. La lettura degli emendamenti è quindi utile... Se non altro per comprendere le differenti posizioni del centrosinistra e del centrodestra su delicati e importanti argomenti.
Tra le proposte di modifica la riduzione dello stipendio di ministri e dei parlamentari già dal 2012 e i vitalizi dei parlamentari. Altri emendamenti riguardavano la tassazione delle rendite finanziarie e le quote latte.
Eccoli nel dettaglio i 25 emendamenti alla manovra presentati dalle opposizioni (Pd, Idv e terzo polo) in Commissione Bilancio del Senato.
Tra le proposte di modifica quella che interessa i vitalizi dei parlamentari, che diverrebbero normali trattamenti pensionistici. Cospicuo il pacchetto sui costi della politica con interventi sulle auto blu, i voli di Stato, l'incompatibilità tra indennità, le retribuzioni delle cariche pubbliche, election day.
In particolare, sui vitalizi dei parlamentari, un emendamento stabilisce che "ai fini del definitivo superamento del regime vigente dei vitalizi parlamentari, gli Uffici di Presidenza delle due Camere adottano sistemi previdenziali basati sul metodo di calcolo contributivo, prevedendo requisiti anagrafici e contributivi per l'accesso ai trattamenti corrispondenti a quelli applicati ai lavoratori dipendenti, ai sensi della disciplina pensionistica vigente".
Per il PD le pensioni dei Parlamentari devono essere conteggiate come fa l'Inps per tutti i normali lavoratori. Insomma la legge Dini del 1995 si applicherà anche a deputati e senatori.

La riduzione degli stipendi di senatori, deputati e ministri scatterebbe dal 2012 e non dalla prossima legislatura, come prevedeva il primo articolo della manovra. Inoltre è introdotto un regime di incompatibilità tra una serie di cariche elettive o di nomina, con conseguente impossibilità di cumulare stipendi (es.parlamentare, assessore, membro di Cda, ecc).

Stretta anche per gli alti dirigenti pubblici le cui retribuzioni non potranno superare quelle del Primo Presidente della Corte di cassazione. Rigide anche per loro le regole per le auto blu e i voli di Stato.

Le opposizioni, inoltre, intervengono anche sui ticket sanitari, pagamenti della Pa, patto di stabilità interno e liberalizzazioni.

Presentato un emendamento sui ticket sanitari che prevede sostanzialmente l'esenzione in relazione alla situazione economica del nucleo familiare.

Tra le proposte di modifica, si interviene sulle rendite finanziarie con un innalzamento delle aliquote dal 12,5% al 20%, escludendo i titoli di Stato. Al contempo l'imposta sul conto corrente bancario scende dal 27% al 20.

Sulle liberalizzazioni il PD propone una nuova lenzuolata, a partire dal tema delle banche: viene rafforzata la norma sulla portabilità di mutui e conti correnti e sul divieto della clausola di massimo scoperto, oggi spesso aggirata dagli Istituti di credito.

Un'altra proposta di modifica cancella l'articolo sulle quote latte. L'articolo incriminato toglie a Equitalia il compito di riscuotere le multe di chi ha sforato le quote e lo attribuisce all'Agea, che non ha gli strumenti della riscossione coatta. Di fatto un condono, con l'aggravante che le somme delle multe pur non incassate vengono messe nel bilancio dello Stato.

Emendamenti del Partito Democratico alla Manovra (A.S. 2814)
Emendamenti dell'Opposizione alla manovra (A.S. 2814)

giovedì 14 luglio 2011

70 MILIARDI DI TAGLI E TASSE: IL PD DICE NO ALLA MANOVRA DEL GOVERNO

La manovra finanziaria del Governo è ingiusta e sbagliata
Colpisce i più deboli, tassa il risparmio, reintroduce i ticket, ammazza il "federalismo fiscale", colpisce pesantemente - ancora!!! - i Comuni e le Regioni, taglia altri 8 miliardi alla sanità, fa aumentare la benzina, colpisce il credito per le imprese, taglia le detrazioni IRPEF a danno delle famiglie, non prevede niente per il lavoro e deprime la ripresa economica.
PdL e Lega Nord hanno detto no a tutti gli emendamenti proposti unitariamente dall'opposizione (PD-IdV-UdC). Per fare passare la manovra faranno ricorso al voto di fiducia, malgrado le opposizioni abbiano annunciato la volontà di non ricorrere all'ostruzionismo.
Ora bisogna voltare pagina: questo Governo è senza guida e privo di una strategia economica e finanziaria.
Deve andarsene. 

Parma: Comune assediato. Monta la protesta dei cittadini contro il Sindaco Vignali

"L'indignazione della città è reale, profonda, diffusa e ancora in espansione". Così il capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Parma, Giorgio Pagliari, interpreta il sentimento di una città che è in rivolta contro il suo sindaco, Pietro Vignali, il quale non ha alcuna intenzione di dimettersi, nonostante l'inchiesta giudiziaria 'Green Money' che ha visto travolti 11 dei suoi più stretti collaboratori.

Per tutto il pomeriggio di ieri e la serata, alcune centinaia di cittadini, armati di pentole e striscioni, hanno protestato sotto le finestre del consiglio comunale, ma nuove iniziative, presidi e cortei sono già in programma nei prossimi giorni ai piedi del Municipio assediato da quasi 20 giorni.
"I 180 mila euro per le rose fantasma sul Lungoparma sono diventate, a ragione, l'emblema della mala gestione, della leggerezza amministrativa e di quel contesto di ‘corruzione diffusa’, di cui ha parlato il Procuratore della Repubblica" prosegue Pagliari, che rimarca "i cittadini si sono sentiti presi in giro, offesi nel loro diritto di cittadinanza e profondamente delusi per l'ennesimo tradimento della politica, incapace di operare per il bene comune".
Non solo. Secondo il capogruppo PD "molti elettori di questo centrodestra sono rimasti profondamente e irrimediabilmente delusi”.
"In piazza, nella fiaccolata, per strada, nei luoghi di ritrovo e nei bar questi sono coloro che protestano, non gli agitatori di professione" continua il consigliere Democratico che aggiunge “a dimostrazione di tutto questo è il ‘Cahier de doleances della Piazza di Parma’: un'analisi puntuale, pacata, determinata, sofferta, ma assolutamente civile, lontana da ogni esasperazione". Si tratta di un testo di protesta che i cittadini avrebbero voluto leggere in aula, ma l'iniziativa e' stata loro negata.
"Questa lettera - rimarca Pagliari - è un'ulteriore spinta non solo a continuare nella richiesta delle dimissioni come doverosa assunzione della sua responsabilità politica da parte del sindaco, ma anche nella scelta di continuare, su ogni delibera, a svolgere la nostra funzione di consiglieri comunali, sviluppando l'attività di controllo più che mai indispensabile nel momento stesso in cui un'amministrazione delegittimata rimane abbarbicata, compiendo ogni giorno scelte confuse e contraddittorie".
"Siamo convinti - conclude il presidente del gruppo PD - che questo sforzo sia doveroso per raggiungere l'obiettivo delle dimissioni di Vignali, per chiudere una parentesi disastrosa e per aprire la strada ad un governo degno di Parma e all'altezza dei suoi problemi".

Su pesche e nettarine Rabboni chiede l’intervento della Commissione Europea

Estendere anche ai produttori di pesche, nettarine e susine di tutta Europa l'accesso a contributi straordinari, assimilabili a quelli stanziati dalla UE per far fronte ai danni provocati dal recente allarme dell'Escherichia Coli. Ma anche una serie di proposte concrete per modificare l'attuale OCM (Organizzazion e Comune di Mercato) ortofrutticola che prevedano strumenti più efficaci per prevenire e far fronte alle gravi crisi.
Sono, in sintesi, le richieste che l'assessore regionale Tiberio Rabboni ha illustrato direttamente - nel corso dell'incontro che si è tenuto oggi a Bruxelles - al Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro e ad Emmanuel Jacquin, capo della struttura che, nell'ambito della Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione Europea, si occupa dei prodotti ortofrutticoli.
Rabboni ha ribadito queste richieste - che interpretano le preoccupazioni dei produttori di pesche e nettarine, anche organizzati nelle OP (Organizzazioni dei Produttori), colpiti dalla pesante crisi che sta mettendo a repentaglio posti di lavoro sia nella coltivazione che nell'indotto - anche con una lettera inviata ieri al ministro delle politiche agricole Saverio Romano ed ai componenti delle commissioni Agricoltura di Camera e Senato. L'obiettivo è sollecitare una forte iniziativa nazionale rivolta, in particolare, al Commissario europeo Dacian Ciolos, per sostenere le richieste dei produttori.
La crisi attuale, causata da vari fattori concomitanti tra cui la sovrapposizione, per anomalie climatiche, dei calendari di maturazione fra Nord e Sud nelle aree italiane e anche con la Spagna, la riduzione della domanda a seguito dell'allarme Escherichia Coli e la perdita di potere d'acquisto delle famiglie con la conseguente contrazione dei consumi in tutta Europa, rende necessario - scrive Rabboni - "uno strumento di intervento in grado di agire sul mercato in modo trasversale, coinvolgendo tutti i produttori, associati o meno ad OP, in tutta l'Unione europea con risorse mirate. Gli attuali strumenti, basati sui ritiri da parte delle OP, non sono in grado di incidere sul mercato in modo rilevante a causa, soprattutto, dei prezzi troppo bassi riconosciuti ai produttori. Inoltre queste misure, per essere effettivamente efficaci, dovrebbero interessare l'intera produzione e non solo quella organizzata in OP".
Alla Commissione Europea Rabboni chiede di "attivare misure immediate in grado di favorire il superamento della situazione di crisi e valutare l'opportunità di modificare l'OCM di settore". Le proposte di modifica sono:
- prevedere interventi a livello europeo per prodotti altamente deperibili come pesche e nettarine;
- aumento dal 5 al 10% dei quantitativi ritirabili incentivandone la trasformazione in biogas;
- creare una dotazione specifica per la distribuzione gratuita agli indigenti e favorire forme assicurative e fondi mutualistici per difesa del reddito dei produttori.

mercoledì 13 luglio 2011

A Casola la Festa provinciale per i bambini bielorussi

Quest’anno si terrà a Casola Valsenio la Festa provinciale per i bambini bielorussi.
L'evento - in programma sabato 16 luglio nel cortile della Fraternita di Misericordia di Casola Valsenio (Via Cardinal Soglia, 15/b) - è promosso dalla Provincia di Ravenna e dalla Misericordia di Casola Valsenio, con la collaborazione del Comune di Casola Valsenio.
La Festa si svolgerà dalle ore 16,30 alle ore 19,30 e vedrà la partecipazione dei bambini di Chernobyl, delle famiglie del territorio che li ospitano e delle autorità locali e provinciali.
Sono previste inoltre iniziative di animazione, con la musica del corpo bandistico "G. Venturi" di Casola Valsenio, i giochi di "Pompieropoli", il Truccabimbi, giochi di gruppo e esibizioni di mangiafuoco, trapezisti e artisti. E inoltre, buffet per tutti.
Per chi intende usufruire fino all'ultimo del fresco delle colline casolane è possibile proseguire la serata visitando il tradizionale "Mercatino Serale delle Erbe" in edizione straordinaria il sabato sera in occasione del trentennale del Mercatino.
Gli organizzatori, nella nota che hanno diffuso, ringraziano per la collaborazione il Comune di Casola Valsenio e tutte le organizzazioni di volontariato di Casola Valsenio.

martedì 12 luglio 2011

Letta: "Ci muoviamo sulla linea del Colle saremo responsabili per salvare il Paese"

Intervista di Valentina Conte (La Repubblica) a Enrico Letta (Vice Segretario nazionale del PD)

Responsabilità nazionale. Modello Prodi-Ciampi. Napolitano come stella polare. L`opposizione è pronta a scendere in campo, dice Enrico Letta, vicesegretario del PD. Pronta anche ad un governo di salvezza nazionale. La situazione è tesa.
«Di grandissima preoccupazione. Ne siamo consapevoli, più del governo. L`ultima volta che l`Italia ha vissuto un venerdì così nero era nel `92, quando la lira uscì dallo Sme».
Come rispondete?
«Ci muoviamo sulla linea indicata da Napolitano, fatta propria da Bersani e Casini, sabato a Bologna. Il PD si candida ad essere il country party, il partito dell`Italia. E per farlo costruiamo un`opposizione alla Prodi-Ciampi, in termini di rigore e salvezza del Paese».
Basterà?
«L`attacco di venerdì non è stato generico, ma legato all`impressione che il governo italiano ha finito la benzina. Ora è il momento che l`opposizione scenda in campo. Lo faremo presentando, domani, gli emendamenti alla manovra (gli emendamenti saranno concordati con IdV e UdC - ndr). E ci impegneremo perché sia approvata nei tempi».
In che modo?
«Niente ostruzionismi. Diremo sì o no. Se metteranno la fiducia, voteremo no. Ma per respingere la speculazione occorre che la manovra sia approvata. Entro agosto ci sono 30 miliardi di titoli pubblici da rinnovare».
Non pensa che l`entità da 40 miliardi, ma solo 25 assicurati dall`attuale decreto, sia insufficiente ad azzerare il deficit?
«Il balletto delle cifre di questi giorni - prima 40, poi 47, addirittura 68 e ora 25 - è indicativo della scarsa credibilità del governo. E, certo, i mercati hanno capito che si tratta di una manovra da governo Leone, da esecutivo balneare, da aumenti della benzina. Si raccattano soldi un po` ovunque. Al contrario, è arrivato il momento di cominciare a parlare di privatizzazioni. Penso a Poste, Ferrovie, Eni, Enel, Finmeccanica e alle 20 mila aziende partecipate degli enti locali. Ma alla manovra manca l`anima, la strategia. Per questo abbiamo chiesto che il governo si dimetta un minuto dopo la sua approvazione».
Per dare spazio a un governo di responsabilità?
«Per noi la strada maestra sono le elezioni subito. Ma ci fidiamo del presidente Napolitano. Sarà lui a indicare il voto o un governo di salvezza nazionale che termini la legislatura e difenda i conti. Siamo agli sgoccioli. Berlusconi è alla fine. E a noi interessa salvare il Paese».
Sarete concilianti sulla manovra?
«La responsabilità nazionale non significa accettare tutto a scatola chiusa. Domani presenteremo le nostre proposte».
Ad esempio?
«Il capitolo crescita e sviluppo manca del tutto. Bisogna rilanciare su liberalizzazioni, privatizzazioni e infrastrutture. Poi modulare l`imposta sui titoli. Rivedere il patto di stabilità per gli enti locali. Toccare le pensioni solo dopo aver tagliato i vitalizi dei parlamentari. E ripulire la manovra dalle "marchette", come quella sulle quote latte. Guardando al dopo».
Ovvero?
«Sarà un`estate di lavoro per il PD. Intanto lanceremo il nostro "Progetto Italia" alle Feste del PD. E poi stiamo preparando delle proposte per rimettere in piedi la politica industriale».
Secondo quali direttrici?
«Calare due nuovi campioni nazionali, con una golden share pubblica e una gestione manageriale. Da una parte il Polo delle reti italiane, che unisca Terna e Snam Rete Gas scorporata da Eni, sul modello inglese. Sarebbe un gigante europeo. Dall`altra parte l`Ans, l`Aziendanord servizi, grande come Eni ed Enel, sul modello tedesco, che raggruppi tutte le ex grandi municipalizzate del Nord. Una politica choc per il Paese».

Manovra: dal PD la proposta alternativa per lo sviluppo sostenibile

di Stefano Fassina (Responsabile nazionale economia e lavoro del PD)

Negli ultimi giorni, sono venute fuori le reali ragioni di accentuazione del profilo di rischio-Italia: la perdita di credibilità del governo Berlusconi. In parte, dovuta alle vicende emerse dalle indagini della magistratura. In parte, causata dai contenuti e, sopratutto, dalle carenze della "manovra" di finanza pubblica del 30 giugno scorso, veicolata in un Decreto Legge e un presunto Disegno di Legge Delega (in realtà, un manifesto politico) per riformare il fisco e l`assistenza, valutati, rispettivamente, 25 e 15 miliardi di euro all`anno a partire dal 2014.
Oltre all`irrealismo dei risparmi attesi dall`improvvisata Delega, seri danni di credibilità sono stati provocati dalla comunicazione sulla dimensione della manovra, cifrata dal Ministro Tremonti, nell`infelice conferenza stampa del 6 luglio, in 47, 68 ed infine in 40 miliardi di euro. Per tentare di recuperare la confusione, un comunicato del Mef fa ulteriori danni in quanto indica una correzione di 2 miliardi di euro nel 2011 e 6 miliardi di euro nel 2012, quando nella relazione tecnica allegata al Decreto è chiarito che la manovra non ha effetti netti nel biennio indicato.
Dopo le preoccupate e condivisibili analisi sulla pericolosità del Governo Berlusconi, si arriva alla domanda da 100 punti: che dice il PD? Qual è la politica economica del PD? Bersani promette e non mantiene? Non é così. Il PD ha già detto. Ha detto con una elaborazione puntuale definita in tre appuntamenti dell`Assemblea Nazionale (Maggio ed Ottobre 2010 e Febbraio 2011) dedicate ai principali problemi aperti nel Paese: dall`assetto istituzionale alle pubbliche amministrazioni, dal fisco al lavoro, dalla regolazione dei mercati alla politica industriale, dalla scuola al welfare.
Il PD non ha prodotto una lista della spesa. Il 21 marzo scorso, il PD ha discusso con le parti sociali e, poi, inviato al Ministro Tremonti un Programma Nazionale di Riforma (presentato ai media in un paio di occasioni e da fine Marzo sul sito del PD). Nel PNR elaborato dal PD, richiamato anche nelle risoluzioni parlamentari al Documento di Economia e Finanza, i singoli punti programmatici sono inseriti in una strategia riformista, definita e quantificata nella sua dimensione macroeconomica e di finanza pubblica. Secondo le nostre quantificazioni, le riforme proposte dal PD innalzano il Pil potenziale dell`Italia, la variabile decisiva per abbattere il debito pubblico e dare fiducia ai mercati, verso il 2% nel corso di un triennio.
Insieme al conseguimento di un avanzo primario del 3%, consentono di raggiungere nella seconda metà del decennio in corso una riduzione del debito pubblico in linea con le indicazioni del Patto di Stabilità rafforzato. Insomma, il PD ha già messo a punto una politica economica alternativa per lo sviluppo sostenibile, il lavoro e il taglio del debito. Intorno all`analisi della fase e alle proposte apriamo ora un confronto con tutte le forze all`opposizione del governo Berlusconi. Si tratta di una una sfida di carattere costituente. Il PD è pronto a cogliere e, soprattutto far cogliere all`Italia, l`occasione storica delle riforme.

Tre cartoline e uno speciale annullo postale per ricordare i 30 anni del Mercatino delle Erbe

L'iniziativa è della Pro Loco casolana che vuole così ricordare i 30 anni del Mercatino serale delle Erbe. Nella serata di venerdì 15 luglio, in Piazza Sasdelli, dalle ore 17.00 alle ore 20.30 il Servizio filatelico di Poste Italiane organizzerà una propria postazione dove sarà possibile acquistare le tre cartoline stampate per l'occasione, che porteranno lo speciale annullo postale del 30° anniversario del Mercatino delle Erbe (nell'immagine a sinistra). Le cartoline, che riproducono tre fiori e erbe officinali, elaborate graficamente - come il logo del trentennale del Mercatino - da Elisa Sangiorgi, saranno poste in vendita al prezzo di 3 euro ciascuna.

venerdì 8 luglio 2011

Si completa la viabilità di accesso alla zona artigianale

Dopo la realizzazione del collegamento tra la nuova e la vecchia zona industriale, si sta procedendo alla chiusura dell'accesso sulla Strada Provinciale "Casolana" (Via del Senio) da Via 1° Maggio (nella foto). Da quel punto si potrà solo entrare (per il traffico proveniente da Casola) mentre per uscire dalla zona industriale tutto il flusso di traffico dovrà raggiungere la rotatoria sulla "Casolana".

Parchi-giochi più sicuri

Sono iniziati nei parchi-giochi per bambini - nel Parco Giulio Cavina, nel Parco Pertini e in piscina - i lavori di installazione delle speciali pedane antiurto (nella foto) sotto le altalene, gli scivoli e gli altri giochi in legno. Lo scopo è garantire una maggiore sicurezza ai tanti bambini che frequentano le aree pubbliche casolane.





L'8 luglio inizia la XXIX edizione di "Casola è una favola" con un programma ricco e intenso

La XXIX edizione di "Casola è una favola" si propone al pubblico con un programma ricco e intenso di appuntamenti e eventi che, in due successivi fine settimana, conterrà la "Festa dei Racconti Dimenticati". Senza trascurare l'intreccio, la simbiosi, con il Mercatino serale delle Erbe.
Il programma della rassegna casolana - che vanta tanti tentativi di imitazione, ma resta unico nel suo modo di essere e di proporsi - è curato dal Teatro del Drago di Ravenna, e sostenuto dal Comune di Casola Valsenio, dalla Provincia di Ravenna e dalla Regione Emilia-Romagna.
Da segnalare, in particolare, le tante compagnie di teatro per ragazzi che porteranno in scena - in Piazza Sasdelli e in tanti luoghi di Casola, dal Cardello, al Giardino delle Erbe, a Monte Battaglia - le loro fiabe per bambini e adulti. E la partecipazione di personaggi del calibro di Ascanio Celestini (9 luglio), David Riondino (13 agosto), Ivano Marescotti (14 agosto) e il nostro Cristiano Cavina (30 luglio) che guiderà una passeggiata nella cava del gesso di Borgo Rivola alla scoperta dei luoghi in cui è ambientato il suo ultimo libro "Scavare una buca".
(Scarica il programma del Mercatino delle Erbe e di "Casola è una favola")

giovedì 7 luglio 2011

Il Mercatino delle Erbe compie 30 anni e torna a colorare e profumare l’estate casolana

È una proposta particolare e unica nel suo genere, che caratterizza i venerdì sera dell’alta valle del Senio con un’originale mostra-mercato di piante officinali e aromatiche e di prodotti realizzati con le erbe e utilizzati nella medicina, nella cosmesi e nella gastronomia. Nel suggestivo scenario dell’antico borgo di Casola Valsenio, il Mercatino delle Erbe torna tutti i venerdì di luglio e agosto.
Una serata al Mercatino è un’immersione nei profumi, negli aromi e nei colori delle piante aromatiche e officinali. E’ la scoperta dei loro svariati utilizzi nella cosmesi, nella medicina e nella gastronomia.
Oltre alle tante bancarelle degli erboristi – provenienti dalla Romagna e da altre province italiane – farà sfoggio di sé lo spazio dedicato al Giardino delle Erbe “A. Rinaldi Ceroni” con prodotti erboristici, piante aromatiche, arbusti e fiori officinali da ammirare, conoscere e acquistare.
Il Mercatino proporrà inoltre degustazioni, dimostrazioni pratiche, conferenze e conversazioni che permetteranno al visitatore di vivere pienamente l’affascinante mondo delle erbe officinali.
E non mancherà la gastronomia alle erbe, con la grande cena in piazza Sasdelli – organizzata dalla Pro Loco di Casola Valsenio – che quest’anno si svolgerà in due serate, il 15 e 16 luglio, per festeggiare il 30° anniversario del Mercatino. E poi, negli altri venerdì di luglio e agosto, saranno i ristoratori casolani che nel ristorantino “L’Ortica” proporranno i loro menu alle erbe.
Completano l’offerta le pizze alle erbe, i gelati artigianali alle erbe che potranno essere gustati in Piazza Alfredo Oriani insieme a tisane, cocktails alle erbe, vini aromatizzati e birre artigianali.
Ricca e diversificata sarà l’offerta di spettacoli e musica in Piazza Sasdelli, oltre alla consueta “anteprima di ‘Casola è una favola’”, con il teatro di burattini a ingresso gratuito.
Il Mercatino offrirà al visitatore anche un suggestivo allestimento artistico che si snoda lungo l’antico vicolo delle Rimesse, con sculture e installazioni e curato da “Percorsi Accademici di Scultura” di Faenza.
Merita, infine, una menzione particolare l'impegno e la cura che ogni anno la Pro Loco casolana mette nella realizzazione di questa bella e unica manifestazione.
(Scarica il programma del Mercatino delle Erbe e di "Casola è una favola")

mercoledì 6 luglio 2011

Lavoro e sviluppo le priorità della nuova Amministrazione Provinciale

"Il lavoro è per questa giunta la priorità assoluta." Con queste parole, il presidente della Provincia, Claudio Casadio, ha introdotto le linee programmatiche del suo mandato al consiglio provinciale.
"La Provincia sarà impegnata nei prossimi anni a contrastare gli effetti della crisi occupazionale salvaguardando, in modo particolare, l'occupabilità delle categorie più a rischio di espulsione dal mercato del lavoro e promuovendo lo sviluppo delle competenze del capitale umano, la ripresa economica del territorio e l'avvio di una crescita sostenibile.
La Provincia intende promuovere il comportamento socialmente responsabile delle imprese affinché si sviluppino buone pratiche nell'ambito dell'organizzazione del lavoro e dell'inclusione sociale."
Insieme alla Regione Emilia-Romagna, alla Camera di Commercio, ai Comuni e alle organizzazioni economiche e sindacali, riprenderemo il percorso avviato con la Conferenza economica provinciale per rilanciare una crescita sostenuta, innovativa e sostenibile in grado di creare lavoro qualificato specie per i giovani, su alcuni temi centrali:
• rafforzamento del ruolo del porto quale grande volano per lo sviluppo regionale anche attraverso un profondo adeguamento del sistema infrastrutturale e logistico dell’intero territorio
• rilancio degli investimenti pubblici e privati
• semplificazione delle procedure autorizzative
• costruzione di un nuovo sistema di relazioni tra il mondo della conoscenza, della ricerca e delle innovazione e le imprese attraverso il pieno decollo dei tecnopoli
• sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo; lo sviluppo di tutte le potenzialità della green economy; il rilancio del settore agroalimentare
• valorizzazione delle risorse umane attraverso politiche integrate per la formazione e il lavoro
• costruzione di un nuovo welfare basato sulla responsabilità sociale del territorio
• rafforzamento delle politiche per il turismo e per il commercio in previsione dell’ obiettivo di Ravenna capitale europea della cultura
• nuove politiche per la mobilità e i trasporti
"Partendo dal percorso già delineato dalla Conferenza Economica e dalle strategie di intervento previste dal POR FESR - Competitività regionale e occupazione 2007/13 - continua Casadio - saranno programmati interventi per potenziare l'investimento nel capitale umano con le forze economico sociali e con tutti i soggetti istituzionali e sociali a supporto delle imprese impegnate in innovazione, ricerca, internazionalizzazione, apertura ai mercati esteri, sviluppo di conoscenze e competenze nel settore delle energie rinnovabili, del risparmio energetico e idrico, della mobilità sostenibile (green econonomy)."
"Il rilancio e il buon funzionamento della nostra economia sono i presupposti fondamentali - ha concluso Casadio - per garantire coesione sociale e alto livello dei servizi, due caratteristiche distintive della nostra comunità provinciale."

Un buon accordo. Finalmente!

di Luigi Mariucci (Responsabile Lavoro del PD Emilia-Romagna)

L'accordo interconfederale siglato il 28 giugno merita una valutazione nettamente positiva. Intanto perché è unitario e pone fine a una annosa e autodistruttiva disputa tra i sindacati sulle regole più elementari in materia di rappresentanza ed efficacia dei contratti. Ovvio poi è il rilievo politico in una fase in cui a fronte delle drammatiche difficoltà economiche e finanziarie agisce ancora un agonizzante governo delle destre.
(continua)

La centralità del Giardino delle Erbe nell’offerta turistica casolana e delle Terre di Faenza

Intervento del Sindaco Nicola Iseppi in Consiglio comunale (30 giugno 2011)

Il Sindaco Nicola Iseppi, rispondendo a una interrogazione del gruppo consiliare di centrodestra, ha proposto in Consiglio comunale alcune considerazioni sull’”importanza e la centralità del Giardino delle Erbe all’interno dell’offerta turistica di Casola Valsenio”.
“Casola Valsenio – ha osservato il Sindaco - è il “paese delle erbe e dei frutti dimenticati”, le manifestazioni turistiche e culturali che si susseguono durante l’anno sono per grandissima parte incentrate sulle erbe” che hanno nel Giardino delle Erbe il loro principale punto di interesse e di attrazione.
L’offerta commerciale derivata da tutto ciò ci dice di un sistema che ha funzionato suscitando anche ammirazione da territori vicini. Non era un fatto scontato, per esempio – ha osservato il Sindaco - che i ristoratori casolani proponessero e sviluppassero un’originale offerta gastronomica incentrata sull’uso delle erbe. tutti, ad esempio.

martedì 5 luglio 2011

Province: abbiamo le nostre proposte di riforma e riduzione. No alla demagogia

Le province italiane
La Camera ha respinto la legge proposta dall'IDV per abolire le province. Il PD si è astenuto. E' stato respinto innanzitutto il mantenimento del primo articolo del testo, quello che cancellava le parole «le province» dal Titolo V della Costituzione (225 i voti contrari, 83 quelli a favore, 240 gli astenuti). Poi, è stata bocciata l'intera proposta di legge.

Perché il PD si è astenuto
L'astensione è stata dovuta al fatto che il testo all'esame della Camera "propone semplicemente la soppressione della parola province e non dice nulla sul dopo", come ha spiegato il capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini. "Siamo anche disposti, nell'ambito di un confronto parlamentare, a discutere della vera e propria soppressione delle province ma nell'ambito di un disegno che ridistribuisca le competenze" e spieghi i risparmi ed i costi, ha aggiunto. E ha sottolineato: "resta il tema del trasferimento delle competenze che è doveroso indicare", dicendo "a chi vanno con quali costi". Quindi ha proseguito: "Teniamo aperta la possibilità di una riforma. Un voto contrario suonerebbe preclusivo della volontà di fare riforme, ed è l'atteggiamento di questa maggioranza”.
Da Davide Zoggia, responsabile Enti Locali del PD arriva lo stop alla faciloneria dei titoloni di giornale: “Noi siamo contrari a misure demagogiche e raffazzonate che rischiano di produrre più danni che benefici. Siamo convinti che l’architettura istituzionale del paese debba essere rivista e in tale riassetto crediamo che si debba riconsiderare ruolo, funzioni e numero delle province. Parlare di una generale quanto generica abolizione, come fa l’on. Di Pietro, va bene per conquistarsi un titolo di giornale ma non per affrontare una questione complessa che riguarda funzioni, poteri, competenze in coordinamento con le Regioni e i Comuni. Di Pietro, piuttosto, cerchi di dare il suo contributo e la sua collaborazione per una riforma organica che parta dai rami alti e discenda sui territori, come il PD si sta impegnando a fare”.

TAV: per saperne di più

Per saperne di più sulla TAV, sul tracciato che attraverserà la Val di Susa, sulle finalità dell'opera e sui suoi costi, consigliamo la lettura del sito http://www.torino-lione.it/default.htm che Walter Rivola ha segnalato sulla sua pagina di facebook.
Contiene dati, analisi, studi, interventi e relazioni che possono risultare utili per una migliore comprensione e  conoscenza di quanto sta accadendo e di ciò che potrà accadere.

Contro i violenti e i provocatori in Val di Susa, senza se e senza ma!

Anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano è intervenuto per condannare la violenza alla manifestazione contro l’alta velocità a Chiomonte della Maddalena, dove attorno al cantiere dei lavori preliminari per la TAV ci sono stati centinaia di feriti negli scontri fra manifestanti e forze dell’ordine.
"Le violenze accadute in Val di Susa sollecitano tutte le istituzioni e le componenti politiche democratiche a ribadire la più netta condanna. Le forze dello Stato, alle quali va la mia solidarietà, devono intervenire con la massima fermezza. Non si può tollerare - si legge nella nota diffusa domenica sera - che a legittime manifestazioni di dissenso cui partecipino pacificamente cittadini e famiglie si sovrappongano, provenienti dal di fuori, squadre militarizzate per condurre inaudite azioni aggressive contro i reparti di polizia chiamati a far rispettare la legge".

Bonaccini: "Bene Errani su emergenza rifiuti. Il Governo e la Campania diano garanzie"

di Stefano Bonaccini (Segretario PD Emilia-Romagna)

Il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna condivide e appoggia la decisione del Presidente Errani, e dei presidenti delle altre 15 Regioni firmatarie, di contribuire a risolvere l’emergenza rifiuti a Napoli.
Siamo pronti a fare la nostra parte, ovviamente chiedendo le necessarie garanzie per la tutela della salute pubblica e ambientale.
Gli emiliano-romagnoli hanno sempre dimostrato di essere persone serie e dotate di un profondo senso civico. Non ci tiriamo dunque indietro, come non lo abbiamo fatto davanti ad altre emergenze nazionali.
Sul fronte del Governo purtroppo registriamo che solo a seguito dell’iniziativa delle Regioni il Presidente del Consiglio ha evidenziato l’emergenza nazionale e si è appellato alla solidarietà, mentre la Lega Nord va esattamente nella direzione opposta. Qual è dunque l’orientamento del Governo? Occorre chiarire una volta per tutte se quanto affermato dal Presidente del Consiglio fa testo per la maggioranza.
Ricordo a PDL e Lega Nord che governare significa assumersi una responsabilità precisa e non ambigua in tutto il Paese e davanti ai cittadini, senza posizioni di comodo e superando gli egoismi.

lunedì 4 luglio 2011

Rabboni: le misure per "salvare" il mercato di pesche e nettarine

Inserire pesche e nettarine tra le specie ortofrutticole che possono accedere ai contributi straordinari stanziati dalla UE per far fronte ai danni provocati dall’allarme Escherichia coli, ma anche la convocazione della grande distribuzione organizzata per sollecitarla a superare il diniego alla firma dell'accordo con i produttori di pesche e nettarine per evitare l'immissione sul mercato di prodotti di bassa qualità e pratiche commerciali scorrette. Infine la richiesta di un coordinamento nazionale delle azioni di ritiro di prodotto invenduto già previste e finanziate dall'Unione europea con l'organizzazione comune di mercato ortofrutticola.
Sono queste le richieste che l’Emilia-Romagna rivolge al Governo, di fronte alle difficoltà che sta registrando il mercato della frutta estiva, caratterizzato da un forte calo della domanda e da prezzi che non riescono nemmeno a coprire i costi di produzione sostenuti dagli agricoltori.
A questo proposito l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – che a Bologna ha incontrato le organizzazioni agricole, cooperative e i rappresentanti dei produttori – ha scritto al Ministro delle politiche agricole Saverio Romano chiedendo un incontro urgente.
Per l'assessore Rabboni “si rischia il paradosso: buona produzione e prezzi non remunerativi”. “Le difficoltà – prosegue l’assessore – nascono soprattutto dal calo della domanda che è determinato da tre concause: psicosi da batterio, calo dei redditi e brutta stagione nei paesi d'esportazione. In più il ritardo di maturazione del prodotto spagnolo, lo sovrappone a quello italiano, ingolfando e sovraccaricando il mercato europeo".
“Se vogliamo strappare qualche risultato utile per i produttori dobbiamo utilizzare in modo sinergico tutte le possibilità di intervento in grado di ridurre l’immissione sul mercato di prodotto eccedente e soprattutto di bassa qualità. Per questo – ha aggiunto Rabboni – chiediamo al Ministro di intervenire direttamente in tre direzioni: verso la grande distribuzione perchè si responsabilizzi sulle conseguenze irreversibili che questa situazione può avere sul comparto e sottoscriva senza ulteriori indugi l'accordo interprofessionale per la qualità del prodotto commercializzabile; verso le organizzazioni di prodotto di tutte le Regioni italiane perchè utilizzino tutte le risorse europee disponibili per ritirare dal mercato il prodotto destinabile agli indigenti o alle produzioni agroenergetiche; verso il Commissario europeo all'Agricoltura, Dacian Ciolos, perché includa le pesche e le nettarine tra le produzioni indennizzabili attraverso lo stanziamento europeo dei 210 milioni per l'Escherichia coli.".

Emilia-Romagna, Toscana e Marche insieme contro la "vespa cinese del castagno"

Le Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche insieme per una più efficace azione di contrasto della vespa cinese del castagno, il cinipide originario della Cina, che, in assenza di nemici naturali, sta causando gravi danni ai castagneti di tutta la Penisola. E’ questo l’obiettivo del convegno “Emergenza Cinipide: uniti si vince” organizzato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con i Servizi Fitosanitari di Toscana e Marche che si è svolto mercoledì 29 giugno presso la Direzione generale Agricoltura, in viale della Fiera 8 a Bologna..
Al centro del convegno il nuovo Piano nazionale di lotta biologica che prevede la diffusione, nelle zone colpite, di un particolare antagonista naturale: il Torymus sinesis, un piccolo insetto di origine asiatica che attacca le larve della vespa cinese e ne arresta lo sviluppo. Tale tipo di intervento, che allo stato rappresenta l’unico strumento di lotta contro la vespa cinese, è già partito anche in Emilia-Romagna, con 12 lanci del Torymus sinesis realizzati nel 2011, dopo i 4 realizzati nel 2010. Ma per un intervento particolarmente efficace e mirato è essenziale il coordinamento e la sinergia con le Regioni confinanti, quali appunto Toscana e Marche.
“La strada che stiamo percorrendo – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni – è quella della lotta biologica, in linea con un protocollo messo a punto a livello nazionale dall’Università di Torino. Dovremo attendere sicuramente qualche anno per vedere i primi risultati, ma le esperienze di altri Paesi e i dati che stiamo raccogliendo ci inducono ad essere ottimisti”. I primi lanci di Torymus in Emilia-Romagna sono iniziati l’anno scorso in via sperimentale in alcuni impianti di castagno infestati dal cinipede. Quest’anno, a fine aprile, sono state effettuate altre nuove introduzioni del parassitoide in dodici punti diversi del territorio regionale, da Parma a Rimini. Le aree sono state scelte in modo da distribuire in maniera omogenea i Torymus disponibili.
“Il limite di questo tipo di lotta – ha rilevato l’assessore Rabboni – è proprio la quantità del parassitoide che abbiamo a disposizione. L’insetto non può essere allevato artificialmente, occorre moltiplicarlo in modo naturale su piante di castagno infestate dalla vespa cinese. Per incrementare la quantità del parassitoide da utilizzare per i prossimi lanci abbiamo costituito nell’imolese una seconda biofabbrica che si aggiunge a quella già operativa di Carpineti (Reggio Emilia). Questo ci consentirà non solo di essere autosufficienti per la produzione di Torymus, ma anche di attuare su un’area più vasta il programma di lotta biologica al cinipede del castagno in tempi più rapidi”.
La vespa del castagno ha iniziato la sua diffusione dal Piemonte nel 2002, i primi avvistamenti Emilia-Romagna sono avvenuti nel 2008 ed ormai la sua presenza è segnalata in tutta la Penisola. L’insetto non è pericoloso per l’uomo e causa danni esclusivamente ai castagni colpendo sia gli ibridi euro-giapponesi, sia il castagno europeo, selvatico o innestato. Le piante, anche quelle più attaccate, non muoiono, ma subiscono una riduzione dello sviluppo vegetativo ed una drastica riduzione della fruttificazione con relativo grave danno economico.

E’ una manovra finanziaria depressiva e di tagli che abbassa la crescita. Le misure del governo lasciano l'Italia con il cappio al collo.

Bossi, Berlusconi, Tremonti: dalla "finanza creativa" alla "finanza dei furbetti"
Una ricetta a dir poco bizzarra è quella che il Consiglio dei ministri ha varato per centrare l'obiettivo del deficit zero nel 2014. Una manovra da 47 miliardi così ripartita: 1,5 miliardi sul 2011, 5,5 nel 2012 e 20 miliardi sui due anni successivi.
Dalla “finanza creativa” il centrodestra è dunque passato alla “finanza dei furbetti” con un ”regalo” pesantissimo per gli italiani e, soprattutto, per il prossimo governo che a partire dal 2012 non sarà di certo guidato da Silvio Berlusconi, destinato al dimenticatoio dopo i fallimenti degli ultimi 17 anni.
Ma la furberia non finisce qui. Dietro alle richiesta di facciata del premier di richiedere la collaborazione da parte delle opposizioni c'è l'ennesima richiesta della fiducia parlamentare che, di fatto, cancella ogni possibile discussione sul testo, non taglia nessuna tassa (come sbandierava Berlusconi) ma lascia una dura ipoteca di sacrifici e di impopolarità per il prossimo governo. La fiducia alla Camera è stata programmata per il prossimo 25 luglio.
Nel testo della manovra troveranno spazio nuove tasse, poche liberalizzazioni (professioni e orari), tagli alle Regioni, Province e Comuni, accorpamenti di enti, ticket sulla Sanità, allungamento a 65 anni delle pensioni rosa e imprecisate riduzioni ai costi della politica.
Insomma si tratta di una “bomba ad orologeria". Questo è stato il primo commento del segretario del PD, Pier Luigi Bersani. "Va bene la responsabilità, perché sappiamo cosa vuol dire dover raddrizzare la barca, ma che non ci dicano mangiate questa minestra o saltate la finestra perché noi questa minestra non la mangiamo". Il leader del PD Bersani non ha dubbi: "E' una manovra depressiva e di tagli che abbassa la crescita. Le misure del governo lasciano l'Italia con il cappio al collo".
“Non possiamo andare avanti così un altro anno e mezzo nascondendo la polvere sotto il tappeto. Dobbiamo chiedere che questo governo se ne vada” ha concluso Bersani.
Per Stefano Fassina, responsabile economico del PD, “la scelta di affrontare con una genericissima delega la riforma dell'Irpef indica la finalità elettorale del provvedimento. Le tre aliquote formali sbandierate da Tremonti non dicono nulla. Per capire quali sono le aliquote effettive, cioè quanto pagherà ciascun contribuente, è necessario conoscere i limiti degli scaglioni e l'importo delle detrazioni. Il Ministro Tremonti può rassicuraci indicando che la sua riforma dell'Irpef avrà un impatto progressivo, ossia migliorerà le condizioni dei redditi bassi e medi? La scelta di abbassare dal 43 al 40% l'ultima aliquota Irpef implica il contrario. In una fase difficilissima per la finanza pubblica e per le condizioni della stragrande maggioranza delle famiglie italiane ogni euro svincolato dall'abbattimento del deficit andrebbe concentrato su chi è in maggiore difficoltà. Tanto più che mentre il Parlamento si intratterrà con un disegno di legge delega che non darà mai origine ai decreti attuativi, il federalismo leghista dispiegherà i suoi effetti con aumenti dell'addizionale comunale all'Irpef, con l'imposta di scopo, con l'imposta di soggiorno, con il raddoppio dell'Ici sui beni strumentali di lavoratori artigiani, commercianti e piccoli imprenditori.“
Per Davide Zoggia, responsabile PD Enti Locali, “la manovra affossa definitivamente il federalismo e fa giustizia della propaganda della Lega, che lo ha usato in maniera strumentale. La retorica del partito dei territori si è rivelata una buffonata, non a caso la Lega ha approvato tutte le misure ammazza autonomie volute da questo governo. I tagli di Tremonti prima, e poi il federalismo fiscale e quello municipale, avevano già compromesso il cammino. Oggi con i nuovi tagli contenuti nella manovra abbiamo avuto la conferma definitiva di questo disinteresse. Noi ci batteremo con ogni forza contro chi come questo governo, vede negli enti locali un peso o, nel migliore dei casi, una cassa continua. Gli enti locali sono, invece, un’occasione per la crescita del Paese. Anche per questo a Firenze abbiamo presentato, nel convegno “Innovare il Paese. L’Italia intera. Le nostre idee per il federalismo”, le proposte per una vera riforma federale. Quella del governo, ad oggi, possiamo tranquillamente dire che è mai esistita.”

domenica 3 luglio 2011

300 scooteristi a Casola

Provengono da tutta Italia. Sono arrivati  con lambrette, vespe e scooter, per l'11° Raduno nazionale Scooter S.I.R. che ha portato a Casola circa 300 appassionati scooteristi.
Il Raduno - dall'1 al 3 luglio - è stato organizzato dal  Road Runner - Lambretta Club di Imola, con il patrocinio del Comune di Casola Valsenio.
Nelle foto, alcune imnagini dei partecipanti, sabato pomeriggio nel parcheggio della piscina, in Via Filippo Pirazzoli.







AAA. Democrazia cercasi

di Antonio Castellani (Responsabile comunicazione GD Emilia-Romagna)

La raccolta di firme che ci apprestiamo a compiere nelle settimane e nei mesi a venire sulla democraticità dei partiti oggi ha ancora maggior valore.
Proprio oggi dove nel principale partito di governo il PDL, partito di proprietà di Berlusconi, l'elezione del segretario è avvenuta per acclamazione, per evitare nel caso ci fossero dubbi che qualcuno potesse votare pensando con la propria testa.
Si, il primo segretario del PDL, è - statuto del PDL alla mano -"eletto su proposta del presidente nazionale", che fino a prova contraria, sarà Berlusconi ancora per un po' di tempo. Berlusconi aveva bisogno di un lacchè e Alfano è evidentemente sembrata la soluzione migliore.
Ma come si può parlare di democrazia?
Come si fa a parlare di "dittature delle toghe", quando, nel proprio partito, c'è un'unica persona al comando che fa solo i propri interessi da oltre 17 anni?
Insomma, raccogliamo tutte le firme che possiamo in questi mesi, vogliamo arrivare a Settembre con una proposta che abbia ampiamente superato il numero minimo di firme e vogliamo soprattutto farlo in Emilia-Romagna dove ancora una volta deve arrivare un forte segnale di cos'è la VERA democrazia.

L'Italia è ferma, mettici la firma per farla ripartire! Due proposte di legge d'iniziativa popolare in favore delle nuove generazioni e per la riforma dei partiti.

I Giovani Democratici lanciano due proposte di legge d'iniziativa popolare per dare l'occasione ai giovani di realizzare i proprio progetti e per una politica aperta, partecipativa e democratica, per ridare fiato e speranza ad un Paese bloccato dal malgoverno.
Per portare le proposte all'esame del Parlamento, servono almeno 50 mila firme.
Le firme si raccolgono nelle Feste Democratiche e nei banchetti che verranno organizzati dai Giovani Democratici. A Casola le firme si raccoglieranno alla Festa Democratica, dal 30 luglio al 7 agosto.


La proposta di legge contiene una serie di misure in favore delle nuove generazioni nel nostro paese. In particolare al Capo I relativo l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, dopo il lungo percorso di studi, attraverso la modernizzazione degli ordini professionali. Il capo II fa riferimento ai contratti di tirocinio formativi e di orientamento. Capo III agevolazioni fiscali nell’acquisto della prima casa per i giovani che hanno deciso di staccarsi dalla famiglia e rendersi autonomi.

La presente proposta di legge si prefigge lo scopo di sanare la grave lacuna, tuttora presente nel nostro ordinamento, della mancata attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, il quale recita testualmente: «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». Ai cittadini è assegnata la titolarità del diritto alla partecipazione politica, ai partiti la funzione di realizzare il necessario collegamento tra questi e i governanti attraverso l’aggregazione delle domande che si formano sulla base di una visione comune e consentire, in tal modo, scelte collettive semplificate e strutturate. Lo statuto deve garantire i requisiti di democraticità nei processi decisionali. Aspetto rilevante in questa proposta è la formazione degli iscritti che consente di promuovere progetti di ricerca su temi culturali presentati dagli stessi.